Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.AFRICA/GHANA - "I minatori illegali d’oro sono cittadini egoisti che stanno distruggendo il Paese” denuncia l’Arcivescovo di Kumasihttp://www.fides.org/it/news/62717-AFRICA_GHANA_I_minatori_illegali_d_oro_sono_cittadini_egoisti_che_stanno_distruggendo_il_Paese_denuncia_l_Arcivescovo_di_Kumasihttp://www.fides.org/it/news/62717-AFRICA_GHANA_I_minatori_illegali_d_oro_sono_cittadini_egoisti_che_stanno_distruggendo_il_Paese_denuncia_l_Arcivescovo_di_KumasiAccra - I minatori illegali sono cittadini malvagi che rischiano di distruggere il Paese anteponendo il loro interesse personale al benessere generale, ha denunciato Sua Ecc. Mons. Gabriel Justice Yaw Anokye, Arcivescovo di Kumasi. <br />Il fenomeno dei cosiddetti “galamsey”, minatori illegali di oro, sta minacciando l’ecosistema del Ghana, in particolare i fiumi e le riserve idriche nazionali, che sono inquinanti dall’uso massiccio di mercurio utilizzato per estrarre l’oro dalla rocce aurifere.<br />“Pensare solo se se stessi e alla propria famiglia senza considerare la nazione significa essere avidi e malvagi. Tutti dobbiamo pensare al futuro del Paese e alle generazioni future” ha ammonito l’Arcivescovo.<br />Secondo Mons. Anokye, i minatori illegali sono ancora più malvagi e pericolosi degli assassini e delle persone stolte che non pensano al loro Paese.<br />Sebbene il governo abbia avviato una campagna per proibire le attività dei“galamsey”, Mons. Anokye denuncia che queste proseguono di notte, in diverse aree come Timso, Modaso e Diaso. <br />Il Ghana è il secondo produttore africano d’oro e il decimo mondiale. Accanto alle miniere legali ne sono sorte innumerevoli clandestine. Il numero dei “galamsey” è difficile da valutare: si stima che vanno dai 30.000 ai 200.000, alcuni dei quali stranieri, persino cinesi. Kumasi è il capoluogo della regione dell’Ashanti, nel sud del Ghana dove si concentrano le riserve d’oro del Paese. <br /><br />Thu, 27 Jul 2017 12:15:48 +0200AFRICA/CONGO RD - L’opposizione lancia l’operazione “città morta” e la disobbedienza civile per cacciare Kabilahttp://www.fides.org/it/news/62716-AFRICA_CONGO_RD_L_opposizione_lancia_l_operazione_citta_morta_e_la_disobbedienza_civile_per_cacciare_Kabilahttp://www.fides.org/it/news/62716-AFRICA_CONGO_RD_L_opposizione_lancia_l_operazione_citta_morta_e_la_disobbedienza_civile_per_cacciare_KabilaKinshasa - Due giorni di “città morta” in tutta la Repubblica Democratica del Congo per “ottenere la partenza” del Presidente Joseph Kabila sono stati indetti dall’opposizione che si riconosce nel “Rassemblement”. Le due giornate di protesta si terranno l’8 e il 9 agosto, alle quali seguiranno altre iniziative di protesta.<br />Il mandato di Kabila è scaduto il 20 dicembre 2016, data entro la quale si dovevano tenere le elezioni generali. In base agli accordi di San Silvestro, mediati dai Vescovi cattolici, Kabila è rimasto al potere per nominare un governo di unità nazionale incaricato di organizzare le elezioni entro il 2017. Il governo formato a maggio dal Premier Bruno Tshibala non include però i rappresentanti dell’opposizione riunita nel Rassemblement che ne contesta la legittimità. Tanto più che appare difficile che possa organizzare entro l’anno le elezioni .<br />Dopo le due giornate di “città morta”, le Rassemblement ha indetto per il 20 agosto dei meeting nei capoluoghi delle 25 province e quattro assembramenti in 4 differenti punti della capitale Kinshasa, che ha 10 milioni di abitanti. “In mancanza di convocazione degli elettori, entro il 30 settembre, Joseph Kabila non verrà riconosciuto come presidente dal 1° ottobre” ha dichiarato un portavoce del Rassemblement. A partire dal 1° ottobre pertanto i congolesi sono invitati alla disobbedienza civile, non pagando tasse né fatture elettriche e idriche alle due società statali che hanno il monopolio dell’erogazione di questi servizi. <br />Thu, 27 Jul 2017 11:48:21 +0200ASIA/TERRA SANTA - Dopo le tensioni sulla Spianata delle Moschee, Al Azhar convoca una “Conferenza internazionale” su Gerusalemmehttp://www.fides.org/it/news/62715-ASIA_TERRA_SANTA_Dopo_le_tensioni_sulla_Spianata_delle_Moschee_Al_Azhar_convoca_una_Conferenza_internazionale_su_Gerusalemmehttp://www.fides.org/it/news/62715-ASIA_TERRA_SANTA_Dopo_le_tensioni_sulla_Spianata_delle_Moschee_Al_Azhar_convoca_una_Conferenza_internazionale_su_GerusalemmeIl Cairo – L'Università di Al Azhar, maggior centro accademico-teologico dell'islam sunnita, ha annunciato la decisione di voler convocare, entro il prossimo settembre, una Conferenza internazionale su Gerusalemme, per confrontarsi “con istituzioni e organismi di rilievo” intorno al presente e al futuro della Città Santa, a partire dalle ultime tensioni sviluppatesi intorno alla Spianata delle Moschee e ai Luoghi Santi musulmani. In una dichiarazione rilanciata dai media nazionali egiziani, al Azhar definisce le recenti misure adottate dalle autorità israeliane come “non fondate su nessun principio umanitario o di civiltà”. Già la scorsa settimana, l'Università sunnita aveva fatto appello alla comunità internazionale a non rimanere indifferente davanti a quelle che aveva definito “azioni aggressive” messe in atto dalle autorità israeliane. <br />La nuova escalation di tensione intorno alla Spianata delle Moschee è iniziata con l'attacco armato avvenuto in quel sito lo scorso 14 luglio, nel quale tre attentatori palestinesi – poi tutti uccisi – hanno provocato la morte di due soldati israeliani. A scatenare le reazioni era stata in particolare l'istallazione di metal detector alle porte d'accesso alla Spianata. Dopo tale disposizione, si è registrato un intensificarsi di violenze in tutta la Terra Santa, con un bilancio di almeno sei morti a Gerusalemme e in Cisgiordania. Alle tensioni intorno ai Luoghi Santi musulmani di Gerusalemme è legato anche l'attacco all’ambasciata israeliana ad Amman nel quale sono rimasti uccisi due giordani e un israeliano è stato ferito in modo grave. <br />L'ultimo grande convegno di carattere internazionale organizzato da al Azhar è stato la “Conferenza internazionale per la pace”, che ha avuto il suo culmine nel pomeriggio di venerdì 28 aprile con l'intervento di Papa Francesco. .Thu, 27 Jul 2017 11:38:03 +0200AMERICA/CILE - Ancora una chiesa bruciata per presunte rivendicazioni Mapucheshttp://www.fides.org/it/news/62714-AMERICA_CILE_Ancora_una_chiesa_bruciata_per_presunte_rivendicazioni_Mapucheshttp://www.fides.org/it/news/62714-AMERICA_CILE_Ancora_una_chiesa_bruciata_per_presunte_rivendicazioni_MapuchesVilcun – Ancora una chiesa bruciata lungo la via che va da Cajon al comune di Vilcun, nell’Araucania cilena. Questa volta è stata una chiesa evangelica ad essere completamente distrutta. Secondo la nota di Radio Bio Bio, pervenuta a Fides, nella tarda serata di martedì 25 luglio due unità di pompieri sono intervenute sul posto, ma ormai non c'era più niente da fare davanti all'incendio doloso. Sul luogo è stato trovato un telo con la scritta "libertà ai prigionieri politici mapuches".<br />Solo pochi giorni fa il Vescovo di Temuco, Mons. Hector Vargas, aveva dichiarato alla stampa che ancora manca circa il 40% per completare il "Plan Araucania", e specificare così compiti e azionu.<br />Il Piano Araucania è stato consegnato a giugno scorso al popolo cileno e prevede lo sviluppo della zona e la fine definitiva di ogni tipo di violenza assurda contro le istituzioni. L'atteso "Piano per l'Araucanía" intende porre fine al conflitto storico tra lo Stato e il popolo Mapuche durato oltre 150 anni.<br /> <br />Thu, 27 Jul 2017 11:29:38 +0200AMERICA/PERU’ - Centinaia di bambini in maschera per la festa del Santiago Wankahttp://www.fides.org/it/news/62713-AMERICA_PERU_Centinaia_di_bambini_in_maschera_per_la_festa_del_Santiago_Wankahttp://www.fides.org/it/news/62713-AMERICA_PERU_Centinaia_di_bambini_in_maschera_per_la_festa_del_Santiago_WankaHuancayo – Gli studenti di sette istituti scolastici hanno dato il via alla tradizionale festa del Santiago Wanka, nella provincia di Huancayo. Con grande entusiasmo centinaia di bambini hanno rappresentato il simbolismo degli uomini che lavorano nei campi per festeggiare Santiago o Tayta Shanti, patrono degli animali e in generale dei frutti della terra. Al ritmo dello Shakatán, i piccoli hanno realizzato singolari coreografie come il Pagapu , il Qochaupiay , lucy–lucy, shakatán, scene di vita matrimoniale e il mercato del bestiame, con l’obiettivo di vincere il trofeo del “Concorso Santiaguito Huanca 2017”. L’organizzazione del Santiaguito Huanca, rientra nella tradizione del Municipio Provinciale di Huancayo e dell’Istituto della Gioventù e della Cultura, affinchè le tradizioni huanca si valorizzino fin dalla prima infanzia.<br /> <br />Thu, 27 Jul 2017 10:51:27 +0200AMERICA/COLOMBIA - Dialogo sull’attività mineraria illegale, un primo approccio positivohttp://www.fides.org/it/news/62712-AMERICA_COLOMBIA_Dialogo_sull_attivita_mineraria_illegale_un_primo_approccio_positivohttp://www.fides.org/it/news/62712-AMERICA_COLOMBIA_Dialogo_sull_attivita_mineraria_illegale_un_primo_approccio_positivoAntioquia – Una prima impressione positiva ha lasciato l'incontro fra il Viceministro colombiano per l'attività mineraria e l’energia, Carlos Andrés Cante, e i Vescovi cattolici, svoltosi il 24 luglio, per chiarire i principali punti di questa attività in diverse zone del paese. Mentre i Vescovi hanno espresso grande preoccupazione per la corruzione e il deterioramento umano, ambientale e sociale associato all'estrazione illecita, il Viceministro ha sottolineato il forte contributo allo sviluppo delle comunità e il beneficio nel campo del lavoro che una corretta e controllata attività mineraria può dare al paese.<br />"Abbiamo un nemico comune e si chiama l'estrazione illegale di minerali e deve essere fermata da tutti. La Chiesa cattolica ha combattuto su molti fronti per aiutare la comunità, per difendere l'integrità delle persone e anche in questo siamo d'accordo, perché la Colombia è un paese con una tradizione mineraria e questa estrazione, se fatta bene, combatte la povertà e crea il benessere per le famiglie che ne beneficiano" ha detto il rappresentante del governo colombiano.<br />A questo incontro hanno partecipato funzionari del Ministero delle Miniere e dell'Energia, la Segreteria delle attività Minerarie di Antioquia, l'Arcivescovo di Medellin, l'Arcivescovo di Santa Fe de Antioquia, i Vescovi di Jerico, Caldas, Apartadó, Sonsón, Santa Rosa de Osos e il Vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di Medellin.<br />La Chiesa è sempre stata protagonista nella difesa del territorio e delle popolazione riguardo a questo settore economico del paese, proteggendo le fonti d’acqua, come nel caso della diocesi di Jerico , o contro lo sfruttamento delle risorse naturali senza controllo a Medellin e Santa Fe di Antioquia , e così anche in altri casi.<br /> <br />Thu, 27 Jul 2017 10:36:29 +0200ASIA/IRAQ - Continua il pressing per coinvolgere i cristiani nel referendum sull'indipendenza del Kurdistanhttp://www.fides.org/it/news/62711-ASIA_IRAQ_Continua_il_pressing_per_coinvolgere_i_cristiani_nel_referendum_sull_indipendenza_del_Kurdistanhttp://www.fides.org/it/news/62711-ASIA_IRAQ_Continua_il_pressing_per_coinvolgere_i_cristiani_nel_referendum_sull_indipendenza_del_KurdistanErbil – I vertici politici della Regione autonoma del Kurdistan iracheno continuano a manifestare in vari modi l'intento di coinvolgere anche i cristiani nel sostegno al referendum convocato per il prossimo 25 settembre allo scopo di proclamare la piena indipendenza da Baghdad. Nella giornata di martedì 25 luglio Fuad Hussein, capo dello staff presidenziale della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, ha voluto incontrare alcuni rappresentanti di organizzazioni politiche promosse da attivisti e responsabili cristiani della regione, per discutere il loro livello di coinvolgimento e di rappresentanza nel comitato che sta preparando il referendum indipendentista di settembre. La riunione – riferiscono fonti locali – è stata convocata dopo che alcuni responsabili delle sigle politiche promosse da cristiani avevano espresso pubblicamente insoddisfazione per la cooptazione in seno al comitato pro-referendum di Wahid Hurmuz, personaggio presentato - a loro giudizio in maniera indebita - come “rappresentante” della componente cristiana. La proposta fatta da Fuad Hussein ai suoi interlocutori è stata quella di indicare entro due giorni due persone che possano essere coinvolte nel comitato referendario come rappresentanti delle locali sigle di matrice cristiana.<br />L'episodio ha confermato indirettamente che la leadership curda delle Regione autonoma del Kurdistan iracheno persegue il disegno di coinvolgere anche componenti cristiane alla causa indipendentista. Nel contempo, esso ha mostrato ancora una volta che i politici di provenienza cristiana non riescono a presentarsi come componente unitaria, e perseguono interessi e obiettivi diversi: infatti, alla riunione con Hussein ha preso parte, tra gli altri, Romeo Hakkari, presidente del Partito Bethnahrein, ma hanno dato forfait i rappresentanti del Movimento Democratico Assiro e del Partito Abnaa al Nahrein . Dunque si perpetua una tendenza alla dispersione che non fa tesoro dei molteplici appelli - provenienti anche dal Patriarca caldeo Louis Rahael Sako - a unire le forze dei cristiani anche in politica, agendo come componente cristiana unitaria. “Adesso” affermava già ai primi di maggio il Primate della Chiesa caldea in una intervista con l'Agenzia Fides “la priorità è quella di sostenere il ritorno dei profughi, la ricostruzione di città e villaggi devastati dalla guerra. Non mi sembra il momento di perdersi dietro grandi progetti, che appaiono peraltro connotati da scarso realismo, in una fase incerta, segnata anche dalla volontà di uno Stato autonomo perseguita dai curdi”. . <br /> Wed, 26 Jul 2017 12:18:43 +0200AFRICA/NIGERIA - “No alla legge che consente il pascolo sui terreni liberi” dice Giustizia e Pacehttp://www.fides.org/it/news/62710-AFRICA_NIGERIA_No_alla_legge_che_consente_il_pascolo_sui_terreni_liberi_dice_Giustizia_e_Pacehttp://www.fides.org/it/news/62710-AFRICA_NIGERIA_No_alla_legge_che_consente_il_pascolo_sui_terreni_liberi_dice_Giustizia_e_PaceAbuja - “Le violenze e le distruzioni di terreni agricoli causate dai pastori nomadi sono diventate un problema che non dobbiamo trascurare, soprattutto nella Middle Belt” afferma un comunicato giunto all’Agenzia Fides della Commissione Episcopale Giustizia e Pace della Provincia Ecclesiastica di Benin, nel sud della Nigeria.<br />La Chiesa cattolica da tempo denuncia le violenze e i danni provocati dai pastori Fulani, che nelle loro migrazioni da nord a sud, invadono i campi degli agricoltori stanziali. Un conflitto antico ma che rischia di assumere una connotazione religiosa, visto che i Fulani sono musulmani e gli agricoltori, in genere, cristiani.<br />Giustizia e Pace esprime le proprie perplessità sulla legge federale che concede ai pastori nomadi delle riserve di pascolo sui terreni liberi, ritenendo che “i singoli Stati della Federazione dovrebbero avere la prerogativa di vietare il pascolo su terreni liberi soprattutto nelle regioni meridionali dove il pascolo non è diffuso”.<br />“Raccomandiamo pertanto a tutti gli Stati della Nigeria meridionale di emanare una legge che stabilisca il divieto di pascolo” continua il documento. “Condanniamo con forza le uccisioni e gli attacchi alle persone e alle terre coltivate e invitiamo il governo federale ad affrontare la questione, arrestando i responsabili dei crimini come misura deterrente”. <br />Giustizia e Pace si dice infine preoccupata per “il crescente traffico di esseri umani” e invoca condanne esemplari per chi porta avanti “questo commercio disumanizzante”, in modo da servire come deterrente nei confronti di altri trafficanti o di chi potrebbe essere tentato di impegnarsi nella tratta. <br /><br />Wed, 26 Jul 2017 11:53:52 +0200AFRICA/SENEGAL - Start-up contro il traffico di medicinali falsihttp://www.fides.org/it/news/62709-AFRICA_SENEGAL_Start_up_contro_il_traffico_di_medicinali_falsihttp://www.fides.org/it/news/62709-AFRICA_SENEGAL_Start_up_contro_il_traffico_di_medicinali_falsiDakar - Si calcola che circa il 10% dei farmaci in circolazione nel mondo sono falsi, una cifra che equivale a 85 miliardi di euro, secondo l’Istituto di Ricerca contro la Falsificazione dei Farmaci di Parigi. Nell’Africa subsahariana, si tratta del 30%, secondo i ricercatori. L’India è il primo Paese da cui provengono farmaci illeciti, di contrabbando, confezionati male o scaduti, secondo l’Organizzazione Mondiale delle Dogane. Di fronte a questo fenomeno, che gli Stati non riescono a contenere, alcune start-up hanno avanzato soluzioni pratiche. Una di queste, la senegalese JokkoSanté, ha lanciato il concetto di “farmacia virtuale”, ancora in fase pilota. La start-up fornisce anche un sistema di “adozione” attraverso il quale grandi società offrono farmaci gratuiti a chi non può pagarli, in un Paese dove oltre il 50% della popolazione è priva di assicurazione sanitaria. <br />Un’altra start-up, Sproxil, istituita nel 2009, consente agli utenti di verificare la autenticità di un medicinale, anche grazie alla telefonia mobile, attraverso un codice di identificazione. In sei anni, Sproxil ha registrato oltre 50 milioni di scambi di SMS in Africa e India. <br />In un vertice celebrato in Liberia lo scorso mese di aprile, la Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale ha annunciato il lancio di una ricerca sul traffico dei medicinali scaduti o falsificati oltre che una campagna di sensibilizzazione. Il problema dell’accesso ai farmaci colpisce le fasce più vulnerabili della popolazione che non ha risorse per acquistarli e deve adeguarsi a prodotti di origine dubbia. Nel 2013, a causa di due anti-malarici, uno falso e l’altro inefficace, sono morti oltre 122 mila bambini africani.<br /> <br />Wed, 26 Jul 2017 11:48:59 +0200AMERICA/CILE - Per una democrazia fondata sui valori: riflessione di Mons. Goic Karmelichttp://www.fides.org/it/news/62708-AMERICA_CILE_Per_una_democrazia_fondata_sui_valori_riflessione_di_Mons_Goic_Karmelichttp://www.fides.org/it/news/62708-AMERICA_CILE_Per_una_democrazia_fondata_sui_valori_riflessione_di_Mons_Goic_KarmelicRancagua – “Il dibattito nelle aule del Senato e della Camera dei Deputati, la settimana scorsa, sulla depenalizzazione dell'aborto, mi ha lasciato l'amaro in bocca riguardo alla democrazia basata sui valori che fin dall'infanzia mi hanno insegnato a coltivare” . Così scrive Sua Ecc. Mons. Alejandro Goic Karmelic, Vescovo di Rancagua, in una riflessione inviata ai mezzi di comunicazione e pubblicata dal quotidiano “El Mercurio” di oggi, pervenuta a Fides, con il titolo “Democrazia fondata sui valori”.<br />Il Vescovo, che sottolinea di scrivere “come semplice cittadino della mia nazione”, rileva che “l'urgenza dei tempi e il calore del dibattito hanno portato l'argomento a livelli molto estremi. Un legislatore tratta un altro come onorevole e allo stesso tempo assassino o fanatico fondamentalista. Uno si arroga la virtù del ‘progressismo’ e accusa di ‘conservatorismo’ quanti proclamano che l’essere umano in gestazione merita una opportunità di vita. Alcuni invocano il diritto umano pensando solo alle donne, altri solo al figlio concepito… E quando un'indicazione o un'astensione sorprendono, quando il calcolo dei voti non funziona, si rimproverano gli onorevoli come fossero studenti di scuola materna ... Come contribuire a ripristinare il credito per la nobile attività politica”.<br />Mons. Goic Karmelic sottolinea che questi “sono i rischi di legiferare con frenesia, o di anteporre il calcolo elettorale ai progetti nazionali”, inoltre “la rabbia estrema è un segno che non possiamo lasciar passare inosservato”. <br />Nella parte finale il Vescovo di Rancagua ricorda che “40 anni fa la Chiesa divenne protezione e rifugio per coloro che sotto la dittatura erano considerati ‘scarti’ . Li accogliemmo e presentammo ricorsi giudiziari per garantire la loro vita e i loro diritti. Non chiedemmo se erano stati battezzati, o se erano conservatori o progressisti. Ora daremo il meglio di noi per aiutare coloro che scelgono la vita e coloro che fanno una scelta diversa. Una Chiesa che non discrimina, fedele a Gesù, il Signore, per essere fedele alla sua missione, deve proteggere gli scarti di oggi: anziani, immigrati, donne maltrattate, minorenni abusati, popoli indigeni espropriati, persone con malattie croniche, tutti i vulnerabili, i piccoli e i prediletti di Gesù.” <br />Wed, 26 Jul 2017 11:23:54 +0200AFRICA/EGITTO - La Chiesa copta lancia una campagna di sensibilizzazione contro le mutilazioni genitali femminilihttp://www.fides.org/it/news/62707-AFRICA_EGITTO_La_Chiesa_copta_lancia_una_campagna_di_sensibilizzazione_contro_le_mutilazioni_genitali_femminilihttp://www.fides.org/it/news/62707-AFRICA_EGITTO_La_Chiesa_copta_lancia_una_campagna_di_sensibilizzazione_contro_le_mutilazioni_genitali_femminiliIl Cairo – La Chiesa copta ortodossa si appresta a lanciare tra i suoi fedeli una intensa campagna di sensibilizzazione contro la pratica dell'infibulazione e delle mutilazioni genitali femminili, che continua a essere diffusa anche tra i cristiani copti in diverse aree dell'Alto Egitto. La sollecitazione a sensibilizzare tutte le comunità copte anche intorno ai pericoli e alle gravi conseguenze fisiche e psicologiche di tale prassi – riferiscono i media che seguono più da vicino la vicende ecclesiali in Egitto – è arrivata direttamente dal Patriarca Tawadros II. La campagna utilizzerà vari strumenti di sensibilizzazione, compresi dei cartelli di messa in guardia contro l'infibulazione che saranno posti in prossimità dei locali delle chiese in cui viene amministrato il battesimo. Ma il Patriarca e i Vescovi copti contano soprattutto di far crescere tra i fedeli la consapevolezza critica nei confronti di tale prassi attraverso i corsi di preparazione al matrimonio e alcuni incontri di sensibilizzazione rivolti alle coppie di coniugi. <br />Le origini storiche della pratica dell'infibulazione sono legate a prassi diffuse nell'antico Egitto. Per questo il suo nome in arabo corrisponde all'espressione “infibulazione faraonica” . L'infibulazione e la circoncisione femminile non è citata nel Corano, e l'islam in quanto tale non richiede nessuna mutilazione genitale femminile. La prassi dell'infibulazione, pur vietata dalla Chiesa copta, sopravvive in comunità cristiane nell'Alto Egitto e nel Corno d'Africa, in Eritrea e Etiopia come retaggio di costumi tribali precedenti l'inizio della predicazione apostolica. .Wed, 26 Jul 2017 10:11:26 +0200AMERICA/REP. DOMINICANA - In debito con l’Infanzia: i bambini domenicani sono privati dei loro dirittihttp://www.fides.org/it/news/62706-AMERICA_REP_DOMINICANA_In_debito_con_l_Infanzia_i_bambini_domenicani_sono_privati_dei_loro_dirittihttp://www.fides.org/it/news/62706-AMERICA_REP_DOMINICANA_In_debito_con_l_Infanzia_i_bambini_domenicani_sono_privati_dei_loro_dirittiSanto Domingo - Quasi il 13% dei minorenni nella Repubblica Dominicana sono costretti a lavorare, circa il 15% non vanno a scuola e il 28% sono sposati o convivono. Questi dati allarmanti sono stati resi noti dal Rapporto “In Debito con l’Infanzia”, presentato in questi giorni nel Paese dall’organizzazione Save the Children. Si tratta di uno studio su 172 Paesi classificati dal peggiore al migliore, stilato in base ai diversi ostacoli che impediscono ai bambini e alle bambine di godere della loro infanzia. Tra i vari fattori ci sono morte infantile, matrimonio precoce, lavoro minorile, maternità in età adolescente, malnutrizione, violenza e istruzione. <br />La Repubblica Dominicana si trova al 120° posto della classifica, ed è dunque uno dei Paesi peggiori per i piccoli. Il documento evidenzia anche che nel Paese caraibico si registra l’indice di natalità più alto tra gli adolescenti oltre ad essere tra i dieci Paesi con il maggiore indice di omicidi infantili della regione. Tutti questi elementi hanno un impatto molto profondo nella vita dei bambini che, oltre ad essere privati dei loro diritti, rimangono senza gli strumenti che permetterebbero loro di lottare contro la povertà in vista di un futuro migliore. <br /> <br />Wed, 26 Jul 2017 09:58:30 +0200AMERICA/MESSICO - Esplode un ordigno all’ingresso della Conferenza Episcopale, appello alla serenitàhttp://www.fides.org/it/news/62705-AMERICA_MESSICO_Esplode_un_ordigno_all_ingresso_della_Conferenza_Episcopale_appello_alla_serenitahttp://www.fides.org/it/news/62705-AMERICA_MESSICO_Esplode_un_ordigno_all_ingresso_della_Conferenza_Episcopale_appello_alla_serenitaCittà del Messico – Intorno alle ore 1,50 del mattino del 25 luglio, un ordigno è esploso all’ingresso principale della sede della Conferenza Episcopale Messicana, a Città del Messico, provocando alcuni danni ma nessun ferito.<br />“Apprezziamo il sostegno e la solidarietà dimostrata dai nostri fratelli Vescovi, fedeli, sacerdoti, istituzioni e di molte persone di buona volontà che ci sono state vicine con sincera preoccupazione. Anche le autorità, federali e locali, hanno dimostrato il loro sostegno e la loro collaborazione per chiarire questo evento” è scritto nel comunicato del Segretario generale e Portavoce della Conferenza Episcopale Messicana, Sua Ecc. Mons. Alfonso G. Miranda Guardiola.<br />“Come organo collegiale dei Vescovi del Messico – prosegue il comunicato pervenuto all’Agenzia Fides - , vogliamo fare appello alla serenità, alla prudenza e al rispetto della vita umana e delle sue istituzioni. Questo fatto ci invita a riflettere intensamente sulla necessità di ricostruire il tessuto sociale, per promuovere un ambiente di sicurezza per tutti i cittadini”.<br />Infine Mons. Guardiola rinnova l’invito “ad una conversione sociale per guardarci come fratelli, e perché ogni cittadino sia costruttore di pace nel nostro paese e abbia garantita una vita degna”, affidando a Cristo, Principe della Pace, e a Santa Maria di Guadalupe la nostra missione di dare vita ad una “umanità più giusta e solidale”. <br />Wed, 26 Jul 2017 09:12:39 +0200AFRICA/SUD SUDAN - “Migliaia di donne, ragazze e uomini vittime degli stupri di guerra” denuncia Amnesty Internationalhttp://www.fides.org/it/news/62704-AFRICA_SUD_SUDAN_Migliaia_di_donne_ragazze_e_uomini_vittime_degli_stupri_di_guerra_denuncia_Amnesty_Internationalhttp://www.fides.org/it/news/62704-AFRICA_SUD_SUDAN_Migliaia_di_donne_ragazze_e_uomini_vittime_degli_stupri_di_guerra_denuncia_Amnesty_InternationalJuba - Violenze sessuali premeditate su larga scala contro migliaia di donne, ragazze ed uomini, con le vittime scelte in base alla loro etnia. È quanto denuncia Amnesty International in un rapporto sulle violenze sessuali nel Sud Sudan, basato sulle interviste a 168 vittime di stupri condotte in Sud Sudan e nei campi per rifugiati in Uganda. Il Sud Sudan è sconvolto dal dicembre 2013 dal conflitto civile che vede contrapposti il Presidente Salva Kiir e l’ex Vice Presidente Riek Machar. La guerra ha subito preso una connotazione di scontro tra i Dinka, l’etnia del Presidente, e i Nuer, l’etnia alla quale appartiene Machar, e i loro rispettivi alleati. Secondo il rapporto di Amnesty International, intitolato “Non rimanete in silenzio”, tutte le parti ricorrono allo stupro come arma per distruggere fisicamente e psicologicamente l’etnia “rivale”. <br />Gli stupri avvengono non solo nel corso dei combattimenti, ma anche nei campi dove sono rifugiati milioni di persone in fuga dalle aree di guerra. Il rapporto riporta le interviste a 16 uomini che affermano di essere stati castrati o aver subito la perforazione dei testicoli con aghi.<br />“Gli attacchi sembrano designati per terrorizzare, svilire e svergognare le vittime e in alcuni casi per impedire agli uomini di gruppi politici rivali di procreare” afferma Amnesty International.<br />Secondo un rapporto dell’ONU pubblicato l’anno scorso, il 70 per cento delle donne ospitate nei campi profughi delle Nazioni Unite nella capitale Juba, afferma di aver subito violenze sessuali dall’inizio della guerra. <br />Tue, 25 Jul 2017 12:22:22 +0200AMERICA/STATI UNITI - Giudice di Detroit blocca per 90 giorni la deportazione annunciata di immigrati irachenihttp://www.fides.org/it/news/62703-AMERICA_STATI_UNITI_Giudice_di_Detroit_blocca_per_90_giorni_la_deportazione_annunciata_di_immigrati_irachenihttp://www.fides.org/it/news/62703-AMERICA_STATI_UNITI_Giudice_di_Detroit_blocca_per_90_giorni_la_deportazione_annunciata_di_immigrati_iracheniDetroit - Il giudice Mark Goldsmith di Detroit ha bloccato per novanta giorni la potenziale deportazione di cristiani caldei e di altri immigrati iracheni disposta lo scorso giugno in virtù delle nuove regole in materia di immigrazione poste in atto dall'Amministrazione Trump. Il provvedimento era stato già temporaneamente bloccato dallo stesso giudice per periodi più brevi, e tutte le sospensioni scadevano proprio ieri, lunedì 24 luglio. Il nuovo provvedimento disposto nella giornata di ieri dal giudice Goldsmith ha preso atto anche delle ingiunzioni di alcuni cittadini iracheni minacciati di deportazione, che riferivano del rischio di poter subire violenze e persecuzioni, una volta reimpariati a forza nella propria terra d'origine. Nella sua disposizione, Goldsmith ha anche messo in rilievo come i casi penali e giudiziari che pesavano su molti degli iracheni minacciati di deportazione – e tirati in ballo dalle forze di polizia come motivazione dei provvedimenti di espulsione – fossero in realtà casi “dormienti”, rispolverati all'occorrenza, in maniera evidentemente pretestuosa. Nelle motivazioni del suo provvedimento, il giudice ha dichiarato che i diritti costituzionali degli immigrati iracheni – molti dei quali residenti in USA da lungo tempo - sono stati violati, e che le garanzie a tutela delle libertà fondamentali possono essere sospese solo nei rari casi di invasione straniera o sollevazione interna.<br />Gli iracheni già arrestati lo scorso 12 giugno su disposizione dell'Immigration and Custom Enforcement erano 114, ma i potenziali provvedimenti di espulsione minacciavano circa 1400 immigrati provenienti dall'Iraq. Gran parte degli iracheni già arrestati abitavano nell'area di Detroit e appartenevano a famiglie cristiane caldee. L'operazione era stata messa in atto dopo l'accordo tra Stati Uniti e Iraq con cui il governo di Baghdad aveva accettato di accogliere un certo numero di cittadini iracheni sottoposti all’ordine di espulsione, pur di essere tolto dalla lista nera delle nazioni colpite dal cosiddetto “muslim ban”, il bando voluto del Presidente Donald Trump per impedire l'accesso negli USA ai cittadini provenienti da sei Paesi a maggioranza musulmana considerati come potenziali “esportatori” di terroristi. Anche alcuni degli arrestati cristiani avevano avuto in passato problemi con la giustizia<br />Anche il Patriarca caldeo Louis Raphael Sako era intervenuto sul caso: in una lettera al Vescovo caldeo Frank Kalabat, alla guida dell'Eparchia di San Tommaso Apostolo a Detroit, il Primate della Chiesa caldea aveva espresso solidarietà e vicinanza alle famiglie degli iracheni colpiti dalle disposizioni di espulsione, e auspicato un'adeguata soluzione all'emergenza umanitaria provocata dalle misure di allontanamento, rivolte anche contro padri di famiglia con figli piccoli. <br />Adesso gli immigrati iracheni a rischio deportazione hanno tre mesi di tempo per organizzare insieme ai propri avvocati la loro strategia legale per rendere inefficaci le disposizioni di espulsione emesse dallICE. .Tue, 25 Jul 2017 12:17:05 +0200AFRICA/CONGO RD - “Liberate senza condizioni i nostri confratelli”: appello del clero secolare di Butembo-Bénihttp://www.fides.org/it/news/62702-AFRICA_CONGO_RD_Liberate_senza_condizioni_i_nostri_confratelli_appello_del_clero_secolare_di_Butembo_Benihttp://www.fides.org/it/news/62702-AFRICA_CONGO_RD_Liberate_senza_condizioni_i_nostri_confratelli_appello_del_clero_secolare_di_Butembo_BeniKinshasa - "Siamo profondamente indignati per il rapimento dei nostri confratelli ed esigiamo la loro liberazione senza condizioni”. Così i sacerdoti secolari della diocesi di Butembo-Béni si sono rivolti ai rapitori dei due preti, don Charles Kipasa e don Jean Pierre Akilimali, rapiti domenica 16 luglio da uomini armati in tenuta militare nella parrocchia Maria Regina degli Angeli di Bunyuka, nella periferia di Butembo . L’appello ai rapitori è contenuto in una lettera diffusa al termine del ritiro spirituale annuale del clero secolare della diocesi con il suo Vescovo Sua Ecc. Mons. Melchisédech Sikuli Paluku.<br />I sacerdoti denunciano l’insicurezza dell’area “per le incursioni notturne, le aggressione all’arma bianca e da fuoco, gli omicidi, le rapine e gli stupri, il risorgere di gruppi armati che, senza contare il numero delle persone uccise, provocano forti sfollamenti delle popolazioni. Questi atti sviliscono la vita umana e desacralizzano sia le persone, sia i luoghi e i beni consacrati. Questo è un sacrilegio e una profanazione”.<br />Nella lettera si ricorda il prezzo di sangue pagato dalla Chiesa per l’azione omicida dei diversi gruppi armati che imperversano nella diocesi. In particolare gli omicidi di don Romain Kahindo Kyavuyirwe e di don Christian Mbusa Bakulene , il rapimento dei padri assunzionisti, Jean-Pierre Ndulani, Anselme Wasikundi ed Edmond Bamutute, rapiti nella loro parrocchia di Notre-Dame des Pauvres di Mbau, a 22 km da Beni e l’assassinio di un altro assunzionista, p. Vincent Machozi che da anni denunciava lo sfruttamento illegale del Coltan .<br />Di fronte a questo nuovo atto di violenza nei confronti di sacerdoti, il clero di Butembo-Béni si rivolge ai rapitori affermando che “il troppo è troppo” e dopo averli messi “di fronte alla loro responsabilità” fa appello “alla loro coscienza “perché i nostri don Charles Kipasa e don Jean-Pierre Akilimali siano rilasciati vivi in modo che possano continuare la loro missione pastorale”. <br />Tue, 25 Jul 2017 11:45:50 +0200EUROPA/FRANCIA - Primo anniversario dell’assassinio di p. Hamelhttp://www.fides.org/it/news/62701-EUROPA_FRANCIA_Primo_anniversario_dell_assassinio_di_p_Hamelhttp://www.fides.org/it/news/62701-EUROPA_FRANCIA_Primo_anniversario_dell_assassinio_di_p_HamelRouen – Don Jacques Hamel, 84 anni, venne ucciso la mattina del 26 luglio 2016 mentre stava celebrando la Messa nella chiesa di Saint Etienne du Rouvray, in Normandia. Due uomini entrarono durante la celebrazione e uccisero il sacerdote sull’altare sgozzandolo, ferirono tre fedeli, e presero in ostaggio due suore, mentre una terza riuscì a fuggire e a dare l’allarme. I due assassini furono uccisi dalla polizia . <br />Nel primo anniversario del tragico evento, domani, nella stessa chiesa e alla stessa ora in cui stava celebrando p. Hamel, le ore 9, l’Arcivescovo di Rouen, Sua Ecc. Mons. Dominique Lebrun, celebrerà la santa Messa che verrà trasmessa in diretta da diverse emittenti. Secondo le informazioni diffuse dall’arcidiocesi, durante il rito, quattro composizioni floreali saranno poste davanti alla croce, al cero pasquale, all’altare e all’immagine della Vergine Maria. Seguirà l’inaugurazione della “Stele per la pace e la fraternità e in ricordo di padre Jacques Hamel” eretta dal comune di Saint Etienne du Rouvray. Nel pomeriggio, alle 18, nella basilica di Notre-Dame de Bonsecours saranno celebrati i vespri seguiti da un tempo di preghiera sulla tomba di p. Hamel. Altre iniziative in ricordo di p. Hamel e per la pace sono state organizzate in diverse comunità. <br />L’Arcivescovo di Marsiglia, Sua Ecc. Mons. Georges Pontier, Presidente della Conferenza Episcopale Francese, nel suo messaggio per l’anniversario sottolinea che “è stato un avvenimento impensabile, che ci ha lasciato senza parole, e che diventa latore di una grande testimonianza, fonte di lezione per tutti”. Citando le parole della sorella di p. Jacques, secondo cui il fratello sacerdote era prima di tutto “un uomo tra gli uomini”, il messaggio prosegue: “E’ quest’uomo tra gli uomini che è stato ucciso. E’ quest’uomo tra gli uomini, questo prete, che è diventato simbolo di una vita vissuta gli uni con gli altri, gli uni per gli altri, una vita di fedeltà quotidiana, una vita radicata nell’amopre di Colui che si è fatto uno di noi per amore, Cristo. Una vita così diventa modello e incoraggiamento per tutti”.<br />Papa Francesco ha concesso la dispensa per aprire pochi mesi dopo la sua morte, il 13 aprile 2017, la fase diocesano del processo di Beatificazione di p. Hamel. <br />Tue, 25 Jul 2017 11:39:12 +0200ASIA/TERRA SANTA - Ancora tensioni sulla Spianata della Moschee. P. Neuhaus: quando si toccano le cose sacre, esplode sempre la rabbiahttp://www.fides.org/it/news/62700-ASIA_TERRA_SANTA_Ancora_tensioni_sulla_Spianata_della_Moschee_P_Neuhaus_quando_si_toccano_le_cose_sacre_esplode_sempre_la_rabbiahttp://www.fides.org/it/news/62700-ASIA_TERRA_SANTA_Ancora_tensioni_sulla_Spianata_della_Moschee_P_Neuhaus_quando_si_toccano_le_cose_sacre_esplode_sempre_la_rabbiaGerusalemme – Il governo di Israele ha disposto la rimozione dei metal detector installati per controllare l'ingresso delle moltitudini musulmane alla Spianata delle Moschee, a Gerusalemme. Ma è ancora presto per capire se tale misura avrà effetti sull'ennesima spirale di tensione e violenze scatenatasi intorno al sito della Città Santa dove sono collocati la Moschea di al Aqsa e la Cupola della Roccia. “ A Gerusalemme” riferisce all'Agenzia Fides padre David Neuhaus SJ, Vicario patriarcale per le comunità cattoliche ebreofone del Patriarcato latino di Gerusalemme, “si percepisce grande amarezza, rabbia, frustrazione, resa ancor più pesante dal fatto che a ripetersi è sempre la stessa situazione, la stessa catena di azioni e reazioni: Quello che è già accaduto tante volte, adesso torna a ripetersi con una fissità impressionante. Perché non occorre essere profeti per sapere in anticipo che quando si toccano le cose sacre, le cose religiose, si scatenano conseguenze imprevedibili”. <br />Nella giornata di lunedì 24 luglio - riferiscono i media giordani – Re Abdallah II di Giordania, in una conversazione telefonica con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, aveva chiesto l'annullamento di tutte le nuove misure di sicurezza – compresi i metal detector - disposte dal governo israeliano per controllare e limitare gli ingressi alla Spianata delle Moschee, dopo l'attacco armato avvenuto in quel sito lo scorso 14 luglio, nel quale tre attentatori palestinesi – poi tutti uccisi – avevano provocato la morte di due soldati israeliani. “Occorre sperare nel ruolo che può avere il Re Abdallah II di Giordania, che è una persona capace di moderazione, e sulla questione può esercitare un ruolo autorevole, visto che la Monarchia hascemita compete tradizionalmente la protezione dei Luoghi santi musulmani di Gerusalemme” riferisce a Fides p. Neuhaus. “Per il resto” aggiunge il sacerdote gesuita “noi siamo chiamati a essere testimoni della Resurrezione in questa situazione, pregando e confidando nel Signore”. . Tue, 25 Jul 2017 11:17:04 +0200AMERICA/CILE - Con più forza di prima, promuoviamo il valore della vita: i Vescovi sulla depenalizzazione dell’abortohttp://www.fides.org/it/news/62699-AMERICA_CILE_Con_piu_forza_di_prima_promuoviamo_il_valore_della_vita_i_Vescovi_sulla_depenalizzazione_dell_abortohttp://www.fides.org/it/news/62699-AMERICA_CILE_Con_piu_forza_di_prima_promuoviamo_il_valore_della_vita_i_Vescovi_sulla_depenalizzazione_dell_abortoSantiago – Dopo l’approvazione del progetto di legge da parte del Senato cileno che depenalizza l’interruzione volontaria della gravidanza in tre casi particolari, “arriverà la legge sull'eutanasia, e così via”, queste leggi “contrarie alla persona umana, all'ordine naturale voluto da Dio e alla stessa fede cattolica” sono state approvate con il voto dei partiti di sinistra, compresa la democrazia cristiana, sottolinea Sua Ecc. Mons. Francisco Javier Stegmeier Schmidlin, Vescovo di Villarrica, che si chiede cosa debbano fare ora “coloro che sono per la vita e la famiglia e contro la cultura della morte”.<br />Nel comunicato diffuso dalla Conferenza episcopale cilena, pervenuto all’Agenzia Fides, il Vescovo elenca sette azioni. In primo luogo pregare il Signore per la conversione di quanti sono a favore dell’aborto e perché questa legge sia abrogata. Sostenere le donne che hanno una gravidanza a rischio e partecipare alle istituzioni che si dedicano a questo scopo. “Studiare i fondamenti dei motivi per cui ogni bambino ha il diritto di nascere e gli effetti dell'aborto sulla madre, sulla famiglia e sulla società. Essere sempre e ovunque militanti per la vita e per la famiglia”. Partecipare alle attività dei movimenti per la vita. Usare un linguaggio adeguato, parlando per esempio non di “embrione, feto” ma di “bambino, persona”. Votare solo i candidati che siano per la vita. <br />Anche il Comitato permanente della Conferenza episcopale cilena, in una dichiarazione che porta la data del 21 luglio, afferma che “il progetto di legge approvato sembra un ritorno al passato che stabilisce e legittima nella società cilena una ingiusta discriminazione verso gli esseri umani indifesi, la cui vita lo Stato è chiamato a garantire e tutelare”. Per i Vescovi non è questa la risposta adeguata al dramma delle donne che si trovano nelle situazioni limite previste: pericolo di vita per la madre, malformazione del feto e stupro. “Invece di fare il massimo sforzo per entrambe le vite umane altrettanto degne - la madre e il figlio che aspetta – ora in Cile ci saranno bambini e bambine considerati ‘scarti’, come Papa Francesco ha chiamato tutti gli esseri umani che la società emargina perché ‘scomodi’ o perché non sono considerati degni di vivere”.<br />I Vescovi sono addolorati per il voto a favore espresso da parlamentari che si dicono cristiani, e richiamano quanto affermato al riguardo nel loro messaggio del 25 marzo 2015, intitolato “Il diritto umano alla vita, una vita degna per ogni persona”.<br />“Nel momento in cui abbiamo bisogno di riconquistare la fiducia, le autorità politiche sono le prime chiamate a testimoniare la coerenza tra le convinzioni etiche che proclamano e l’incarico pubblico che ricoprono” è scritto nel messaggio, che si conclude con queste parole: “Come Chiesa siamo rispettosi dei poteri dello Stato nel contesto della democrazia. Con trasparenza abbiamo offerto il nostro parere a tutti gli organi competenti, attraverso le persone e le istituzioni che continueranno a lavorare a favore della vita. Di fronte ad ogni dramma umano, i cattolici continueranno a proclamare l'amore infinito di Dio, che nella risurrezione di suo Figlio Gesù Cristo ci offre la fonte per la promozione di ogni vita umana e della sua dignità”. <br />Tue, 25 Jul 2017 09:38:35 +0200ASIA/SIRIA - Professore cristiano ucciso a Hassakè, città siriana controllata dalle milizie curde del PYDhttp://www.fides.org/it/news/62698-ASIA_SIRIA_Professore_cristiano_ucciso_a_Hassake_citta_siriana_controllata_dalle_milizie_curde_del_PYDhttp://www.fides.org/it/news/62698-ASIA_SIRIA_Professore_cristiano_ucciso_a_Hassake_citta_siriana_controllata_dalle_milizie_curde_del_PYDHassakè – Il corpo senza vita di Basil Isaac, professore cristiano originario della valle del Khabur, ucciso con una pallottola alla testa, è stato trovato in un villaggio otto chilometri a est della città siriana di Hassakè, nella giornata di venerdì 21 luglio. La vicenda sta suscitando dolore e preoccupazione tra le comunità locali, anche in virtù del fatto che la regione appare attualmente sotto il controllo delle milizie legate al Partito Democratico Curdo , braccio siriano del Partiya Karkeren Kurdistan . Gli autori e le ragioni dell'omicidio rimangono al momento ignoti, e anche la pista del possibile rapimento a scopo di estorsione finito male non trova al momento alcun riscontro, visto che per Basil Isaac, scomparso misteriosamente tre giorni prima del ritrovamento del suo cadavere, non era stato chiesto alcun tipo di riscatto da parte di nessuno. La vittima, esperto di agronomia e decano del locale collegio di agraria, era molto conosciuto nell'area per la sua attività accademica e educativa. Alcuni giorni fa l'Arcivescovo Jacques Behnan Hindo. alla guida dell'Arcieparchia siro-cattolica di Hassaké-Nisibi, aveva descritto all'Agenzia Fides le operazioni messe in atto dai militanti del PYD per realizzare nei fatti il loro intento – coltivato da anni - di creare una regione autonoma curda nella regione siriana di Jazira, che nei media curdi già viene indicata col nome curdo di Rojava. Nella provincia siriana nord-orientale di Hassakè, l'auto-proclamata amministrazione autonoma di Rojava ha iniziato a implementare un sistema si tassazione locale per sovvenzionare i pubblici servizi della regione e per migliorare anche i livelli di sicurezza e di controllo dell'ordine pubblico. Mon, 24 Jul 2017 12:32:58 +0200