Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.ASIA/PAKISTAN - Minorenne cristiana violentata scampata all'aguzzino: arrestato il colpevolehttp://www.fides.org/it/news/70835-ASIA_PAKISTAN_Minorenne_cristiana_violentata_scampata_all_aguzzino_arrestato_il_colpevolehttp://www.fides.org/it/news/70835-ASIA_PAKISTAN_Minorenne_cristiana_violentata_scampata_all_aguzzino_arrestato_il_colpevoleSahiwal - Dopo una indagine condotta con raid in diversi villaggi nell'area di Sahiwal , la polizia del Pakistan ha arrestato un uomo musulmano per aver rapito, violentato e tramortito una bambina cristiana di 8 anni, liza Younas. Come appreso dall'Agenzia Fides, secondo i funzionari di polizia il colpevole è Muhammad Bota, arrestato e imputato ai sensi dell'articolo 376 del Codice penale, che punisce lo stupro e la violenza privata. La pena prevista dall'ordinamento è la reclusione per un periodo tra 10 e 25 anni o anche la pena di morte.<br />Ashiknaz Khokhar, promotore dei diritti umani che ha sostenuto e accompagnato la famiglia della vittima nell'iter legale, condannando il brutale attacco, dice a Fides: “Si tratta della crudeltà di un uomo musulmano, che la sera del 2 settembre ha rapito una ragazza minorenne per strada, l'ha violentata e, per nascondere il suo crimine, ha tentato di uccidere la ragazza colpendola con una pietra e lasciandola priva di sensi a terra. Poi è fuggito"<br />Così Khokhar ricostruisce la vicenda: “Il 2 settembre, la bambina è stata mandata dai genitori a compiere una commissione in un negozio e, non rientrando dopo mezz'ora, i genitori insieme ai vicini di casa hanno iniziato a cercarla. La ragazza è stata ritrovata ferita e in stato confusionale in una strada vicina. E' quindi stata portata all'Ospedale di Sahiwal per esami medici. Il referto medico informa che è stata violentata e riporta gravi ferite anche in altre parti del corpo. Tuttavia la bambina è stata in grado di riconosce il suo aggressore e ha riferito che Mohammad Bota l'ha adescata e l'ha portata in un edificio dove l'ha violentata, aggredita con una pietra ed poi è fuggito”.<br />Khokhar rileva : “I casi di abuso sessuale sono particolarmente atroci e lo sono ancora di più quando un abominevole atto di violenza sessuale viene commesso contro un bambino. La minorenne è traumatizzata ed è devastata psicologicamente. È in cura da uno psicologo e da altri medici per essere curata da questo trauma e dalle ferite”. Khokhar aggiunge: “Il processo di guarigione di Liza potrebbe richiedere anni. Ringraziamo i funzionari di polizia, il ministro cristiano Ejaz Alam Augustine e il personale medico per la piena collaborazione nel perseguire il colpevole e risolvere il caso”.<br />L'organizzazione non governativa "Sahil", che opera in Pakistan per proteggere i bambini da tutti i tipi di violenza, nel suo Rapporto per l'anno 2020 riferisce che ogni giorno più di 8 bambini subiscono abusi in Pakistan. I casi di azioni criminali ufficialmente denunciate contro i bambini sono aumentati da 2.846 nell'anno 2019 a 2.960 nell'anno 2020. Il rapporto menziona anche che l'80% degli abusi è compiuto da qualcuno che il bambino conosce.<br />In tale quadro si inserisce la violenza perpetrata a danno delle bambine e ragazze di religione cristiana o indù, compiuta da persone di religione musulmana che disprezzano, discriminano e abusano delle ragazze appartenenti a comunità delle minoranze religiose, con l'idea che tali crimini di violenza , sequestro e stupro possano facilmente restare impuniti. Per questo gli avvocati e le organizzazioni della società civile tengono a segnalare, denunciare e perseguire tali casi, per stroncare la cultura dell'impunità. <br /> Tue, 21 Sep 2021 13:00:47 +0200AMERICA/CILE - In tempi di cambiamenti sociali, le radio cattoliche devono rafforzare l’impegno per costruire una comunità migliore, fondata sul Vangelohttp://www.fides.org/it/news/70834-AMERICA_CILE_In_tempi_di_cambiamenti_sociali_le_radio_cattoliche_devono_rafforzare_l_impegno_per_costruire_una_comunita_migliore_fondata_sul_Vangelohttp://www.fides.org/it/news/70834-AMERICA_CILE_In_tempi_di_cambiamenti_sociali_le_radio_cattoliche_devono_rafforzare_l_impegno_per_costruire_una_comunita_migliore_fondata_sul_VangeloSantiago – “La radio per diversi anni è stata una delle istituzioni che ha riscosso la maggiore fiducia nei cittadini. In questo tempo di cambiamenti sociali, dobbiamo rafforzare il nostro impegno per i valori che ci guidano verso la costituzione di una comunità migliore, fondata sul Vangelo e sulla trasmissione della Buona Novella”. Sono le parole del saluto audio, che il Presidente dell'Associazione delle Emittenti Radiofoniche Cattoliche del Cile, ARCA, Marcelo Barrera, ha rivolto a tutti gli uomini e le donne che nel paese lavorano nel settore radiofonico, in particolare a quelli che compongono le équipe della rete ARCA.<br />In occasione del 21 settembre, Giornata dei Lavoratori della Radio, Barrera ha espresso a quanti operano nelle emittenti della rete ARCA un affettuoso saluto e allo stesso tempo li ha incoraggiati nelle sfide presenti e future. “Gli sforzi per mantenere i servizi che ci connettono con il nostro pubblico sono senza dubbio la nostra più grande preoccupazione” sottolinea il Presidente, auspicando che questo 21 settembre sia “un giorno di riflessione e di riposo in cui, per quanto possibile, ritroviamo le forze per continuare a far crescere il nostro servizio e quindi quello di tutta la nostra comunità”.<br />Attualmente ARCA riunisce più di 33 radio cattoliche associate, con una presenza in tutte e 13 le regioni del paese, e un grandissimo numero di radio digitali nel web. La zona andina dell’ America Latina, in particolare in Cile, ha sempre privilegiato la radio come mezzo di comunicazione e informazione. Le radio cattoliche non hanno mai smesso il lavoro di perseguire l’obiettivo di promuovere la comunione e la cooperazione, e attualmente stanno affrontando un duro periodo dal punto di vista economico, in seguito alle restrizioni dovute alla pandemia. <br />Tue, 21 Sep 2021 11:52:39 +0200AFRICA/LIBERIA - “Un dono importante e tempestivo” dice a Fides il direttore dell’ospedale al quale Papa Francesco ha donato attrezzature per i malati di Covid-19http://www.fides.org/it/news/70833-AFRICA_LIBERIA_Un_dono_importante_e_tempestivo_dice_a_Fides_il_direttore_dell_ospedale_al_quale_Papa_Francesco_ha_donato_attrezzature_per_i_malati_di_Covid_19http://www.fides.org/it/news/70833-AFRICA_LIBERIA_Un_dono_importante_e_tempestivo_dice_a_Fides_il_direttore_dell_ospedale_al_quale_Papa_Francesco_ha_donato_attrezzature_per_i_malati_di_Covid_19Monrovia – “Le forniture mediche donate da Papa Francesco sono state molto importanti per l'ospedale, e soprattutto tempestive. Il suo esempio con i fatti dovrebbe essere emulato da altri leader” dice all’Agenzia Fides fratel Peter Lansana Dawoh, Direttore del Saint Josesph Catholic Hospital di Monrovia, che il 25 agosto ha ricevuto tramite Mons. Dagoberto Campos Salas, Nunzio Apostolico in Liberia, una serie di equipaggiamenti medici per curare i malati di Covid-19.<br />Il direttore dell’ospedale ha concesso un’intervista all’Agenzia Fides <br /><br />Quanti casi di Covid-19 ha finora avuto la Liberia ?<br />In Liberia, dal 3 gennaio 2020 al 17 settembre 2021, ci sono stati 5.904 casi confermati di Covid-19 con 283 decessi segnalati all'Organizzazione Mondiale della Sanità. Al 3 settembre 2021 sono state somministrate un totale di 113.680 dosi di vaccino.<br /><br />In che modo le autorità e la Chiesa cattolica hanno gestito la pandemia in Liberia ? <br />Il governo della Liberia, attraverso il Ministero della Salute, ha dichiarato lo "stato di emergenza" per controllare la diffusione della malattia e ha anche avviato una vigorosa formazione degli operatori sanitari sulla prevenzione delle infezioni e il controllo del virus. Hanno chiesto a tutti i cittadini di rispettare le misure di sicurezza sanitaria che sono state messe in atto: igiene regolare delle mani; distanziamento personale; indossare obbligatoriamente la maschera facciale in ogni momento durante le riunioni pubbliche; chiusura di chiese, club e altre aree sociali fino a quando non sono stati recentemente permessi gli incontri di un massimo di 20 persone; chiusura delle scuole fino a quando non si è passati all'obbligo di indossare la mascherina e all'igiene delle mani regolare.<br />Per quanto riguarda la Chiesa cattolica, questa ha gestito la situazione con le seguenti misure: potenziamento dei propri ospedali e cliniche attraverso corsi di formazione ed educazione sanitaria regolare per prevenire la diffusione del virus; collaborazione con il governo e le autorità per attuare le misure di sicurezza; programmi di educazione sanitaria nelle comunità e attraverso talk show radiofonici; fornitura di materiali per la prevenzione e il controllo delle infezioni .<br /><br />Qual è la situazione nel suo ospedale ?<br />Tutto il personale che lavora in ospedale è tenuto a indossare sempre la maschera facciale e a praticare una regolare igiene delle mani. Grazie a queste misure, il rischio di infezione in ospedale si è ridotto. La maggior parte dei casi confermati sono curati dai medici e dagli infermieri dell'ospedale, fino a nuovo avviso da parte del team sanitario distrettuale in merito alla disponibilità di spazio per il trasferimento all'unità di trattamento Covid-19. <br /><br /><br /><br />Tue, 21 Sep 2021 11:28:31 +0200EUROPA/ITALIA - Vescovi armeni cattolici convocati a Roma per eleggere il Patriarca. Cardinale Sandri: lo Spirito di Cristo aiuti a superare logiche di schieramentohttp://www.fides.org/it/news/70832-EUROPA_ITALIA_Vescovi_armeni_cattolici_convocati_a_Roma_per_eleggere_il_Patriarca_Cardinale_Sandri_lo_Spirito_di_Cristo_aiuti_a_superare_logiche_di_schieramentohttp://www.fides.org/it/news/70832-EUROPA_ITALIA_Vescovi_armeni_cattolici_convocati_a_Roma_per_eleggere_il_Patriarca_Cardinale_Sandri_lo_Spirito_di_Cristo_aiuti_a_superare_logiche_di_schieramentoRoma – “Ciascuno di noi è convocato in questi giorni come i discepoli di Gesù dopo la Resurrezione, in Galilea, il luogo della prima chiamata e del discepolato, perché attraverso di voi e le vostre scelte, la Chiesa Patriarcale di Cilicia degli Armeni possa vivere un nuovo inizio”. Così il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, si è rivolto ai Vescovi della Chiesa armena cattolica durante la Divina Liturgia celebrata nel tardo pomeriggio di ieri, lunedì 20 settembre, a Roma, presso il Pontificio Collegio Armeno “in Urbe”, per invocare l’assistenza dello Spirito Santo sui lavori dell’imminente Sinodo elettivo convocato nella Città eterna da Papa Francesco per scegliere il nuovo Patriarca, successore di Krikor Bedros XX Ghabroyan, scomparso lo scorso 25 maggio. <br />I Vescovi armeni cattolici, come riferito dall’Agenzia Fides , avevano già preso parte a un Sinodo per l'elezione del nuovo Patriarca convocato presso il convento libanese di Nostra Madre di Bzommar a partire dallo scorso 22 giugno. Le sedute di quel Sinodo si erano però concluse senza esito. In quindici giorni di incontri, nessun candidato aveva ottenuto i due terzi dei voti dei 12 Vescovi partecipanti al Sinodo, soglia richiesta per l’elezione del nuovo Patriarca. A quel punto, secondo quanto è stabilito dal Codice dei Canoni delle Chiese orientali, le sessioni del Sinodo elettivo erano state interrotte, e la questione era stata rimessa al Papa, che ha convocato i Vescovi armeni cattolici a Roma per partecipare a un nuovo Sinodo elettivo ospitato presso il Pontificio Collegio Armeno dell’Urbe, sotto la presidenza del Cardinale Sandri, a capo del Dicastero vaticano per le Chiesa orientali.<br />La Divina Liturgia che ha avuto luogo lunedì 20 settembre presso il Pontificio Collegio armeno è stata presieduta da Boutros Marayati, Arcivescovo di Aleppo ed Amministratore della Chiesa Patriarcale, ed è stata concelebrata da tutti i Vescovi partecipanti al Sinodo già arrivati a Roma. Nell’omelia pronunciata durante la celebrazione eucaristica, il Cardinale Sandri ha indicato con parole efficaci l’orizzonte in cui i vescovi armeni cattolici sono chiamati a esercitare la propria responsabilità ecclesiale, scegliendo un nuovo Patriarca per la guida della Chiesa Patriarcale di Cilicia degli Armeni. <br />“Iniziamo” ha detto tra l’altro il Porporato argentino “celebrando la Divina Liturgia, e continueremo a nutrirci del Sacramento dell’altare in questi giorni, dicendo con un gesto concreto il primato che dobbiamo e vogliamo dare a Cristo, superando ogni logica, pensiero o schieramento umano. Non possiamo ignorare che esistano queste dimensioni, e sarebbe ipocrita negarle, ma siamo chiamati a domandarci quanto siamo capaci di lasciar trasformare i nostri ragionamenti mettendoli dinanzi alla luce di Cristo. Noi” ha proseguito il Prefetto della Congregazione per le Chiese orientali “crediamo che sull’altare, attraverso l’azione dello Spirito Santo nella Chiesa, gli elementi della terra, quali il pane e il vino, sono assunti e trasformati divenendo presenza di Gesù, morto e Risorto per noi. Eppure, proprio noi che siamo costituiti ministri dell’Eucarestia, che invochiamo nell’epiclesi l’effusione dello Spirito di consacrazione, rischiamo a volte di porre dei limiti al Paraclito, mantenendo in noi stessi, nel nostro cuore o nel nostro giudizio sugli altri come delle zone d’ombra ove l’unico criterio è quello personale o peggio quello dello spirito del mondo”. <br />Citando le invocazioni di San Gregorio di Narek, il figlio della cristianità armena proclamato Dottore della Chiesa da Papa Francesco, “che non cessa nei suo scritti di invocare il Signore a partire dall’esperienza della tenebra e del peccato”, il Cardinale Sandri ha richiamato i vescovi armeni a farsi carico con le loro scelte delle intime urgenze spirituali e pastorali che segnano la vita delle comunità armene cattoliche sparse in tutto il mondo: “La Chiesa di Cilicia degli Armeni” ha detto tra l’altro il Porporato “sa che i suoi fedeli sono ormai presenti in quasi tutti i continenti: le sofferenze del passato e del presente, la ricerca di una dimora stabile e di sicurezza, la fuga dai poteri che ne hanno insidiato la vita li ha condotti a disperdersi. Hanno bisogno di pastori che li conducano, li ricerchino, sappiano chiamarli per nome come fa il buon pastore descritto nel Vangelo”. Per questo “il nuovo Patriarca dovrà essere non solo per definizione tradizionale Caput et Pater. Capo soltanto nella misura in cui potrà farsi servo, Padre perché sentirà la responsabilità per tutti i suoi figli”. Nel compiere le loro scelte – ha confidato il Cardinale Sandri – i Vescovi armeni cattolici e anche il futuro Patriarca potranno trovare ispirazione e conforto nella ricchezza della propria Tradizione, tenendo presente che “il popolo armeno ha conosciuto molto da vicino l’esperienza della violenza e della persecuzione, ma nessun potere o forza umana ha potuto strappare dalle sue labbra il nome di Cristo”. <br />Una nota della Congregazione per le Chiese orientali, pervenuta all’Agenzia Fides, riferisce che nella giornata di oggi, martedì 21 settembre, e nella mattinata di mercoledì 22 settembre, i partecipanti al Sinodo prenderanno parte a un ritiro spirituale, con le meditazioni dettate dal Cardinale Angelo De Donatis, Vicario di Sua Santità per la Diocesi di Roma, Poi, a partire da mercoledì pomeriggio il Cardinale Sandri aprirà la Sessione elettiva, che sarà da lui presieduta a nome di Papa Francesco, secondo la normativa approvata dallo stesso Vescovo di Roma, volta a garantire un esito positivo per l’assemblea elettiva. Tue, 21 Sep 2021 11:18:21 +0200AFRICA/KENYA - Appello dell’Arcidiocesi di Nairobi per aiuti umanitari alle famiglie vulnerabili duramente colpite da Covid-19 e siccitàhttp://www.fides.org/it/news/70831-AFRICA_KENYA_Appello_dell_Arcidiocesi_di_Nairobi_per_aiuti_umanitari_alle_famiglie_vulnerabili_duramente_colpite_da_Covid_19_e_siccitahttp://www.fides.org/it/news/70831-AFRICA_KENYA_Appello_dell_Arcidiocesi_di_Nairobi_per_aiuti_umanitari_alle_famiglie_vulnerabili_duramente_colpite_da_Covid_19_e_siccitaNairobi – “La pandemia di Covid-19 ha sconvolto la quotidianità dell’umanità a livello globale e locale, esponendo le famiglie a pressioni estreme e mettendo a dura prova la loro capacità di sostenersi” ha dichiarato l’Amministratore apostolico dell’Arcidiocesi di Nairobi, Mons. David Kamau, rivolgendo il suo appello alle parrocchie, comunità religiose, istituzioni e persone di buona volontà, affinché offrano “assistenza umanitaria alle famiglie vulnerabili che stanno vivendo il duro colpo della prolungata pandemia di Covid-19 e sono alle prese con i suoi effetti”.<br />“Sono grato a tutti quanti hanno sostenuto l’Arcidiocesi di Nairobi nel corso degli anni, in particolare durante le emergenze. I vostri gesti di condivisione sono stati un vero segno di solidarietà” si legge nella nota pervenuta all’Agenzia Fides.<br />Il Vescovo Kamau ha sottolineato la necessità di aiuti umanitari per tante famiglie colpite non solo nell'Arcidiocesi di Nairobi ma anche in altre parti del Paese, dove imperversa una siccità molto grave. <br />“Sono almeno 2 milioni i keniani duramente colpiti dalla siccità che si prevede peggiorerà nelle prossime settimane” ha aggiunto l’Amministratore apostolico ricordando il messaggio di allerta che il Presidente Uhuru Kenyatta aveva diffuso lo scorso mercoledì, 8 settembre. Il Presidente aveva dichiarato che la siccità nella parte settentrionale del paese rappresenta un disastro nazionale per affrontare il quale ha chiesto il supporto di tutti.<br />“Sempre più persone continuano a bussare alla porta della nostra Arcidiocesi in cerca di sostegno, e noi stiamo facendo il possibile per tendere una mano, essere un segno di speranza alle famiglie alle prese con gli effetti della pandemia e della siccità” ha concluso il Presule.<br /> Tue, 21 Sep 2021 11:03:03 +0200AMERICA/MESSICO - Il Vescovo di Veracruz sui migranti: “la posizione della Chiesa è di proteggerli e aiutarli mentre sono sulla nostra terra”http://www.fides.org/it/news/70830-AMERICA_MESSICO_Il_Vescovo_di_Veracruz_sui_migranti_la_posizione_della_Chiesa_e_di_proteggerli_e_aiutarli_mentre_sono_sulla_nostra_terrahttp://www.fides.org/it/news/70830-AMERICA_MESSICO_Il_Vescovo_di_Veracruz_sui_migranti_la_posizione_della_Chiesa_e_di_proteggerli_e_aiutarli_mentre_sono_sulla_nostra_terraVeracruz - Dopo l'ondata di emigranti haitiani che si è registrata negli ultimi giorni nello stato di Veracruz, molti dei quali vengono da Tapachula , che si trova ai confini con il Guatemala, la Chiesa cattolica ha chiesto solidarietà e rispetto per queste persone in transito nel territorio messicano. Il Vescovo della diocesi di Veracruz, Mons. Carlos Briseño, ha chiesto alle autorità per l'immigrazione e la sicurezza, di non trattare come criminali questi migranti.<br />Mons. Briseño, alla fine della messa domenicale del 19 settembre, ha chiesto che le operazioni svolte dall'Istituto nazionale per le migrazioni per interrompere il viaggio di decine di haitiani verso gli Stati Uniti, si svolgano nel quadro della legge e che i loro diritti umani vengano rispettati. Ha riconosciuto che sono famiglie che fuggono dalla povertà e dai problemi del loro Paese e hanno diritto quindi ad essere trattate con dignità. <br />Ha anche ricordato che le diverse parrocchie, per quanto è loro possibile, offrono un aiuto concreto ai migranti di diverse nazionalità. A queste si aggiungono gruppi di cristiani e cattolici che, in nome dell’assistenza umanitaria, offrono anche loro sostegno di vario genere, con cibo, vestiti, medicine o alloggio. "Quindi la posizione della Chiesa è di proteggere la vita di queste persone e aiutarle mentre sono sulla nostra terra, ogni essere umano richiede umanità. Come sapete, i centri di accoglienza per migranti appartengono alla Chiesa, quindi c'è l’impegno di tutelare queste persone e, soprattutto, di aiutarle a dare un senso alla loro vita".<br /> <br />Tue, 21 Sep 2021 10:53:53 +0200EUROPA/SPAGNA - I giovani, testimoni della missione: la campagna per la Giornata Missionaria Mondiale 2021http://www.fides.org/it/news/70829-EUROPA_SPAGNA_I_giovani_testimoni_della_missione_la_campagna_per_la_Giornata_Missionaria_Mondiale_2021http://www.fides.org/it/news/70829-EUROPA_SPAGNA_I_giovani_testimoni_della_missione_la_campagna_per_la_Giornata_Missionaria_Mondiale_2021Madrid – “Domund” è il nome con cui è nota in Spagna la Giornata Missionaria Mondiale , indetta dal Papa nella penultima Domenica del mese di ottobre, per avvicinare tutti alla missione. Quest'anno, con il motto "Racconta ciò che hai visto e sentito" le Pontificie Opere Missionarie della Spagna rafforzano la loro proposta digitale con il lancio della nuova versione della pagina www.domund.es e la seconda edizione della “Corsa virtuale solidale” del Domund. Inoltre, nel video di quest'anno, diversi giovani che hanno avuto esperienze missionarie raccontano “ciò che hanno visto e sentito”. Javier López-Frías, Toni Miró, Patricia Ruiz, Ana Zornoza e Luisa Moreno, cinque giovani provenienti da diverse parti della Spagna, condividono lo stesso sentimento, il loro amore per la missione, e hanno scelto di comunicare le loro esperienze missionarie, come dice il motto del Domund 2021. Attraverso le loro testimonianze esprimono la ricchezza personale che la missione ha significato per loro in diverse località del Sud America e dell'Africa.<br />"Se vogliamo raccontare quello che abbiamo visto e sentito... cosa c'è di meglio dei giovani per aiutarci a farlo? Molti giovani hanno avuto la fortuna di condividere un po' di tempo con i missionari e vogliono renderci partecipi di ciò che hanno vissuto e di ciò che hanno provato. Questo video è solo un piccolo esempio di tutto ciò" spiega don José María Calderón, Direttore nazionale delle POM della Spagna, nella nota inviata all’Agenzia Fides. Oltre alle testimonianze missionarie dei giovani, il sito riporta anche le diverse attività previste per la Giornata Missionaria e illustra i modi con cui si può contribuire all’attività missionaria.<br />Come ogni anno per questa circostanza, la Direzione Nazionale delle POM della Spagna ha predisposto anche numerosi sussidi cartacei: dossier per i giornalisti; fascicolo che presenta la Campagna missionaria, con interviste, testimonianze, riflessioni, indicazioni pratiche; poster con il tema del 2021 in diversi formati; proposte di catechesi missionaria per bambini e giovani; indicazioni liturgiche per le Messe della Domenica delle Missioni, adesivi… <br />Tue, 21 Sep 2021 09:16:46 +0200ASIA/LIBANO - 11 cristiani, 10 musulmani e 2 drusi (ma una sola donna) nel nuovo governo Mikatihttp://www.fides.org/it/news/70828-ASIA_LIBANO_11_cristiani_10_musulmani_e_2_drusi_ma_una_sola_donna_nel_nuovo_governo_Mikatihttp://www.fides.org/it/news/70828-ASIA_LIBANO_11_cristiani_10_musulmani_e_2_drusi_ma_una_sola_donna_nel_nuovo_governo_MikatiBeirut – Il nuovo governo del Libano, guidato dal musulmano sunnita Najib Mikati, si prepara a ottenere oggi, lunedì 20 settembre, il voro di fiducia da parte del Parlamento libanese. Tutte le principali forze politiche rappresentate in Parlamento hanno garantito il proprio appoggio alla nuova compagine governativa, che nella sua composizione riflette la varietà del “mosaico” libanese anche dal punto di vista delle appartenenze confessionali. <br />Nella squadra di governo, oltre al Premier sunnita Mikati e al vicepremier cristiano greco-ortodosso Saadeh al Shami, figurano 11 ministri cristiani, 9 ministri musulmani e due ministri drusi. Tra i ministri cristiani si contano 5 maroniti, 2 greco-ortodossi, 2 greco-cattolici, un armeno apostolico, una cattolica di rito latino . Tra i ministri musulmani, cinque sono sciiti e quattro sunniti.<br />I compiti più urgenti che il nuovo governo è chiamato a affrontare saranno quelli di frenare il collasso economico nazionale e offrirsi come interlocutore delle istituzioni finanziarie internazionali, nel periodo di tempo che separa il Paese dalle sue prossime elezioni politiche, in programma nel 2022. <br />Durante l’omelia pronunciata durante la divina liturgia di domenica 19 settembre, il Patriarca maronita Béchara Boutros Raï ha reso grazie alla Divina Provvidenza per la fine della crisi che ha lasciato il Paese senza governo per tredici mesi. Il Cardinale libanese ha espresso l’auspicio che il nuovo esecutivo operi come una squadra affiatata al servizio dei Paese, segnalando tra le priorità da affrontare anche la necessità di assicurare la ripresa dell’anno scolastico, anche attraverso il sostegno da assicurare alle scuole non statali. <br />Accenni critici riguardo alla composizione del nuovo governo sono invece stati espressi dai Vescovi siro-cattolici, riunitisi in Assemblea sinodale dal 12 al 18 settembre a Harissa , presso il Convento di Nostra Signora della Liberazione. Nel comunicato diffuso alla fine dell’Assemblea sinodale, presieduta dal Patriarca Ignace Youssif III Younan, i Vescovi siro-cattolici, tra le altre cose, hanno espresso disappunto per la “perdurante marginalizzazione” dei siriaci e della comunità siro-cattolica nei processi di attribuzione delle alte cariche civili, rimarcando che nessun cristiano siro compare tra i membri del nuovo governo. <br />Il delicato sistema istituzionale libanese prevede che la carica di Presidente della Repubblica sia affidata a un cristiano maronita, mentre il Capo di Governo deve appartenere alla comunità musulmana sunnita e il Presidente del Parlamento deve essere di fede musulmana sciita. <br />Mon, 20 Sep 2021 12:05:15 +0200AFRICA/SUDAFRICA - Mons. Tlhagale: “troppa mescolanza tra cattolicesimo e fede tradizionale: occorre puntare sul catechismo per gli adulti”http://www.fides.org/it/news/70827-AFRICA_SUDAFRICA_Mons_Tlhagale_troppa_mescolanza_tra_cattolicesimo_e_fede_tradizionale_occorre_puntare_sul_catechismo_per_gli_adultihttp://www.fides.org/it/news/70827-AFRICA_SUDAFRICA_Mons_Tlhagale_troppa_mescolanza_tra_cattolicesimo_e_fede_tradizionale_occorre_puntare_sul_catechismo_per_gli_adultiJohannesburg – Povertà, razzismo e influenza dei culti ancestrali sono tra le sfide maggiori all’evangelizzazione in Sudafrica. Lo ha detto a un gruppo di nuovi missionari, l'Arcivescovo di Johannesburg, Sua Ecc. Mons. Buti Tlhagale. “C'è ancora molto razzismo in Sudafrica, rimane sotto traccia, sotto la superficie” ha detto Tlhagale, aggiungendo che questo si declina in disuguaglianza economica dove una minoranza sta bene e la maggioranza sta male.<br />I giovani delle grandi città come Johannesburg sono particolarmente colpiti dalle ineguaglianze economiche. Privi di lavoro, “dormono per strada, perdono la loro dignità, chiedono cibo e alla fine non stupitevi del loro comportamento anormale” dice Mons. Tlhagale, sottolineando il diffondersi tra questi ragazzi di forme di disagio psichico. <br />L'Arcivescovo si è interrogato sul ruolo dei laici nella società in generale, chiedendosi se, motivati dalla loro fede, operano per cercare di cambiare la società e le sue aspettative. <br />Mons. Tlhagale ritiene che, secondo lui, il principale ostacolo alla conversione totale è il culto ancestrale, osservando che le persone credono nella onnipresenza degli antenati. Per far capire ai missionari qualcosa di concreto riguardo al culto ancentrale, l'Arcivescovo Tlhagale ha mostrato loro un video di un praticante sangoma . Nel video un cattolico che di recente è diventato un sangoma incontrava il favore dei fedeli cattolici di ogni ceto sociale. Mons. Tlhagale ha sottolineato che la religione tradizionale viene mescolata alla fede cristiana anche dai cattolici, compresi alcuni sacerdoti e suore. <br />L’Arcivescovo ha riferito ai missionari che ci sono casi in cui si va a due funerali della stessa persona nello stesso giorno, perché ci deve essere un servizio per gli antenati e un servizio per la Chiesa. Ha detto che le persone a volte fanno queste cose come una doppia assicurazione. Per questo Mons. Tlhagale ha esortato a porre maggiormente l'accento sul catechismo degli adulti, che è quasi inesistente, perché dopo la cresima, i fedeli cattolici smettono di studiare e approfondire gli insegnamenti della Chiesa. Mon, 20 Sep 2021 11:11:53 +0200EUROPA/ITALIA - P. Gigi Maccalli, tre anni dopo: emozioni, gioia, grazia, ricordihttp://www.fides.org/it/news/70826-EUROPA_ITALIA_P_Gigi_Maccalli_tre_anni_dopo_emozioni_gioia_grazia_ricordihttp://www.fides.org/it/news/70826-EUROPA_ITALIA_P_Gigi_Maccalli_tre_anni_dopo_emozioni_gioia_grazia_ricordiFeriole - 17 settembre 2018 memoria del suo rapimento - 17 settembre 2021 testimonianza e lode per la sua liberazione: P. Gigi Maccalli, sacerdote della Società per le Missioni Africane, tre anni dopo essere ostaggio dei jiadisti in Mali per oltre due .<br />“È stata una coincidenza cercata e possiamo solo dire grazie a Dio per averci donato questo momento con p. Gigi” scrive Silvia Sandon, consacrata all’Ordo Virginum di Feriole, in occasione dell’incontro avuto a Feriole nel quale il missionario ha presentato il suo libro "Catene di libertà".<br />“Abbiamo desiderato tanto incontrare p. Gigi di persona, vederlo nuovamente per le strade di Feriole, incrociare il suo sguardo luminoso e ascoltare ciò che ha vissuto nei suoi due anni di prigionia. È stato un tempo di Grazia, di ritrovo tra persone che hanno intrecciato la loro vita con quella di p. Gigi, negli anni della sua permanenza qui a Feriole, ma è stata l’occasione anche di incontro per chi non lo conosceva, ma ha unito la sua preghiera alla nostra, affidando a Dio questo suo figlio.”<br />La consacrata ha ringraziato p. Gigi per la sua testimonianza carica di silenzi e commozione. “Le tue parole di perdono, liberazione, di attenzione all’altro, di accoglienza e preghiera, ci hanno nuovamente ricordato il prezioso dono della tua missione, del nostro essere uomini e donne chiamati da Dio per la pace, la riconciliazione, il dialogo e l’accoglienza.”<br /> Mon, 20 Sep 2021 10:44:09 +0200AMERICA/CILE - I valori che dovrebbero essere presenti nella nuova Costituzione: il Cardinale Aós al Te Deumhttp://www.fides.org/it/news/70825-AMERICA_CILE_I_valori_che_dovrebbero_essere_presenti_nella_nuova_Costituzione_il_Cardinale_Aos_al_Te_Deumhttp://www.fides.org/it/news/70825-AMERICA_CILE_I_valori_che_dovrebbero_essere_presenti_nella_nuova_Costituzione_il_Cardinale_Aos_al_Te_DeumSantiago - Il “Te Deum” ecumenico di ringraziamento per l'indipendenza del Cile è stato celebrato nella Cattedrale metropolitana, come di consueto alla presenza delle massime autorità del Paese, guidate dal Presidente della Repubblica, Sebastián Piñera, sabato 18 settembre.<br />Nella sua omelia, il Cardinale Celestino Aós, Arcivescovo di Santiago, ha affermato che quando nel nostro rapporto con la realtà c'è qualcosa che non funziona, è necessario tornare ai fondamenti della nostra stessa cultura: "L'importanza dell'ecologia è oggi indiscutibile. Dobbiamo ascoltare il linguaggio della natura e rispondervi in modo coerente". Ha ricordato che c'è anche un'ecologia dell'uomo, "che deve rispettare e che non può manipolare a suo piacimento", perché “l'uomo non crea se stesso. È spirito e volontà, ma anche natura, e la sua volontà è giusta quando rispetta la natura, la ascolta, e quando accetta se stesso per quello che è, e ammette di non essersi creato da solo. Così, e solo così, si realizza la vera libertà umana".<br />L'Arcivescovo ha approfittato per fare riferimento, a nome della Chiesa, a ciò che la nuova Costituzione dovrebbe contenere, principalmente sulle questioni di valore, e ha ringraziato "le donne e gli uomini che lavorano nella Convenzione Costituente, preparando e scrivendo una nuova Costituzione che ci orienterà e governerà" .<br />“Ringraziamo tutti coloro che cercano di rispettare e tutelare i valori non negoziabili: rispetto e difesa della vita umana dal suo concepimento fino alla fine naturale, la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, la libertà dei genitori di scegliere il modello e l'istituzione dell'educazione dei figli, la promozione del bene comune in tutte le sue forme e la sussidiarietà dello Stato, che rispetta l'autonomia delle organizzazioni e collabora con esse" ha affermato il Porporato.<br />Il Cardinale Celestino Aós ha ringraziato il Signore per tutti coloro che “con buona volontà, si impegnano e lavorano per trovare sollievo e soluzione al problema dei popoli indigeni sia in Araucanía, che soffre la violenza, sia degli altri popoli". Ha ringraziato anche coloro che hanno a cuore l'accoglienza, la protezione, la promozione e l'integrazione degli immigrati; le donne e coloro che le accompagnano, "e che promuovono il loro rispetto come persone e la promozione dei loro diritti".<br />Questo Te Deum, è stato l'ultimo del secondo governo del presidente Sebastián Piñera. All'inizio della celebrazione, il Cardinale Aós ha ricordato le vittime del coronavirus e ha pregato per le persone decedute a causa di questa pandemia.<br /> <br />Mon, 20 Sep 2021 10:00:09 +0200AMERICA/VENEZUELA - Il ministero laicale del catechista: un carisma per la Chiesa sinodale in uscitahttp://www.fides.org/it/news/70824-AMERICA_VENEZUELA_Il_ministero_laicale_del_catechista_un_carisma_per_la_Chiesa_sinodale_in_uscitahttp://www.fides.org/it/news/70824-AMERICA_VENEZUELA_Il_ministero_laicale_del_catechista_un_carisma_per_la_Chiesa_sinodale_in_uscitaCaracas – “Il ministero laicale del catechista: un carisma per la Chiesa sinodale in uscita” è il tema della Settimana nazionale della Catechesi, che si celebra dal 19 al 26 settembre in Venezuela. Promossa dal Dipartimento di Catechesi del Segretariato permanente dell'Episcopato venezuelano, l’iniziativa vuole essere l’occasione per approfondire il ministero del catechista, alla luce della recente Lettera apostolica di Papa Francesco, "Antiquum Ministerium". <br />La nota della Conferenza Episcopale Venezuelana, giunta a Fides, illustra il logo della Settimana della Catechesi, che intende esprimere il dono e la missione del ministero laicale del catechista. L'interlocutore della catechesi deve elevare la sua fede, come vola un aquilone, per questo il catechista avvia un processo dinamico di accompagnamento in cui il soffio dello Spirito Santo svolge la sua opera. Il catechista accompagna, testimoniando la sua esperienza con Cristo, insegnando a sostenere la fede vivendo la realtà storica secondo l'azione della Trinità, nell'incontro con la Parola di Dio.<br />“Il catechista, disposto a discernere i segni dei tempi, aiuta l'interlocutore a cogliere il soffio dello Spirito per rendere più matura la sua fede e incorporarsi nella comunità per vivere la gioia della fede come ha fatto la Vergine Maria – prosegue la nota della Cev -. Il catechista non aspetta che qualcuno se la senta di iniziare, cerca e trova il modo di proporre la vita nuova in Cristo, lo fa con l'annuncio kerigmatico. Il catechista fa volare l’aquilone della sua fede, nella sinodalità con gli ultimi, cercando di conquistare i cuori a Cristo”.<br />In occasione della Settimana nazionale della Catechesi, i Vescovi hanno inviato un videomessaggio, attraverso i social network della Conferenza Episcopale, riconoscendo il lavoro generoso dei fratelli e delle sorelle che, rispondendo alla chiamata di Dio, dedicano la loro vita ad accompagnare il cammino di fede degli altri fratelli. Si terranno inoltre due incontri virtuali con l'obiettivo di riflettere sul ministero laicale del Catechista: il primo martedì 21 settembre alle ore 15,00 sul tema "Una presentazione della Lettera apostolica Antiquum Ministerium” con p. Omar Osiris López García, officiale del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione. Il secondo incontro si terrà giovedì 23 settembre alle ore 16 sul tema "Il ministero laicale del catechista, un carisma per la Chiesa sinodale in uscita" con p. Santiago León, direttore del Dipartimento di Catechesi del Segretariato Permanente della Cev. <br />Mon, 20 Sep 2021 09:35:46 +0200AFRICA/MALAWI - L'Università Cattolica dona dispositivi medici al Nguludi Mission Hospitalhttp://www.fides.org/it/news/70822-AFRICA_MALAWI_L_Universita_Cattolica_dona_dispositivi_medici_al_Nguludi_Mission_Hospitalhttp://www.fides.org/it/news/70822-AFRICA_MALAWI_L_Universita_Cattolica_dona_dispositivi_medici_al_Nguludi_Mission_HospitalLilongwe - “Come Università Cattolica del Malawi abbiamo sempre avuto un buon rapporto di collaborazione con il St Joseph-Nguludi Mission Hospital, sin dall'inizio, nel 2006” ha detto il cancelliere della CUNIMA, Francis Vincent Nkhoma, durante la cerimonia di donazione di articoli medici all'ospedale della missione St Joseph-Nguludi nel distretto di Chiradzulu. Nkhoma ha affermato che la donazione aiuterà l'ospedale a servire le persone delle comunità circostanti, gli studenti e il personale dell'università, con un'assistenza sanitaria di qualità.<br />“Come responsabilità sociale d'impresa, ci sentiamo obbligati ad assistere l'ospedale St Joseph-Nguludi cosi come abbiamo assistito altri in alcuni distretti, quando sono stati colpiti dalle inondazioni” ha aggiunto Nkhoma.<br />Ricevendo la donazione per conto della direzione e del personale dell'ospedale, la direttrice dell'ospedale St Joseph-Nguludi, suor Mercy Kanyumbu, ha applaudito il gesto affermando che la donazione migliorerà la qualità dell'assistenza sanitaria presso la struttura.<br />"Questa è una donazione tempestiva, l'ospedale St Joseph-Nguludi serve diverse persone e a volte ci mancano questi elementi che sono stati donati oggi dall'Università cattolica del Malawi a beneficio dei pazienti e degli operatori sanitari” ha detto Sr. Kanyumbu.Gli articoli donati includono: bombole di ossigeno, guanti chirurgici, guanti da esame in lattice e camici da lavoro. L'Università Cattolica del Malawi assiste inoltre le persone colpite da disastri naturali. Rispondendo alla chiamata presidenziale per assistere le persone colpite dalle inondazioni nel Paese nel 2021, l'Università ha donato beni di prima necessità alle popolazioni nei distretti di Phalombe, Mulanje e Chikwawa. Sat, 18 Sep 2021 11:14:52 +0200EUROPA/ITALIA- Papa Francesco alla Chiesa di Roma: La missione è opera dello Spirito Santo, attenti ai rischi di una Chiesa “fai-da-te”http://www.fides.org/it/news/70823-EUROPA_ITALIA_Papa_Francesco_alla_Chiesa_di_Roma_La_missione_e_opera_dello_Spirito_Santo_attenti_ai_rischi_di_una_Chiesa_fai_da_tehttp://www.fides.org/it/news/70823-EUROPA_ITALIA_Papa_Francesco_alla_Chiesa_di_Roma_La_missione_e_opera_dello_Spirito_Santo_attenti_ai_rischi_di_una_Chiesa_fai_da_teRoma – La Chiesa è per natura sinodale, e compie la sua missione solo se segue docilmente l’opera attuale e efficace dello Spirito Santo, come si legge negli Atti degli Apostoli. Solo così si può vincere anche “la tentazione di fare da soli”, e di “prendere il posto di Dio, pretendendo di modellare la Chiesa sulle proprie convinzioni culturali”. Come se, “asceso al cielo, il Signore avesse lasciato un vuoto da riempire”. Lo ha detto oggi Papa Francesco, parlando la mattina di sabato 18 settembre ai partecipanti al Convegno della diocesi di Roma, riuniti nell’Aula Paolo VI. Nel suo lungo intervento, il Vescovo di Roma ha indicato ancora una volta gli Atti degli Apostoli come testo paradigmatico a cui conviene far riferimento per riconoscere quali sono le sorgenti e la natura propria della missione a cui è chiamata la comunità ecclesiale, sfuggendo alla perenne tentazione di costruire una Chiesa “fai-da-te”, e di ridurre anche gli incontri sinodali a un "Parlamento diocesano". <br />L’intervento del Papa ha preso le mosse dal “Cammino sinodale” che coinvolge tutta la Chiesa in vista dell’Assemblea del Sinodo dei Vescovi del 2023. In tale itinerario – ha rimarcato il Pontefice – “Non si tratta di raccogliere opinioni, non è un’inchiesta questa, ma di ascoltare lo Spirito Santo”. <br />Il tema della sinodalità – ha detto il Papa - non è il capitolo di un trattato di ecclesiologia, e tanto meno una moda”, visto che la sinodalità “esprime la natura della Chiesa, la sua forma, il suo stile, la sua missione”. Lo attestano proprio gli Atti degli Apostoli, che il Papa ha definito come “il primo e il più importante “manuale” di ecclesiologia”. Un ‘cammino comune’ che si compie seguendo le opere dello Spirito Santo, aperti alle sue sorprese, testimoni di un impulso che mette gli stessi Apostoli “in crisi, che li spinge a osare, domandare, ricredersi, sbagliare e imparare dagli errori, soprattutto di sperare nonostante le difficoltà”. E’ lo Spirito Santo – ha proseguito il Papa - che “fa scoprire loro la geografia della salvezza divina, aprendo porte e finestre, abbattendo muri, spezzando catene, liberando confini. Allora può essere necessario partire, cambiare strada, superare convinzioni che trattengono e ci impediscono di muoverci e camminare insieme”. <br />Seguendo il “cammino fatto insieme” nella sequela allo Spirito Santo, i primi Apostoli hanno trovato soluzioni reali ai problemi che emergevano nella vita quotidiana, come quando si decise di “disegnare sette uomini che si sarebbero impegnati a tempo pieno nella diakonia, nel servizio alle mense”. E sempre l’opera dello Spirito Santo che nella prima comunità crea armonia nel “confronto tra visioni e attese differenti. Non dobbiamo temere – ha rimarcato il Vescovo di Roma - che questo accada ancora oggi. Sono segni della docilità e apertura allo Spirito. Possono anche determinarsi scontri che raggiungono punte drammatiche, come capitò di fronte al problema della circoncisione dei pagani, fino alla deliberazione di quello che chiamiamo il Concilio di Gerusalemme”. In quel primo Concilio della Chiesa apostolica – ha ricordato il Papa – “si discusse a lungo. Si trattava di riconoscere la libertà dell’azione di Dio, e che non c’erano ostacoli che potessero impedirgli di raggiungere il cuore delle persone, qualsiasi fosse la condizione di provenienza, morale o religiosa”. Quel sinodo si concluse con un messaggio che rappresenta ancora la definizione più efficace del “protagonismo” dello Spirito Santo nelle dinamiche reali della vita della Chiesa: «È parso bene, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo» eccetto quello necessario . Senza lo Spirito- ha rimarcato il Vescovo di Roma in una delle aggiunte fatte al testo scritto - anche il Sinodo finisce per ridursi a un "Parlamento diocesano". <br />In realtà – ha proseguito il Papa – solo “quando la Chiesa è testimone, in parole e fatti, dell’amore incondizionato di Dio, della sua larghezza ospitale, esprime veramente la propria cattolicità. Ed è spinta, interiormente ed esteriormente, ad attraversare gli spazi e i tempi. L’impulso e la capacità vengono dallo Spirito”. <br />Un cammino sinodale fatto in sequela e compagnia dello Spirito Santo – ha rimarcato il Successore di Pietro, tornando sulla questione al centro del suo intervento – si riconosce perché è connotato dall’ascolto “della totalità dei battezzati, soggetto del sensus fidei infallibile in credendo”, e vince anche le resistenze “a superare l’immagine di una Chiesa rigidamente distinta tra capi e subalterni, tra chi insegna e chi deve imparare, dimenticando che a Dio piace ribaltare le posizioni”, e che “nella storia della salvezza, tutti siamo pecore rispetto al Pastore che è il Signore”. <br />L’esercizio e la sequela del sensus fidei – ha chiarito il Papa – “non può essere ridotto alla comunicazione e al confronto tra opinioni che possiamo avere riguardo a questo o quel tema”, o all’idea “di distinguere maggioranze e minoranze, questo lo fa il Parlamento”. Soprattutto, il sensus fidei guiderà a il cammino sinodale a riconoscere e affermare concretamente la predilezione di Cristo per i poveri e a rimuovere ogni riduzione elitaria e esclusivista della appartenenza al popolo di Dio. Tale appartenenza – ha chiarito Papa Francesco - non è “un privilegio”, ma “un dono che qualcuno riceve per tutti, che noi abbiamo ricevuto per gli altri”, per “testimoniare nei fatti e non solo a parole le meraviglie di Dio, che, se conosciute, aiutano le persone a scoprire la sua esistenza e ad accogliere la sua salvezza”. <br />Anche le modalità concrete di svolgimento del cammino sinodale dovranno evitare la tentazione di concepire e presentare parrocchie, movimenti e comunità ecclesiali come se fossero altrettanti ?club? esclusivi: “mi raccomando” ha suggerito il Vescovo di Roma “lasciate aperte porte e finestre, non vi limitate a prendere in considerazione solo chi frequenta o la pensa come voi. Permettete a tutti di entrare… Permettete a voi stessi di andare incontro e lasciarsi interrogare, che le loro domande siano le vostre domande, permettete di camminare insieme: lo Spirito vi condurrà”. Il popolo stesso di Roma – ha notato il Successore di Pietro nella parte conclusiva del suo intervento – “contiene la varietà di tutti i popoli e di tutte le condizioni” <br />Sat, 18 Sep 2021 12:18:42 +0200VATICANO - Il Cardinale Van Thuan, "uomo che ha costruito la Chiesa"http://www.fides.org/it/news/70821-VATICANO_Il_Cardinale_Van_Thuan_uomo_che_ha_costruito_la_Chiesahttp://www.fides.org/it/news/70821-VATICANO_Il_Cardinale_Van_Thuan_uomo_che_ha_costruito_la_ChiesaRoma - Sull'esempio di Francesco di Assisi, il Cardinale Van Thuan ha posto il dono della sua persona e della sua stessa vita, riconoscendosi creatura di Dio, come pietra per costruire l'edificio santo della Chiesa. Lo ha detto il Cardinale Peter Turkson Appiah, Prefetto del Dicastero vaticano per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, in una solenne Eucarestia tenutasi il 17 settembre nella Basilica romana di Santa Maria in Trastevere, in occasione del 19° anniversario della morte del Cardinale vietnamita, il Venerabile François-Xavier Nguyên Van Thuân . <br />Alla celebrazione erano presenti, tra i fedeli, suore, sacerdoti e laici della comunità vietnamita a Roma e l’Amministratore della causa di canonizzazione, Luisa Melo. Tra i concelebranti, il padre Dinh Anh Nhue Nguyen OFM Conv, Segretario Generale della Pontificia Unione Missionaria e Direttore dell'Agenzia Fides, ha annunciato l'intenzione di organizzare il prossimo anno, in occasione del 20° anniversario della nascita al cielo del Cardinale Van Thuan, una speciale Settimana di spiritualità sul tema "La santità nel mondo contemporaneo", per fare memoria e approfondire la preziosa eredità del Cardinale per il presente . <br />"Oggi facciamo memoria della sua vita e della sua straordinaria esperienza di fede. Siamo uniti in preghiera per affidarlo a Dio e pregare per la sua beatificazione. Siamo radunati per rinnovare la nostra speranza nel Dio della Providenza" ha spiegato il Cardinale Turkson nell'omelia.<br />Rifacendosi alla prima lettura della liturgia il Cardinale Turkson ha ricordato che "ognuno di noi ha ricevuto doni da Dio, come la fede, la profezia, la carità. E il Cardinale Van Thuan, sull'esempio di Francesco d'Assisi, di cui portava il nome, con i doni che ha ricevuto da Dio ha costruito la Chiesa. Il Cardinale ci insegna che i dono ricevuti non sono per uso proprio: sono per la comunità. Oggi egli è una guida e un punto di riferimento per la Chiesa in Vietnam". <br />Durante la messa i fedeli presenti hanno pregato per quanti soffrono persecuzioni per la fede in Vietnam e in altre parti del mondo e per la missione del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, perché la sua opera sia sempre accompagnata dall'intercessione del Cardinale Van Thuan. <br />I fedeli vietnamiti e i tanti che l'hanno conosciuto, ne ricordano la straordinaria esperienza cristiana, segnata dalle vicende di prigionia e persecuzione, descrivendolo come "persona sempre piena di luce, di gioia, di pace interiore, uomo in cui rifulgevano le virtù dell'umiltà, della semplicità e della carità". <br />Oggi il cammino verso la beatificazione del Porporato, dichiarato Venerabile da Papa Francesco il 4 maggio 2017, attende il miracolo per il suo pieno compimento. Il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che in passato il Cardinale Van Thuan ha presieduto , quando si chiamava "Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace", è impegnato nel promuovere la conoscenza della vita e della spiritualità del Cardinale vietnamita, come dono per la Chiesa universale. <br /> Sat, 18 Sep 2021 10:48:57 +0200EUROPA/SVIZZERA - Nomina del Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie, Erwin Tanner-Tizianihttp://www.fides.org/it/news/70820-EUROPA_SVIZZERA_Nomina_del_Direttore_nazionale_delle_Pontificie_Opere_Missionarie_Erwin_Tanner_Tizianihttp://www.fides.org/it/news/70820-EUROPA_SVIZZERA_Nomina_del_Direttore_nazionale_delle_Pontificie_Opere_Missionarie_Erwin_Tanner_TizianiCittà del Vaticano – Il Cardinale Luis Antonio G. Tagle, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 30 giugno 2021 ha nominato Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Svizzera per un quinquennio, il signor Erwin Tanner-Tiziani. La nomina decorre dal 1° gennaio 2022 fino al 31 dicembre 2026.<br />Il nuovo Direttore nazionale, 54 anni, ha studiato all’Università di Friburgo e Monaco, dove ha conseguito la licenza in Teologia , si è laureato in aritmetica, è stato insegnante di religione . Si è laureato in Utroque iure all’Università di Friburgo ed ha conseguito il Diploma in Gestione di Associazioni/Onlus . E’ autore di pubblicazioni scientifiche, in tedesco e in francese, nei settori del diritto e della teologia, del rapporto Stato/Islam. Ha effettuato diversi viaggi di lavoro in Medio Oriente e in Africa, in collaborazione con enti civili, statali ed ecclesiali. Dal 2006 al 2010 è stato Vicesegretario, e dal 2010 ad oggi Segretario generale della Conferenza Episcopale Svizzera, occupandosi principalmente del dipartimento Pastorale e di quello Ecumenismo e Dialogo interreligioso. <br />Sat, 18 Sep 2021 09:46:03 +0200EUROPA/ITALIA - Il missionario deve essere l’immagine di Gesù: ‘Mio Dio, come sei buono. La vita e il messaggio di Charles de Foucauld’http://www.fides.org/it/news/70819-EUROPA_ITALIA_Il_missionario_deve_essere_l_immagine_di_Gesu_Mio_Dio_come_sei_buono_La_vita_e_il_messaggio_di_Charles_de_Foucauldhttp://www.fides.org/it/news/70819-EUROPA_ITALIA_Il_missionario_deve_essere_l_immagine_di_Gesu_Mio_Dio_come_sei_buono_La_vita_e_il_messaggio_di_Charles_de_FoucauldRoma – “Il missionario deve essere l’immagine di Gesù, conformarsi a Gesù, esteriormente ed interiormente attraverso l’imitazione” scrive p. Andrea Mandonico, Archivista Generale della Società per le Missioni Africane, in una nota pervenuta all’Agenzia Fides.<br />L’occasione è la celebrazione, lunedì 20 settembre, del premio letterario degli Ambasciatori presso la Santa Sede 2021 per il libro ‘Mio Dio, come sei buono. La vita e il messaggio di Charles de Foucauld’ di cui è autore il missionario SMA. <br />“Questa identificazione – prosegue p. Mandonico - è possibile solo se si prende sul serio il Vangelo e si è radicati in esso, dove la santità non è facoltativa ma il fondamento irrinunciabile della missione. Il lavoro del missionario non è quindi fare tante opere ma piuttosto vivere, essere presente tra questi popoli, e mostrare loro cos’è la vita alla sequela di Cristo e la gioia di vivere semplicemente, ma con impegno, il Vangelo.”<br />L’autore mette in risalto in questo libro la ‘missionarietà’ di Charles de Foucauld. “Egli non andò nel deserto per vivere da ‘eremita’, in cerca di quella ‘fuga mundi’ tanto cara ai primi monaci, ma vi andò per evangelizzare e consacrare tutta la sua vita ai musulmani, per questi fratelli più poveri ‘ai quali manca tutto poiché manca loro Gesù’. E vi annuncia il Vangelo secondo lo stile del mistero della Visitazione : testimoniando Gesù e la sua salvezza alla maniera della Vergine Maria, portando Gesù che con la sua sola presenza santifica la casa di Zaccaria.”<br />“Il suo ideale - spiega p. Mandonico - è “imitare la Santa Vergine nel mistero della Visitazione portando come lei, in silenzio, Gesù nell’eucaristia e nella pratica delle virtù evangeliche, “vivendo una vita profumata di tutti i profumi del vangelo”. <br />Il Premio letterario, nato nel 2019 dall’iniziativa di un gruppo di ambasciatori presso la Santa Sede, è rivolto ad autori che pubblicano libri in italiano su temi relativi alla cultura e ai valori cristiani, alle relazioni tra Chiese cristiane e Stati, alla storia delle Chiese cristiane ed al dialogo interreligioso. <br />Sat, 18 Sep 2021 09:30:12 +0200EUROPA/POLONIA - Le Pontificie Opere Missionarie preparano i Giubilei del 2022: Sinodo dei Bambini, Pellegrinaggio del Rosario vivente, Incontro dei giovanihttp://www.fides.org/it/news/70818-EUROPA_POLONIA_Le_Pontificie_Opere_Missionarie_preparano_i_Giubilei_del_2022_Sinodo_dei_Bambini_Pellegrinaggio_del_Rosario_vivente_Incontro_dei_giovanihttp://www.fides.org/it/news/70818-EUROPA_POLONIA_Le_Pontificie_Opere_Missionarie_preparano_i_Giubilei_del_2022_Sinodo_dei_Bambini_Pellegrinaggio_del_Rosario_vivente_Incontro_dei_giovaniCzestochowa - La preparazione degli importanti Giubilei missionari previsti nel 2022 è stata il tema principale dell'incontro autunnale delle Pontificie Opere Missionarie e delle altre realtà missionarie della Polonia. Alla riunione, svoltasi il 15 e 16 settembre presso il Seminario di Czestochowa, hanno partecipato 84 persone tra direttori diocesani delle POM, rappresentanti missionari delle congregazioni religiose femminili e maschili, animatori laici. Nel 2022 infatti si celebrerà il 400° anniversario di fondazione della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, il 200° anniversario della Pontificia Opera della Propagazione della fede, il centesimo anniversario del riconoscimento di “Pontificie” e il 150° anniversario della nascita del beato padre Paolo Manna, fondatore della Pontificia Unione Missionaria.<br />Secondo le informazioni inviate all’Agenzia Fides da p. Luca Bovio IMC, Segretario nazionale della Pontificia Unione Missionaria, l’ospite speciale dell'incontro è stato padre Tadeusz Nowak, OMI, Segretario generale della Pontificia Opera per la Propagazione della Fede . L'incontro è stato aperto dal nuovo Direttore nazionale delle POM, don Maciej Bedziński, che ha invitato tutti a riflettere sull'impegno missionario della Chiesa durante e dopo la pandemia, e ha presentato il tema della preparazione ai Giubilei missionari. Il presidente della Commissione per le missioni della Conferenza episcopale polacca, Mons. Jerzy Mazur, al termine del mandato, ha riassunto i dieci anni del suo servizio, sottolineando le iniziative missionarie svolte, e ha ringraziato tutti coloro che lavorano nell’animazione missionaria per la fruttuosa collaborazione, incoraggiandoli a svilupparla anche con il nuovo Presidente della Commissione, che sarà eletto a novembre.<br />Dopo gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni collegate alla Commissione episcopale per le missioni, che hanno presentato le loro attività, la prima giornata dell'incontro si è conclusa con la Santa Messa, presieduta da Monsignor Mazur, che ha invitato a pregare instancabilmente per le missioni e i missionari, chiedendo l'intercessione di Maria, la prima missionaria. In serata, durante la preghiera ai piedi dell’immagine della Madonna nel Santuario di Jasna Gora, don Maciej Bedziński ha ringraziato per le vocazioni missionarie polacche e ha affidato alla Madonna le attività missionarie in corso e tutti i missionari, chiedendo uno spirito missionario per tutta la Chiesa.<br />Nella seconda giornata dell'incontro, i Segretari nazionali delle quattro Pontificie Opere Missionarie hanno presentato le loro relazioni e i progetti per il 2021/2022. La Segretaria nazionale della Pontificia Opera dell'Infanzia Missionaria , suor Monika Juszka RMI, ha illustrato i preparativi del Sinodo dell'Infanzia: “Nell'ambito della celebrazione dei Giubilei delle Pontificie Opere Missionarie nel 2022, un evento speciale sarà il Sinodo Missionario dei Bambini, previsto per il 17 settembre 2022 presso la sede dell'Università Cardinale S. Wyszyński a Varsavia. Gli ospiti speciali del Sinodo saranno l'Arcivescovo Salvatore Pennacchio, Nunzio apostolico in Polonia, e suor Roberta Tremarelli, AMSS, Segretaria generale della POSI”.<br />Il Segretario nazionale della Pontificia Unione Missionaria, p. Luca Bovio IMC, ha annunciato la ripresa degli incontri missionari nei seminari, inoltre per il 400° anniversario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli ha proposto ogni mese del materiale formativo con riflessioni sulla preghiera missionaria. Infine ha invitato alla Sessione Missionaria di dicembre e alla Veglia di preghiera a Jasna Góra, che sarà incentrata sullo slogan "Inviati nella pace di Cristo".<br />Il nuovo Segretario nazionale della Pontificia Opera per la Propagazione della fede e della Pontificia Opera di S. Pietro Apostolo, don Michal Kacprzyk, ha presentato le proposte legate alla celebrazione dei Giubilei di queste due Opere: il Pellegrinaggio nazionale dei gruppi di preghiera del Rosario Vivente a Czestochova e l'Incontro nazionale dei giovani a Lednica.<br />Dopo le relazioni, ha preso la parola il Segretario generale della POPF, p. Tadeusz Nowak, OMI, sul tema "Prospettive di sviluppo e sfide per la POPF nel contesto del 200° anniversario della fondazione dell'Opera". Il relatore ha sottolineato il ruolo e il compito dei gruppi di preghiera del Rosario Vivente nell'attività missionaria della Chiesa. “Questa forma di preghiera comunitaria, proprio come ai tempi della sua ideatrice, la serva di Dio Paulina Jaricot, porta frutti inestimabili nello sviluppo e nel rafforzamento della Chiesa nei paesi di missione. Siamo vicini all'elevazione agli altari di questa serva di Dio” ha informato padre Nowak. Ha inoltre osservato che le Pontificie Opere Missionarie, nonostante il loro carattere centrale, papale, sono radicate nella Chiesa locale, perché da lì si sostengono le giovani comunità ecclesiali dei diversi continenti. Al termine del suo intervento, a nome della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, ha ringraziato le Pontificie Opere Missionarie in Polonia per il loro zelante e continuo aiuto alla Chiesa missionaria, anche durante la pandemia. P. Nowak ha quindi presieduto la Santa Messa di conclusione dell'incontro, in cui ha sottolineato il valore e la necessità di risvegliare costantemente lo spirito missionario nella Chiesa, sull’esempio di Paulina Jaricot, chiedendo anche preghiere in vista della sua beatificazione. <br />Sat, 18 Sep 2021 09:15:27 +0200AMERICA/ARGENTINA - L'impegno dei missionari Salesiani per aiutare le famiglie impoverite dalla pandemiahttp://www.fides.org/it/news/70814-AMERICA_ARGENTINA_L_impegno_dei_missionari_Salesiani_per_aiutare_le_famiglie_impoverite_dalla_pandemiahttp://www.fides.org/it/news/70814-AMERICA_ARGENTINA_L_impegno_dei_missionari_Salesiani_per_aiutare_le_famiglie_impoverite_dalla_pandemiaBuenos Aires - “Come sopravviveranno le famiglie senza lavoro, senza attività economica? Questa era la preoccupazione generale delle persone quando è iniziata la pandemia del Coronavirus. E' stata la spinta che ci ha motivato ad agire: vivere la prossimità e la compassione come ha fatto Gesù. Dopo un anno e mezzo, il nostro lavoro non solo continua ma sta anche aumentando. Con l'impegno di migliaia di volontari in tutto il paese, questo progetto consentirà l'accesso immediato a cibo e kit educativi in 21 province dell'Argentina, dando sollievo a migliaia di famiglie in questa drammatica situazione”. Cosi riferisce all’Agenzia Fides Ariel Fresia, Salesiano coadiutore e direttore della Procura Missionaria argentina “Por los Jóvenes-Don Bosco” parlando della nuova campagna di solidarietà che i missionari Salesiani hanno promosso a favore delle famiglie colpite dalle conseguenze della pandemia.<br />“Il 60% della nostra popolazione vive in povertà - afferma Fresia - la ricostruzione delle opportunità di lavoro per le famiglie sarà una realtà a lungo termine in Argentina. Il Covid-19 ha causato non solo una crisi sanitaria ma una profonda crisi sociale, economica ed educativa”. In un momento in cui già una parte del mondo sta vivendo la fase “post-pandemia”, l’Argentina è uno dei cinque Paesi che ha sofferto di più il flagello della pandemia in America Latina, arrivando ad oltre 5 milioni di casi totali e oltre 113mila decessi totali. <br />Da qui l’appello del Salesiano a sostenere la campagna “L’emergenza continua, diamo da mangiare ed educhiamo”, promossa in coordinamento con le Ispettorie dell’Argentina Nord e Argentina Sud, attraverso la piattaforma "GlobalGiving". “Il nostro obiettivo - spiega il Direttore - è fornire assistenza alle famiglie in tutto il Paese, continuare a fornire assistenza alimentare a più di 150.000 famiglie e sostenere l’educazione di migliaia di bambini e ragazzi”. La campagna durerà fino al 30 settembre e intende coinvolgere "tutta la realtà salesiana e tutte le persone di buona volontà".<br /> <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="https://youtu.be/PtsBSRdMM9A">Guarda la videointervista sul canale Youtube dell'Agenzia Fides</a>Sat, 18 Sep 2021 11:15:15 +0200VATICANO - Papa Francesco a Movimenti e nuove Comunità ecclesiali: umiltà e gratuità per non soffocare i doni dello Spiritohttp://www.fides.org/it/news/70817-VATICANO_Papa_Francesco_a_Movimenti_e_nuove_Comunita_ecclesiali_umilta_e_gratuita_per_non_soffocare_i_doni_dello_Spiritohttp://www.fides.org/it/news/70817-VATICANO_Papa_Francesco_a_Movimenti_e_nuove_Comunita_ecclesiali_umilta_e_gratuita_per_non_soffocare_i_doni_dello_SpiritoRoma – “Noi dobbiamo capire che l’evangelizzazione è un mandato che viene dal Battesimo. il Battesimo che ci fa insieme sacerdoti, nel sacerdozio di Cristo: il popolo sacerdotale. E non dobbiamo aspettare che venga il sacerdote, il prete a evangelizzare, il missionario”. Così Papa Francesco ha richiamato la vocazione apostolica che chiama ogni battezzato a vivere e testimoniare il Vangelo nelle circostanze ordinarie della vita. Lo ha fatto giovedì 16 settembre, durante l’udienza concessa ai rappresentanti delle Associazioni di fedeli, dei Movimenti ecclesiali e delle nuove Comunità partecipanti all’incontro organizzato dal Dicastero pontificio per i laici, la famiglia e la vita sul tema «La responsabilità di governo nelle aggregazioni laicali. Un servizio ecclesiale». Nel suo lungo intervento, arricchito con considerazioni e riferimenti aggiunti al testo scritto in maniera estemporanea, il Pontefice ha offerto numerosi spunti utili a considerare la fecondità ecclesiale e missionaria di associazioni, movimenti e nuove comunità fiorite nella Chiesa degli ultimi decenni a partire dai carismi donati dallo Spirito ai rispettivi fondatori, fuori dalle ordinarie forme di programmazione pastorale. <br />In primis, il Vescovo di Roma ha espresso gratitudine per la “missione ecclesiale” compiuta da quanti si uniscono a associazioni, movimenti e nuove comunità, cercando con dedizione “di vivere e far fruttificare quei carismi che lo Spirito Santo, per il tramite dei fondatori, ha consegnato a tutti i membri delle vostre realtà aggregative, a beneficio della Chiesa e di tanti uomini e donne a cui vi dedicate nell’apostolato. Voi” ha riconosciuto il Papa “siete anche, pur con i limiti e i peccati di ogni giorno – grazie a Dio, che siamo peccatori e che Dio ci dà la grazia di riconoscere i nostri peccati e anche la grazia di chiedere o andare dal confessore: questa è una grazia grande, non perderla! –, pur con questi limiti, voi siete un chiaro segno della vitalità della Chiesa: rappresentate una forza missionaria e una presenza di profezia che ci fa ben sperare per il futuro”. Un futuro – ha proseguito il pontefice che va preparato qui e ora, ‘in cucina’ ”, con “la disponibilità a un costante incontro con il Signore, a una costante conversione personale”, anche per non correre il rischio “di vivere in un ‘mondo parallelo’, distillato, lontano dalle sfide reali della società, della cultura e di tutte quelle persone che vivono accanto a voi e che attendono la vostra testimonianza cristiana”. <br />Nel suo discorso, il Pontefice ha richiamato con paterna franchezza tentazioni e vere e proprie cadute che hanno segnato il cammino di tante aggregazioni ecclesiali sorte e sviluppatesi spontaneamente dopo il Concilio Vaticano II. “Appartenere a un’associazione, a un movimento o una comunità, soprattutto se fanno riferimento a un carisma – ha rimarcato il Successore di Pietro - non deve rinchiuderci in una ‘botte di ferro’, farci sentire al sicuro”, in quanto “tutti noi cristiani siamo sempre in cammino, sempre in conversione, sempre in discernimento”. Il cammino del Vangelo – ha insistito il Pontefice “non è una gita turistica”, e in tale cammino “ogni passo è una chiamata di Dio”. Al contrario, la tentazione che spesso assedia movimenti e nuove comunità ecclesiali è quella di “pensare di essere ‘la novità nella Chiesa”, non sottoposta alla necessità di cambiamenti, correzioni e conversioni. Tale tentazione – ha messo in guardia Papa Francesco – “può diventare una falsa sicurezza. Anche le novità fanno presto a invecchiare! Per questo anche il carisma a cui apparteniamo, dobbiamo approfondirlo sempre meglio, riflettere sempre insieme per incarnarlo nelle nuove situazioni che viviamo. Per fare questo, si richiede da noi grande docilità, grande umiltà, per riconoscere i nostri limiti e accettare di cambiare modi di fare e di pensare superati, o metodi di apostolato che non sono più efficaci, o forme di organizzazione della vita interna che si sono rivelate inadeguate o addirittura dannose”. A tal riguardo, il Pontefice ha fatto riferimento al Decreto Le associazioni internazionali di fedeli, promulgato l’11 giugno, contenente anche disposizioni relative al governo “interno” di Associazioni, Movimenti e nuove comunità ecclesiali, comprese quelle riguardanti l’avvicendamento negli incarichi di guida e responsabilità di tali realtà ecclesiali. “All’origine di questo Decreto” ha chiarito il Papa “non c’è una qualche teoria sulla Chiesa o sulle associazioni laicali che si vuole applicare o imporre”. Piuttosto, “È la realtà stessa degli ultimi decenni che ci ha mostrato la necessità dei cambiamenti” disposti dal Decreto. A tal riguardo, il Papa ha richiamato per analogia il fiorire degli ultimi decenni di nuove realtà di vita consacrata, diverse delle quali hanno finito per imboccare cammini che le facevano sentire e apparire come una “Chiesa a parte”: si presentavano quasi come “i redentori” ha ricordato con accenti desolati Papa Francesco “e sono finite in situazioni durissime: sono finite sotto visita apostolica, sono finite con peccati turpi, commissariate…”. L’esercizio del governo all’interno delle associazioni e dei movimenti” ha proseguito Papa Francesco – va considerato anche alla luce di tali casi di abuso, “che trovano la loro radice sempre nell’abuso di potere”. Un autentico sensus ecclesiale – ha rimarcato il Papa - riconosce che gli incarichi di governo esercitati in seno alle aggregazioni laicali sono soltanto “una chiamata a servire”, e non possono essere esposti alla “voglia di potere” che ad esempio si manifesta “quando riteniamo, in forza del ruolo che abbiamo, di dover prendere decisioni su tutti gli aspetti della vita della nostra associazione, della diocesi, della parrocchia, della congregazione”, o quando i capi di movimenti e nuove comunità cedono alla “smania di essere dappertutto”. Aggiungendo riferimenti personali “alle congregazioni che conosco di più”, il Pontefice ha citato anche certi “superiori generali che si eternizzano nel potere e fanno mille, mille cose per essere rieletti e rieletti”. Mentre “è benefico e necessario” ha rimarcato il Papa, alludendo anche alle disposizioni del Decreto di giugno rivolto ai Movimenti ecclesiali e alle nuove Comunità “prevedere un avvicendamento negli incarichi di governo e una rappresentatività di tutti i membri nelle vostre elezioni”. Tali disposizioni – ha suggerito il Vescovo di Roma - possono rappresentare un argine procedurale anche al rischio di cadere nella “trappola della slealtà”, che scatta quando “A parole diciamo di voler servire Dio e gli altri, ma nei fatti serviamo il nostro ego, e ci pieghiamo alla nostra voglia di apparire, di ottenere riconoscimenti, apprezzamenti”. Oppure quando ci presentiamo agli altri come gli unici interpreti del carisma, gli unici eredi della nostra associazione o movimento”. <br />Il vero servizio- ha sottolineato Papa Francesco nelle parti conclusive del suo intervento “è gratuito e incondizionato, non conosce né calcoli né pretese. Si dimentica abitualmente delle cose che ha fatto per servire gli altri”. E “Nessuno è padrone dei doni ricevuti per il bene della Chiesa – siamo amministratori -, nessuno deve soffocarli, ma lasciarli crescere, con me o con quello che viene dopo di me. Ciascuno, laddove è posto dal Signore, è chiamato a farli crescere, a farli fruttificare, fiducioso nel fatto che è Dio che opera tutto in tutti, e che il nostro vero bene fruttifica nella comunione ecclesiale”. . Agenzia Fides 17/9/2021)<br />Fri, 17 Sep 2021 12:34:19 +0200