Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.AFRICA/SUD SUDAN - Kiir proclama il cessate il fuoco e avvia il dialogo nazionale ma il suo principale avversario ne è esclusohttp://www.fides.org/it/news/62347-AFRICA_SUD_SUDAN_Kiir_proclama_il_cessate_il_fuoco_e_avvia_il_dialogo_nazionale_ma_il_suo_principale_avversario_ne_e_esclusohttp://www.fides.org/it/news/62347-AFRICA_SUD_SUDAN_Kiir_proclama_il_cessate_il_fuoco_e_avvia_il_dialogo_nazionale_ma_il_suo_principale_avversario_ne_e_escluso<br />Juba - “Riek Machar è il nostro leader e comandante in capo, non invieremo nessun delegato a Juba senza un suo ordine” , ha affermato Paul Gabriel, portavoce del Sudan People's Liberation Movement-in-Opposition , in risposta all'annuncio fatto il 22 maggio dal Presidente del Sud Sudan Salva Kiir, dell’instaurazione del cessate il fuoco unilaterale e dell'avvio di un dialogo con tutte le forze ribelli, ma a condizione che l’SPLM-IO non invii Machar al negoziato. Machar è l’ex Vice Presidente del Sud Sudan e principale avversario di Kiir. La sua esclusione dalla trattativa rischia di farla morire sul nascere.<br />Secondo il portavoce dell’SPLM-IO, il dialogo nazionale è solo un pretesto per alleggerire la pressione internazionale su Juba mentre “in realtà le forze del governo, continuano a fare razzia delle risorse territoriali e ad uccidere civili”.<br />Il principale alleato del Presidente Kiir, il capo di Stato ugandese, Yoweri Kaguta Museveni, lo ha esortato a non sprecare i voti ottenuti nel 2011, ricordando che la maggior parte dei suoi elettori appartengono a tutta la società sud-sudanese e non ad una singola tribù. La guerra civile scoppiata nel dicembre 2013 ha preso subito una dimensione etnica e tribale, come denunciato dai Vescovi . <br />Wed, 24 May 2017 11:45:29 +0200AMERICA/VENEZUELA - Il Card. Urosa richiama l’appello del beato Romero: “Vi prego, vi supplico, vi ordino di fermare la repressione!”http://www.fides.org/it/news/62346-AMERICA_VENEZUELA_Il_Card_Urosa_richiama_l_appello_del_beato_Romero_Vi_prego_vi_supplico_vi_ordino_di_fermare_la_repressionehttp://www.fides.org/it/news/62346-AMERICA_VENEZUELA_Il_Card_Urosa_richiama_l_appello_del_beato_Romero_Vi_prego_vi_supplico_vi_ordino_di_fermare_la_repressioneCaracas – "La Giornata di preghiera per la pace in Venezuela, svoltasi in tutte le diocesi del paese il 21 maggio, è stata indetta per chiedere al Signore con insistenza la soluzione del problema politico ed economico, la cessazione della violenza, la fine della repressione del popolo nelle manifestazioni, il rispetto dei diritti umani, in particolare verso i detenuti politici, la validità dei valori democratici, la riconciliazione e la pace". Lo ha ricordato il Cardinale Jorge Urosa Savino, Arcivescovo di Caracas, nell'omelia di quel giorno. <br />Secondo il testo pervenuto a Fides, il Cardinale ha riproposto l'invito alla pace: "Questa è l'unica via, il cammino cristiano per la pace. L'osservanza dei comandamenti: amare Dio sopra ogni cosa e il nostro prossimo come noi stessi. Alla base della situazione attuale e conflittuale, caratterizzata da grave crisi sociale, economica e politica, c'è proprio la mancanza di adempimento dei comandamenti: la ricerca del profitto, la brama di potere, l'arroganza, l'egoismo, la corruzione, il crimine, infine, tutta una serie di problemi che non voglio ripetere in questa omelia".<br />L’Arcivescovo di Caracas ha proseguito: “I membri delle Forze Armate e della Polizia devono essere fautori e garanti del rispetto della Costituzione e, per vocazione, devono garantire, prima di tutto, la pace e la sana convivenza del popolo venezuelano al quale essi appartengono. Facciamo appello alla coscienza di quelli che comandano queste forze, dinanzi ai numerosi decessi di cittadini causati da abuso di autorità in azioni repressive. La responsabilità morale per gli atti che portano alla violenza, feriti e morti è di coloro che li attuano, così come di quelli che li hanno ordinati o consentiti. Nel nostro paese acquisisce attualità il pronunciamento del martire d'America, il Beato Oscar Romero: ‘Nel nome di Dio e di questo popolo sofferente, vi prego, vi supplico, vi ordino di fermare la repressione".<br />E’ purtroppo salito a 60 il numero delle vittime delle proteste anti Maduro, in corso da aprile. Dalle ultime notizie si apprende che un secondo magistrato della Corte suprema ha respinto il progetto di una Assemblea Costituente presentato dal presidente. Sono contrari, secondo un sondaggio, anche il 73% dei venezuelani.<br /> <br />Wed, 24 May 2017 11:32:02 +0200AMERICA/PERU' - Le morti infantili per polmonite sono dovute alla povertà e alla precarietàhttp://www.fides.org/it/news/62345-AMERICA_PERU_Le_morti_infantili_per_polmonite_sono_dovute_alla_poverta_e_alla_precarietahttp://www.fides.org/it/news/62345-AMERICA_PERU_Le_morti_infantili_per_polmonite_sono_dovute_alla_poverta_e_alla_precarietaPuno - La principale causa di morte tra i minori di età per polmonite, è determinata dal livello di povertà nel quale vive la popolazione oltre alla cattiva alimentazione dei bambini. A lanciare l’allarme è il direttore del Reparto di Epidemiologia della direzione Regionale per la Salute di Puno che, in una nota pervenuta a Fides, ha dichiarato che finora sono morti di polmonite 9 bambini con meno di 5 anni. Dalle indagini sui decessi è emerso che i villaggi colpiti non hanno infrastrutture adeguate, hanno scarsa igiene, cattiva alimentazione e reddito basso. Inoltre, è stato appurato che le morti sono più frequenti nelle zone commerciali e agricole dell’altopiano. <br /> <br /><br />Wed, 24 May 2017 10:38:01 +0200VATICANO - Il Card. Filoni esorta la diocesi di Ebebiyin: “non stancarsi mai nel dare testimonianza della nostra fede”http://www.fides.org/it/news/62344-VATICANO_Il_Card_Filoni_esorta_la_diocesi_di_Ebebiyin_non_stancarsi_mai_nel_dare_testimonianza_della_nostra_fedehttp://www.fides.org/it/news/62344-VATICANO_Il_Card_Filoni_esorta_la_diocesi_di_Ebebiyin_non_stancarsi_mai_nel_dare_testimonianza_della_nostra_fedeEbebiyin – Oggi, festa di Maria Ausiliatrice, il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, si è recato in visita pastorale nella diocesi di Ebebiyin, dove al mattino ha presieduto in Cattedrale la Messa solenne per la presa di possesso del nuovo Vescovo, S.E. Mons. Miguel Angel Nguema, salesiano, ed al pomeriggio ha incontrato il clero, i religiosi e le religiose. <br />“Il nuovo Vescovo Mons. Miguel comincia il suo ministero nella Diocesi che esiste già da 35 anni – ha detto il Cardinale nell’omelia -, ma con la creazione della nuova diocesi di Mongomo avrà un territorio e il presbiterio più piccolo. Questo può facilitare il nuovo Pastore ad essere più presente tra voi e avere più tempo per i vostri bisogni. Ma questo comporta anche la necessità di una più grande collaborazione da parte vostra”. <br />Commentando la liturgia della Parola, che proponeva uno dei grandi inni Cristologici di San Paolo, sul ruolo di Gesù nel progetto di amore del Padre e sulla predestinazione dei credenti, il Card. Filoni ha messo in evidenza: “sin dall'inizio dei tempi Dio Padre ha pensato a voi, per rendervi santi, per rendervi suoi figli. Ognuno di voi è chiamato a questa via di santità, cioè mantenere una relazione di amore forte e incondizionato con il Signore. Ognuno di voi è chiamato a fare parte della vera famiglia di Gesù, costituita da quelli che fanno la volontà di Dio Padre”.<br />“Per Dio non è importante se le nostre azioni avranno risultati grandissimi, grandi o soltanto piccoli – ha proseguito il Cardinale -. Importante è avere coraggio, non stancarsi mai nel dare testimonianza della nostra fede e lasciare agire la Grazia nei cuori umani, credere che essa davvero agisce. Noi spesso siamo tentati da questo bisogno di vedere i risultati delle nostre opere, al punto che qualcuno si domanda se vale la pena fare qualcosa quando non siamo sicuri di ottenere un buon risultato. San Paolo non si scoraggiò, perché avendo incontrato Cristo aveva posto tutta la sua fiducia in Lui. È vero, spesso i risultati non si vedono subito, allora bisogna dare tempo per la loro crescita. San Paolo ci insegna però ad andare sempre avanti, con generosità nell’opera di evangelizzazione, nel proclamare la Parola di Dio, nell’aiutare i poveri e i bisognosi, e – come ci ricorda Papa Francesco – nel coraggio di andare nei luoghi più difficili e di emarginazione. Questo è il mio augurio che porgo al Vescovo Miguel e a questa giovane Diocesi di Ebebiyin”.<br />Il Prefetto del Dicastero Missionario ha poi sottolineato: “La forza degli Apostoli, la forza della Chiesa, la forza del cattolicesimo in Guinea e nella Diocesi di Ebebiyin è la forza che viene dall’Alto. Questa forza è più potente delle nostre possibilità, è capace di trasformare i nostri sforzi che sembrano poco promettenti in un fiume di grazia… Abbiate quindi coraggio di lasciarvi guidare dalla potenza dei doni dello Spirito!”<br />Nel giorno in cui la Chiesa celebra la Festa di Maria Ausiliatrice. Maria, aiuto dei Cristiani, “alla quale Gesù sulla Croce affida San Giovanni, e in lui tutti noi siamo stati affidati a lei” ha esortato: “Nel nostro agire, possiamo sempre invocare il suo materno aiuto, in particolare quando vengono i momenti di scoraggiamento e di paura, quando ci sentiamo deboli davanti alle sfide che sembrano più grandi delle nostre possibilità”. <br />Il Card. Filoni ha concluso l’omelia con queste parole: “Affidando a Maria la Chiesa in Ebebiyin e gli inizi del ministero episcopale del vostro Vescovo, rinnovo il mio augurio per tutti voi di essere testimoni di Cristo, portando in voi la forza dello Spirito, l’audacia di agire con generosità nella missione di bene che vi viene affidata”. <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/es/attachments/view/file/8.OMELIA_Ebebiyin_Presa_di_Possesso_SPA.docx">Il testo integrale dell’omelia del Card. Filoni (in spagnolo)</a>Wed, 24 May 2017 09:51:51 +0200ASIA/FILIPPINE - Legge marziale a Mindanao: un prete e 15 fedeli rapiti, distrutta la cattedrale di Marawihttp://www.fides.org/it/news/62343-ASIA_FILIPPINE_Legge_marziale_a_Mindanao_un_prete_e_15_fedeli_rapiti_distrutta_la_cattedrale_di_Marawihttp://www.fides.org/it/news/62343-ASIA_FILIPPINE_Legge_marziale_a_Mindanao_un_prete_e_15_fedeli_rapiti_distrutta_la_cattedrale_di_MarawiMarawi City – I terroristi del gruppo islamista “Maute”, che si proclama legato allo Stato Islamico “hanno attaccato la cattedrale cattolica di Marawi city, e hanno rapito circa 15 fedeli, tra i quali un prete, delle suore e alcuni laici che stavano pregando in chiesa”: lo conferma all’Agenzia Fides il Vescovo Edwin De la Pena, che guida la Prelatura territoriale di Marawi city, città sull’isola di Mindanao, nelle Filippine del Sud. Ieri circa cento militanti del gruppo “Maute” hanno occupato la città e, in risposta a tale atto di forza, il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte ha imposto la legge marziale nell'isola di Mindanao.<br />Il Vescovo racconta a Fides: “Oggi è la festa della nostra Prelatura, la festa di ‘Maria, Aiuto dei cristiani’. I fedeli erano in chiesa per pregare Maria nell’ultimo giorno della novena. I terroristi hanno fatto irruzione in chiesa, hanno preso gli ostaggi e li hanno condotti in una località sconosciuta. Sono penetrati nella residenza del Vescovo e hanno rapito il vicario generale, p. Teresito Soganub. Poi hanno dato alle fiamme la cattedrale e l’episcopio. E’ tutto distrutto. Siamo costernati”.<br />Il Vescovo si è salvato perchè ieri era in visita pastorale alla parrocchia di un villaggio che si trova fuori da Marawi. “I terroristi hanno occupato la città. La gente è terrorizzata e chiusa in casa. Ora si attende la reazione dell’esercito. Per ora si pensa a riprendere la città con il minore spargimento di sangue possibile. Degli ostaggi non si parla. Abbiamo attivato i nostri canali, la Chiesa, i leader islamici e speriamo di poter presto intavolare negoziati perché siano rilasciati sani e salvi”, afferma, osservando che nei mesi scorsi la chiesa aveva ricevuto delle minacce.<br />“E’ avvenuto - ricorda il Vescovo - proprio alla vigilia della festa di Maria: a lei chiediamo aiuto. A lei che è l’aiuto dei cristiani, chiediamo la salvezza dei nostri fedeli. Solo lei può venire in nostro soccorso. Rivolgiamo anche un appello a Papa Francesco perché preghi per noi e possa chiedere ai terroristi di liberare gli ostaggi, in nome della nostra comune umanità. Violenza e odio portano solo distruzione: chiediamo ai fedeli in tutto il mondo di pregare insieme con noi per la pace”.<br />Intanto, in reazione all’attacco, il presidente Duterte ha interrotto la sua visita a Mosca per fare ritorno nelle Filippine e affrontare la crisi. Il gruppo si è asserragliato a Marawi, dando alle fiamme anche il carcere e due scuole, mentre ora l’esercito circonda la città. Il sindaco di Marawi ha chiesto ai militari di non bombardare la città dove vivono circa 200mila civili, in prevalenza musulmani. Wed, 24 May 2017 09:43:47 +0200AFRICA/SUDAN - Emergenza colera nella capitale del Kordofan settentrionalehttp://www.fides.org/it/news/62342-AFRICA_SUDAN_Emergenza_colera_nella_capitale_del_Kordofan_settentrionalehttp://www.fides.org/it/news/62342-AFRICA_SUDAN_Emergenza_colera_nella_capitale_del_Kordofan_settentrionaleEl Obeid - Per la prima volta sono stati registrati casi di colera a El Obeid, capitale dello Stato del Kordofan settentrionale. Finora nell’ospedale della città sono state ricoverate 68 persone. Secondo fonti mediche locali, i primi contagi risalgono a due giorni fa nei distretti di Karima e El Wehda. La malattia si è diffusa in proporzioni epidemiche nello Stato del White Nile. A Kosti, sono morte sette persone solo pochi giorni fa; l’Eye Hospital è stato trasformato in centro di isolamento per l’accoglienza di un numero di casi sempre in crescita: finora sono stati ricoverati 183 pazienti. <br />Nel villaggio di Asalaya, una scuola è stata adattata a centro di isolamento per 126 persone contagiate. Lo Stato del White Nile non è in grado di fornire acqua potabile e, finora, sono morte oltre 20 persone per “diarrea acuta acquosa” oltre ad altre mille che sono state contagiate. Dall’inizio di maggio continuano ad aumentare i casi anche nella vicina Sennar. All’inizio dell’anno in Sudan orientale e a Khartoum erano state registrate centinaia di casi di “diarrea acuta acquosa” .<br /> <br /><br />Wed, 24 May 2017 09:29:44 +0200ASIA/INDIA - Dimissioni del Vescovo di Kottar e nomina del successorehttp://www.fides.org/it/news/62341-ASIA_INDIA_Dimissioni_del_Vescovo_di_Kottar_e_nomina_del_successorehttp://www.fides.org/it/news/62341-ASIA_INDIA_Dimissioni_del_Vescovo_di_Kottar_e_nomina_del_successoreCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, il 20 maggio 2017, ha accettato la<br />rinuncia al governo pastorale della diocesi di Kottar , presentata da S.E. Mons. Peter Remigius. Il Papa ha nominato Vescovo della diocesi di Kottar il rev.do Nazarene Soosai, Parroco del Santuario Our Lady of Ransom di Kanyakumari a Kottar.<br />Il Rev.do Nazarene Soosai è nato a Rajakkalamngalamthurai, nella diocesi di Kottar, il 13 aprile 1963. Ha studiato presso il St. Aloysius’ Minor Seminary di Nagercoil, concludendo gli studi filosofici e teologici presso il Sacred Heart Seminary a Poonamallee, Chennai. Ha conseguito la licenza in teologia presso l’Università cattolica di Lovanio, in Belgio, e il dottorato in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma. Ha inoltre conseguito un master in scienze politiche presso l’Università di Madurai.<br />Il 2 aprile 1989 ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale per la diocesi di Kottar. Ha svolto il suo ministero sacerdotale nei seguenti incarichi: 1989-1990: Vice parroco della chiesa Our Lady of Presentation a Colachel; 1990-1992: Prefetto degli studi presso il Tamil Nadu Xavier Mission Home a Nagercoil, e contemporaneamente Segretario della Commissione diocesana per le vocazioni; 1992-1998: Parroco della parrocchia St. Helen’s a Enayam, e contemporaneamente Assistente ecclesiastico della Christian Life Comunity e Segretario del Diocesan Priests Personal Board; 1998-2000: studente, specializzazione in teologia a Lovanio, in Belgio; 2000-2003: studente, dottorato in teologia a Roma; 2003-2011: decano e professore di teologia presso il Sacred Heart Seminary a Poonamallee, Chennai; da marzo 2012: parroco presso il Santuario di Our Lady of Ransom a Kanyakumari e Vicario foraneo del Vicariato di Kanyakumari, e contemporaneamente “visiting professor” presso il Sacred Heart Seminary a Poonamallee, Chennai, e presso diverse altre università e istituti .<br />La Diocesi di Kottar , suffraganea dell'Arcidiocesi di Madurai, ha una superficie di 750 kmq e una popolazione di 885.000 abitanti, di cui 264.000 sono cattolici. Ci sono 81 Parrocchie, 236 sacerdoti , 13 Fratelli religiosi, 470 suore e 98 seminaristi. <br />Wed, 24 May 2017 08:47:30 +0200ASIA/INDIA - La comunità cattolica impegnata a combattere la diffusione della tubercolosihttp://www.fides.org/it/news/62340-ASIA_INDIA_La_comunita_cattolica_impegnata_a_combattere_la_diffusione_della_tubercolosihttp://www.fides.org/it/news/62340-ASIA_INDIA_La_comunita_cattolica_impegnata_a_combattere_la_diffusione_della_tubercolosiHyderabad - L'Associazione Cattolica Sanitaria dell'India guida una campagna per affrontare i casi di tubercolosi, in collaborazione con agenzie governative e altre organizzazioni della società civile: lo dice a Fides il Redentorista p. Mathew Abraham, Direttore generale della CHAI e medico di professione. Ogni ora più di 50 persone muoiono di tubercolosi in India. La malattia uccide più di 1.200 persone ogni giorno.<br />L'Associazione Cattolica Sanitaria dell'India è formata da medici e operatori sanitari che operano in ospedali cattolici, centri sanitari e istituti in diverse diocesi cattoliche in tutto il paese. Fa parte una rete più ampia legata alla Conferenza episcopale indiana dell’India che comprende 500 ospedali, oltre 2.000 strutture di cura primaria e più di 200 organizzazioni impegnate nei servizi sociali.<br />Negli ultimi quattro anni l’Associazione si è concentrata sul rafforzamento del programma nazionale di controllo della tubercolosi attraverso un lavoro di advocacy, comunicazione e mobilitazione sociale, spiega p. Abraham. La CHAI è partner della coalizione tra Unione Internazionale contro la tubercolosi e malattie polmonari , il Ministero della Salute e della Famiglia, il governo dell'India . Il programma opera per migliorare la portata, la visibilità e l'efficacia della lotta alla tubercolosi. Il Programma di controllo, promosso dal governo indiano, fornisce gratuitamente la diagnosi di tubercolosi a oltre 1,5 milioni di pazienti ogni anno.<br />Le attività del progetto CHAI prevede assistenza a livello distrettuale coprendo 96 distretti in 10 stati dell'India . Ciò avviene in larga misura attraverso la creazione di reti stabilite con 380 Ong che monitorano e guidano campagne di sensibilizzazione in piccole comunità, molte composte da poveri e tribali.<br />Secondo uno studio sulla situazione sanitaria in India pubblicato dalla rivista scientifica “Lancet” nel maggio 2017, nonostante lo sviluppo socio-economico del paese, l'India non è riuscita a raggiungere gli obiettivi sanitari previsti e la situazione generale è peggiorata negli ultimi 25 anni.<br />Sebbene il punteggio dell'India, nell'Indice sanitario, è passato da 30,7 del 1990 a 44,8 nel 2015, le prestazioni nella lotta a tubercolosi, diabete, e malattie cardiache reumatiche e malattia renale cronica sono peggiorate. <br />L'India ha il maggior numero di casi di tubercolosi nel mondo. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2015 l'India ha raggiunto 2.8 milioni di casi di 2,2 milioni nel 2011. Mentre la tubercolosi ha ucciso 220.000 persone nel 2014, il tasso è salito a 480.000 nel 2015. Ciò significa che quasi 1.300 persone possono morire dalla malattia in un solo giorno.<br />Nel frattempo, la coalizione che si dedica alla lotta all'AIDS e alle malattie correlate, soprattutto nelle aree rurali, sta creando maggiore consapevolezza anche sulla tubercolosi. Tue, 23 May 2017 12:48:17 +0200ASIA/COREA DEL SUD - Un Vescovo rappresenta la Corea per celebrare i 70 anni di rapporti diplomatici con la Santa Sedehttp://www.fides.org/it/news/62339-ASIA_COREA_DEL_SUD_Un_Vescovo_rappresenta_la_Corea_per_celebrare_i_70_anni_di_rapporti_diplomatici_con_la_Santa_Sedehttp://www.fides.org/it/news/62339-ASIA_COREA_DEL_SUD_Un_Vescovo_rappresenta_la_Corea_per_celebrare_i_70_anni_di_rapporti_diplomatici_con_la_Santa_SedeSeul - Corea e Santa Sede celebrano nel 2017 i 70 anni dall'avvio del processo di istituzione delle relazioni diplomatiche: in particolare si commemora l'invio del primo Delegato apostolico permanente della Santa Sede in Corea. Come appreso da Fides, per l'occasione il neopresidente coreano Moon Jae-in ha chiesto all'arcivescovo Igino Kim Hee-Jung, che è presidente della Conferenze episcopale della Corea, di rappresentare l'intera nazione coreana e di incontrare il Santo Padre per celebrare questo anniversario. <br />Dopo il suo insediamento all’ufficio presidenziale, avvenuto subito dopo le elezioni, il presidente Moon ha designato alcuni "inviati speciali" coreani che raggiungeranno Stati Uniti, Cina, Giappone, Russia, Unione Europea, Germania e Santa Sede, per celebrare speciali eventi in questi stati e orgnismi. Nella speciale missione in Vaticano, prevista nei prossimi mesi, l'arcivescovo Kim Hee-Jung sarà accompagnato da Seong Youm, già Ambasciatore della Repubblica di Corea presso la Santa Sede.<br />I legami diplomatici tra la Santa Sede e la Corea sono cominciati nel 1947 quando Papa Pio XII ha inviato in Corea il primo "Delegato apostolico", padre Patrick James Byrne, subito dopo la liberazione della Corea dal dominio giapponese. Inviando un "Delegato permanente", la Santa Sede fu uno dei primi paesi a riconoscere la Corea come nazione indipendente, dopo la liberazione dalla colonizzazione giapponese. Patrick James Byrne, missionario americano dei padri di Maryknoll, fu consacrato vescovo nel 1949, ma quando scoppiò la guerra di Corea, nel 1950, fu rapito e morì in prigione. Ora fa parte del gruppo di 213 tra preti e laici coreani per i quali è iniziato l'iter per la beatificazione.<br />In quegli anni il governo della Corea del Sud inviò una delegazione alla conferenza di Parigi nel 1948 per essere riconosciuto come Governo della penisola coreana. A quel tempo la Santa Sede e il Nunzio apostolico a Parigi aiutarono molto la delegazione coreana ad ottenere il riconoscimento da molte delegazioni di paesi cattolici.<br />I rapporti diplomatici tra la Santa Sede e la Corea furono formalizzati ufficialmente, poi, nel dicembre 1963 con l'invio dell'Incaricato d'affari, poi Nunzio dal settembre 1966. Tue, 23 May 2017 12:07:50 +0200AFRICA/SUDAFRICA - “Un bambino su 5 è abusato sessualmente”: denuncia dei Vescovi sudafricanihttp://www.fides.org/it/news/62338-AFRICA_SUDAFRICA_Un_bambino_su_5_e_abusato_sessualmente_denuncia_dei_Vescovi_sudafricanihttp://www.fides.org/it/news/62338-AFRICA_SUDAFRICA_Un_bambino_su_5_e_abusato_sessualmente_denuncia_dei_Vescovi_sudafricani<br />Johannesburg - “Ogni crimine contro una donna e un bambino causa danni al delicato tessuto della società che vanno oltre al singolo fatto” denuncia Sua Ecc. Mons. Stephen Brislin, Arcivescovo di Città del Capo e Presidente della SACBC in un messaggio di condanna delle violenze su donne e minori. “Mentre alcuni degli autori delle violenze sono arrestati e vengono processati, le vittime sono sottoposte ad ulteriori tribolazioni durante il processo. Il costo umano e sociale è immenso” spiega Mons. Brieslin.<br />Il Presidente della SACBC riporta i dati di un recente studio secondo il quale in Sudafrica un bambino su 5 è abusato sessualmente, mentre il 75% dei bambini subisce a scuola atti di bullismo.<br />Mons. Brislin sottolinea che “la recente ondata di violenza contro donne e bambini ha sconvolto il Paese”. La cosa più scioccante è che la maggior parte delle vittime conoscono i loro carnefici. “Un fatto che solleva più domande che risposte” commenta l’Arcivescovo. Le violenze in famiglia, nelle scuole e nella società sono aggravate “dall’abuso diffuso di alcool e droga”; a farne le spese sono soprattutto i giovani, che sovente si riuniscono in gang. “La partecipazione alle bande è un fatto ordinario e può risultare in violenze collettive e stupri di gruppo”.<br />La soluzione non può essere solo la repressione poliziesca e il carcere, afferma l’Arcivescovo. “Dobbiamo guardare al modo con il quale i nostri figli socializzano se vogliamo ridurre la violenza. Invece di investire enormi somme di denaro nel sistema della giustizia penale e nelle strutture correttive, occorrerebbe aumentare i fondi per programmi di sostegno ai genitori. Abbiamo bisogno di interventi per combattere la banalizzazione della violenza a casa, a scuola, in chiesa e nelle nostre comunità” conclude Mons. Brislin. <br />Tue, 23 May 2017 11:58:39 +0200AMERICA/PERU’ - Centinaia di migliaia di vittime causate da El Niño costerohttp://www.fides.org/it/news/62336-AMERICA_PERU_Centinaia_di_migliaia_di_vittime_causate_da_El_Nino_costerohttp://www.fides.org/it/news/62336-AMERICA_PERU_Centinaia_di_migliaia_di_vittime_causate_da_El_Nino_costeroLima - Il bilancio generale delle ultime inondazioni e delle frane verificatesi in Perú è arrivato a 145 morti, 18 scomparsi, 438 feriti, oltre 235 mila vittime e più di un milione di persone colpite. Le cifre risalgono al recente rapporto diffuso dal Centro per le Operazioni di Emergenza Nazionale , di cui è giunta notizia a Fides. L’impatto climatico ha causato anche la distruzione di oltre 25 mila abitazioni, altre 23 mila sono inagibili e 260 mila immobili sono stati danneggiati con minore intensità. Le inondazioni hanno distrutto anche 79 scuole e 25 centri sanitari, hanno colpito le strutture di altre 2.600 scuole e 840 strutture sanitarie. <br />A causa degli eventi naturali sono andati distrutti 4 mila chilometri di strade e 420 ponti, anche se la maggior parte sono stati ricostruiti o riparati, circa 30 mila ettari di raccolto sono andati persi. Il numero più importante di vittime è stato riscontrato nella zona costiera a nord del Paese, dove nelle regioni di Piura, Lambayeque, La Libertad e Áncash, sono stati registrati 66 morti, 8 scomparsi, 218 feriti, circa 200 mila vittime e quasi 730 mila danneggiati. <br />La regione più colpita è Piura, al confine con l’Ecuador, dove si contano oltre 80 mila vittime, 360 mila persone colpite, 5.700 case distrutte e altre 5.800 rimaste inagibili. Le inondazioni sono state scatenate dal fenomeno atipico de "El Niño costero", che si verifica quando il riscaldamento delle acque al largo della costa peruviana generano piogge intense e inusuali nella costa desertica del Paese, trasformandosi in inondazioni e frane, conosciute in Perù con il termine quechua huaicos. <br />Nelle ultime settimane le piogge sono diventate sporadiche e il livello dei fiumi è sceso, ora la preoccupazione delle autorità è affrontare le gelate che si registreranno nelle Ande peruviane, con temperature minime notturne vicine a -20 gradi Celsius. <br /> <br />Tue, 23 May 2017 10:35:38 +0200VATICANO - "Sacerdoti e religiosi di Mongomo, alzatevi e camminate nella e con la vostra Chiesa!” esorta il Card. Filonihttp://www.fides.org/it/news/62337-VATICANO_Sacerdoti_e_religiosi_di_Mongomo_alzatevi_e_camminate_nella_e_con_la_vostra_Chiesa_esorta_il_Card_Filonihttp://www.fides.org/it/news/62337-VATICANO_Sacerdoti_e_religiosi_di_Mongomo_alzatevi_e_camminate_nella_e_con_la_vostra_Chiesa_esorta_il_Card_FiloniMongomo – “La mia presenza tra voi è la manifestazione della sollecitudine del Santo Padre e della Chiesa Universale verso questa Chiesa-Famiglia di Dio. In tal senso, vorrei manifestare dal vivo il sostegno del mio affetto e della mia preghiera per il cammino lungo e bello che dovete percorrere al fine di realizzare lo scopo per cui il Santo Padre ha concesso la creazione della vostra Diocesi, venendo incontro ai Vescovi della Guinea Equatoriale”. Così si è espresso il Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, il Card. Fernando Filoni, nell’incontro con i sacerdoti, i religiosi e le religiose della nuova diocesi di Mongomo, nel pomeriggio del 22 maggio .<br />Il Prefetto del Dicastero Missionario ha sottolineato nel suo discorso: “Spetta a voi la grande sfida di avviare la nuova Diocesi, di mettere in piedi le strutture necessarie per l’organizzazione pastorale e amministrativa. Ma più che delle strutture, questa nuova Diocesi ha bisogno che le si infonda uno spirito. Senza lo spirito missionario le strutture, seppur organizzate, non potranno sviluppare una Chiesa autenticamente missionaria”. Come ricorda l’Apostolo Paolo, la vita spirituale del sacerdote e del religioso “deve essere animata e guidata dallo Spirito di Dio”, quindi il Cardinale ha evidenziato che “la santificazione del sacerdote consiste anzitutto nel suo legame intimo e profondo con Gesù, Capo e Pastore della Chiesa” e ha esortato: “Siete chiamati a vivere la radicalità del Vangelo alla sequela di Cristo casto, povero e obbediente”.<br />Il Cardinale ha fatto poi appello all’impegno di tutti i sacerdoti, i religiosi e le religiose per la nuova diocesi: “Il coinvolgimento di tutti voi, in quanto primi collaboratori del Vescovo, è indispensabile per avviare e portare avanti la Diocesi. Vi esorto a vivere la vostra identità e il vostro ministero sacerdotale in piena comunione con il Vescovo, che il Signore ha scelto e stabilito come Padre e Pastore di questa Chiesa. Amate la Diocesi. Siate pronti a collaborare con fedeltà e generosità nella vita e nella pastorale diocesana, mettendo in comune le vostre qualità sacerdotali e pastorali ma anche le vostre capacità organizzative. Sentitevi tutti pienamente responsabili per dare impulso alla nuova Diocesi, e assicurarne la buona conduzione pastorale”.<br />Dopo aver citato alcuni atteggiamenti che “riducono l'efficacia dell'azione pastorale e offuscano l'immagine del sacerdote quale custode del gregge di Dio, e l’immagine del religioso o della religiosa quale testimone di Cristo Casto, Povero ed Obbediente”, il Card. Filoni ha specificato che “un sacerdote dev’essere un innamorato di Cristo. L’autorità morale e l’autorevolezza che sostengono l’esercizio del suo ministero, potranno provenire solo dalla santità della vostra vita… Di conseguenza, dovete vivere fedelmente e con gioia la vostra identità sacerdotale e religiosa. Questa fedeltà riguarda sia la povertà, sia l’obbedienza, sia la castità”.<br />Soffermandosi su questi tre aspetti, il Cardinale ha detto tra l’altro: “La vera povertà ci insegna ad essere solidali con il nostro popolo e a saper condividere con carità. Essa si esprime anche in una sobrietà di vita, e ci mette in guardia dagli idoli materiali che offuscano il senso autentico della vita”. “L’obbedienza a Dio passa anche attraverso le mediazioni umane. La volontà di Dio viene autenticata dalla Chiesa. Obbedite al vostro Vescovo come al vostro Padre. L’obbedienza è una vita nella logica del Vangelo”. “La castità deve essere ‘feconda’, ovvero una castità che si traduce nella paternità e maternità spirituale; e in comunità nella comunione e nella collaborazione”.<br />La consegna ai sacerdoti e ai religiosi di Mongomo è stata chiara: “Ai vostri fratelli dovete annunciare la Parola di vita. Ma questo è possibile solo se la vostra Chiesa è in stato permanente di missione, cioè non è una struttura burocratica, dove sistemarsi la vita… Cari sacerdoti e religiosi, alzatevi e camminate nella e con la vostra Chiesa!”. <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/es/attachments/view/file/7BIS.INCONTRO_Mongomo_Clero_e_Religiosi_SPA.docx">Il testo integrale del discorso del Card. Filoni (in spagnolo)</a>Tue, 23 May 2017 11:00:54 +0200VATICANO - Da 10 anni il 24 maggio il mondo prega in particolare unione con la Chiesa in Cinahttp://www.fides.org/it/news/62334-VATICANO_Da_10_anni_il_24_maggio_il_mondo_prega_in_particolare_unione_con_la_Chiesa_in_Cinahttp://www.fides.org/it/news/62334-VATICANO_Da_10_anni_il_24_maggio_il_mondo_prega_in_particolare_unione_con_la_Chiesa_in_CinaCittà del Vaticano – Il 27 maggio 2007, Solennità di Pentecoste, il Santo Padre Benedetto XVI inviò una Lettera ai Vescovi, ai presbiteri, alle persone consacrate e ai fedeli laici della Chiesa cattolica nella Repubblica Popolare Cinese, offrendo alcuni orientamenti per la vita della Chiesa e per l’opera di evangelizzazione in Cina, al fine di aiutare i cattolici cinesi a scoprire ciò che da loro vuole il Signore .<br />Nella Lettera, Papa Benedetto XVI proponeva anche una iniziativa eminentemente spirituale: “il giorno 24 maggio, che è dedicato alla memoria liturgica della Beata Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani – la quale è venerata con tanta devozione nel santuario mariano di Sheshan a Shanghai -, in futuro potrebbe divenire occasione per i cattolici di tutto il mondo di unirsi in preghiera con la Chiesa che è in Cina”.<br />Accolta con entusiasmo e riconoscenza, da 10 anni questa Giornata di preghiera viene vissuta non solo dalle comunità cattoliche nella Cina continentale, soprattutto nel Santuario di Sheshan, ma anche dalle comunità cinesi presenti nelle diverse parti del mondo, a cui si uniscono di frequente i cattolici locali. Così da 10 anni il 24 maggio è occasione di incontro e di testimonianza, si prega a tutte le latitudini in particolare unione spirituale con la Chiesa in Cina, manifestando l’universalità della Chiesa e la comunione con il Successore di Pietro. <br />Lo ha ricordato Papa Francesco al termine del Regina Coeli di domenica 21 maggio: “Il prossimo 24 maggio ci uniremo tutti spiritualmente ai fedeli cattolici in Cina, nella ricorrenza della Beata Vergine Maria “Aiuto dei Cristiani”, venerata nel santuario di Sheshan a Shanghai. Ai cattolici cinesi dico: alziamo lo sguardo a Maria nostra Madre, perché ci aiuti a discernere la volontà di Dio circa il cammino concreto della Chiesa in Cina e ci sostenga nell’accogliere con generosità il suo progetto d’amore. Maria ci incoraggia ad offrire il nostro personale contributo per la comunione tra i credenti e per l’armonia dell’intera società. Non dimentichiamo di testimoniare la fede con la preghiera e con l’amore, mantenendoci aperti all’incontro e al dialogo, sempre”.<br />Alla Vergine Maria i fedeli cinesi sparsi nel mondo, e quanti si uniscono alla loro preghiera, chiederanno l’aiuto e la forza per essere sempre e ovunque testimoni del Signore Gesù, diventando strumenti di pace, concordia e progresso nella società e nella Chiesa. L’intercessione di Maria aiuti tutti a fare la volontà di Dio perché, seguendo gli insegnamenti del Vangelo e del Magistero della Chiesa, ognuno possa tenere sempre accesa quella fiamma consegnata nel giorno del Battesimo: luce della fede, della speranza e dell’amore cristiano che arde nei nostri cuori, con cui siamo chiamati ad illuminare il nostro cammino e quello di tanti fratelli e sorelle. <br />Tue, 23 May 2017 10:25:04 +0200AMERICA/COLOMBIA - Sono morti per denutrizione già 81 bambini dall’inizio dell’annohttp://www.fides.org/it/news/62333-AMERICA_COLOMBIA_Sono_morti_per_denutrizione_gia_81_bambini_dall_inizio_dell_annohttp://www.fides.org/it/news/62333-AMERICA_COLOMBIA_Sono_morti_per_denutrizione_gia_81_bambini_dall_inizio_dell_annoLa Guajira – L’Istituto Nazionale della Sanità ha da poco reso noto il bilancio dei morti per denutrizione registrati dall’inizio dell’anno. Si tratta di 81 bambini con meno di 5 anni di età. Inoltre, nell’ultima settimana, sono stati riportati altri due decessi. Il bilancio segnala che nei dipartimenti di La Guajira, Chocó, Córdoba, Meta e Nariño sono state registrate il 73,3% delle morti. Le statistiche in base all’appartenenza etnica riportano 4 casi di bambini indigeni, 3 afrocolombiani e 8 di altri gruppi. <br /> <br />Tue, 23 May 2017 10:19:58 +0200AMERICA/COLOMBIA - Riprendere il dialogo: Mons. Barreto sostiene la popolazione che chiede il necessariohttp://www.fides.org/it/news/62332-AMERICA_COLOMBIA_Riprendere_il_dialogo_Mons_Barreto_sostiene_la_popolazione_che_chiede_il_necessariohttp://www.fides.org/it/news/62332-AMERICA_COLOMBIA_Riprendere_il_dialogo_Mons_Barreto_sostiene_la_popolazione_che_chiede_il_necessarioChocò – "Ora o mai più! Così pensa la popolazione davanti all'opportunità creatasi di parlare e trattare con le alte autorità dello stato colombiano" ha detto Mons. Juan Carlos Barreto Barreto, Vescovo della diocesi di Quibdó, nella parte occidentale della Colombia, parlando con un gruppo di giornalisti ieri, 22 maggio. Il Vescovo ha chiesto al governo di riprendere il dialogo al più presto, sia con Chocó che con Buenaventura, per mettere fine allo sciopero generale che dura ormai nelle due città da 13 e da 7 giorni, rispettivamente . "La gente reclama i diritti che sono fondamentali e, se non viene ascoltata per i canali normali, a volte deve essere fatto ricorso alla mobilitazione sociale" ha sottolineato il Vescovo. <br />Il governo si era impegnato per questa zona nel 2016, promettendo una cifra di 720 milioni di pesos, promessa mai mantenuta. La popolazione chiede più che altro la costruzione dell'ospedale e la punizione dei quanto sono corrotti a livello locale.<br />"Il Comitato Civico ha insistito sul fatto che manifesta anche contro i corrotti di Chocó, perché non c’è una chiara consapevolezza che si deve respingere la corruzione a tutti i livelli. Ma questo non significa che la comunità deve pagare, e che la si deve privare del necessario" ha detto Mons. Barreto. <br /> <br />Tue, 23 May 2017 09:33:26 +0200AMERICA/STATI UNITI - I Vescovi ringraziano il governo per l’aiuto agli haitiani che vivono negli Stati Unitihttp://www.fides.org/it/news/62331-AMERICA_STATI_UNITI_I_Vescovi_ringraziano_il_governo_per_l_aiuto_agli_haitiani_che_vivono_negli_Stati_Unitihttp://www.fides.org/it/news/62331-AMERICA_STATI_UNITI_I_Vescovi_ringraziano_il_governo_per_l_aiuto_agli_haitiani_che_vivono_negli_Stati_UnitiWashington – Il Presidente della Commissione per le migrazioni della Conferenza dei Vescovi cattolici degli Stati Uniti , Mons. Joe Steve Vásquez, Vescovo di Austin, Texas, ha espresso il suo apprezzamento al Segretario del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale, John Kelly, per la sua decisione di prorogare per sei mesi la protezione temporanea agli oltre 58.000 haitiani che vivono e lavorano negli Stati Uniti. Ha comunque esortato a continuare l'impegno e l'assistenza umanitaria per migliorare le condizioni di vita ad Haiti. Questo gruppo di haitiani era arrivato negli Stati Uniti dopo il terremoto del 2010 e aveva un permesso di soggiorno temporaneo che scade proprio questo mese.<br />"Incoraggiamo il nostro governo a lavorare con il governo haitiano per fornire aiuto e assistenza per la ricostruzione - conclude il comunicato pervenuto a Fides -. Attraverso le reti di servizio della Chiesa continueremo ad aiutare le famiglie haitiane negli Stati Uniti, ad aiutare il processo di ricostruzione ad Haiti e a cercare opportunità di collaborare con la Chiesa di Haiti e con i governi haitiano e statunitense".<br /> <br />Tue, 23 May 2017 08:37:24 +0200ASIA/NEPAL - Nella delicata fase di transizione, la Chiesa è impegnata per la pace, la stabilità, la laicità dello statohttp://www.fides.org/it/news/62330-ASIA_NEPAL_Nella_delicata_fase_di_transizione_la_Chiesa_e_impegnata_per_la_pace_la_stabilita_la_laicita_dello_statohttp://www.fides.org/it/news/62330-ASIA_NEPAL_Nella_delicata_fase_di_transizione_la_Chiesa_e_impegnata_per_la_pace_la_stabilita_la_laicita_dello_statoKathmandu – Pace, stabilità, libertà, diritti umani, laicità dello stato; ma anche impegno nel servizio sociale e nel campo dell’istruzione: sono questi i temi su cui la Chiesa cattolica in Nepal “continuerà a contribuire nel suo servizio al paese”: lo dice a Fides p. G. William Robins gesuita nippo-canadese che ha trascorso circa 45 anni in Asia meridionale, prima con i gesuiti in Bhutan orientale e poi in Nepal, principalmente insegnando matematica e scienze in una scuola superiore. Il gesuita parla a Fides dell’odierna situazione della nazione che il 14 maggio scorso ha visto la popolazione votare nella prima fase delle elezioni amministrative. Si tratta delle prime elezioni locali dopo 20 anni, passo fondamentale nella costruzione della democrazia, dieci anni dopo la fine della guerra civile e due anni dopo l’approvazione della Costituzione, nel 2015. <br />Il voto amministrativo è stato suddiviso in due fasi a causa di disordini verificatisi nelle pianure meridionali che confinano con l'India, dove il gruppo etnico di minoranza madhese si rifiuta di partecipare alle elezioni fino a quando non sarà approvato un emendamento alla costituzione che gli garantisca maggiore rappresentatività e ridisegni i confini della provincia dove vive.<br />Secondo il percorso istituzionale disegnato due ani fa, all’approvazione della Carta costituzionale seguono le elezioni locali, provinciali e poi nazionali. Il processo democratico dovrebbe conludersi entro il 2018. Le proteste dei madhesi rappresentano un ostacolo che ha rallentato questo percorso. Il conflitto tra il gruppo etnico dei madhesi e l’attuale governo rende la situazione piuttosto incerta e complicata. La comunità madhese è influenzata dai gruppi induisti, che promuovono uno stato confessionale indù. <br />P. Robins spiega a Fides: “Restano presenti ,nella società, pregiudizi legati alle caste e alle religioni. Uno dei temi centrali oggi è il secolarismo, concezione laica dello stato che alcuni interpretano come laicismo, credendo che lo stato laico sia uno stato anti-religioso, quindi si oppongono a una Costituzione laica. La religione è importante per la maggior parte Nepalese. Ma questa obiezione parte da un fraintendimento dell’espressione ‘stato laico’: questa significa che lo stato non è confessionale. C'è ancora una minoranza che promuove uno stato indù e idealmente un regno indù”, progetto è sostenuto anche da movimenti induisti in India.<br />In tale quadro, i cristiani hanno incontrato difficoltà, ma hanno potuto lavorare “a lungo termine” fondando istituzioni come le scuole, preziose per il futuro della nazione: “La Chiesa cattolica in Nepal è conosciuta per un buon servizio educativo, ma spesso il nostro è percepito come un servizio ‘straniero’. Alcuni gruppi si lamentano delle conversioni al cristianesimo. Altre confessioni cristiane ci dicono che non siamo abbastanza coraggiosi per uscire e predicare”, aggiunge p. Robins. “Ma nutriamo speranza che la Chiesa continui a crescere. <br />Secondo statistiche del 2014, i cattolici nel Vicariato Apostolico del Nepal sono circa 7,000 serviti da 18 preti diocesani e 60 religiosi in 11 parrocchie. <br />Mon, 22 May 2017 12:32:15 +0200VATICANO - Il Card. Filoni incontra i Vescovi della Guinea equatoriale, “pastori, padri e fratelli”http://www.fides.org/it/news/62329-VATICANO_Il_Card_Filoni_incontra_i_Vescovi_della_Guinea_equatoriale_pastori_padri_e_fratellihttp://www.fides.org/it/news/62329-VATICANO_Il_Card_Filoni_incontra_i_Vescovi_della_Guinea_equatoriale_pastori_padri_e_fratelliMongomo – E’ stata dedicata ai Vescovi della Guinea equatoriale la mattinata di oggi, 22 maggio: il Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, il Card. Fernando Filoni, li ha incontrati a Mongomo quindi ha presieduto la concelebrazione eucaristica con loro.<br />Nel suo discorso il Cardinale si è soffermato in particolare sull’importanza della comunione tra Vescovi, con il clero, con i membri della vita consacrata e all’interno del Popolo di Dio. “Riuniti insieme come Pastori e Fratelli, formate, come gli Apostoli vicini al loro Maestro, un corpo di persone responsabili per la Chiesa della Guinea Equatoriale” ha detto il Card. Filoni, che ha poi ribadito: “Siete stati eletti dal Cristo per essere pastori, padri e fratelli”. Tale paternità e fraternità si deve esprimere particolarmente verso i sacerdoti, primi collaboratori, creando un clima di comprensione e di solidarietà. Non deve mancare neanche la collaborazione con i religiosi e le religiose: “Nel vostro Paese – ha ricordato - avete una buona presenza di istituti di vita consacrata, anche grazie allo storico aiuto proveniente dalla Spagna. Questi anni di instancabile lavoro missionario, di impegno formativo, educativo e catechetico, di silenzioso lavoro nel campo sanitario, meritano davvero un forte apprezzamento. Cercate di sostenere questa preziosa collaborazione aiutando tutti gli Istituti presenti nel vostro territorio anche nella loro opera vocazionale”.<br />Tra i problemi da affrontare, il Prefetto del Dicastero Missionario ha richiamato l’attenzione “sull’infiltrazione tra il Popolo di Dio delle sette. Dove noi ci ritiriamo o dove perdiamo zelo, lì si apre la porta alla zizzania, alle sette”. “A voi è stata affidata la grave responsabilità di insegnare, di governare e di santificare il popolo di Dio – ha proseguito -. L’esercizio di un tale incarico richiede una configurazione permanente a Gesù Buon Pastore. Dovete sentire, agire e amare come Lui! Amate la vostra Chiesa, lavorate non per voi stessi, ma per il bene della Chiesa e dei fedeli a voi affidati”. Il Vescovo, come Padre della Diocesi, “è uno che ascolta e poi decide; vuol dire uno che ama e ha lo sguardo lungimirante. Questo amore e questa responsabilità devono aiutare a far crescere gli altri”. In particolare ha indicato ai Vescovi di essere attenti alla formazione dei sacerdoti e alla cura per le nuove vocazioni. <br />La paternità del Vescovo si estende verso tutto il popolo di Dio: oggi ricopre un ruolo cruciale la pastorale delle famiglie, per la quale occorre avere leader parrocchiali ben preparati. “In ogni parrocchia è bene proporre diverse iniziative sociali e spirituali, avvalendosi anche della collaborazione dei movimenti ormai sviluppati negli ultimi tempi, sempre sotto la guida e la responsabilità dei sacerdoti che lavorano in loco – ha raccomandato -. Così la parrocchia diventa luogo di crescita, di cultura, di sviluppo umano, capace di rispondere alle diverse esigenze dei nostri fedeli. E, ancora più importante, la parrocchia deve essere il luogo di profonda vita cristiana, di incontro e di annuncio evangelico”.<br />“Vi ringrazio per tutto quello che fate; vi esorto a non stancarvi mai nella diffusione del messaggio di salvezza che ci è stato affidato” ha concluso il Card. Prefetto, ricordando che Papa Francesco “ci insegna e ci dà l’esempio di uscire dalla visione di una Chiesa comoda, e ci spinge ad andare verso le periferie reali ed esistenziali”.<br />Nell’omelia della Messa seguita all’incontro, il Card. Filoni è tornato sull’importanza della comunione - “il Vescovo deve essere un uomo di comunione, vicino a tutti, capace di condividere la vita del gregge, compresi i più poveri e lontani, gli esclusi e gli emarginati” – e sul compito missionario del Vescovo. “Anche se in Guinea Equatoriale non esistono oggi persecuzioni contro i cristiani, come in diversi paesi del Medio Oriente, dell’Asia e in alcune zone dell’Africa – ha detto il Card. Prefetto -, vi sono, però, vari problemi che minacciano la fede cristiana, in particolare l’attività aggressiva delle sette, la stregoneria, le invidie, il materialismo, l’isolamento e l’individualismo, nonché il degradamento della moralità. Di fronte a tali problemi non dovete avere paura. Bisogna andare avanti con coraggio e fiducia”. <br />Il libro degli Atti degli Apostoli ci insegna che l’opera di evangelizzazione è ispirata e guidata dallo Spirito Santo, e “questo deve incoraggiarvi a mettere la vostra Chiesa in uno stato permanente di missione, senza paura né timore” ha concluso il Card. Filoni, ribadendo che “l’impulso missionario è segno di vitalità e di crescita di una Chiesa”. <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/es/attachments/view/file/6.INCONTRO_Mongomo_Vescovi_Guinea_Equatoriale_SPA.docx http://www.fides.org/es/attachments/view/file/7.OMELIA_Mongomo_Vescovi_Guinea_Equatoriale_SPA.docx">Il testo integrale del discorso del Card. Filoni (in spagnolo) Il testo integrale dell’omelia del Card. Filoni (in spagnolo)</a>Mon, 22 May 2017 12:21:34 +0200AFRICA/MALI - “Mons. Zerbo è rimasto piacevolmente sorpreso della nomina a Cardinale”http://www.fides.org/it/news/62328-AFRICA_MALI_Mons_Zerbo_e_rimasto_piacevolmente_sorpreso_della_nomina_a_Cardinalehttp://www.fides.org/it/news/62328-AFRICA_MALI_Mons_Zerbo_e_rimasto_piacevolmente_sorpreso_della_nomina_a_CardinaleBamako - “L’Arcivescovo è stato piacevolmente sorpreso dalla notizia. Non si aspettava affatto la nomina a Cardinale” dice all’Agenzia Fides don Edmond Dembele, Segretario generale della Conferenza Episcopale del Mali, riferendo le reazioni nel Paese all’annuncio da parte di Papa Francesco della nomina, nel Concistoro del 28 giugno di cinque nuovi Cardinali, tra i quali c’è Sua Ecc. Mons. Jean Zerbo, Arcivescovo di Bamako<br />“La notizia è stata molto ben accolta nel Paese. Il Presidente Ibrahim Boubacar Keïta ha rivolto un messaggio per felicitarsi con l’Arcivescovo, esprimendo la sua gratitudine a Papa Francesco. Gli altri Vescovi maliani sono contenti così come i fedeli cattolici. La comunità di Bamako ha espresso la sua gioia con canti e applausi. Ma non solo i cattolici sono felici per la nomina: in tutto il Mali la notizia è stata bene accolta”.<br />Questo perché - spiega il sacerdote-i maliani hanno visto nella nomina a Cardinale di Mons. Zerbo un messaggio del Papa rivolto in primo luogo alla Chiesa locale perché continui la missione che ha cominciato da tempo e soprattutto perseveri negli sforzi per riconciliare il Paese. Ma è anche un appello lanciato a tutto il Mali per uscire dalla crisi iniziata nel 2012 e cammini sulla strada della riconciliazione e della pace”.<br />La crisi del 2012 aveva visto il nord del Paese cadere nelle mani di diversi gruppi jihadisti. L’intervento francese, seguito da una missione ONU, aveva permesso di liberare le zone occupate, ma, come dice, don Dembele “il Mali deve ora affrontare un conflitto asimmetrico, con attacchi di gruppi armati contro località nel nord e nel centro del Paese che determinano forte insicurezza”. <br />Mon, 22 May 2017 11:34:42 +0200AMERICA/COLOMBIA - "Buenaventura ha bisogno di soluzioni strutturali”: Mons. Epalza per il dialogo con il governohttp://www.fides.org/it/news/62327-AMERICA_COLOMBIA_Buenaventura_ha_bisogno_di_soluzioni_strutturali_Mons_Epalza_per_il_dialogo_con_il_governohttp://www.fides.org/it/news/62327-AMERICA_COLOMBIA_Buenaventura_ha_bisogno_di_soluzioni_strutturali_Mons_Epalza_per_il_dialogo_con_il_governoBuenaventura – "Buenaventura non regge più gli eventi del momento, ha bisogno di soluzioni strutturali ai problemi strutturali. Niente cotone per tamponare la ferite, bisogna intervenire" ha detto Mons. Héctor Epalza Quintero, P.S.S., Vescovo di Buenaventura in una intervista al quotidiano “El Tiempo” dopo l’ennesima interruzione del dialogo fra manifestanti e governo riguardo lo sciopero generale dei lavoratori del porto. Venerdì 19 maggio ci sono state ancora manifestazioni violente e tutta la città e il porto di Buenaventura sono rimasti paralizzati.<br />Il blocco di tutte le istituzioni della città per protestare per la mancanza di servizi da parte del governo centrale era iniziato lunedì 15 maggio in modo pacifico ma determinato. L'ospedale chiuso e l'insicurezza della popolazione erano i punti principali delle manifestazioni che ogni giorno hanno portato lavoratori e cittadini per le strade della città fino a venerdì 19, quando si è scatenato un vandalismo senza precedenti. La polizia e l'intervento dell'esercito si sono resi necessari per ristabilite la calma dopo che un gran numero di negozi erano stati devastati e saccheggiati. Il sindaco e la prefettura hanno imposto il coprifuoco e la calma è tornata soltanto il giorno dopo.<br />"I Vescovi del Pacifico e l'Arcivescovo di Cali, in una dichiarazione, hanno ribadito il sostegno e la solidarietà con la popolazione di tutta la costa del Pacifico di Quibdo e Buenaventura, che è stata così emarginata, perché hanno fatto loro tante promesse e solo poche cose si sono realizzate" ha ribadito Mons. Epalza nella stessa intervista. Alla domanda se ritiene che si potrà continuare il dialogo, Mons. Epalza ha risposto: "Dipende, se questa volta il governo invierà funzionari capaci di decidere nei colloqui, allora si riuscirà a continuare".<br />Il porto di Buenaventura è fondamentale per l'economia del paese, solo in cinque giorni di sciopero, si è fermata la consegna di 11 milioni di tonnellate di merce per tutto il paese. Senza contare la merce che deve essere ancora scaricata dalle navi perché non c'è più posto nel porto. La situazione inizia a preoccupare anche gli imprenditori e le compagnie di trasporto per la consegna.<br /> <br />Mon, 22 May 2017 11:17:34 +0200