Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.ASIA/PALESTINA - Il Presidente Abu Mazen: abbiamo la missione e il dovere di proteggere la presenza dei cristiani in Medio Orientehttp://www.fides.org/it/news/59941-ASIA_PALESTINA_Il_Presidente_Abu_Mazen_abbiamo_la_missione_e_il_dovere_di_proteggere_la_presenza_dei_cristiani_in_Medio_Orientehttp://www.fides.org/it/news/59941-ASIA_PALESTINA_Il_Presidente_Abu_Mazen_abbiamo_la_missione_e_il_dovere_di_proteggere_la_presenza_dei_cristiani_in_Medio_OrienteRamallah - La tutela della presenza cristiana in Palestina e in tutto l'Oriente “è per noi un compito e una missione”: così il Presidente palestinese Abu Mazen ha ribadito il proprio impegno a far tutto il possibile per onorare tale dovere, a vantaggio dell'unità e del bene comune di tutto il popolo palestinese. Il Capo di Stato arabo ha confermato il suo impegno nel messaggio rivolto ai cristiani in occasione della Pasqua, celebrata ieri dalla Chiese che seguono il Calendario giuliano, vissuta in Palestina come festività nazionale.<br />“Non è un segreto” si legge nel testo diffuso dal leader palestinese “che il destino dei cristiani in Medio Oriente è carico di insidie”, in una spirale che mette a rischio la convivenza, il pluralismo e la libertà religiosa. Per questo – ha rimarcato Abu Mazen – occorre ccontrastare in ogni modo tutti i tentativi volti a indebolire la presenza dei cristiani autoctoni in Terra Santa.<br />Nel messaggio pasquale, il Presidente palestinese ha voluto sottolineare che la permanenza di una comunità cristiana araba a Gerusalemme è percepita come una ricchezza e un aiuto a vivere in pienezza il pellegrinaggio ai Luoghi Santi anche dai cristiani provenienti da ogni parte del mondo, che visitano la Terra Santa soprattutto in occasione delle solennità liturgiche.<br />Nel testo presidenziale, tra le novità positive registrate negli ultimi tempi riguardo alla presenza cristiana in Terra Santa, il Presidente palestinese ha ricordato l'accordo globale tra la Santa Sede e lo Stato palestinese, firmato il 26 giugno 2015 e entrato in vigore all'inizio del 2016. .Mon, 02 May 2016 12:29:37 +0200AFRICA/NIGERIA - Boko Haram si sta spostando verso sud seguendo il movimento dei pastori Fulani?http://www.fides.org/it/news/59940-AFRICA_NIGERIA_Boko_Haram_si_sta_spostando_verso_sud_seguendo_il_movimento_dei_pastori_Fulanihttp://www.fides.org/it/news/59940-AFRICA_NIGERIA_Boko_Haram_si_sta_spostando_verso_sud_seguendo_il_movimento_dei_pastori_FulaniAbuja - “I cambiamenti climatici stanno spingendo i pastori Fulani dal nord della Nigeria al sud, ma in questo movimento di popolazione si teme che si siano infilati i combattenti di Boko Haram in fuga dalle stesse aree dalle operazioni dell’esercito” dice all’Agenzia Fides p. Patrick Tor Alumuku, direttore dell’ufficio per le comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi di Abuja.<br />“La questione dei pastori Fulani è una cosa molto seria” dice p. Patrick dopo l’assalto al villaggio di Nimbo del 25 aprile, con la morte di almeno 20 persone, e dell’agguato all’automobile del Card. John Olorunfemi Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja, perpetrato il 28 aprile, nello Stato di Edo. <br />“Le due località sono distanti più di 200 km l’una dall’altra, ma sono sempre nel sud-est della Nigeria” rimarca p. Patrick, facendo capire l’estensione dell’instabilità associata al movimento dei Fulani. <br />“Il Sahara sta avanzando nel nord della Nigeria, e quest’anno è stato particolarmente duro per i pastori Fulani che stanno scendendo con decine di migliaia di bovini verso sud alla ricerca di acqua e pascoli” dice il sacerdote. “Questo sta alimentando forti tensioni con i contadini nel centro e nel sud del Paese. I Fulani sono armati per difendere le proprie mandrie dai furti di bestiame. Ma i massacri a loro attribuiti negli ultimi tempi nel sud della Nigeria appaiono essere opera di altri gruppi che si nascondano dietro questo movimento di massa di pastori”. “Sempre più nigeriani affermano che i massacri sono compiuti da membri di Boko Haram che si stanno spostando nel sud della Nigeria” conclude il sacerdote. Mon, 02 May 2016 12:17:44 +0200AFRICA/NIGERIA - “Un massacro annunciato; dove sono le forze di sicurezza?” si chiede il Vescovo di Nsukka dopo la strage del 25 aprilehttp://www.fides.org/it/news/59939-AFRICA_NIGERIA_Un_massacro_annunciato_dove_sono_le_forze_di_sicurezza_si_chiede_il_Vescovo_di_Nsukka_dopo_la_strage_del_25_aprilehttp://www.fides.org/it/news/59939-AFRICA_NIGERIA_Un_massacro_annunciato_dove_sono_le_forze_di_sicurezza_si_chiede_il_Vescovo_di_Nsukka_dopo_la_strage_del_25_aprileAbuja - “L'aspetto più doloroso della strage di Nimbo è che è stata annunciata, prevista ed eseguita senza inibizioni, in pieno giorno” afferma Sua Ecc. Mons. Godfrey Igwebuike Onah, Vescovo di Nsukka, nello Stato di Enugu, nel sud-est della Nigeria, in una dichiarazione all’indomani del massacro di almeno una ventina di persone avvenuto nelle prime ore del 25 aprile, nella località di Nimbo nella Uzo-Uwani Local Government Area.<br />“Ancora?” è la domanda che il Vescovo, nel documento inviato all’Agenzia Fides, riporta ricordando che “si sentono storie simili negli ultimi tempi in diverse parti del Paese, inclusa Abbi, un’altra comunità nella nostra diocesi, anche questa nella Uzo-Uwani Local Government Area”.<br />Il Vescovo denuncia le carenze della forze di sicurezza che avrebbero facilitato gli attaccanti: “sembra che il governo dello Stato avesse fatto dei tentativi per garantire la sicurezza nella zona prima dell'incidente. Ma ciò che coloro che hanno perso i loro cari e tutti noi vogliamo sapere è il motivo per cui le forze di sicurezza hanno effettuato una “ritirata tattica” poco prima l'attacco e il motivo per cui, quando queste sono tornate sul luogo del massacro, non c’è stato alcun tentativo di perseguire e arrestarne gli autori”.<br />Il massacro è attributo a pastori Fulani: un gruppo di loro avrebbe assalito il 28 aprile, in un’altra località della Nigeria, nello Stato di Edo, l’automobile del Card. John Olorunfemi Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja. Secondo Mons. Onah gli assalitori, oltre ad uccidere indiscriminatamente gli abitanti di Nimbo, hanno preso particolarmente di mira le abitazioni dei sacerdoti cristiani, sia quella del pastore protestante sia quella del parroco cattolico. In quest’ultimo caso solo la mancanza di liquido infiammabile ha impedito al gruppo armato di incendiarla. <br />Il Vescovo riporta le inquietudini della popolazione locale che si chiede se il gruppo che ha commesso queste atrocità sia costituito solo da pastori Fulani oppure “se Boko Haram è stato effettivamente indebolito, come asserisce il governo di Abuja, o invece si è semplicemente spostato dal nord est-al sud-est”. Mon, 02 May 2016 11:19:26 +0200ASIA/SIRIA - I Vescovi cattolici di Aleppo: partecipiamo alla Passione di Cristo, le nostre sofferenze non saranno vanehttp://www.fides.org/it/news/59938-ASIA_SIRIA_I_Vescovi_cattolici_di_Aleppo_partecipiamo_alla_Passione_di_Cristo_le_nostre_sofferenze_non_saranno_vanehttp://www.fides.org/it/news/59938-ASIA_SIRIA_I_Vescovi_cattolici_di_Aleppo_partecipiamo_alla_Passione_di_Cristo_le_nostre_sofferenze_non_saranno_vaneAleppo – “Noi siamo figli della Risurrezione, figli della Speranza, e crediamo fermamente che queste sofferenze non andranno a vuoto: sull'esempio dei Santi e dei Martiri, le uniamo con la Passione di Cristo, perché diventino sofferenze santificate e santificanti, per la pace in Siria e la salvezza della nostra città”. Così i Vescovi cattolici di Aleppo, in un messaggio rivolto innanzitutto ai propri fedeli, offrono parole di consolazione e speranza agli abitanti della città-martire siriana, di nuovo stravolta dal riacutizzarsi del conflitto che dopo poche settimane di tregua è tornato a infierire sulla popolazione civile, sia nei quartieri controllati dal governo che in quelli dove sono insediate le milizie ribelli, con lanci di artiglieria e bombardamente che hanno colpito anche un ospedale gestito da Medici senza Frontiere. <br />In un messaggio, pervenuto all'Agenzia Fides, i Vescovi cattolici di Aleppo rivolgono il loro grido “alle coscienze di chi progetta e chi esegue questa guerra”, implorando ad alta voce “Basta!” per “amor di Dio” e “per misericordia degli uomini”, per “il grido del sangue dei bambini e dei martiri che sale a Dio” e “per le lacrime delle madri in lutto”. <br />Nel delirio di morte e violenza che sommerge Aleppo, i Vescovi cattolici esprimono finalmente uno sguardo cristiano alle sofferenze dei propri fratelli nella fede e di tutti i propri concittadini, lontano dalle pose interessate di chi usa anche le sofferenze dei cristiani come armamentario strumentale per battaglie ideologiche, o come pretesto di mobilitazioni e campagne impostate in chiave cultural-politica. <br />I Vescovi di Aleppo invitano tutti a non lasciarsi “vincere dalla tristezza e dalla disperazione”, e suggeriscono che proprio nella loro misteriosa partecipazione alla passione di Cristo le sofferenze dei cristiani di Aleppo fanno percepire a tutto il mondo qualcosa di come accade nella storia il mistero della salvezza annunciata dal Vangelo. “Questo” riferiscono i Vescovi nel loro comunicato “è il significato più importante della nostra rimanenza in Aleppo”. In questo orizzonte, i Pastori cattolici della città martire siriana rinnovano la consacrazione di Aleppo al Cuore Immacolato di Maria, a colei “che nelle sue apparizioni a Fatima aveva chiesto la consacrazione del mondo al suo Cuore Immacolato per ottenere la pace”. In particolare, nel mese di maggio dedicato a Maria, i Vescovi chiedono ai cattolici di offrire “preghiere, e specialmente il Rosario, nelle nostre chiese per questa intenzione: convertìti a Dio, e supplicando l'intercessione di Maria Vergine, Regina della pace, mettiamo il nostro Paese, la Siria e la nostra città di Aleppo sotto la Sua protezione”.<br />Dell'assemblea dei Vescovi cattolici di Alepo fanno parte l'Arcivescovo siro cattolico Denys Antoine Chahda. l'Arcivescovo greco melchita Jean Clément Jeanbart, l'Arcivescovo maronita Joseph Tobji, l'arcivescovo armeno cattolico Boutros Marayati e il Vescovo caldeo Antoine Audo, insieme al francescano Georges Abou Khazen OFM, Vicario apostolico per i cattolici di rito latino. . Mon, 02 May 2016 11:06:53 +0200AMERICA/NICARAGUA - “Il Nicaragua non è in guerra! Comprare carri armati è contrario alla nostra realtà” afferma Mons. Alvarez Lagoshttp://www.fides.org/it/news/59937-AMERICA_NICARAGUA_Il_Nicaragua_non_e_in_guerra_Comprare_carri_armati_e_contrario_alla_nostra_realta_afferma_Mons_Alvarez_Lagoshttp://www.fides.org/it/news/59937-AMERICA_NICARAGUA_Il_Nicaragua_non_e_in_guerra_Comprare_carri_armati_e_contrario_alla_nostra_realta_afferma_Mons_Alvarez_LagosMatagalpa – "Il Nicaragua non è in guerra, il Nicaragua non vuole la guerra, il Nicaragua non ha bisogno di guerra, né di armi da combattimento pesanti" ha detto il Vescovo di Matagalpa, Sua Ecc. Mons. Rolando José Álvarez Lagos, criticando l'acquisto annunciato di carri armati da parte del governo di Daniel Ortega, iniziativa che ha descritto "contraria alla realtà nazionale". Mons. Alvarez ha parlato su questo tema dopo la Messa in onore di San Giuseppe Artigiano, patrono della parrocchia che porta il nome del santo nel comune di El Tuma-La Dalia, a Matagalpa, celebrata ieri, 1 maggio.<br />"Riconosciamo la partecipazione dell'esercito del Nicaragua al lavoro umanitario, come il fatto di proteggere la produzione agricola, l'allevamento del bestiame e perfino di portare l'assistenza medica alla popolazione; ma la militarizzazione di alcune comunità rurali ha provocato paura e panico tra la popolazione rurale, ecco perché l'acquisto annunciato di carri armati è totalmente contrario alla realtà nazionale" ha detto il Vescovo nella nota inviata a Fides da una fonte locale. Secondo Mons. Alvarez la spesa per l'acquisto di carri armati "potrebbe servire per costruire ospedali, scuole, strade, incoraggiare gli investimenti e l'occupazione. Questo acquisto, di conseguenza, è obsoleto e fuori contesto della realtà nicaraguense" ha concluso.<br />Dai dati della stampa locale si apprende che il Nicaragua vuole acquistare 50 carri armati T-72 e 62 carri armati T-55, facendo diventare l'esercito nicaraguense la potenza militare di terra più grande del centro america.<br /> <br />Mon, 02 May 2016 11:02:59 +0200ASIA/CAMBOGIA - Formazione per i bambini su vulnerabilità e discriminazionehttp://www.fides.org/it/news/59936-ASIA_CAMBOGIA_Formazione_per_i_bambini_su_vulnerabilita_e_discriminazionehttp://www.fides.org/it/news/59936-ASIA_CAMBOGIA_Formazione_per_i_bambini_su_vulnerabilita_e_discriminazionePhnom Penh - Una sessione di formazione e rafforzamento degli studenti, dedicata al tema del supporto ai bambini più vulnerabili e discriminati, è stata tenuta di recente nelle scuole di Oh Cham Na , all’interno di una comunità agricola, e di Andoumg Thmor . Promotore dell’iniziativa lo staff della onlus CCS in Cambogia. Lavagne piene di foglietti colorati con la definizione, in lingua khmer, che ciascuno studente ha ritenuto più valida per i concetti di vulnerabilità e discriminazione. Alla giornata hanno partecipato in totale 71 persone: 39 alunni, 29 maestri e tre rappresentanti delle autorità locali dell’educazione. I concetti sono stati discussi insieme ai ragazzi e tutti sono stati invitati a condividere con il resto del gruppo la propria idea di vulnerabilità e discriminazione. I ragazzi si sono soffermati in particolare su due temi: come identificare i bambini vulnerabili all’interno della loro scuola, sulla base di quali segnali di disagio, e come aiutarli concretamente. <br />Mon, 02 May 2016 10:56:38 +0200AMERICA/COLOMBIA - “Accompagnare il dialogo con l’ELN”: la Chiesa per la pace e per il rilascio dei sequestratihttp://www.fides.org/it/news/59935-AMERICA_COLOMBIA_Accompagnare_il_dialogo_con_l_ELN_la_Chiesa_per_la_pace_e_per_il_rilascio_dei_sequestratihttp://www.fides.org/it/news/59935-AMERICA_COLOMBIA_Accompagnare_il_dialogo_con_l_ELN_la_Chiesa_per_la_pace_e_per_il_rilascio_dei_sequestratiRionegro – "Ci è arrivata la richiesta non di essere garanti, ma di accompagnare, quindi saremo presenti per moderare i colloqui, si spera che questo possa servire a renderli più efficaci e ci porti velocemente verso la pace": così Sua Ecc. Mons. Luis Augusto Castro Quiroga, IMC, Arcivescovo di Tunja e Presidente della Conferenza Episcopale, ha commentato la richiesta pervenuta alla Chiesa colombiana da parte dell’ELN. <br />Secondo le informazioni pervenute a Fides, l’Arcivescovo si è espresso la fine del suo intervento al forum sul Post Conflitto “Impactos Sociales y Empresariales”, svoltosi a Rionegro alla fine della settimana scorsa, al quale hanno partecipato diverse autorità del governo locale e nazionale, oltre ad alcuni diplomatici dei paesi che si sono offerti come mediatori per la pace fra i gruppi di guerriglia e il governo colombiano.<br />Mons. Castro Quiroga ha lanciato anche un appello all’ELN per "liberare tutti gli ostaggi e non chiedere neanche un centesimo", ricordando che è una delle condizioni del governo per avviare i colloqui con l’ELN. Purtroppo ieri l’ELN ha affermato di non tenere sotto sequestro Melisa Trillos né il dirigente contadino Henry Perez, e ciò ha causato ulteriore preoccupazione nelle rispettive famiglie, che non hanno informazioni sul loro stato di salute ed ora nemmeno sul gruppo rapitore.<br />In seguito a questo aggiornamento, Sua Ecc. Mons. Gabriel Angel Villa Vahos, Vescovo di Ocaña, ieri ha chiesto pubblicamente il rilascio di Melisa Trillos, rapita due settimane fa. Il Vescovo ha chiesto ai rapitori di dare prove certe che Melisa è viva e di rispettare la sua vita, perché possa tornare presto in famiglia.<br /> <br />Mon, 02 May 2016 10:35:47 +0200AMERICA/COLOMBIA - Lezioni nella lingua nativa per un gruppo d bambini indigeni di Medellínhttp://www.fides.org/it/news/59934-AMERICA_COLOMBIA_Lezioni_nella_lingua_nativa_per_un_gruppo_d_bambini_indigeni_di_Medellinhttp://www.fides.org/it/news/59934-AMERICA_COLOMBIA_Lezioni_nella_lingua_nativa_per_un_gruppo_d_bambini_indigeni_di_MedellinMedellín – Grazie ad un programma di inclusione offerto dal Comune di Medellín nel quartiere di Niquitao, zona dove molti minori vivono in condizioni precarie, 77 bambini indigeni della comunità Embera potranno frequentare le lezioni scolastiche nella loro lingua nativa. Il programma, organizzato con maestri della stessa etnia, si propone di insegnare a leggere e scrivere. Per quelli che già sono in grado di farlo è previsto anche un avanzamento in altre materie di apprendimento. <br />Mon, 02 May 2016 09:20:22 +0200ASIA/PAKISTAN - Pastorale giovanile con le opere di misericordiahttp://www.fides.org/it/news/59933-ASIA_PAKISTAN_Pastorale_giovanile_con_le_opere_di_misericordiahttp://www.fides.org/it/news/59933-ASIA_PAKISTAN_Pastorale_giovanile_con_le_opere_di_misericordiaLahore - “I giovani hanno bisogno di essere coinvolti, di sperimentare la misericordia e di donare la misericordia. Così il Giubileo ha un senso per loro”: lo dice all'Agenzia Fides P. Jahanzeb Iqbal, sacerdote di Lahore, parroco di St. Antony e Direttore del Servizio di Pastorale giovanile dell'arcidiocesi. Con questo spirito e questa certezza p. Iqbal promuove, durante l'intero anno giubilare, uno speciale programma di iniziative in cui “i giovani cattolici praticano le opere di misericordia”. Per iniziativa di p. Iqbal, i giovani si recano regolarmente negli ospedali o nei quartieri più poveri a visitare le famiglie, si impegnano nel servizio della carità che prepara e distribuisce cibo a emarginati, mendicanti, senza tetto della città. “Si va a celebrare la santa Messa e a portare gioia nelle comunità emarginate, e i giovani si intrattengono con i bambini delle famiglie svantaggiate” racconta a Fides il sacerdote. “Questa è una palestra di misericordia che segna la loro vita e la loro esperienza e che rende la misericordia non una parola astratta, ma estremamente concreta: è la vicinanza a ogni essere umano che soffre” prosegue.<br />I giovani cattolici di Lahore che, nel complesso, sono oltre 50mila, provenienti dalle 26 parrocchie dell'arcidiocesi, hanno accolto con entusiasmo queste iniziative. P.Iqbal sta organizzando anche il viaggio che porterà una delegazione di giovani pakistani alla GMG di Cracovia, evento che i giovani vedono con grande attesa.<br />“La priorità per i giovani cattolici pakistani è sicuramente l'istruzione, soprattutto quella molto qualificata, dato che, terminata la scuola superiore, ben pochi di loro riescono a sostenere i costi di iscrizione all'università, vista l'impossibilità delle loro famiglie” spiega. Inoltre, e conclude, si opera per il dialogo e la pace, per formare cittadini consapevoli, pronti a costruire legami di armonia e riconciliazione nella società, soprattutto con i giovani musulmani. <br />Mon, 02 May 2016 08:28:14 +0200AMERICA/GIAMAICA - Nomina dell’Amministratore Apostolico di Mandevillehttp://www.fides.org/it/news/59932-AMERICA_GIAMAICA_Nomina_dell_Amministratore_Apostolico_di_Mandevillehttp://www.fides.org/it/news/59932-AMERICA_GIAMAICA_Nomina_dell_Amministratore_Apostolico_di_MandevilleCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 1 maggio 2016, ha nominato Amministratore Apostolico della vacante Diocesi di Mandeville S.E. Mons. Charles Dufour, Arcivescovo emerito di Kingston in Jamaica. Mon, 02 May 2016 08:19:27 +0200AFRICA/SUDAFRICA - Nomina del Vicario Apostolico di Ingwawumahttp://www.fides.org/it/news/59931-AFRICA_SUDAFRICA_Nomina_del_Vicario_Apostolico_di_Ingwawumahttp://www.fides.org/it/news/59931-AFRICA_SUDAFRICA_Nomina_del_Vicario_Apostolico_di_IngwawumaCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 30 aprile 2016, ha nominato Vicario Apostolico di Ingwawuma il P. Mandla Siegfried Jwara, C.M.M., Parroco e Superiore Regionale dei Missionari di Mariannhill della Provincia di Umtata. Gli è stata assegnata la sede titolare vescovile di Elefantaria di Proconsolare.<br />Il Rev.do P. Mandla Siegfried Jwara, C.M.M., è nato il 1° febbraio 1957 a St. Nivard, nella diocesi di Mariannhill. Dopo aver frequentato le scuole di Kwa-Hluzingqondo a uMkhomazi, e completato l’High School Education nel 1980, il 1° febbraio 1981 è entrato nella Congregazione dei Missionari di Mariannhill e ha svolto il Noviziato nel Monastero di Mariannhill. Ha emesso la Prima Professione nel 1982 e quella Perpetua nel 1986, completando poi la preparazione filosofica e teologica presso il St. Joseph’s Theological Institute di Cedara . È stato ordinato sacerdote il 14 febbraio 1987.<br />Successivamente ha ricoperto i seguenti incarichi e compiuto ulteriori studi: 1987-1992: Vicario parrocchiale e Parroco nella Claivaux Mission a Mpendle ; 1992-1993: Diploma in Human Development, Leadership, Formation & Community Building all’ Institute of St. Anselm, Londra, Inghilterra; 1993-1998: Maestro dei Novizi nel Monastero di Mariannhill e per un breve periodo Rettore C.M.M a Merrivale, oltre che Consigliere provinciale. Al contempo, ha conseguito un Master’s Degree in Teologia presso l’University of KwaZulu-Natal, Pietermaritzburgh; 1998-2002: Provinciale C.M.M ; 2002- 2004: Consigliere Generale C.M.M ; 2005-2006: Parroco a Port St. John e nella Missione St. Patrick e Consigliere provinciale C.M.M.; 2006-2009: Eletto nuovamente Provinciale C.M.M.; 2009-2014: Parroco di St. Patrick, Consultore diocesano e Decano dell’Eastern Deanery; dal 2014: Superiore regionale della Regione di Umtata e Parroco della Missione di St. Patrick.<br />Il Vicariato Apostolico di Ingwavuma è stato eretto nel 1962, ha una superficie di 12.309 kmq e una popolazione di 754.315 abitanti, di cui 26.730 sono cattolici. Ci sono 6 parrocchie, 14 sacerdoti , 14 fratelli religiosi, 5 suore e 3 seminaristi. <br />Mon, 02 May 2016 08:15:24 +0200VATICANO - Il Card. Filoni sugli Ordinariati militari nei territori missionarihttp://www.fides.org/it/news/59930-VATICANO_Il_Card_Filoni_sugli_Ordinariati_militari_nei_territori_missionarihttp://www.fides.org/it/news/59930-VATICANO_Il_Card_Filoni_sugli_Ordinariati_militari_nei_territori_missionariCittà del Vaticano – Le comunità ecclesiali definite Ordinariati militari “realizzano, nello specifico ambiente militare, con la peculiare mobilità che lo caratterizza, una presenza e un’attività che si accorda perfettamente con la finalità missionaria del nostro Dicastero”. Lo ha sottolineato il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli , nel suo intervento pronunciato ieri a Roma, nel quadro delle iniziative per il Giubileo dei militari e della polizia, che ha avuto per tema “La situazione degli Ordinariati militari nei territori dipendenti dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli”, nel XXX anniversario della Costituzione Apostolica “Spirituali militum curae”.<br />Il Prefetto del Dicastero Missionario ha ricordato che dipendono dalla CEP sei Ordinariati militari: due in Asia , tre in Africa e uno in Nuova Zelanda. L’Ordinariato di più antica costituzione è quello dell’Indonesia , il più recente è quello della Corea del Sud . Il Card. Filoni ha sottolineato che “in nessun caso, è stato siglato un accordo formale con i rispettivi governi per l’assistenza spirituale delle forze armate” e ciò li espone “all’incertezza delle mutevoli situazioni socio-politiche che si possono verificare”. L’assistenza spirituale ai militari viene comunque assicurata anche in altri Paesi sotto la giurisdizione della CEP, secondo varie forme e modalità delle Chiese locali.<br />Soffermatosi sui motivi dell’ esiguità del numero degli Ordinariati militari rispetto alla vastità dei territori affidati al Dicastero Missionario , il Card. Filoni ha sottolineato che “non sempre sono presenti quelle condizioni politiche che costituiscono i necessari presupposti per la creazione di circoscrizioni ecclesiastiche militari”. Inoltre la loro creazione “dipende dalla maturità politica, dal regime vigente, come pure dai rapporti tra Chiesa e Autorità statali”. Tra le altre ragioni l’instabilità governativa e, in alcuni casi, il timore dei Vescovi che “il potere politico possa servirsi dell’Ordinario castrense per ‘addomesticare’ ed ‘imbavagliare’ la Chiesa e l’episcopato”. <br />Gli Ordinariati militari dipendenti dalla CEP, eccetto quello della Corea, “presentano, il più delle volte una struttura poco più che embrionale” ha sottolineato il Cardinale, ricordando che i sei Ordinari sono tutti Vescovi, e tre di loro sono anche Ordinari di Arcidiocesi. I cappellani militari, poco più di 170, appartengono quasi tutti al clero secolare, mentre le religiose sono poco più di una quarantina, la maggioranza concentrate nell’Ordinariato della Corea del Sud. “Per lo più, i cappellani non sono inquadrati militarmente e, nella generalità, non sono incardinati nell’Ordinariato Militare” ha precisato il Cardinale. <br />Il Card. Filoni ha concluso il suo intervento citando le parole del Santo Padre Francesco ai partecipanti al IV Corso di formazione dei cappellani militari al diritto internazionale umanitario, le quali “indicano con forza la convinzione che deve animare e l’impegno che deve assumere, in particolare la cosiddetta ‘Chiesa in stellette’, di essere una autentica Chiesa artigiana della pace”. <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/it/attachments/view/file/Ordinariati_Militari_Intervento_Prefetto_2016.docx">Il testo integrale della relazione del Cardinale, in italiano</a>Sat, 30 Apr 2016 12:02:13 +0200AFRICA/SUDAFRICA - I Vescovi: “il contratto degli armamenti del 1999 è immorale, anche se non c’è stata corruzione”http://www.fides.org/it/news/59929-AFRICA_SUDAFRICA_I_Vescovi_il_contratto_degli_armamenti_del_1999_e_immorale_anche_se_non_c_e_stata_corruzionehttp://www.fides.org/it/news/59929-AFRICA_SUDAFRICA_I_Vescovi_il_contratto_degli_armamenti_del_1999_e_immorale_anche_se_non_c_e_stata_corruzione Johannesburg - “Si potevano spendere i fondi utilizzati per acquistare gli armamenti per comprare invece medicinali antiretrovirali” afferma Sua Ecc. Mons. Abel Gabuza, Vescovo di Kimberley e Presidente della Commissione Giustizia e Pace della Southern African Catholic Bishops’ Conference , in un comunicato diffuso all’indomani della pubblicazione del rapporto della commissione d’inchiesta incaricata di verificare se ci siano state irregolarità nell’accordo del 1999 per l’acquisto di grandi quantità di armamenti da parte del governo del Sudafrica.<br />La commissione ha stabilito che non vi sono prove di frodi e di malversazioni nella stipulazione del contratto che avvenne al tempo della Presidenza di Thabo Mbeki. I Vescovi africani, attraverso Mons. Gabuza, affermano che indipendentemente dal fatto che vi sia stata corruzione o meno, l’accordo per l’acquisto massiccio di armamenti è in quanto tale “un errore etico madornale”. <br />“È importante ricordare - scrive Mons. Gabuza - che all’epoca nella quale il governo spendeva miliardi di Rand nell’acquisto di armi, alla nostra popolazione veniva detto da quello stesso governo che non si poteva erogare denaro per acquistare farmaci antiretrovirali. Quindi continuiamo ad insistere che il contratto per gli armamenti fu un errore etico madornale”. <br />Il Presidente della Commissione Episcopale Giustizia e Pace afferma inoltre che dopo aver studiato “le argomentazioni tecniche usate dalla commissione Sereti per arrivare alle sue conclusioni, ripetiamo che in assenza di una chiara minaccia militare esterna al nostro Paese, è eticamente irresponsabile e inutile spendere miliardi delle nostre scarse risorse in armi, in un Paese che sta lottando per riprendersi dagli alti livelli di disoccupazione e d’estrema povertà”.<br />“La più grande minaccia alla nostra sicurezza nazionale sono le ineguaglianze economiche e la disoccupazione giovanile che da sole alimentano violente proteste sociali” ribadisce il Vescovo. “Ogni giorno vediamo proteste nei servizi pubblici e altre forme di contestazione che stanno progressivamente diventando violente. Le capacità di difesa che i militari hanno ottenuto attraverso l’accordo per l'approvvigionamento di armi nel 1999 sono irrilevanti di fronte a questa minaccia alla sicurezza” conclude Mons. Gabuza che invita pure il governo a sospendere l’accordo per l’acquisto di nuove centrali nucleari. <br />Sat, 30 Apr 2016 11:50:17 +0200AMERICA - Violenza e criminalità generano un record di rifugiati in Centramericahttp://www.fides.org/it/news/59928-AMERICA_Violenza_e_criminalita_generano_un_record_di_rifugiati_in_Centramericahttp://www.fides.org/it/news/59928-AMERICA_Violenza_e_criminalita_generano_un_record_di_rifugiati_in_CentramericaCittà del Messico – A partire dagli anni 80, il numero di centroamericani che continuano a fuggire da violenza e criminalità organizzata nella regione ha raggiunto cifre record. La denuncia arriva dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati . Lo scorso anno, in Messico hanno fatto richiesta di asilo quasi 3500 persone, la maggior parte provenienti da El Salvador, Honduras e Guatemala, i Paesi più colpiti dal fenomeno. Un forte aumento si registra anche negli Stati Uniti, in Costa Rica, Panama, Nicaragua e Belize. Nel comunicato inviato all’Agenzia Fides, il portavoce dell’Acnur dichiara: "siamo preoccupati soprattutto per il numero sempre maggiore di bambini e donne non accompagnati che fuggono per timore di essere reclutati a forza da bande criminali e per paura di subire violenze sessuali o di essere uccisi”. <br />Sat, 30 Apr 2016 11:11:03 +0200AMERICA/MESSICO - I bambini celebrano la loro Giornata nazionale in condizioni di povertàhttp://www.fides.org/it/news/59927-AMERICA_MESSICO_I_bambini_celebrano_la_loro_Giornata_nazionale_in_condizioni_di_povertahttp://www.fides.org/it/news/59927-AMERICA_MESSICO_I_bambini_celebrano_la_loro_Giornata_nazionale_in_condizioni_di_povertaCittà del Messico – In Messico il 30 aprile si celebra la Giornata del Bambino, che fu istituita a livello nazionale nel 1916, nella città di Tantoyuca, Veracruz, e resa ufficiale nel 1924. Non tutti i bambini hanno un motivo reale per celebrarla a causa delle problematiche di grande impatto sociale da cui sono afflitti, come la povertà. In occasione di questa Giornata, il direttore esecutivo della Rete per i Diritti dell’Infanzia in Messico ha reso noto che "il 53.9% dell’infanzia nel Paese è povero; il 12% della popolazione nella fascia di età tra 18 e 64 anni vive in condizioni di povertà". Inoltre, l’11.4% della popolazione infantile in condizioni di povertà soffre di insufficienza alimentare severa, il 16.7% moderata e il 21.7% lieve. Un altro dei gravi fenomeni che riguardano i bambini è il lavoro e lo sfruttamento minorile. Nonostante la legge preveda il divieto dell’utilizzo di bambini lavoratori al di sotto dei 14 anni, l’8.6% di quelli tra 5 e 17 anni lavorano, il 36.0% di questi non vanno a scuola e il restante 64.0%, lavora e studia. <br /> <br />Sat, 30 Apr 2016 11:06:36 +0200AFRICA/CONGO RD - Tensioni tra Hutu e Nande: “intervenire subito per impedire un conflitto etnico”http://www.fides.org/it/news/59926-AFRICA_CONGO_RD_Tensioni_tra_Hutu_e_Nande_intervenire_subito_per_impedire_un_conflitto_etnicohttp://www.fides.org/it/news/59926-AFRICA_CONGO_RD_Tensioni_tra_Hutu_e_Nande_intervenire_subito_per_impedire_un_conflitto_etnicoKinshasa - Nel sud Lubero , da qualche tempo le relazioni tra le comunità Hutu e Nande si sono deteriorate, degenerando in conflitto, riferisce una nota inviata all’Agenzia Fides dalla Rete Pace per il Congo.<br />I Nande accusano gli Hutu congolesi di essere complici delle FDLR , un gruppo armato di origine rwandese, ma attivo nell’est della RDC e spesso all’origine di atroci violenze perpetrate contro la popolazione congolese. Essi sono accompagnati dalle loro rispettive famiglie<br />Da tempo i Nande denunciano l’occupazione anarchica delle loro terre da parte degli Hutu e l’implicazione di questi ultimi nei crimini contro l’umanità commessi dalle FDLR: massacri di civili, sequestri di persone, omicidi di leader locali e di capi tradizionali, saccheggi dei raccolti e incendi di villaggi, secondo una strategia di occupazione delle terre senza alcun rispetto del diritto tradizionale locale. Per proteggersi, i Nande hanno a loro volta creato una propria milizia, il gruppo armato "Mai-Mai Yira", diventata in seguito Unione dei Patrioti per la Difesa degli Innocenti . <br />La nota sottolinea che “il conflitto sociale tra le due comunità rischia di tramutarsi in un conflitto etnico. Per evitare che ciò accada, sono state formulate diverse raccomandazioni”.<br />Tra queste vi sono: il rafforzamento della presenza militare per neutralizzare sia le FDLR che le varie milizie Mai-Mai, cui ogni comunità tende a rivolgersi per ottenere protezione; il dispiegamento della Polizia Nazionale Congolese per mantenere l’ordine nelle zone liberate dalle Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo, FARDC; il rimpatrio in Rwanda dei membri delle FDLR che si sono già consegnati o che si consegneranno all’esercito o alla MONUSCO ; l’apertura urgente di un’inchiesta indipendente, sia a livello nazionale che internazionale, per individuare i mandanti e gli esecutori degli attacchi ai villaggi, dei sequestri di persone e dei massacri commessi e avviare procedure giudiziarie contro di loro; la gestione con trasparenza dei movimenti d’immigrazione, per garantire la sicurezza di coloro che emigrano e per rassicurare le comunità locali; l’avvio di progetti di sviluppo comunitario, per ridurre la disoccupazione e la povertà, che sono alla base della violenza e dell’attivismo dei gruppi armati. <br />Sat, 30 Apr 2016 10:57:53 +0200AMERICA/MESSICO - La Croce Rossa per i bambini bisognosi delle aree più remotehttp://www.fides.org/it/news/59925-AMERICA_MESSICO_La_Croce_Rossa_per_i_bambini_bisognosi_delle_aree_piu_remotehttp://www.fides.org/it/news/59925-AMERICA_MESSICO_La_Croce_Rossa_per_i_bambini_bisognosi_delle_aree_piu_remote <br />Tehuacán – Per il secondo anno consecutivo il settore giovanile della Croce Rossa Messicana, Delegazione Tehuacán, sta organizzando una raccolta di giocattoli per i bambini bisognosi che verranno consegnati nelle zone più remote. Secondo la nota inviata a Fides, le comunità beneficiate sono state selezionate mediante una ricerca sulle condizioni di maggiore vulnerabilità che i giovani della Croce Rossa hanno portato avanti per diverse settimane. Si tratta di giocattoli nuovi, semi nuovi o comunque usati ma in buone condizioni. Unica condizione posta è che non siano armi giocattolo o simili, che potrebbero fomentare la violenza. <br />Sat, 30 Apr 2016 09:57:57 +0200ASIA/INDIA - Sequestrato e malmenato il Vescovo di Cuddapahhttp://www.fides.org/it/news/59924-ASIA_INDIA_Sequestrato_e_malmenato_il_Vescovo_di_Cuddapahhttp://www.fides.org/it/news/59924-ASIA_INDIA_Sequestrato_e_malmenato_il_Vescovo_di_CuddapahCuddapah – Il Vescovo della diocesi indiana di Cuddapah, nell’Andra Paresh, Sua Ecc. Mons. Gallela Prasad, è stato aggredito, sequestrato malmenato per una notte. L’aggressione è avvenuta lunedì 25 aprile ma se ne è avuta notizia solo alcuni giorni dopo, secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides. Mentre il Vescovo ritornava da Karunagari, circa 425 km a sud di Hyderabad, dopo una celebrazione, l’automobile è stata fermata da ignoti che hanno bendato il Vescovo e l’autista, li hanno portati in un luogo sconosciuto e li hanno malmenati per tutta la notte. <br />Sat, 30 Apr 2016 09:26:29 +0200ASIA/CINA - I pellegrinaggi nell’Anno della Misericordia aprono il mese mariano della comunità cattolicahttp://www.fides.org/it/news/59923-ASIA_CINA_I_pellegrinaggi_nell_Anno_della_Misericordia_aprono_il_mese_mariano_della_comunita_cattolicahttp://www.fides.org/it/news/59923-ASIA_CINA_I_pellegrinaggi_nell_Anno_della_Misericordia_aprono_il_mese_mariano_della_comunita_cattolicaPechino – I cattolici cinesi sono molto devoti alla Madonna e hanno sempre vissuto il mese mariano con profonda spiritualità. Secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides, in diverse località hanno gia iniziato il cammino mariano con i pellegrinaggi ai Santuari, in sintonia con l’Anno della Misericordia che sta vivendo tutta la Chiesa.<br />La comunità cattolica della provincia di Jiang Xi ha inaugurato il suo cammino mariano con un pellegrinaggio al Santuario dedicato all’Assunzione di Maria, il 26 e 27 aprile. Durante l’omelia, il sacerdote ha invitato tutti “a tenere sempre in mano il rosario, perché possiamo recitarlo seguendo l’esempio di Maria ed il suo ‘Si’ incondizionato al Signore, invocando la sua intercessione”.<br />La comunità della diocesi di Feng Xiang, della provincia di Shaan Xi, ha voluto recarsi in pellegrinaggio al Santuario diocesano Mu Jia Ping, sentendosi in particolare sintonia con l’insegnamento dell’enciclica Laudato si’. Nella lunga scalata della montagna, in cima alla quale sorge il Santuario, oltre a recitare il rosario e meditare la Via crucis, i fedeli infatti hanno raccolto tutte le immondizie che trovavano lungo il percorso, al fine di ridare splendore alla creazione del Signore, “prendendoci cura della nostra casa comune”, essendo quindi “pellegrini ecologici”, come ha esortato il parroco che li ha guidati. Durante il pellegrinaggio hanno ricordato anche il missionario gesuita francese che ha portato il Vangelo nella pianura di Han Zhong, dove si trova il Santuario, nel 1635.<br />Nella diocesi di San Yuan, sempre nella provincia di Shaan Xi, diverse parrocchie hanno organizzato dei pellegrinaggi per inaugurare il mese mariano.<br /> <br />Sat, 30 Apr 2016 08:42:53 +0200ASIA/IRAQ - A Mosul i jihadisti chiudono anche le moscheehttp://www.fides.org/it/news/59922-ASIA_IRAQ_A_Mosul_i_jihadisti_chiudono_anche_le_moscheehttp://www.fides.org/it/news/59922-ASIA_IRAQ_A_Mosul_i_jihadisti_chiudono_anche_le_moscheeMosul – I jihadisti dell'auto-proclameto Stato Islamico , che hanno occupato Mosul dal giugno 2014, nella giornata di ieri hanno chiuso almeno sei grandi moschee nella zona occidentale della metropoli nordirachena, compresa la moschea di az-Zahara. Lo riferiscono fonti locali, rilanciate da Raafat al-Zarari, portavoce del Centro Media Niniveh . La chiusura è stata annunciata alla popolazione locale insieme al divieto di utilizzare quei luoghi di culto per le preghiere quotidiane. Rimangono oscure le ragioni della chiusura. I miliziani jihadisti hanno giustificato la disposizione chiamando in causa misure di sicurezza e rimarcando che in quell'area urbana il numero di moschee aperte sarebbe eccessivo, in relazione alla popolazione rimasta. Ma secondo diversi osservatori locali, i leader del Daesh mirerebbero a trasferire nelle moschee armi e centri operativi mediatici, per continuare a far circolare i propri messaggi e i propri video, nella speranza che le moschee vengano risparmiate dalle incursioni aeree della coalizione anti-Daesh. <br />Domenica 24 aprile, nel centro di Mosul, era stata devastata con l'uso di esplosivo la chiesa latina officiata storicamente dai Padri Domenicani e nota come la “chiesa della Madonna miracolosa” o anche come la “chiesa dell'orologio” . Le fonti ufficiali del Patriarcato caldeo hanno attribuito il sacrilego atto vandalico ai militanti del Daesh. Secondo fonti locali, i jihadisti del Daesh avrebbero evacuato la zona circostante la chiesa e avrebbero prelevato dall'edificio sacro tutto ciò che poteva essere saccheggiato, prima di far deflagrare le cariche di esplosivo.<br />Nel luglio 2014, a Mosul, i jihadisti avevano distrutto anche la moschea intitolata al Profeta Giona, che era meta di pellegrinaggio cara a musulmani sciiti e sunniti .Fri, 29 Apr 2016 12:48:32 +0200