Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.ASIA/INDIA - Risposte di solidarietà della Chiesa cattolica alla furia monsonica in Indiahttp://www.fides.org/it/news/66505-ASIA_INDIA_Risposte_di_solidarieta_della_Chiesa_cattolica_alla_furia_monsonica_in_Indiahttp://www.fides.org/it/news/66505-ASIA_INDIA_Risposte_di_solidarieta_della_Chiesa_cattolica_alla_furia_monsonica_in_IndiaNew Delhi - Caritas India, l'organizzazione caritativa che fa capo alla Chiesa cattolica, collabora con i governi statali e le ONG per portare soccorso a milioni di persone colpite dalla furia dei monsoni e dalle imponenti piogge registrate in diverse regioni dell'India nel mese di agosto. "Ci stiamo coordinando con i governi statali e con le agenzie umanitarie per dare il nostro contributo in risposta alle catastrofi", afferma a Fides padre Paul Moonjely, Direttore esecutivo della Caritas India. La Caritas ha diffuso un appello ai fedeli, alle congregazioni e alle persone di buona volontà perchè "contribuiscano generosamente a esprimere la solidarietà in questo momento cruciale".<br />Il team della Caritas sta valutando le esigenze delle comunità locali, aiutando i partner diocesani negli stati colpiti dalle piogge monsoniche: Andhra Pradesh, Assam, Bihar, Gujarat Kerala, Karnataka, Maharashtra, Odisha e Tamil Nadu. Finora, oltre 370 persone sono morte in incidenti legati alle inondazioni. Il bilancio delle vittime potrebbe continuare a salire, con oltre 4,7 milioni di persone sfollate in migliaia di campi profughi, allestiti in questi stati.<br />La Caritas India fornisce attualmente aiuti di emergenza, come cibo, acqua, elementi non alimentari, kit per l' igiene, a 10.000 famiglie a Kolhapur e Sangli in Maharasthra; a Kasaragod, Wayanad, Malappuram e Kannur in Kerala; a Nilgiri in Tamil Nadu; a Belgaum e Karwar in Karnataka; a Eluru e Vizag in Andhra Pradesh.<br />"Un appello di solidarietà è stato emesso dal cardinale Oswald Gracias, presidente della Conferenza episcopale dell'India a tutte le diocesi indiane per generare sostegno per le vittime di alluvioni e frane", afferma padre Moonjely.<br />Tra i vari interventi, quelli a beneficio di circa 700.000 persone sono sfollate nello stato del Karnataka a causa delle inondazioni. La Caritas India sta lavorando con cinque partner in nove dei 17 distretti colpiti del Karnataka. <br />Anche il Kerala è nuovamente colpito dalle devastanti alluvioni e La Caritas India si è mobilitata per coordinare interventi umanitari nei villaggi più colpiti. <br />P. Jolly Puthenpura, rappresentante di Caritas India, sta visitando le aree colpite dall'alluvione per valutare il danno e programmare una risposta a questa calamità. Il team di volontari di Caritas India, chiamati i "Samaritani della Caritas" sono impegnati alacremente a portare i primi soccorsi umanitari. Wed, 21 Aug 2019 12:11:29 +0200ASIA/FILIPPINE - I "Missionari rurali" da 50 anni a fianco dei poverihttp://www.fides.org/it/news/66504-ASIA_FILIPPINE_I_Missionari_rurali_da_50_anni_a_fianco_dei_poverihttp://www.fides.org/it/news/66504-ASIA_FILIPPINE_I_Missionari_rurali_da_50_anni_a_fianco_dei_poveriManila - I "Missionari rurali delle Filippine" , un gruppo di sacerdoti, suore e laici impegnati a livello pastorale e sociale, hanno celebrato il loro 50° anniversario di fondazione, confermando l'opera di accompagnamento e sostegno dei più poveri, nelle aree remote o rurali. <br />Rural Missionaries of the Philippines è un'organizzazione nazionale, inter congregazionale e di carattere inter-diocesano, composta da religiosi e religiose, sacerdoti e laici che vivono e lavorano con i contadini, agricoltori, pescatori, popolazioni indigene e lavoratori agricoli. Fondata il 15 agosto 1969, è uno dei partner della Associazione dei Superiori religiosi maggiori nelle Filippine.<br />"Negli ultimi 50 anni, RMP ha portato il Vangelo e operato accanto alle comunità povere in aree remote, promuovendone la dignità umana, i diritti, la pace e la giustizia sociale", afferma a Fides suor Elsa Compuesto, la nuova Coordinatrice nazionale di RMP, eletta dall'Assemblea nazionale dell'organizzazione a Manila nei giorni scorsi.<br />"I prossimi 50 anni saranno anni di grazia nei quali lavorare con i poveri. Non vogliamo abbandonare i nostri poveri nonostante molte difficoltà, lotte, rischi e sfide che i nostri missionari affrontano insieme alle persone che serviamo", ha rimarcato suor Elsa, della Congregazione delle Suore Missionarie di Maria.<br />"Essere parte di RMP è un impegno missionario a vivere una chiamata profetica con i poveri", ha specificato suor Elenita Belardo, Coordinatrice nazionale uscente.<br />RMP, sempr in prima linea contro le ingiustizie, ha alzato la voce contro le uccisioni di poveri da parte della polizia o dei militari per vari motivi e violazioni dei diritti umani. Il Vescovo Deogracias Iniguez ha rimarcato lo sforzo, l'impegno e il contributo di RMP, i cui membri "sono disposti a lavorare sodo per avvicinare la Chiesa alle persone".<br />"I membri di RMP sono disposti a sacrificare così tanto per il bene del Vangelo mentre lavorano per la giustizia denunciando il male e le ingiustizie" ha detto il Vescovo.<br />RMP si impegna a servire gli agricoltori, i popoli indigeni e i pescatori "attraverso la testimonianza collettiva e l'azione profetica" e "a incoraggiare le persone di buona volontà " sostegno dei poveri delle aree rurali" perchè "possano godere dei frutti del loro lavoro e della pienezza della vita, preservando l'integrità della creazione", si legge in una nota del'organizzazione.<br />Tra gli altri impegni, RMP facilita l'integrazione e i seminaristi e dei membri religiosi e religiosi affinché svolgano la loro missione evangelizzatrice accanto ai poveri delle aree rurali; conduce campagne sulle problematiche delle aree rurali; fornisce servizi di supporto alle scuole su temi come l'evangelizzazione, la riduzione dei rischi di catastrofi, servizi sanitari, difesa dei diritti umani, agricoltura sostenibile e mitigazione dei cambiamenti climatici; contribuisce a costruire alleanze e reti di carattere pastorale e sociale. Wed, 21 Aug 2019 11:48:59 +0200AMERICA/PERU’ - Oltre 198 mila famiglie hanno ricevuto aiuto dalla Caritas nel 2018http://www.fides.org/it/news/66503-AMERICA_PERU_Oltre_198_mila_famiglie_hanno_ricevuto_aiuto_dalla_Caritas_nel_2018http://www.fides.org/it/news/66503-AMERICA_PERU_Oltre_198_mila_famiglie_hanno_ricevuto_aiuto_dalla_Caritas_nel_2018Lima – La Chiesa cattolica in Perù ha aiutato a più di 198 mila famiglie nel paese nel 2018: è il dato che emerge dal Rapporto sociale di Caritas Perù che descrive l’attività dell’organizzazione cattolica nell'anno 2018. Nella nota inviata all’Agenzia Fides dalla Caritas Perù, Carla Auza, direttrice nazionale, spiega come queste famiglie hanno ricevuto l'aiuto: "Queste famiglie sono state coinvolte in diverse progetti che la Caritas ha sviluppato nel 2018. Sono 45 diversi progetti, molti dei quali sono stati realizzati in collaborazione con altre 35 tra istituzioni, Ong, sponsor”.<br />"Attraverso questi progetti siamo riusciti a raggiungere 36mila famiglie bisognose; poi ci sono i programmi d'aiuto sociale con cui abbiamo aiutato altre 164mila famiglie e persone in reale ed urgente necessità. Molti cittadini hanno ricevuto anche assistenza medica o strumentale, o anche apparati sanitari di prima necessità, come sedie a rotelle, stampelle e altri".<br />"La Caritas – spiega - promuove anche progetti di carattere educativo, o nel settore sanitario, o per la nutrizione, in situazioni di crisi ambientale. Per esempio nel 2018 abbiamo offerto assistenza d'emergenza a 2.500 famiglie per il freddo polare scatenatosi sulle Ande peruviane. Piccole comunità sulle Ande hanno ricevuto aiuto per aumentare la produzione agricola o del bestiame per potere sopravvivere o riuscire nella propria economia di quella zona", racconta Auza nella nota inviata a Fides. <br />Wed, 21 Aug 2019 11:14:30 +0200AFRICA/BURKINA FASO - Appello all’unità nazionale dopo il massacro dei militari; i Vescovi denunciano il tentativo di scatenare un conflitto interreligiosohttp://www.fides.org/it/news/66502-AFRICA_BURKINA_FASO_Appello_all_unita_nazionale_dopo_il_massacro_dei_militari_i_Vescovi_denunciano_il_tentativo_di_scatenare_un_conflitto_interreligiosohttp://www.fides.org/it/news/66502-AFRICA_BURKINA_FASO_Appello_all_unita_nazionale_dopo_il_massacro_dei_militari_i_Vescovi_denunciano_il_tentativo_di_scatenare_un_conflitto_interreligioso<br /><br />Ouagadougou - Si aggrava l’instabilità in Burkina Faso, dove il 19 agosto in un attacco jihadista sono morti 24 militari, altri 7 sono feriti mentre 5 loro commilitoni sono dati per dispersi. <br />L’assalto si è verificato nelle prime ore del giorno a Koutougou, nel nord del Paese. “Il popolo del Burkina Faso è sempre rimasto saldo nella lotta di grande durata contro il terrorismo” ha affermato il Presidente Roch Marc Christian Kaboré che ha ribadito che “il Burkina Faso non cederà mai nessuna parte del suo territorio, a costo delle nostre vite”.<br />A inizio agosto il Presidente della Conferenza Episcopale di Burkina Faso e Niger, Sua Ecc. Mons. Laurent Birfuoré Dabiré, Vescovo di Dori, aveva denunciato i massacri dei cristiani compiuti da gruppi jihadisti appoggiati dall’estero che, a suo dire, “sono meglio armati ed equipaggiati” dell’esercito nazionale.<br />“Se il mondo continua a non fare niente, il risultato sarà l’eliminazione della presenza cristiana” ha affermato il Presidente della Conferenza Episcopale. I gruppi jihadisti, secondo Mons. Dabiré, perseguono una strategia precisa per porre sotto il loro controllo, o comunque destabilizzare, aree sempre più ampie del Paese. “Si sono installati poco a poco all’interno del nostro Paese, attaccando l’esercito, le strutture civili e la popolazione. Ora, il loro bersaglio principale sembrano essere i cristiani. Credo che cerchino di scatenare un conflitto interreligioso” afferma Mons. Dabiré.<br />"L'insicurezza continua a crescere e ci ha costretto a ridurre le nostre attività pastorali. Ora è troppo pericoloso recarsi in determinate aree e sono stato costretto a chiudere due parrocchie” denuncia il Presidente della Conferenza Episcopale.<br />La Chiesa cattolica rappresenta un quinto dei 16,5 milioni di abitanti del Burkina Faso, il cui governo ha firmato un accordo con il Vaticano il 12 luglio, garantendo lo status giuridico della Chiesa e impegnandosi a "collaborare per il benessere morale, spirituale e materiale della persona umana e per la promozione del bene comune ".<br />I luoghi di culto cristiani, specialmente nel nord del Paese, abitati principalmente da musulmani, sono stati il bersaglio di gruppi jihadisti dopo la cacciata del presidente Blaise Compaore nell'ottobre 2014.<br />A giugno i Vescovi di Burkina Faso e Niger hanno denunciato che i loro Paesi “sono da anni in preda al terrorismo” . <br />Wed, 21 Aug 2019 11:01:52 +0200ASIA/PAKISTAN - Preghiera ecumenica dei cristiani per "i fratelli musulmani del Kashmir"http://www.fides.org/it/news/66501-ASIA_PAKISTAN_Preghiera_ecumenica_dei_cristiani_per_i_fratelli_musulmani_del_Kashmirhttp://www.fides.org/it/news/66501-ASIA_PAKISTAN_Preghiera_ecumenica_dei_cristiani_per_i_fratelli_musulmani_del_KashmirLahore - Una speciale preghiera per "i fratelli musulmani del Kashmir" è stata organizzata nei giorni scorsi dal Comitato di solidarietà ecumenica di Lahore, di cui fanno parte leader cristiani pakistani di varie confessioni, appartenenti alla Chiesa cattolica, Chiesa anglicana, Chiesa presbiteriana, Esercito della Salvezza. La preghiera è stata accompagnata da un appello di pace per la tormentata regione del kashmir, ancora al centro di forti tensioni tra India e Pakistan.<br />L'incontro ha avuto un carattere interreligioso, vista la partecipazioni di leader musulmani pakistani invitati per l'occasione, ed è stato guidato dal francescano p. Francis Nadeem OFM Cap, segretario della Commissione per il dialogo ecumenico e interreligioso nella Conferenza episcopale del Pakistan. <br />I leader religiosi hanno mostrato la loro determinazione e hanno espresso il loro impegno a sostenere "i fratelli kashmiri" nel loro movimento per la dignità, la giustizia e la libertà, ricordando tutti coloro che, provenienti da quella regione, hanno dato un contributo per l'indipendenza del Pakistan. L'assemblea ha pregato per la pace e l'armonia tra Pakistan e India e ha insistito lanciando un accorato appello perchè "la controversia politica tra India e Pakistan sia risolta attraverso il dialogo, senza ricorso alle armi e e con la prospettiva di una reale e durevole pacificazione". <br />Alla fine dell'incontro, i leader hanno rilasciato simbolicamente colombe bianche che sono volate in cielo con la speranza, hanno detto, "che questo messaggio di pace giunga ai confini indo-pakistani e possa incoraggiare la riconciliazione". Tue, 20 Aug 2019 11:21:04 +0200AFRICA/TANZANIA - Condoglianze dei Vescovi per le vittime dell’esplosione dell’autocisternahttp://www.fides.org/it/news/66500-AFRICA_TANZANIA_Condoglianze_dei_Vescovi_per_le_vittime_dell_esplosione_dell_autocisternahttp://www.fides.org/it/news/66500-AFRICA_TANZANIA_Condoglianze_dei_Vescovi_per_le_vittime_dell_esplosione_dell_autocisterna<br />Dar es Salaam - “La Chiesa cattolica in Tanzania porge le condoglianze al signor Presidente e a tutti i cittadini. Esortiamo i tanzaniani a sostenere le famiglie che hanno perso i loro cari e che hanno subito un trauma in questo momento difficile” afferma il messaggio inviato dal Presidente della Conferenza Episcopale della Tanzania Sua Ecc. Mons. Gervas Nyaisonga, Arcivescovo di Mbeya, al Presidente della Repubblica di Tanzania John Pombe Magufuli, per l’incidente del 10 agosto che ha causato la morte di circa 89 persone e diversi feriti, dopo l’esplosione di un camion che trasportava carburante. Il veicolo si è ribaltato sulla strada di Morogoro, 175 chilometri a ovest di Dar es Salaam nell'area di Msavu nella regione di Morogoro nella parte centrale della Tanzania. Un testimone oculare ha detto che il camion stava andando ad alta velocità e mentre ha cercato di evitare un motociclista l'autista ha perso il controllo, facendo ribaltare il camion.<br />Sul luogo dell’incidente si è radunata una folla che cercava di raccogliere la benzina che fuoriusciva dall’autocisterna incidentata, quando si è verificata l’esplosione. 71 persone sono morte sul colpo mentre altre 59 sono rimaste ferite. Il 16 agosto il numero di morti è aumentato a 89 poiché alcuni dei feriti gravi trasferiti al National Hospital Muhimbili di Dar es Salaam, sono deceduti.<br />Un incidente analogo si è verificato domenica 18 agosto in un piccolo centro nell'ovest dell’Uganda, sulla strada che conduce da Kampala a Kasese a seguito dell'esplosione di un'autocisterna che ha causato la morte di almeno 19 persone. Secondo la polizia, il conducente dell'autocisterna ha perso il controllo del mezzo che si è schiantato contro tre auto ed è esploso.<br />L’esplosione di autocisterne incidentate, che radunano folle intente a depredarne il carico, hanno causato molteplici stragi in diversi Paesi africani. In Nigeria, 100 morti il 12 luglio 2012 e altri 100 nel 2007; in Sudan 203 morti il 16 settembre 2015; in Kenya 111 morti il 31 gennaio 2009; nella Repubblica Democratica del Congo 292 morti il 2 luglio 2010; in Niger 80 vittime il 6 maggio 2019. <br /><br />Tue, 20 Aug 2019 11:18:48 +0200ASIA - Giornalisti cattolici in Asia: insieme per annunciare i valori del Vangelohttp://www.fides.org/it/news/66499-ASIA_Giornalisti_cattolici_in_Asia_insieme_per_annunciare_i_valori_del_Vangelohttp://www.fides.org/it/news/66499-ASIA_Giornalisti_cattolici_in_Asia_insieme_per_annunciare_i_valori_del_VangeloKuala Lumpur - Promuovere i valori del Vangelo, escludere ogni sensazionalismo, combattere e le notizie false: è l'impegno assunto da giornalisti, redattori, e comunicatori cattolici dell'Asia riuniti leggi a Kuala Lumpur, in un meeting organizzato da "SIGNIS" Asia. SIGNIS è un forum mondiale di comunicatori cattolici e si occupa di radio, televisione, cinema e altre forme di comunicazione mediatica. <br />Nella dichiarazione finale dell'assemblea, pervenuta all'Agenzia Fides, si legge: “Annunceremo la Buona Novella, poiché siamo battezzati e inviati dal Signore. Rigettiamo il sensazionalismo e le notizie false nelle nostre pubblicazioni e ci impegniamo a rispettare i valori evangelici di verità, onestà e trasparenza nel nostro servizio”. <br />la dichiarazione fa eco al tema del Mese missionario straordinario "Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo", che la Chiesa celebra nell'ottobre 2019.<br />L'assemblea ha riunito nei giorni scorsi 18 giornalisti cattolici di 12 paesi asiatici come delegati per riflettere sul tema "Giornalismo di pace in una cultura virale".<br />I partecipanti hanno condiviso la situazione socio-culturale e socio-politica dei diversi paesi di provenienza per informare i membri sul contesto delle rispettive situazioni. La condivisione ha aperto strade per parlare delle sfide affrontate dai comunicatori cattolici nel loro ministero. La conferenza ha sollevato alcune preoccupazioni comuni che includono il declino dei lettori nel contesto dei social media, la presenza di autorità politiche ostili, la crisi finanziaria, la mancanza delle competenze necessarie, la formazione per coloro che sono coinvolti nel giornalismo cattolico. I partecipanti hanno ribadito l'importanza della presenza della Chiesa nel bel mezzo di scenari sociali e politici difficili o avversi, nel continente asiatico.<br />In tale cornice, SIGNIS ASIA organizzerà sessioni di formazione per giovani giornalisti, e si impegnerà a promuovere l'unità e la pace tra i membri e tra i cittadini dei rispettivi paesi, incentivando la collaborazione ecumenica e interreligiosa.<br />La conferenza ha proposto di istituire una "Catholic Press Association-ASIA" sotto l'egida di SIGNIS ASIA in collaborazione con il Dipartimento di Comunicazione in seno alla Federazione delle Conferenze episcopali dell'Asia . Tue, 20 Aug 2019 10:29:08 +0200AMERICA/MESSICO - I Vescovi: urge fermare la violenza sulle donnehttp://www.fides.org/it/news/66498-AMERICA_MESSICO_I_Vescovi_urge_fermare_la_violenza_sulle_donnehttp://www.fides.org/it/news/66498-AMERICA_MESSICO_I_Vescovi_urge_fermare_la_violenza_sulle_donneCittà del Messico – Urge fermare tutte le azioni che minano la dignità delle donne in Messico: è l’appello lanciato dall'arcivescovo di Puebla, Mons. Víctor Sánchez Espinosa, che ha nuovamente evidenziato il picco della violenza che si registra contro le donne nel paese. Parlando a una conferenza per per pubblicizzare il 375 ° anniversario del seminario di Palafoxiano, il leader cattolico ha affermato che “le recenti proteste delle donne, accompagnate da atti vandalici, non sono il modo migliore per esprimere un dissenso”, tuttavia, ha detto “tutte le persone hanno il diritto di manifestare, in questo caso le donne hanno bisogno estremo di maggiore sicurezza nella società”.<br />“Le donne – ha detto il vescovo - non possono continuare a essere vittime di stupri, omicidi, violenza e altri crimini”, e quindi ha esortato tutti i settori della società a “contrastare il problema, perché la vita è sacra e quindi deve essere protetta. Chiedo di fermare gli atti violenti contro le donne e contro tutti gli esseri umani", ha concluso.<br />Il tema della violenza sulle donne continua a tenere banco. La "marcia delle donne", svoltasi venerdì scorso a Città del Messico, forse la più grande manifestazione contro la violenza contro le donne realizzata in questo paese. Infatti le donne messicane sono scese in piazza per chiedere rispetto e fermare la violenza sessuale e l'insicurezza che subiscono in Messico. Purtroppo una parte dei manifestanti ha commesso atti vandalici in spazi pubblici come piazze, stazioni della metropolitana o marciapiedi a Città del Messico.<br />Secondo la stampa messicana, che segue da vicino il tema della violenza contro le donne, considerando le cifre dei casi di molestie, abusi e femminicidio il Messico risulta uno dei più rischiosi in America Latina per la sicurezza delle donne.<br />"Quasi tre donne vengono uccise al giorno, inoltre, almeno 49 subiscono abusi sessuali, creando una situazione di allerta per il numero di persone colpite", si legge in una nota pervenuta all’Agenzia Fides.<br />Secondo i dati diffusi sui mass media messicani, durante i primi sei mesi dell'anno, i decessi hanno raggiunto il record di 470 donne, 111 delle quali sono state uccise con un'arma da fuoco, 99 con un'arma da taglio, 261 con un altro tipo d'oggetto. Tra i casi denunciati, ci sono crimini sessuali: le cifre giungono a 1.530 casi di abusi sessuali denunciati in un solo mese, con una statistica media di 51 donne aggredite sessualmente ogni giorno, senza considerare quel margine di vittime che non denuncia o tutte coloro che restano in silenzio per paura di rappresaglie.<br />Come riferito a Fides, altri due vescovi, Mons. Benjamín Castillo Plascencia della diocesi de Celaya, e Mons. Enrique Díaz Díaz, pastore di Irapuato, hanno espresso pubblicamente le loro preoccupazioni dichiarando solennemente l’urgenza di misure adeguate per fermare la violenza contro le donne perché presente nella società messicana.<br /> <br />Tue, 20 Aug 2019 10:21:59 +0200EUROPA/POLONIA - Il Cardinale Filoni al santuario di Zakopane: "Maria è presente e viva in mezzo a noi"http://www.fides.org/it/news/66496-EUROPA_POLONIA_Il_Cardinale_Filoni_al_santuario_di_Zakopane_Maria_e_presente_e_viva_in_mezzo_a_noihttp://www.fides.org/it/news/66496-EUROPA_POLONIA_Il_Cardinale_Filoni_al_santuario_di_Zakopane_Maria_e_presente_e_viva_in_mezzo_a_noiZakopane - "Viene da chiedersi: perché tanti Santuari nel mondo, perché tanto affetto e devozione a Maria? In verità, dal momento in cui Maria perse Gesù, ella adottò, come Madre, la Chiesa nascente dal sangue del suo Figlio, divenendone essa stessa membro primo ed eletto. Ciò significa che, ovunque c’è una comunità di fede, come la prima comunità degli Apostoli, Maria è lì, trova lì la sua dimora in cui abitare e una famiglia dove vivere. Questo spiega anche perché Maria non ci ha mai lasciato soli. Le sue apparizioni, come Fatima, Lourdes, e tante altre, i suoi santuari come Częstochowa, questo di Zakopane, e tanti altri disseminati nei vari continenti, testimoniano la sua presenza viva in mezzo a noi". E' quanto ha sottolineato il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, celebrando la Festa dell'Assunzione della beata Vergine Maria, il 15 agosto scorso, al Santuario nazionale di Nostra Signora di Fatima a Zakopane, città di 28mila abitanti situata nel Sud della Polonia, nella regione denominata "Piccola Polonia".<br />Come ha ricordato il Cardinale Filoni, a Zakopane veniva spesso Karol Wojtyla, fin da ragazzo, poi come prete, spesso accompagnando gli studenti. Vi ritornò più volte anche dopo che fu eletto Papa. Il Santuario mariano è stato qui costruito come ex-voto per la salvezza della vita di papa Giovanni Paolo II, dopo l’attentato del 13 maggio 1981. <br />Ha affermato il Prefetto della Congregazione di "Propaganda Fide": "Con gioia celebriamo la solennità liturgica di Maria SS. Assunta in cielo in questo Santuario Nazionale di Zakopane, dove a Maria è stata costruita una casa. Tutta la Polonia cristiana oggi è spiritualmente unita ai sacerdoti e ai vescovi in Jasna Gόra, in Czestochowa, dove Maria è incoronata regina della Polonia. Nell’affetto e nella devozione per Maria, generazioni di Polacchi si sono formate e hanno tenuto desta la propria fede anche in tempi bui. Alla scuola di Maria, Karol Wojtyla, figlio di questa Nazione, ha temprato il suo carattere e consacrato se stesso totalmente a Lei, Totus tuus, a Cristo e alla Chiesa".<br />Nell'omelia della celebrazione per l'Assunta, il Cardinale ha proseguito: "La Chiesa non dimentica Maria, ricordandola e celebrandola liturgicamente durante tutto l’anno liturgico. Oggi la Chiesa la celebra nel suo mistero di Assunta in cielo, perché non era possibile che il suo corpo, da cui il Figlio di Dio aveva preso la natura umana, subisse la corruzione della morte, essendo stata preservata dal peccato originale. In questo senso, Maria diviene primogenita di una nuova creazione, quella salvata da Gesù. Noi, come comunità cristiana, cioè come comunità redenta da Cristo, siamo oggi felici di essere qui radunati e quasi abbracciati e baciati da Lei e poterle dire: Maria, Madre mia, io ti voglio bene! Ti amo! Se chiudo gli occhi per un attimo fammi sentire il tuo profumo di donna e di madre. Stringimi come stringesti Gesù, parlami come parlavi a lui, guardami con la stessa tenerezza".<br />Il santuario mariano a Zakopane è stato edificato negli anni 1987-1992 e la chiesa è stata consacrata dallo stesso Giovanni Paolo II il 7 giugno 1997, durante il suo sesto pellegrinaggio in patria. Il Santuario è stato eretto accanto ad una cappella dove, già dagli anni ’50 del secolo scorso, si venerava la Madonna e dove nel 1961 fu collocata l’immagine della Madonna di Fatima, regalata dal vescovo di Fatima al cardinale Stefan Wyszyński, il quale la donò ai padri Pallotini, custodi della cappella. Fu il vescovo di Cracovia di quel tempo, Karol Wojtyla, a consacrare sia l’immagine che la cappella. Nel cosiddetto "Parco di Fatima", nelle adiacenze del Santuario, si trovano anche due monumenti a Giovanni Paolo II e l'altare sul quale Papa Wojtyla, celebrò la Messa a Zakopane il 6 giugno 1997. Mon, 19 Aug 2019 11:39:26 +0200AFRICA/COSTA D’AVORIO - La Chiesa chiede giustizia per Faustine Brou N’Guessan, segretaria parrocchiale uccisa nel suo ufficiohttp://www.fides.org/it/news/66495-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_La_Chiesa_chiede_giustizia_per_Faustine_Brou_N_Guessan_segretaria_parrocchiale_uccisa_nel_suo_ufficiohttp://www.fides.org/it/news/66495-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_La_Chiesa_chiede_giustizia_per_Faustine_Brou_N_Guessan_segretaria_parrocchiale_uccisa_nel_suo_ufficioAbidjan - “Sia fatta piena luce sull’omicidio di Faustine Brou N’Guessan. La Chiesa è misericordiosa, ma la misericordia si opera nella giustizia” ha affermato p. Augustin Obrou, responsabile delle comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi di Abidjan, in una dichiarazione sull’uccisione della signora Faustine Brou N’Guessan, segretaria della parrocchia Sainte-Cécile du Vallon, pugnalata a morte nel suo ufficio parrocchiale, il 10 agosto.<br />Parlando a nome di Sua Eminenza, il Cardinale Jean-Pierre Kutwa, Arcivescovo di Abidjan, p. Obrou ha inviato i fedeli alla vigilanza. “Le nostre parrocchie hanno agenti di sicurezza, ma invitiamo i fedeli a evidenziare segnali anomali da parte di persone che vengono nelle nostre chiese. È vero che le chiese sono luoghi di raccoglimento, non si perquisiranno le persone per non creare allarme, ma alcuni comportamenti ci obbligano a essere più attenti”.<br />L’uccisione della segretaria della parrocchia Sainte-Cécile du Vallon era stata preceduta dalla profanazione di alcune statue della Vergine Maria e da aggressioni contro sacerdoti e laici impegnati in servizi parrocchiali.<br />Il corpo agonizzante di Faustine Brou N’Guessan, attinto da colpi di machete, è stato trovato in una pozza di sangue intorno alle 11 del mattino del 10 agosto nel suo ufficio situato nell'edificio Jean Pierre Cardinale Kutwa della parrocchia. Portata alla clinica più vicina purtroppo è spirata poco dopo. La sessantenne era madre di una figlia e da trent'anni lavorava come segretaria nella parrocchia di Sainte-Cécile du Vallon e avrebbe dovuto andare in pensione quest'anno. <br />Mon, 19 Aug 2019 11:27:33 +0200AMERICA/MESSICO - Il mondo cattolico chiede “un autentico dialogo tra governo e società”http://www.fides.org/it/news/66494-AMERICA_MESSICO_Il_mondo_cattolico_chiede_un_autentico_dialogo_tra_governo_e_societahttp://www.fides.org/it/news/66494-AMERICA_MESSICO_Il_mondo_cattolico_chiede_un_autentico_dialogo_tra_governo_e_societaCittà del Messico – "Non possiamo rassegnarci, come singoli cittadini e tanto meno come società civile organizzata, ad avere un governo che gestisce unilateralmente e in modo personalistico i grandi problemi di questo paese": lo afferma l'editoriale del periodico cattolico di Città di Messico "Desde la fe" nella sua pubblicazione del 18 agosto. Il periodico cattolico spiega nel suo editoriale: "Siamo molto sorpresi dell'intenzione espressa di recente alla Camera dei deputati, per cui la forza maggioritaria deve assumere il controllo assoluto. Si afferma che i cittadini hanno deciso ai seggi e che i gruppi politici delle minoranze non devono essere presi in considerazione. In tal modo si dimentica un principio fondamentale di ogni Congresso democratico: è lo spazio di rappresentatività delle maggioranze e delle minoranze per preservare il necessario equilibrio sociale in ogni democrazia."<br />Il testo inviato all’Agenzia Fides continua: "È evidente che, con queste misure, si vuole trasformare il luogo di maggior dinamismo democratico di un paese in uno specchio dell'imminente totalitarismo che provoca così tanti danni in ogni società". <br />"Dialogo significa saper ascoltare. È necessario ascoltare i contadini che non hanno ricevuto i loro sussidi. È necessario ascoltare le madri che lavorano che hanno bisogno di supporto professionale nella cura dei propri figli. È necessario ascoltare i medici che parlano della carenza di medicinali e della mancanza di manutenzione di attrezzature specializzate; È necessario ascoltare gli esperti che analizzano la fattibilità dei progetti e la cura ambientale; è necessario ascoltare la Commissione nazionale per i diritti umani e altre organizzazioni autonome. E’ necessario ascoltare le agenzie di rating internazionali sulla traiettoria economica del Paese. E’ necessario ascoltare le persone coinvolte per guidare l'educazione dei bambini e dei giovani. È necessario ascoltare gli investitori per creare fiducia. Vano ascoltate le vittime dell'estorsione e della violenza del crimine organizzato. Lo sforzo volontario di una persona non è sufficiente, un paese come il Messico richiede una maggiore responsabilità e un vero dialogo sociale. Per il bene di tutti, impariamo a dialogare, governo e società", conclude il testo.<br /> <br />Mon, 19 Aug 2019 10:49:53 +0200ASIA/PAKISTAN - Una risoluzione in dieci punti inviata dalle minoranze religiose al Primo Ministrohttp://www.fides.org/it/news/66497-ASIA_PAKISTAN_Una_risoluzione_in_dieci_punti_inviata_dalle_minoranze_religiose_al_Primo_Ministrohttp://www.fides.org/it/news/66497-ASIA_PAKISTAN_Una_risoluzione_in_dieci_punti_inviata_dalle_minoranze_religiose_al_Primo_MinistroKarachi : "Siamo fedeli alla nostra amata patria, il Pakistan. Non siamo estranei: le nostre Chiese, istituzioni religiose, ospedali e edifici per uffici hanno una bandiera issata del Pakistan. Viviamo in questa terra da secoli, ben prima della creazione del Pakistan, e stiamo servendo con onestà e dedizione per il bene del Pakistan". E' quanto ha dichiarato all'Agenzia Fides, p. Saleh Diego, vicario generale dell'Arcidiocesi di Karachi e direttore diocesano della Commissione nazionale per la giustizia e la pace, ricordando i temi e le sfide principali che vivono le minoranze religiose in Pakistan. Per loro è stata istituita nel 2010 dall'allora ministro federale per le Minoranze religiose,il cattolico Shahbaz Bhatti, assassinato il 2 marzo 2011, una specifica Giornata, che si celebra l'11 agosto.<br />Fr. Saleh Diego ha inoltre affermato: “Il cristianesimo esiste in questo territorio dal primo secolo, quando San Tommaso, uno degli apostoli di Gesù, venne nel subcontinente indiano . Siamo figli e figlie al 100% di questo suolo; non dovremmo essere trattati come cittadini di seconda classe”. <br />L'avvocatessa cattolica Tabbasum Yousaf, parlando a Fides, ha ricordato: "Noi membri delle minoranze religiose stiamo contribuendo fortemente allo sviluppo del Pakistan. Intendiamo mettere a fuoco le questioni inerenti la nostra libertà, dei nostri diritti umani fondamentali, i pregiudizi e le discriminazioni esistenti specialmente verso le persone delle minoranze religiose e le conversioni forzate delle donne delle minoranze religiose"<br />L'avvocatessa ha presentato una risoluzione congiunta in dieci punti che è stata firmata dai leader e dai rappresentanti di varie fedi ed è indirizzata al Primo Ministro del Pakistan e ad altre istituzioni. Tra le richieste contenute nel testo, la risoluzione rileva che l'età minima per il matrimonio delle ragazze dovrebbe essere di 18 anni; domanda l'istituzione di un ministro federale delle minoranze religiose; ricorda che la quota del 5% dovrebbe essere applicata agli studenti delle minoranze religiose per borse di studio a livello nazionale e internazionale; auspica una adeguata protezione per i luoghi di culto delle minoranze religiose, notandone la necessità anche nelle carceri, negli ospedali e nelle istituzioni statali. Il Memorandum presentatao, inoltre, chiede al governo dovrebbe concedere sussidi alle scuole delle minoranze per la sicurezza, l'amministrazione e la manutenzione. Si affrontano anche i casi di blasfemia e di chiedono leggi adeguate per evitare discriminazioni su base religiosa in ambiti come il lavoro, a scuola, la società. Una specifica richiesta tocca il problema dei rapimenti, della violenza sessuale e delle conversioni forzate delle donne delle minoranze religiose, chiedendo una normativa per contrastare il fenomeno. Fondamentale, si nota nel documento, è l'eliminazione del materiale di odio da tutti i libri e dai mezzi di comunicazione scolastici e non scolastici.<br />Commentando la situazione attuale, Majida Rizvi, la prima donna giudice dell'Alta Corte del Pakistan, e impegnata nella Commissione nazionale sulla condizione della donna, ha dichiarato: “Al momento della fondazione del Pakistan, il fondatore del Pakistan Mohammad Ali Jinnah ha assicurato la parità di diritti, libertà e giustizia al minoranze religiose in Pakistan. I membri delle minoranze religiose hanno contribuito alla fondazione e allo sviluppo del Pakistan; hanno dimostrato di essere veri cittadini del Pakistan".<br />Sheema Kirmani, nota attivista musulmana per i diritti umani, ha detto a Fides: “Tutti i cittadini pakistani sono uguali, Il concetto di considerare una persona in base al criterio di maggioranza o minoranze dovrebbe essere rimosso. Dobbiamo anche cambiare la terminologia e dichiarare che il Pakistan è un paese con un popolo di varie religioni. Non dovrebbero esserci divisioni o discriminazioni su base religiosa".<br />Ghazala Shafiq, attivista cristiana per i diritti delle donne, dichiara: “In questo paese è doloroso rilevare che la Costituzione del Pakistan non consente a nessun non musulmano di diventare presidente, primo ministro, capo di Personale dell'esercito o qualsiasi altra posizione di vertice". inoltre "le conversioni forzate delle donne appartenenti alle minoranze sono in aumento: dovrebbe essere fermate e punite severamente". Mon, 19 Aug 2019 12:45:54 +0200AMERICA/PORTO RICO - Deceduto un missionario polacco: la polizia indagahttp://www.fides.org/it/news/66493-AMERICA_PORTO_RICO_Deceduto_un_missionario_polacco_la_polizia_indagahttp://www.fides.org/it/news/66493-AMERICA_PORTO_RICO_Deceduto_un_missionario_polacco_la_polizia_indagaPonce – La congregazione Congregazione della Missione di Puerto Rico e la Famiglia vincenziana portoricana sono in lutto per l'inaspettata morte il 18 agosto 2019, del missionario polacco P. Stanislaw Szczepanik, CM, a Ponce. Secondo prime informazioni, P. Stanislaw è stato vittima di un incidente, ma la polizia sta indagando perché è stato trovato con lacerazioni sul suo corpo affianco alla sua bicicletta.<br />P. Stanislaw apparteneva alla Congregazione della Missione , che è una società clericale di vita apostolica di diritto pontificio. "Stanislaw Szczepanik – recita il comunicato giunto a Fides - è stato missionario ad Haiti, Repubblica Dominicana e Puerto Rico. E' stato un sacerdote zelante, fervente dell'Eucaristia, grande promotore della devozione alla Divina Misericordia nella Repubblica Dominicana. Era persona di profonda vita interiore. Nella sua vita ha lasciato una scia di amore per Dio e di amore per i poveri. Era lavoratore instancabile, sempre pronto a vivere il suo sacerdozio per la santificazione dei fedeli. Un grande confessore e un buon direttore spirituale. È stato direttore delle Figlie della Carità a Puerto Rico e direttore spirituale di molte anime che si sono nutrite dei suoi saggi consigli. Era formatore in seminario e promotore di molte vocazioni”.<br /> <br />Mon, 19 Aug 2019 10:28:53 +0200AMERICA/STATI UNITI - Normativa per richiedenti asilo: "illegale, ingiusta e sconsiderata", il commento dei vescovi.http://www.fides.org/it/news/66492-AMERICA_STATI_UNITI_Normativa_per_richiedenti_asilo_illegale_ingiusta_e_sconsiderata_il_commento_dei_vescovihttp://www.fides.org/it/news/66492-AMERICA_STATI_UNITI_Normativa_per_richiedenti_asilo_illegale_ingiusta_e_sconsiderata_il_commento_dei_vescoviWashington – Fides ha ricevuto una dichiarazione dei vescovi degli Stati Uniti riguardo la normativa rilasciata recentemente dall'amministrazione Trump sui migranti residenti nel paese, sulla quale è stato concesso un periodo di 30 giorni per inviare commenti al governo. "La misura consentirebbe all'amministrazione di impedire alla maggior parte delle persone che arrivano al nostro confine meridionale di avere accesso all'asilo negli Stati Uniti", si legge nel testo inviato a Fides, che poi continua, "La Conferenza episcopale degli Stati Uniti ha presentato commenti il 9 agosto e ha definito la regola "illegale, ingiusta e sconsiderata".<br />Mons. Joe S. Vásquez, vescovo di Austin e presidente del Comitato per le migrazioni della Conferenza Episcopale ha rilasciato la seguente dichiarazione:<br /><br />"Abbiamo serie preoccupazioni riguardo alla regola finale provvisoria dell'Amministrazione, emessa il 16 luglio 2019, che limita fortemente l'ammissibilità dell'asilo negli Stati Uniti al confine meridionale", ha affermato Mons. Vasquez. "La regola chiude ogni tentativo alla stragrande maggioranza dei richiedenti asilo, perché chiede di domandare protezione in quasi tutti gli altri paesi attraverso i quali viaggiano, lasciando l'asilo negli Stati Uniti come remota possibilità". Non solo crediamo che questa regola sia illegale, ma metta anche a repentaglio la sicurezza delle persone vulnerabili e delle famiglie che fuggono dalla persecuzione e minaccia l'unità della famiglia.<br />Inoltre, la norma va contro la tradizione della nostra nazione di essere un leader mondiale che aiuta ed è un catalizzatore per gli altri per fornire protezione umanitaria ai bisognosi. Ricordiamo al Dipartimento di giustizia e al Dipartimento della sicurezza nazionale che il modo in cui rispondiamo ai richiedenti asilo che raggiungono il nostro confine è la prova del nostro carattere morale e raccomandiamo fortemente all'amministrazione di annullare questa regola", afferma il comunicato dei vescovi cattolici.<br />La dichiarazione porta la data del 12 agosto 2019.<br /> <br /><br />Tue, 13 Aug 2019 10:21:08 +0200AMERICA/PERU’ - Primo ospedale pediatrico per il cancro in Perù e Sudamerica, sostenuto anche dalla chiesahttp://www.fides.org/it/news/66491-AMERICA_PERU_Primo_ospedale_pediatrico_per_il_cancro_in_Peru_e_Sudamerica_sostenuto_anche_dalla_chiesahttp://www.fides.org/it/news/66491-AMERICA_PERU_Primo_ospedale_pediatrico_per_il_cancro_in_Peru_e_Sudamerica_sostenuto_anche_dalla_chiesaCusco – Con la benedizione di Mons. Nicola Girasoli, Nunzio Apostolico in Perù, e Mons. Richard Alarcón, Arcivescovo di Cusco, si è presentato alla comunità nazionale il primo ospedale pediatrico per il cancro in Perù e nel Sud America.<br />Il Centro che porta il nome di "Vidawasi" , si trova di preciso alla città di Yanahuara, nel distretto di Urusco a Cusco.<br />Alla cerimonia dello scorso sabato 10 agosto hanno partecipato anche Jesús Dongo e Marina Cano, fondatori della associazione dello stesso nome, nonché autorità locali, rappresentanti delle istituzioni coinvolte in questo lavoro e il pubblico in generale.<br />Durante la benedizione sono state visitate le aree amministrative e ricreative dell'ospedale, nonché la casa “Vidawasi”, il villaggio medico, il villaggio di volontariato, i rifugi familiari e una cappella.<br />L'arcivescovo Girasoli, ha affermato che "Vidawasi" è una benedizione per tutti i peruviani, poiché è un lavoro fatto con cuore e solidarietà, dove tutti i piccoli malati di cancro troveranno la guarigione dei loro disturbi e la tranquillità di cui hanno bisogno grazie alla posizione strategica di questo centro nella Valle Sacra degli Incas.<br />Da parte sua, Jesús Dongo, fondatore di «Vidawasi», ha ringraziato la Chiesa cattolica per essere stata una delle prime istituzioni ad aprire le porte per intraprendere questo progetto. Ha anche invitato l'intero paese a unirsi a questa crociata, per far parte di questo ospedale pediatrico.<br />Il progetto "Vidawasi" è sostenuto dalla Santa Sede. Inoltre ha come supporto internazionale l'Ospedale Sant Joan de Déu e la Fondazione Puigvert di Barcellona, l'Ospedale Teletón per bambini di Oncologia del Messico, l'Ospedale St. Jude degli Stati Uniti, tra gli altri ospedali e centri esperti di oncologia in tutto il mondo.<br /> <br />Tue, 13 Aug 2019 09:17:37 +0200ASIA / PAKISTAN - Il cardinale Coutts nella Giornata per le minoranze: "Trattateci come cittadini del Pakistan, uguali agli altri"http://www.fides.org/it/news/66490-ASIA_PAKISTAN_Il_cardinale_Coutts_nella_Giornata_per_le_minoranze_Trattateci_come_cittadini_del_Pakistan_uguali_agli_altrihttp://www.fides.org/it/news/66490-ASIA_PAKISTAN_Il_cardinale_Coutts_nella_Giornata_per_le_minoranze_Trattateci_come_cittadini_del_Pakistan_uguali_agli_altriKarachi : “ Il fondatore del Pakistan Mohammad Ali Jinnah nel suo discorso storico dell'11 agosto 1947 ci ha assicurato che le persone di fede diversa dall'islam sarebbereo stati cittadini del Pakistan, con uguali diritti e dover. Di conseguenza dovremmo essere trattati come uguali cittadini del Pakistan per tutti e i 365 giorni dell'anno,, senza nemmeno aver necessità di avere una Giornata per le minoranze religiose del Pakistan": lo ha detto all'Agenzia Fides il Cardinale Joseph Coutts, Arcivescovo di Karachi. Il cardinale Coutts, rinomato per il suo impegno nella promozione della pace e dell'armonia in Pakistan, in occasione della Giornata per le minoranze, celebrata l'11 agosto in tutto il paese, ha dichiarato a FIdes: “Noi persone siamo pakistani, non siamo migranti da nessun altro paese, siamo nati e cresciuti in Pakistan e viviamo qui da secoli prima dell'indipendenza del Pakistan. Non dovremmo essere trattati come cittadini di seconda classe".<br />Continua il Card COutts:: "Abbiamo contribuito allo sviluppo del Paese sin dal primo giorno della sua indipendenza. E lo facciaom ancora Oggi: la Conferenza episcopale cattolica pakistana ha risposto all'appello del primo ministro Imran Khan per la costruzione di bacini idrici e dighe) in Pakistan e abbiamo raccolto donazioni da tutti i nostri cristiani pakistani".<br />A tal fne "dovremmo essere trattati come cittadini uguali agli altri e non come minoranze religiose del Pakistan". Il cardinale Coutts ha inoltre affermato: "Apprezzo il primo ministro Imran Khan per essersi fortemente opposto alle conversioni forzate nel suo discorso del 30 luglio 2019 mentre celebrava la Giornata delle minoranze" . E ha concluso:" Sembra che questo governo sia molto consapevole delle sfide del popolo delle minoranze religiose del Pakistan. È un segno positivo, chiediamo di assciurare la protezione delle loro minoranze religiose e dei luoghi di culto delle minoranze religiose". <br />Mon, 12 Aug 2019 11:49:14 +0200VATICANO - Nell'anniversario delle Convenzioni di Ginevra, il Papa ricorda “Tutti sono tenuti a osservare i limiti imposti dal diritto internazionale umanitario"http://www.fides.org/it/news/66489-VATICANO_Nell_anniversario_delle_Convenzioni_di_Ginevra_il_Papa_ricorda_Tutti_sono_tenuti_a_osservare_i_limiti_imposti_dal_diritto_internazionale_umanitariohttp://www.fides.org/it/news/66489-VATICANO_Nell_anniversario_delle_Convenzioni_di_Ginevra_il_Papa_ricorda_Tutti_sono_tenuti_a_osservare_i_limiti_imposti_dal_diritto_internazionale_umanitarioCittà del Vaticano – Dopo la preghiera mariana dell’Angelus, il Santo Padre Francesco ha ricordato ai pellegrini riuniti in piazza San Pietro, che oggi ricorre il 70° anniversario delle Convenzioni di Ginevra, con queste parole: "ricorre il 70° anniversario delle Convenzioni di Ginevra, importanti strumenti giuridici internazionali che impongono limiti all’uso della forza e sono volti alla protezione di civili e prigionieri in tempo di guerra. Possa questa ricorrenza rendere gli Stati sempre più consapevoli della necessità imprescindibile di tutelare la vita e la dignità delle vittime dei conflitti armati. Tutti sono tenuti a osservare i limiti imposti dal diritto internazionale umanitario, proteggendo le popolazioni inermi e le strutture civili, specialmente ospedali, scuole, luoghi di culto, campi-profughi. E non dimentichiamo che la guerra e il terrorismo sono sempre una grave perdita per l’intera umanità. Sono la grande sconfitta umana!".<br /> <br />Mon, 12 Aug 2019 10:57:27 +0200AMERICA/MESSICO - Insieme contro la Xenofobia, la chiesa propone azioni di pastorale contro l’odio e le armihttp://www.fides.org/it/news/66488-AMERICA_MESSICO_Insieme_contro_la_Xenofobia_la_chiesa_propone_azioni_di_pastorale_contro_l_odio_e_le_armihttp://www.fides.org/it/news/66488-AMERICA_MESSICO_Insieme_contro_la_Xenofobia_la_chiesa_propone_azioni_di_pastorale_contro_l_odio_e_le_armiCittà del Messico – "Il Messico e gli Stati Uniti sono in una battaglia contro il tempo, in cui la xenofobia, che alimenta la cultura dell'odio nel paese vicino in modo accelerato, è il principale nemico da superare", sono le prime righe dell'editoriale del bollettino cattolico della Città di Messico "Desde la fe" nella sua pubblicazione di ieri 11 agosto.<br />Il commento riguarda gli ultimi casi accaduti questi giorni scorsi: "Le massicce sparatorie dello scorso fine settimana che hanno provocato la morte di almeno 29 persone e che hanno lasciato mezzo centinaio di feriti in Texas e Ohio, ancora una volta hanno chiesto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e al Congresso di legiferare a favore di un maggiore controllo nell'acquisizione di armi da parte dei civili".<br />Ma la situazione di fondo sembra sia un'altra: "Ciò che la società americana non riesce a capire è che non sono solo le armi a causare queste azioni criminali, ma che esiste uno sfondo più complicato che ha le sue radici nella mancanza di valori, a cominciare dal rispetto per la vita, e in questo, i vescovi di quel paese hanno sempre segnalato il punto chiave".<br />"La USCCB ha a lungo sostenuto le leggi responsabili delle armi e ha aumentato le risorse per affrontare le cause profonde della violenza. Ha anche chiesto al presidente e al Congresso di mettere da parte gli interessi politici e di trovare modi per proteggere meglio la vita innocente; Tuttavia, di fronte a questa richiesta, i vescovi hanno trovato orecchie sorde", si legge nel testo messicano.<br />La notizia oggi è chiara: "Oggi, la Chiesa in questo paese, ha deciso di non aspettare più e ha deciso di intraprendere azioni preventive e una campagna pastorale per affrontare i modi in cui, come istituzione, può aiutare a combattere "questa malattia sociale che ha contagiato la nazione". Ha anche avvisato i cattolici di aumentare la preghiera e il sacrificio per porre fine a queste sparatorie, ma soprattutto per esprimere la loro voce per i cambiamenti necessari nella cultura nazionale in modo che la bandiera dell'odio xenofobo smetta di guadagnare forza e costruiamo un cultura dell'umanità autentica", conclude il messaggio.<br /> <br />Mon, 12 Aug 2019 08:25:47 +0200AFRICA/NIGER - Attesa, silenzio, speranza, preghiera a 11 mesi dal rapimento di padre Luigi Maccallihttp://www.fides.org/it/news/66487-AFRICA_NIGER_Attesa_silenzio_speranza_preghiera_a_11_mesi_dal_rapimento_di_padre_Luigi_Maccallihttp://www.fides.org/it/news/66487-AFRICA_NIGER_Attesa_silenzio_speranza_preghiera_a_11_mesi_dal_rapimento_di_padre_Luigi_MaccalliNiamey - Il 17 agosto saranno undici mesi da quella sera del 17 settembre 2018 quando è cambiata la vita di padre Gigi Maccalli, della Società per le Missioni Africane, rapito a Bomoanga . “Non era certo il primo rapimento di cui sentivamo parlare, ma era il primo che ci toccava così da vicino. Ci sembrava impossibile. Quel giorno la notizia del suo rapimento è stata ripetuta in tutti i telegiornali, che abbiamo seguito sperando sempre in qualche particolare in più”, raccontano all’Agenzia Fides due amici del missionario.<br />“Sono cominciati così questi undici mesi di attesa, di silenzio, di speranza e di preghiera. Una preghiera che ha coinvolto quanti in tutti questi anni, e per motivi diversi, sono entrati in contatto con padre Gigi, condividendo con lui l’entusiasmo per la missione, facendosi coinvolgere nei progetti a favore della gente , creando legami”, spiegano. <br />“Quello che sostiene la nostra speranza e la nostra fiducia è questo filo rosso della preghiera che, ogni giorno personalmente e una volta alla settimana comunitariamente, ci lega e intercede incessantemente per la liberazione del nostro caro amico”, aggiungono i due amici. “Siamo sicuri che anche lui prega per noi. Conoscendolo, di certo il fatto di non poterci fare avere sue notizie gli peserà e si affiderà a quel ‘telefono senza fili’ che è la preghiera”. <br />“Lo abbiamo conosciuto poco prima di essere ordinato, durante una visita a Walter, suo fratello seminarista a Genova. E già innamorato dell’Africa. Un amore per la missione ribadito, si può dire, in ogni lettera, in ogni discorso. Tre anni dopo, alla vigilia del suo giuramento perpetuo ci scriveva da Bondoukou: “Il mio giuramento perpetuo in seno alla comunità SMA è un impegno di fedeltà e di consacrazione alla missione e a queste Chiese d’Africa nel servizio ai poveri. Sono venuto per servire e questo resta l’orizzonte della mia vocazione sacerdotale”. <br />“Forse, non avrà mai pensato, sempre così pieno di iniziative, di arrivare ad essere, come è oggi, un missionario ‘contemplativo’, in questa sua particolare clausura. Perché è così che vediamo oggi la missione di padre Gigi: una missione orante, missione che continua, anche se in modo diverso e che, a sua e nostra insaputa, porterà dei frutti.” <br />Mon, 12 Aug 2019 12:07:59 +0200NEWS ANALYSIS/OMNIS TERRA - L'America Latina all’avanguardia nel “laboratorio” della missione e della pastorale urbana per le grandi cittàhttp://www.fides.org/it/news/66486-NEWS_ANALYSIS_OMNIS_TERRA_L_America_Latina_all_avanguardia_nel_laboratorio_della_missione_e_della_pastorale_urbana_per_le_grandi_cittahttp://www.fides.org/it/news/66486-NEWS_ANALYSIS_OMNIS_TERRA_L_America_Latina_all_avanguardia_nel_laboratorio_della_missione_e_della_pastorale_urbana_per_le_grandi_cittaA partire dalle sfide che interpellano l’azione della Chiesa nelle città in questo “cambio di epoca”, l’America Latina è all’avanguardia nella riflessione teologico-pastorale e nelle proposte di pastorale urbana . Città del Messico e Buenos Aires sono i luoghi dove la Chiesa, verso la fine degli anni ’80, ha cominciato a sentirsi interpellata fortemente dalla postmodernità e dai cambiamenti socioculturali prorompenti nelle megalopoli.<br />“Considero corretto il giudizio di Carlos Maria Galli, teólogo argentino, il quale afferma che la pastorale urbana è un contributo originale della Chiesa latinoamericana e caraibica alla ‘Catholica’ prima e dopo Papa Francesco”. Sono parole del cardinale Lluís Martínez Sistach, arcivescovo emerito di Barcellona, uno dei promotori della Pastorale delle Grandi Città insieme al cardinal Jorge Mario Bergoglio. È d’accordo don Benjamín Bravo, teologo e docente di P.U. intervistato dall’Agenzia Fides: “Effettivamente la P.U. è di matrice latinoamericana perchè parte da una situazione tipica della regione, di religiosità di fondo, nella quale la maggioranza delle persone, anche anche se non praticanti, credono in Dio e lo chiamano così, e non muove dall’esperienza europea della de-sacralizzazione e della secolarizzazione della postmodernità. Anche perchè da noi la modernità ha influito per 30 anni: non ha lasciato molto”. La P.U. “non è lo stesso che una pastorale nell’urbe”, ebbe a dire anni fa Jorge Eduardo Scheinig, attuale vescovo ausiliare di Mercedes-Lujan. “Pastorale nell’urbe è fare ciò che abbiamo sempre fatto nel paradigma della cristianità. La P.U. è una pastorale nuova perchè le città generano multiculturalità”, concluse <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://omnisterra.fides.org/articles/view/122">Continua a leggere la news analysis sul sito web di Omnis Terra</a>Sat, 10 Aug 2019 12:01:23 +0200