Fides News Italianohttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia Fidesen-usAFRICA/NIGERIA - “Il petrolio rubato nel Delta potrebbe essere usato per destabilizzare il Paese” afferma il Vescovo di Umuahiahttp://www.fides.org/it/news/55789-AFRICA_NIGERIA_Il_petrolio_rubato_nel_Delta_potrebbe_essere_usato_per_destabilizzare_il_Paese_afferma_il_Vescovo_di_Umuahiahttp://www.fides.org/it/news/55789-AFRICA_NIGERIA_Il_petrolio_rubato_nel_Delta_potrebbe_essere_usato_per_destabilizzare_il_Paese_afferma_il_Vescovo_di_UmuahiaAbuja -Il petrolio rubato dagli oleodotti nigeriani potrebbe usato per destabilizzare il Paese. È l’allarme lanciato da Sua Ecc. Mons. Lucius Ugorji, Vescovo di Umuahia, in un incontro con i rappresentanti delle comunità del Delta del Niger, la regione meridionale dove sono concentrate le risorse petrolifere della Nigeria.<br />L’area è stata interessata nel recente passato da alcuni movimenti di guerriglia, l’ultimo dei quali è il MEND . Ma ora sono soprattutto i traffici illegali di petrolio rubato dagli oleodotti e raffinato clandestinamente ad inquietare le autorità locali. Oltre a produrre un danno economico e ambientale , questi traffici potrebbero alimentare nuove forme di guerriglia. “Tutto indica- ha affermato Mons. Ugorji- che grandi quantità di denaro sono riciclate da diversi individui e gruppi e altri ricevono laute tangenti” per proteggere le attività illecite. “Chi ci garantisce- continua il Vescovo- che questi gruppi e persone nel desiderio di massimizzare il loro accesso al greggio o addirittura per ottenere il suo esclusivo controllo, non usino il denaro illecitamente ottenuto per condurre una guerra contro i nigeriani o lo Stato?”<br />Mons. Ugorji ha infine sottolineato come i proventi del traffico di greggio possono essere usati per vincere un’elezione ed ha ricordato che i furti di petrolio aggravano il già compromesso ecosistema del Delta. Wed, 20 Aug 2014 00:00:00 +0200ASIA/LIBANO - Il Patriarca maronita Rai: uniti anche con Hezbolllah per sbarrare la strada alle infiltrazioni dell'ISILhttp://www.fides.org/it/news/55788-ASIA_LIBANO_Il_Patriarca_maronita_Rai_uniti_anche_con_Hezbolllah_per_sbarrare_la_strada_alle_infiltrazioni_dell_ISILhttp://www.fides.org/it/news/55788-ASIA_LIBANO_Il_Patriarca_maronita_Rai_uniti_anche_con_Hezbolllah_per_sbarrare_la_strada_alle_infiltrazioni_dell_ISILBeirut – Il Patriarca di Antiochia dei Maroniti Bechara Boutros Rai si è detto pronto a incontrare presto il leader di Hezbollah Sayyed Hasan Nasrallah per affrontare insieme le crescenti preoccupazioni riguardo a possibili infiltrazioni in Libano della minaccia rappresentata dai jihadisti dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante che hanno proclamato il Califfato nelle regioni cadute sotto il loro controllo in Siria e in Iraq. La disponibilità all'incontro con il leader del Partito sciita libanese è stata espressa dal Patriarca mercoledì 20 agosto, nel corso in alcune dichiarazioni rilasciate alla National News Agency libanese presso l'aeroporto di Beirut, mentre il cardinale Rai era in partenza per Erbil dove sta partecipando alla visita ai rifugiati iracheni da parte di una delegazione di capi delle Chiese cristiane d'Oriente comprendente anche il Patriarca greco melchita Gregorios III, il Patriarca siro cattolico Ignatius Joseph III e Il Patriarca siro ortodosso Ignatius Aphrem II. Nelle dichiarazioni rilasciate all'aeroporto il Patriarca Rai ha criticato le superpotenze e i Paesi arabi che non sono intervenuti in soccorso dei cristiani messi in fuga dai miliziani dello Stato Islamico. Riguardo ai rapporti con Hezbollah, il Patriarca Rai ha sottolineato che “Un Comitato di dialogo tra Bkerkè e Hezbollah già esiste, e noi siamo pronti a tenere incontri a questo riguardo”. Il Primate della Chiesa maronita ha anche richiamato l'intero popolo libanese a “unirsi e assumersi le proprie responsabilità, in modo da affrontare insieme il grande pericolo dell'ISIL che ha cominciato e penetrare in Libano”. .Wed, 20 Aug 2014 00:00:00 +0200AFRICA/SUD SUDAN - Liberato il redattore capo di Radio Bakhita che non ha però ripreso le trasmissionihttp://www.fides.org/it/news/55787-AFRICA_SUD_SUDAN_Liberato_il_redattore_capo_di_Radio_Bakhita_che_non_ha_pero_ripreso_le_trasmissionihttp://www.fides.org/it/news/55787-AFRICA_SUD_SUDAN_Liberato_il_redattore_capo_di_Radio_Bakhita_che_non_ha_pero_ripreso_le_trasmissioniJuba - È stato rilasciato Ochan David Nicholas, il redattore capo di Radio Bakhita, la principale radio cattolica del Sud Sudan, che era stato arrestato al momento del blitz del servizio di sicurezza nella sede dell’emittente, a Juba, la capitale del Paese . Il giornalista ha dichiarato di essere ancora sotto choc perché è stata tenuto per tre giorni in una stanza buia dove non poteva distinguere il giorno dalla notte. <br />La radio, promossa dall’Arcidiocesi di Juba, è stata chiusa dopo aver dato notizia di scontri il 15 agosto tra le truppe governative fedeli al Presidente Salva Kiir e quelle dell’opposizione legata all’ex Vice Presidente Riek Machar.<br />Radio Bakhita non è stata ancora autorizzata a riprendere le trasmissioni in attesa di isturuzioni da parte degli ufficiali del servizio di sicurezza “su come la radio dovrà operare”. Secondo quanto riferito in forma anonima a Sudan Tribune da un redattore della radio, i funzionari della sicurezza “vogliono ridurre i programmi dedicati alle questioni politiche”. In Sud Sudan si attende che il Presidente promulghi la legge sulla libertà di stampa approvata lo scorso anno dal Parlamento. Wed, 20 Aug 2014 00:00:00 +0200AMERICA/COLOMBIA - “Solo la misericordia può rendere vera la giustizia” ha affermato il Cardinale Salazar Gómezhttp://www.fides.org/it/news/55786-AMERICA_COLOMBIA_Solo_la_misericordia_puo_rendere_vera_la_giustizia_ha_affermato_il_Cardinale_Salazar_Gomezhttp://www.fides.org/it/news/55786-AMERICA_COLOMBIA_Solo_la_misericordia_puo_rendere_vera_la_giustizia_ha_affermato_il_Cardinale_Salazar_GomezBogotà – "La Colombia è capace di misericordia" ha affermato il Cardinale Rubén Salazar Gómez al III Congresso Apostolico Mondiale della Misericordia WACOM , svoltosi a Bogotà dal 15 al 19 agosto, al quale hanno partecipato 4 cardinali, 7 vescovi, 50 sacerdoti e diversi centinaia fra religiosi e laici provenienti da tutto il mondo.<br />Il Cardinale ha sottolineato nel suo intervento il fatto che malgrado 50 anni di lotta fratricida, "Dio invita ancora una volta a vivere la misericordia nel Paese, perché solo nella misericordia di Dio si possono abbandonare gli atteggiamenti di odio e si può costruire un Paese ricolmato di giustizia sociale, perdono e pace".<br />Al momento dello svolgimento del Congresso, a Cuba iniziava l’incontro delle vittime del conflitto con le delegazioni del governo e dei guerriglieri delle FARC coinvolte nel dialogo di pace . “Si è trattato di un evento storico, un incontro di silenzio e perdono, caratterizzato da rispetto profondo, senza indifferenza, c'era solo la nobiltà dei sentimenti" ha affermato p. Darío Echeverri González, Segretario della Commissione per la Riconciliazione Nazionale che ha assistito all'evento.<br /> Wed, 20 Aug 2014 00:00:00 +0200ASIA/PAKISTAN - Leader cristiani pakistani: “Sull’Iraq la comunità internazionale si svegli”http://www.fides.org/it/news/55785-ASIA_PAKISTAN_Leader_cristiani_pakistani_Sull_Iraq_la_comunita_internazionale_si_sveglihttp://www.fides.org/it/news/55785-ASIA_PAKISTAN_Leader_cristiani_pakistani_Sull_Iraq_la_comunita_internazionale_si_svegliLahore – Condanna delle violenze e della massiccia migrazione dei cristiani iracheni; appello alla comunità internazionale per garantire sicurezza a tutte le minoranze religiose in Iraq: è quanto chiedono leader cristiani pakistani riunitisi a Lahore nei giorni scorsi in un incontro interconfessionale dedicato, in modo speciale, alla drammatica situazione dell’Iraq. Come appreso da Fides, erano presenti leader cristiani di diverse confessioni. Tutti hanno concordato nel ricordare che i cristiani sono in Iraq fina sono dal primo secolo dopo Cristo e che lì gli apostoli Tommaso e Taddeo hanno predicato la fede in Cristo: dunque essi hanno il diritto di abitare quella terra quanto tutti gli altri, musulmani o di altre religioni.<br />Il Rev. Shahhid Meraj, della Chiesa del Pakistan , decano della Cattedrale di Lahore, ha chiesto al governo del Pakistan di condannare ufficialmente l'uccisione dei cristiani iracheni e delle altre minoranze, contribuendo a garantire la fine della crudeltà. “La comunità internazionale deve svegliarsi e tutelare il diritto di ogni essere umano a vivere secondo le proprie convinzioni”, ha detto. La Chiesa del Pakistan , in questo periodo ha pregato per le minoranze religiose in Iraq, per il popolo della Palestina e Kashmir e per quanti soffrono in Pakistan.<br />Il cattolico p. Inayat Bernard, rettore del Seminario di S. Maria a Lahore, ha ringraziato Papa Francesco, che ha mostrato la sua preoccupazione verso i cristiani e tutte le altre minoranze religiose in Iraq, chiedendo al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon di promuovere una un'azione in sede Onu. <br />Preghiere speciali sono state elevate per la giustizia in Pakistan e per la libertà di ogni individuo di professare la propria fede. Wed, 20 Aug 2014 00:00:00 +0200ASIA/IRAQ - Barzani: pronti a armare volontari cristianihttp://www.fides.org/it/news/55784-ASIA_IRAQ_Barzani_pronti_a_armare_volontari_cristianihttp://www.fides.org/it/news/55784-ASIA_IRAQ_Barzani_pronti_a_armare_volontari_cristianiErbil – Il leader curdo Massud Barzani, Presidente della Regione del Kurdistan iracheno, ha annunciato che il governo della Regione autonoma del nord dell'Iraq è pronto a aprire le porte a volontari cristiani tra le forze armate curde fornendo loro mezzi per creare contingenti di auto-difesa nei propri villaggi e difendersi dalle milizie jihadiste dello Stato Islamico . Tale disponibilità è stata espressa in un comunicato diffuso dalla Presidenza della Regione la sera di lunedì 18 agosto, dopo l'incontro tra lo stesso Barzani e il Ministro degli Esteri libanese Gibran Basil. Nel comunicato si ribadisce che il governo della Regione autonoma del Kurdistan farà “tutto ciò che è nelle sue possibilità” per i rifugiati cristiani e si chiede ai cristiani di “non pensare a emigrare e a lasciare il Paese, perchè la minaccia del terrorismo è temporanea ei terroristi saranno sconfitti”. Lo scorso 14 agosto, Barzani aveva ricevuto il cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'evangelizzazione dei Popoli e Inviato personale del Papa in Iraq. Già in quell'occasione, Barzani aveva auspicato che i cristiani rimangano in Iraq, riconoscendo in essi una delle componenti più antiche della cultura e della tradizione del Paese. .Wed, 20 Aug 2014 00:00:00 +0200AMERICA/MESSICO - È in aumento il numero dei migranti vittima della tratta di esseri umani denuncia un Vescovohttp://www.fides.org/it/news/55783-AMERICA_MESSICO_E_in_aumento_il_numero_dei_migranti_vittima_della_tratta_di_esseri_umani_denuncia_un_Vescovohttp://www.fides.org/it/news/55783-AMERICA_MESSICO_E_in_aumento_il_numero_dei_migranti_vittima_della_tratta_di_esseri_umani_denuncia_un_VescovoSaltillo – “Il traffico di esseri umani è la schiavitù moderna che colpisce soprattutto donne e bambini" ha affermato Mons. Raúl Vera López, Vescovo di Saltillo , che ha denunciato come il numero delle persone oggetto di traffico e sfruttamento è in aumento mentre le autorità fanno poco al riguardo. <br />"I migranti sono il settore che soffre di più la tratta di persone a Coahuila, è la parte della popolazione completamente priva di protezione", ha sottolineato Mons. Raúl Vera López. Il Vescovo ha osservato che il problema della tratta deriva dalla migrazione forzata di coloro che cercano un futuro migliore negli Stati Uniti, sfidando i rischi derivanti dalla bande criminali che approfittano della loro condizione. "Coloro che sono di passaggio sono le prime vittime dal crimine organizzato- ha ribadito il Vescovo- c'è chi estorce soldi, chi li costringe a commettere attività illecite, e si giunge perfino a l'impedire loro di attraversare la frontiera". <br />Mons. Vera, riferisce la nota inviata a Fides, vuole in questo modo incoraggiare i migranti a denunciare questi fatti, perché ancora oggi, per paura di rappresaglie sono pochissimi a farlo.<br /> Wed, 20 Aug 2014 00:00:00 +0200VATICANO - Il Cardinale Filoni ringrazia il Papa per le preghierehttp://www.fides.org/it/news/55782-VATICANO_Il_Cardinale_Filoni_ringrazia_il_Papa_per_le_preghierehttp://www.fides.org/it/news/55782-VATICANO_Il_Cardinale_Filoni_ringrazia_il_Papa_per_le_preghiereCittà del Vaticano - Il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, si è detto molto commosso e ha ringraziato di cuore Papa Francesco per la sua preghiera spontanea per il “popolo sofferente per l’Iraq” e per il suo inviato personale in quelle terre. La preghiera è stata espressa al termine della preghiera dei fedeli, durante la Messa per la pace la riconciliazione celebrata nella cattedrale di Seul, a conclusione del viaggio di Papa Francesco in Corea. Dopo aver pregato per la pace nel mondo, per la Chiesa, per i luoghi di guerra, per coloro che soffrono la separazione e la divisione, per gli emarginati e i poveri, il Papa a braccio ha pregato “per il Cardinale Filoni, che non è potuto venire, perché è stato inviato dal Papa al popolo sofferente dell’Iraq per aiutare i perseguitati e tutte le minoranze religiose che soffrono in quella terra, perché il Signore gli sia vicino nella sua missione”. Tue, 19 Aug 2014 00:00:00 +0200AMERICA/HONDURAS - La chiesa chiede alle autorità di cambiare la situazione nelle carcerihttp://www.fides.org/it/news/55781-AMERICA_HONDURAS_La_chiesa_chiede_alle_autorita_di_cambiare_la_situazione_nelle_carcerihttp://www.fides.org/it/news/55781-AMERICA_HONDURAS_La_chiesa_chiede_alle_autorita_di_cambiare_la_situazione_nelle_carceriSanta Rosa de Copán – "I detenuti sono nelle "periferie" della società dove soffrono esclusione totale, disperazione e depressione", afferma la Commissione Nazionale per la Pastorale Penitenziaria della Conferenza Episcopale del Honduras in un comunicato che denuncia la terribile situazione dei detenuti nelle carceri del Paese.<br />“Le condizioni dei centri carcerari impediscono la sana convivenza e la riabilitazione degli internati” afferma il documento, pervenuto a Fides, che ricorda che “nel 2012 il Tribunale Interamericano per i Diritti Umani aveva dichiarato responsabile allo Stato di Honduras per la morte di 107 prigionieri per negligenza strutturale”.<br />La Commissione per la Pastorale Penitenziaria denuncia che le carceri honduregne sono gironi infernali caratterizzati da "calore insopportabile, umidità, scarsità di servizi igienici e di docce, privazione di spazi per un minimo di privacy, per leggere, studiare e pregare”. È un ambiente adatto per scontri di gruppo, risse e persino per rivolte. E' relativamente facile vedere propagare epidemie virali, i prigionieri vengono contagiati da varie malattie” aggravate dalla “totale carenza di farmaci nelle piccole infermerie carcerarie”.<br />Il comunicato conclude con la richiesta d'intervento delle autorità per cambiare questa situazione malgrado la crisi economica che vive il Paese.<br /> <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/spa/attachments/view/file/ComNacPastPenit_honduras2014.doc">Comunicato della Commissione Nazionale per la Pastorale Penitenziaria (spagnolo):</a>Tue, 19 Aug 2014 00:00:00 +0200AFRICA/NIGERIA - È preoccupante vedere Boko Haram cercare di conquistare dei territori” afferma l’Arcivescovo di Lagoshttp://www.fides.org/it/news/55780-AFRICA_NIGERIA_E_preoccupante_vedere_Boko_Haram_cercare_di_conquistare_dei_territori_afferma_l_Arcivescovo_di_Lagoshttp://www.fides.org/it/news/55780-AFRICA_NIGERIA_E_preoccupante_vedere_Boko_Haram_cercare_di_conquistare_dei_territori_afferma_l_Arcivescovo_di_LagosAbuja -“La guerriglia di Boko Haram è diventata ancora più preoccupante ora che cerca di “conquistare” dei territori che i militari dovranno poi liberare” ha affermato Sua Ecc. Mons. Alfred Adewale Martins, Arcivescovo di Lagos in una dichiarazione intitolata “Prendere a cuore” sui recenti avvenimenti che hanno visto Boko Haram assumere il controllo di alcuni villaggi nel nord della Nigeria e una serie di attentati suicidi commessi anche da donne. A questo proposito Mons. Martin afferma che “è veramente sconsolante vedere donne e bambini farsi esplodere con il pretesto di combattere una guerra di religione”.<br />Mons. Martins ha inoltre invito i nigeriani a non disperare per la diffusione di Ebola che sta creando forte preoccupazione anche in Nigeria e nei Paesi vicini. Uno di questi, il Camerun, ha bloccato le frontiere terrestri, marittime e aeree, con la Nigeria per evitare il propagarsi della malattia. Il Camerun accoglie decine di migliaia di nigeriani in fuga dalle violenze di Boko Haram. Tue, 19 Aug 2014 00:00:00 +0200AFRICA/SUD SUDAN - La Conferenza Episcopale definisce “spiacevole” la chiusura di Radio Bakhita, “la voce della Chiesa”http://www.fides.org/it/news/55779-AFRICA_SUD_SUDAN_La_Conferenza_Episcopale_definisce_spiacevole_la_chiusura_di_Radio_Bakhita_la_voce_della_Chiesahttp://www.fides.org/it/news/55779-AFRICA_SUD_SUDAN_La_Conferenza_Episcopale_definisce_spiacevole_la_chiusura_di_Radio_Bakhita_la_voce_della_ChiesaJuba - La chiusura da parte delle autorità di Radio Bakhita, la principale radio cattolica del Sud Sudan è stata definita un evento “spiacevole” da p. Jacob Odwa, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Sudanese.<br />Il 16 agosto il servizio di sicurezza aveva preso d’assalto la sede dell’emittente a Juba, bloccando le trasmissioni ed arrestando alcuni giornalisti , che sono stati in seguito liberati, tranne il redattore capo Ochan David Nicholas, che si trova ancora in custodia cautelare.<br />La radio è accusata di aver riferito la posizione dell’opposizione legata all’ex Vice Presidente Riek Machar che accusava le forze governative di aver attaccato per prime nei recenti scontri negli Stati di Unity e di Jonglei. <br />P. Odwa ha lamentato il fatto che il governo avrebbe dovuto presentare le proprie ragioni in modo diverso, invece che chiudere “la voce della Chiesa”. <br />Diverse esponenti della società civile hanno definito “incostituzionale” il blocco delle trasmissioni di Radio Bakhita così come l’arresto di Nicholas, che è trattenuto non dalla magistratura ma dal servizio di sicurezza che non ha la facoltà di detenere persone in custodia di polizia. Tue, 19 Aug 2014 00:00:00 +0200ASIA/MYANMAR - Fine della guerra e via al federalismo: appello dei Vescovi birmanihttp://www.fides.org/it/news/55778-ASIA_MYANMAR_Fine_della_guerra_e_via_al_federalismo_appello_dei_Vescovi_birmanihttp://www.fides.org/it/news/55778-ASIA_MYANMAR_Fine_della_guerra_e_via_al_federalismo_appello_dei_Vescovi_birmaniBanmaw – Fine immediata della guerra civile delle sofferenze della popolazione; protezione dei diritti umani e dei diritti civili; ricerca di una soluzione definitiva al conflitto tramite il federalismo: sono le accorate richieste di tre vescovi del Nord del Myanmar, rappresentanti delle diocesi cattoliche di Myitkyina, Banmaw e Lashio, dove risiede la popolazione di etnia Kachin e, in minoranza, Shan. Nell’area vi sono 200mila sfollati interni a causa della guerra civile che tuttora vede confrontarsi l’esercito regolare birmano con i gruppi guerriglieri locali. <br />In un messaggio inviato a Fides, i tre Vescovi Raymond Sumlut Gham , Francis Daw Tang e Philip Zahawng notano: “Siamo stati testimoni della sofferenza del nostro popolo dal momento che il conflitto armato è ricominciato, tre anni fa. Abbiamo visto le centinaia di persone innocenti uccise, migliaia di sfollati raccolti in campi disumani, senza dignità e senza futuro”. <br />I Vescovi condannano “questa guerra brutale che ha inflitto danni enormi sull'integrità del popolo Kachin” e colpito migliaia di innocenti, “spingendoli nelle mani di trafficanti di esseri umani e costringendoli alla schiavitù”, distruggendo la vita dei giovani, dato che molti sono divenuti vittime della droga. <br />I vescovi parlano di “genocidio” e chiedono allo stato a tutti gli attori del conflitto di iniziare colloqui “per cercare una soluzione duratura al conflitto”, “una pace fondata sulla giustizia”. Il testo denuncia il tentativo di minare l’integrità, l’identità e le risorse del popolo Kachin, usurpandone le terre tradizionali. “Esortiamo il governo a riconoscere le leggi consuetudinarie etniche”, si legge nel testo. L’appello chiede “a entrambe le parti devono proteggere i diritti fondamentali dei civili”. <br />“La guerra ha negato il diritto fondamentale alla vita e ha esposto una generazione di esseri umani e traffico di droga. La tossicodipendenza ha raggiunto un livello molto pericoloso”, notano i Presuli.<br />I Vescovi propongono “negoziati sotto la supervisione della comunità internazionale che portino a una vera soluzione federale”. La Chiesa con l'aiuto di gruppi e associazioni raggiunge e assiste il 75% per cento delle vittime di guerra, che ha fatto oltre 200.000 sfollati interni. Tue, 19 Aug 2014 00:00:00 +0200ASIA/NEPAL - Rilasciato dal carcere un Pastore cristiano in Tibethttp://www.fides.org/it/news/55777-ASIA_NEPAL_Rilasciato_dal_carcere_un_Pastore_cristiano_in_Tibethttp://www.fides.org/it/news/55777-ASIA_NEPAL_Rilasciato_dal_carcere_un_Pastore_cristiano_in_TibetKathmandu – E’ un cristiano di quelli che portano l’annuncio del Vangelo sul tetto del mondo: il Pastore protestante Chhedar Bhote Lhomi, 37 anni, è stato scagionato e rilasciato dal carcere, tornando in libertà, dopo una brutta esperienza di detenzione. Come appreso da Fides, il Pastore vive in un’area remota del Nepal, sul massiccio tibetano, dove aveva avviato una comunità cristiana che si riuniva regolarmente. Era stato incarcerato a ottobre 2012 con l’accusa di “consumo di carne bovina” anche se prestava servizio in una zona del Nepal dove questa pratica è normalmente consentita . <br />Nell’autunno del 2012, il Pastore era stato accusato da alcuni indù locali di aver consumato “carne proibita” e una folla lo aveva aggredito devastando e distruggendo la sua casa. Un comitato indù locale aveva ottenuto, con forti pressioni, che la polizia lo arrestasse, lasciando la sua famiglia nella miseria più nera. Un tribunale ha recentemente dichiarato il Pastore Chhedar “non colpevole” e ne ha disposto il rilascio. Il Pastore ha dichiarato che continuerà a pregare e annunciare Cristo sulle alture del Tibet. Tue, 19 Aug 2014 00:00:00 +0200AMERICA/NICARAGUA - “Assistere la famiglia ma senza intromettersi nella vita privata” afferma il Vescovo di Matagalpahttp://www.fides.org/it/news/55776-AMERICA_NICARAGUA_Assistere_la_famiglia_ma_senza_intromettersi_nella_vita_privata_afferma_il_Vescovo_di_Matagalpahttp://www.fides.org/it/news/55776-AMERICA_NICARAGUA_Assistere_la_famiglia_ma_senza_intromettersi_nella_vita_privata_afferma_il_Vescovo_di_MatagalpaMatagalpa – "Crediamo che lo Stato debba prendersi cura della famiglia, ma senza cadere in forme di controllo su di essa”, ha affermato Mons. Rolando José Álvarez Lagos, Vescovo di Matagalpa , in una nota pervenuta a Fides. "E' importante conoscere i limiti, fino dove possono spingersi gli Stati nelle azioni per proteggere i valori della famiglia e fino dove lo Stato non può superare questi limiti, perché sarebbe cadere in un controllo che offende la dignità della famiglia” ha aggiunto il Vescovo che ha ribadito che il tentativo di controllare la famiglia potrebbe tradursi “nell’anarchia e nel disordine nella società." <br />Le dichiarazioni di Mons. Alvarez giungono mentre in Nicaragua continuano le discussioni e le proteste delle organizzazioni femministe sulla legge contro la violenza verso le donne, in cui si concede la possibilità agli sposi di ricorrere ad un mediatore statale per risolvere le loro differenze o problemi. <br />Lo scorso 21 maggio, la Conferenza Episcopale del Nicaragua si è detta preoccupata riguardo al codice sulla famiglia, perché permette l'intrusione di un terzo nelle questioni familiari. <br />"La famiglia è l'unità fondamentale della società, è quella che trasmette i valori civici, morale e cristiani alle generazioni future, dobbiamo quindi assistere la famiglia rispettando l'integrità, la riservatezza e diritti dei genitori", ha concluso Mons. Alvarez.<br /> Tue, 19 Aug 2014 00:00:00 +0200ASIA/COREA DEL SUD - I Vescovi: “L’abbraccio ai disabili: il momento più significativo della visita del Papa”http://www.fides.org/it/news/55775-ASIA_COREA_DEL_SUD_I_Vescovi_L_abbraccio_ai_disabili_il_momento_piu_significativo_della_visita_del_Papahttp://www.fides.org/it/news/55775-ASIA_COREA_DEL_SUD_I_Vescovi_L_abbraccio_ai_disabili_il_momento_piu_significativo_della_visita_del_PapaSeul – La visita del Papa è stata “un successo per la fede, per la risonanza mediatica, per l’organizzazione”. Bergoglio ha lasciato “una traccia indelebile” in fedeli cattolici e non. Ma se si dovesse segnalare “il momento più significativo, che resterà scolpito nella memoria dei coreani, è quello della visita al ‘Villaggio dei fiori’, dove ha incontrato, abbracciato e accarezzato i ragazzi disabili e abbandonati”: è quanto dichiara all’Agenzia Fides mons. Peter Kang U-il, Vescovo di Cheju e Presidente della Conferenza Episcopale Coreana, tracciando un bilancio complessivo del viaggio del Pontefice . <br />Il Vescovo spiega a Fides: “Papa Francesco ha lasciato una impressione favorevole a tutto il popolo coreano. Ha vissuto con noi momenti indimenticabili come la beatificazione dei martiri coreani. Ma quella al ‘Villaggio dei fiori’ è stata un visita davvero speciale. Il Papa ha voluto salutarli uno a uno, e ha trascorso lì molto più tempo del previsto, circa un’ora . Per questo ha dovuto saltare la celebrazione dei vespri nell’incontro con i religiosi. Papa Francesco ha ricordato che è importante pregare, ma altrettanto importante è l’attenzione agli ultimi, ai piccoli. Anch’io sono rimasto molto meravigliato dal questa spontaneità. Il Papa ha voluto rimarcare la prossimità e la vicinanza ai deboli: è un messaggio importante per la nostra comunità cristiana in Corea”. Cosa lascerà questo approccio alla Chiesa coreana? “Per noi significa che la spiritualità va coniugata con l’attenzione al prossimo, soprattutto agli emarginati. In Corea la società di stampo confuciano mette i deboli all’ultimo posto, rischia di considerare gli anziani inutili. L’atteggiamento concreto del Papa, la sua prossimità con i piccoli, darà una nuovo impulso a tutta la Chiesa coreana”. Tutti i coreani, prosegue il Vescovo, “si pongono oggi un interrogativo di fondo, dopo la visita di Papa Bergoglio al Villaggio dei fiori, che ha avuto ampia eco mediatica”.<br />Sempre in questo solco, “tra gli altri momenti significativi, c’è stato l’abbraccio ai familiari delle vittime del disastro de traghetto di Sewol. Il Papa si è fermato qualche minuto con loro, prima della messa, anche qui un fuori programma. Li ha semplicemente abbracciati e ha condiviso le loro sofferenze per qualche minuto. Senza parole, ma restando qualche minuto accanto a loro. Un segno forte di vicinanza spirituale che non dimenticheremo”. <br />La visita di Bergoglio, aveva sottolineato mons. Kang U-il nella conferenza stampa conclusiva, “ha mandato un messaggio ai giovani dell'Asia: svegliatevi e siate vigili” e ha poi parlato alla società coreana ricordando che “la povertà non va combattuta solo con sterili forme di carità”, ma “fondando la convivenza sociale sulla giustizia”. “La pace nella penisola coreana – ha concluso il Vescovo – potrà iniziare dalla condivisione di una mentalità basata sulla fraternità, riconoscendosi fratelli in quanto figli di Dio”. Mon, 18 Aug 2014 00:00:00 +0200AFRICA/CENTRAFRICA- L’Arcivescovo di Bangui ai politici “fate presto per fermare le sofferenze della popolazione”http://www.fides.org/it/news/55774-AFRICA_CENTRAFRICA_L_Arcivescovo_di_Bangui_ai_politici_fate_presto_per_fermare_le_sofferenze_della_popolazionehttp://www.fides.org/it/news/55774-AFRICA_CENTRAFRICA_L_Arcivescovo_di_Bangui_ai_politici_fate_presto_per_fermare_le_sofferenze_della_popolazioneBangui -“Vorrei chiedere umilmente ai dirigenti del Paese perché prendano decisioni rapide, per fermare le sofferenze della popolazione a Bangui come nel resto del Paese” ha affermato il 16 agosto Sua Ecc. Mons. Dieudonné Nzapalainga, Arcivescovo di Bangui, capitale della Repubblica Centrafrica, nell’omelia di una Messa alla quale assisteva il nuovo Primo Ministro, Mahamat Kamoun.<br />Mons. Nzapalainga ha sottolineato di parlare a nome “di coloro che sono sfollati, che fuggono le continue violenze e che vivono in condizioni difficili”.<br />Nonostante il cessate il fuoco siglato a Brazzaville il 23 luglio tra l’ex ribellione Seleka e le milizie anti balaka continuano i massacri dei civili. L’ultimo risale agli scorsi giorni e si è verificato a M'Brés, nel nord del Paese, dove secondo le autorità una trentina di persone sono state uccise dai ribelli Seleka, un’accusa respinta dagli ex ribelli.<br />Il 14 agosto ha assunto la carica il nuovo Premier, Mahamat Kamoun, un musulmano, nominato dalla Presidente Samba Panza. Mon, 18 Aug 2014 00:00:00 +0200AFRICA/SUD SUDAN -Ancora bloccate le trasmissioni della principale radio cattolica del Paesehttp://www.fides.org/it/news/55773-AFRICA_SUD_SUDAN_Ancora_bloccate_le_trasmissioni_della_principale_radio_cattolica_del_Paesehttp://www.fides.org/it/news/55773-AFRICA_SUD_SUDAN_Ancora_bloccate_le_trasmissioni_della_principale_radio_cattolica_del_PaeseJuba - Sono ancora bloccate le trasmissioni di Radio Bakhita, la principale radio cattolica del Sud Sudan, dopo che il 16 agosto le autorità locali hanno imposto la chiusura dell’emittente ed arrestato il capo redattore, Ochan David Nicholas, che si trova ancora in custodia cautelare.<br />La radio, promossa dall’Arcidiocesi di Juba, è stata chiusa dopo aver dato notizia di scontri il 15 agosto tra le truppe governative fedeli al Presidente Salva Kiir e quelle dell’opposizione legata all’ex Vice Presidente Riek Machar.<br />Diversi media locali sono stati costretti alla chiusura o hanno subito pesanti pressioni dal servizio di sicurezza sud sudanese da quando, a dicembre, è scoppiata la crisi che ha messo in ginocchio il Paese. Gli accordi di pace siglati lo scorso giugno non sono stati applicati dalle parti: in particolare non è ancora stato costituito il governo di unità nazionale. L’Ambasciatrice degli Stati Uniti alle Nazioni Unite ha denunciato l’arrivo nel Paese di nuove forniture di armamenti, lasciando presagire una ripresa delle ostilità su vasta scala. Mon, 18 Aug 2014 00:00:00 +0200AMERICA/COLOMBIA - Arrivati a Cuba i primi 12 componenti della delegazione delle vittime per i dialoghi di Pacehttp://www.fides.org/it/news/55772-AMERICA_COLOMBIA_Arrivati_a_Cuba_i_primi_12_componenti_della_delegazione_delle_vittime_per_i_dialoghi_di_Pacehttp://www.fides.org/it/news/55772-AMERICA_COLOMBIA_Arrivati_a_Cuba_i_primi_12_componenti_della_delegazione_delle_vittime_per_i_dialoghi_di_PaceBogotà – La Conferenza Episcopale della Colombia , le Nazioni Unite e l'Universidad Nacional Colombiana hanno annunciato i nomi delle prime 12 vittime dei guerriglieri delle FARC e dello Stato che andranno a partecipare ai colloqui di pace a L'Avana. In base agli accordi tra governo e FARC è prevista la partecipazione ai colloqui per mettere fine all’ultradecennale guerra civile colombiana, di una rappresentanza delle vittime del conflitto per un totale di 60 persone, scelte dalle tre istituzioni sopra citate.<br />In una nota inviata a Fides dalla Conferenza Episcopale si ricorda che secondo Fabrizio Hochschild, coordinatore delle Nazioni Unite in Colombia, la selezione delle vittime è stata effettuata in base agli autori delle violenze, ai crimini subiti e alla loro provenienza, in modo da comprendere le varie zone del Paese. <br />La delegazione è già arrivata a Cuba, accompagnata da Mons. Luis Augusto Castro Quiroga, Arcivescovo di Tunja e Presidente della CEC, e da Padre Dario Echeverri Gonzalez, Segretario della Commissione di riconciliazione nazionale.<br /> Mon, 18 Aug 2014 00:00:00 +0200AMERICA/PERU’ - Uccisi nel lavoro missionario 23 anni fahttp://www.fides.org/it/news/55771-AMERICA_PERU_Uccisi_nel_lavoro_missionario_23_anni_fahttp://www.fides.org/it/news/55771-AMERICA_PERU_Uccisi_nel_lavoro_missionario_23_anni_faChimbote – In questo mese di agosto, la Diocesi di Chimbote commemora il martirio dei 2 frati francescani: Zbigniew Strzalkowski e Miguel Tomaszek, nella cittadina di Pariacoto , e del Padre Sandro Dordi nella città di Santa, assassinati 23 anni fa, durante la loro missione evangelizzatrice tra i poveri.<br />Le parrocchie di Pariacoto e Santa, come ogni anno, hanno organizzano un pellegrinaggio al luogo del martirio e delle celebrazioni eucaristiche. <br />Come riferisce la nota inviata a Fides da una fonte locale, all'inizio di agosto del 1991, i francescani Zbigniew Strzalkowski e Michael Tomaszek, sono stati uccisi nella città di Pariacoto a mano di un gruppo terrorista, che castigava il paese in quegli anni . Due settimane più tardi, Padre Sandro Dordi è stato ucciso dai terroristi nella città di Santa.<br />La comunità di tutta la regione, ogni anno in questo periodo, ricorda il martirio di questi tre religiosi che hanno dato la vita per la loro fede.<br /> Mon, 18 Aug 2014 00:00:00 +0200VATICANO - Il Cardinale Filoni e il Patriarca: intervenire subito per aiutare le popolazioni localihttp://www.fides.org/it/news/55770-VATICANO_Il_Cardinale_Filoni_e_il_Patriarca_intervenire_subito_per_aiutare_le_popolazioni_localihttp://www.fides.org/it/news/55770-VATICANO_Il_Cardinale_Filoni_e_il_Patriarca_intervenire_subito_per_aiutare_le_popolazioni_localiCittà del Vaticano – Urge intervenire subito con aiuti di prima necessità e anche per garantire la protezione delle popolazioni locali, vittime della violenza dell'ISIS: è quanto chiedono in un comunicato congiunto il cardinale Ferdinando Filoni, inviato speciale del Papa in Iraq, e il Patriarca di Babilonia dei Caldei, Louis Sako. Questo il testo del comunicato del Patriarcato caldeo, ricevuto dall'Agenzia Fides. <br /><br />L’Inviato Personale del Santo Padre in Irak, Card. Fernando Filoni, accompagnato dal Patriarca Sako, dal Nunzio Apostolico e dai Vescovi locali, ha incontrato le Autorità politiche della Regione Autonoma del Kurdistan e ha visitato i rifugiati cristiani, yezidi e altri nelle province di Duhok e Erbil.<br /><br />Dopo aver sentito e visto le tragedie e le sofferenze di tante famiglie che hanno lasciato i propri villaggi, le proprie case e proprietà, soprattutto a Mosul, nella Piana di Ninive e in Sinjar, si unisce al nuovo appello del Patriarca nel chiedere alla Comunità Internazionale, ed in particolare ai Paesi e alle Organizzazioni internazionali che hanno maggiore responsabilità morale, di:<br /><br />1. Intervenire immediatamente portando aiuti di prima necessità: acqua, cibo medicinali, servizi sanitari, etc, <br /><br />2. Liberare i villaggi ed i luoghi occupati il più presto possibile e in modo stabile. Non bisogna lasciar morire la speranza delle popolazioni!<br /><br />3. Assicurare una protezione internazionale a questi villaggi per incoraggiare le famiglie a rientrare nelle loro case e continuare la loro vita normale in sicurezza e pace. Più volte la gente ci ha gridato: aiutateci a ritornare a vivere! <br /><br />Mon, 18 Aug 2014 00:00:00 +0200