Conferencia Episcopal de Colombia
Bogotà (Agenzia Fides) – Un devastante terremoto di magnitudo 7.4 ha scosso la Colombia nella mattinata di lunedì 10 agosto 2026, con epicentro individuato nel municipio di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó. Secondo i dati ufficiali ancora parziali forniti dalle autorità locali, la violenta scossa ha provocato almeno 111 vittime, oltre 80 feriti e diverse persone risultano disperse. Sono migliaia le abitazioni danneggiate, con gravi lesioni strutturali a edifici civili, infrastrutture e luoghi di culto nelle regioni di Manizales, Pereira e Cali.
Di fronte a questa tragedia nazionale, la Conferenza episcopale colombiana (CEC) ha espresso vicinanza e solidarietà a tutte le comunità colpite. Nel messaggio intitolato «Mensaje al pueblo colombiano con motivo del terremoto del 10 de agosto de 2026», firmato dai membri della Presidenza della CEC (il Presidente Francisco Javier Múnera Correa, IMC, Arcivescovo di Cartagena, il Vicepresidente Gabriel Ángel Villa Vahos, Arcivescovo di Tunja e Germán Medina Acosta, Vescovo di Engativá e Segretario Generale), i presuli aprono la loro riflessione citando le Scritture: «Dio è per noi rifugio e fortezza, un aiuto sempre presente nelle difficoltà» (Salmo 46, 2).
Nel loro vibrante appello, i Vescovi della Presidenza della Conferenza episcopale sottolineano che la portata dell'emergenza richiede un'immediata risposta comune: «Questo momento doloroso ci ricorda che nessuno può affrontare da solo un'emergenza di questa portata. La Colombia è chiamata, ancora una volta, a riconoscersi come un'unica famiglia e a rispondere al sofferenza dei propri fratelli con generosità, responsabilità e solidarietà».
Oltre a raccomandare a Dio le anime dei defunti, la guarigione dei feriti e la sorte dei dispersi, i Vescovi hanno espresso profonda gratitudine verso i soccorritori, il personale sanitario, i volontari e le forze dell'ordine attivi nelle operazioni di salvataggio. «A tutti gli interessati, la nostra preghiera, la nostra vicinanza e la nostra solidarietà», conclude il documento della Presidenza episcopale.
Dalle giurisdizioni ecclesiastiche maggiormente colpite, i Pastori si sono subito messi al servizio della popolazione. Nell'Arcidiocesi di Manizales, l’Arcivescovoescovo José Miguel Gómez ha fatto riferimento ai gravi danni subiti da abitazioni, edifici e luoghi di culto, chiedendo che «nessuna persona rimanga senza assistenza in questi momenti di difficoltà».
Nella Diocesi di Pereira, il Vescovo Nelson Jair Cardona Ramírez ha chiesto al clero e alle religiose di sostenere gli sfollati, confermando che la comunità ecclesiale lavora con le autorità civili per operare «come un'unica squadra al servizio dei fratelli che stanno soffrendo di più». A Cali, l'Arcivescovo Luis Fernando Rodríguez Velásquez ha segnalato lesioni a edifici storici come la cattedrale di San Pedro Apóstol e la chiesa de La Merced, esortando tutti a «unirci, camminare insieme e lavorare insieme» per la ricostruzione.
La macchina della carità ecclesiale si è attivata prontamente: il Secretariado de Pastoral Social - Cáritas Colombiana ha lanciato il suo Servicio Nacional de Emergencias per raccogliere fondi, mentre la rete dei Banchi Alimentari di Bogotà, Pereira e Buenaventura coordina l'invio e la distribuzione di cibo, acqua potabile e generi di prima necessità nei centri di accoglienza e negli ospedali. (MLK) (Agenzia Fides 11/08/2026)