Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.EUROPA/AZERBAIGIAN - Il Presidente Aliyev: islamofobia e xenofobia sono il “nuovo fascismo” che minaccia l'Europahttp://www.fides.org/it/news/60866-EUROPA_AZERBAIGIAN_Il_Presidente_Aliyev_islamofobia_e_xenofobia_sono_il_nuovo_fascismo_che_minaccia_l_Europahttp://www.fides.org/it/news/60866-EUROPA_AZERBAIGIAN_Il_Presidente_Aliyev_islamofobia_e_xenofobia_sono_il_nuovo_fascismo_che_minaccia_l_EuropaBaku – Alla vigilia della visita di Papa Francesco in Georgia e Azerbaigian il Presidente azero Ilham Aliyev ha denunciato il rischio di una risorgenza del fascismo nel cuore del Vecchio Continente, sotto le spoglie delle pulsioni xenofobe e islamofobiche che si vanno diffondendo in misura crescente in molte nazioni europee. "Oggi” ha dichiarato il Presidente della repubblica ex sovietica, intervenendo al 5° Forum umanitario internazionale in corso a Baku, “alcuni politici ed esperti mondiali stanno costruendo un'immagine negativa dell'Islam, collegandola con il terrore e allo stesso tempo dimenticando di dire che i Paesi più colpiti dal terrorismo sono quelli islamici". <br />Aliyev ha avuto parole di apprezzamento per i leader europei che sostengono politiche di accoglienza solidale nei confronti dei rifugiati, ma ha anche stigmatizzato le scelte di chi aggiunge clausole selettive su base settaria alle politiche umanitarie, chiudendo le porte ai migranti e ai profughi di religione islamica. Tali chiusure – ha detto il Capo di Stato – sono un sintomo “che il fascismo sta ancora una volta alzando la testa in Europa", e richiamano l'urgenza di “contrastare congiuntamente la diffusione di sentimenti radicali come l'islamofobia e la xenofobia. In caso contrario” ha aggiunto Aliyev “tutto questo può portare a una nuova ondata di fascismo." .Thu, 29 Sep 2016 13:10:18 +0200ASIA/PAKISTAN - Due parabole in versione moderna in scena per annunciare il Vangelo della misericordiahttp://www.fides.org/it/news/60865-ASIA_PAKISTAN_Due_parabole_in_versione_moderna_in_scena_per_annunciare_il_Vangelo_della_misericordiahttp://www.fides.org/it/news/60865-ASIA_PAKISTAN_Due_parabole_in_versione_moderna_in_scena_per_annunciare_il_Vangelo_della_misericordiaKarachi – Mettere in scena due parabole, rivisitate e attualizzate in versione moderna, per annunciare il Vangelo della misericordia: è l’iniziativa organizzata, tra gli eventi dell’Anno Giubilare, dal Centro catechistico dell’Arcidiocesi di Karachi, guidato da p. Arthur Charles. Come riferito a Fides, oltre 500 tra giovani, insegnanti, genitori, operatori pastorali, catechisti, sacerdoti e religiose provenienti da tutta l'Arcidiocesi, hanno assistito alla performance tenutasi nei giorni scorsi nella parrocchia di San Luca a Karachi. <br />“Il fine – riferisce a Fides p. Charles – era dare rilievo alle opere di misericordia e sottolineare l'atteggiamento giusto da coltivare per ogni cristiano, non solo durante l'Anno Santo”. Spiega il Direttore: “Tutto nasce da un rapporto personale con Gesù Cristo. Ci sarà sempre qualcosa da fare per aiutare gli altri. Possiamo imparare da quanti compiono un servizio disinteressato alla comunità. Nutrire gli affamati, vestire gli ignudi, accogliere gli stranieri, curare i malati, educare i bambini, seppellire i morti. Oggi tutti noi siamo interpellati a vivere lo spirito evangelico della misericordia”. <br />Le due parabole messe in scena sono state quella del ricco Epulone che parla col mendicante Lazzaro e poi quella della pecorella smarrita, trasformate in due storie vissute da personaggi dell’era contemporanea. P. Saleh Diego, Vicario dell’Arcidiocesi, presente alla performance, ha asserito: “La nostra vita è servire e donarsi al prossimo. Dio ci ha benedetti donandoci oggi la consapevolezza che il nostro tempo, i talenti, le nostre risorse sono da condividere con i nostri fratelli e sorelle nel bisogno”.<br />L’evento è stato trasmesso in diretta televisiva da “Good News Tv”, la televisione cattolica di Karachi, dando la possibilità a molti altri, battezzati e non, di seguire l’opera teatrale, e di “lasciarsi toccare dalla misericordia del Signore”, conclude p. Charles. <br /><br />Thu, 29 Sep 2016 13:06:34 +0200AFRICA/NIGERIA - Nomina del Rettore del Seminario maggiore “St. Augustine” di Joshttp://www.fides.org/it/news/60864-AFRICA_NIGERIA_Nomina_del_Rettore_del_Seminario_maggiore_St_Augustine_di_Joshttp://www.fides.org/it/news/60864-AFRICA_NIGERIA_Nomina_del_Rettore_del_Seminario_maggiore_St_Augustine_di_JosCittà del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 8 aprile 2016, ha nominato Rettore del Seminario maggiore interdiocesano “Saint Augustine” di Jos, il rev. Mark Maigida Nzukwein, del clero della diocesi di Jalingo.<br />Il nuovo Rettore è nato il 15 luglio 1969 ed è stato ordinato sacerdote il 15 luglio 1995. Ha studiato presso il St. Thomas Aquinas Major Seminary di Makurdi ed il St. Augustine’s Major Seminary di Jos. Si è diplomato in Scienze Religiose presso l’Università di Ibadan e licenziato in Pastorale giovanile e Catechetica presso la Pontificia Università Salesiana . Ha svolto il ministero in diverse parrocchie, è stato Cappellano diocesano dei giovani e Direttore diocesano delle Pontificie Opere Missionarie. Al momento della nomina era Rettore del Sacred Heart Minor Seminary di Jalingo e Vicario generale della diocesi. <br />Thu, 29 Sep 2016 12:52:53 +0200ASIA/INDIA - Estremisti indù disturbano incontri tra cristianihttp://www.fides.org/it/news/60863-ASIA_INDIA_Estremisti_indu_disturbano_incontri_tra_cristianihttp://www.fides.org/it/news/60863-ASIA_INDIA_Estremisti_indu_disturbano_incontri_tra_cristianiBangalore - Un incontro sul Vangelo interrotto con la violenza e uno stand con Bibbie e materiale cristiano devastato: sono le ultime violenze compiute da estremisti indù nei confronti dei cristiani indiani. Come appreso da Fides, nel primo episodio, l’incontro domestico promosso dal Pastore pentecostale Daniel, nel distretto di Shimoga , è stato bloccato da estremisti indù che hanno lamentato il presunto proselitismo e chiamato la polizia che, giunta in loco, ha fermato il Pastore e i fedeli. <br />Il secondo episodio si è verificato durante le festa del “Krishi Mela” a Dharward, sempre in Karnataka, dove, tra le varie bancarelle, era presente uno stand dove i cristiani parlavano liberamente alla gente, annunciando la Buona Novella e presentando la Bibbia stampata in hindi. Una ventina di estremisti sono giunti sul luogo e hanno iniziato a compiere atti vandalici, aggredendo i volontari e distruggendo le Bibbie. <br />Parlando a Fides, Sajan K. George, leader del “Consiglio globale dei cristiani indiani” ha condannato le violenze sui cristiani notando che “gli elementi radicali turbano l’ordine sociale e religioso e intendono causare tensioni intercomunitarie nella società. Pregare o anche distribuire Bibbie non è un atto criminale ed è una libertà garantita dalla Costituzione”. <br />Thu, 29 Sep 2016 12:50:37 +0200AFRICA/NIGERIA - Rapito il Rettore del Seminario Maggiore di Tansihttp://www.fides.org/it/news/60862-AFRICA_NIGERIA_Rapito_il_Rettore_del_Seminario_Maggiore_di_Tansihttp://www.fides.org/it/news/60862-AFRICA_NIGERIA_Rapito_il_Rettore_del_Seminario_Maggiore_di_TansiAbuja – E’ stato rapito il Rettore del Seminario Maggiore di Tansi, p. Emmanuel Dim. Lo ha riferito p. Hyginus Aghaulor, Direttore delle Comunicazioni Sociali della diocesi di Nnewi, nello Stato Anambra, nella Nigeria sud-orientale.<br />Secondo p. Aghaulor, alle 19 di lunedì 26 settembre, lungo la strada Nkpologwu/Nimbo nello Stato di Enugu, alcuni pastori Fulani pesantemente armati hanno bloccato l’automobile sulla quale viaggiava p. Dim insieme ad altri due sacerdoti. “I tre preti stavano tornando da Nsukka a Onitsha e a Nnewi, quando sono stati attaccati”. Nell’assalto sono rimasti feriti gli altri due sacerdoti, in maniera più leggera p. Ezeokana che insegna sia al Seminario Maggiore di Onitsha sia alla Nnamdi Azikiwe University di Awka. <br />“P. Chukwuemeka, Cappellano del San Camillus de Lellis College of Health Science, presso la Nnamdi Azikiwe University, a Nnewi, è stato colpito alla testa da colpi di arma da fuoco ed è stato trasferito dall’ospedale di Enugu a quello di Nnewi”.<br />P. Dim è ancora nelle mani dei suoi rapitori, che hanno chiesto un riscatto di 2,5 milioni di Naira. “La Conferenza Episcopale della Nigeria ha vietato il pagamento di qualsiasi riscatto nel caso del rapimento di sacerdoti” ha precisato p. Aghaulor.<br />P. Aghaulor denuncia che “lo stesso 26 settembre, anche un padre vincenziano il cui nome deve essere ancora confermato, è stato rapito insieme a suo fratello lungo la strada Abuja-Lokoja; un altro sacerdote cattolico, p. Emmanuel Ugwu, venne rapito il 9 agosto 2014 lungo la strada Ugwuogo-Nike-Opi, mentre poche settimane fa un seminarista è stato ucciso a sangue freddo ad Attakwu, nello Stato di Enugu”. “Uno inizia a chiedersi se i preti cattolici sono diventati una specie a rischio” ha rincarato il Direttore delle Comunicazioni Sociali.<br />Secondo P. Aghaulor le autorità degli Stati meridionali e il governo federale non stanno facendo nulla per proteggere gli abitanti dalle violenze dei pastori Fulani: “Mentre la gente innocente è lasciata senza protezione, vediamo i militari proteggere gli oleodotti nel Delta del Niger, come se il petrolio fosse più importante delle persone. Perché la popolazione deve essere uccisa senza motivo nella propria terra?”. <br />Thu, 29 Sep 2016 11:54:57 +0200ASIA/LIBANO - Il Patriarca maronita: i profughi palestinesi hanno il “diritto naturale” di ritornare nella loro Patriahttp://www.fides.org/it/news/60861-ASIA_LIBANO_Il_Patriarca_maronita_i_profughi_palestinesi_hanno_il_diritto_naturale_di_ritornare_nella_loro_Patriahttp://www.fides.org/it/news/60861-ASIA_LIBANO_Il_Patriarca_maronita_i_profughi_palestinesi_hanno_il_diritto_naturale_di_ritornare_nella_loro_PatriaBkerkè - Il riconoscimento internazionale dello Stato di Palestina è un atto improrogabile, se davvero si vuole favorire il ristabilimento della pace in Medio Oriente. E occorre anche sostenere e garantire il ritorno nella propria patria di tutti i profughi palestinesi ancora dispersi in Medio Oriente, che rappresenta un loro “diritto naturale”. Così il Patriarca maronita Boutros Bechara Rai ha definito la prerogativa rivendicata dai palestinesi discendenti delle popolazioni arabe che fuggirono dalla Palestina dopo la nascita dello Stato d'Israele. <br />Lo ha fatto ricevendo nella sede patriarcale di Bkerkè, il 26 settembre, un'ampia rappresentanza del Comitato presidenziale per gi Affari della Chiesa in Palestina, guidata da Hanna Amira - membro del Comitato esecutivo dell'OLP - e comprendente tra gli altri anche il Consigliere presidenziale Ramzi Khoury, l'ambasciatore Issa Kassissieh - Rappresentante dello Stato di Palestina presso la Santa Sede – e la professoressa Vera Baboun, sindaco di Betlemme. <br />Il Primate della Chiesa maronita ha ripetuto che nella questione palestinese continua a perpetrarsi “una grave violazione della verità e della giustizia”, e cil mancato riconoscimento dell'oppressione subita dal popolo palestinese rappresenta uno dei fattori oggettivi di perpetuazione dei focolai di guerra nella regione, che rendono fragili tutti i tentativi di far radicare una pace autentica e durevole in Medio Oriente. . <br /><br />Thu, 29 Sep 2016 11:47:36 +0200AMERICA/ARGENTINA - "Prendiamoci cura della nostra lingua madre": incontro della pastorale indigenahttp://www.fides.org/it/news/60860-AMERICA_ARGENTINA_Prendiamoci_cura_della_nostra_lingua_madre_incontro_della_pastorale_indigenahttp://www.fides.org/it/news/60860-AMERICA_ARGENTINA_Prendiamoci_cura_della_nostra_lingua_madre_incontro_della_pastorale_indigenaSanta Fe – Insegnanti di dieci popoli indigeni e docenti anche non indigeni, hanno partecipato al XV Incontro degli Educatori Indigeni, che ha avuto luogo il 23, 24 e 25 settembre nella città di Avellaneda, Santa Fe , con lo slogan "Se è madre è sacra. Ci prendiamo cura della nostra lingua".<br />Il team nazionale di Pastorale aborigena , responsabile dell'organizzazione dell’evento, ha definito l'attività come "uno spazio che nasce con l'obiettivo che i partecipanti possano pensare liberamente il loro compito come insegnanti indigeni, mettendo in evidenza il doppio impegno che esso implica, nella salvaguardia della loro cultura e permettendo anche di rafforzare i legami di uguaglianza tra i popoli".<br />"Quest’anno - informa la nota inviata da Aica -, il tema di riflessione suggerito per i popoli indigeni, è l'auto-determinazione. A questo riguardo, riteniamo che la lingua madre è una delle forze ancestrali fondamentali per l'autodeterminazione, quindi il tema della lingua madre sarà la spina dorsale del nostro incontro" sottolinea la Endepa.<br />Il Vescovo della diocesi di Reconquista, che è il Presidente della Commissione episcopale per la pastorale aborigena, Sua Ecc. Mons. Ángel José Macín, ha sottolineato che "la maternità sacra della lingua è in rapporto diretto con la saggezza dei popoli indigeni" e ha incoraggiato un proficuo lavoro di profonda riflessione su questo tema.<br />Tra i partecipanti c’erano i rappresentanti dei popoli Qom Pilagá, Diaguita, Huarpe, Mapuche, Ava Guarani, Wichi, Kolla, Mbya Guarani e Mocoví, che durante l'incontro hanno condiviso le loro esperienze nella propria realtà e insieme hanno dato vita a laboratori di riflessione con proposte di nuove iniziative.<br /> <br />Thu, 29 Sep 2016 11:39:13 +0200AMERICA/CILE - Forum Araucania: le soluzioni devono arrivare direttamente dai popoli della regionehttp://www.fides.org/it/news/60859-AMERICA_CILE_Forum_Araucania_le_soluzioni_devono_arrivare_direttamente_dai_popoli_della_regionehttp://www.fides.org/it/news/60859-AMERICA_CILE_Forum_Araucania_le_soluzioni_devono_arrivare_direttamente_dai_popoli_della_regioneSantiago – Con lo slogan "Alla ricerca di accordi e di sviluppo per la regione", e la partecipazione di diversi personalità politiche come il Ministro dell’Interno Mario Fernandez, è iniziato il forum "Todos somos Araucanía", evento organizzato dalla Sofofa , organismo che raggruppa oltre 4000 imprese, 38 associazioni e 23 sindacati cileni.<br />"La realtà di La Araucania è ora un problema di tutto il Cile, non è un problema dei quella particolare area. La violenza e la fragilità dello stato di diritto nel sud devono essere affrontate con urgenza" ha detto il Presidente della Sofofa all'apertura dell’evento, il 27 settembre.<br />Nel suo intervento, il Vescovo della diocesi di Temuco, Sua Ecc. Mons. Héctor Eduardo Vargas Bastidas, S.D.B., che presiede il tavolo di lavoro su La Araucanía ha detto: "purtroppo la crescente diversità delle vittime della violenza rurale, che interessa agricoltori, piccoli proprietari, operai e le loro famiglie, potrebbe produrre il rischio di stigmatizzare le legittime richieste del popolo mapuche, che non devono essere confuse in nessun modo con l'azione condannabile dei gruppi radicali". Quindi ha aggiunto: "Noi tutti dovremmo stare attenti al modo di parlare quando trattiamo il problema, evitando l'idea che questa è una lotta tra i Mapuche e gli agricoltori, o peggio, tra i Mapuche e i coloni".<br />Ha colpito molto l'intervento del Ministro dell'interno, Fernandez, che nel suo discorso ha sottolineato che alcune misure, come l'aumento delle forze di polizia, sono state insufficienti per superare il problema. "Mantenere la povertà, l'insicurezza e la violenza risponde, certamente, a cause sistemiche, e richiede approcci globali per affrontarle" ha detto. Ha aggiunto che la soluzione è quella di "alterare radicalmente il corso delle cose: l'analisi e le soluzioni devono arrivare direttamente dai popoli stessi della regione, Mapuche e non mapuche."<br /> <br /><br />Thu, 29 Sep 2016 10:40:48 +0200AMERICA/COLOMBIA - I bambini consumano marjuana già a sette annihttp://www.fides.org/it/news/60858-AMERICA_COLOMBIA_I_bambini_consumano_marjuana_gia_a_sette_annihttp://www.fides.org/it/news/60858-AMERICA_COLOMBIA_I_bambini_consumano_marjuana_gia_a_sette_anniMedellin – Il consumo di droghe e la farmacodipendenza sono un fenomeno piuttosto comune tra i minori di Medellin. Nel dipartimento di Antioquia è stato riscontrato che dai sette anni di età i piccoli consumano, principalmente, marjuana. Ad aggravare il problema è la mancanza di istruzione di genitori e adulti che non sono in grado di identificare la dipendenza nei propri figli minorenni. In un comunicato diffuso dalla ESE Hospital Carisma, Centro di Assistenza e Riabilitazione Integrale per la Salute Mentale di Antioquia, si legge che “la famiglia non possiede gli strumenti per potere identificare questo tipo di rischio, i genitori non si rendono conto di quale sostanza stiano abusando i figli e quando se ne accorgono hanno ormai sviluppato una dipendenza”. Recentemente è stato registrato un incremento di ricoveri di minori di 15 anni farmacodipendenti, che consumano soprattutto marjuana. “Da uno o due siamo passati a 35, una cifra allarmante”, continua il comunicato. Secondo i dati rivelati dalla ESE Hospital Carisma, la cocaina è la sostanza di consumo principale ad Antioquia, seguono marjuana, basuco e oppiacei.<br />Il Centro offre sin dal 1973 un servizio contro la farmacodipendenza e attualmente è impegnato in un progetto pilota che prevede la preparazione di esperti che possano intervenire con strategie educative, di promozione e prevenzione, interventi e riabilitazione dei minori.<br /> <br /><br />Thu, 29 Sep 2016 10:39:57 +0200ASIA/GIORDANIA - Omicidio Hattar: l'Amministratore apostolico Pizzaballa porterà le condoglianze alla famiglia dello scrittore uccisohttp://www.fides.org/it/news/60857-ASIA_GIORDANIA_Omicidio_Hattar_l_Amministratore_apostolico_Pizzaballa_portera_le_condoglianze_alla_famiglia_dello_scrittore_uccisohttp://www.fides.org/it/news/60857-ASIA_GIORDANIA_Omicidio_Hattar_l_Amministratore_apostolico_Pizzaballa_portera_le_condoglianze_alla_famiglia_dello_scrittore_uccisoAmman – La prima visita ufficiale nel Regno Hascemita dell'Arcivescovo Pierbattista Pizzaballa OFM, nuovo Amministratore apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme, avverrà in forma sobria, mantenendo i riti religiosi programmati ma eliminando tutti i momenti celebrativi e di festa, tenendo conto delle “difficoltà che sta atraversando la Giordania” e soprattutto dei sentimenti di lutto vissuti dalla famiglia dell'intellettuale Nahed Hatter, ucciso domenica scorsa davanti al tribunale di Amman. Lo ha reso noto il Vicariato per la Giordania del Patriarcato latino di Gerusalemme, aggiungendo che venerdì 30 settembre, durante la visita in Giordania, l'Arcivescovo Pizzaballa visiterà anche Fuhieis e in quell'occasione si recherà anche a portare personalment le condoglianze alla famiglia dello scrittore assassinato. <br />Nahed Hattar apparteneva a una famiglia cattolica di rito latino, ma non era credente. Già da studente era conosciuto per la sua adesione militante a posizioni politiche di sinistra. Ad agosto, Hattar era stato chiamato a giudizio per aver condiviso su facebook una vignetta intitolata “il dio di Daesh”, in cui si ritraeva un noto jihadista legato all'auto-proclamato Stato Islamico e recentemente ucciso da un raid americano, mentre nella sua tenda in paradiso, a letto con due donne, ordinava a Dio in maniera sprezzante di portargli un bicchiere di vino. Il rilancio della vignetta da parte del noto attivista politico aveva scatenato polemiche sui social media. Hattar era stato anche rinviato a giudizio, pure con l'accusa di aver diffuso “materiale inteso a colpire il sentimento e il credo religioso”. Domenica mattina, proprio mentre si recava al tribunale di Amman per un'udienza relativa a tale caso controverso, è stato ucciso con tre colpi di pistola da un killer sconosciuto, che dopo avergli sparato è riuscito a dileguarsi, facendo perdere le sue tracce. .Wed, 28 Sep 2016 12:45:06 +0200AFRICA/SENEGAL - Migrazione in Africa: convegno promosso da organizzazioni cattolichehttp://www.fides.org/it/news/60856-AFRICA_SENEGAL_Migrazione_in_Africa_convegno_promosso_da_organizzazioni_cattolichehttp://www.fides.org/it/news/60856-AFRICA_SENEGAL_Migrazione_in_Africa_convegno_promosso_da_organizzazioni_cattoliche<br />Dakar - Il Senegal ospiterà un incontro regionale sulla migrazione intra e interregionale in Africa, promosso dalla rete Migration et Développement de la Société Civile en Afrique . Secondo il comunicato inviato all’Agenzia Fides, il meeting si terra il 3 e 4 ottobre a Dakar. Al centro dei lavori ci sarà il ruolo della società civile nella protezione dei diritti dei migranti.<br />I temi in discussione: le procedure che garantiscono la mobilità nelle diverse regioni dell’Africa; il riconoscimento del ruolo della società civile nell’attuazione e nel controllo degli accordi di libera circolazione; gli sviluppi del piano d’azione di La Vallette e il ruolo che ha in esso la società civile.<br />I partecipanti provengono dai Paesi dell’Africa occidentale e centrale, dal Maghreb e dall’Europa, in rappresentanza di organizzazioni per i diritti umani, per lo sviluppo, per il lavoro e di diverse organizzazioni di migranti e della diaspora, di autorità pubbliche e di molteplici organizzazioni internazionali.<br />MADE Afrique è diretta da Caritas Senegal, che fa parte della rete Migrazione e Sviluppo della Società Civile, creata dalla Commissione Internazionale Cattolica per le Migrazioni . <br />Wed, 28 Sep 2016 12:19:10 +0200AMERICA/MESSICO - Migliaia di haitiani alla frontiera con gli USA: necessario maggior sostegno del governo messicanohttp://www.fides.org/it/news/60855-AMERICA_MESSICO_Migliaia_di_haitiani_alla_frontiera_con_gli_USA_necessario_maggior_sostegno_del_governo_messicanohttp://www.fides.org/it/news/60855-AMERICA_MESSICO_Migliaia_di_haitiani_alla_frontiera_con_gli_USA_necessario_maggior_sostegno_del_governo_messicanoTijuana – In questo anno 2016 sono 7.800 gli haitiani arrivati in Messico dal Guatemala nel loro tentativo di raggiungere gli Stati Uniti, come informano le autorità messicane dell'immigrazione. L'Istituto Nazionale della Migrazione afferma che 1.701 persone provengono da paesi africani e 3.753 da paesi asiatici, secondo il timbro d'ingresso al Centro di immigrazione della città di Tapachula, al confine con il Guatemala.<br />Poichè i migranti non possono essere rimpatriati, il Messico concede loro un visto temporaneo di 20 giorni per attraversare il paese e raggiungere così gli Stati Uniti, la loro destinazione finale. Tuttavia la settimana scorsa il governo degli Stati Uniti ha intensificato i suoi sforzi per espellere gli haitiani, arrivati a migliaia negli ultimi mesi attraverso i valichi di confine della California con il Messico.<br />Diverse segnalazioni sono pervenute a Fides sulla difficile situazione. A Tijuana, città messicana vicino alla frontiera statunitense, gli haitiani devono attendere fino a tre settimane per ottenere un appuntamento per presentare il proprio caso alle autorità del Bureau of Customs and Border Protection degli Stati Uniti. Nel frattempo molti sono costretti a cercare dove dormire e mangiare in questa città messicana.<br />Padre Patrick Murphy, dei missionari Scalabriniani , Coordinatore generale della rete case dei migranti, che gestisce la Casa del Migrante a Tijuana, ha già accolto migliaia di haitiani in attesa di un appuntamento con le autorità, ma ritiene che serva maggiore sostegno da parte del governo messicano: "non solo perché è necessario, ma perché questa situazione è solo al inizio" ha detto. In questi giorni si sta attivando un coordinamento della Chiesa cattolica con membri di altre Chiese cristiane per aiutare gli haitiani dalla parte degli USA, in modo particolare nella zona di Baja California.<br /> <br />Wed, 28 Sep 2016 11:52:35 +0200AFRICA/SUDAFRICA - “Sussidi statali per permettere ai più poveri l’istruzione superiore” chiesti dai Vescovihttp://www.fides.org/it/news/60854-AFRICA_SUDAFRICA_Sussidi_statali_per_permettere_ai_piu_poveri_l_istruzione_superiore_chiesti_dai_Vescovihttp://www.fides.org/it/news/60854-AFRICA_SUDAFRICA_Sussidi_statali_per_permettere_ai_piu_poveri_l_istruzione_superiore_chiesti_dai_Vescovi<br />Johannesburg - “Auspichiamo un piano realistico per rendere possibile alle famiglie povere e della classe operaia di avere accesso all’istruzione superiore dopo il 2017” affermano i Vescovi del Sudafrica, dopo che il Ministro dell’educazione BE Nzimande ha annunciato un aumento delle tasse universitarie e dei college non superiore all’8% per il prossimo anno. Il Ministro ha altresì affermato che le tasse non aumenteranno per gli studenti che ricevano prestiti dal National Student Financial Aid Scheme e che il governo fornirà sussidi agli studenti delle famiglie più povere.<br />Nel comunicato, giunto all’Agenzia Fides, la Southern African Catholic Bishops’ Conference afferma che “mentre i provvedimenti ad interim del governo non forniscono una soluzione duratura per un modello di finanziamento del sistema educativo”, quindi i Vescovi chiedono “una speciale attenzione per gli studenti poveri che in questo momento non possono o hanno grandi difficoltà a pagare le rette”, invocando la concessione di sussidi governativi ai più poveri in modo che possano coprire interamente il pagamento della retta scolastica. <br />I Vescovi lanciano infine un appello alla calma e alla discussione pacifica: “Siamo consapevoli che le misure provvisorie del governo non saranno ben accettate da tutti e auspichiamo un dialogo aperto e onesto tra tutte le parti in causa per trovare una via d’uscita”.<br />“Condanniamo l’escalation della violenza nei campus e il vandalismo che distrugge le risorse investite per educare i futuri leader dell’intera nazione. La violenza porta più male che bene alla nostra nazione. Chiediamo una leadership maggiormente etica da parte di tutti, inclusi i custodi delle legge e dell’ordine” concludono. <br />Wed, 28 Sep 2016 11:48:15 +0200ASIA/TERRA SANTA - Il Vescovo Shomali: “Peres uomo di pace. In Israele c'è bisogno di uomini come lui”http://www.fides.org/it/news/60853-ASIA_TERRA_SANTA_Il_Vescovo_Shomali_Peres_uomo_di_pace_In_Israele_c_e_bisogno_di_uomini_come_luihttp://www.fides.org/it/news/60853-ASIA_TERRA_SANTA_Il_Vescovo_Shomali_Peres_uomo_di_pace_In_Israele_c_e_bisogno_di_uomini_come_luiGerusalemme - “Abbiamo perso un grande uomo. Uomo del dialogo inter-religioso e inter-culturale. Un uomo di pace. Preghiamo perchè in Israele sorgano uomini come lui, perchè abbiamo tanto bisogno di uomini così, in questi tempi”. Così il Vescovo William Shomali, Vicario patriarcale per Gerusalemme e la Palestina del Patriarcato latino di Gerusalemme, commenta per l'Agenzia Fides la scomparsa dell'ex Presidente israeliano Shimon Peres, spentosi oggi, 28 settembre, all'età di 93 anni. Qualche giorno fa l'anziano leader era stato ricoverato presso l'ospedale Sheba di Tel Aviv in seguito a un'ischemia cerebrale.<br />Shimon Peres è stato a lungo esponente di primo piano del Partito Laburista Israeliano, da lui guidato ininterrottamente dal 1977 al 1992 e successivamente a più riprese sino al 2005. Prima di divenire Presidente d'Israele - dal 2007 al 2014 – aveva rivestito diversi alti incarichi di governo, compresi quelli di Primo ministro e Ministro degli esteri . Nel 1994 a Peres era stato assegnato il Premio Nobel per la Pace insieme a Yitzhak Rabin e Yasser Arafat per gli sforzi nel processo di pace nel Vicino Oriente, culminati con gli Accordi di Oslo. <br />Nella sua lunga carriera politica. Peres ha incontrato tre Pontefici: Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. L'ultimo suo incontro con l'attuale Vescovo di Roma era avvenuto in Vaticano lo scorso 20 giugno. Nel'ottobre 2010, interpellato dalla rivista 30Giorni circa le relazioni tra Israele e la Santa Sede, l'allora Presidente israeliano rispose: “I rapporti sono i migliori possibili da duemila anni a questa parte. Dai tempi di Gesù a oggi non abbiamo mai mantenuto relazioni migliori”. .Wed, 28 Sep 2016 11:26:22 +0200AMERICA/COLOMBIA - Una nuova vita per i bambini soldato liberati dalle FARChttp://www.fides.org/it/news/60852-AMERICA_COLOMBIA_Una_nuova_vita_per_i_bambini_soldato_liberati_dalle_FARChttp://www.fides.org/it/news/60852-AMERICA_COLOMBIA_Una_nuova_vita_per_i_bambini_soldato_liberati_dalle_FARCBogotà - Come parte dell’accordo che ha messo fine a 52 anni di guerra civile in Colombia , le FARC hanno liberato 13 bambini soldato che erano arruolati tra le loro fila, consegnandoli al Comitato Internazionale della Croce Rossa . In un comunicato pervenuto a Fides, il CICR ha dichiarato che i minori si trovano in buone condizioni di salute e che sarebbero stati portati in alloggi temporanei sotto la supervisione del Fondo per l’Infanzia delle Nazioni Unite. L’identità dei 13 minori non è stata resa nota per proteggerli. <br />Le FARC sono state accusate a lungo di reclutamento forzato di minori, anche se il numero esatto di minorenni coinvolti rimane sconosciuto. Il gruppo guerrigliero ha dichiarato che all’inizio del 2016 erano arruolati solo 21 membri con meno di 15 anni. Il Ministro della Difesa invece ha dichiarato la presenza a maggio di quest’anno di circa 170 membri con meno di 18 anni. Dal 1999, l’agenzia che si occupa degli affari sociali in Colombia ha seguito almeno 6 mila casi di bambini soldato rapiti da gruppi armati illegali o abbandonati. Secondo le cifre ufficiali il 60% era nelle FARC. Inoltre, il reclutamento forzato è stato uno dei motivi principali di sfollamento interno dato che le famiglie impaurite dalla minaccia che le forze armate ribelli potessero rapire o coinvolgere i propri figli hanno abbandonato le zone rurali. <br /> <br />Wed, 28 Sep 2016 11:09:56 +0200EUROPA/INGHILTERRA E GALLES - Nomina del Direttore nazionale delle POM, p. Anthony Chantry MHMhttp://www.fides.org/it/news/60851-EUROPA_INGHILTERRA_E_GALLES_Nomina_del_Direttore_nazionale_delle_POM_p_Anthony_Chantry_MHMhttp://www.fides.org/it/news/60851-EUROPA_INGHILTERRA_E_GALLES_Nomina_del_Direttore_nazionale_delle_POM_p_Anthony_Chantry_MHMCittà del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 17 marzo 2016 ha nominato Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Inghilterra e Galles per un quinquennio , il rev.do p. Anthony Chantry, della Società Missionaria di San Giuseppe di Mill Hill . <br />Il nuovo Direttore nazionale è nato il 23 settembre 1954. Nel 1975/78 è stato studente in seminario in Olanda. Dopo un’esperienza pastorale di un anno in Kenya, nel periodo 1979/1981 ha compiuto gli studi teologici al Collegio MHM di Londra. Dal 1981 al 1990 ha prestato servizio pastorale nell’arcidiocesi di Kisumu, in Kenya. Nel periodo 1990/1992 ha conseguito il Master in teologia a Chicago . Dal 1992 al 1994 è stato Direttore pastorale, e dal 1994 al 2000 Rettore del Collegio MHM di Londra. Nel 2001 ha trascorso un anno di studi a Gerusalemme. Dal 2001 al 2005 è stato parroco nella diocesi di Kroonstad, in Sudafrica, e ha conseguito un Master in Management Conflict all’università di Port Elizabeth . Nel 2005 è stato eletto Superiore generale della MHM, e riconfermato nel 2010. Nel 2015 ha trascorso un anno sabbatico alla Catholic Theological Union di Chicago . <br />Wed, 28 Sep 2016 10:51:08 +0200AMERICA/NICARAGUA - “Nica Act”: per il Card. Brenes “saranno i più poveri a pagare”http://www.fides.org/it/news/60850-AMERICA_NICARAGUA_Nica_Act_per_il_Card_Brenes_saranno_i_piu_poveri_a_pagarehttp://www.fides.org/it/news/60850-AMERICA_NICARAGUA_Nica_Act_per_il_Card_Brenes_saranno_i_piu_poveri_a_pagareManagua – All'inizio della settimana scorsa, la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una proposta di legge, il “Nicaraguan investment conditionality act”, ribattezzato “Nica Act”, che prevede sanzioni contro il Governo di Daniel Ortega. Questa disposizione avrà come prima conseguenza l'impedimento al Nicaragua di accedere a fondi internazionali. Il governo del Nicaragua, in una nota stampa, ha respinto il "Nica Act", definendolo una grave violazione del Diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.<br />L’Arcivescovo di Managua, il Card. Leopoldo Brenes, ha così commentato: "Non c'è dubbio che questa iniziativa avrà un impatto a livello economico, sia per i privati che per la popolazione povera. Molti programmi realizzati nel paese attraverso gli aiuti saranno compromessi". "Il nostro governo dovrebbe cercare un piano B perché è responsabile del progresso e dello sviluppo del popolo nicaraguense" ha proseguito il Cardinale, che ha concluso: "questo piano B dovrebbe guardare soprattutto alla popolazione più povera, per far sì che non sia così duramente colpita".<br />Secondo dati raccolti da Fides, tale proposta di legge degli Stati Uniti intende fare pressione affinché le prossime elezioni del 6 novembre in Nicaragua siano libere e monitorate da osservatori internazionali.<br /> <br />Wed, 28 Sep 2016 10:36:43 +0200EUROPA/ITALIA - Mons. Mazzolari, per 30 anni missionario in Sudanhttp://www.fides.org/it/news/60849-EUROPA_ITALIA_Mons_Mazzolari_per_30_anni_missionario_in_Sudanhttp://www.fides.org/it/news/60849-EUROPA_ITALIA_Mons_Mazzolari_per_30_anni_missionario_in_SudanConcesio – L’impegno missionario e le opere di servizio al prossimo di Mons. Cesare Mazzolari , che ha trascorso 30 anni della sua vita nell’Africa subsahariana, in Sudan, saranno ricordate da una mostra biografica che aprirà il 30 settembre al Centro Studi dell’Istituto Paolo VI, a Concesio , come informa la nota inviata a Fides. La mostra, intitolata “Persona per gli altri”, ripercorrerà le tappe fondamentali della vita del missionario in terra africana, attraverso undici grandi pannelli espositivi, e si aprirà con un incontro-testimonianza con alcuni operatori del settore umanitario in Sud Sudan che hanno conosciuto o collaborato con lui e che continuano a farlo oggi attraverso la Fondazione CESAR Onlus di Concesio. La mostra rimarrà aperta fino al 15 ottobre. <br />Mons. Mazzolari, nato a Brescia il 9 febbraio 1937, entrò tra i Missionari Comboniani e venne ordinato sacerdote il 17 marzo 1962. Dopo una prima esperienza missionaria negli Stati Uniti, tra i neri e i messicani, nel 1981 arrivò in Sudan, dove lavorò nella diocesi di Tombura-Yambio, poi nell'arcidiocesi di Juba, infine nella diocesi di Rumbek , di cui venne ordinato Vescovo il 6 gennaio 1999, da Papa Giovanni Paolo II. Morì il 16 luglio 2011, in seguito ad un malore che lo colpì mentre celebrava la Messa, pochi giorni dopo i festeggiamenti per l’indipendenza del Sud Sudan, cui aveva partecipato. Come riportò Fides, lo Stato dei Laghi proclamò 3 giorni di lutto nazionale per la sua morte. Per permettere l'ingresso in chiesa all'interminabile fila di donne e uomini, cattolici ma anche musulmani e animisti, venuti da ogni angolo del paese a rendere omaggio a Mons. Mazzolari, le porte della Cattedrale di Rumbek rimasero aperte giorno e notte. Secondo il suo desiderio, il Vescovo è stato sepolto nella Cattedrale. <br />Wed, 28 Sep 2016 09:27:25 +0200ASIA/LAOS - Ordinati tre nuovi preti: un passo storico per la Chiesahttp://www.fides.org/it/news/60848-ASIA_LAOS_Ordinati_tre_nuovi_preti_un_passo_storico_per_la_Chiesahttp://www.fides.org/it/news/60848-ASIA_LAOS_Ordinati_tre_nuovi_preti_un_passo_storico_per_la_ChiesaLuang Prabang - "Prima di tutto ringraziamo il Signore per il suo dono immenso: siamo molto felici per tre nuovi sacerdoti che potranno lavorare a tempo pieno nella piccola Chiesa cattolica del Laos. Tutti e tre si dedicheranno, in particolare, al lavoro pastorale nel Vicariato di Luang Prabang: per me saranno un valido aiuto": così Mons. Tito Banchong Thopanhong, Amministratore Apostolico di Luang Prabang, comunica all'Agenzia Fides la sua gioia per l’avvenuta ordinazione di tre nuovi sacerdoti laotiani. Si tratta di don Paolo Lattana Sunthon, don Agostino Saegna Sii Bunti, don Michele Kanthak Vilae Luong Di, tutti appartenenti al Vicariato apostolico di Luang Prabang, ordinati in una solenne celebrazione tenutasi il 16 settembre scorso a Savannakhet, dove ha sede il Seminario maggiore interdiocesano che cura la formazione dei seminaristi laotiani. <br />Alla messa di ordinazione, presieduta da Sua Ecc. Mons. Prida Inthirath, Vicario Apostolico di Savannakhet, del Vicariato ospitante, erano presenti gli altri due Vescovi laotiani , nonchè altri due Vescovi , 54 preti provenienti da Laos, Vietnam, Thailandia, numerose religiose e oltre mille fedeli cattolici, giunti da tutto il paese. <br />Mons. Tito Banchong racconta a Fides: "E' stato un momento di intensa preghiera e di grande speranza per noi. Un momento storico, in cui abbiamo ricevuto un'effusione speciale della grazia di Dio. Tutto si è svolto nel migliore dei modi, in un clima di grande serenità. Erano presenti anche le autorità civili dal municipio di Savannakhet. Tutti abbiamo gioito nel profondo e festeggiato per questo evento".<br />Nel 2005 a Vientiane, trent'anni dopo l'ultima ordinazione del 1975, era stato ordinato prete Sophone Vilavongsy, laotiano e missionario degli Oblati di Maria Immacolata . Nel dicembre 2006 divennereo preti Pierre Wilaiphorn Phonasa e Luca Sukpaphorn Duangchansai. Nel 2009 a Savannakhet è stata la volta di p. Matthieu Somdet Kaluan. Nel 2011 un altro nuovo sacerdote è stato don Pierre Buntha Silaphet. <br />Su circa 6 milioni di abitanti, in maggioranza buddisti, i cristiani in Laos sono circa l’1% tra i quali circa 45mila cattolici. Oltre ai tre Vicari apostolici, i preti diocesani presenti nel paese, con i tre nuovi ordinati, salgono ora a 20, mentre 11 sono i sacerdoti religiosi. <br />La Chiesa in Laos ora si prepara alla celebrazione di beatificazione di 17 martiri laotiani, in programma a Vientiane l'11 dicembre. Nel 2015 la Santa Sede ha infatti riconosciuto il martirio di padre Mario Borzaga, giovane missionario degli Oblati di Maria Immacolata, e del catechista laotiano Paul. Successivamente ha avuto buon esito anche una seconda causa di beatificazione che riguarda altri 15 martiri, tra missionari e laici laotiani. Tue, 27 Sep 2016 12:47:28 +0200AFRICA/CONGO RD - “Si rischia una crisi di ampia portata molto presto” avverte l’ONUhttp://www.fides.org/it/news/60847-AFRICA_CONGO_RD_Si_rischia_una_crisi_di_ampia_portata_molto_presto_avverte_l_ONUhttp://www.fides.org/it/news/60847-AFRICA_CONGO_RD_Si_rischia_una_crisi_di_ampia_portata_molto_presto_avverte_l_ONUKinshasa - La Repubblica Democratica del Congo, il cui Presidente Joseph Kabila, ieri 26 settembre, è stato ricevuto in udienza da Papa Francesco, rimane sull’orlo del precipizio, dopo gli incidenti tra polizia e dimostranti dei giorni scorsi.<br />Nel corso del colloquio tra il Santo Padre e il Capo dello Stato congolese“particolare attenzione è stata prestata alle gravi sfide poste dall'attuale situazione politica e ai recenti scontri verificatisi nella Capitale” afferma la Sala Stampa Vaticana. “È stata sottolineata l’importanza della collaborazione tra gli attori politici e i rappresentanti della società civile e delle comunità religiose, in favore del bene comune, attraverso un dialogo rispettoso e inclusivo per la stabilità e la pace nel Paese”.<br />La comunità internazionale è sempre più preoccupata per la situazione nella RDC. “Il numero importante di vittime civili, l’incendio della sede di diversi partiti politici e la situazione sempre molto tesa sono un avvertimento chiaro che una crisi di ampia portata potrebbe scoppiare molto presto” avverte l’Alto Commissario ONU per i diritti umani, Zeid Ra'ad Al Hussein.<br />Mentre nella capitale, Kinshasa, si commemorano le vittime degli scontri , la situazione negoziale rimane bloccata. Il dialogo nazionale, dal quale dovrebbe uscire la data delle elezioni presidenziali, è sospeso.<br />Nel frattempo rischia di degradarsi la situazione nelle province. Non solo in quelle dell’est, come il Nord Kivu, da decenni in balia di diverse bande armate e movimenti di guerriglia non tutti congolesi, ma anche nel Kasai –Centrale, nel cui capoluogo, Kananga, si è svolta una battaglia per il controllo dell’aeroporto . Il governatore locale ha affermato che i morti negli scontri tra soldati e miliziani del defunto capo tradizionale Kamwena Nsapu, sono 49, di cui 27 miliziani, 16 militari e poliziotti, e 6 civili. <br />Tue, 27 Sep 2016 12:41:37 +0200