Fides News Italianohttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia Fidesen-usASIA/SIRIA - Strage di bambini a Homs; tre cristiani rapiti nella provincia di Hassakèhttp://www.fides.org/it/news/56065-ASIA_SIRIA_Strage_di_bambini_a_Homs_tre_cristiani_rapiti_nella_provincia_di_Hassakehttp://www.fides.org/it/news/56065-ASIA_SIRIA_Strage_di_bambini_a_Homs_tre_cristiani_rapiti_nella_provincia_di_HassakeHoms – Sono almeno 41 i bambini uccisi dal doppio attentato che ieri ha devastato l'area circostante una scuola a Homs, nell'area urbana controllata dalle forze governative. La strage ha comportato uno dei bilanci più gravi in termini di bambini morti dall'inizio del conflitto siriano. Secondo le fonti ufficiali siriane, un'autobomba e un kamikaze hanno provocato due esplosioni a distanza nell'ora in cui i bambini uscivano dalla scuola, nel sobborgo di Akrameh abitato in maggiranza da alawiti, con l'intenzione mirata di causare il più alto numero di morti possibile tra bambini della stessa comunità religiosa a cui appartiene la famiglia Assad. <br />Intanto ieri fonti locali hanno confermato all'Assyrian Human Rights Watch il rapimento di tre cristiani avvenuto nella città di Tel Tamar, nella provincia nord-orientale di Hassakè. Il rapimento è stato attribuito ad affiliati allo Stato Islamico, la fazione jihadista che ha la sua roccaforte nella non lontana città di Raqqah. .Thu, 02 Oct 2014 00:00:00 +0200ASIA/INDIA - Si prepara l’ostensione delle reliquie di San Francesco Saveriohttp://www.fides.org/it/news/56064-ASIA_INDIA_Si_prepara_l_ostensione_delle_reliquie_di_San_Francesco_Saveriohttp://www.fides.org/it/news/56064-ASIA_INDIA_Si_prepara_l_ostensione_delle_reliquie_di_San_Francesco_SaverioNew Delhi – Fervono i preparativi nell’arcidiocesi di Goa per l’ostensione delle reliquie di San Francesco Saverio, che saranno esposte alla venerazione dei fedeli dal 22 novembre 2014 al 4 gennaio 2015. L’ostensione, prevista ogni dieci anni, richiama milioni di pellegrini a Goa ed è un evento molto importante per i cristiani indiani, ma anche per le autorità civili: l’evento dell’ostensione è stato inserito ufficialmente nel calendario dell’Ufficio per il Turismo del governo indiano e rappresenta un richiamo di caratura mondiale. L'ultima esposizione delle reliquie, nel 2004, ha attirato infatti oltre 2,5 milioni di pellegrini a Goa.<br />Come appreso da Fides, le Chiese locali stanno preparandosi anche grazie al prezioso contributo dei religiosi, che vedono in concomitanza l’inizio dell’Anno per la vita consacrata.<br />Il 22 novembre, il Cardinale Oswald Gracias, Arcivescovo di Bombay, celebrerà una Messa per iniziare il periodo dell’ostensione, e le reliquie saranno trasferite, con una solenne processione, dalla Basilica del Bom Jesus alla Cattedrale di Goa. La venerazione sarà quotidiana, con la Santa Messa e confessioni offerte in varie lingue. Al pellegrinaggio partecipano anche fedeli di altre religioni. La Messa conclusiva sarà celebrata il 4 gennaio 2015 dall'Arcivescovo Salvatore Pennacchio, Nunzio apostolico in India. <br />San Francesco Saverio, noto come l’Apostolo dell’Oriente, è stato tra i primi compagni di S. Ignazio di Loyola, ed evangelizzò in India, Indonesia e Giappone. Morì nel 1552 e i suoi resti mortali sono conservati presso la Basilica di Bom Jesus a Goa. Thu, 02 Oct 2014 00:00:00 +0200ASIA/NEPAL - Il Vicario Apostolico: “Con il Rosario vinceremo le difficoltà”http://www.fides.org/it/news/56063-ASIA_NEPAL_Il_Vicario_Apostolico_Con_il_Rosario_vinceremo_le_difficoltahttp://www.fides.org/it/news/56063-ASIA_NEPAL_Il_Vicario_Apostolico_Con_il_Rosario_vinceremo_le_difficoltaKathmandu – Pregare incessantemente e con fede la preghiera del Rosario: è l’invito del Vicario Apostolico del Nepal, Sua Ecc. Mons. Paul Simick, rivolto ai fedeli agli inizi di ottobre, nel suo messaggio per il mese mariano. Il testo del messaggio, pervenuto a Fides, recita: “Ottobre è un mese denso di feste in Nepal. I nostri fratelli indù festeggiano almeno sei grandi feste religiose nel corso del mese. Per noi cattolici, ottobre è un mese mariano. E’ un mese riservato al Santo Rosario. Veneriamo Maria Santissima, attraverso la potente e contemplativa preghiera del Rosario”. <br />Il Vescovo ricorda che Papa Benedetto XVI ha detto che “il Rosario non è una pia pratica relegata al passato, ma vive un nuovo tempo di primavera”. “Quando si recita il Rosario – afferma Mons. Simick – rivivono i momenti importanti e significativi della storia della salvezza. Con Maria il cuore è orientato verso il mistero di Gesù. Cristo è messo al centro della nostra vita, del nostro tempo, della nostra città, attraverso la contemplazione dei santi misteri di gioia, di luce, di dolore e di gloria”. <br />Il messaggio ricorda ai fedeli: “Solo pregando il Rosario e chiedendo l'intercessione di Maria saremo in grado di superare le difficoltà che stiamo vivendo come individui, come famiglie, come Chiesa, come società e come nazione”. In questi tempi turbolenti, “Maria è la nostra speranza e compagna, con lei vinceremo la battaglia contro le forze del male” prosegue. Il Vescovo invita i fedeli nepalesi a recitare ogni giorno il Rosario per la pace, per l'unità dei cristiani, per coloro che soffrono per il bene e per il futuro del Nepal. Thu, 02 Oct 2014 00:00:00 +0200AFRICA/NIGER - “L’esempio di Abramo porti frutti di rispetto reciproco”: messaggio dei Vescovi alla comunità musulmanahttp://www.fides.org/it/news/56062-AFRICA_NIGER_L_esempio_di_Abramo_porti_frutti_di_rispetto_reciproco_messaggio_dei_Vescovi_alla_comunita_musulmanahttp://www.fides.org/it/news/56062-AFRICA_NIGER_L_esempio_di_Abramo_porti_frutti_di_rispetto_reciproco_messaggio_dei_Vescovi_alla_comunita_musulmanaNiamey - “Nel momento in cui degli usurpatori del nome di Dio sono inghiottiti nell'orrore del terrore, rivolgiamo pressanti preghiere perché attraverso l’esempio di Abramo, che si lascia guidare umilmente dalla volontà di Dio, siano distolte le loro armi e il loro odio per un sacrificio che piaccia veramente a Dio”: così scrivono i Vescovi del Niger nel loro messaggio alla comunità musulmana in occasione della festa di Tabaski, come è chiamata in alcuni Paesi africani l’Aid El Adha , la più importante ricorrenza musulmana che ricorda la sottomissione di Ibrahim a Dio, accettando di sacrificare il suo unico figlio.<br />In questo modo i Vescovi del Niger fanno eco a quanto detto da Papa Francesco nell’incontro con le autorità nel suo recente viaggio in Albania “Nessuno pensi di poter farsi scudo di Dio mentre progetta e compie atti di violenza e sopraffazione! Nessuno prenda a pretesto la religione per le proprie azioni contrarie alla dignità dell’uomo e ai suoi diritti fondamentali, in primo luogo quello alla vita ed alla libertà religiosa di tutti!”.<br />“Le feste religiose musulmane, cristiane o di altre fedi, sono sempre occasioni propizie per riavvicinarci a Dio che ci ricolma abbondantemente di grazie quando queste feste sono celebrate nell’amicizia e nella fraternità” recita il messaggio inviato all’Agenzia Fides che sottolinea come questa festa “riavvicina musulmani e cristiani perché ci collega al nostro comune antenato. Abramo, il Padre di Credenti”. Il messaggio si conclude auspicando che questa “linfa comune che irriga la nostra vita di credenti, favorisca il nostro rapporto quotidiano producendo frutti di tolleranza e rispetto reciproco”. Thu, 02 Oct 2014 00:00:00 +0200ASIA/TURCHIA - Presto online i documenti dell'Istituto turco di Storia sulla questione armenahttp://www.fides.org/it/news/56061-ASIA_TURCHIA_Presto_online_i_documenti_dell_Istituto_turco_di_Storia_sulla_questione_armenahttp://www.fides.org/it/news/56061-ASIA_TURCHIA_Presto_online_i_documenti_dell_Istituto_turco_di_Storia_sulla_questione_armenaAnkara - Le ricerche e il materiale documentario dell'Istituto turco di Storia relativi alla “questione armena” saranno presto resi accessibili via internet sul website www.ermenimeselesi.ttk.gov.tr. Lo confermano fonti di stampa turche consultate dall'Agenzia Fides. Alla raccolta di documenti e testimonianze hanno dato il loro contributo circa 400 accademici operanti nel campo delle ricerche storiche, non solo turchi. Dopo la pubblicazione, l'intero patrimonio documentario verrà progressivamente reso accessibile ai ricercatori stranieri tramite la sua traduzione in lingua inglese. Sul sito saranno presenti anche sezioni contenenti materiale fotografico e audiovisivo. Il 24 aprile scorso, nel giorno commemorativo del 99esimo anniversario del Genocidio armeno, l'allora Primo Ministro turco Tayyp Erdogan - pur senza usare tale definizione - ha offerto per la prima volta le condoglianze della Turchia ai discendenti degli armeni morti “nelle circostanze dell'inizio del XX secolo”, aggiungendo che ”è un dovere umano capire e condividere la volontà degli armeni di commemorare le loro sofferenze durante quel periodo”. .Thu, 02 Oct 2014 00:00:00 +0200AFRICA/CONGO RD - Iniziative di “Giustizia e Pace” per la riconciliazione tra congolesi e rwandesihttp://www.fides.org/it/news/56060-AFRICA_CONGO_RD_Iniziative_di_Giustizia_e_Pace_per_la_riconciliazione_tra_congolesi_e_rwandesihttp://www.fides.org/it/news/56060-AFRICA_CONGO_RD_Iniziative_di_Giustizia_e_Pace_per_la_riconciliazione_tra_congolesi_e_rwandesiKinshasa - Le Commissioni diocesane “Giustizia e Pace” di Bukavu e di Cyangugu hanno avviato alcune iniziative per riavvicinare le rispettive comunità nella prospettiva di consolidare la pace e la riconciliazione tra i due Paesi. I rapporti tra i due Paesi sono attraversati da forti tensioni da almeno 20 anni, per la presenza di gruppi armati di origine rwandese in territorio congolese e per alcune dispute di confine . <br />“Il ruolo della Chiesa non è quello di prendere le armi, né di fare politica, ma ristabilire la pace attraverso le armi del Vangelo, che sono la riconciliazione, l’amore e il perdono” ha dichiarato p. Xavier Bugeme Sj, parroco di S. Pierre Claver de Nguba a Bukavu.<br />Per questo l’Arcidiocesi di Bukavu e la diocesi di Cyangugu hanno deciso di intensificare le attività comuni tra le parrocchie, i pastori e i gruppi ecclesiali. Nel concreto si propone di moltiplicare gli incontri tra fedeli, sacerdoti, coristi “per far cadere le maschere della divisione e sviluppare legami di fraternità”. Si potranno organizzare anche pellegrinaggi tra le due diocesi, insieme a incontri di giovani, non solo congolesi e rwandesi, ma anche burundesi e ugandesi. Thu, 02 Oct 2014 00:00:00 +0200AMERICA/BOLIVIA - “Lavorare per essere un'unica comunità cristiana”: la priorità per il Vescovo ausiliare di Reyeshttp://www.fides.org/it/news/56059-AMERICA_BOLIVIA_Lavorare_per_essere_un_unica_comunita_cristiana_la_priorita_per_il_Vescovo_ausiliare_di_Reyeshttp://www.fides.org/it/news/56059-AMERICA_BOLIVIA_Lavorare_per_essere_un_unica_comunita_cristiana_la_priorita_per_il_Vescovo_ausiliare_di_ReyesRoma – “Creare un senso di appartenenza, lavorare per essere un'unica comunità cristiana” è la sfida principale per Sua Ecc. Mons. Waldo Rubén Barrinuevo Ramírez, C.Ss.R., Vescovo ausiliare del Vicariato apostolico di Reyes , che l’Agenzia Fides ha incontrato a Roma, dove ha partecipato al Seminario di studio promosso dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. <br />“Il Vicariato apostolico di Reyes deve essere inteso come una regione amazzonica della Bolivia – spiega Mons. Barrinuevo Ramírez -: Ci sono comunità indigene, nomadi e stanziali. Comunità che vivono solo del bestiame e sono lì da lungo tempo. Ci sono anche piccole popolazioni nelle zone e nei luoghi più elevati, così l’area è denotata da una situazione di pluralismo. Il territorio oggi attira molte persone per le prospettive di sviluppo economico che offre, al tempo stesso cominciano a vedersi i pericoli che le diverse attività possano distruggere l'ambiente e si affacci il mercato della coca”. <br />Descrivendo la popolazione che abita il Vicariato apostolico, Mons. Barrinuevo Ramírez sottolinea che “le persone sono molto vicine alla Chiesa, sono molto fiduciose per il futuro, pensato sempre come una benedizione di Dio”. Anche di fronte ai disastri naturali, nessuno pensa che siano un castigo di Dio, ma tutti si danno da fare per superare la situazione di difficoltà. “Il calendario è governato dalle festività religiose – prosegue il Vicario apostolico -. Quasi tutta la vita della società si regge sul calendario religioso. Un’altra caratteristica è la solidarietà. Quando abbiamo avuto delle alluvioni, e tutti i collegamenti sono stati interrotti, abbiamo cercato vie di comunicazione alternative e questo ha scatenato la solidarietà tra i popoli. Così abbiamo ricevuto aiuti da diverse parti della Bolivia e anche da luoghi lontani, addirittura dai boliviani all'estero, che avevano saputo attraverso internet”. <br />L’obiettivo che si pone il Vicario apostolico nella sua missione è quello di consolidare “il senso di appartenenza, perché nella zona in precedenza c'erano solo gruppi divisi di popolazioni indigene, più tardi sono arrivati gruppi di emigranti boliviani e ora un nuovo gruppo di lavoratori. Inoltre le persone vivono in 2 dipartimenti divisi politicamente, mentre il Vicariato apostolico è uno, e penso che sia una grande sfida pensare di lavorare per essere un'unica comunità cristiana”. Thu, 02 Oct 2014 00:00:00 +0200AMERICA/COLOMBIA - Il terzo gruppo di familiari delle vittime a L'Avana per incontrare i rappresentanti delle FARChttp://www.fides.org/it/news/56058-AMERICA_COLOMBIA_Il_terzo_gruppo_di_familiari_delle_vittime_a_L_Avana_per_incontrare_i_rappresentanti_delle_FARChttp://www.fides.org/it/news/56058-AMERICA_COLOMBIA_Il_terzo_gruppo_di_familiari_delle_vittime_a_L_Avana_per_incontrare_i_rappresentanti_delle_FARCBogotà – Ieri, primo ottobre, le Nazioni Unite, la Chiesa cattolica e l'Università nazionale hanno pubblicato i nomi dei componenti il terzo gruppo di 12 familiari delle vittime del conflitto armato colombiano, che sono partite per incontrarsi con le FARC a L'Avana, nell’ambito dei colloqui di pace in corso. La nota inviata all’Agenzia Fides da Radio Caracol, Colombia, riferisce che vengono scelti i familiari delle vittime causate dai vari gruppi: agenti statali, guerriglieri e paramilitari. <br />Dopo l'incontro con le FARC e con i negoziatori del governo presenti a L'Avana, molto probabilmente il gruppo terrà una conferenza stampa per parlare dell'incontro e della loro posizione sul processo di pace. Sono con loro alcuni rappresentanti dell'ONU e dell'Università Nazionale, mentre la Chiesa cattolica ha messo a disposizione delle vittime una guida spirituale.<br />La Conferenza Episcopale della Colombia , le Nazioni Unite e l'Universidad Nacional Colombiana sono i responsabili del coordinamento degli incontri con i familiari delle vittime durante questi dialoghi di pace a Cuba . Nell’ambito dei colloqui sono stati già approvati i punti che riguardano lo sviluppo rurale , la partecipazione politica , il problema delle droghe e il narcotraffico . Ad agosto hanno iniziato a trattare il tema della consegna delle armi da parte dei guerriglieri e, per la prima volta, di un cessate il fuoco bilaterale definitivo. Questo il contesto in cui vengono ascoltati i familiari delle vittime del conflitto. Thu, 02 Oct 2014 00:00:00 +0200OCEANIA/AUSTRALIA - Attenzione sulla Giamaica e sui bambini detenuti perché immigrati: il Mese Missionario è un’opportunità unicahttp://www.fides.org/it/news/56057-OCEANIA_AUSTRALIA_Attenzione_sulla_Giamaica_e_sui_bambini_detenuti_perche_immigrati_il_Mese_Missionario_e_un_opportunita_unicahttp://www.fides.org/it/news/56057-OCEANIA_AUSTRALIA_Attenzione_sulla_Giamaica_e_sui_bambini_detenuti_perche_immigrati_il_Mese_Missionario_e_un_opportunita_unicaSidney – Tra le diverse iniziative della Chiesa australiana per il mese missionario di ottobre, quest’anno Catholic Mission Australia focalizza la sua attenzione sulla Giamaica, dove si registra il secondo tasso più alto al mondo di morti per armi da fuoco. Spesso nascosta dietro la facciata delle sue spiagge tropicali o di opulenti resorts e acqua cristallina, la Giamaica è infatti un Paese profondamente turbato da violenza e criminalità. Le famiglie vivono in un clima di terrore costante, alla disperata ricerca di pace e sicurezza. In un comunicato inviato all’Agenzia Fides, il Vice direttore di Catholic Mission Australia, Peter Gates, afferma: “noi australiani siamo benedetti perché viviamo in un Paese relativamente sicuro, ma dobbiamo ricordare che altri non sono così fortunati. Il Mese Missionario serve a condividere, servire e aiutare, secondo l’ispirazione e gli insegnamenti del Vangelo, in modo che tutti, sia qui che altrove, possano vivere una vita piena.” Domenica 19 ottobre si celebra la Giornata Missionaria Mondiale, e questo periodo coincide anche in Australia con la Settimana contro la Povertà. Il 22 ottobre, la Giornata Missionaria dei Bambini, invita i più piccoli ad essere missionari nelle più diverse forme interattive e di divertimento. <br />Altra priorità per questa Giornata, segnalata da Gates, è la liberazione dei bambini detenuti perchè immigrati: “Ogni singolo bambino detenuto è troppo; mentre noi parliamo di queste tematiche centinaia di piccoli subiscono trattamenti atroci. Chiedo che in questo mese di ottobre tutti i cattolici australiani diventino discepoli missionari offrendo una vita migliore a chi ne ha più bisogno”. “A livello locale e mondiale, tutti noi possiamo fare la differenza, e il Mese Missionario è un’opportunità unica” conclude Gates. Thu, 02 Oct 2014 00:00:00 +0200ASIA/TURCHIA - Il Catholicos armeno annuncia ricorso per recuperare le proprietà dell'antica Sishttp://www.fides.org/it/news/56055-ASIA_TURCHIA_Il_Catholicos_armeno_annuncia_ricorso_per_recuperare_le_proprieta_dell_antica_Sishttp://www.fides.org/it/news/56055-ASIA_TURCHIA_Il_Catholicos_armeno_annuncia_ricorso_per_recuperare_le_proprieta_dell_antica_SisAtene - Aram I, Catholicos della Grande Casa di Cilicia della Chiesa Apostolica Armena, ha reso pubblica la sua intenzione di fare ricorso alla Corte costituzionale della Turchia entro il mese di ottobre per ottenere la restituzione delle residenze e delle proprietà appartenute al Catholicosato nella città di Sis, antica capitale del Regno armeno di Cilicia, corrispondente alla attuale città turca di Kozan. Aram I ha reso noto il proposito in occasione della sua recente visita in Grecia, nel corso di un'intervista rilasciata al periodico della comunità greco - armena, Azad Or. Aram I ha aggiunto che, nel caso il suo ricorso sia respinto dalla Corte costituzionale turca, l'appello verrà rivolto alla Corte europea dei diritti dell'uomo. .Wed, 01 Oct 2014 00:00:00 +0200ASIA/LIBANO - Il Presidente di Caritas Libano: cresce l'ostilità verso i profughi sirianihttp://www.fides.org/it/news/56054-ASIA_LIBANO_Il_Presidente_di_Caritas_Libano_cresce_l_ostilita_verso_i_profughi_sirianihttp://www.fides.org/it/news/56054-ASIA_LIBANO_Il_Presidente_di_Caritas_Libano_cresce_l_ostilita_verso_i_profughi_sirianiBeirut – “Gli effetti dell'afflusso incontrollato di profughi siriani in Libano aprono scenari angosciosi. La preoccupazione ha raggiunto il livello di guardia. Tra la popolazione locale l'ostilità verso i profughi continua a crescere, dopo che nei campi profughi hanno trovato delle armi. Tutti ormai vedono i profughi come la massa di manovra a disposizione delle potenze regionali che vogliono destabilizzare il Libano o dominarlo, impedendogli di avere una politica indipendente”. Così il sacerdote maronita Paul Karam, Presidente di Caritas Libano, descrive all'Agenzia Fides il clima instauratosi nel paese dei Cedri dopo quanto è successo nella zona di Arsal, dove nei giorni scorsi l'esercito ha raso al suolo un campo profughi arrestando centinaia di persone. <br />L'operazione, secondo notizie diffuse dalle organizzazioni umanitarie, è stata segnata da violazioni e comportamenti violenti dell'esercito contro i profughi e ha provocato anche alcune vittime. Durante le fasi iniziali dell'operazione, centinaia di uomini presenti nel campo avevano inscenato una protesta scandendo slogan di sostegno verso i jihadisti dello Stato Islamico. <br />Il confine tra Siria e Libano è stato più volte attraversato dalle incursioni di gruppi jihadisti come al-Nusra, che minaccia di giustiziare nove poliziotti e soldati libanesi tenuti in ostaggio come ritorsione per il coinvolgimento pro-Assad delle milizie sciite libanesi di Hezbollah nel conflitto siriano. In tutta la Valle della Bekaa cresce il clima di contrapposizione settaria. <br />“In alcuni campi profughi - ricorda p. Karam - sono state trovate le armi. Tra la gente del Libano si teme che ci siano interessi e responsabilità politiche locali e regionali che vogliono usare i profughi per tenere sotto ricatto o far saltare il fragile equilibrio libanese. I rifugiati sono più di un milione e centomila. La Chiesa ovviamente mette in guardia dal criminalizzare i profughi in quanto tali, ma registriamo che tra la popolazione cresce questo sentimento, non possiamo negarlo e non riusciamo a placarlo. Ci criticano per l'aiuto che diamo ai profughi. E viene naturale farsi delle domande: perchè i rifugiati siriani non vengono controllati all'ingresso e durante la loro permanenza come accade in Giordania o in Turchia? Come mai l'Arabia e il Qatar non hanno finora accolto nemmeno un profugo siriano?”. .Wed, 01 Oct 2014 00:00:00 +0200AFRICA/CENTRAFRICA - “La crisi spinge sempre più fedeli verso il sincretismo religioso” denuncia Mons. Nzapalaingahttp://www.fides.org/it/news/56053-AFRICA_CENTRAFRICA_La_crisi_spinge_sempre_piu_fedeli_verso_il_sincretismo_religioso_denuncia_Mons_Nzapalaingahttp://www.fides.org/it/news/56053-AFRICA_CENTRAFRICA_La_crisi_spinge_sempre_piu_fedeli_verso_il_sincretismo_religioso_denuncia_Mons_NzapalaingaBangui - La crisi politica e sociale che scuote la Repubblica Centrafricana a seguito della guerra civile scoppiata nel dicembre 2012, sta portando diversi cattolici verso la deriva del sincretismo religioso. Lo ha denunciato domenica scorsa, 28 settembre, Sua Ecc. Mons. Dieudonné Nzapalainga, Arcivescovo di Bangui e Presidente della Conferenza Episcopale, nell’omelia della Messa per l’apertura dell’Anno pastorale 2014-15, il cui testo è stato inviato all’Agenzia Fides. <br />“La crisi che attraversa il nostro Paese dal dicembre 2012 ha generato in noi un forte bisogno di protezione, un desiderio di vendetta, una ricerca di potenza, d’inviolabilità. Per soddisfare questi desideri, alcuni cristiani hanno ceduto alla seduzione di credenze e di pratiche poco compatibili con la fede in Gesù Cristo” afferma Mons. Nzapalainga. “Hanno fatto ricorso a sacrifici occulti, portato amuleti, stretto alleanze con stregoni continuando ad andare a Messa e a ricevere i sacramenti” denuncia l’Arcivescovo, che rimarca: “ il veleno del sincretismo è inoculato ed è una tendenza che si rafforza continuamente”.<br />“È venuta l’ora di uscire da questa ambivalenza, facendo chiaramente ed esclusivamente la scelta di Gesù Cristo per affidargli la nostra vita e ricevere la redenzione. È venuto il momento di accogliere Dio come nostro Padre . Un Padre universale che non fa distinzioni di razze, tribù, religioni, quartieri. È il Padre che ci ha inviato Gesù, che ci ha rivelato il suo cuore universale” invita Mons. Nzapalainga.<br />Si intitola proprio “I cristiani di fronte ad una crisi, il rischio del sincretismo” il tema dell’Anno pastorale inaugurato dal Presidente della Conferenza Episcopale di fronte a 800 delegati provenienti da diverse parti del Centrafrica. Wed, 01 Oct 2014 00:00:00 +0200VATICANO - La festa di Santa Teresa di Lisieux, Patrona delle Missioni, apre il Mese missionariohttp://www.fides.org/it/news/56052-VATICANO_La_festa_di_Santa_Teresa_di_Lisieux_Patrona_delle_Missioni_apre_il_Mese_missionariohttp://www.fides.org/it/news/56052-VATICANO_La_festa_di_Santa_Teresa_di_Lisieux_Patrona_delle_Missioni_apre_il_Mese_missionarioCittà del Vaticano – Con l’odierna festa liturgica di Santa Teresa di Gesù Bambino , proclamata nel 1927 Patrona delle Missioni con San Francesco Saverio, si apre l’Ottobre missionario, che avrà il suo culmine nella celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale la penultima domenica del mese, il 19 ottobre. In alcune nazioni la Giornata viene spostata ad altra domenica per motivi pastorali. Quest’anno nella Giornata Missionaria verrà celebrata la chiusura dell’Assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi dedicata al tema “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione” e la beatificazione di Papa Paolo VI, che nei suoi oltre quindici anni di pontificato ha dato un forte impulso alla coscienza missionaria di tutti i membri della Chiesa attraverso il suo magistero ed i suoi viaggi missionari. <br />In gran parte del mondo la Chiesa cattolica celebra ottobre come “Mese delle Missioni”, utilizzando i numerosi sussidi che le Direzioni nazionali delle Pontificie Opere Missionarie preparano per ricordare il dovere di ogni battezzato di collaborare alla missione universale della Chiesa con la preghiera ed il sostegno economico. Ottobre è stato scelto come mese missionario a ricordo della scoperta del continente americano, che aprì una nuova pagina nella storia dell’evangelizzazione. <br />In apertura del suo Messaggio per la Giornata Missionaria 2014, il Santo Padre Francesco sottolinea che “oggi c’è ancora moltissima gente che non conosce Gesù Cristo. Rimane perciò di grande urgenza la missione ad gentes, a cui tutti i membri della Chiesa sono chiamati a partecipare, in quanto la Chiesa è per sua natura missionaria: la Chiesa è nata "in uscita". La Giornata Missionaria Mondiale è un momento privilegiato in cui i fedeli dei vari continenti si impegnano con preghiere e gesti concreti di solidarietà a sostegno delle giovani Chiese nei territori di missione. Si tratta di una celebrazione di grazia e di gioia”. Wed, 01 Oct 2014 00:00:00 +0200AFRICA/SUDAN - Epidemie e mancanza di generi alimentari nei campi profughi di Kass in Sud Darfurhttp://www.fides.org/it/news/56051-AFRICA_SUDAN_Epidemie_e_mancanza_di_generi_alimentari_nei_campi_profughi_di_Kass_in_Sud_Darfurhttp://www.fides.org/it/news/56051-AFRICA_SUDAN_Epidemie_e_mancanza_di_generi_alimentari_nei_campi_profughi_di_Kass_in_Sud_DarfurKass - Gli sfollati che vivono nel campo di El Batari, a Kass, in Sud Darfur, si lamentano delle pessime condizioni di salute, della diffusione di malattie e della mancanza di assistenza sanitaria da parte delle autorità. Secondo quanto riferito dalla coordinatrice del campo alla locale Radio Dabanga, tifo, malaria e malattie diarroiche sono le più diffuse, soprattutto tra i bambini. L’ambiente nei campi è peggiorato a causa dell’accumulo di acqua piovana nelle strade che portano fino a Kass e questo ha causato la diffusione delle epidemie. La coordinatrice ha rivolto un appello alle autorità sanitarie perchè intervengano subito ripristinando le strade ed eliminando le acque stagnanti, per evitare il proliferare delle malattie. Inoltre, ha fatto appello al Programma Alimentare Mondiale di provvedere alla grave carenza di grano. Wed, 01 Oct 2014 00:00:00 +0200AFRICA/SUD SUDAN - Un’altra radio cattolica minacciata di chiusura dalle autoritàhttp://www.fides.org/it/news/56050-AFRICA_SUD_SUDAN_Un_altra_radio_cattolica_minacciata_di_chiusura_dalle_autoritahttp://www.fides.org/it/news/56050-AFRICA_SUD_SUDAN_Un_altra_radio_cattolica_minacciata_di_chiusura_dalle_autoritaJuba - Un’altra radio cattolica nel mirino delle autorità del Sud Sudan. Si tratta di “Voice of Hope” della diocesi di Wau, nell’ovest del Paese. Secondo il Catholic Radio Network , il Vice governatore dello Stato dello Western Bahr El Ghazal ha minacciato di chiudere l’emittente intimando alla redazione di limitarsi a fornire solo informazioni locali evitando di coprire gli eventi che accadono negli altri Stati del Sud Sudan, specialmente quelli relativi all’opposizione. L’esponente governativo ha definito “Voice of Hope” una “stazione dannosa”, aggiungendo che il governo avrebbero preso gli opportuni provvedimenti se l’emittente non si fosse limitata a trasmettere solo “omelia e musica Gospel”.<br />Nelle scorse settimane Radio Bakhita dell’arcidiocesi di Juba era stata chiusa temporaneamente a seguito di un raid nella sede dell’emittente da parte del servizio di sicurezza, che aveva pure detenuto il caporedattore per alcuni giorni . Radio Bakhita è stata poi autorizzata a riprendere le trasmissioni, ma la stazione è ancora chiusa, a discrezione dell’Arcidiocesi che intende valutare la situazione. <br />Sua Ecc. Mons. Paulino Lokudu, Arcivescovo di Juba, ha lamentato che il Servizio di Sicurezza non lo ha avvertito che stava per imporre la chiusura dell’emittente. “Quando la radio è stata chiusa, non sono stato consultato, gli agenti di sicurezza non sono venuti a dirmi che stavano per chiudere la radio. Hanno semplicemente preso le chiavi dalle persone che si trovavano nelle sede dell’emittente e penso che questo non sia corretto” ha detto l’Arcivescovo, che ha però aggiunto: “Penso che lo abbiano capito e che ci siamo riconciliati”.<br />Organizzazioni per la difesa dei diritti umani denunciano la censura di fatto imposta dal governo ai media sud sudanesi da quando è scoppiata la guerra civile tra le fazioni rispettivamente capeggiate dal Presidente Salva Kiir e dall’ex Vice Presidente Riek Machar. Secondo queste organizzazioni, le restrizioni alla libertà d’informazione mirano a impedire la pubblicazione di notizie su massacri di civili nella capitale. Ai giornalisti è impedito di visitare ospedali, cimiteri e campi di rifugiati. Wed, 01 Oct 2014 00:00:00 +0200ASIA/INDIA - Chiude la cattedra universitaria intitolata a Madre Teresahttp://www.fides.org/it/news/56049-ASIA_INDIA_Chiude_la_cattedra_universitaria_intitolata_a_Madre_Teresahttp://www.fides.org/it/news/56049-ASIA_INDIA_Chiude_la_cattedra_universitaria_intitolata_a_Madre_TeresaNuova Delhi – Le autorità accademiche indiane hanno annunciato la chiusura della cattedra di insegnamento in “Salute, educazione e lavoro sociale”, intitolata a Madre Teresa di Calcutta, che era presente nella “Indira Gandhi National Open University” di New Delhi, interrompendo il corso e le lezioni. Come appreso da Fides, la decisione è stata motivata dalla mancanza di fondi. Secondo quanto ha dichiarato M. Aslam, Vicecancelliere dell’Ateneo, “anche alcuni membri del personale accademico hanno criticato la decisione”. <br />In ambienti cattolici si deplora fortemente la decisione. In una nota inviata a Fides, l’attivista cattolico John Dayal, Segretario generale del “All India Christian Council, condanna il passo come “riprovevole” e invita l’università a reperire sponsor privati per tenere in vita il corso.<br />“La cessazione della cattedra intitolata a Madre Teresa – nota Dayal a Fides – giunge in un momento in cui vi è una campagna globale per la canonizzazione di Madre Teresa. La fondatrice delle Missionarie della Carità è un'icona della misericordia e della compassione umana verso i più poveri tra i poveri,verso i bambini e i malati terminali. Il sari bianco con il bordo blu che indossava è un simbolo universale di questi valori, di cui l’India ha forte bisogno”. <br />La cattedra è stata istituita nel febbraio 2000 grazie a un memorandum d'intesa tra la Conferenza episcopale dell'India e l'Università di Delhi e, negli anni, ha promosso il lancio di diversi programmi di studio sociologici. Il corso intendeva dare un contributo alla società indiana attraverso programmi educativi, attività di ricerca e studi di natura sociale. Tra gli altri argomenti, si è occupata di analizzare fenomeni come l’Aids, l’educazione alla vita familiare, le tossicodipendenze nella società indiana. Wed, 01 Oct 2014 00:00:00 +0200AMERICA/NICARAGUA - Iniziative e progetti per 1400 bambini lavoratori di Honduras e Nicaraguahttp://www.fides.org/it/news/56048-AMERICA_NICARAGUA_Iniziative_e_progetti_per_1400_bambini_lavoratori_di_Honduras_e_Nicaraguahttp://www.fides.org/it/news/56048-AMERICA_NICARAGUA_Iniziative_e_progetti_per_1400_bambini_lavoratori_di_Honduras_e_NicaraguaManagua - Oltre 1400 bambini nicaraguensi e honduregni che lavoravano in strada per aiutare le rispettive famiglie, sono stati reintegrati nel sistema educativo grazie ad un progetto patrocinato dall’Unione Europea in entrambi i Paesi. L’obiettivo è contribuire alla progressiva eradicazione del lavoro minorile creando condizioni tali da consentire ai piccoli lavoratori di studiare e imparare a difendere i propri diritti. Il programma, appena concluso, è durato tre anni ed è stato portato avanti da organizzazioni civili e governative di Nicaragua e Honduras, con la cooperazione economica dell’UE. La campagna ha aiutato 1430 minorenni che vendevano o raccoglievano rifiuti riciclabili per le strade, nelle discariche, ai semafori e nei mercati di Managua , Tegucigalpa e San Pedro Sula . L’iniziativa prevede anche la creazione di cooperative di lavoro a conduzione familiare per evitare che i minori tornino a lavorare per le strade. Inoltre sono stati organizzati corsi tecnici per 320 adolescenti che hanno imparato a creare utensili con metalli di scarto raccolti per strada, e a confezionare sacchetti con i cartelli pubblicitari scartati. Il progetto è stato inoltre utile per l’economia di 500 famiglie, 300 del Nicaragua e 200 dell’Honduras. Wed, 01 Oct 2014 00:00:00 +0200ASIA/FILIPPINE - Un gesuita: “Un network della solidarietà contro il network del terrore”http://www.fides.org/it/news/56047-ASIA_FILIPPINE_Un_gesuita_Un_network_della_solidarieta_contro_il_network_del_terrorehttp://www.fides.org/it/news/56047-ASIA_FILIPPINE_Un_gesuita_Un_network_della_solidarieta_contro_il_network_del_terroreDavao – “Il network del jihadismo islamico e le sue implicazioni internazionali vanno tenute sotto stretto controllo nelle Filippine Sud”: lo dice all’Agenzia Fides il gesuita p. Albert Alejo SJ, Direttore dell’Istituto per il dialogo nell’Ateneo di Davao, città sull’isola di Mindanao. <br />Nelle Filippine Sud il gruppo terroristico di ispirazione islamica “Abu Sayyaf” ha annunciato di avere nelle proprie mani due ostaggi tedeschi , minacciandone la decapitazione se entro il 10 ottobre la Germania non pagherà 4 milioni di euro e se non interromperà la sua cooperazione nella lotta allo Stato Islamico in Iraq e Siria.<br />“E’ vero che Abu Sayyaf è un piccolo gruppo. Ma questa adesione alle campagne internazionali è pericolosa e va monitorata. E’ probabile non vi sia un rapporto diretto di incontri con altri gruppi terroristi internazionali, è un rapporto mediato dalle connessioni dei mass-media e delle nuove tecnologie. Ma gruppi come Abu Sayyaf agiscono per imitazione e sembrano aver ritrovato slancio” spiega a Fides p. Alejo. “Questo agire con la mentalità di un network desta preoccupazione. I piccoli gruppi si fanno forza e trovano terreno fertile nei giovani musulmani. A questo network del terrore bisogna opporre un network della solidarietà e del dialogo, nella società civile” aggiunge il religioso. “Nelle Filippine Sud bisogna unire, ad esempio, le scuole cattoliche e le parrocchie – prosegue p. Alejo – bisogna unire i capi dei villaggi. Urge una strategia della comunicazione coordinata, occorre riattivare un circolo della comunicazione positiva e costruttiva, perché ogni conflitto è frutto di una comunicazione sbagliata”. Il gesuita conclude: “E’ essenziale nelle Filippine Sud correggere le immagini violente e i pregiudizi, proponendo buone pratiche di dialogo e di pace”. Wed, 01 Oct 2014 00:00:00 +0200AMERICA/VENEZUELA - “La divisione non viene da Dio”: in marcia per la pace e per l’unità del paesehttp://www.fides.org/it/news/56046-AMERICA_VENEZUELA_La_divisione_non_viene_da_Dio_in_marcia_per_la_pace_e_per_l_unita_del_paesehttp://www.fides.org/it/news/56046-AMERICA_VENEZUELA_La_divisione_non_viene_da_Dio_in_marcia_per_la_pace_e_per_l_unita_del_paeseCiudad Guayana – "Nostra intenzione è far capire alla gente che come venezuelani non possiamo vivere divisi, la divisione non viene da Dio, viene dal diavolo”: sono le parole con cui Sua Ecc. Mons. Mariano Parra Sandoval, Vescovo di Ciudad Guayana , ha invitato tutta la comunità a partecipare alla “Marcia per la Pace” che si tiene ogni anno il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi. Mons. Parra ha inoltre precisato: “Dobbiamo rispettare e riconoscere gli altri che la pensano diversamente da noi, ma dobbiamo cercare l'unità e il dialogo per mettere fine alla violenza e alla morte, dobbiamo soprattutto seminare la vita".<br />Il Vescovo ha spiegato, secondo la nota inviata all’Agenzia Fides, che quest’anno la modalità della marcia sarà diversa: la marcia partirà infatti da alcune parrocchie e poi i partecipanti si incontreranno tutti nella piazza della chiesa di San Buenaventura, a San Felix. L'intenzione, spiega Mons. Parra, è che in ogni parrocchia e chiesa si organizzi una iniziativa significativa per riflettere sulla pace e sull'unità. Proprio per questo motivo il tema di quest’anno è: "In comunità, camminiamo per la pace". <br />“Desideriamo che ogni famiglia e ogni comunità rifletta sulla pace, per questo ci sarà una guida, una preghiera e qualche tema di riflessione" ha spiegato il Vescovo. Del resto la lettera del Santo Padre Francesco al Venezuela invitava espressamente alla pace e alla cessazione della violenza. Wed, 01 Oct 2014 00:00:00 +0200AMERICA/ECUADOR - Settimana della Famiglia a Guayaquil, ricchezza e rinnovamento della societàhttp://www.fides.org/it/news/56045-AMERICA_ECUADOR_Settimana_della_Famiglia_a_Guayaquil_ricchezza_e_rinnovamento_della_societahttp://www.fides.org/it/news/56045-AMERICA_ECUADOR_Settimana_della_Famiglia_a_Guayaquil_ricchezza_e_rinnovamento_della_societaGuayaquil – E' in pieno svolgimento nell’arcidiocesi di Guayaquil la "Settimana della Famiglia". Organizzata per la prima volta dalla Commissione per la Pastorale Familiare dell’arcidiocesi, la Settimana si svolge dal 29 settembre al 5 ottobre con diverse attività sul tema: "Famiglia cristiana: ricchezza e rinnovamento della società e del popolo di Dio". <br />Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, il primo giorno, 29 settembre, è stata celebrata una Messa con i nonni e i nipoti, presieduta da padre Freddy Barzallo, Coordinatore della pastorale familiare. Martedì 30 sono stati chiamati a riflettere sul tema della Settimana i sacerdoti e i religiosi nella mattina e i laici al pomeriggio. Tra le testimonianze offerte anche quella dall'ex Presidente della Repubblica, Gustavo Noboa. <br />La benedizione delle madri incinte e dei neonati, oggi primo ottobre, è presieduta da Sua Ecc. Mons. Giovanni Piccioli, Vescovo ausiliare, presso il Centro di Maternità, contemporaneamente si svolgerà anche in numerose parrocchie dell'arcidiocesi. Giovedì 2 si attendono nella Cattedrale Metropolitana di San Pietro Apostolo oltre 3500 giovani che hanno seguito un ciclo di conferenze sull'affettività in diversi centri parrocchiali e giovanili. Venerdì 3 la celebrazione comunitaria del sacramento del matrimonio in Cattedrale, mentre in ogni parrocchia ci sarà il rinnovo delle promesse matrimoniali. Sabato 4 in tutte le parrocchie e negli ospedali si celebrerà la Santa Messa per gli ammalati. <br />La chiusura della Settimana della Famiglia, domenica 5 ottobre, si svolgerà nella via principale Simón Bolívar, dove lungo la giornata tutti i gruppi laicali presenteranno il loro impegno e inviteranno i presenti a lavorare attivamente, all’interno e all’esterno della Chiesa, a favore della famiglia e della società. Wed, 01 Oct 2014 00:00:00 +0200