Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.VATICANO - “Abbiate un grande amore per la vostra missione”: il Card. Filoni al Collegio San Pietrohttp://www.fides.org/it/news/61800-VATICANO_Abbiate_un_grande_amore_per_la_vostra_missione_il_Card_Filoni_al_Collegio_San_Pietrohttp://www.fides.org/it/news/61800-VATICANO_Abbiate_un_grande_amore_per_la_vostra_missione_il_Card_Filoni_al_Collegio_San_PietroCittà del Vaticano – “I vostri Vescovi, nell’affidarvi alla nostra Congregazione, hanno ritenuto che qui voi avreste avuto un’adeguata «conoscenza» di Cristo e qui avreste appreso il senso di quella missione grande e al tempo stesso umile che vi aspetta… Vorrei che voi aveste, già fin d’ora, un grande amore per la vostra missione; direi meglio, una grande passione per la vostra missione. Aprite il cuore a quella missione!”. E’ l’esortazione che il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, ha rivolto ai sacerdoti ospiti del Collegio Missionario internazionale San Pietro apostolo, durante la Concelebrazione Eucaristica che ha presieduto nel pomeriggio di ieri, 22 febbraio, festa della Cattedra di San Pietro e Festa patronale del Collegio.<br />Come ha ricordato il Cardinale, il Collegio festeggia il 70° anniversario della fondazione, avvenuta il 18 gennaio 1947, “per intuizione e lungimiranza dell’Arcivescovo Celso Costantini, già Delegato Apostolico in Cina”. “In questa ricorrenza liturgica, dunque, così significativa – ha proseguito il Card. Filoni -, voi sacerdoti di Cristo provenienti da tanti posti, culture e Chiese locali, rappresentate bene quella moltitudine di popoli che si sono aperti al Vangelo e nel cui servizio voi intendete generosamente porvi. Non è secondario poi oggi ricordare, in continuità con la storia di questo Collegio, gli oltre 2700 Alunni che sono passati di qua, come pure i Padri Verbiti ai quali fin dall’inizio fu affidata la direzione del Collegio, le Religiose che hanno curato questa Casa ed il personale laico che ne ha garantito la funzionalità. E’ viva anche la nostra gratitudine per gli innumerevoli benefattori, senza dei quali questo Collegio non potrebbe proseguire l’opera di preparazione dei giovani sacerdoti provenienti dalle Chiese di Africa, Asia, Oceania e America”.<br />Commentando il Vangelo del giorno , il Prefetto del Dicastero Missionario ha rilevato che “dove esso viene proclamato lo stesso evento rivive nella Chiesa, che lo fa ancora suo e confessa con Pietro che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio”. Inoltre, come afferma lo stesso Signore, “la fede di Pietro in Gesù è un dono del Padre, è un dono di Dio, è un dono dall’alto”. “Possiamo anche dire che la fede di Pietro è intrinsecamente cristologica – ha proseguito -, cioè è un atto di amore per Cristo, ed è proprio questa fede cristologica che differenzia la fede di Pietro e della Chiesa da altre fedi”.<br />Gesù ha affidato a Pietro “ciò che ama e che gli appartiene profondamente e che nasce dall’offerta della sua vita”, “la Chiesa, quindi, non è né di Cefa, Pietro, né di Paolo, né di Apollo… La Chiesa appartiene a Cristo, non a noi! Per questo ogni scandalo, ogni sudiciume, ogni azione che tocca la Chiesa, viola quella consegna di amore fatta da Cristo a Pietro e viola quella confessione che Pietro fece una volta per tutti e per sempre: Tu sai che ti amo e che amo la tua Chiesa! Ciò vale, dunque, anche oggi e questo dovrebbe metterci in guardia, come sacerdoti, dalla tentazione di usare la Chiesa di Cristo per nostro tornaconto, per interessi poco nobili, per cercare posizioni privilegiate o per progetti umani estranei a Cristo e, Dio non voglia, per scandali!”<br />Il Card. Filoni ha proseguito: “L’amore di Pietro per Gesù e per la Chiesa nasce dalla sua esperienza di Cristo: Cristo gli cambiò la vita, ossia da pescatore di pesci lo fece pescatore di uomini; da pauroso che nega di conoscerlo, Gesù lo costituisce pastore di agnelli e pecorelle. L’incontro con Cristo fu sconvolgente, divenendo il punto di riferimento anche per la Chiesa e per la sua missione evangelizzatrice nel mondo. Noi non possiamo non pensare che Gesù non stia facendo con noi anche una storia altrettanto simile e bella”. Il Prefetto del Dicastero Missionario ha infine sottolineato l’importanza di non dimenticare mai il nostro incontro con Cristo, “perché aiuterà a rimettere in ordine la vita sacerdotale e orientarla nel senso giusto e corretto; al tempo stesso, mi rimette nella prospettiva della mia missione sacerdotale di consacrato perché io sia strumento, nella Chiesa di Cristo, di grazia e di bene tra le genti”. <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/it/attachments/view/file/CFil_om_22022017.doc">Il testo integrale dell’omelia del Cardinale, in italiano</a>Thu, 23 Feb 2017 12:18:34 +0100AFRICA/R.D.CONGO - Una catechista consacrata “diaconessa delle missioni” dal Patriarca greco ortodosso di Alessandriahttp://www.fides.org/it/news/61799-AFRICA_R_D_CONGO_Una_catechista_consacrata_diaconessa_delle_missioni_dal_Patriarca_greco_ortodosso_di_Alessandriahttp://www.fides.org/it/news/61799-AFRICA_R_D_CONGO_Una_catechista_consacrata_diaconessa_delle_missioni_dal_Patriarca_greco_ortodosso_di_AlessandriaKolwezi - Il Patriarca Theodoros II, Primate della Chiesa greco-ortodossa di Alessandria e di tutta l'Africa, ha consacrato come “diaconessa delle missioni” della Metropolia del Katanga la catechista Theano, al termine della divina liturgia per la festa di San Teodoro celebrata lo scorso 17 febbraio nel Centro missionario di Kolwezi . Lo riferiscono le fonti ufficiali del Patriarcato greco ortodosso di Alessandria e di tutta l'Africa, consultate dall'Agenzia Fides. Nella stessa circostanza, il Patriarca Theodoros ha anche affidato a tre suore e due catechisti un particolare mandato ecclesiale per sostenere il lavoro apostolico della comunità locale, soprattutto nell'amministrazione dei sacramenti del battesimo e del matrimonio. <br />Si tratta dei primi ministeri ecclesiali di questo tipo attribuiti dal Patriarcato greco ortodosso di Alessandria, a servizio della missione apostolica nel Continente africano. <br />Il Sinodo del Patriarcato greco-ortodosso di Alessandria e di tutta l'Africa, aveva deciso di ripristinare l'istituto del diaconato femminile, durante l'Assemblea sinodale svoltasi ad Alessandria d'Egitto dal 15 al 17 novembre 2016, sotto la presidenza del Patriarca Theodoros II. In quella occasione, era stata costituita una commissione di Vescovi “per un esame approfondito della questione”. A esporre in una relazione all'Assemblea sinodale il potenziale ruolo delle diaconesse nell'opera missionaria era stato il Metropolita Gregorios del Camerun. Nel comunicato finale dell'Assemblea sinodale, pervenuto all'Agenzia Fides, i membri del Sinodo del Patriarcato greco ortodosso di Alessandria avevano sottolineato che “i diversi approcci ai problemi della vita della Chiesa non sono per noi deviazioni dalla verità ortodossa, ma rappresentano l'adattamento alla realtà africana”. <br />La discussione sull'eventuale ripristino dell'ordinazione diaconale femminile e sul potenziale ruolo delle diaconesse nelle attività pastorali e nell'animazione missionaria è aperto da tempo all'interno di istituzioni teologiche dell'Ortodossia calcedonese. <br />Papa Francesco, lo scorso agosto, ha istituito una commissione di studio sul diaconato delle donne, presieduta dall'Arcivescovo gesuita Luis Francisco Ladaria Ferrer, segretario della Congregazione per la dottrina della fede. “A mio avviso” ha dichiarato nel novemvre 2016 l'Arcivescovo Ladaria Ferrer a l'Ancora online “il Papa vuole in questo momento fare uno studio oggettivo, non per arrivare ad una decisione, ma per studiare come stavano le cose nei primi tempi della Chiesa”. . Thu, 23 Feb 2017 12:18:17 +0100AFRICA/GHANA - Il Ghana verrà riconsacrato al Sacro Cuore di Gesùhttp://www.fides.org/it/news/61798-AFRICA_GHANA_Il_Ghana_verra_riconsacrato_al_Sacro_Cuore_di_Gesuhttp://www.fides.org/it/news/61798-AFRICA_GHANA_Il_Ghana_verra_riconsacrato_al_Sacro_Cuore_di_GesuAccra - Papa Francesco ha nominato il Card. Giuseppe Bertello suo Inviato speciale a presiedere la cerimonia ecumenica e interreligiosa per la riconsacrazione del Ghana al Sacro Cuore di Gesù. Il Card. Bertello presiederà inoltre la Messa di ringraziamento per il 60esimo Anniversario dell’indipendenza del Ghana e per il 40esimo Anniversario della istituzione della Nunziatura, rispettivamente il 4 e 5 marzo 2017.<br />La cerimonia avrà luogo presso la Cattedrale dello Spirito Santo ad Accra. Il Card. Bertello sarà assistito dal Nunzio Apostolico in Ghana e dal Presidente della Conferenza Episcopale del Ghana insieme ad altri Vescovi e leader religiosi.<br />Il Card. Giuseppe Bertello è il Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato della Città del Vaticano. E 'stato Pro-Nunzio Apostolico in Ghana, Togo e Benin dal 1987 al 1991.<br />Il Ghana è stato consacrato al Sacro Cuore di Gesù il 3 marzo 1957, dai Vescovi di allora del Ghana, nell’imminenza della proclamazione dell’indipendenza del Paese. <br />Thu, 23 Feb 2017 11:15:24 +0100AMERICA/VENEZUELA - L’ 82% delle famiglie venezuelane vive in condizioni di povertàhttp://www.fides.org/it/news/61797-AMERICA_VENEZUELA_L_82_delle_famiglie_venezuelane_vive_in_condizioni_di_povertahttp://www.fides.org/it/news/61797-AMERICA_VENEZUELA_L_82_delle_famiglie_venezuelane_vive_in_condizioni_di_povertaCaracas - A causa della grave crisi economica che continua a colpire il Venezuela, nel Paese mancano generi alimentari e prodotti di base. Stando alle proiezioni più sicure, l’indice di inflazione indicato dal Banco Central nel 2015 è del 180.9 %. Da un sondaggio, realizzato dalle università Central de Venezuela, Católica Andrés Bello e Simón Bolivar, emerge che l’82% delle famiglie nel Paese vive in condizioni di povertà, il 52% in povertà estrema, e solo il 18% delle famiglie non risultano povere. Lo studio, dal titolo Encuesta sobre Condiciones de Vida en Venezuela, è stato condotto su 6.500 famiglie nel 2016. Realizzato dal 2014 al 2016, ha registrato un cambiamento brutale della qualità della vita dei venezuelani passando dal 48% all’82% del tasso di povertà. Inoltre, secondo la ricerca, oltre 9 milioni e mezzo di venezuelani mangiano due volte o meno al giorno pasti spesso privi di proteine. <br /> <br />Thu, 23 Feb 2017 11:03:36 +0100ASIA/PAKISTAN - Il Peace Center: “La risposta al terrorismo è l'unità”http://www.fides.org/it/news/61796-ASIA_PAKISTAN_Il_Peace_Center_La_risposta_al_terrorismo_e_l_unitahttp://www.fides.org/it/news/61796-ASIA_PAKISTAN_Il_Peace_Center_La_risposta_al_terrorismo_e_l_unitaLahore – “La nostra risposta al terrorismo è l'unità. Continueremo a promuovere, con tutti gli uomini e le donne di buona volontà, la pace, la giustizia, l'armonia in Pakistan, di fronte alla minaccia terroristica che insanguina il paese”: lo dice al'Agenzia Fides il Domenicano p. James Channan, Direttore del “Peace Center” a Lahore, centro impegnato a promuovere il dialogo interreligioso, mentre la città di Lahore è sconvolta da nuovi attentati terroristici. <br />Nei giorni scorsi, dopo numerosi attacchi terroristici in tutto il paese , l'esercito pakistano ha lanciato un'operazione su scala nazionale contro il terrorismo. La fazione talebana "Jamat-ul-Ahrar", che ha rivendicato alcuni dei recenti attacchi, ha diffuso un video in cui si minacciano cristiani, indù, sikh, minoranze religiose e anche i musulmani, diffidando dal sostenere l'esercito o il governo del Pakistan. Secondo il gruppo telabano, i luoghi di culto e le minoranze religiose non saranno obiettivi se manterranno le distanze dal governo. I radicali hanno anche annunciato di voler colpire “tutti coloro che sono coinvolti nella blasfemia del Profeta”, un riferimento soprattutto per gli Ahmadi, minoranza musulmana ritenuta eretica.<br />“Colpiscono dappertutto – nota p. Channan a Fides – anche obiettivi soft come scuole, piazze, luoghi di culto, per creare panico e terrore. In questo momento di sfida, tutte le persone di buona volontà devono unirsi. Nei giorni scorsi abbiamo tenuto un seminario al Peace Center, cui hanno preso parte 35 tra leader religiosi e leader della società civile, interrogandoci sulla risposta della società pakistana al terrorismo. Tutti hanno concordato sull’urgenza di riscoprire gli obiettivi Onu di sviluppo sostenibile e sul costruire pace, giustizia, uguaglianza di genere”.<br />In particolare, spiega il Direttore, “i cristiani avvertono un senso di vulnerabilità, paura e insicurezza, specialmente per i raduni o le celebrazioni liturgiche come le messe domenicali. Ma la fede dei battezzati in Pakistan è forte e la gente, nonostante la paura, non smette di frequentare e affollare le chiese”. <br />Thu, 23 Feb 2017 11:00:55 +0100AMERICA/MESSICO - Diritti umani: in Messico e CentroAmerica un triste primato di violazionihttp://www.fides.org/it/news/61795-AMERICA_MESSICO_Diritti_umani_in_Messico_e_CentroAmerica_un_triste_primato_di_violazionihttp://www.fides.org/it/news/61795-AMERICA_MESSICO_Diritti_umani_in_Messico_e_CentroAmerica_un_triste_primato_di_violazioniWashington – E' stato presentato ieri, 22 febbraio, il Rapporto Annuale 2016 di Amnesty International in cui si afferma che nel 2016 si è verificata un'accelerazione della crisi dei diritti umani in America Latina. Paesi come Messico, Venezuela, El Salvador, Honduras e Guatemala sono stati tra i più colpiti dagli abusi e dalle impunità per le violazioni dei diritti umani.<br />"La crisi è interconnessa con tutto quello che succede nella regione" ha detto Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe. "Le azioni violente degli organi di sicurezza e la mancanza di una risposta efficace da parte delle autorità di far rispettare i diritti umani, rende sempre più complesso il modo di affrontare i problemi sociali in ogni paese".<br />Il caso del Messico, indicato dal rapporto come uno dei più gravi, rileva che "l'impunità per tortura e altri maltrattamenti è rimasta quasi assoluta". L'ufficio del procuratore in questo paese ha riferito che sono 4.715 i casi allo studio per questo tipo di abusi, ma c'erano più di tremila richieste pendenti di elaborazione.<br />Un altro elemento che rende più complesso il caso messicano è l'enorme afflusso di migranti che riceve ogni anno, a causa della sua vicinanza geografica agli Stati Uniti. Si stima che ogni anno circa 400.000 persone senza documenti attraversino il confine meridionale del Messico. Il documento mostra che fino a ottobre 2016 sono state presentate 6.898 domande di asilo, ma è stato concesso lo status di rifugiato solo a 2.162 persone. Il 93 per cento delle domande proviene da cittadini di El Salvador, Honduras e Guatemala.<br />"Il Messico vive una delle peggiori crisi dei diritti umani in tutto l'emisfero. Conta il maggior numero di espulsioni negli ultimi due anni: solo nel 2016 sono stati espulsi circa 150 mila cittadini di Guatemala, Honduras e El Salvador" ha detto Guevara-Rosas. Il rapporto conclude rilevando che, secondo il governo messicano, alla fine del 2016 sono state 29.917 le persone scomparse ed è stata registrata l'uccisione di 11 giornalisti. <br /> <br />Thu, 23 Feb 2017 11:00:53 +0100AFRICA/EGITTO - Dopo le minacce jihadiste, altri due cristiani copti uccisi nel Sinaihttp://www.fides.org/it/news/61794-AFRICA_EGITTO_Dopo_le_minacce_jihadiste_altri_due_cristiani_copti_uccisi_nel_Sinaihttp://www.fides.org/it/news/61794-AFRICA_EGITTO_Dopo_le_minacce_jihadiste_altri_due_cristiani_copti_uccisi_nel_SinaiIl Cairo - Due cristiani copti sono stati trovati assassinati mercoledì 22 febbraio nella penisola del Sinai del Nord, dopo che nei giorni scorsi era stato diffuso in rete un videomessaggio di fattura jihadista che annunciava nuovi attacchi contro la comunità cristiana e rivendicava di nuovo la strage di cristiani perpetrata lo scorso 11 dicembre nella chiesa di Botrosiya, nel complesso di edifici ecclesiastici adiacenti alla cattedrale copto-ortodossa del Cairo, che aveva provocato la morte di 29 persone. Secondo informazioni attribuite dai media a fonti anonime degli apparati di sicurezza, i corpi dei due copti assassinati sono stati trovati all'alba del 22 febbraio nei pressi di una scuola di al-Arish, capoluogo del Sinai del Nord. I due uomini uccisi, secondo alcune agenzie, sarebbero stati identificati come Saad Hana, di 65 anni, e suo figlio Medhat, di 45. Alcune ricostruzioni riferiscono che il corpo del primo è stato ritrovato crivellato da colpi di arma da fuoco, mentre il cadavere del secondo risulterebbe carbonizzato. <br />Con le ultime due vittime, si allunga a 6 la lista dei copti uccisi nella penisola del Sinai nelle ultime due settimane. Lo scorso 12 febbraio, killer mascherati su una motocicletta avevano ucciso un veterinario cristiano mentre era alla guida della sua auto, sempre ad al-Arish, dove alla fine di gennaio era stato assassinato anche un altro cristiano di 35 anni. <br />Dopo la diffusione del video-messaggio con le nuove minacce ai cristiani, diffuso da sedicenti affiliati egiziani dell'autoproclamato Stato Islamico , l'università di al Azhar, massimo centro religioso e culturale dell'islam sunnita, aveva diffuso un comunicato in cui veniva preannunciata la fine imminente del gruppo jihadista, e si indicavano i nuovi attacchi contro i cristiani come un tentativo di scatenare conflitti settari per cercare nuovi adepti. . Thu, 23 Feb 2017 10:52:28 +0100AMERICA/VENEZUELA - “Bisogna indire le elezioni, si devono rispettare gli accordi” chiede il Card. Urosahttp://www.fides.org/it/news/61793-AMERICA_VENEZUELA_Bisogna_indire_le_elezioni_si_devono_rispettare_gli_accordi_chiede_il_Card_Urosahttp://www.fides.org/it/news/61793-AMERICA_VENEZUELA_Bisogna_indire_le_elezioni_si_devono_rispettare_gli_accordi_chiede_il_Card_UrosaCaracas – Nessun rappresentante della Chiesa cattolica in Venezuela parteciperà alla tavola rotonda per il dialogo tra il governo e l'opposizione, fino a quando non sarà attivato il percorso elettorale annunciato lo scorso anno e che fino ad oggi non è stato iniziato dal Consiglio Nazionale Elettorale. Lo ha affermato ieri il Card. Jorge Urosa Savino, Arcivescovo di Caracas, nella chiesa dei Chiquinquirá, nella città di Caracas, dopo aver celebrato la Messa con un gruppo di pensionati che chiedono al governo nazionale di concedere un sussidio per questo settore, come informa la nota pervenuta a Fides.<br />"Devono essere rispettati gli accordi raggiunti in occasione della riunione del 30 ottobre, in sostanza definire e realizzare il percorso elettorale. Si scopre ora, e si dice che le elezioni non sono importanti, e il Consiglio Nazionale Elettorale non convoca le elezioni regionali, che dovevano essere fatte lo scorso anno. Bisogna convocare le elezioni al più presto" ha ribadito il Cardinale.<br /> <br />Thu, 23 Feb 2017 10:52:10 +0100AMERICA/BOLIVIA - “Una vita degna per tutta la vita”: a El Alto l’unico centro integrale per bambini disabilihttp://www.fides.org/it/news/61792-AMERICA_BOLIVIA_Una_vita_degna_per_tutta_la_vita_a_El_Alto_l_unico_centro_integrale_per_bambini_disabilihttp://www.fides.org/it/news/61792-AMERICA_BOLIVIA_Una_vita_degna_per_tutta_la_vita_a_El_Alto_l_unico_centro_integrale_per_bambini_disabiliEl Alto - Virgen Niña, è l’unico centro integrale per bambini disabili che si trova a El Alto, nella zona Los Andes. Promosso dalla omonima Associazione Virgen Niña, il centro è stato lanciato 23 anni fa su iniziativa di una religiosa italiana e oggi è presente nelle scuole Don Bosco della zona. I bambini disabili arrivano al centro con gravi problemi nutrizionali. Inizialmente funzionava come centro di appoggio integrale, in seguito, considerata la necessità di dare istruzione, è diventato una scuola, frequentata da piccoli dai sei mesi di età fino ai 12 anni. <br />Secondo le informazioni pervenute a Fides, i piccoli arrivano la mattina alle 8.30 e vanno via alle 16.30, fanno colazione, pranzano e fanno merenda. La mattina frequentano i corsi in una scuola speciale dove vengono integrati all’istruzione regolare. Ogni settimana hanno due sedute di fisioterapia, due di psicomotricità, una di idroterapia e, ogni 15 giorni una di logopedia. Il minimo dell’assistenza che un bimbo disabile richiede. I laboratori fissi prevedono tra gli altri corsi di pittura, danza, musica, psicomotricità, sport, computer. Il motto del centro è “una vita degna per tutta la vita”.<br /> <br />Thu, 23 Feb 2017 09:46:24 +0100ASIA/HONG KONG - Annuario diocesano: ad Hong Kong 591mila cattolici, 5mila più dell’anno precedentehttp://www.fides.org/it/news/61791-ASIA_HONG_KONG_Annuario_diocesano_ad_Hong_Kong_591mila_cattolici_5mila_piu_dell_anno_precedentehttp://www.fides.org/it/news/61791-ASIA_HONG_KONG_Annuario_diocesano_ad_Hong_Kong_591mila_cattolici_5mila_piu_dell_anno_precedenteHong Kong – A fine agosto 2016, ad Hong Kong risultavano 591.000 cattolici su una popolazione di 7.346.700 abitanti. La cifra dei cattolici è contenuta nel nuovo Annuario della Chiesa di Hong Kong, pubblicato di recente, mentre per la popolazione ci si riferisce ai dati delle autorità statali. <br />Secondo l’Hong Kong Catholic Church Directory, pubblicato anche sul sito del settimanale diocesano Kong Kao Po, dei 591.000 cattolici di Hong Kong 389.000 sono locali, cioè residenti ad Hong Kong , mentre gli altri 202.000 sono immigrati, e tra questi i filippini sono i più numerosi . <br />Negli ultimi sei anni si registra una media di circa 6.000 battezzati all’anno: nello scorso anno ci sono stati 6.633 battesimi. Inoltre 1.100 coppie hanno celebrato il sacramento del matrimonio.<br />Secondo l’Annuario, pervenuto a Fides, ad Hong Kong ci sono 98 chiese, di cui 52 sono parrocchie. Inoltre, risiedono ad Hong Kong 2 Cardinali, un Coadiutore, un Ausiliare, 288 sacerdoti , 469 religiose , 58 fratelli religiosi, 25 diaconi permanenti, 1.558 catechisti, 24 seminaristi, 28 novizi , 10.464 catecumeni. <br />La diocesi di Hong Kong rende infine una viva testimonianza di fede attraverso un variegato impegno sociale, soprattutto nell’ambito sanitario , nel campo dell’istruzione e nel servizio caritativo, attraverso i centri per anziani e per l’assistenza delle famiglie e di tipo sociale .<br /> <br />Thu, 23 Feb 2017 08:34:53 +0100ASIA/IRAQ - Nel nuovo disegno di legge sul Parlamento, un seggio in più riservato ai cristianihttp://www.fides.org/it/news/61790-ASIA_IRAQ_Nel_nuovo_disegno_di_legge_sul_Parlamento_un_seggio_in_piu_riservato_ai_cristianihttp://www.fides.org/it/news/61790-ASIA_IRAQ_Nel_nuovo_disegno_di_legge_sul_Parlamento_un_seggio_in_piu_riservato_ai_cristianiBaghdad – Un disegno di legge per rivedere la distribuzione dei seggi della Camera dei rappresentanti tra le diverse circoscrizioni elettorali irachene, pubblicato dalle istituzioni parlamentari competenti nella giornata di lunedì 20 febbraio, prevede anche l'aumento di seggi riservati alle minoranze cristiane, che passerebbero da cinque a sei, con l'aggiunta di un seggio riservato ai cristiani armeni nella capitale Baghdad. I seggi della nuova Assemblea parlamentare, secondo il disegno da sottoporre alla discussione delle forze politiche, passerebbero da 325 a 328, con 318 di essi distribuiti tra le diverse province in base ai confini amministrativi. Sabei, mandei e yazidi avrebbero nel nuovo Parlamento un solo seggio garantito per ciascuna delle tre minoranze. <br />Nel frattempo il Patriarca caldeo Louis Raphael I Sako, incontrando domenica 19 febbraio a Erbil alcuni autorevoli rappresentanti della Lega Caldea, ha rinnovato l'appello a mettere in atto processi di riconciliazione e di cooperazione tra tutte le componenti sociali, etniche e religiose presenti in Iraq, evitando di trasformare anche i riferimenti alle diverse appartenenze confessionali dei cristiani in pretesto per accentuare le derive settarie che continuano a minacciare l'unità del Paese. . Wed, 22 Feb 2017 12:37:34 +0100VATICANO - Appello del Papa per il Sud Sudan: non fermarsi solo alle dichiarazionihttp://www.fides.org/it/news/61789-VATICANO_Appello_del_Papa_per_il_Sud_Sudan_non_fermarsi_solo_alle_dichiarazionihttp://www.fides.org/it/news/61789-VATICANO_Appello_del_Papa_per_il_Sud_Sudan_non_fermarsi_solo_alle_dichiarazioniCittà del Vaticano – Al termine dell’udienza generale di oggi, in piazza san Pietro, il Santo Padre Francesco ha lanciato un appello per la tragica situazione in Sud Suda, con queste parole: “Destano particolare apprensione le dolorose notizie che giungono dal martoriato Sud Sudan, dove ad un conflitto fratricida si unisce una grave crisi alimentare che colpisce la Regione del Corno d’Africa e che condanna alla morte per fame milioni di persone, tra cui molti bambini. In questo momento è più che mai necessario l’impegno di tutti a non fermarsi solo a dichiarazioni, ma a rendere concreti gli aiuti alimentari e a permettere che possano giungere alle popolazioni sofferenti. Il Signore sostenga questi nostri fratelli e quanti operano per aiutarli”. Wed, 22 Feb 2017 12:22:26 +0100AFRICA/MALI - Bogotà invia un gruppo speciale antisequestri per indagare sulla suora colombiana rapitahttp://www.fides.org/it/news/61788-AFRICA_MALI_Bogota_invia_un_gruppo_speciale_antisequestri_per_indagare_sulla_suora_colombiana_rapitahttp://www.fides.org/it/news/61788-AFRICA_MALI_Bogota_invia_un_gruppo_speciale_antisequestri_per_indagare_sulla_suora_colombiana_rapitaBamako - Il gruppo speciale antisequestri Gaula della polizia nazionale della Colombia è stato inviato in Mali per aiutare le autorità locali a ritrovare suor Gloria Cecilia Narváez Argoti della Congregazione delle Suore Francescane di Maria Immacolata, sequestrata a Karangasso nel sud del Mali .<br />Come l’Agenzia Fides apprende da fonti colombiane, il gruppo Guala è specializzato nella ricerca di persone sequestrate e dispone di competenze tecniche e d’intelligence. Gli agenti colombiani lavoreranno insieme ai loro omologhi maliani e a quelli di almeno un Paese europeo che sono già impegnati nelle ricerche della religiosa. I rapitori di suor Cecilia hanno affermato di essere jihadisti, ma al momento non si hanno conferme sulla matrice del rapimento. <br />Wed, 22 Feb 2017 12:08:54 +0100ASIA/TERRA SANTA - L'esercito israeliano inizia la demolizione di villaggi beduini. A rischio anche la “Scuola di Gomme”http://www.fides.org/it/news/61787-ASIA_TERRA_SANTA_L_esercito_israeliano_inizia_la_demolizione_di_villaggi_beduini_A_rischio_anche_la_Scuola_di_Gommehttp://www.fides.org/it/news/61787-ASIA_TERRA_SANTA_L_esercito_israeliano_inizia_la_demolizione_di_villaggi_beduini_A_rischio_anche_la_Scuola_di_GommeGerusalemme – I bulldozer dell'esercito israeliano sono già entrati in azione per realizzare l'annunciata demolizione di villaggi beduini situati nei territori della Cisgiordania occupata, a est di Gerusalemme, in un'area considerata strategica per la creazione e l'espansione di nuovi insediamenti di coloni. La prima abitazione beduina è stata demolita nel villaggio di Tabana, lunedì 20 febbraio. Il piano messo in atto prevede lo spostamento forzato dei beduini dei villaggi di Khan Al Ahmer, di Abu Hindi e Abu Nawar, quest'ultimo molto vicino all’insediamento israeliano di Ma’ale Adumim. <br />Suor Azezet e suor Agnese, religiose comboniane coinvolte anche nell'animazione di 8 piccoli asili dell'area, raccontano all'Agenzia Fides i sentimenti di ansia, paura e frustrazione registrati tra i beduini colpiti dal piano di demolizione e spostamento forzato, a cominciare dai bambini. Nel villaggio di Khan Al Ahmer, con 42 baracche, la cui demolizione effettiva è stata annunciata per giovedì 23 febbraio, sorge anche la famosa “Scuola di Gomme”, frequentata da 178 bambini della tribù beduina dei Jahalin, che potrebbe presto essere fatta a pezzi dai buldozer. “Chi distrugge le scuole distrugge il futuro”, fanno notare gli insegnanti della scuola. <br />La Scuola di Gomme è una struttura realizzata con 2.200 vecchi pneumatici appoggiati uno sull’altro, come fossero mattoni, riempiti di terra e pressati. I coloni chiedono di abbattere una scuola definita 'illegale' perchè sorta senza il permesso delle autorità di occupazione militare, nonostante la scuola sia priva di elementi architettonici “permanenti”, tirata su senza cemento e fondamenta, proprio per non contravvenire ai regolamenti militari che vietano la costruzione non autorizzata di edifici nell'Area C, quella in cui rientra il 60% della Cisgiordania, sotto il controllo di Israele. <br />Sulla Scuola di Gomme grava una sentenza di demolizione sin dalla sua costruzione, avvenuta nel 2009. Negli ultimi anni, la demolizione effettiva della struttura è stata a più riprese sollecitata dai coloni che vivono nella zona. Nel 2014, i giudici israeliani avevano chiesto alle parti di trovare un accordo, riconoscendo l’utilità sociale della scuola. <br />La rimozione della scuola faciliterebbe l'espansione della colonia di Kfar Adumim. Tutta l’area, nel cosiddetto corridoio E1, è coinvolta nel progetto che mira a estendere fino alla colonia ebraica di Ma'ale Adumim il Muro di separazione, costruito in gran parte su territori palestinesi. Già nel 2014, l'esercito israeliano aveva realizzato un intervento presso la scuola per sequestrare alcune attrezzature di gioco per i bambini donate dalla Cooperazione italiana. <br />“In questa situazione di grande incertezza” riferiscono le Suore comboniane “anche noi abbiamo sperimentato frustrazione di fronte a tanta ingiustizia e violazione dei diritti umani, oltre alla incapacità di trovare parole di conforto e di consolazione... Chiediamo preghiera e giustizia per questi nostri fratelli e sorelle e che il Signore della misericordia intervenga in loro favore”. . Wed, 22 Feb 2017 10:59:06 +0100ASIA/PAKISTAN - Linciaggio a Lahore: 42 cristiani condannati per terrorismohttp://www.fides.org/it/news/61786-ASIA_PAKISTAN_Linciaggio_a_Lahore_42_cristiani_condannati_per_terrorismohttp://www.fides.org/it/news/61786-ASIA_PAKISTAN_Linciaggio_a_Lahore_42_cristiani_condannati_per_terrorismoLahore - Un tribunale antiterrorismo di Lahore ha condannato 42 cristiani per terrorismo. Come appreso da Fides, la Corte ha pronunciato la condanna per i cittadini cristiani accusati del linciaggio avvenuto in seguito agli attentati a due chiese nel quartiere di Youhanabad, a Lahore, il 15 marzo 2015. <br />Dopo le bombe, era divampata la protesta dei fedeli che hanno fermato e ucciso - in un gesto condannato da tutti i leader cristiani -, due musulmani sospettati di essere autori o complici degli attentatori. Nei giorni successivi, la polizia aveva compiuto diversi raid nel quartiere arrestando circa 500 persone e poi confermando il fermo per 84 cristiani, accusandoli di omicidio e terrorismo. Tra costoro, 42 sono stati scagionati nell’estate 2016. Tra gli altri 42 condannati oggi, tre attivisti per i diritti umani sono stati etichettati come "istigatori di violenza". I cristiani sostengono che gli omicidi sono stati compiuti da alcuni agitatori, infiltrati nella comunità.<br />La Commissione nazionale Giustizia e Pace dei Vescovi cattolici, in un comunicato inviato a Fides, esprime delusione “perchè le forze dell'ordine e le autorità si sono concentrate solo sul pur deplorevole evento del linciaggio, da condannare con forza, mentre gli autori dell'attentato criminale alle chiese, contro fedeli innocenti in preghiera, sono ancora impuniti".<br />Secondo l'Ong "Centre for Legal Aid, Assistance and Settlement” almeno 32 imputati "sono accusati ingiustamente" e nel verdetto possono aver pesato le pressioni di estremisti islamici. <br />Per prevenire incidenti di tal genere, nei giorni scorsi l’Assemblea nazionale del Pakistan ha approvato il “Criminal Laws Amendment Act 2016", legge che punisce settarismo, conversioni forzate e linciaggio di massa. Il testo, che per entrare in vigore deve essere firmato dal Presidente della nazione, è stato accolto come un passo avanti per le condizioni delle minoranze religiose. Le nuove disposizioni emendano alcune leggi già esistenti prescrivendo il carcere da uno a tre anni per incitamento all'odio religioso e alla violenza, mentre prevedono la reclusione fino a 10 anni nei casi di matrimoni forzati di ragazze minorenni o donne appartenenti alle minoranze. Inoltre il testo rende perseguibile penalmente il linciaggio da parte di “folle che assumono la legge nelle proprie mani”. Wed, 22 Feb 2017 10:56:53 +0100AMERICA/HAITI - Circa 4 mila detenuti in attesa di giustizia, aumentano i morti per fame e degradohttp://www.fides.org/it/news/61785-AMERICA_HAITI_Circa_4_mila_detenuti_in_attesa_di_giustizia_aumentano_i_morti_per_fame_e_degradohttp://www.fides.org/it/news/61785-AMERICA_HAITI_Circa_4_mila_detenuti_in_attesa_di_giustizia_aumentano_i_morti_per_fame_e_degradoPort au Prince – Ieri, 21 febbraio, presso la chiesa di St. Anne a Port au Prince, padre Jean Robert Louis ha celebrato alla presenza dei familiari, i funerali di 20 detenuti del Penitenziario Nazionale morti per malnutrizione, in condizioni di miseria e mancanza d'igiene. Solo pochi giorni fa, l'agenzia Associated Press aveva segnalato la terribile situazione dei carcerati nella capitale.<br />Secondo fonti di Fides, il Penitenziario Nazionale di Port-au-Prince ha una capacità di 778 detenuti, questo significa 2,25 m2 per detenuto sotto degli standard internazionali che definiscono la superficie minima per detenuto a 4,50 m2. In realtà, a causa del sovraffollamento, il Penitenziario Nazionale nel mese di gennaio 2017 conta 4.257 prigionieri, quindi ognuno ha meno della metà di un metro quadro di spazio vitale. La gravità della situazione è testimoniata anche dal fatto che solo 548 detenuti di questa prigione sono stati condannati, tutti gli altri sono in carcere senza processo, che alcuni attendono anche molti anni.<br />In questo carcere nel 2016 sono morti 60 detenuti a causa di malattie e cattiva sanità. Tra il 1° e il 19 gennaio c’è stato un aumento dei decessi rispetto ai mesi precedenti. Le cause di morte, segnalate dalle autorità carcerarie, sono: anemia grave, arresto cardiaco, insufficienza respiratoria, tubercolosi polmonare, shock ipovolemico e gastroenterite.<br />Padre Jean Louis Robert, che aveva celebrato anche i funerali di altri detenuti nel mese di gennaio, ha ribadito l'impegno della Commissione per la pastorale carceraria della sua parrocchia per continuare a sostenere questo tipo di iniziative, di celebrare i funerali e seppellire i morti. In precedenza i prigionieri deceduti venivano gettati in una fossa comune, molto spesso senza informare le famiglie.<br /> <br />Wed, 22 Feb 2017 10:48:14 +0100ASIA/INDONESIA - Seminari di educazione sanitaria per gli studenti e una medical mission per oltre 600 malatihttp://www.fides.org/it/news/61784-ASIA_INDONESIA_Seminari_di_educazione_sanitaria_per_gli_studenti_e_una_medical_mission_per_oltre_600_malatihttp://www.fides.org/it/news/61784-ASIA_INDONESIA_Seminari_di_educazione_sanitaria_per_gli_studenti_e_una_medical_mission_per_oltre_600_malatiMaumere - Fin dal loro arrivo nella diocesi di Maumere, sull’isola di Flores, Indonesia, nel 2009, i religiosi Camilliani hanno promosso la celebrazione della Giornata Mondiale del Malato con varie iniziative nella diocesi. “Anche quest’anno, la Giornata ha attirato e stimolato l’interesse delle autorità sanitarie locali che hanno collaborato con i nostri missionari nell’organizzare alcune attività in favore dei malati”. Lo racconta a Fides padre Luigi Galvani, MI, missionario impegnato da anni sull’isola. <br />“Nei giorni precedenti la Giornata, infatti, sono state organizzate diverse iniziative. Tra queste, un gruppo di medici e infermiere, insieme ai nostri seminaristi, hanno promosso seminari di educazione sanitaria tra gli studenti di diverse scuole” continua padre Galvani. “Inoltre, nei giorni 4 e 5 Febbraio, 6 medici, 15 infermiere e 35 seminaristi Camilliani hanno portato avanti una medical mission in un lontano villaggio di montagna. Oltre 600 i malati assistiti, tra cui alcuni affetti da HIV e numerose mamme con seri problemi di gravidanza. I nostri seminaristi invece hanno contribuito visitando i malati e gli anziani nelle loro case, insegnando il catechismo ai bambini, proponendo temi di igiene e buona salute. A conclusione di queste due giornate nel villaggio di Wolofeo, viva e commovente è stata la Santa Messa domenicale per i malati, tenutasi per la prima volta nel villaggio, con l’animazione del coro formato da medici, infermiere e seminaristi. Molto attesa e ben partecipata, infine, è stata la celebrazione diocesana per i malati, tenutasi domenica 12 febbraio, nella parrocchia periferica della città, Bolawolon”. <br /> <br />Wed, 22 Feb 2017 09:59:13 +0100AFRICA/NIGERIA - I Vescovi di Ibadan: “È ora che il governo dimostri di saper mantenere le promesse”http://www.fides.org/it/news/61783-AFRICA_NIGERIA_I_Vescovi_di_Ibadan_E_ora_che_il_governo_dimostri_di_saper_mantenere_le_promessehttp://www.fides.org/it/news/61783-AFRICA_NIGERIA_I_Vescovi_di_Ibadan_E_ora_che_il_governo_dimostri_di_saper_mantenere_le_promesseAbuja - “Dopo due anni di governo della corrente amministrazione, i nigeriani non devono più sentirsi dire che i mali del presente derivano dalle scelte delle passate amministrazioni. I nostri governi, a livello federale e statale, hanno avuto abbastanza tempo per dimostrare le capacità di portare a compimento i cambiamenti promessi ai nigeriani” affermano i Vescovi della Provincia Ecclesiastica di Ibadan, in un comunicato pubblicato al termine della loro Assemblea, pervenuto a Fides.<br />Le consultazioni del 2015 hanno visto l’elezione a Presidente della Federazione, di Muhammadu Buhari, che ha suscitato caute speranze con le sua campagna anticorruzione e le annunciate riforme economiche. Le condizioni economiche della Nigeria sono però peggiorate a causa del crollo dei prezzi del petrolio degli ultimi anni e, come notano i Vescovi, ci sono nigeriani che soffrono la recessione delle loro entrate economiche.<br />“C’è un senso di disperazione” affermano i Vescovi. “Questa situazione provoca un sentimento generale perverso che si manifesta nella proliferazione di false notizie, scontri violenti, appelli alla divisione della Nigeria oltre alla criminalità dilagante. È urgente e necessario restaurare la fiducia dei nigeriani nella loro nazione”.<br />I Vescovi, dopo aver notato che la campagna anticorruzione del Presidente Muhammadu Buhari “sta perdendo vigore”, chiedono al governo di difendere i cittadini di fronte alle violenze soprattutto dei pastori Fulani e di cercare di migliorare le condizioni economiche in primo luogo creando nuovi posti di lavoro. <br />Wed, 22 Feb 2017 09:28:28 +0100AMERICA/VENEZUELA - Più di 650 partecipanti al V Congresso dell'Infanzia e Adolescenza Missionariahttp://www.fides.org/it/news/61782-AMERICA_VENEZUELA_Piu_di_650_partecipanti_al_V_Congresso_dell_Infanzia_e_Adolescenza_Missionariahttp://www.fides.org/it/news/61782-AMERICA_VENEZUELA_Piu_di_650_partecipanti_al_V_Congresso_dell_Infanzia_e_Adolescenza_MissionariaCaracas – Con l'arrivo di 650 partecipanti da tutto il paese, sabato 25 febbraio apre le porte a Caracas il V Congresso Nazionale dell’Infanzia e Adolescenza Missionaria . Lo scopo dei tre giorni d'incontro, che si conclude il 27 febbraio, è incoraggiare l'impegno missionario dei giovani partecipanti in modo da contagiare di entusiasmo gli altri membri della IAM in tutto il paese.<br />Con lo slogan “Con Cristo nasce e rinasce sempre la mia gioia” il CONIAM vuole anche celebrare i 52 anni di fondazione di questa Pontificia Opera Missionaria in Venezuela. Il programma prevede una serie di attività per riflettere, pregare, celebrare e fare festa tenendo in considerazione i principali temi che scandiscono la vita annuale della IAM.<br />L'incontro verrà inaugurato da padre Endeer Zapata, Direttore Nazionale delle POM in Venezuela, che introdurrà la Messa di apertura, presieduta dall’Arcivescovo Aldo Giordano, Nunzio Apostolico in Venezuela<br /> <br />Wed, 22 Feb 2017 08:46:11 +0100AFRICA/EGITTO - Anche la voce “religione” nei moduli da compilare per il prossimo censimentohttp://www.fides.org/it/news/61781-AFRICA_EGITTO_Anche_la_voce_religione_nei_moduli_da_compilare_per_il_prossimo_censimentohttp://www.fides.org/it/news/61781-AFRICA_EGITTO_Anche_la_voce_religione_nei_moduli_da_compilare_per_il_prossimo_censimentoIl Cairo – Per la prima volta negli ultimi 30 anni, il prossimo censimento della popolazione egiziana, che sarà condotto dall'Agenzia centrale di statistica e mobilità sociale, includerà nei moduli di raccolta dati anche uno spazio dove poter segnalare la propria confessione religiosa. Abu Bakr Gendy, capo dell'Agenzia incaricata, ha riferito che la segnalazione della propria fede religiosa nei moduli utilizzati per il censimento sarà facoltativa, in ottemperanza agli standard internazionali seguiti in questo tipo di raccolte dati. Il censimento offrirà comunque elementi utili per verificare la consistenza numerica reale delle diverse comunità religiose. In alcune zone dell'Egitto, il consistente aumento numerico delle comunità cristiane non è stato registrato in alcun modo dalle autorità locali. Dagli anni Novanta gli uffici incaricati del censimento e delle statistiche demografiche non aggiornano i dati sulla consistenza numerica delle comunità cristiane egiziane, a partire da quella copta, che secondo alcuni analisti, negli ultimi lustri, avrebbe abbondantemente superato la soglia dei dieci milioni. Tue, 21 Feb 2017 12:57:48 +0100