Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.AMERICA/GUATEMALA - Stanley Rother, primo martire nato negli Stati Unitihttp://www.fides.org/it/news/61303-AMERICA_GUATEMALA_Stanley_Rother_primo_martire_nato_negli_Stati_Unitihttp://www.fides.org/it/news/61303-AMERICA_GUATEMALA_Stanley_Rother_primo_martire_nato_negli_Stati_UnitiAtitlan – E' ufficiale, Papa Francesco ieri 2 dicembre 2016 ha riconosciuto il martirio di Padre Stanley Rother dell'Arcidiocesi di Oklahoma City , facendo di lui il primo martire nato negli Stati Uniti. Il riconoscimento del suo martirio apre la strada per la sua beatificazione.<br />Stanley Rother conosciuto come il padre Aplas è stato un sacerdote diocesano statunitense andato in missione in Guatemala. Rother fu parroco di Santiago Atitlan, Solola . È arrivato in Guatemala nel 1968 come missionario, aveva guidato la sua Chevrolet da Oklahoma a Guatemala. Si è radicato nella regione e ha imparato spagnolo e Tzutuhil. Era conosciuto per i tzutuhiles come il padre Aplas ed è stato invitato a fare parte della fratellanza di questi popoli indigeni.<br />Come parroco a Santiago Atitlán per 13 anni, oltre ai suoi compiti pastorali, ha tradotto il Nuovo Testamento in Tzutuhil e ha iniziato la celebrazione regolare della Messa in quella stessa lingua. Ha lasciato il paese a causa del conflitto armato ma poco dopo è tornato per sostenere ai suoi parrocchiani. E' stato ucciso nella canonica della sua parrocchia il 28 luglio 1981.<br />Fu uno dei 10 sacerdoti assassinati in Guatemala quell'anno.<br /> <br /><br />Sat, 03 Dec 2016 10:21:16 +0100AMERICA/NICARAGUA - I vescovi incontrano Segretario generale dell'Organizzazione degli Stati Americanihttp://www.fides.org/it/news/61302-AMERICA_NICARAGUA_I_vescovi_incontrano_Segretario_generale_dell_Organizzazione_degli_Stati_Americanihttp://www.fides.org/it/news/61302-AMERICA_NICARAGUA_I_vescovi_incontrano_Segretario_generale_dell_Organizzazione_degli_Stati_AmericaniManagua – La Chiesa in Nicaragua esprime preoccupazione per la realtà socio-politica del paese ed è pronta a dare un contributo per il bene comune. E’ quanto emerso dall’incontro tenutosi ieri, 2 dicembre, tra Luis Almagro, Segretario generale dell'Organizzazione degli Stati Americani, e alcuni rappresentanti della Conferenza Episcopale del Nicaragua. Almagro ha concluso la sua visita a Nicaragua dove è arrivato nei giorni scorsi, dopo gli accordi sottoscritti il 15 ottobre con il governo di Daniel Ortega, per collaborare con le istituzioni del paese. Il Segretario ha tenuto incontri con i diversi categorie sociali: imprenditori, diplomatici, politici e organizzazioni sociali. Ieri, venerdì 2 dicembre, ha incontrato i leader religiosi.<br /><br />Secondo la nota inviata a Fides, durante il meeting si è parlato dei recenti sviluppi politici nel paese. L'incontro è avvenuto in un clima di apertura, e nella ricerca del bene comune e della pace. In rappresentanza della Chiesa del Nicaragua hanno partecipato: il Cardinale Leopoldo Brenes, Arcivescovo dell'Arcidiocesi di Managua; Mons. Silvio Baez, Vescovo Ausiliare di Managua; Mons. Pablo Schmitz Simon, OFM Cap, Vescovo del Vicariato Apostolico di Bluefields; Mons. René Sándigo, Vescovo della diocesi di Juigalpa. I vescovi hanno dichiarato il loro desiderio di sostenere il popolo del Nicaragua con qualsiasi azione indirizzata a operare per la democrazia, la pace e un vero dialogo.<br /><br />Per l’occasione, la Conferenza episcopale ha consegnato ad Almagro una copia del documento preparato dai vescovi nel 2014 “Alla ricerca di nuovi orizzonti per un Nicaragua migliore”. Questo documento è stato preparato e consegnato al presidente Ortega il 21 maggio 2014 e, secondo quanto detto dal Cardinale Brenes alla fine dell'incontro, “il presidente non ha ancora risposto". <br /><br />Sat, 03 Dec 2016 09:49:16 +0100ASIA/TERRA SANTA - Profanato il cimitero cristiano di Kfar Yassifhttp://www.fides.org/it/news/61301-ASIA_TERRA_SANTA_Profanato_il_cimitero_cristiano_di_Kfar_Yassifhttp://www.fides.org/it/news/61301-ASIA_TERRA_SANTA_Profanato_il_cimitero_cristiano_di_Kfar_YassifNazareth – Il Patriarcato Latino di Gerusalemme, in comunione con tutte le Chiese di Terra Santa, ha espresso ferma riprovazione per l'atto di vandalismo perpetrato contro il cimitero cristiano di Kfar Yassif, cittadina della Galilea situata 11 chilometri a nord-est di Acri, dove nella giornata di giovedì 1 dicembre sono stati scoperti scritte e graffiti blasfemi e osceni tracciati in lingua araba sulle pareti del cimitero e sulle lapidi di diverse tombe. In un comunicato, diffuso attraverso i suoi jedia ufficiali, il Patriarcato Latino esprime la propria vicinanza e solidarietà alle famiglie deei defunti sepolti nel cimitero profanato, e chiede che le forze di polizia indaghino al più presto per individuare e rocssare gli autori degli atti vandalici. . Sat, 03 Dec 2016 09:41:04 +0100ASIA - Il card. Alencherry: aiutare le famiglie a incontrare Cristohttp://www.fides.org/it/news/61300-ASIA_Il_card_Alencherry_aiutare_le_famiglie_a_incontrare_Cristohttp://www.fides.org/it/news/61300-ASIA_Il_card_Alencherry_aiutare_le_famiglie_a_incontrare_CristoColombo - La Chiesa in Asia ha la missione di aiutare le famiglie a scoprire Cristo: lo ha detto il Cardinale George Alencherry, arcivescovo maggiore di Ernakulam-Angamaly, in Kerala, presidente del Consiglio episcopale siro-malabarese, durante l'assemblea plenaria della Federazione delle Conferenze Episcopali dell'Asia , in corso a Colombo dal 28 novembre al 4 dicembre.<br />"Abbiamo tutti bisogno di trovare Cristo in noi stessi, per aiutare gli altri a scoprirlo nella vita delle nostre famiglie e dei nostri popoli: questa è l'evangelizzazione", ha sottolineato il Cardinale intervenendo davanti all'assemblea composta da oltre 140 tra cardinali, arcivescovi e vescovi provenienti da circa 40 paesi asiatici, oltre ad alcuni rappresentanti come teologi e laici impegnati nella Chiesa in Asia. <br />L'assemblea, che si tiene ogni quattro anni, è centrata sul tema “La famiglia cattolica asiatica: La Chiesa locale dei poveri nella missione di misericordia. Le Chiese in Asia si interrogano su come rendere le famiglie cattoliche strumento di annuncio del del Vangelo della misericordia.<br />SUlla scia dell'Anno giubilare appena concluso, "stiamo esplorando quale potrebbe essere la missione di misericordia della famiglia cattolica in Asia. Mi sembra che il nostro percorso è lo stesso di quello degli apostoli: aiutare ogni uomo a incontrare Cristo nella sua vita e aiutare le nostre famiglie a scoprire la presenza di Cristo all'interno e all'esterno del nucleo familiare". "Questa è la comune missione della Chiesa, è la missione di vescovi, sacerdoti, consacrati, famiglie", ha aggiunto.<br />Il Cardinale ha spiegato: "Le famiglie in Asia, che vivono in un contesto multireligioso sono influenzate dai modelli familiari di altre credenze religiose. Le religioni in Asia sono una via di ricerca di Dio. Per noi cristiani è Cristo che conta nella nostra testimonianza di fede. E 'questa unicità di Cristo, il dono di Cristo al mondo che salva e segna la nostra vita. È a Cristo che Papa Francesco ci richiama per il nuovo cambiamento di paradigma. Dio è misericordia e Gesù Cristo manifesta il volto della misericordia di Dio per noi". <br />In passato, ha aggiunto il Porporato, i Pastori sembrano averlo dimenticato, sottolineando solo l'osservanza della legge, dimenticando la misericordia di Dio. <br />"I cristiani sono chiamati a cogliere la presenza e l'azione di Cristo nell'uomo e in tutta la creazione, come ha fatto San Francesco d'Assisi", ha ricordato.<br />"Dopo aver visto, udito e toccato Cristo, non dobbiamo rinunciare alla benedizioni che derivano dalla sequela di Cristo. Le nostre famiglie incontrano Gesù nella loro vita e ricevono la sua benedizione. Lasciate che tutto questo si trasformi in bene per la Chiesa e per le società asiatiche, come avviene per il processo di riconciliazione di pace in Sri Lanka", ha concluso. Sat, 03 Dec 2016 09:11:13 +0100AFRICA/CONGO RD - Uccisa suor Clara che ha dedicato la vita a migliorare le condizioni delle ragazzehttp://www.fides.org/it/news/61299-AFRICA_CONGO_RD_Uccisa_suor_Clara_che_ha_dedicato_la_vita_a_migliorare_le_condizioni_delle_ragazzehttp://www.fides.org/it/news/61299-AFRICA_CONGO_RD_Uccisa_suor_Clara_che_ha_dedicato_la_vita_a_migliorare_le_condizioni_delle_ragazze Kinshasa - Uccisa una religiosa congolese della Congregazione delle Suore Francescane Scolastiche di Cristo Re, suor Clara Agano Kahambu. Il fatto è avvenuto nel primo pomeriggio del 29 novembre, presso la parrocchia Mater Dei di Bukavu, capoluogo del Sud Kivu nell’est della Repubblica Democratica del Congo.<br />Secondo quanto riferiscono all’Agenzia Fides fonti della locale Arcidiocesi, suor Clara si trovava nel suo ufficio con una studentessa, quando un uomo si è presentato al guardiano della struttura dicendo che doveva iscrivere la propria figlia alla scuola religiosa. Una volta entrato l’uomo si è scagliata contro la suora colpendola con un coltello al collo. L’uomo è stato catturato ma per la religiosa, prontamente soccorsa, non c’è stato nulla da fare. È spirata nel giungere all’ospedale.<br />“A 40 anni questa vera fautrice dei diritti della donna se ne è andata…Si aggiunge alla lunga lista dei difensori dei diritti umani falcidiati nella nostra provincia” afferma un comunicato inviato all’Agenzia Fides della Commissione diocesana “Giustizia e Pace”.<br />Il comunicato denuncia il degrado della sicurezza di Bukavu alla vigilia delle elezioni nazionali; la recrudescenza della violenza e degli attacchi nei confronti della popolazione in una città che pullula di militari e poliziotti; la circolazione in tutta impunità di individui chiaramente pericolosi e armati, alcuni dei quali malati di mente, che attaccano i passanti sotto lo “sguardo sorridente delle forze dell’ordine”. “Giustizia e Pace” ricorda che “persino l’Arcivescovo è stato attaccato a casa sua nel sonno”.<br />Suor Clara Agano era nata il 3 luglio 1976 nella parrocchia di Luofu, Diocesi di Butembo-Beni, figlia di Jean-Pierre e di Anastasia Kahindo quinta in una famiglia con dieci figli.<br />Il 16 novembre 2000 a Bukavu era stata ammessa nella Congregazione delle Suore Francescane Scolastiche di Cristo Re, con sede a Spalato; postulante dal 5 agosto 2001, ha iniziato il noviziato il 25 agosto 2002 ed ha emesso i voti perpetui il 2 agosto 2010.<br />Ha insegnato psicologia, pedagogia e catechesi. Era Preside della scuola "Marie Madeleine" a Bukavu e del centro pastorale "Mater Dei" dove insegnava a leggere e scrivere alle ragazze povere. <br />Fri, 02 Dec 2016 12:57:19 +0100VATICANO - Riconosciute le virtù eroiche del Card. Guglielmo Massaja, tra i più grandi missionari dell’Ottocentohttp://www.fides.org/it/news/61298-VATICANO_Riconosciute_le_virtu_eroiche_del_Card_Guglielmo_Massaja_tra_i_piu_grandi_missionari_dell_Ottocentohttp://www.fides.org/it/news/61298-VATICANO_Riconosciute_le_virtu_eroiche_del_Card_Guglielmo_Massaja_tra_i_piu_grandi_missionari_dell_OttocentoCittà del Vaticano – Ieri, 1° dicembre, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza il Card. Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, e ha autorizzato la Congregazione a promulgare diversi decreti, tra cui quello riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio Guglielmo Massaja, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, Cardinale, nato l’8 giugno 1809 e morto il 6 agosto 1889.<br />Il Cardinale Guglielmo Massaja è considerato tra i più grandi missionari dell'Ottocento: fu il primo ad evangelizzare il popolo tribale dei Galla, nel sud dell'Etiopia, a studiarne la cultura e a promuovere una serie di opere sociali. Nato l'8 giugno 1809 a Piovà d'Asti , vestì il saio cappuccino all'età di 17 anni e fu ordinato sacerdote nel 1832 con dispensa di 13 mesi sull'età canonica. Fin dall'ordinazione si dimostrò un acceso sostenitore dell'Opera della Propagazione della Fede, che sosteneva le missioni cattoliche, alle quali si era legato con voto privato. Il 26 aprile 1846 Papa Gregorio XVI creava il Vicariato Apostolico dei Galla e pochi giorni dopo lo affidava al Massaja. <br />Consacrato Vescovo a Roma, il Massaia lasciò l'Italia nella notte del 2 giugno 1846 per affrontare un viaggio che sarebbe durato 6 anni prima di raggiungere il popolo Galla. Dal 1852 al 1879 il Massaja fondò diverse missioni, istituì il primo monachesimo etiopico cattolico, compose il primo catechismo in lingua galla, consacrò 3 Vescovi, si confrontò con il clero etiopico e con la presenza musulmana, favorì esplorazioni scientifiche, diffuse fra la popolazione la profilassi contro il vaiolo e compì egli stesso interventi chirurgici grazie alla pratica acquisita negli anni giovanili. Esiliato nel 1879 dal negus Teodoro II, rientrò in Italia e si stabilì nel convento di Frascati, dove su invito di Papa Leone XIII scrisse in 12 volumi la sua autobiografia. Il 6 agosto 1889 morì a San Giorgio a Cremano . Il processo di canonizzazione venne avviato nel 1914 ed è rimasto fermo per circa 70 anni. <br />Fri, 02 Dec 2016 12:32:01 +0100ASIA/SIRIA - Il Vescovo Abou Khazen: cinque “rappresentanti” di Aleppo est scelti per trattare un accordo con l'esercitohttp://www.fides.org/it/news/61297-ASIA_SIRIA_Il_Vescovo_Abou_Khazen_cinque_rappresentanti_di_Aleppo_est_scelti_per_trattare_un_accordo_con_l_esercitohttp://www.fides.org/it/news/61297-ASIA_SIRIA_Il_Vescovo_Abou_Khazen_cinque_rappresentanti_di_Aleppo_est_scelti_per_trattare_un_accordo_con_l_esercitoAleppo – “Nei quartieri di Aleppo ancora in mano ai ribelli e ai gruppi jihadisti sono stati nominati cinque rappresentanti che dovrebbero trattare con l'esercito siriano una sorta di accordo. Speriamo e preghiamo affinchè attraverso questa strada si possa arrivare a una soluzione che risparmi altre sofferenze e distruzioni per tutti”. Così il Vescovo Georges Abou Khazen OFM, Vicario apostolico di Aleppo per i cattolici di rito latino, riferisce all'Agenzia Fides gli sviluppi più recenti delle operazioni militari in atto presso la martoriata metropoli siriana, dove l'esercito governativo sta progressivamente riconquistando i quartieri dell'enclave orientale che da anni erano controllati dalle formazioni paramilitari ribelli, comprese le milizie jihadiste come Jabhat al Nusra.<br />Riguardo alla situazione di Aleppo, il Vescovo francescano riferisce all'Agenzia Fides informazioni che si fa fatica a trovare nei report del mainstream mediatico internazionale. “Almeno 20mila persone sono fuggite dai quartieri controllati dai ribelli e sono state accolte dall'esercito siriano e dalle organizzazioni di assistenza. Altre 70mila sono rimaste nelle zone appena riconquistate dalle forze armate del governo, che hanno distribuito viveri e favorito il potenziamento dei soccorsi sanitari. Tra tutti questi si registra il sollievo per la fine di una pressione che durava da anni. Nelle zone ancora in mano ai ribelli, quelli di al Nusra non vogliono fare uscire la popolazione civile. In alcuni casi lo hanno impedito usando le armi. Sappiamo che in alcuni casi ci sono state manifestazioni popolari per chiedere alle milizie dell'opposizione di ritirarsi. Adesso speriamo tutti in una trattativa per arrivare a un accordo, e possibilmente anche a una riconciliazione, attraverso i negoziatori che ovviamente sono stati scelti con il consenso dei gruppi armati”. .Fri, 02 Dec 2016 11:56:13 +0100ASIA/INDIA - I cristiani al Primo ministro Modi: “Lavori per una crescita inclusiva”http://www.fides.org/it/news/61296-ASIA_INDIA_I_cristiani_al_Primo_ministro_Modi_Lavori_per_una_crescita_inclusivahttp://www.fides.org/it/news/61296-ASIA_INDIA_I_cristiani_al_Primo_ministro_Modi_Lavori_per_una_crescita_inclusivaNew Delhi - Il governo indiano si adoperi per garantire una crescita economica inclusiva, che non tagli fuori larghe masse di popolazione socialmente emarginata e a livelli di mera sopravvivenza. E' l'appello rivolto al Primo Ministro Narendra Modi da Sajan K. George, presidente del Consiglio globale dei cristiani indiani . In una lettera aperta al Primo Ministro, pervenuta all'Agenzia Fides, si ricorda che la nazione è "spaccata in due", segnata dalla grave questione della corruzione, dalle disuguaglianze economiche e sociali, dal rapporto problematico con le minoranze religiose.<br />La lettera tocca gli effetti del recente provvedimento della "demonetizzazione" che voleva essere "un passo verso la trasformazione dell'India in un'economia senza contanti". Ma, in base alle stime del governo, "il 40 per cento degli indiani non usa servizi bancari formali", nota la missiva e sono proprio le fasce di popolazione più povera e gli istituti che operano nel servizio sociale ad essere fortemente penalizzati. <br />"Gli orfanotrofi e le case di indigenti, gli istituti di carità sono allo stremo, dato che l'India non dispone di una rete di sicurezza sociale per sostentare i loro bisogni" si afferma, e sono affidati solo al buon cuore di donatori privati. Va considerata anche la condizione di "oltre due milioni di donne imprenditrici e piccoli agricoltori che si trovano ad affrontare un futuro incerto e la fame" nota il testo. "I salari, le imprese, l'agricoltura: tutte realtà colpite. Queste piccole realtà economiche ora guadagnano il 30 per cento di quello che guadagnavano prima della demonetizzazione", rimarca S. George.<br />La lettera spiega che "nelle zone rurali l'economia si basa essenzialmente sui contanti ma non è una economia in nero, in quanto non significa evadere le tasse. Nelle zone rurali, la gente risparmia in contanti, paga in contanti, l'economia agricola funziona in contanti".<br />Milioni di cittadini e di piccole imprese "hanno bisogno dell'aiuto del governo per riprendere le loro piccole attività imprenditoriali" perchè si attenuino gli effetti negativi della demonetizzazione. La lettera si chiude con un appello e un auspicio a "un nuovo anno di prosperità" per tutti i cittadini indiani, per un benessere realmente inclusivo, e non selettivo. Fri, 02 Dec 2016 11:50:53 +0100AFRICA/SUD SUDAN - Rischio massacro etnico: “a Yei la popolazione vive nel terrore” dice il Vescovohttp://www.fides.org/it/news/61295-AFRICA_SUD_SUDAN_Rischio_massacro_etnico_a_Yei_la_popolazione_vive_nel_terrore_dice_il_Vescovohttp://www.fides.org/it/news/61295-AFRICA_SUD_SUDAN_Rischio_massacro_etnico_a_Yei_la_popolazione_vive_nel_terrore_dice_il_VescovoJuba - “Oltre un centinaio di migliaia di persone vivono nella paura e nell’incertezza e sono impossibilitate a lasciare la città” denuncia a Radio Easter Sua Ecc. Mons. Erkolano Lodu Tombe, Vescovo di Yei, città dell’Equatoria, nel Sud Sudan, colpita da un’ondata di omicidi e massacri attribuiti a gruppi armati misti militari-civili che colpiscono presunti fiancheggiatori dell’ex Vice Presidente Riek Machar .<br />“A Yei non ci sono al momento sparatorie ma la popolazione vive nella costante paura di nuove ondate di violenza e di omicidi” riferisce Mons. Lodu. Il Vescovo ha aggiunto che la popolazione dei villaggi circostanti non può recarsi a Yei, eccetto coloro che vi giungono per via aerea da altre contee e da altri Stati. I contadini non possono andare a curare le loro coltivazioni e la popolazione dovrà continuare a ricorrere all’assistenza umanitaria per sfamarsi fino al 2017. <br />La guerra civile tra la fazione del Presidente Salva Kiir e quella dell’ex Vice Presidente Riek Machar ha preso una dimensione etnica, opponendo i Dinka ai Nuer, a cui appartiene Machar. Le altre etnie e tribù si sono alleate a uno dei due contendenti, nella speranza di ottenere vantaggi nei loro conflitti locali, sovente a carattere fondiario. <br />Il rappresentate americano al Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU di Ginevra ha denunciato che il governo sud-sudanese si appresterebbe a sostenere attacchi su vasta scala contro la popolazione nella regione dell’Equatoria centrale. <br />Fri, 02 Dec 2016 11:31:13 +0100AMERICA/PARAGUAY - “Qualcosa non va”: Mons. Cabello sulla mancanza di decisioni per combattere i criminalihttp://www.fides.org/it/news/61294-AMERICA_PARAGUAY_Qualcosa_non_va_Mons_Cabello_sulla_mancanza_di_decisioni_per_combattere_i_criminalihttp://www.fides.org/it/news/61294-AMERICA_PARAGUAY_Qualcosa_non_va_Mons_Cabello_sulla_mancanza_di_decisioni_per_combattere_i_criminaliCaacupé – Dopo la Messa per la novena in preparazione alla festa della Madonna di Caacupé, celebrata ieri davanti a centinaia di giovani provenienti da tutto il paese, Sua Ecc. Mons. Miguel Ángel Cabello Almada, Vescovo di Concepción, ha incontrato i giovani e la comunità presente al Santuario.<br />Secondo le informazioni pervenute a Fides, Mons. Cabello Almada si è soffermato a parlare della realtà che vive la popolazione nella sua diocesi, dove alla "Forza di Azione Congiunta" viene comandato di non affrontare il gruppo criminale che si fa chiamare “Esercito del Popolo Paraguaiano” . "Abbiamo parlato diverse volte con i membri della FTC e ci dicono molto chiaramente che esiste una mancanza di decisioni, non ricevono ordini e sono sempre esposti" ha detto Mons. Cabello. Poi ha aggiunto “C’è qualcosa che non va”, perché molte volte i membri della FTC raggiungono determinati luoghi e viene loro ordinato di non intervenire, e finiscono per essere attaccati, come è successo con gli otto soldati uccisi ad Arroyito, Concepción, lo scorso agosto .<br />Il Vescovo ha precisato che la Chiesa locale è al corrente della situazione, perché è parte della vita della comunità e il compito dell'evangelizzazione è anche condividere le preoccupazioni della vita quotidiana della popolazione e dei militari cui è affidata la sicurezza.<br />Mons. Cabello ha inoltre commentato che se tutte le risorse utilizzate per la FTC fossero state destinate a beneficio della zona, ora ci sarebbe più di un ospedale attrezzato, scuole allestite completamente e strade asfaltate in tutta l'area, che sono i bisogni primari. Si è rammaricato poi che la lotta contro la povertà sia solo una semplice espressione.<br />Secondo dati dalla stampa locale la FTC è costata più di 107 milioni di dollari in questi ultimi tre anni, ma le azioni dei criminali dell’Esercito del Popolo Paraguaiano sono sempre più frequenti. Ancora oggi ci sono quattro persone sequestrate nel nord del paese.<br /> <br /><br />Fri, 02 Dec 2016 11:20:03 +0100AMERICA/STATI UNITI - Gli incendi devastano le zone turistiche della Great Smoky Mountainshttp://www.fides.org/it/news/61293-AMERICA_STATI_UNITI_Gli_incendi_devastano_le_zone_turistiche_della_Great_Smoky_Mountainshttp://www.fides.org/it/news/61293-AMERICA_STATI_UNITI_Gli_incendi_devastano_le_zone_turistiche_della_Great_Smoky_MountainsGatlinburg – Sono numerosi gli abitanti della diocesi di Knoxville che hanno perso la casa e il posto di lavoro o addirittura le imprese, negli incendi che hanno devastato le zone turistiche della regione Great Smoky Mountains il 29 novembre, afferma il Vescovo di Knoxville Sua Ecc. Mons. Richard F. Stika in un comunicato inviato a Fides. Secondo le agenzie di informazione, ci sono state almeno sette vittime e 45 persone ferite gravemente. Il giorno dopo, 30 novembre, altre due persone sono morte quando un tornado ha spazzato il Tennessee. Almeno 300 strutture sono state danneggiate o distrutte a Gatlinburg, altre 700 nella zona di Sevier County.<br />"La comunità cattolica di East Tennessee continua a pregare per coloro che sono stati colpiti dagli incendi a Gatlinburg" informa il Vescovo Stika, che ha chiesto aiuti concreti per gli abitanti della zona. Suor Mary Christine Cremin, direttrice della Catholic Charities di East Tennessee, sta coordinando gli aiuti alla popolazione di Gatlinburg e di Sevier County.<br />Il dipartimento dell'agricoltura ha segnalato che ancora ci sono 47 incendi, sotto controllo, che hanno distrutto 6.000 ettari, La popolazione di Knoxville, più di 180 mila abitanti, è in allerta. La cittadina di Gatlinburg, 4.100 abitanti, è stata evacuata.<br /> <br />Fri, 02 Dec 2016 10:50:10 +0100AFRICA/GIBUTI - Programmi di sensibilizzazione sull’Hiv nelle scuole cattolichehttp://www.fides.org/it/news/61292-AFRICA_GIBUTI_Programmi_di_sensibilizzazione_sull_Hiv_nelle_scuole_cattolichehttp://www.fides.org/it/news/61292-AFRICA_GIBUTI_Programmi_di_sensibilizzazione_sull_Hiv_nelle_scuole_cattolicheGibuti – “Nel nostro Paese esiste un Piano Strategico Nazionale per la lotta contro Aids, Tubercolosi e Paludismo che dipende dal Primo Ministro” riferisce all’Agenzia Fides la Direttrice delle scuole cattoliche della diocesi di Gibuti, Simone. “A questo si aggiunge anche uno speciale piano strategico per l’Aids supportato dal Fondo Globale. Dal canto suo – continua la Direttrice - l’Unicef a Gibuti sostiene le ong locali CCAF , AIBC, UNFD oltre ad avere come partner il CRIPEN per la realizzazione di questo programma di lotta contro l’Aids”. <br />Il CRIPEN, spiega, ha realizzato poster, depliant, materiale didattico, spot per la televisione e organizza incontri, corsi di sensibilizzazione, dibattiti per giovani e adolescenti nelle scuole. Le ong mirano soprattutto a raggiungere i giovani non scolarizzati, nei centri comunitari e in altri luoghi di ritrovo. “Il CCAF si occupa della sensibilizzazione e della formazione primaria relativa all’Aids con la diffusione di informazioni sulla malattia, la trasmissione, i pericoli, l’educazione e visite guidate nei diversi centri sanitari o istituti medico ospedalieri che curano le persone colpite dal virus nella capitale e nelle diverse regioni. L’UNFD si occupa più in particolare di giovani ragazze e delle donne in generale. All’interno dei suoi programmi è coinvolto anche il Ministero delle Donne che, quest’anno, ha organizzato la Giornata del 1 dicembre dedicata alla lotta contro l’Aids”. <br />Da febbraio 2016 al 2017 il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo coordina un comitato che si occupa della sensibilizzazione per la lotta contro l’Aids e della salute delle persone ad alto rischio come i senza tetto, gli adulti in difficoltà, ecc. “Tutti i Centri ospedalieri sono supportati dal programma di lotta contro l’Aids del Ministero della Salute che mira ad intensificare la sensibilizzazione e l’aiuto alle persone sieropositive. A Djibouti c’è un centro di screening gratuito. I due ospedali statali forniscono assistenza alle persone a rischio. Nel Paese non ci sono statistiche recenti sull’Hiv. Le ultime, del 2002, registravano il 2,9 % della popolazione colpita dal virus” conclude la Direttrice. <br />Fri, 02 Dec 2016 10:09:24 +0100EUROPA/ITALIA - Giornata Internazionale della disabilità: iniziative solidale per bambini e adulti non vedentihttp://www.fides.org/it/news/61291-EUROPA_ITALIA_Giornata_Internazionale_della_disabilita_iniziative_solidale_per_bambini_e_adulti_non_vedentihttp://www.fides.org/it/news/61291-EUROPA_ITALIA_Giornata_Internazionale_della_disabilita_iniziative_solidale_per_bambini_e_adulti_non_vedentiMilano - In occasione della Giornata Internazionale della disabilità che si celebra il 3 dicembre di ogni anno, CBM Italia, ong impegnata nella lotta alla cecità e disabilità evitabile nei Paesi del Sud del mondo, lancia il terzo numero di Occhiolino, il primo giornalino della ong dedicato ai bambini . A parlare in questo numero sarà il Natale, con il racconto del progetto di CBM in Colombia per i neonati a rischio di cecità, giochi e ricette di Natale, il racconto illustrato della storia di Santa Lucia. In allegato al giornalino anche un piccolo presepe in regalo. Sempre in questa occasione, CBM promuoverà i suoi laboratori, completamente gratuiti, alla ‘Casa dei diritti’ a Milano. L’obiettivo è quello di far esplorare a bambini e adulti il mondo dei cinque sensi, con particolare attenzione alla vista, e di sensibilizzare il grande pubblico sulle condizioni di vita delle persone con disabilità che vivono nei Paesi poveri del mondo. Un percorso sensoriale della durata di un’ora che comprende una serie di attività che verranno svolte insieme. <br />Fri, 02 Dec 2016 09:51:57 +0100ASIA/IRAQ - L'esercito iracheno coinvolge le milizie confessionali nella protezione delle aree sottratte ai jihadisti dello Stato Islamicohttp://www.fides.org/it/news/61290-ASIA_IRAQ_L_esercito_iracheno_coinvolge_le_milizie_confessionali_nella_protezione_delle_aree_sottratte_ai_jihadisti_dello_Stato_Islamicohttp://www.fides.org/it/news/61290-ASIA_IRAQ_L_esercito_iracheno_coinvolge_le_milizie_confessionali_nella_protezione_delle_aree_sottratte_ai_jihadisti_dello_Stato_IslamicoMosul – Le zone della Piana di Ninive, liberate dal controllo dei jihadisti dello Stato Islamico a opera dell'esercito nazionale iracheno, vengono sottoposte a un sistema di sicurezza e auto-difesa che prevede anche il convolgimento delle Unità di protezione armata organizzate su base confessionale, compresi i gruppi composti da cristiani siri e assiri. Lo ha confermato mercoledì 30 novembre il generale Riad Jalal Tawfiq, comandante delle forze di terra dell'esercito iracheno impegnate nella riconquista di Mosul. <br />Durante una conferenza stampa, il generale iracheno ha riferito che le unità di protezione locale costituitesi su base tribale confessionale avranno un ruolo di primo piano anche nella gestione dell'accoglienza e della fornitura di cibo e beni di prima necessità ai profughi che faranno ritorno alle proprie case, nelle aree sottratte al controllo dei miliziani del Daesh. . Thu, 01 Dec 2016 12:52:55 +0100AFRICA/UGANDA - Centinaia di morti negli scontri tra esercito e “guardie reali” del Rwenzururuhttp://www.fides.org/it/news/61289-AFRICA_UGANDA_Centinaia_di_morti_negli_scontri_tra_esercito_e_guardie_reali_del_Rwenzururuhttp://www.fides.org/it/news/61289-AFRICA_UGANDA_Centinaia_di_morti_negli_scontri_tra_esercito_e_guardie_reali_del_RwenzururuKampala - “La situazione è stata gestita in modo irresponsabile sia dal regno di Rwenzururu sia dal governo” ha affermato p. Timothy Ssemogerere, Segretario Esecutivo della Commissione Pastorale Liturgica della Conferenza Episcopale dell’Uganda, commentando gli scontri che hanno opposto polizia ed esercito ugandesi alla “guardia reale” dell’Omusinga Charles Wesley Mumbere. Il sacerdote invita tutti al dialogo per risolvere la situazione. L’Uganda è una repubblica presidenziale ma una legge del 2008 ha riconosciuto il regno tradizionale del Rwenzururu come “istituzione culturale”. Questo significa che il re non ha alcun potere politico né giudiziario o di polizia.<br />Tra sabato 26 e domenica 27 novembre polizia ed esercito hanno dato l’assalto al palazzo reale di Mumbere, dopo che, secondo le autorità di Kampala, una pattuglia di militari era stata attaccata nella città di Kasese, da parte di un gruppo di guardie reali. Nello scontro a Kasese sono morti 16 poliziotti e 44 civili, in gran parte appartenenti alla guardia reali, nel successivo assalto al palazzo reale sono morti altri 46 membri della guardia. Almeno 149 persone sono state tratte in arresto, tra cui lo stesso re Mumbere, accusato di accogliere e proteggere dei ribelli nella sua città natale di Kasese.<br />Gli scontri si sono estesi ai villaggi della zona, e il numero delle vittime potrebbe essere molto più alto. Almeno 25 corpi sono stati ritrovati in alcuni villaggi. Amnesty International ha denunciato esecuzioni extragiudiziarie da parte delle forze di sicurezza.<br />La regione di Rwenzururu si trova nell’ovest dell’Uganda, al confine con la Repubblica Democratica del Congo, e in passato ha visto la presenza di alcuni gruppi separatisti. <br />Il governo di Kampala accusa Mumbere di appoggiare i separatisti che vogliono creare la “repubblica di Yiira”, che dovrebbe includere la popolazione Bakonzo e i loro congiunti che vivono attraverso il confine con la RDC. Il governo accusa tra l’altro i separatisti di stampare una propria moneta e di raccogliere le tasse in alcune parti della zona. Mumbere si è schierato contro il Presidente Yoweri Museveni nelle elezioni presidenziali di quest’anno. <br /><br />Thu, 01 Dec 2016 11:57:44 +0100AFRICA/EGITTO - Nella Chiesa copta ortodossa si discute sull'impedimento a ricevere l'eucaristia per le donne durante il ciclo mestrualehttp://www.fides.org/it/news/61288-AFRICA_EGITTO_Nella_Chiesa_copta_ortodossa_si_discute_sull_impedimento_a_ricevere_l_eucaristia_per_le_donne_durante_il_ciclo_mestrualehttp://www.fides.org/it/news/61288-AFRICA_EGITTO_Nella_Chiesa_copta_ortodossa_si_discute_sull_impedimento_a_ricevere_l_eucaristia_per_le_donne_durante_il_ciclo_mestrualeIl Cairo - La Segreteria del Santo Sinodo della Chiesa copta ortodossa, con un comunicato diffuso martedì 30 novembre, ha chiarito che le controversie affiorate intorno alla possibilità o meno di accostarsi all'eucaristia per le donne durante i giorni del ciclo mestruale non modificano la prassi seguita stabilmente in ambito copto ortodosso nel corso dei secoli. Nel comunicato, pervenuto all'Agenzia Fides, si specifica che eventuali pareri espressi anche da ecclesiastici su tale prassi attraverso libri e articoli esprimono solo gli orientamenti personali dell’autore, vanno considerati come contributi all'approfondimento e alla discussione e non possono essere presentati come espressione ufficiale del pensiero della Chesa e del Santo Sinodo. <br />Le controversie sono iniziate dopo che Anba Pfnotios, Vescovo copto ortodosso di Samalut, ha pubblicato un libro intitolato “Donne nel cristianesimo” in cui sostiene che le donne possono accostarsi all'eucaristia anche durante i giorni del loro ciclo mestruale. Il libro è diventato bersaglio di violenti attacchi e denunce da parte dei settori più rigidi della compagine ecclesiale copta ortodossa. <br />Molti Padri della Chiesa del IV-V secolo, sia occidentali che orientali, esprimevano generalmenta la convinzione che i fedeli dovessero partecipare frequentemente, per quanto era loro possibile, alla celebrazione del mistero eucaristico. Ma già a partire da quei secoli la pratica della comunione giornaliera o frequente aveva cominciato a indebolirsi, anche per le disposizioni – codificate soprattutto in ambienti monastici – poste per poterla ricevere, nel timore di accostarsi all'eucaristia senza esserne degni. Tra le disposizioni esteriori, ricalcate sulle prescrizioni relative all'impurità rituale di matrice ebraica, anche il ciclo mestruale fin da allora era da alcuni indicato come un impedimento a ricevere la comunione. Consuetudine ancora seguita nella prassi delle comunità copte ortodosse e di altre Chiese orientali. .Thu, 01 Dec 2016 11:42:36 +0100AMERICA/STATI UNITI - Da 50 anni i cattolici statunitensi sostengono concretamente la pastorale latinoamericanahttp://www.fides.org/it/news/61287-AMERICA_STATI_UNITI_Da_50_anni_i_cattolici_statunitensi_sostengono_concretamente_la_pastorale_latinoamericanahttp://www.fides.org/it/news/61287-AMERICA_STATI_UNITI_Da_50_anni_i_cattolici_statunitensi_sostengono_concretamente_la_pastorale_latinoamericanaWashington – La sottocommissione per la Chiesa in America Latina della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti ha approvato la concessione di 204 sussidi per progetti di evangelizzazione e di solidarietà, per un totale di $ 3,8 milioni. Secondo la nota pervenuta a Fides, il totale delle sovvenzioni assegnate quest'anno è il più alto, supera gli 8 milioni di dollari, mentre la raccolta annuale per la Chiesa in America Latina celebra il suo 50mo anniversario.<br />I progetti approvati sostengono il lavoro pastorale della Chiesa in America Latina e nei Caraibi, e riguardano la formazione di responsabili laici, di seminaristi e religiosi, il lavoro pastorale e missionario nelle carceri e la pastorale giovanile. Tra le sovvenzioni anche quelle per la ricostruzione delle chiese in Ecuador dopo il terremoto del mese di aprile 2016.<br />"L'insegnamento e la Pastorale della Chiesa cattolica dovrebbero essere accessibili a tutti, ma per molti in America Latina e nei Caraibi l'ubicazione, le condizioni geografiche o economiche comportano difficoltà per partecipare alla vita della Chiesa" ha detto S.E. Mons. Eusebio Elizondo, Vescovo ausiliare di Seattle e Presidente della sottocommissione.<br />"Questi sussidi portano la fede a quelli che sono lontani, unendoli con noi qui negli Stati Uniti. La quantità record di finanziamenti assegnati quest'anno è stata possibile solo grazie alla generosità di molti cattolici impegnati nel nostro Paese" ha ribadito il Vescovo.<br /> <br />Thu, 01 Dec 2016 11:10:44 +0100ASIA/INDONESIA - Preghiera per la pace in tutto il paese, alla vigilia della protesta dei gruppi estremistihttp://www.fides.org/it/news/61286-ASIA_INDONESIA_Preghiera_per_la_pace_in_tutto_il_paese_alla_vigilia_della_protesta_dei_gruppi_estremistihttp://www.fides.org/it/news/61286-ASIA_INDONESIA_Preghiera_per_la_pace_in_tutto_il_paese_alla_vigilia_della_protesta_dei_gruppi_estremistiGiacarta – Ribadire pacificamente i principi di tolleranza, amore, unità nella diversità, accoglienza dell'altro, legalità, pace: con questo spirito, indossando fasce rosse e bianche milioni di cittadini in tutto il paese, fedeli appartenenti tutte le comunità religiose, hanno simbolicamente condiviso una grande "preghiera per l'unità", ieri 30 novembre 2016, e sono scesi in piazza per lanciare un messaggio di pace. L’iniziativa giunge due giorni prima della nuova manifestazione, indetta da gruppi radicali islamici, che chiedono al governo e alla magistratura di arrestare il governatore cristiano di Giacarta, Basuki Tjahaja Purnama, detto “Ahok”, accusato di presunta blasfemia. <br />Attivisti, leader religiosi, artisti, musicisti, funzionari pubblici, studenti, capi militari e rappresentanti della comunità cristiana si sono uniti alla manifestazione. Come appreso da Fides, molti leader religiosi della Chiesa cattolica hanno partecipato.<br />“Indossiamo fasce rosse e bianche e preghiamo per la pace in Indonesia” ha detto il Generale Gatot Nurmantyo, tra gli organizzatori della manifestazione, durante un corteo che ha attraversato il centro di Giacarta, proprio negli stessi luoghi che domani, 2 dicembre, vedranno sfilare i gruppi radicali. La manifestazione è stata punteggiata da preghiere, canti, danze, discorsi, tutti centrati sul tema “unità nella diversità” e sull’urgenza di costruire la pace e il bene del paese.<br />Mons. Agustinus Tri Budi Utomo, vicario generale della diocesi di Surabaya, capitale della provincia di East Java, nota a Fides che “la Chiesa cattolica esprime preoccupazione per l'unità della nazione, e conferma il sostegno alla Costituzione e ai principi della democrazia”. A Surabaya, dove sono scese in strada circa 10mila persone, vi erano molti fedeli cristiani nel corteo. “Bisogna essere forti e liberi dalla paura, di fronte alla verità e alla giustizia” nota il vicario. <br />Riconoscendo la presenza di numerosi cattolici, p. Budi Utomo ha spiegato che l’esperimento di questo corteo, diffuso capillarmente in tutto il territorio nazionale, “è interessante per testare il consolidamento della democrazia in Indonesia e la consapevolezza di questi valori nella vita della popolazione indonesiana. La gente ha confermato il proprio sostegno all'esercito e alla polizia, per salvaguardare il paese”.<br />A Bandung, capitale della provincia di West Java, le persone in strada erano 15mila. Il corteo si è chiuso con una preghiera comune guidata da sei leader religiosi, in rappresentanza di confucianesimo, induismo, buddismo, protestantesimo, cattolicesimo e islam. Tutti hanno pregato per l'unità della nazione. Parlando a Fides, il vicario generale della diocesi di Bandung, p. Yustinus Hilman Pudjiatmoko, ha ricordato le parole di una canzone ascoltata al corteo che invitava a “costruire l’anima e il corpo della grande Indonesia” <br />Thu, 01 Dec 2016 11:01:54 +0100AFRICA - Lotta all’Aids: non solo sfida contro il virus, ma promozione integrale dello sviluppo umanohttp://www.fides.org/it/news/61285-AFRICA_Lotta_all_Aids_non_solo_sfida_contro_il_virus_ma_promozione_integrale_dello_sviluppo_umanohttp://www.fides.org/it/news/61285-AFRICA_Lotta_all_Aids_non_solo_sfida_contro_il_virus_ma_promozione_integrale_dello_sviluppo_umano <br />Kangemi – “I giovani dispongono di un potenziale enorme che purtroppo spesso non viene concesso loro di sfruttare al meglio”. E’ quanto si legge nel messaggio che p. Michael Lewis SJ, Presidente del Jesuit Superiors of Africa and Madagascar ha diffuso in occasione della Giornata Mondiale sulla lotta contro l’AIDS che si celebra oggi, 1 dicembre 2016. “L’African Jesuit AIDS Network – prosegue il sacerdote gesuita nel testo inviato a Fides - ci tiene a ribadire la ferma convinzione che la lotta all’AIDS non riguarda solo il sesso, né la semplice sfida contro il virus. Si tratta piuttosto di una promozione integrale dello sviluppo umano, non ultimo tra i giovani, per permettere loro di vivere la vita in pienezza e contribuire attivamente a portare avanti una società libera dall’AIDS”. <br />Padre Michael continua: “per affrontare il fenomeno Aids è fondamentale sollecitare il potenziale dei giovani per orientarli a prendere giuste decisioni e agire in maniera saggia. AJAN sta promuovendo questa maturazione tramite AHAPPY, un innovativo programma basato sui valori cristiani che è già stato sperimentato nelle scuole cattoliche e in altri istituti di formazione di nove Paesi dell’Africa subsahariana”. <br />Le statistiche sulla diffusione della pandemia tra i giovani sono preoccupanti, sottolinea il sacerdote. Il tasso di incidenza dei nuovi contagi tra gli adolescenti rimane particolarmente elevato: una media di 29 adolescenti vengono contagiati ogni ora in tutto il mondo, le ragazze di questa fascia di età rappresentano il 75% dei nuovi casi nell’Africa subsahariana. Nel continente, l’AIDS è la principale causa di morte tra gli adolescenti. “AHAPPY mira ad incoraggiare un pensiero critico e ad alimentare nei giovani la crescita dei valori morali, così che siano in grado di fare scelte sane in tutti gli aspetti della loro vita” conclude p. Lewis. <br /> <br />Thu, 01 Dec 2016 10:52:53 +0100AMERICA/NICARAGUA - Preoccupazione dei Vescovi per la violenza contro i diritti dei cittadinihttp://www.fides.org/it/news/61284-AMERICA_NICARAGUA_Preoccupazione_dei_Vescovi_per_la_violenza_contro_i_diritti_dei_cittadinihttp://www.fides.org/it/news/61284-AMERICA_NICARAGUA_Preoccupazione_dei_Vescovi_per_la_violenza_contro_i_diritti_dei_cittadiniManagua – I Vescovi del Nicaragua condannano la violenta repressione del governo contro i contadini, il 29 e il 30 novembre , che sono stati aggrediti dalle forze anti-sommossa della polizia in Nuova Guinea e in altre località lungo la via che porta a Managua, per evitare che raggiungessero la capitale per partecipare alla marcia in difesa della loro terra, minacciata di sfratto per la costruzione del canale interoceanico.<br />"Sia come Chiesa che come Conferenza Episcopale siamo vicini al popolo e siamo coerenti in questo. Non siamo accanto ai potenti, ma vicino alla nostra gente" ha detto Sua Ecc. Mons. Jorge Solórzano, portavoce e Segretario generale della Conferenza Episcopale Nicaraguense . Parlando con alcuni giornalisti ha anche espresso la preoccupazione dei Vescovi per l'ondata di violenza da parte del governo contro i diritti dei cittadini.<br />"Questo non è normale, stanno superando il limite. Il popolo deve essere coraggioso, dobbiamo sempre cercare di difendere i diritti e noi siamo con loro... Abbiamo chiesto in diverse occasioni il dialogo, le libere elezioni, ma non ci ha mai ascoltato. Adesso gli chiediamo calma, di non reprimere il popolo" ha esortato Mons. Solórzano.<br />Secondo la nota inviata a Fides, il Segretario generale della CEN ha detto che si sta pensando alla pubblicazione di un documento sull’ondata di violenza che si registra nel paese, e che i Vescovi sono stati invitati ad incontrare Luis Almagro, Segretario generale dell'Organizzazione degli Stati Americani , che si trova in visita nel paese.<br />Dopo gli scontri risultano molti contadini feriti, mentre una gran parte di loro non è riuscita ad arrivare nella capitale per l’intervento violento della polizia. La tensione rimane alta anche perché oggi, giovedì 1 dicembre, è in programma una manifestazione contro il sistema elettorale organizzata dai gruppi politici dell'opposizione e dai movimenti sociali del paese.<br /> <br /><br />Thu, 01 Dec 2016 09:52:33 +0100