Fides News Italianohttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia Fidesen-usAFRICA/EGITTO - I candidati Sabbahi e al-Sisi alla veglia pasquale copta celebrata da Papa Tawadroshttp://www.fides.org/it/news/55041-AFRICA_EGITTO_I_candidati_Sabbahi_e_al_Sisi_alla_veglia_pasquale_copta_celebrata_da_Papa_Tawadroshttp://www.fides.org/it/news/55041-AFRICA_EGITTO_I_candidati_Sabbahi_e_al_Sisi_alla_veglia_pasquale_copta_celebrata_da_Papa_TawadrosIl Cairo - I candidati alle elezioni presidenziali egiziane Abdel Fattah<br />al-Sisi e Hamdeen Sabbahi potrebbero partecipare ambedue alla veglia pasquale che si terrà<br />sabato sera nella cattedrale di San Marco, nel quartiere di Abbasiya al Cairo. L'indiscrezione, fatta filtrare da fonti della Chiesa copta ortodossa e poi confermata anche da esponenti del comitato elettorale di al-Sisi, è stata rilanciata dalla stampa egiziana mentre tutte le Chiese cristiane presenti in Egitto si apprestano a celebrare nello stesso giorno la Pasqua di Resurrezione. La liturgia sarà celebrata dal Patriarca copto ortodosso Tawadros II. La sicurezza intorno alla cattedrale sarà assicurata dalle forze di polizia e dell'esercito, affiancate da volontari della comunità copta. <br />L'ex generale al-Sisi, che ha già presentato le firme necessarie a sostegno della sua candidatura, è riconosciuto da tutti gli osservatori come il favorito alle prossime elezioni presidenziali del 27-28 maggio. Di recente il generale ha dichiarato che “la questione religiosa è la battaglia e la sfida più grande che il popolo egiziano si trova a affrontare”, auspicando il prevalere di “una nuova visione” e di una “moderna, adeguata comprensione della religione islamica”. .Wed, 16 Apr 2014 00:00:00 +0200ASIA/SINGAPORE - L’Arcivescovo Goh: Pasqua invita a “proclamare il Vangelo con gioia e con passione”http://www.fides.org/it/news/55039-ASIA_SINGAPORE_L_Arcivescovo_Goh_Pasqua_invita_a_proclamare_il_Vangelo_con_gioia_e_con_passionehttp://www.fides.org/it/news/55039-ASIA_SINGAPORE_L_Arcivescovo_Goh_Pasqua_invita_a_proclamare_il_Vangelo_con_gioia_e_con_passioneSingapore – La Pasqua invita tutti i fedeli a “proclamare in Vangelo con gioia nella nostra realtà di Singapore”: è quanto dice nel messaggio pasquale, rivolto a tutti i fedeli, l’Arcivescovo di Singapore, William Goh. Nel testo del messaggio, inviato a Fides, mons Goh ricorda che Risurezione significa “vincere la disperazione con la speranza, superare l'odio con l'amore, l’ingiustizia con il perdono” e propone ai fedeli tre elementi di riflessione.<br />Il primo è “la nuova vita in Cristo”: “Il trionfo di Dio sulla croce cancella il peccato e la morte una volta per tutte, e ci dona nuova speranza. Come figli della speranza, cerchiamo di liberarci da rabbia, collera, malizia, maldicenze e di vivere come nuove creature in Cristo”, “come figli risorti” nelle circostanze quotidiane, nella vita personale, familiare, al lavoro.<br />Il secondo punto è “l’ incontro personale con il Signore risorto”, che è il messaggio centrale della Pasqua, nota l’Arcivescovo. “La presenza dei discepoli al Sepolcro ci fa riflettere: solo quando abbiamo sperimentato questo incontro, possiamo conoscere l'amore del Padre”, spiega il messaggio, invitando i fedeli “a una vita cristocentrica”. L’incontro con Cristo, infatti, “è una esperienza che coinvolge il cuore, la mente e il corpo”. E dall’incontro con Cristo Risorto, che “non è una mera comprensione intellettuale della fede, troviamo la forza per passare attraverso le prove e le sfide della vita”.<br />L’Arcivescovo conclude, al terzo punto, invitando ad “andare avanti con gioia”: “Il Vangelo è la fonte della nostra gioia e deve essere proclamato con gioia e con passione” nella realtà di Singapore. “Va presentato come qualcosa di così bello: questa bellezza è Gesù Cristo, il Signore Risorto, che viene a darci vita in abbondanza, una gioia che il mondo non può dare e la verità che ci fa liberi”. Il testo termina con un caloroso “benvenuto” ai fratelli neo-battezzati e con l’augurio che possano essere riempiti della grazia di Dio. Wed, 16 Apr 2014 00:00:00 +0200ASIA/NEPAL - Grande gioia per 60 battesimi nella notte di Pasquahttp://www.fides.org/it/news/55038-ASIA_NEPAL_Grande_gioia_per_60_battesimi_nella_notte_di_Pasquahttp://www.fides.org/it/news/55038-ASIA_NEPAL_Grande_gioia_per_60_battesimi_nella_notte_di_PasquaKathmandu – “Ci stiamo preparando in un clima di grande attesa e grande gioia a celebrare la Risurrezione di nostro Signore. Per la nostra piccola comunità cattolica questa è la festa più grande, e anche quest'anno un buon numero di persone, circa 60 in tutto il Nepal, riceveranno il Battesimo la notte di Pasqua”: è quanto riferisce, in un colloquio con l’Agenzia Fides, p. Pius Perumana, pro-Vicario Apostolico del Nepal.<br />“I catecumeni hanno vissuto un tempo di grandi aspettative per il giorno in cui diventeranno membri a pieno titolo della Chiesa. Si sono preparati alla Pasqua con forti momenti di penitenza, digiuno e preghiera nel periodo della Quaresima” prosegue. “In tutte le parrocchie della valle di Kathmandu abbiamo vissuto un cammino Quaresimale inteso e profondo, con momenti di ritiro spirituale significativi e con iniziative di solidarietà e aiuto dei più poveri” spiega.<br />La Pasqua in Nepal è un momento di grande gioia e anche di “testimonianza pubblica”: “le comunità cristiane festeggiano la Pasqua, in tutto il paese, non solo con le celebrazioni nelle chiese, ma anche con cortei e manifestazioni pubbliche di gioia per annunciare la bellezza della fede, la vittoria di Cristo sulla morte e la certezza della vita eterna” dice a Fides il pro-Vicario. <br />I cristiani in Nepal godono di una maggiore libertà religiosa a partire dal 2008, quando fu abolita la monarchia indù e il paese divenne repubblica. Secondo dati forniti a Fides dal Vicariato apostolico, i cattolici in Nepal sono circa 8.000, mentre i cristiani sono complessivamente il 7%, su una popolazione di circa 30 milioni di abitanti. Wed, 16 Apr 2014 00:00:00 +0200ASIA/PAKISTAN - Appello al governo italiano perchè “chieda l'abrogazione della blasfemia in Pakistan”http://www.fides.org/it/news/55037-ASIA_PAKISTAN_Appello_al_governo_italiano_perche_chieda_l_abrogazione_della_blasfemia_in_Pakistanhttp://www.fides.org/it/news/55037-ASIA_PAKISTAN_Appello_al_governo_italiano_perche_chieda_l_abrogazione_della_blasfemia_in_PakistanRoma – Un appello giunge al governo italiano dalla Federazione delle Associazioni Pakistane in Italia: Adan Farhaj Bakhsh, presidente della Federazione, in un messaggio inviato a Fides, chiede al governo italiano “di attivarsi presso il governo pakistano e chiedere l'abrogazione della legge sulla blasfemia in Pakistan”. L’appello è stato raccolto, con una mozione approvata all’unanimità, dal Consiglio regionale delle Marche. “La denuncia del presidente della Federazione, che ha chiesto il nostro sostegno, è chiara. Questa legge prevede la pena di morte per chi manca di rispetto al profeta Maometto, ed è spesso utilizzata per vendette e scopi privati, abbattendosi in particolare contro le minoranze religiose in Pakistan”, afferma la mozione, inviata a Fides. <br />Il testo approvato prosegue: “La libertà di parola e la libertà di religione costituiscono un fondamentale diritto per ogni individuo: non possiamo restare indifferenti. L’85% dei casi di denunce di blasfemia sono falsi. Il cristiano Sawan Masih è una delle più recenti vittime di questa legge, condannato a morte per ingiuste accuse di blasfemia. I coniugi Shafqat e Shagufta Emmanuel e Asia Bibi sono solo alcuni tra coloro che sono ingiustamente detenuti, sui quali pesa una condanna a morte per blasfemia. Ogni nazione dovrebbe alzare la voce contro queste ingiustizie e chiedere con forza al governo pakistano la liberazione degli innocenti incarcerati e l'abolizione di questa legge iniqua che soffoca l'essenza della libertà”, conclude la mozione. Wed, 16 Apr 2014 00:00:00 +0200AFRICA/KENYA - “Garantire la sicurezza nel rispetto dei diritti umani” chiede il Cardinale Njuehttp://www.fides.org/it/news/55036-AFRICA_KENYA_Garantire_la_sicurezza_nel_rispetto_dei_diritti_umani_chiede_il_Cardinale_Njuehttp://www.fides.org/it/news/55036-AFRICA_KENYA_Garantire_la_sicurezza_nel_rispetto_dei_diritti_umani_chiede_il_Cardinale_NjueNairobi - Coniugare le esigenze di sicurezza con il rispetto dei diritti umani, senza discriminazione di religione, tribù o etnia. È quanto hanno chiesto le principali confessioni cristiane del Kenya per bocca del Cardinale John Njue, Arcivescovo di Nairobi, nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella chiesa di Tutti i Santi della capitale keniana, rivolgendo un messaggio comune ai fedeli per la Pasqua.<br />In Kenya dopo gli ultimi attentati attribuiti agli Shabaab somali, le forze di sicurezza hanno varato una vasta campagna di ricerca dei sospettati, che ha sollevato critiche e preoccupazioni da parte di diverse agenzie umanitarie per il timore di discriminazioni nei confronti dei rifugiati e dei cittadini di origine somala. Dal 4 aprile ben 4.000 persone sono state arrestate in tutto il Kenya e in particolare nel quartiere somalo di Nairobi, Eastleigh. Dopo essere stati detenuti in centri di polizia o negli stadi per essere identificati e interrogati, una parte dei fermati sono stati poi rilasciati mentre 82 somali sono stati espulsi dal Paese.<br />“Facciamo appello al Presidente e alle principali agenzie governative perchè intensifichino gli sforzi per garantire un Paese sicuro per le attuali e future generazioni” ha detto il Cardinale. Allo stesso tempo ha chiesto alle agenzie di sicurezza di condurre le operazioni in modo da “preservare la dignità della vita che deve rimanere una priorità”.<br />Il Cardinale Njue ha ricordato la diffusione di armi illegali nel Paese, che ha raggiunto livelli “allarmanti” e che contribuisce ad aumentare i crimini violenti. “Rapine a mano armata, abigeato, bracconaggio, stupri e altri crimini minori devono essere affrontati” ha affermato il Cardinale, che ha denunciato la “negligenza e la corruzione che stanno dietro ad ogni arma illegale”. Wed, 16 Apr 2014 00:00:00 +0200ASIA/IRAQ - Messaggio di Pasqua del Patriarca caldeo Sako, con un pensiero alle elezionihttp://www.fides.org/it/news/55035-ASIA_IRAQ_Messaggio_di_Pasqua_del_Patriarca_caldeo_Sako_con_un_pensiero_alle_elezionihttp://www.fides.org/it/news/55035-ASIA_IRAQ_Messaggio_di_Pasqua_del_Patriarca_caldeo_Sako_con_un_pensiero_alle_elezioniBaghdad - “Auguro che le celebrazioni della Santa Pasqua, Pasqua di Resurrezione e di vita nuova, mettano fine alla sofferenza del nostro popolo”. E’ questo l’auspicio conclusivo contenuto nel messaggio per la Pasqua diffuso dal Patriarca di Babilonia dei Caldei, Louis Raphael I Sako. “Nonostante la preoccupante situazione in cui viviamo in Iraq” sottolinea il Patriarca caldeo nel messaggio pervenuto all’Agenzia Fides, le celebrazioni della Settimana Santa “rendono viva la nostra memoria cristiana e ci donano una speranza viva. Gesù è il cuore di questi avvenimenti, il suo corpo distrutto e poi risorto è la forza che ci spinge verso la vita nuova. Anche nei momenti bui, la sua risurrezione sorge come il sole su di noi e sull’umanità”. <br />S. B. Sako invita tutti a far tesoro della Settimana Santa e del tempo pasquale per “esaminare la nostra vita e scoprire ciò che ci chiede il festeggiato, che è Cristo”, a “incontrarci nelle nostre chiese e case per festeggiare, pregare, ringraziare, gioire insieme e aiutandoci reciprocamente” e a essere per tutti, in ogni situazione, “esempio vivente nella vita comunitaria attraverso il nostro comportamento, la lealtà, la nostra rinuncia e il nostro amore” per “rafforzare  l’appartenenza alla Patria eliminando la discordia e seminando la speranza”. Con questo spirito – ha aggiunto il Patriarca - “non si rimane nella condizione di sentirsi minacciati, nonostante il nostro numero”. <br />Il messaggio di Pasqua offre al Capo della Chiesa caldea anche l'occasione di sottolineare l'importanza del prossimo appuntamento elettorale a cui è chiamato un Paese ancora dilaniato dalle violenze settarie: “Dobbiamo partecipare numerosi alle prossime votazioni con spirito di responsabilità” scrive il Patriarca Sako, suggerendo di orientare il consenso elettorale verso “persone qualificate e leali, che si impegnano per il bene della Patria e per il suo progresso, puntando sui veri valori della libertà, della dignità e della giustizia sociale”. Le elezioni nazionali, in programma il prossimo 30 aprile, dovranno selezionare i 325 membri del Parlamento , chiamati a loro volta a eleggere il Presidente e il Primo Ministro iracheni, nel rispetto del sistema che riserva la carica presidenziale a un curdo e quella di Primo Ministro a uno sciita. .Wed, 16 Apr 2014 00:00:00 +0200AMERICA/HONDURAS - Appello per chiarire l'omicidio di un dipendente di Radio Progreso, emittente dei gesuitihttp://www.fides.org/it/news/55034-AMERICA_HONDURAS_Appello_per_chiarire_l_omicidio_di_un_dipendente_di_Radio_Progreso_emittente_dei_gesuitihttp://www.fides.org/it/news/55034-AMERICA_HONDURAS_Appello_per_chiarire_l_omicidio_di_un_dipendente_di_Radio_Progreso_emittente_dei_gesuitiYoro – Un'altra persona che lavora nei media popolari è stata assassinata in Honduras: si tratta di Carlos Hilario Mejia Orellana, responsabile marketing e vendite di “Radio Progreso”, emittente dei gesuiti, e membro dell’Equipe di Riflessione, Investigazione e Comunicazione della Compagnia di Gesù in Honduras. L’uomo è stato accoltellato a morte venerdì 11 aprile nella sua abitazione nella città di Progreso, dipartimento di Yoro, al nord del paese, nonostante godesse di misure di protezione individuale assegnategli dalla Commissione Inter-Americana dei Diritti Umani già dal 2009.<br />“Questo atto criminale contro il nostro compagno di squadra Carlos Mejía Orellana – afferma nella comunicazione pervenuta a Fides il sacerdote gesuita Ismael Moreno, dirigente della radio e membro anche lui dell’ERIC - è un colpo contro il nostro lavoro, contro la nostra istituzione e quindi dobbiamo denunciare questo fatto, perché viola il lavoro della comunicazione, violando il nostro diritto alla libertà di espressione e viola la vita di ogni membro della nostra équipe. Per noi è altamente sospetto che questo atto criminale sia avvenuto proprio alla vigilia della Settimana Santa, quando tutto si chiude per le feste, particolarmente le istituzioni responsabili di amministrare la giustizia".<br />L'appello ad una indagine seria e rigorosa, per chiarire le circostanze dell’omicidio e punire i colpevoli, è stato lanciato dalle Ong che lavorano nella zona, da Reporters senza Frontiere , con il sostegno di p. Ismael Moreno. Wed, 16 Apr 2014 00:00:00 +0200AMERICA/PERU’ - I piccoli produttori di ananas si affacciano sul mercato nazionale con il sostegno della Caritashttp://www.fides.org/it/news/55033-AMERICA_PERU_I_piccoli_produttori_di_ananas_si_affacciano_sul_mercato_nazionale_con_il_sostegno_della_Caritashttp://www.fides.org/it/news/55033-AMERICA_PERU_I_piccoli_produttori_di_ananas_si_affacciano_sul_mercato_nazionale_con_il_sostegno_della_CaritasSatipo – Con il sostegno della Caritas-Perù, i piccoli produttori di ananas di Satipo, nella foresta peruviana, sono riusciti a fare un passo avanti verso il mercato nazionale ed internazionale. Si tratta di “Agroideas”, una iniziativa statale che promuove attività sostenibili nel settore della vendita di generi alimentari. Nell’ambito del programma, è stato ottenuto un finanziamento per migliorare la produzione di succo e polpa di ananas, attualmente 480 tonnellate l'anno, con l’obiettivo di raggiungere le 720 tonnellate, destinate al mercato nazionale ed internazionale. <br />La nota inviata all’Agenzia Fides riferisce che per la Caritas-Perù costituisce un grande successo il fatto che i piccoli produttori siano inseriti in un mercato molto competitivo con un prodotto di qualità. Caritas-Perù ha iniziato questo lavoro nel 2002 e, dopo aver migliorato la produzione, nel 2007 ha introdotto altre varietà di ananas, concentrandosi sulla qualità. Le condizioni climatiche di Satipo hanno contribuito notevolmente a questo scopo.<br />Attraverso questo programma sostenuto dalla Caritas, la situazione socio-economica di 381 famiglie di Satipo e Chanchamayo è notevolmente migliorata, facendo diventare imprenditori questi piccoli agricoltori, che ora riescono a rifornire dei loro prodotti la capitale Lima e perfino alcuni paesi dell’estero. Wed, 16 Apr 2014 00:00:00 +0200AMERICA/VENEZUELA - “La situazione del paese non dipende solo da un problema politico” afferma Mons. Parra Sandovalhttp://www.fides.org/it/news/55032-AMERICA_VENEZUELA_La_situazione_del_paese_non_dipende_solo_da_un_problema_politico_afferma_Mons_Parra_Sandovalhttp://www.fides.org/it/news/55032-AMERICA_VENEZUELA_La_situazione_del_paese_non_dipende_solo_da_un_problema_politico_afferma_Mons_Parra_SandovalCiudad Guayana – "Per me la situazione del paese non dipende solo da un problema politico, ma da altri elementi che hanno radici profonde nella società. La famiglia per esempio, ogni giorno è sempre più disintegrata, e nelle famiglie dove c'è violenza i bambini imparano ad essere violenti, e quando crescono continueranno ad essere violenti. Una famiglia in cui mancano i genitori, comincia a sgretolarsi, e allo stesso modo la società. C'è una profonda crisi della famiglia e della fede. A noi ci deve unire la fede come famiglia, perché siamo figli di Dio. Così non dobbiamo aggredire l'altro o odiarlo perché la pensiamo in modo diverso, ma ci dobbiamo rispettare a vicenda": sono le parole del Vescovo della diocesi di Ciudad Guayana, Sua Ecc. Mons. Mariano José Parra Sandoval, riportate nella nota inviata all’Agenzia Fides.<br />Mons. Parra Sandoval, intervistato dalla stampa locale in occasione della Settimana Santa, è stato invitato ad esprimersi anche sul dialogo come soluzione per risolvere la grave situazione in cui si trova la nazione. Il Vescovo ha sottolineato che ci sono delle condizioni: "Non posso sedermi e parlare con qualcuno che mi insulta. Bisogna mettere delle condizioni al governo, come punire la violenza da entrambe le parti, perché quando vedo che l'opposizione va a finire in prigione e non succede così per i seguaci violenti del governo, che usano le bande armate per combattere contro l'altra parte, allora non credo che ci sarà la pace. Anzi, non ci può essere pace quando un lato è punito e l'altro fa quello che vuole, e lo dico non perché l’ho sentito dire, ma perché l'ho visto".<br />Benché sia ormai ufficialmente iniziato il dialogo di pace, i gruppi dell’opposizione attendono gesti concreti che esprimano la disponibilità del governo per dare soluzione alle richieste fondamentali della popolazione. Wed, 16 Apr 2014 00:00:00 +0200AFRICA/NIGERIA - Nomina del Vescovo di Abeokutahttp://www.fides.org/it/news/55031-AFRICA_NIGERIA_Nomina_del_Vescovo_di_Abeokutahttp://www.fides.org/it/news/55031-AFRICA_NIGERIA_Nomina_del_Vescovo_di_AbeokutaCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 15 aprile 2014, ha nominato Vescovo della diocesi di Abeokuta il Rev.do Mons. Peter Kayode Odetoyinbo, Parroco e Vicario Generale dell’arcidiocesi di Ibadan.<br />Il nuovo Vescovo è nato il 28 gennaio 1964 a Ibadan, Arcidiocesi di Ibadan. Dopo aver frequentato le scuole locali, è entrato nel Seminario Maggiore Ss. Peter and Paul, Bodija, Ibadan, dove ha svolto gli studi di Filosofia e Teologia. È stato ordinato sacerdote il 7 ottobre 1989, per l’Arcidiocesi di Ibadan. Dopo l’ordinazione ha svolto i seguenti Uffici e ulteriori studi: 1989-1992: Vicario parrocchiale; 1990-1996: Vice-Direttore del programma RenewProcess Ibadan Archdiocese; 1992-1996: Docente presso il Seminario Minore e incaricato delle Parrocchie di St. Patrick e St. Ignatius of Loyola; 1996-2000: Studi per la Licenza e il Dottorato in Storia della Chiesa alla Pontificia Università Gregoriana; dal 2001: Sacerdote residente nella Cattedrale St. Mary’s di Ibadan; dal 2001: Parroco della Chiesa dell’Assunzione a Bodija; dal 2001: Docente di Storia della Chiesa al Seminario Ss. Peter and Paul; dal 2003: Docente di Storia della Chiesa presso il Dominican Institute; 2002-2007: Presidente dell’Ibadan Diocesan Priests’ Association; 2002-2008: Segretario del Diocesan Priests of All Yorubaland. Dal 2009 è Vicario Generale dell’Arcidiocesi. Wed, 16 Apr 2014 00:00:00 +0200AFRICA/UGANDA - Dimissioni del Vescovo di Kasese e nomina del successorehttp://www.fides.org/it/news/55030-AFRICA_UGANDA_Dimissioni_del_Vescovo_di_Kasese_e_nomina_del_successorehttp://www.fides.org/it/news/55030-AFRICA_UGANDA_Dimissioni_del_Vescovo_di_Kasese_e_nomina_del_successoreCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 15 aprile 2014, ha accettato<br />la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Kasese , presentata da Sua Ecc. Mons. Egidio Nkaijanabwo, in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico. Il Papa ha nominato Vescovo della medesima diocesi di Kasese il Rev.do Acquirino Francis Kibira, Rettore del St. Paul’s National Seminary Kinyamasika, a Fort Portal.<br />Il nuovo Vescovo è nato il 16 aprile 1958 nel villaggio di Kigoto-Bulyansungwe, Distretto di Kamwenge, nella Diocesi di Fort Portal. Ha studiato Filosofia presso il Seminario Maggiore Katigondo National Major Seminary di Masaka e Teologia presso il St. Mary’s National Major Seminary di Ggaba, Kampala . È stato ordinato sacerdote il 23 settembre 1984 ed è incardinato nella Diocesi di Fort Portal. Dopo l’ordinazione ha svolto i seguenti incarichi: 1984-1985: Assistente presso la parrocchia di Bukwali, Fort Portal; 1985-1987: Docente al Katigondo National Major Seminary, Masaka; 1987-1991: Studi di Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico a Roma, risiedendo presso il Pontificio Collegio S. Paolo; 1991-1995: Responsabile della formazione permanente del clero; 1992-1995: Docente e Decano degli studi al St. Paul’s National Seminary Kinyamasika, Fort Portal; dal 1995: Rettore del Seminario Nazionale St. Paul’s Kinyamasika, Fort Portal. Wed, 16 Apr 2014 00:00:00 +0200ASIA/SIRIA - Razzo sulla scuola armena cattolica: un bambino ucciso, 61 feritihttp://www.fides.org/it/news/55029-ASIA_SIRIA_Razzo_sulla_scuola_armena_cattolica_un_bambino_ucciso_61_feritihttp://www.fides.org/it/news/55029-ASIA_SIRIA_Razzo_sulla_scuola_armena_cattolica_un_bambino_ucciso_61_feritiDamasco - Un bambino morto, 61 feriti tra bambini, genitori e professori. E' questo l'esito tragico del razzo caduto stamattina sulla scuola armeno-cattolica di Damasco, nel quartiere storico di Bab Tuma, nella città vecchia, dove sono concentrate molte chiese e scuole cristiane. “Stamane, intorno alle 7,30” spiega all'Agenzia Fides padre George Bahi, sacerdote armeno cattolico dell'esarcato patriarcale di Damasco “un missile è caduto sulla folla di bambini, genitori e professori che attendevano l'apertura della scuola. Un bambino è morto e 61 tra bambini e adulti sono rimasti feriti. I soccorsi sono arrivati presto e i feriti sono stati portati in tre ospedali della zona. Con il Vescovo Joseph Arnaouti stiamo facendo il giro dei reparti ospedalieri per assistere e confortare anche i genitori, i parenti e gli amici dei feriti, tutti sconvolti per quello che è accaduto”. .Tue, 15 Apr 2014 00:00:00 +0200AFRICA/SUD SUDAN - “Fermate la violenza, questo non è il futuro per cui il popolo ha votato”: appello dei leader cristianihttp://www.fides.org/it/news/55028-AFRICA_SUD_SUDAN_Fermate_la_violenza_questo_non_e_il_futuro_per_cui_il_popolo_ha_votato_appello_dei_leader_cristianihttp://www.fides.org/it/news/55028-AFRICA_SUD_SUDAN_Fermate_la_violenza_questo_non_e_il_futuro_per_cui_il_popolo_ha_votato_appello_dei_leader_cristianiJuba - “L’attuale situazione non potrà mai essere risolta con mezzi militari; al contrario la guerra prolunga e aggrava questa indesiderabile condizione. La parti in conflitto devono quindi porre gli interessi del popolo al di sopra delle loro ambizioni personali” afferma una dichiarazione del South Sudan Council of Churches, l’organismo che riunisce i leader delle principali confessioni cristiane del Sud Sudan .<br />La dichiarazione è pervenuta all’Agenzia Fides mentre negli Stati di Unità e dell’Alto Nilo continuano gli scontri tra le forze governative del Presidente Salva Kiir e i ribelli dell’ex Vice Presidente Riek Machar. <br />I leader religiosi invitano i contendenti a rispettare l’accordo di cessate il fuoco da loro firmato il 23 gennaio ad Addis Abeba . “È un cessate il fuoco molto fragile e la comunità internazionale deve dimostrare un forte impegno affinché le due parti lo rispettino” afferma il documento.<br />I combattimenti hanno provocato una crisi umanitaria molto grave; per questo i leader cristiani chiedono non solo la fine delle ostilità ma soprattutto aiuti internazionali “per gli sfollati, le cui proprietà sono state distrutte”. Facendo riferimento al referendum del 2011 che ha portato all’indipendenza del Paese dal Sudan, il documento conclude affermando che “Questo non è il futuro per il quale la popolazione ha votato. Vuole uno stato libero e indipendente. Il popolo ha votato per vivere in pace e in comunione di amore con tutti, come fratelli e sorelle del popolo di Dio”. Tue, 15 Apr 2014 00:00:00 +0200AMERICA/PANAMA - La Chiesa invita alla calma e alla partecipazione al voto responsabilehttp://www.fides.org/it/news/55027-AMERICA_PANAMA_La_Chiesa_invita_alla_calma_e_alla_partecipazione_al_voto_responsabilehttp://www.fides.org/it/news/55027-AMERICA_PANAMA_La_Chiesa_invita_alla_calma_e_alla_partecipazione_al_voto_responsabilePanama – I rappresentanti della Chiesa cattolica e degli altri settori della società di Panama sono preoccupati per il clima politico che si è fatto particolarmente teso in questo ultimo periodo della campagna presidenziale, e hanno invitato la popolazione alla calma, ricordando l’importanza del voto. La nota pervenuta a Fides da una fonte locale riferisce che l'Arcivescovo di Panama, Sua Ecc. Mons. José Domingo Ulloa, nella sua omelia della Domenica delle Palme celebrata nella Cattedrale metropolitana, ha chiesto a tutti i politici che saranno eletti il 4 maggio di avere sempre davanti il bene comune della società e la tutela dei più vulnerabili. Mons. Ulloa ha inoltre ricordato ai cittadini che è loro dovere andare a votare consapevolmente, in quanto sarà responsabilità di ognuno scegliere il candidato migliore, mentre ha chiesto ai mass media di evitare pubblicità diffamatoria.<br />La Conferenza Episcopale di Panama ha proposto da tempo ai politici di aderire al Patto Etico per il mutuo rispetto durante la campagna elettorale. La tensione è cresciuta in questi ultimi giorni perché più di un partito politico ha iniziato a mandare in onda spot televisivi diffamatori nei confronti dei propri avversari al posto della consueta propaganda elettorale, tanto che due canali della televisione nazionale hanno deciso di non trasmettere più spot elettorali, anche per i diversi scontri violenti che si sono accesi nelle strade fra simpatizzanti di partiti opposti. Tue, 15 Apr 2014 00:00:00 +0200AFRICA/NIGERIA - L’attentato di Abuja a 15 giorni dalla sparatoria in cui morirono 20 presunti membri di Boko Haramhttp://www.fides.org/it/news/55026-AFRICA_NIGERIA_L_attentato_di_Abuja_a_15_giorni_dalla_sparatoria_in_cui_morirono_20_presunti_membri_di_Boko_Haramhttp://www.fides.org/it/news/55026-AFRICA_NIGERIA_L_attentato_di_Abuja_a_15_giorni_dalla_sparatoria_in_cui_morirono_20_presunti_membri_di_Boko_HaramAbuja - Sono 72 le vittime e 124 i feriti dell’attentato che ha colpito ieri una stazione di autobus in un’area alla periferia di Abuja, la capitale della Nigeria . Lo hanno annunciato le autorità locali. “Purtroppo alcuni dei feriti sono in stato critico e il bilancio delle vittime sembra destinato ad aumentare” dicono all’Agenzia Fides fonti della Chiesa nigeriana.<br />Il Capo dello Stato Goodluck Jonathan, insieme al Presidente del Senato e ad alcuni ministri, ha visitato i feriti ed ha annunciato un rafforzamento delle misure di sicurezza nella città di Abuja.<br />L’attentato non è stato rivendicato ma si sospetta che sia stato perpetrato dalla setta islamista Boko Haram.<br />Proprio ad Abuja, il 30 marzo, alcuni presunti membri di Boko Haram si erano resi responsabili di una sparatoria nella sede dei servizi di sicurezza che, per molti versi, rimane misteriosa. “Alcuni presunti appartenenti a Boko Haram erano stati condotti nella sede del DSS per essere interrogati” ricordano le nostre fonti, che non citiamo per motivi di sicurezza. “Secondo la versione ufficiale, una delle persone fermate, approfittando della distrazione di uno degli agenti, è riuscita ad impadronirsi della sua arma ingaggiando una sparatoria che però è durata ben tre ore, nella quale sono stati uccisi almeno 20 presunti membri di Boko Haram”. <br />“Probabilmente non sapremo mai se qualcuno è riuscito a fornire di nascosto alcune armi a queste persone mentre erano in custodia cautelare. In Nigeria si sospettano complicità all’interno delle forze di sicurezza, un fatto che era stato denunciato dallo stesso Presidente. È una guerra complicata” concludono le nostre fonti. Tue, 15 Apr 2014 00:00:00 +0200ASIA/PAKISTAN - Minoranze nel mirino: studio e testimonianze dei pakistani all’esterohttp://www.fides.org/it/news/55025-ASIA_PAKISTAN_Minoranze_nel_mirino_studio_e_testimonianze_dei_pakistani_all_esterohttp://www.fides.org/it/news/55025-ASIA_PAKISTAN_Minoranze_nel_mirino_studio_e_testimonianze_dei_pakistani_all_esteroLondra – Le minoranze in Pakistan, siano minoranze etniche, religiose o politiche, sono vittime di odio, discriminazione, pregiudizi che rendono la loro vita un inferno: è quanto afferma un nuovo studio commissionato e pubblicato dalla “British Pakistani Christian Association” , che raccoglie i pakistani emigrati nel Regno Unito, in Europa e in altri paesi del mondo. Il testo inviato all’Agenzia Fides, titolato “The Targeting of ‘Minority Others’ in Pakistan”, presenta un’analisi delle politiche attuate nella nazione negli ultimi decenni e riporta numerose testimonianze come prova delle argomentazioni espresse. <br />“Molte delle decisioni e delle attività statali e non statali hanno facilitato azioni che hanno come obiettivo quello di colpire le minoranze come cristiani, ahmadi, indù, beluchi, hazara sciiti, sikh e molti altri” nota lo studio, citando, in particolare, la “legge sulla blasfemia” come una fra i principali strumenti di abusi: spesso viene usata come “trappola” per i cristiani e indù.<br />Gli autori dello studio – Desmond Fernandes specialista sul sistema educativo in Pakistan e Nathaniel Lewis, ricercatore della BPCA – citano i numerosi interventi di organi delle Nazioni Unite come il Consiglio per i Diritti umani, che hanno sollevato interrogativi rimasti inevasi.<br />Fra le testimonianze citate, quella del giovane cristiano Samson Barkat di Karachi, unico cristiano ad aver superato l'esame di ammissione fra i cadetti della Polizia. Alcuni cadetti musulmani, suoi compagni, hanno iniziato a provocarlo, per gelosia, per costringerlo a dimettersi. Nel gennaio 2014 Samson, mentre ascoltava canti religiosi cristiani nella sua auto, è stato affrontato e percosso da altri cadetti. Uno di questi ha estratto alcune pagine del Corano dalla tasca, le ha strappate e poi ha iniziato a gridare accusandolo di blasfemia.<br />Esempi di abusi sulle minoranze sono i frequenti casi di stupri di ragazze cristiane e indù e nozze islamiche forzate: gli ultimi casi, riposta la BPCA, sono quelli di Komal Yousaf, 15enne cristiana violentata, convertita all’islam e costretta a sposare un musulmano, e quello della 19enne cristiana Sobia, di Lahore, rapita e costretta anche lei al matrimonio islamico con un ricco musulmano, nella cui casa lavorava come cameriera. Le due sono state soccorse dalla Ong “World Vision in Progress” . “I musulmani in Pakistan credono di poter usare la ragazze cristiane delle minoranze religiose come loro beni di consumo” ha commentato il leader di WVIP, Farroukh Saif. Tue, 15 Apr 2014 00:00:00 +0200ASIA/SIRIA - A Maalula chiese devastate e icone profanatehttp://www.fides.org/it/news/55024-ASIA_SIRIA_A_Maalula_chiese_devastate_e_icone_profanatehttp://www.fides.org/it/news/55024-ASIA_SIRIA_A_Maalula_chiese_devastate_e_icone_profanateMaalula - Dopo la riconquista del villaggio cristiano di Maalula – 55 chilometri a nord est di Damasco - da parte dell'esercito governativo siriano, le immagini e le descrizioni diffuse dalle fonti governative e anche dalle agenzie giornalistiche internazionali documentano la devastazione subita dai luoghi di culto cristiani durante i 4 mesi in cui la città è rimasta sotto l'occupazione delle milizie ribelli. In particolare, danni gravi sono stati subiti dal santuario greco-melchita di Mar Sarkis, dove la chiesa appare devastata, il pavimento è cosparso di oggetti religiosi, immagini e libri sacri danneggiati, sono scomparse le icone conservate nella sacrestia e non ci sono più né le campane né la croce che sormontava la cupola del convento greco-melchita. Il santuario, fondato alla fine del V secolo, è dedicato ai santi Sergio e Bacco, militari romani martirizzati per la loro fede sotto l'Imperatore Galerio. . Sull’altura che sovrasta il santuario c'è l' Hotel Safir, un albergo che dominava il villaggio e che era stato scelto come quartier generale dalle milizie ribelli. <br />Prima di venire travolto dalla guerra civile, nel villaggio rupestre di Maalula - che oggi appare disabitato - vivevano 5mila siriani, in grande maggioranza cristiani . La riconquista di Sarkha, Maalula e Jibbeh è il risultato dell'offensiva con cui l'esercito siriano governativo ha ripreso il controllo quasi integrale della regione del Qalamun, dove passa anche la via strategica con cui i ribelli facevano giungere armi alle loro roccaforti nei dintorni di Damasco. In tale offensiva i reparti militari siriani vengono supportati dalle milizie sciite libanesi di Hezbollah. Proprio tre operatori della rete televisiva di Hezbollah al-Manar TV sono stati uccisi da raffiche sparate da cecchini mentre stavano documentando la riconquista di Maalula. .Tue, 15 Apr 2014 00:00:00 +0200AMERICA/MESSICO - Ancora tensione nella zona di Veracruz per i lavori della centrale idroelettricahttp://www.fides.org/it/news/55023-AMERICA_MESSICO_Ancora_tensione_nella_zona_di_Veracruz_per_i_lavori_della_centrale_idroelettricahttp://www.fides.org/it/news/55023-AMERICA_MESSICO_Ancora_tensione_nella_zona_di_Veracruz_per_i_lavori_della_centrale_idroelettricaCordoba – La diocesi di Córdoba è ancora in attesa di notifiche riguardanti lo stato di avanzamento del progetto idroelettrico "El Naranjal", essendo ormai passati diversi giorni dalla visita del governatore Javier Duarte che ha affidato la questione alle parti interessate. Tale progetto corrisponde a una delle 112 dighe che si vogliono costruire con capitale privato nello stato di Veracruz, interessando il territorio di Amatlán de los Reyes e sette comuni della regione, provocando, secondo gli ambientalisti, gravi danni a circa 30.000 persone .<br />"Fino ad oggi - riferisce in una nota inviata a Fides Sua Ecc. Mons. Eduardo Porfirio Patiño Leal, Vescovo di Córdoba - non ho ricevuto alcun comunicato. Per me conta il fatto che sia stato adottato un atteggiamento di dialogo con le parti interessate, ambientalisti e autorità federali, e anche con quelli che stanno portando avanti il progetto". La nota sottolinea che quando il governatore Javier Duarte de Ochoa si è mostrato disponibile alla revisione e alla rivalutazione del progetto, per verificare la sua fattibilità, il Vescovo gli ha chiesto espressamente di indagare sulle concessioni dei permessi, visto che in questi giorni la stampa parla di una possibile ripresa dei lavori. "Il fatto che il governatore abbia insistito sul fatto che non ci sarà nessun danno per la popolazione ci dà una certa fiducia – ha concluso il Vescovo -, ma sappiamo anche che si devono adottare adeguate misure negli uffici municipali, statali e federali, per sapere come si concedono le autorizzazioni".<br />Secondo dati raccolti da Fides, “El Naranjal” dovrebbe essere la più importante diga idroelettrica del paese, ma la sua costruzione prevede una riduzione indiscriminata di alberi e la diminuzione significativa delle acque del fiume Blanco. Tue, 15 Apr 2014 00:00:00 +0200ASIA/INDIA - I Vescovi al Presidente, nel mese delle elezioni: daremo un grande contributo al paesehttp://www.fides.org/it/news/55022-ASIA_INDIA_I_Vescovi_al_Presidente_nel_mese_delle_elezioni_daremo_un_grande_contributo_al_paesehttp://www.fides.org/it/news/55022-ASIA_INDIA_I_Vescovi_al_Presidente_nel_mese_delle_elezioni_daremo_un_grande_contributo_al_paeseNew Delhi – La Chiesa indiana prega intensamente per il delicato passaggio elettorale che nel mese di aprile vive il popolo indiano, impegnato nelle elezioni generali, e continuerà a dare il suo prezioso contributo alla nazione, operando soprattutto nel campo dell’istruzione e dei servizi sociali: è quanto hanno detto i Vescovi indiani incontrando il Presidente dell’Unione indiana, Shri Pranab Mukherjee. Come riferisce a Fides p. Joseph Chinnayyan, portavoce della Conferenza episcopale dell’India , il leader della nazione ha incontrato nei giorni scorsi il nuovo Consiglio di presidenza dei Vescovi, formato dal Cardinale Baselios Cleemis , dai Vescovi Andrews Thazhath e Filipe Neri Ferrao , e da mons. Albert D'Souza . <br />Shri Pranab Mukherjee ha detto di apprezzare il servizio reso dai cristiani alla nazione e la totale dedizione dei leader spirituali della Chiesa, Vescovi, preti, religiosi, laici impegnati per il miglioramento della vita del popolo dell'India, per la pace e l'armonia. Il Presidente ha appreso con soddisfazione l'iniziativa della Chiesa cattolica di osservare una speciale Giornata di preghiera per le elezioni, auspicando che i nuovi membri del Parlamento che verranno eletti garantiscano il buon funzionamento delle istituzioni civili, nell’interesse della nazione e per il benessere del popolo indiano. <br />La nota inviata a Fides riferisce anche che i Vescovi hanno espresso grande gioia e speranza per la notizia, giunta dal Vaticano, che il Santo Padre ha approvato i miracoli attribuiti all’intercessione del Beato Kuriakose Chavara e della Beata suor Euphrasia del Sacro Cuore di Gesù, che preludono alla canonizzazione dei due indiani. Tue, 15 Apr 2014 00:00:00 +0200AFRICA/BURUNDI - Nomina del Rettore del Seminario maggiore interdiocesano “Jean Paul II” a Gitegahttp://www.fides.org/it/news/55021-AFRICA_BURUNDI_Nomina_del_Rettore_del_Seminario_maggiore_interdiocesano_Jean_Paul_II_a_Gitegahttp://www.fides.org/it/news/55021-AFRICA_BURUNDI_Nomina_del_Rettore_del_Seminario_maggiore_interdiocesano_Jean_Paul_II_a_GitegaCittà del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 17 febbraio 2014 ha nominato Rettore del Seminario maggiore interdiocesano “Jean Paul II” nella diocesi di Gitega , il rev. Martin Sinumvayaha, del clero della diocesi di Gitega. <br />Il nuovo Rettore è nato a Muhanga l’11 novembre 1970. Dopo gli studi primari si è formato presso il Seminario minore di Mureke, il Seminario maggiore di Bujumbura e il Seminario maggiore di Gitega. Dopo l’ordinazione sacerdotale a Ngozi, il 7 luglio 2001, è stato responsabile e parroco di una nuova parrocchia fondata a Ryakabamba, quindi economo e vicerettore del Seminario minore di Mureke. E’ stato inviato a Roma per proseguire gli studi presso la Pontificia Università Lateranense dove ha conseguito il dottorato in Diritto civile e canonico. Rientrato in patria, dal 2011 è insegnante al Seminario maggiore di Gitega e membro di diverse Commissioni della Conferenza Episcopale. Tue, 15 Apr 2014 00:00:00 +0200