Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.AMERICA/BOLIVIA - “Una vita degna per tutta la vita”: a El Alto l’unico centro integrale per bambini disabilihttp://www.fides.org/it/news/61792-AMERICA_BOLIVIA_Una_vita_degna_per_tutta_la_vita_a_El_Alto_l_unico_centro_integrale_per_bambini_disabilihttp://www.fides.org/it/news/61792-AMERICA_BOLIVIA_Una_vita_degna_per_tutta_la_vita_a_El_Alto_l_unico_centro_integrale_per_bambini_disabiliEl Alto - Virgen Niña, è l’unico centro integrale per bambini disabili che si trova a El Alto, nella zona Los Andes. Promosso dalla omonima Associazione Virgen Niña, il centro è stato lanciato 23 anni fa su iniziativa di una religiosa italiana e oggi è presente nelle scuole Don Bosco della zona. I bambini disabili arrivano al centro con gravi problemi nutrizionali. Inizialmente funzionava come centro di appoggio integrale, in seguito, considerata la necessità di dare istruzione, è diventato una scuola, frequentata da piccoli dai sei mesi di età fino ai 12 anni. <br />Secondo le informazioni pervenute a Fides, i piccoli arrivano la mattina alle 8.30 e vanno via alle 16.30, fanno colazione, pranzano e fanno merenda. La mattina frequentano i corsi in una scuola speciale dove vengono integrati all’istruzione regolare. Ogni settimana hanno due sedute di fisioterapia, due di psicomotricità, una di idroterapia e, ogni 15 giorni una di logopedia. Il minimo dell’assistenza che un bimbo disabile richiede. I laboratori fissi prevedono tra gli altri corsi di pittura, danza, musica, psicomotricità, sport, computer. Il motto del centro è “una vita degna per tutta la vita”.<br /> <br />Thu, 23 Feb 2017 09:46:24 +0100ASIA/HONG KONG - Annuario diocesano: ad Hong Kong 591mila cattolici, 5mila più dell’anno precedentehttp://www.fides.org/it/news/61791-ASIA_HONG_KONG_Annuario_diocesano_ad_Hong_Kong_591mila_cattolici_5mila_piu_dell_anno_precedentehttp://www.fides.org/it/news/61791-ASIA_HONG_KONG_Annuario_diocesano_ad_Hong_Kong_591mila_cattolici_5mila_piu_dell_anno_precedenteHong Kong – A fine agosto 2016, ad Hong Kong risultavano 591.000 cattolici su una popolazione di 7.346.700 abitanti. La cifra dei cattolici è contenuta nel nuovo Annuario della Chiesa di Hong Kong, pubblicato di recente, mentre per la popolazione ci si riferisce ai dati delle autorità statatali. <br />Secondo l’Hong Kong Catholic Church Directory, pubblicato anche sul sito del settimanale diocesano Kong Kao Po, dei 591.000 cattolici di Hong Kong 389.000 sono locali, cioè residenti ad Hong Kong , mentre gli altri 202.000 sono immigrati, e tra questi i filippini sono i più numerosi . <br />Negli ultimi sei anni si registra una media di circa 6.000 battezzati all’anno: nello scorso anno ci sono stati 6.633 battesimi. Inoltre 1.100 coppie hanno celebrato il sacramento del matrimonio.<br />Secondo l’Annuario, pervenuto a Fides, ad Hong Kong ci sono 98 chiese, di cui 52 sono parrocchie. Inoltre, risiedono ad Hong Kong 2 Cardinali, un Coadiutore, un Ausiliare, 288 sacerdoti , 469 religiose , 58 fratelli religiosi, 25 diaconi permanenti, 1.558 catechisti, 24 seminaristi, 28 novizi , 10.464 catecumeni. <br />La diocesi di Hong Kong rende infine una viva testimonianza di fede attraverso un variegato impegno sociale, soprattutto nell’ambito sanitario , nel campo dell’istruzione e nel servizio caritativo, attraverso i centri per anziani e per l’assistenza delle famiglie e di tipo sociale .<br /> <br />Thu, 23 Feb 2017 08:34:53 +0100ASIA/IRAQ - Nel nuovo disegno di legge sul Parlamento, un seggio in più riservato ai cristianihttp://www.fides.org/it/news/61790-ASIA_IRAQ_Nel_nuovo_disegno_di_legge_sul_Parlamento_un_seggio_in_piu_riservato_ai_cristianihttp://www.fides.org/it/news/61790-ASIA_IRAQ_Nel_nuovo_disegno_di_legge_sul_Parlamento_un_seggio_in_piu_riservato_ai_cristianiBaghdad – Un disegno di legge per rivedere la distribuzione dei seggi della Camera dei rappresentanti tra le diverse circoscrizioni elettorali irachene, pubblicato dalle istituzioni parlamentari competenti nella giornata di lunedì 20 febbraio, prevede anche l'aumento di seggi riservati alle minoranze cristiane, che passerebbero da cinque a sei, con l'aggiunta di un seggio riservato ai cristiani armeni nella capitale Baghdad. I seggi della nuova Assemblea parlamentare, secondo il disegno da sottoporre alla discussione delle forze politiche, passerebbero da 325 a 328, con 318 di essi distribuiti tra le diverse province in base ai confini amministrativi. Sabei, mandei e yazidi avrebbero nel nuovo Parlamento un solo seggio garantito per ciascuna delle tre minoranze. <br />Nel frattempo il Patriarca caldeo Louis Raphael I Sako, incontrando domenica 19 febbraio a Erbil alcuni autorevoli rappresentanti della Lega Caldea, ha rinnovato l'appello a mettere in atto processi di riconciliazione e di cooperazione tra tutte le componenti sociali, etniche e religiose presenti in Iraq, evitando di trasformare anche i riferimenti alle diverse appartenenze confessionali dei cristiani in pretesto per accentuare le derive settarie che continuano a minacciare l'unità del Paese. . Wed, 22 Feb 2017 12:37:34 +0100VATICANO - Appello del Papa per il Sud Sudan: non fermarsi solo alle dichiarazionihttp://www.fides.org/it/news/61789-VATICANO_Appello_del_Papa_per_il_Sud_Sudan_non_fermarsi_solo_alle_dichiarazionihttp://www.fides.org/it/news/61789-VATICANO_Appello_del_Papa_per_il_Sud_Sudan_non_fermarsi_solo_alle_dichiarazioniCittà del Vaticano – Al termine dell’udienza generale di oggi, in piazza san Pietro, il Santo Padre Francesco ha lanciato un appello per la tragica situazione in Sud Suda, con queste parole: “Destano particolare apprensione le dolorose notizie che giungono dal martoriato Sud Sudan, dove ad un conflitto fratricida si unisce una grave crisi alimentare che colpisce la Regione del Corno d’Africa e che condanna alla morte per fame milioni di persone, tra cui molti bambini. In questo momento è più che mai necessario l’impegno di tutti a non fermarsi solo a dichiarazioni, ma a rendere concreti gli aiuti alimentari e a permettere che possano giungere alle popolazioni sofferenti. Il Signore sostenga questi nostri fratelli e quanti operano per aiutarli”. Wed, 22 Feb 2017 12:22:26 +0100AFRICA/MALI - Bogotà invia un gruppo speciale antisequestri per indagare sulla suora colombiana rapitahttp://www.fides.org/it/news/61788-AFRICA_MALI_Bogota_invia_un_gruppo_speciale_antisequestri_per_indagare_sulla_suora_colombiana_rapitahttp://www.fides.org/it/news/61788-AFRICA_MALI_Bogota_invia_un_gruppo_speciale_antisequestri_per_indagare_sulla_suora_colombiana_rapitaBamako - Il gruppo speciale antisequestri Gaula della polizia nazionale della Colombia è stato inviato in Mali per aiutare le autorità locali a ritrovare suor Gloria Cecilia Narváez Argoti della Congregazione delle Suore Francescane di Maria Immacolata, sequestrata a Karangasso nel sud del Mali .<br />Come l’Agenzia Fides apprende da fonti colombiane, il gruppo Guala è specializzato nella ricerca di persone sequestrate e dispone di competenze tecniche e d’intelligence. Gli agenti colombiani lavoreranno insieme ai loro omologhi maliani e a quelli di almeno un Paese europeo che sono già impegnati nelle ricerche della religiosa. I rapitori di suor Cecilia hanno affermato di essere jihadisti, ma al momento non si hanno conferme sulla matrice del rapimento. <br />Wed, 22 Feb 2017 12:08:54 +0100ASIA/TERRA SANTA - L'esercito israeliano inizia la demolizione di villaggi beduini. A rischio anche la “Scuola di Gomme”http://www.fides.org/it/news/61787-ASIA_TERRA_SANTA_L_esercito_israeliano_inizia_la_demolizione_di_villaggi_beduini_A_rischio_anche_la_Scuola_di_Gommehttp://www.fides.org/it/news/61787-ASIA_TERRA_SANTA_L_esercito_israeliano_inizia_la_demolizione_di_villaggi_beduini_A_rischio_anche_la_Scuola_di_GommeGerusalemme – I bulldozer dell'esercito israeliano sono già entrati in azione per realizzare l'annunciata demolizione di villaggi beduini situati nei territori della Cisgiordania occupata, a est di Gerusalemme, in un'area considerata strategica per la creazione e l'espansione di nuovi insediamenti di coloni. La prima abitazione beduina è stata demolita nel villaggio di Tabana, lunedì 20 febbraio. Il piano messo in atto prevede lo spostamento forzato dei beduini dei villaggi di Khan Al Ahmer, di Abu Hindi e Abu Nawar, quest'ultimo molto vicino all’insediamento israeliano di Ma’ale Adumim. <br />Suor Azezet e suor Agnese, religiose comboniane coinvolte anche nell'animazione di 8 piccoli asili dell'area, raccontano all'Agenzia Fides i sentimenti di ansia, paura e frustrazione registrati tra i beduini colpiti dal piano di demolizione e spostamento forzato, a cominciare dai bambini. Nel villaggio di Khan Al Ahmer, con 42 baracche, la cui demolizione effettiva è stata annunciata per giovedì 23 febbraio, sorge anche la famosa “Scuola di Gomme”, frequentata da 178 bambini della tribù beduina dei Jahalin, che potrebbe presto essere fatta a pezzi dai buldozer. “Chi distrugge le scuole distrugge il futuro”, fanno notare gli insegnanti della scuola. <br />La Scuola di Gomme è una struttura realizzata con 2.200 vecchi pneumatici appoggiati uno sull’altro, come fossero mattoni, riempiti di terra e pressati. I coloni chiedono di abbattere una scuola definita 'illegale' perchè sorta senza il permesso delle autorità di occupazione militare, nonostante la scuola sia priva di elementi architettonici “permanenti”, tirata su senza cemento e fondamenta, proprio per non contravvenire ai regolamenti militari che vietano la costruzione non autorizzata di edifici nell'Area C, quella in cui rientra il 60% della Cisgiordania, sotto il controllo di Israele. <br />Sulla Scuola di Gomme grava una sentenza di demolizione sin dalla sua costruzione, avvenuta nel 2009. Negli ultimi anni, la demolizione effettiva della struttura è stata a più riprese sollecitata dai coloni che vivono nella zona. Nel 2014, i giudici israeliani avevano chiesto alle parti di trovare un accordo, riconoscendo l’utilità sociale della scuola. <br />La rimozione della scuola faciliterebbe l'espansione della colonia di Kfar Adumim. Tutta l’area, nel cosiddetto corridoio E1, è coinvolta nel progetto che mira a estendere fino alla colonia ebraica di Ma'ale Adumim il Muro di separazione, costruito in gran parte su territori palestinesi. Già nel 2014, l'esercito israeliano aveva realizzato un intervento presso la scuola per sequestrare alcune attrezzature di gioco per i bambini donate dalla Cooperazione italiana. <br />“In questa situazione di grande incertezza” riferiscono le Suore comboniane “anche noi abbiamo sperimentato frustrazione di fronte a tanta ingiustizia e violazione dei diritti umani, oltre alla incapacità di trovare parole di conforto e di consolazione... Chiediamo preghiera e giustizia per questi nostri fratelli e sorelle e che il Signore della misericordia intervenga in loro favore”. . Wed, 22 Feb 2017 10:59:06 +0100ASIA/PAKISTAN - Linciaggio a Lahore: 42 cristiani condannati per terrorismohttp://www.fides.org/it/news/61786-ASIA_PAKISTAN_Linciaggio_a_Lahore_42_cristiani_condannati_per_terrorismohttp://www.fides.org/it/news/61786-ASIA_PAKISTAN_Linciaggio_a_Lahore_42_cristiani_condannati_per_terrorismoLahore - Un tribunale antiterrorismo di Lahore ha condannato 42 cristiani per terrorismo. Come appreso da Fides, la Corte ha pronunciato la condanna per i cittadini cristiani accusati del linciaggio avvenuto in seguito agli attentati a due chiese nel quartiere di Youhanabad, a Lahore, il 15 marzo 2015. <br />Dopo le bombe, era divampata la protesta dei fedeli che hanno fermato e ucciso - in un gesto condannato da tutti i leader cristiani -, due musulmani sospettati di essere autori o complici degli attentatori. Nei giorni successivi, la polizia aveva compiuto diversi raid nel quartiere arrestando circa 500 persone e poi confermando il fermo per 84 cristiani, accusandoli di omicidio e terrorismo. Tra costoro, 42 sono stati scagionati nell’estate 2016. Tra gli altri 42 condannati oggi, tre attivisti per i diritti umani sono stati etichettati come "istigatori di violenza". I cristiani sostengono che gli omicidi sono stati compiuti da alcuni agitatori, infiltrati nella comunità.<br />La Commissione nazionale Giustizia e Pace dei Vescovi cattolici, in un comunicato inviato a Fides, esprime delusione “perchè le forze dell'ordine e le autorità si sono concentrate solo sul pur deplorevole evento del linciaggio, da condannare con forza, mentre gli autori dell'attentato criminale alle chiese, contro fedeli innocenti in preghiera, sono ancora impuniti".<br />Secondo l'Ong "Centre for Legal Aid, Assistance and Settlement” almeno 32 imputati "sono accusati ingiustamente" e nel verdetto possono aver pesato le pressioni di estremisti islamici. <br />Per prevenire incidenti di tal genere, nei giorni scorsi l’Assemblea nazionale del Pakistan ha approvato il “Criminal Laws Amendment Act 2016", legge che punisce settarismo, conversioni forzate e linciaggio di massa. Il testo, che per entrare in vigore deve essere firmato dal Presidente della nazione, è stato accolto come un passo avanti per le condizioni delle minoranze religiose. Le nuove disposizioni emendano alcune leggi già esistenti prescrivendo il carcere da uno a tre anni per incitamento all'odio religioso e alla violenza, mentre prevedono la reclusione fino a 10 anni nei casi di matrimoni forzati di ragazze minorenni o donne appartenenti alle minoranze. Inoltre il testo rende perseguibile penalmente il linciaggio da parte di “folle che assumono la legge nelle proprie mani”. Wed, 22 Feb 2017 10:56:53 +0100AMERICA/HAITI - Circa 4 mila detenuti in attesa di giustizia, aumentano i morti per fame e degradohttp://www.fides.org/it/news/61785-AMERICA_HAITI_Circa_4_mila_detenuti_in_attesa_di_giustizia_aumentano_i_morti_per_fame_e_degradohttp://www.fides.org/it/news/61785-AMERICA_HAITI_Circa_4_mila_detenuti_in_attesa_di_giustizia_aumentano_i_morti_per_fame_e_degradoPort au Prince – Ieri, 21 febbraio, presso la chiesa di St. Anne a Port au Prince, padre Jean Robert Louis ha celebrato alla presenza dei familiari, i funerali di 20 detenuti del Penitenziario Nazionale morti per malnutrizione, in condizioni di miseria e mancanza d'igiene. Solo pochi giorni fa, l'agenzia Associated Press aveva segnalato la terribile situazione dei carcerati nella capitale.<br />Secondo fonti di Fides, il Penitenziario Nazionale di Port-au-Prince ha una capacità di 778 detenuti, questo significa 2,25 m2 per detenuto sotto degli standard internazionali che definiscono la superficie minima per detenuto a 4,50 m2. In realtà, a causa del sovraffollamento, il Penitenziario Nazionale nel mese di gennaio 2017 conta 4.257 prigionieri, quindi ognuno ha meno della metà di un metro quadro di spazio vitale. La gravità della situazione è testimoniata anche dal fatto che solo 548 detenuti di questa prigione sono stati condannati, tutti gli altri sono in carcere senza processo, che alcuni attendono anche molti anni.<br />In questo carcere nel 2016 sono morti 60 detenuti a causa di malattie e cattiva sanità. Tra il 1° e il 19 gennaio c’è stato un aumento dei decessi rispetto ai mesi precedenti. Le cause di morte, segnalate dalle autorità carcerarie, sono: anemia grave, arresto cardiaco, insufficienza respiratoria, tubercolosi polmonare, shock ipovolemico e gastroenterite.<br />Padre Jean Louis Robert, che aveva celebrato anche i funerali di altri detenuti nel mese di gennaio, ha ribadito l'impegno della Commissione per la pastorale carceraria della sua parrocchia per continuare a sostenere questo tipo di iniziative, di celebrare i funerali e seppellire i morti. In precedenza i prigionieri deceduti venivano gettati in una fossa comune, molto spesso senza informare le famiglie.<br /> <br />Wed, 22 Feb 2017 10:48:14 +0100ASIA/INDONESIA - Seminari di educazione sanitaria per gli studenti e una medical mission per oltre 600 malatihttp://www.fides.org/it/news/61784-ASIA_INDONESIA_Seminari_di_educazione_sanitaria_per_gli_studenti_e_una_medical_mission_per_oltre_600_malatihttp://www.fides.org/it/news/61784-ASIA_INDONESIA_Seminari_di_educazione_sanitaria_per_gli_studenti_e_una_medical_mission_per_oltre_600_malatiMaumere - Fin dal loro arrivo nella diocesi di Maumere, sull’isola di Flores, Indonesia, nel 2009, i religiosi Camilliani hanno promosso la celebrazione della Giornata Mondiale del Malato con varie iniziative nella diocesi. “Anche quest’anno, la Giornata ha attirato e stimolato l’interesse delle autorità sanitarie locali che hanno collaborato con i nostri missionari nell’organizzare alcune attività in favore dei malati”. Lo racconta a Fides padre Luigi Galvani, MI, missionario impegnato da anni sull’isola. <br />“Nei giorni precedenti la Giornata, infatti, sono state organizzate diverse iniziative. Tra queste, un gruppo di medici e infermiere, insieme ai nostri seminaristi, hanno promosso seminari di educazione sanitaria tra gli studenti di diverse scuole” continua padre Galvani. “Inoltre, nei giorni 4 e 5 Febbraio, 6 medici, 15 infermiere e 35 seminaristi Camilliani hanno portato avanti una medical mission in un lontano villaggio di montagna. Oltre 600 i malati assistiti, tra cui alcuni affetti da HIV e numerose mamme con seri problemi di gravidanza. I nostri seminaristi invece hanno contribuito visitando i malati e gli anziani nelle loro case, insegnando il catechismo ai bambini, proponendo temi di igiene e buona salute. A conclusione di queste due giornate nel villaggio di Wolofeo, viva e commovente è stata la Santa Messa domenicale per i malati, tenutasi per la prima volta nel villaggio, con l’animazione del coro formato da medici, infermiere e seminaristi. Molto attesa e ben partecipata, infine, è stata la celebrazione diocesana per i malati, tenutasi domenica 12 febbraio, nella parrocchia periferica della città, Bolawolon”. <br /> <br />Wed, 22 Feb 2017 09:59:13 +0100AFRICA/NIGERIA - I Vescovi di Ibadan: “È ora che il governo dimostri di saper mantenere le promesse”http://www.fides.org/it/news/61783-AFRICA_NIGERIA_I_Vescovi_di_Ibadan_E_ora_che_il_governo_dimostri_di_saper_mantenere_le_promessehttp://www.fides.org/it/news/61783-AFRICA_NIGERIA_I_Vescovi_di_Ibadan_E_ora_che_il_governo_dimostri_di_saper_mantenere_le_promesseAbuja - “Dopo due anni di governo della corrente amministrazione, i nigeriani non devono più sentirsi dire che i mali del presente derivano dalle scelte delle passate amministrazioni. I nostri governi, a livello federale e statale, hanno avuto abbastanza tempo per dimostrare le capacità di portare a compimento i cambiamenti promessi ai nigeriani” affermano i Vescovi della Provincia Ecclesiastica di Ibadan, in un comunicato pubblicato al termine della loro Assemblea, pervenuto a Fides.<br />Le consultazioni del 2015 hanno visto l’elezione a Presidente della Federazione, di Muhammadu Buhari, che ha suscitato caute speranze con le sua campagna anticorruzione e le annunciate riforme economiche. Le condizioni economiche della Nigeria sono però peggiorate a causa del crollo dei prezzi del petrolio degli ultimi anni e, come notano i Vescovi, ci sono nigeriani che soffrono la recessione delle loro entrate economiche.<br />“C’è un senso di disperazione” affermano i Vescovi. “Questa situazione provoca un sentimento generale perverso che si manifesta nella proliferazione di false notizie, scontri violenti, appelli alla divisione della Nigeria oltre alla criminalità dilagante. È urgente e necessario restaurare la fiducia dei nigeriani nella loro nazione”.<br />I Vescovi, dopo aver notato che la campagna anticorruzione del Presidente Muhammadu Buhari “sta perdendo vigore”, chiedono al governo di difendere i cittadini di fronte alle violenze soprattutto dei pastori Fulani e di cercare di migliorare le condizioni economiche in primo luogo creando nuovi posti di lavoro. <br />Wed, 22 Feb 2017 09:28:28 +0100AMERICA/VENEZUELA - Più di 650 partecipanti al V Congresso dell'Infanzia e Adolescenza Missionariahttp://www.fides.org/it/news/61782-AMERICA_VENEZUELA_Piu_di_650_partecipanti_al_V_Congresso_dell_Infanzia_e_Adolescenza_Missionariahttp://www.fides.org/it/news/61782-AMERICA_VENEZUELA_Piu_di_650_partecipanti_al_V_Congresso_dell_Infanzia_e_Adolescenza_MissionariaCaracas – Con l'arrivo di 650 partecipanti da tutto il paese, sabato 25 febbraio apre le porte a Caracas il V Congresso Nazionale dell’Infanzia e Adolescenza Missionaria . Lo scopo dei tre giorni d'incontro, che si conclude il 27 febbraio, è incoraggiare l'impegno missionario dei giovani partecipanti in modo da contagiare di entusiasmo gli altri membri della IAM in tutto il paese.<br />Con lo slogan “Con Cristo nasce e rinasce sempre la mia gioia” il CONIAM vuole anche celebrare i 52 anni di fondazione di questa Pontificia Opera Missionaria in Venezuela. Il programma prevede una serie di attività per riflettere, pregare, celebrare e fare festa tenendo in considerazione i principali temi che scandiscono la vita annuale della IAM.<br />L'incontro verrà inaugurato da padre Endeer Zapata, Direttore Nazionale delle POM in Venezuela, che introdurrà la Messa di apertura, presieduta dall’Arcivescovo Aldo Giordano, Nunzio Apostolico in Venezuela<br /> <br />Wed, 22 Feb 2017 08:46:11 +0100AFRICA/EGITTO - Anche la voce “religione” nei moduli da compilare per il prossimo censimentohttp://www.fides.org/it/news/61781-AFRICA_EGITTO_Anche_la_voce_religione_nei_moduli_da_compilare_per_il_prossimo_censimentohttp://www.fides.org/it/news/61781-AFRICA_EGITTO_Anche_la_voce_religione_nei_moduli_da_compilare_per_il_prossimo_censimentoIl Cairo – Per la prima volta negli ultimi 30 anni, il prossimo censimento della popolazione egiziana, che sarà condotto dall'Agenzia centrale di statistica e mobilità sociale, includerà nei moduli di raccolta dati anche uno spazio dove poter segnalare la propria confessione religiosa. Abu Bakr Gendy, capo dell'Agenzia incaricata, ha riferito che la segnalazione della propria fede religiosa nei moduli utilizzati per il censimento sarà facoltativa, in ottemperanza agli standard internazionali seguiti in questo tipo di raccolte dati. Il censimento offrirà comunque elementi utili per verificare la consistenza numerica reale delle diverse comunità religiose. In alcune zone dell'Egitto, il consistente aumento numerico delle comunità cristiane non è stato registrato in alcun modo dalle autorità locali. Dagli anni Novanta gli uffici incaricati del censimento e delle statistiche demografiche non aggiornano i dati sulla consistenza numerica delle comunità cristiane egiziane, a partire da quella copta, che secondo alcuni analisti, negli ultimi lustri, avrebbe abbondantemente superato la soglia dei dieci milioni. Tue, 21 Feb 2017 12:57:48 +0100EUROPA/ITALIA - Diritto di emigrare ma anche “diritto di restare” nel proprio paesehttp://www.fides.org/it/news/61778-EUROPA_ITALIA_Diritto_di_emigrare_ma_anche_diritto_di_restare_nel_proprio_paesehttp://www.fides.org/it/news/61778-EUROPA_ITALIA_Diritto_di_emigrare_ma_anche_diritto_di_restare_nel_proprio_paeseRoma - “La migrazione è un fenomeno che fa parte della storia umana. Le stime delle Nazioni Unite indicano 244 milioni di migranti internazionali e 65,3 milioni di persone in situazione di migrazione forzata. Al di là dei numeri stiamo parlando di vite, progetti e sogni di persone che spesso trovano nella migrazione l'unica alternativa per la sopravvivenza o la ricerca di una speranza per il futuro”. Lo ha detto suor Neusa de Fatima Mariano, Superiora generale delle Missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane, nel suo discorso alla Camera dei Deputati, a Roma, nell’ambito del workshop che ha preceduto il Forum Internazionale su Migrazioni e Pace, in programma oggi e domani, organizzato dal Dicastero sullo Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede, dallo Scalabrini International Migration Network e dalla Fondazione Konrad Adenauer.<br />“La partecipazione dei minori nei flussi migratori, secondo l'Acnur, è aumentata negli ultimi anni a un ritmo accelerato e rappresenta più della metà dei rifugiati nel mondo – ha ricordato la religiosa nel testo pervenuto a Fides -. In linea con il messaggio di Papa Francesco per la Giornata del Migrante e del Rifugiato 2017, ricordiamo che i bambini e gli adolescenti in movimento nei flussi di popolazione sono i primi a soffrire, con situazioni degradanti come la tratta di esseri umani, lo sfruttamento, l'abuso e la privazione dei diritti come quello di avere un ambiente sano e sicuro in famiglia, quello di un'istruzione adeguata, quello di gioco e quello di vivere e crescere in un contesto di pace. Anche le donne migranti hanno bisogno della nostra attenzione, poiché anch’esse diventano spesso più vulnerabili nei flussi di migrazione e di rifugio. Molte volte sono esposte al rischio di soffrire sfruttamento sessuale o nel lavoro”. <br />Suor Neusa ha sottolineato che “bisogna superare l'idea che la migrazione è un problema da risolvere o una contingenza da controllare. La migrazione è di per sé un fenomeno storico e sociale che si verifica in modo positivo quando è volontaria. In altre parole, richiamiamo l'attenzione sull'importanza che le persone abbiano, insieme al diritto di emigrare anche il 'diritto di non emigrare'. Ossia, ogni Paese deve assicurare ai suoi cittadini condizioni di vita in modo che questi non abbiamo bisogno di viaggiare, se non lo vogliono. In questo contesto, il diritto a emigrare sarebbe correlativo al diritto di restare”. <br />Tue, 21 Feb 2017 11:43:34 +0100AFRICA/CONGO RD - Atti vandalici contro la Chiesa: la denuncia del Card. Monsengwohttp://www.fides.org/it/news/61777-AFRICA_CONGO_RD_Atti_vandalici_contro_la_Chiesa_la_denuncia_del_Card_Monsengwohttp://www.fides.org/it/news/61777-AFRICA_CONGO_RD_Atti_vandalici_contro_la_Chiesa_la_denuncia_del_Card_Monsengwo<br />Kinshasa - “C’è una recrudescenza di paura, di collera, di incertezza” afferma il Card. Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, in un messaggio inviato all’Agenzia Fides nel quale denuncia le aggressioni contro la Chiesa avvenute negli ultimi giorni.<br />“Abbiamo appreso con indignazione, sabato 18 febbraio, dell’incendio di una parte del Seminario maggiore di Malole da parte di incivili che hanno in seguito seminato il terrore presso le vicine suore carmelitane a Kananga ” scrive il Cardinale, che ricorda pure le manifestazioni avvenute in tre occasioni di fronte all’Arcivescovado di Kinshasa, da parte di gruppi di giovani che “hanno creato un clima di panico”.<br />A questi episodi è seguita la profanazione della parrocchia San Domenico di Limete da parte di una “ventina di giovani malintenzionati” che hanno “rovesciato il tabernacolo, saccheggiato l’altare, rotto le panche, fino a cercare d’incendiare la chiesa. La comunità dei Padri Oblati non è stata risparmiata”.<br />Il Card. Monsengwo mette in relazione questi fatti con il tentativo della Conferenza Episcopale congolese di mediare nell’attuazione degli accordi di San Silvestro e di trovare un Primo Ministro che guidi un governo di unità nazionale come previsto dalle intese.<br />“La CENCO ha solo un ruolo di mediatore” ricorda il Cardinale. “I politici devono riconoscere con umiltà che sono le loro velleità politiche a portare all’impasse e al blocco delle istituzioni. Ne assumeranno la responsabilità di fronte alla storia”.<br />Dopo aver sollecitato le autorità a proteggere i beni della Chiesa da eventuali nuovi atti vandalici, il Cardinale conclude ricordando Etienne Tshisekedi, lo storico leader dell’opposizione morto di recente che ha combattuto fino all’ultimo per dare alla RDC “la pace nella giustizia”. <br />Tue, 21 Feb 2017 11:37:59 +0100ASIA/LIBANO - Marine Le Pen in Libano: anche i cristiani mediorientali vanno aiutati a casa loro. Forfait al Gran Mufti, incontro col Patriarca maronitahttp://www.fides.org/it/news/61776-ASIA_LIBANO_Marine_Le_Pen_in_Libano_anche_i_cristiani_mediorientali_vanno_aiutati_a_casa_loro_Forfait_al_Gran_Mufti_incontro_col_Patriarca_maronitahttp://www.fides.org/it/news/61776-ASIA_LIBANO_Marine_Le_Pen_in_Libano_anche_i_cristiani_mediorientali_vanno_aiutati_a_casa_loro_Forfait_al_Gran_Mufti_incontro_col_Patriarca_maronitaBeirut – Il modo migliore di proteggere i cristiani del Medio Oriente consiste nello “sradicamento del radicalismo islamico”, mentre bisogna evitare politiche che incentivino l'esodo dei cristiani mediorientali dalle proprie terre. Sono questi i concetti chiave finora espressi in merito alla condizione delle comunità cristiane mediorientali da Marine Le Pen, nel corso della visita di due giorni che la candidata del Front National alle Presidenziali francesi sta compiendo in Libano. Nella giornata di ieri, dopo l'incontro con il Ministro degli esteri libanese Gibran Basil, Marine Le Pen, in alcune dichiarazioni rilanciate dalla stampa locale, ha contrapposto le sue valutazioni sulla protezione dei cristiani mediorientali alle scelte politiche da lei attribuite all'ex Presidente Nicolas Sarkozy, che a suo giudizio spingeva i cristiani mediorientali “a lasciare il loro Paese e andare a vivere all'estero come profughi. Secondo me” ha aggiunto Le Pen “questa è una visione pericolosa per i cristiani del Medio Oriente, e non è quello che voglio io. Io voglio che i cristiani del Medio Oriente vivano in pace e serenità nei loro Paesi”. <br />Nella mattinata di oggi, martedì 21 febbraio, è saltata all'ultimo mmento la prevista visita di Marine Le Pen al Gran Mufti del Libano, Abdel Latif Derian, perchè la politica francese si è rifiutata di presentarsi all'incontro con il religioso islamico con il capo velato. L'ufficio stampa del Gran Mufti ha fatto sapere che la delegazione della leader del Front National era stata informata in anticipo della necessità di rispettare tale dettaglio protocollare, ma quando, all'ingresso della sala dell'incontro, a Le Pen è stato porto il velo, lei ha rifiutato di indossarlo.<br />Secondo quanto annuciato dall'Agenzia Fides, nella mattinata di oggi, martedì 21 febbraio, Marine Le Pen è stata ricevuta anche dal Patriarca maronita Boutros Bechara Rai, presso la sede patriarcale di Bkerkè. Tue, 21 Feb 2017 11:37:46 +0100AMERICA/ECUADOR - Ancora in attesa dei risultati elettorali, i Vescovi chiedono verità e trasparemzahttp://www.fides.org/it/news/61779-AMERICA_ECUADOR_Ancora_in_attesa_dei_risultati_elettorali_i_Vescovi_chiedono_verita_e_trasparemzahttp://www.fides.org/it/news/61779-AMERICA_ECUADOR_Ancora_in_attesa_dei_risultati_elettorali_i_Vescovi_chiedono_verita_e_trasparemzaQuito – “I risultati finali di ogni elezione popolare devono sempre riflettere la virtù della giustizia e il valore della trasparenza. Le istituzioni politiche sono chiamate a garantirli e a costruire la fiducia, il fondamento di ogni convivenza civile e di un vero e proprio ordine democratico. Anche in questi giorni, queste sono le giuste aspirazioni del popolo ecuadoriano che non vuole essere deluso”. Così afferma la Conferenza Episcopale dell’Ecuador in un comunicato pervenuto all’Agenzia Fides.<br />“La Conferenza Episcopale Ecuadoriana desidera richiamare le autorità elettorali e tutti i cittadini a collaborare affinché la verità si veda riflessa in modo democratico nella pubblicazione tempestiva dei risultati attesi di queste importanti elezioni, dove si è espressa la volontà politica degli ecuadoriani".<br />Secondo dati raccolti da Fides, domenica scorsa, 19 febbraio, sono andati al voto 12 milioni di ecuadoriani, ma per i risultati di queste elezioni generali si dovrà ancora attendere. Un primo bilancio del Consiglio Nazionale Elettorale riporta che, dopo il 93% dei seggi conteggiati una prima volta, il candidato presidente Lenín Moreno è in testa con il 39,15% dei voti mentre Guillermo Lasso ha il 28,40%. Rimane quindi aperta l’eventualità del ballottaggio. Il CNE ha chiesto 5 giorni per dare ufficialmente i risultati, ma la tensione fra la popolazione cresce.<br /> <br />Tue, 21 Feb 2017 11:59:42 +0100AMERICA/MESSICO - “Soluzioni giuridiche, politiche e sociali non sono più un'opzione, sono questioni imperative”: la Chiesa sulla situazione dei migrantihttp://www.fides.org/it/news/61774-AMERICA_MESSICO_Soluzioni_giuridiche_politiche_e_sociali_non_sono_piu_un_opzione_sono_questioni_imperative_la_Chiesa_sulla_situazione_dei_migrantihttp://www.fides.org/it/news/61774-AMERICA_MESSICO_Soluzioni_giuridiche_politiche_e_sociali_non_sono_piu_un_opzione_sono_questioni_imperative_la_Chiesa_sulla_situazione_dei_migrantiCittà del Messico – "A causa degli ordini esecutivi del Presidente Donald Trump, si è creato un ambiente ostile, di insicurezza, di incertezza e terrore per migliaia di persone che sono accusate di essere criminali solo perchè si trovano in una condizione di immigrazione irregolare. L'attuazione di tali misure produce risultati disastrosi; il primo: la separazione delle famiglie, quando i genitori sono rimpatriati, lasciando i bambini totalmente indifesi. Il destino finale è metterli in adozione, quando in realtà hanno padre e madre, ma con l'unico ‘crimine’ di non avere la cittadinanza degli Stati Uniti d'America": così scrive l'editoriale dell’ultimo numero del settimanale dell'arcidiocesi di Mexico "Desde la Fe".<br />L'invito lanciato è all’unità del popolo messicano dinanzi alle tante difficoltà che vivono i connazionali nelle terre nord americane: "Non possiamo essere indifferenti alla situazione attuale. È necessario agire con un coraggio tale da recuperare il potenziale che sempre ha avuto il Messico", sottolinea il testo pervenuto a Fides.<br />"Dinanzi al terrore dell'amministrazione Trump, la Chiesa cattolica, su entrambi i lati del confine, fa appello all’unione. Durante questa settimana, nell'incontro Tex-Mex, i Vescovi del Texas e del Messico si sono impegnati, in questo difficile momento storico, a fornire servizi di qualità ai migranti: spirituali, legali, materiali e di assistenza della famiglia, e a mantenere una presenza costante nei centri e case d'accoglienza ai migranti dal confine meridionale del Messico e negli Stati Uniti, perché, dinanzi questo ambiente di diffidenza e tradimento, solo le chiese sono diventate l'unico rifugio sicuro in cui si può dare loro garanzie per proteggere i loro diritti legali", ribadisce l'editoriale . Il testo conclude con una affermazione energica: "La ricerca di soluzioni giuridiche, politiche e sociali non è più un'opzione, si tratta di questioni imperative". <br /> <br />Tue, 21 Feb 2017 10:52:48 +0100ASIA/INDIA - Migliaia di vittime per l’inquinamento dell'aria: per la Chiesa servono “coscienza e azione”http://www.fides.org/it/news/61773-ASIA_INDIA_Migliaia_di_vittime_per_l_inquinamento_dell_aria_per_la_Chiesa_servono_coscienza_e_azionehttp://www.fides.org/it/news/61773-ASIA_INDIA_Migliaia_di_vittime_per_l_inquinamento_dell_aria_per_la_Chiesa_servono_coscienza_e_azioneNew Delhi - Diciottomila indiani muoiono ogni giorno per cause dirette o indirette dell'inquinamento atmosferico. E il progressivo avvelenamento dell’aria è spesso legato ai cambiamenti climatici. Lo dice un nuovo studio edito dalla rivista scientifica "The Lancet", che ha generato un vivace dibattito in India, coinvolgendo la società civile e la Chiesa cattolica.<br />Le città più inquinate al mondo sono le indiane Patna e New Delhi, osserva lo studio, riportando dati del 2010. Gli studiosi indicano che una delle conseguenze dell'esposizione ad agenti inquinanti è la nascita di bambini pre-termine. In questo fenomeno l'Asia meridionale è la regione più colpita, con 1,6 milioni di nascite pre-termine , quasi la metà del totale mondiale.<br />Il fenomeno dell'inquinamento atmosferico e il cambiamento climatico sono strettamente collegati e vanno affrontati insieme, dice The Lancet, affermando che vi è un “rischio potenzialmente catastrofico per la salute umana”. Inoltre, secondo una stima della Banca Mondiale, tali fenomeni generano per l’India una perdita di reddito pari a 38 miliardi di dollari annui.<br />Contraddicendo alcuni dei rapporti pubblicati in India, The Lancet afferma che le centrali elettriche e quelle a carbone contribuiscono all'inquinamento dell'aria e dell’ambiente in misura del 50% del totale.<br />Il Ministro per l'ambiente, delle foreste e il cambiamento climatico Anil Madhav Dave ha recentemente ammesso in Parlamento che il paese spende ogni anno per il monitoraggio dell'inquinamento atmosferico, in un paese vasto come l'India, 70 milioni di rupie : cifra ritenuta del tutto insufficiente. Secondo il ministro non vi sono studi credibili per quantificare il numero di persone con malattie polmonari o il numero di decessi che siano diretta conseguenza dell’inquinamento dell'aria. Il ministro per la Scienza e la tecnologia Harsh Vardhan ha commentato: “L’inquinamento, quando colpisce i polmoni, soprattutto nei bambini più piccoli, può essere un killer: è come un veleno lento. Siamo molto preoccupati, molto è stato fatto, ma ancora molto bisogna fare”.<br />Lo studio mostra che i cambiamenti climatici hanno un impatto significativo sulla salute dei bambini. Si stima che 5,5 milioni di vite sono state perse nel 2013 per malattie associate con l'inquinamento dell'aria.<br />Interpellato da Fides, p. Fabian Toppo, professore di teologia al Seminario maggiore di Calcutta ha detto: “Il rapporto è inquietante. Il governo indiano dovrebbe agire seriamente per affrontare il problema. La rapida industrializzazione è la causa dell'inquinamento atmosferico. La coscienza va accompagnata dall’azione”.<br />“Istituzioni e singoli cittadini hanno la responsabilità di lavorare a tutti i livelli per ridurre il cambiamento climatico e affrontarne l’impatto”, nota a Fides Deepika Singh, coordinatore dell’Ufficio per il cambiamento climatico nella Federazione delle Conferenze episcopali dell’Asia. “I cittadini lo comprendono sempre meglio: quasi il 60% delle persone intervistate in India percepisce che i cambiamenti climatici danneggiano la vita delle persone. La Chiesa sta cercando di contribuire a sensibilizzare, educare ed agire sul fronte dei cambiamenti climatici. Non c’è da perdere tempo, perché è un questione che tocca la vita di tutti, soprattutto pensando alle nuove genrazioni”, conclude. <br />Tue, 21 Feb 2017 10:29:13 +0100ASIA/MONGOLIA - Un nuovo sacerdote ordinato in Mongolia nell'anno del Giubileohttp://www.fides.org/it/news/61772-ASIA_MONGOLIA_Un_nuovo_sacerdote_ordinato_in_Mongolia_nell_anno_del_Giubileohttp://www.fides.org/it/news/61772-ASIA_MONGOLIA_Un_nuovo_sacerdote_ordinato_in_Mongolia_nell_anno_del_GiubileoUlaan Baatar – Mentre la Chiesa cattolica in Mongolia celebra nel 2017 il suo Giubileo d'argento, la comunità festeggia l’ordinazione di Bernard Kambala, membro della Congregazione del Cuore Immacolato di Maria , ordinato sacerdote il 19 febbraio scorso nella Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a Ulaanbaatar. La comunità dei battezzati nella terra di Gengis Khan aveva celebrato nell’agosto 2016 l’ordinazione sacerdotale del primo prete mongolo, padre Joseph Enkh. “Sono doni che assicurano il futuro della Chiesa in Mongolia”, dice a Fides il Vescovo Wenceslao Padilla, CICM, Prefetto Apostolico di Ulaanbaatar. Il Vescovo nel messaggio per il nuovo anno aveva scritto: “Il 2017 ha per noi una promessa di grande gioia: il Giubileo d'argento della Chiesa cattolica in Mongolia e ben due ordinazioni sacerdotali: il diacono Bernard Kambala Muana, CICM, e il diacono Antonius Werun, salesiano”. Questi sacerdoti e missionari daranno “nuova linfa alla nostra comunità”. “La Congregazione del Cuore Immacolato di Maria, che celebra anch’essa i 25 anni presenza in Mongolia, è lieta che il Signore mandi ancora operai per la sua vigna e ci mostri così il suo volto benevolo”, rileva Padilla.<br />Bernard Kambala, originario della Repubblica Democratica del Congo, si è unito alla congregazione del CICM nel 2005. Dopo tre anni di studi di filosofia e un anno di noviziato a Kinshasa , ha studiato Teologia presso Ecole théologique Saint Cyprien de Ngoya in Ngoya, in Camerun fino al 2013. Giunto in Mongolia nell’agosto 2014, ha studiato la lingua mongola e si è dedicato alla conoscenza della cultura locale. Ha svolto servizio pastorale nella chiesa di San Pietro e Paolo a Ulaanbaatar, impegnandosi molto nella pastorale giovanile. Dal gennaio di quest'anno p. Bernard ha iniziato a pubblicare una meditazione quotidiana sulla Parola di Dio, scrivendo in lingua mongola, un fatto molto apprezzato dai fedeli,<br />Come motto della sua ordinazione, p. Bernard ha scelto le parole di San Paolo ai Romani: “Vedete come Dio ha manifestato il suo amore per noi: mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” . <br />Sono oltre 50 i missionari e i religiosi di 14 paesi del mondo, presenti in Mongolia. La comunità cattolica ha oltre mille mongoli battezzati e centinaia di catecumeni presenti in 6 parrocchie e 3 stazioni missionarie che si prevede saranno erette a rango di parrocchie in occasione della celebrazione del Giubileo. Tue, 21 Feb 2017 09:42:00 +0100AFRICA/SUD SUDAN - Stato d’emergenza dichiarato nello Stato di Unity: 100.000 persone a rischio famehttp://www.fides.org/it/news/61780-AFRICA_SUD_SUDAN_Stato_d_emergenza_dichiarato_nello_Stato_di_Unity_100_000_persone_a_rischio_famehttp://www.fides.org/it/news/61780-AFRICA_SUD_SUDAN_Stato_d_emergenza_dichiarato_nello_Stato_di_Unity_100_000_persone_a_rischio_fameJuba - Oltre 100.000 persone sono a rischio fame nello Stato di Unity, nella regione dell’Alto Nilo, in Sud Sudan. Lo stato d’emergenza alimentare è stato dichiarato dal governo di Juba e dalle agenzie specializzate delle Nazioni Unite: FAO, Children Fund, UNICEF e Programma Alimentare Mondiale. La causa della carestia è attribuita “alla guerra e al collasso dell’economia”. La dichiarazione formale di carestia significa che la gente ha già iniziato a morire di fame. <br />Nei giorni scorsi era stato lanciato l’allarme fame per lo Stato di Amadi mentre Medici con l’Africa Cuamm ha riscontrato almeno 300 casi di colera nelle contee di Yirol East e di Awerial . Secondo l’ONU se la guerra civile dovesse continuare, impedendo l’arrivo di aiuti umanitari in Sud Sudan, oltre 5 milioni e mezzo di persone soffriranno la fame entro luglio. <br />Tue, 21 Feb 2017 12:10:37 +0100