Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.ASIA/LIBANO - La Chiesa melchita avvia un programma capillare di studio e diffusione del Documento di Abu Dhabihttp://www.fides.org/it/news/66250-ASIA_LIBANO_La_Chiesa_melchita_avvia_un_programma_capillare_di_studio_e_diffusione_del_Documento_di_Abu_Dhabihttp://www.fides.org/it/news/66250-ASIA_LIBANO_La_Chiesa_melchita_avvia_un_programma_capillare_di_studio_e_diffusione_del_Documento_di_Abu_DhabiAin Traz - La Chiesa cattolica greco- melchita si appresta a dedicare ampio spazio della propria programmazione pastorale alla diffusione e all’approfondimento del Documento sulla Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, sottoscritto lo scorso 4 febbraio a Abu Dhabi da Papa Francesco e dallo Sheikh Ahmed al Tayyeb, Grande Imam di Al Azhar. Lo ha stabilito l’assemblea sinodale dei Vescovi greco-melchiti, riunitasi la scorsa settimana presso la sede patriarcale di Ain Traz, in Libano, sotto la presidenza del Patriarca Youssef Absi. L’intento dichiarato è quello di favorire la crescita di nuove generazioni in grado di ricostruire la convivenza tra diverse componenti sociali e religiose nei Paesi dove è presente la Chiesa melchita, spesso stravolte da conflitti e estremismi settari. <br />Il programma delineato dai Vescovi melchiti - come riferisce il resoconto dell’Assemblea sinodale, pervenuto all’Agenzia Fides - si declina in disposizioni concrete, che coinvolgono sia le attività accademiche che quelle più propriamente pastorali. Il Documento sulla Fratellanza umana diventerà oggetto di studio nelle scuole del Patriarcato e negli istituti teologici. Il testo verrà diffuso capillarmente tra i fedeli laici, e i suoi contenuti verranno approfonditi in incontri diocesani e parrocchiali, oltre a diventare oggetto di articoli e interviste sui media del Patriarcato e sui bollettini delle diocesi e delle parrocchie. Anche i sacerdoti verranno sollecitati a far conoscere i contenuti e gli intenti del documento di Abu Dhabi attraverso la loro predicazione ordinaria. <br />Durante l’assemblea sinodale, i Vescovi presenti hanno anche delineato i passi da fare per porre in atto le misure relative alla protezione dei minori dagli abusi esposte nella Lettera apostolica di Papa Francesco Vos estis lux mundi . Inoltre, è stato anche avviato il processo per costituire un comitato preparatorio che curerà la partecipazione e il contributo della Chiesa melchita al futuro Congresso mondiale dedicato alla vita liturgica nelle Chiese cattoliche orientali, in programma a Roma dal 18 al 20 febbraio 2022, in occasione del 25esimo anniversario della Istruzione per l’applicazione delle prescrizioni liturgiche del Codice dei Canoni delle Chiese orientali, pubblicata dalla Congregazione per le Chiese orientali nel gennaio 1996. .<br />Mon, 24 Jun 2019 12:44:34 +0200AFRICA/COSTA D’AVORIO - “Evitateci un’altra guerra!”: il grido d’allarme dei Vescovi mentre sale la tensione in vista del voto del 2020http://www.fides.org/it/news/66249-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_Evitateci_un_altra_guerra_il_grido_d_allarme_dei_Vescovi_mentre_sale_la_tensione_in_vista_del_voto_del_2020http://www.fides.org/it/news/66249-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_Evitateci_un_altra_guerra_il_grido_d_allarme_dei_Vescovi_mentre_sale_la_tensione_in_vista_del_voto_del_2020Yamoussoukro - “Tra la popolazione regna un diffuso clima di paura” denunciano i Vescovi della Costa d’Avorio nel messaggio pubblicato al termine della loro 113esima Assemblea Plenaria ad Agboville.<br />“In effetti, si deve riconoscere che, con l'avvicinarsi delle elezioni del 2020, c'è un clima di paura diffusa tra la popolazione; paura legata alla realtà di ricorrenti conflitti inter-comunitari, problemi di insicurezza, possesso della terra, occupazione illegale di foreste, delle miniere d'oro illegali e problemi legati all'identità ivoriana” afferma il documento pervenuto all’Agenzia Fides.<br />Rivolgendosi ai fedeli, i Vescovi affermano: “siamo con voi nel deplorare lo spettacolo desolato di questi ultimi tempi, vogliamo anche con voi tutti, esorcizzare i vecchi demoni dell'odio e della divisione”. “Cogliamo l'occasione per esprimere la nostra vicinanza spirituale e la nostra compassione per le famiglie che hanno perso i propri cari e le loro proprietà. E a tutti gli attori della vita socio-politica, a qualunque livello essi siano, lanciamo questo grido di cuore, che è anche quello della popolazione: evitateci un'altra guerra” affermano i Vescovi. <br />“Dopo oltre due decenni di gravi crisi che hanno segnato tristemente la storia della Costa d'Avorio, e ad alcuni mesi dalle elezioni nel 2020, la responsabilità di tutti coloro che detengono l'autorità - a qualunque livello siano- è quella di fare tutto il possibile per la riconciliazione e la coesione sociale, per prevenire le crisi e consolidare la pace”.<br />“A tale riguardo, noi, Arcivescovi e Vescovi della Costa d'Avorio, chiediamo al governo, di continuare e completare il processo di disarmo, perché le armi continuano a circolare nel nostro Paese e non è un segreto per nessuno. In effetti, in ogni conflitto inter-comunitario, armi bianche e armi da guerra sono regolarmente e professionalmente utilizzate. Di fronte a questo stato di cose, ancora una volta, e in nome del diritto alla vita, vi chiediamo di evitaci un'altra guerra!”. <br />Mon, 24 Jun 2019 11:46:49 +0200AMERICA/MESSICO - L’Arcivescovo Garfías Merlos: “I giovani sono un elemento-chiave per la costruzione della pace”http://www.fides.org/it/news/66248-AMERICA_MESSICO_L_Arcivescovo_Garfias_Merlos_I_giovani_sono_un_elemento_chiave_per_la_costruzione_della_pacehttp://www.fides.org/it/news/66248-AMERICA_MESSICO_L_Arcivescovo_Garfias_Merlos_I_giovani_sono_un_elemento_chiave_per_la_costruzione_della_paceCittà del Messico – “L’origine della violenza in Messico è l’assenza di Dio nella vita individuale e comunitaria delle persone, che le rende inumane e crudeli”. Così Mons. Carlos Garfías Merlos, Arcivescovo di Morelia e vicepresidente della Conferenza episcopale Messicana, ha commentato all’Agenzia Fides i dati allarmanti sui sequestri e i rapimenti registrati a Città del Messico. Secondo il Segretariato esecutivo del Sistema nazionale per la Sicurezza pubblica, si è registrato un aumento del 271% di tali fenomeni, solo nell’ultimo anno del 28% rispetto al 2018. <br />Responsabile del Piano nazionale per la costruzione della pace, in accordo con il Governo Federale, Mons. Garfias ha spiegato che, per favorire un processo di pace in Messico, è fondamentale integrare i giovani: “Siamo consapevoli del fatto che molti giovani siano attratti dal guadagno facile e per questo urge proporre programmi di formazione professionale in modo che tutti quelli che vogliono continuare gli studi abbiano il totale supporto della famiglia, della società e della Chiesa. Servono borse di studio e sostegno scolastico medio e superiore per quelli che si trovano in difficoltà economiche. Inoltre, sono stati stabiliti accordi anche con alcune imprese che cercano mano d’opera giovanile”.<br />“La proposta della Chiesa per contrastare la violenza – spiega mons. Garfias - prevede attenzione alle vittime, un programma di promozione della pace, che includa la responsabilizzazione e la formazione di operatori pastorali che si occupino delle vittime, e la rivendicazione delle stesse in un processo di recupero nel contesto sociale.”<br />L’Arcivescovo ha anche detto che nei luoghi dove c’è molta violenza “la vita quotidiana procede nella normalità a meno che non ci siano episodi drammatici o di forte impatto come nel caso degli Stati di Michoacán e Guerrero”. <br />Parlando della disuguaglianza sociale, mons. Garfias ha proposto l’istituzione di un Centro di Pastorale Sociale ad Acapulco, nella parrocchia di Costa Azul, che ospita fedeli benestanti, e dove vengono proposti programmi di attenzione ai giovani, economia solidale e sostegno scolare per favorire un vincolo tra le persone più agiate e i meno abbienti.<br />Infine, sulla questione dei migranti, il vicepresidente dell'episcopato messicano ha detto che “è importante impegnarsi per garantire condizioni di uguaglianza a tutta la popolazione e aiutare tutti quelli che si trovano in situazioni di bisogno e di emergenza, come i migranti”.<br /> <br /><br />Mon, 24 Jun 2019 11:29:26 +0200AMERICA/MESSICO - Sondaggi rilevano il preoccupante aumento dell’insofferenza dei messicani verso i migrantihttp://www.fides.org/it/news/66247-AMERICA_MESSICO_Sondaggi_rilevano_il_preoccupante_aumento_dell_insofferenza_dei_messicani_verso_i_migrantihttp://www.fides.org/it/news/66247-AMERICA_MESSICO_Sondaggi_rilevano_il_preoccupante_aumento_dell_insofferenza_dei_messicani_verso_i_migrantiCittà del Messico – Continuano ad aumentare le inchieste e i sondaggi sull'opinione dei messicani riguardo ai migranti presenti nel territorio nazionale, i risultati vengono poi diffusi dai media. In cinque mesi, da novembre 2018 ad aprile 2019, il numero di messicani che non vogliono consentire ai migranti di entrare nel paese è aumentato dal 32% al 58%, secondo un nuovo sondaggio di un noto Istituto d'inchiesta popolare, Parametria. Sempre secondo il sondaggio, la percentuale di quanti hanno assunto una posizione neutrale sulla questione, è scesa dal 20% al 3%.<br />Intanto si fa più deciso l’intervento politico-militare messicano alle frontiere del paese. Nel fine settimana le autorità hanno rafforzato gli sforzi per scoraggiare i centroamericani dall'attraversare il Messico per raggiungere gli Stati Uniti, arrestando i migranti nel sud e dispiegando la Guardia nazionale a nord, lungo il Rio Grande.<br />Ad Arriaga, città nello stato meridionale del Chiapas, l'Associated Press riporta che circa 100 migranti sono stati arrestati domenica, mentre Milenio Tv ha riferito che altri 146 sono stati prelevati da una abitazione privata nello stato centrale di Queretaro, e più di 100 sono stati portati via da un albergo nello stato del Golfo di Veracruz.<br />Dietro le pressioni degli Stati Uniti, il governo messicano ha infatti schierato questo mese circa 6.000 agenti della Guardia nazionale, la sua nuova forza di polizia militarizzata, lungo i confini meridionali e settentrionali. A Ciudad Juarez, appena a sud di El Paso, in Texas, la Guardia nazionale ha respinto i migranti che cercavano di attraversare il confine durante il fine settimana. Le guardie sono di pattuglia lungo il Rio Grande imbracciando fucili da assalto.<br />"La Guardia nazionale, in teoria, non dovrebbe reprimere chi vuole attraversare il paese per andare verso gli Stati Uniti" ha detto Isabel Sanchez, coordinatrice di un gruppo civico di Ciudad Juárez che si occupa di sicurezza e giustizia. Tuttavia la maggiore rigidità in tema di immigrazione ha oggi un sostegno popolare in Messico. Più della metà dei messicani intervistati dal quotidiano El Universal all'inizio di giugno ha dichiarato che le autorità non dovrebbero consentire ai migranti di entrare nel paese e che quanti sono stati trovati in viaggio senza visto mentre attraversano il Messico dovrebbero essere espulsi.<br />Dinanzi a questa situazione, dopo l'incontro della Conferenza Episcopale Messicana con il Presidente della repubblica , la Presidenza della CEM ha sottolineato che occorre “una maggiore collaborazione congiunta per garantire la sicurezza dei migranti”. In occasione della recente Giornata Mondiale del Rifugiato, la CEM ha denunciato la militarizzazione dei confini, invitando ad elaborare una strategia migratoria che “deve basarsi sui diritti umani e porre il migrante al centro delle misure politiche e sociali, assicurando condizioni migliori per una migrazione ordinata e sicura” . <br /> <br />Mon, 24 Jun 2019 11:23:39 +0200ASIA/FILIPPINE - Annunciare il Vangelo con coraggio, come famiglia: il cammino delle "Coppie per Cristo"http://www.fides.org/it/news/66246-ASIA_FILIPPINE_Annunciare_il_Vangelo_con_coraggio_come_famiglia_il_cammino_delle_Coppie_per_Cristohttp://www.fides.org/it/news/66246-ASIA_FILIPPINE_Annunciare_il_Vangelo_con_coraggio_come_famiglia_il_cammino_delle_Coppie_per_CristoManila - Proclamare il Vangelo con coraggio, come famiglie che vivono la fede: è l'invito rivolto al movimento ecclesiale "Coppie per Cristo" da Mons. Broderick S. Pabillo, Vescovo ausiliare di Manila, intervenuto alla convention in occasione del 38° anniversario del movimento, sul tema "Alzati, risplendi, rivestiti di luce" . Come appreso dall'Agenzia Fides, nella messa conclusiva dell'incontro, celebrata a Manila nei giorni scorsi, davanti a oltre 50.000 persone, il Vescovo ha detto: "Il vostro cammino è una chiamata a vivere e diffondere la Buona Novella che è Gesù, che si offre nella Santa Eucaristia, destinata a tutti perché solo Lui dona la vera vita e soddisfa i desideri più profondi del cuore umano". "Lodate Dio per 38 anni di grazia traboccante che vi ha donato. Continuiamo a rispondere alla Sua fedeltà riaccendendo il nostro dono e riempiendo il mondo con la sua luce", ha detto il Vescovo ai presenti.<br />Molti membri del movimento hanno condiviso le loro esperienze personali, raccontando della "grazia traboccante di Dio nella loro vita di famiglia e nella comunità". Melo Villaroman Jr., laico cattolico e Presidente del CFC, ha esortato le famiglie a "essere un dono": "Pregando e restand uniti in Gesù - ha dtto - la luce di Dio sarò all'interno di ogni famiglia. I genitori saranno come luce e guida nella casa e i bambini destinatari di questo amore e luce. Come un'unica comunità, le famiglie di CFC sono scintille di luce che, una volta accese insieme, diventano un faro splendente per altre famiglie in qualsiasi parte del mondo".<br />Il Gesuita padre Jun G. Bargayo, parlando della missione della famiglia, ha detto che "la missione è opera di Dio stesso", mentre Nic Escalona, ​​coordinatrice dell'evangelizzazione e di CFC, ha incoraggiato i membri del movimento "a restare saldi perché il Signore è un Dio vittorioso".<br />I missionari del movimento CFC hanno raccontato l'azione trasformatrice dalla grazia di Dio che li ha portati a rispondere alla chiamata di diventare missionari. "L'amore infallibile di Dio rende la missione degna di essere vissuta, anche nelle difficoltà", hanno detto. Joe Tale, rappresentante di CFC presso la Santa Sede, ha condiviso la sua esperienza missionaria e ha incoraggiato i suoi compagni alla missione che consiste nel "portare gli altri a Cristo con l'aiuto dello Spirito Santo e dell'amore di Dio".<br />Michael Ariola, presidente di CFC, ha concluso invitando tutti a "prendere a cuore la vita come missione", ricordando che "fin dall'inizio Dio li aveva chiamati a camminare in CFC" e che "i missionari possono evangelizzare grazie alla luce e all'amore di Cristo". Ariola ha incoraggiato la CFC a "sostenere continuamente la dignità e la bellezza della famiglia".<br />"Coppie per Cristo" è un movimento cattolico iniziato nel 1981 a Manila, nelle Filippine, nell'ambito di una comunità del Rinnovamento carismatico cattolico, e ora presente in 110 paesi. Nel 1995, la Conferenza episcopale delle Filippine ha approvato il movimento come associazione privata di fedeli laici e nel 2000 la Santa Sede l'ha riconosciuta come associazione internazionale privata di fedeli laici, di diritto pontificio. Mon, 24 Jun 2019 11:22:54 +0200AFRICA/COSTA D’AVORIO - Il Mese Missionario Straordinario al centro del 78° Consiglio Nazionale delle POMhttp://www.fides.org/it/news/66245-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_Il_Mese_Missionario_Straordinario_al_centro_del_78_Consiglio_Nazionale_delle_POMhttp://www.fides.org/it/news/66245-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_Il_Mese_Missionario_Straordinario_al_centro_del_78_Consiglio_Nazionale_delle_POMYamoussoukro - Il Mese Missionario Straordinario è stato uno dei temi al centro del 78 ° Consiglio Nazionale delle POM della Costa d'Avorio, che si è tenuto dall’11 al 14 giugno presso il centro di accoglienza diocesano di Daloa, sotto la presidenza di Sua Eccellenza Mons. Marcellin Yao Kouadio, Vescovo di Daloa, Presidente della Commissione Episcopale per l'Evangelizzazione dei Popoli, e delle POM, alla presenza di 13 dei 15 Direttori diocesani.<br />Nel discorso di apertura dei lavori, p. Jean Noel Gossou, il nuovo Direttore nazionale delle POM della Costa d'Avorio, si è soffermato sull’importanza del Mese Missionario Straordinario secondo le indicazioni di Papa Francesco contenute nella guida della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e delle Pontificie Opere Missionarie, dal titolo "Battezzati e inviati, la Chiesa di Cristo in missione nel Mondo, Mese missionario straordinario, ottobre 2019 ".<br />P. Gossou ha riconosciuto che la missione non è un compito facile e dovrebbe quindi richiedere l'attenzione di tutti. A sua volta, Mons. Kouadio ha ragguagliato i Direttori diocesani sull'importanza delle POM come strumento di animazione missionaria e sulla raccolta fondi a sostegno della missione.<br />Il Vescovo di Daloa ha descritto la situazione missionaria nel Paese dopo la partenza dei primi missionari bianchi e ha evidenziato le sfide e i problemi che attendono la Chiesa in Costa d’Avorio, ed ha colto l'occasione per chiarire la differenza tra missione e pastorale. Mons. Kouadio ha infatti sottolineato che alla pastorale, riservata ai fedeli, occorre affiancare la missione che consiste nell’andare verso i non cristiani.<br />Seguendo l'ordine del giorno per la campagna 2019-2020, il Consiglio ha usato la Guida del Mese Missionario Straordinario per sviluppare un piano d'azione per risvegliare la coscienza missionaria di ciascun battezzato.<br />Infine, per la campagna missionaria 2019-2020, il Consiglio ha raccomandato: l'organizzazione di una cerimonia d'apertura nazionale del Mese Missionario Straordinario il 5 e il 6 ottobre 2019 a Yamoussoukro; l'organizzazione di una cerimonia di apertura in ciascuna diocesi; la partecipazione di sacerdoti, catechisti e dirigenti delle Nuove Comunità per il lancio ufficiale; lo sviluppo di strategie in ogni diocesi per il risveglio della coscienza dei fedeli sul tema missionario dell'anno. <br /><br />Mon, 24 Jun 2019 10:54:53 +0200AMERICA/VENEZUELA - I Vescovi incontrano l’Alto Commissario per i diritti umani dell’Onuhttp://www.fides.org/it/news/66244-AMERICA_VENEZUELA_I_Vescovi_incontrano_l_Alto_Commissario_per_i_diritti_umani_dell_Onuhttp://www.fides.org/it/news/66244-AMERICA_VENEZUELA_I_Vescovi_incontrano_l_Alto_Commissario_per_i_diritti_umani_dell_OnuCaracas - La grave crisi che sta vivendo il Venezuela, che ha provocato l’esodo massiccio di tanti venezuelani, è stata argomento dell’incontro dei Vescovi con l’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Michelle Bachelet, che durante la sua visita nel paese ha incontrato rappresentanti del governo, dell’opposizione, delle organizzazioni e della società civile.<br />Nel pomeriggio del 21 giugno, l’Alto Commissario ha incontrato una delegazione della Conferenza Episcopale Venezuelana guidata dal suo Segretario generale, Mons. José Trinidad Fernández, che le ha consegnato una lettera firmata dalla Commissione esecutiva della CEV in cui si presenta la situazione e si prospetta una soluzione di uscita dalla crisi.<br />“La Chiesa cattolica in Venezuela dal 2004 denuncia la situazione della grave crisi umanitaria che il nostro popolo sta vivendo” è scritto nel testo consegnato a Mirelle Bachelet, pubblicato dai media locali e pervenuto a Fides. I Vescovi riaffermano di essere “difensori della vita in tutti i suoi aspetti”, loro impegno è “ascoltare il grido del nostro popolo”. Quindi elencano l’aumento di una diaspora massiccia e di nuove forme di schiavitù, tra cui la tratta di esseri umani, la prostituzione, la situazione alla frontiera, l'aumento della malnutrizione infantile, la menzogna spacciata come verità, il problema della benzina.<br />Proseguendo la descrizione della situazione, i Vescovi rilevano “la crisi elettrica in tutto il Venezuela, ad eccezione di Caracas, per dare la sensazione di normalità a chi visita il paese”; la mancanza dell'acqua che non arriva nelle case; la crescita dei suicidi; l’interruzione degli studi per la povertà, la mancanza di cibo e di trasporti; “la precarietà alimentare che di fronte ai costi elevati rende impossibile acquistare i prodotti di base”; la grave situazione della salute pubblica che si traduce nella mancanza di medicine e nelle condizioni deprimenti in cui si trovano gli ospedali. Viene anche rilevata la depredazione dell'ambiente con l'estrazione delle ricchezze minerarie e lo sfruttamento delle popolazioni indigene, che associato all'estrazione illegale, sta deteriorando l'Amazzonia.<br />Di fronte a questa grave situazione di violazione dei diritti umani, i Vescovi chiedono quindi l’intervento dell’Alto Commissario, presentando le loro richieste al governo: il riconoscimento delle Ong e il permesso di ingresso delle forniture per l'assistenza umanitaria; la liberazione dei prigionieri politici e l'eliminazione dei commissariati come centri di detenzione; la fine delle pratiche abusive che violano i diritti umani da parte dei diversi gruppi di sicurezza dello Stato. <br />I Vescovi chiedono quindi che siano restituiti ai venezuelani i loro “diritti elettorali, politici ed economici” e ribadiscono che la soluzione fondamentale alla crisi “è l'elezione di un nuovo presidente e il riconoscimento dell'Assemblea nazionale come organismo eletto dal popolo”.<br />“La crisi del paese è radicata nella corruzione e nell'impunità – concludono - di fronte al saccheggio delle risorse pubbliche e non è dovuta semplicemente alle sanzioni che sono state imposte. Il Venezuela prima di queste sanzioni era già in una situazione economica deprimente. La grave crisi umanitaria si risolve se quanti sono al potere cercano il bene comune di tutti”. <br />Mon, 24 Jun 2019 10:49:36 +0200ASIA/CINA - Mons. Stefano Li Side, Vescovo di Tianjin: un autentico testimone del Vangelo di Cristohttp://www.fides.org/it/news/66243-ASIA_CINA_Mons_Stefano_Li_Side_Vescovo_di_Tianjin_un_autentico_testimone_del_Vangelo_di_Cristohttp://www.fides.org/it/news/66243-ASIA_CINA_Mons_Stefano_Li_Side_Vescovo_di_Tianjin_un_autentico_testimone_del_Vangelo_di_CristoTianjin - La vigilia di Pentecoste, 8 giugno 2019, alle ore 11, all'età di 93 anni è deceduto serenamente S.E. Mons. Stefano Li Side, Vescovo della diocesi di Tianjin . Sofferente da molti anni di una malattia cronica, ultimamente era stato ricoverato in ospedale a Gixian.<br />Il Presule era nato il 2 ottobre 1926 a Zunhua nella provincia di Hebei, da una famiglia di lunga tradizione cattolica. Sentendo fin dall'infanzia la vocazione a consacrarsi totalmente al Signore, nel 1940 entrò nel Seminario minore locale. Nel 1945 si trasferì al Seminario minore di Tianjin, nel 1949 passò al Seminario maggiore di Wen Sheng a Pechino. Il 10 luglio 1955 fu ordinato sacerdote della diocesi di Tianjin. Nel grave contesto degli anni ’50 egli venne arrestato nel 1958. Rilasciato nel 1962 e di nuovo arrestato nel 1963, fu condannato ai lavori forzati fino al 1980. Tornato a svolgere il ministero pastorale nella cattedrale di San Giuseppe, venne consacrato Vescovo a Tianjin il 15 giugno 1982, senza essere riconosciuto dal governo. <br />Nel 1989 fu imprigionato per la terza volta, fino al 1991. Nel 1992 le autorità lo costrinsero agli arresti domiciliari nello sperduto villaggio di montagna di Liang Zhuang Zi, nel distretto di Jixian, a 60 km da Tianjin, dove è rimasto fino alla morte, potendosi allontanare solo per recarsi in ospedale. Nonostante l'esilio e la lontananza, i fedeli che si recavano a trovarlo erano sempre numerosi. Il Presule ha difeso i principi della Chiesa cattolica con coerenza e ha testimoniato il Vangelo di Cristo, mantenendosi eroicamente in comunione con il Successore di Pietro.<br />Mons. Stefano Li Side era molto amato ed è sempre stato un punto di riferimento per sacerdoti e fedeli laici. Profondamente devoto di Maria, era molto attento all'evangelizzazione e alla missione della Chiesa. Ha curato le vocazioni al sacerdozio e nel 1994 ha fondato la Congregazione delle Suore del Sacro Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria. Ha manifestato concretamente la sua attenzione pastorale anche verso le persone più bisognose. Uomo di preghiera, interamente dedito al servizio di Dio, Mons. Li Side viveva in povertà e in profonda umiltà. Esortava sempre i fedeli a rispettare le leggi del Paese e ad aiutare i poveri. Anche nelle dolorose vicissitudini di diverso genere che hanno segnato la sua lunga vita, non si è mai lamentato, accettando ogni cosa come volontà del Signore.<br />Le messe commemorative, le condoglianze e le cerimonie di lutto, si sono tenute in una camera mortuaria del distretto di Jizhou, e non nella cattedrale di San Giuseppe a Tianjin. I suoi resti riposano nel distretto di Jizhou. La diocesi di Tianjin conta oggi circa 60 mila fedeli, 65 sacerdoti, 2 congregazioni femminili con circa 70 suore. <br />Mon, 24 Jun 2019 08:42:08 +0200ASIA/UZBEKISTAN - La preghiera come fulcro della vita dei fedelihttp://www.fides.org/it/news/66238-ASIA_UZBEKISTAN_La_preghiera_come_fulcro_della_vita_dei_fedelihttp://www.fides.org/it/news/66238-ASIA_UZBEKISTAN_La_preghiera_come_fulcro_della_vita_dei_fedeliTashkent - “Come ogni anno, nel mese di giugno abbiamo vissuto un incontro con tutti i cattolici dell’Uzbekistan nella nostra chiesa di Tashkent. L'incontro è stato guidato dal Vescovo Clemens Pickel, della diocesi russa di Saratov, che ha fatto riflettere i fedeli sul tema della preghiera come mezzo per avvicinarsi a Dio, con catechesi e condivisioni in piccoli gruppi. Credo sia stata un’importante opportunità di crescita per tutti i partecipanti, che ne trarranno beneficio non solo nei loro personali percorsi spirituali, ma anche nella vita pratica di tutti i giorni”. Così l’Amministratore apostolico dell’Uzbekistan, il francescano p. Jerzy Maculewicz, racconta l’appuntamento vissuto dalla comunità cattolica dell’Uzbekistan per concludere le attività dell’anno prima della pausa estiva.<br />Secondo il francescano, il momento catechetico guidato dal Vescovo russo ha rappresentato un’occasione di condivisione significativo per i fedeli uzbeki: “Molti di loro hanno riportato la propria esperienza, testimoniando quanto la preghiera sia importante per avvicinarsi a Dio. In particolare, durante la riflessione nei gruppi, ha colpito molto il racconto di una coppia che quest’anno celebra le nozze d’oro: i due hanno raccontato che da 50 anni, ogni giorno cercano di pregare insieme. Domenica abbiamo celebrato il loro Giubileo e durante l’omelia ho condiviso questa storia con tutta la comunità dei fedeli, per testimoniare che, in questi nostri tempi in cui è raro vedere matrimoni così duraturi, probabilmente è stata proprio la preghiera di coppia quotidiana a dare loro la forza di affrontare le difficoltà della vita, non da soli, ma insieme a Dio. Ho visto che questa esperienza ha toccato i cuori di molti e ha aiutato a far capire il risvolto pratico e quotidiano della preghiera”.<br />In Uzbekistan, la fede cattolica è riconosciuta come “religione tradizionale”, insieme a quelle islamica, ortodossa, luterana, armena ed ebraica: la comunità di fedeli gode quindi di riconoscimento e rispetto da parte della popolazione. In totale, si contano 8 sacerdoti, 4 religiosi e circa 700 cattolici attivi nelle maggiori città, a cui se ne aggiungono altri distribuiti nei piccoli centri. <br />Mon, 24 Jun 2019 13:55:17 +0200AMERICA/COLOMBIA - Incontro della Pastorale di frontiera Colombia/Ecuador: povertà, fumigazioni, emigrati venezuelanihttp://www.fides.org/it/news/66242-AMERICA_COLOMBIA_Incontro_della_Pastorale_di_frontiera_Colombia_Ecuador_poverta_fumigazioni_emigrati_venezuelanihttp://www.fides.org/it/news/66242-AMERICA_COLOMBIA_Incontro_della_Pastorale_di_frontiera_Colombia_Ecuador_poverta_fumigazioni_emigrati_venezuelaniLas Lajas - I Vescovi delle giurisdizioni ecclesiastiche di Ipiales, Pasto, Tumaco e Mocoa Sibundoy della Colombia; e di Tulcán, Ibarra, Sucumbíos ed Esmeraldas dell’Ecuador, hanno partecipato all’Incontro della Pastorale di frontiera a Las Lajas , il 19 giugno. Nel comunicato finale lamentano la povertà generalizzata delle popolazioni loro affidate, respingono la decisione annunciata dal governo della Colombia di riprendere la fumigazione delle colture per uso illecito, auspicano una pronta soluzione della crisi sociale del Venezuela ribadendo l’accoglienza agli emigrati venezuelani finché sarà necessario.<br />“Abitiamo regioni ricche per la diversità culturale, ertnica, religiosa e ambientale – è scritto nel comunicato pervenuto all’Agenzia Fides – ma vediamo con preoccupazione che sono anche zone tradizionalmente emarginate e dimenticate dai governi nazionali e locali”, da qui nasce "la povertà generalizzata espressa in una crisi sociale, apparentemente senza soluzione, che limita le possibilità di uno sviluppo umano integrale".<br />I Vescovi respingono decisamente la decisione annunciata dal governo colombiano di riprendere la fumigazione delle colture per uso illecito con glifosato. “Considerando le conseguenze negative per la vita umana e per l’ambiente”, richiamano il governo “a tenere conto del fatto che la presenza di queste colture è, in molti casi, una conseguenza dell'abbandono in cui vivono gli abitanti di queste regioni", ed esortano quindi "a cercare meccanismi complementari che diano una risposta più completa a questo problema che riguarda i nostri popoli".<br />Infine mentre esprimono il desiderio di “una pronta soluzione alla crisi sociale che vive la repubblica sorella del Venezuela”, allo stesso tempo i Vescovi riaffermano il loro “impegno ecclesiale di accogliere con rispetto i nostri fratelli venezuelani, che in cerca di nuove opportunità, sono emigrati massivamente attraversando la Colombia e l’Ecuador. I nostri paesi, sempre solidali, hanno saputo tendere loro la mano, e desideriamo che questa solidariteà continui fino a quando sarà necessario”. <br />Sat, 22 Jun 2019 11:13:14 +0200ASIA/TURCHIA - Ad Antiochia i cristiani di diverse confessioni celebreranno insieme i Santi Pietro e Paolohttp://www.fides.org/it/news/66241-ASIA_TURCHIA_Ad_Antiochia_i_cristiani_di_diverse_confessioni_celebreranno_insieme_i_Santi_Pietro_e_Paolohttp://www.fides.org/it/news/66241-ASIA_TURCHIA_Ad_Antiochia_i_cristiani_di_diverse_confessioni_celebreranno_insieme_i_Santi_Pietro_e_PaoloAntakia – Nella città di Antakia - l’antica Antiochia sull’Oronte, attualmente in territorio turco - battezzati cattolici, ortodossi, armeni apostolici e evangelici si apprestano a vivere intensi momenti di comunione in occasione della imminente festa dei Santi Pietro e Paolo. Lo riferisce il padre cappuccino Domenico Bertogli, che anticipa all’Agenzia Fides quali saranno i momenti salienti delle imminenti celebrazioni, occasione per cristiani di diverse confessioni di manifestare anche anche il desiderio condiviso di camminare insieme, con rinnovata fede, sull’esempio dei due Santi Apostoli.<br />Le celebrazioni si apriranno venerdì 28 giugno, alle ore 18, con la liturgia eucaristica in programma nella chiesa ortodossa di Antakia, che sarà celebrata alla presenza anche dell’Arcivescovo Paul Fitzpatrick Russell, Nunzio apostolico in Turchia, e del Vescovo Paolo Bizzeti, Vicario apostolico dell’Anatolia. <br />Il giorno dopo, sabato 29 giugno, il centro delle giornata di festa sarà ancora una volta la “Grotta di Pietro” , l'antica chiesa rupestre sul monte Silpius, riaperta alle visite nel 2015, dopo un restauro durato molti anni. Alle 10, nel giardino della Grotta di San Pietro, i festeggiamenti prenderanno avvio alla presenza del Nunzio Russel del Vescovo Bızzeti e dell’inviato del Patriarca greco ortodosso di Antiochia. <br />Il programma della celebrazione ecumenica, molto fitto, prevede la lettura in turco e arabo di brani tratti dai Vangeli e dagli Atti degli Apostoli, insieme a brevi riflessioni del Nunzio Russell e dell’inviato patriarcale, il tutto intervallato da preghiere e canti delle diverse comunità. La celebrazione prevede anche la preghiera comune del Padre Nostro e dell’Ave Maria, la benedizione da parte del Vescovo Bizzeti e la benedizione dei Pani con il canto finale intonato dagli ortodossi. Dopo la cerimonia, cattolici e ortodossi condivideranno il pranzo in un ristorante. Nel pomeriggio, i cattolici si ritroveranno nel cortile della chiesa cattolica di Antiochia per la solenne concelebrazione eucaristica, presieduta dal Nunzio Russell. <br />L'antica chiesa rupestre di San Pietro conserva ancora la fisionomia che le diedero i crociati, che conquistarono l'antica Antiochia sull'Oronte nel 1098. Ma già i bizantini avevano trasformato in cappella il luogo dove si incontravano i primi battezzati nei periodi di persecuzione, nella città dove per la prima volta i discepoli di Gesù furono chiamati cristiani e dove fu Vescovo San Pietro, prima di venire a Roma.<br />Il restauro terminato nel 2015 ha posto fine allo stato di abbandono in cui versava la Grotta di Pietro, reso ancora più avvilente da rozzi interventi precedenti. In anni passati, Patriarchi e Vescovi sono stati spesso presenti alle celebrazioni che vi si sono svolte in occasione della solennità dei Santi Pietro e Paolo. <br />Sat, 22 Jun 2019 10:23:37 +0200AMERICA/MESSICO - Suore “a scuola” per prepararsi a sostenere migranti e rifugiati lungo le frontiere del mondohttp://www.fides.org/it/news/66240-AMERICA_MESSICO_Suore_a_scuola_per_prepararsi_a_sostenere_migranti_e_rifugiati_lungo_le_frontiere_del_mondohttp://www.fides.org/it/news/66240-AMERICA_MESSICO_Suore_a_scuola_per_prepararsi_a_sostenere_migranti_e_rifugiati_lungo_le_frontiere_del_mondoTapachula - Suore a scuola per diventare missionarie del “Servizio itinerante” in uno dei luoghi più caldi del mondo per le migrazioni: il Messico. L’iniziativa è delle Missionarie di San Carlo Borromeo, Missionarie Scalabriniane, che fino al prossimo 30 giugno partecipano ad un percorso formativo itinerante, che tocca diverse località messicane, per prepararsi ad affrontare le emergenze umanitarie con migranti e rifugiati. Il percorso è dedicato al Servizio itinerante della Congregazione: l’iniziativa che permette alle religiose di potersi muovere in relazione alle emergenze di migrazione che toccano le diverse frontiere del mondo. Oltre all’America Centrale il Servizio itinerante è presente anche nel Sud Italia e nel Nord del Brasile. <br />Il Servizio itinerante, istituito con la recente riorganizzazione della congregazione, vuole essere una sorta di “pronto soccorso di assistenza” che si sposta in relazione alle diverse emergenze migratorie che avvengono nel mondo. L’obiettivo è partecipare alla gestione delle emergenze migratorie lì dove si sviluppano, con la solidarietà, la preghiera e l’accompagnamento delle carovane .<br />“L’idea – spiega a Fides suor Albertina Pauletti, animatrice generale dell’apostolato che ha aperto i lavori – è quello di formare le consorelle per dare loro tutti quegli strumenti utili per poter agire sostenendo i migranti e i rifugiati direttamente alle frontiere. Conoscere i contesti migratori è per noi essenziale per poter garantire un migliore servizio verso le persone in situazione di emergenza e di accoglienza. Ci sono questioni che si possono affrontare in modo condiviso e questioni che invece possono essere declinate sulle diverse peculiarità locali. Il contesto è fondamentale, come è altrettanto importante rendersi conto di come sostenersi e sostenere esseri umani bisognosi di aiuto”.<br /> <br />Sat, 22 Jun 2019 09:01:28 +0200NEWS ANALYSIS/OMNIS TERRA - Indonesia: formazione dei seminaristi per la missione e l'evangelizzazionehttp://www.fides.org/it/news/66239-NEWS_ANALYSIS_OMNIS_TERRA_Indonesia_formazione_dei_seminaristi_per_la_missione_e_l_evangelizzazionehttp://www.fides.org/it/news/66239-NEWS_ANALYSIS_OMNIS_TERRA_Indonesia_formazione_dei_seminaristi_per_la_missione_e_l_evangelizzazioneMaumere - Nell'Istituto cattolico di filosofia e teologia Ledalero, nella diocesi di maumere, sull'isola di Flores, più di 200 candidati si stanno preparando per il sacerdozio. L'isola indonesiana Flores vanta uno dei più grandi centri di formazione per sacerdoti cattolici al mondo. L?Istituto Ledalero ha già prodotto quasi 10.000 sacerdoti e tra loro 10 vescovi. Più di 1.000 studenti di Filosofia e Teologia sono attualmente iscritti e la maggior parte di loro si sta preparando per il ministero sacerdotale nella Chiesa cattolica.<br />Sebbene il Seminario sia operativo da quasi 90 anni, gli edifici universitari erano nuovi dopo il terremoto del 1992, nel quale morirono oltre 2000 persone. La chiesa nel campus è stata ricostruita in parte con l'assistenza finanziaria di donatori tedeschi. Padre Otto Gusti Madung Ndegong, SVD insegna all'Istituto Ledalero di Filosofia e Teologia ed membro della Provincia indonesiana dei Missionari divini. Fr. Ndegong ha anche studiato in Germania. È tornato in Indonesia 10 anni fa e ora è Rettore dell'università, dove egli stesso ha studiato. Molto è cambiato da allora. "Questo è uno tra i Seminarii più grandi del mondo. Abbiamo 1.060 studenti. Più della metà di loro, quasi 600 sono candidati al sacerdozio", affermato p. Ndegong a Fides.<br />Fondato nel 1937 per formare i Missionari del Verobo Divino, il Seminario è ora una delle università più prestigiose della regione. Diverse diocesi e 14 ordini religiosi mandano i loro seminaristi a Ledalero o inviano lì i loro studenti.<br />Non tutti diventano preti: "Alcuni finiscono per lavorare come giornalisti, insegnanti di religione, come professori universitari o anche come politici. In realtà un anno fa, abbiamo un vice sindaco di Maumere che ha completato il ciclo di studi qui", rileva p. Ndegong . <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://omnisterra.fides.org/articles/view/119">Continua a leggere l'approfondimento, in lingua inglese, su Omnis Terra</a>Sat, 22 Jun 2019 14:38:21 +0200ASIA/FILIPPINE - I Saveriani: “Costruire una Chiesa missionaria tra i popoli, aperta verso l’umanità”http://www.fides.org/it/news/66237-ASIA_FILIPPINE_I_Saveriani_Costruire_una_Chiesa_missionaria_tra_i_popoli_aperta_verso_l_umanitahttp://www.fides.org/it/news/66237-ASIA_FILIPPINE_I_Saveriani_Costruire_una_Chiesa_missionaria_tra_i_popoli_aperta_verso_l_umanitaManila – “Lotta alla povertà, impegno per la giustizia e la pace, promozione dei diritti umani e formazione spirituale: sono queste le principali sfide che la Chiesa cattolica affronta nelle Filippine”: a riferirlo all’Agenzia Fides è p. Fabien Kalehezo, Consigliere generale dei Missionari Saveriani e per anni missionario e docente a Manila. “La povertà non è soltanto materiale, ma anche sociale e antropologica. Più del 10% della popolazione filippina attiva adulta vive e lavora all'estero. Si possono trovare filippini in ben 197 nazioni. Ormai si parla di una vera e propria 'cultura della migrazione' che, se a livello economico porta alcuni vantaggi alla nazione, a livello sociale determina gravi conseguenze per milioni di famiglie”, spiega p. Kalehezo. <br />Da molti anni l’impegno dei Saveriani nella nazione asiatica si concretizza attraverso progetti di micro finanza a sostegno delle famiglie più povere attraverso l’avvio di piccole attività. La collaborazione con la Chiesa locale, inoltre, si svolge anche con varie attività nei settori di giustizia, pace e dialogo interreligioso: “Sono tante le sfide che la Provvidenza ci offre per un autentico impegno evangelico e missionario. Anzitutto promuoviamo il ruolo della Chiesa, con la quale condividiamo il nostro carisma missionario e cerchiamo di aiutarla a diventare essa stessa una Chiesa missionaria tra i popoli, aperta verso l’umanità” afferma il saveriano.<br />Facendo riferimento all'esortazione apostolica di Papa Francesco, "Evangelii Gaudium", il missionario sottolinea: “Il Papa richiama a una 'conversione missionaria' della Chiesa e invita ogni fedele a "discernere quale sia il cammino che il Signore gli chiede”, per raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo”. La situazione attuale del mondo, quindi, non permette più alla Chiesa di restare inerte e ferma ad attendere, deve uscire dai suoi confini verso i lontani, gli esclusi: “La sfida è quella di puntare sulla formazione dei cristiani stessi, soprattutto dei leader responsabili delle comunità e degli animatori pastorali”, aggiunge.<br />La celebrazione dei 500 anni di evangelizzazione delle Filippine, nel 2021, sarà un’occasione importante per riflettere sul senso di essere cristiani: “Oggi il mondo ha ancora fame e sete di Dio - riferisce - ci sono ancora le strutture del peccato, le potenze del male, le ideologie che continuano ad appannare l’immagine di Dio nell’uomo e a distruggere la vita”. “La nostra missione - afferma in conclusione - è contribuire a costruire una Chiesa asiatica missionaria, impegnata a portare il Vangelo in ogni pensiero, in ogni cuore, specialmente tra le moltitudini dei poveri e degli oppressi”. <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="https://youtu.be/4kzAsyEZntU">Guarda le video-intervista a p. Fabien Kalehezo sul canale Youtube dell'Agenzia Fides</a>Sat, 22 Jun 2019 13:45:46 +0200AFRICA/TANZANIA - Il Consiglio dei Laici della Tanzania ha festeggiato il Giubileo d’Orohttp://www.fides.org/it/news/66236-AFRICA_TANZANIA_Il_Consiglio_dei_Laici_della_Tanzania_ha_festeggiato_il_Giubileo_d_Orohttp://www.fides.org/it/news/66236-AFRICA_TANZANIA_Il_Consiglio_dei_Laici_della_Tanzania_ha_festeggiato_il_Giubileo_d_OroDar es Salaam - Il Consiglio dei Laici della Tanzania ha festeggiato il 50° anniversario dalla sua fondazione domenica 16 giugno. Nel riconoscere il proprio posto nella Chiesa, il Consiglio dei Laici ha pregato Dio di benedire i Vescovi, i sacerdoti, tutti coloro che hanno responsabilità diverse e tutti i cristiani, affinché continuino a svolgere il loro ruolo nell'Evangelizzazione e guidino gli uomini di Dio alla salvezza.<br />Secondo la nota inviata all'Agenzia Fides da Fr. Jovitus Mwijage, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie, nell’esaminare i suoi primi 50 anni di attività, il Consiglio dei Laici ha rilevato di aver ottenuto buoni risultati nelle diffusione della fede, della salute e dell'istruzione. <br />Tra questi: la creazione delle Small Christian Communities e la loro partecipazione all'evangelizzazione; il contributo, insieme ai Pastori della Chiesa, alla fondazione di numerose parrocchie con le relative strutture, in tutte le 34 diocesi della Tanzania; l’istituzione di università cattoliche, la fondazione della Mkombozi Commercial Bank of Tanzania e del centro laicale “Isdori Bakanja”. Altri importanti successi includono la formazione di associazioni laicali come quella delle donne cattoliche della Tanzania , l'Unione degli uomini cattolici della Tanzania , la gioventù cattolica della Tanzania che sono radicate nelle Small Christian Communities.<br />Nel fare il bilancio del proprio Giubileo d’Oro, il Laicato e la Chiesa cattolica della Tanzania hanno approfondito le sfide alle quali devono fare fronte, inclusi la nascita di nuove sette religiose/Chiese pentecostali, che richiedono una profonda ricerca e studio, l’aumento dei matrimoni misti, dei divorzi e del numero di convivenze tra i giovani.<br />Nonostante queste sfide, i laici guardano al futuro con speranza e ottimismo grazie alla fede cristiana. Si stanno preparando a rafforzare la famiglia come "piccola Chiesa domestica", rafforzando le Small Christian Communities. Continuano a partecipare pienamente all'evangelizzazione e alla vita politica in modo da promuovere la pace nel Paese e nel mondo intero secondo le indicazioni di Papa Francesco per la Giornata Mondiale della Pace 2019. <br />Sat, 22 Jun 2019 13:04:11 +0200AFRICA/CONGO RD - Formazione e animazione per gli educatori dell’Infanzia Missionariahttp://www.fides.org/it/news/66234-AFRICA_CONGO_RD_Formazione_e_animazione_per_gli_educatori_dell_Infanzia_Missionariahttp://www.fides.org/it/news/66234-AFRICA_CONGO_RD_Formazione_e_animazione_per_gli_educatori_dell_Infanzia_MissionariaKinshasa - “Inizia oggi, 21 giugno, la terza sessione di formazione per i Direttori diocesani delle Pontificie Opere Missionarie , gli animatori e gli educatori delle POM della provincia ecclesastica di Kinshasa e Mbadaka-Bikoro”: così scrive all’Agenzia Fides Suor Roberta Tremarelli, AMSS, Segretaria generale della Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria, che si trova nella Repubblica democratica del Congo per una serie di incontri con le realtà ecclesiali locali dedicati alla formazione e all’animazione missionaria. In precedenza si sono svolte analoghe sessioni di formazione per i Direttori diocesani e gli animatori delle POM nella provincia ecclesiastica di Bukavu e Lubumbashi e in quella di quella di Kananga . <br />Come spiega suor Roberta a Fides, “i temi delle conferenze di ogni sessione sono gli stessi: la Pontificia Opera dell’Infanzia missionaria, storia, carisma e sfide; il ruolo della famiglia, della scuola e dei consacrati nella formazione missionaria di bambini e ragazzi; il Battesimo, che conferisce l'identità cristiana, ci rende discepoli missionari. Nelle varie sessioni c'è stata anche una celebrazione con i bambini, i ragazzi e gli animatori dell'Infanzia missionaria, molto partecipata e numerosa, e si è parlato anche del Mese Missionario Straordinario dell’Ottobre 2019.<br />Nell’ambito della sua visita in Congo, la Segretaria generale della Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria ha potuto incontrare i Vescovi riuniti a Kinshasa, il 13 giugno, di visitare il CENAM di Kinshasa, e di guidare un incontro di formazione per i consacrati e le consacrate dell'Istituto pedagogico di Kinshasa, il 15 giugno.<br />La popolazione della Repubblica Democratica del Congo, circa 82 milioni di abitanti, è per la grande maggioranza giovane. Le guerre a ripetizione e i conflitti armati che si sono susseguiti da lungo tempo hanno fatto sì che la maggioranza dei giovani sia stata testimone o vittima o addirittura progonista di atrocità e violenze di ogni genere, causanso in loro ferite permanenti. Il paese ha uno dei PIL pro capite più bassi del mondo, nonostante il territorio presenti ingenti risorse naturali.<br />Oltre a vivere nell’insufficienza alimentare a causa della povertà diffusa, la maggior parte dei bambini e dei ragazzi non frequenta la scuola per mancanza di sostegno finanziario, ed è costretta a lavorare, spesso nelle miniere, per la sopravvivenza. La povertà è anche all’origine del fenomeno dei ragazzi di strada, abusati e sfruttati sessualmente, dei matrimoni precoci, come anche della delinquenza e dell’arruolamento nelle milizie armate o nel banditismo. La situazione peggiora nelle zone rurali e si è aggravata con i rifugiati venuti dai paesi vicini. La Chiesa si trova quindi a fronteggiare una serie di sfide che riguardano i bambini e i giovani, fortunatamente non sono pochi quelli che vogliono andare a scuola e istruirsi per costruire il loro futuro, che vanno quindi sostenuti e aiutati. <br />Fri, 21 Jun 2019 12:25:31 +0200AMERICA/NICARAGUA - Prigionieri politici ancora detenuti, chiese assediate, fedeli aggrediti: il dialogo resta la soluzione alla crisihttp://www.fides.org/it/news/66233-AMERICA_NICARAGUA_Prigionieri_politici_ancora_detenuti_chiese_assediate_fedeli_aggrediti_il_dialogo_resta_la_soluzione_alla_crisihttp://www.fides.org/it/news/66233-AMERICA_NICARAGUA_Prigionieri_politici_ancora_detenuti_chiese_assediate_fedeli_aggrediti_il_dialogo_resta_la_soluzione_alla_crisiManagua – Sono passati più di 430 giorni da quando è iniziata la crisi in Nicaragua , ma il 18 giugno è stata confermata la notizia che ci sono ancora prigionieri politici nelle carceri del governo. Secondo le autorità, coloro che sono detenuti non sono prigionieri politici, ma detenuti per altre reati comuni.<br />Purtroppo la tensione nel paese non diminuisce, anzi è cresciuta dopo gli avvenimenti dell’ultima settimana: l'assedio alle chiese da parte di gruppi paramilitari violenti che hanno aggredito e fermato molti cattolici a Leon, Masaya e Managua. Come riferiscono fonti cattoliche, tra cui, Vatican News, "i fatti raccontati dal portavoce della cattedrale, padre Victor Morales, indicano che gruppi di civili legati al governo, si sono riuniti fuori dalla cattedrale domenica scorsa. Alla fine della Messa, mentre alcuni parrocchiani portavano le bandiere nazionali, i gruppi hanno iniziato a lanciare pietre e sassi che hanno colpito alcune persone generando caos e nervosismo all'interno della cattedrale di Managua". Anche durante la celebrazione della Messa per il primo anniversario dell'assassinio del chierichetto Sandor Dolmus , nella cattedrale di León, si sono verificati atti di violenza che hanno causato numerosi feriti.<br />Questa situazione di nuove violenze e provocazioni non è stata commentata ufficialmente dalla Conferenza episcopale , tuttavia alcuni Vescovi hanno denunciato i fatti, anche agli organismi internazionali. Secondo fonti di Fides, la "non risposta" della CEN è "una forma di prudenza ad un conflitto che coinvolge adesso tutti settori del paese. La Chiesa cattolica propone sempre il dialogo, ma sarà sempre a fianco delle vittime delle ingiustizie".<br />Mons. Rolando Álvarez, in un breve messaggio twitter a Fides, ha scritto ieri: "È tempo di unità, è tempo che l'unità cerchi la democrazia in Nicaragua. È l'ora in cui lavoratori, contadini, impiegati dovrebbero sedersi allo stesso tavolo, anche partendo dalle differenze". "Il popolo è il vero costruttore della sua storia. Questo popolo che ha un volto, un nome, un'identità, una dignità. Sono ormai passati i tempi quando altri hanno deciso per noi. Il Corpo e il Sangue di Cristo, ci aiutano in questo titanico, ma possibile, compito".<br />Hernán Salinas, Vicepresidente della Commissione per il Nicaragua della OEA, ha affermato che la situazione in Nicaragua è una delle questioni all'ordine del giorno della 49a Assemblea generale dell'OEA, che si terrà a Medellín, in Colombia, dal 26 al 28 giugno.<br />Mercoledì 19 giugno Human Rights Watch ha invitato i governi delle Americhe e dell'Europa a imporre sanzioni al presidente nicaraguense Daniel Ortega e ad almeno cinque alti funzionari della sicurezza per la repressione delle proteste iniziata nell'aprile 2018. "Daniel Ortega non ha mostrato alcun reale impegno per assicurare la giustizia per le vittime della brutale repressione da parte della polizia nazionale e dei teppisti armati durante le proteste del 2018" ha detto José Miguel Vivanco, direttore delle Americhe presso HRW.<br />Le proteste contro le riforme della sicurezza sociale sono iniziate lo scorso anno e sono cresciute sempre di più per chiedere l'uscita di scena di Ortega e le elezioni anticipate. Le dimostrazioni sono state messe sotto pressione dalle forze di sicurezza e dalle milizie filogovernative, provocando almeno 325 persone uccise, oltre 2.000 ferite e oltre 52.000 fuggiti dal paese, secondo la Commissione interamericana dei diritti umani.<br /> <br />Fri, 21 Jun 2019 11:27:08 +0200AFRICA/COSTA D’AVORIO - “Preservate la pace sociale; no a discorsi incitanti l’odio” chiede ai politici il Presidente della Conferenza Episcopalehttp://www.fides.org/it/news/66232-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_Preservate_la_pace_sociale_no_a_discorsi_incitanti_l_odio_chiede_ai_politici_il_Presidente_della_Conferenza_Episcopalehttp://www.fides.org/it/news/66232-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_Preservate_la_pace_sociale_no_a_discorsi_incitanti_l_odio_chiede_ai_politici_il_Presidente_della_Conferenza_EpiscopaleAbidjan - “La classe politica ivoriana, in particolare tutti coloro che detengono un'autorità, lavori in modo da preservare l'ambiente socio-politico, nella salvaguardia della pace attraverso il rispetto delle regole della democrazia” ha esortato Sua Ecc. Mons. Ignace Bessi Dogbo, Vescovo di Katiola e Presidente della Conferenza Episcopale della Costa d’Avorio, ad Agboville nell’aprire i lavori della 113esima Assemblea Plenaria dei Vescovi ivoriani, il cui tema è “Agire insieme per costruire la Chiesa”.<br />Il Presidente della Conferenza Episcopale della Costa d’Avorio ha incoraggiato tutti coloro che sono impegnati in politica, "a fare tutto il possibile per pacificare l'ambiente socio-politico, evitando ogni violenza verbale”. Riprendendo il tema assembleare, il Vescovo di Katiola ha affermato: "Vorrei invitare tutti i cattolici, qualunque sia il loro livello di integrazione nella società e nella Chiesa, a costruire la Chiesa affinché la Chiesa possa formarli. Insisto affinché ogni cattolico partecipi alla costruzione della Chiesa-Comunione Autonoma affinché la Chiesa-Comunione Autonoma lo costruisca. Costruiamo la Chiesa e la Chiesa ci edificherà”.<br />La Costa d’Avorio si prepara a vivere una lunga campagna elettorale in vista delle elezioni generali che si terranno nell’ottobre 2020 e che sta già suscitando apprensioni per possibili degenerazioni violente. A gennaio i Vescovi avevano chiesto una “riforma effettivamente consensuale della Commissione elettorale indipendente che ne garantisca l'indipendenza” . <br />Fri, 21 Jun 2019 11:21:37 +0200ASIA/PAKISTAN - Attuare la tutela dei diritti delle minoranze: appello della società civilehttp://www.fides.org/it/news/66231-ASIA_PAKISTAN_Attuare_la_tutela_dei_diritti_delle_minoranze_appello_della_societa_civilehttp://www.fides.org/it/news/66231-ASIA_PAKISTAN_Attuare_la_tutela_dei_diritti_delle_minoranze_appello_della_societa_civileIslamabad - Attuare l'ordine della Corte Suprema per la tutela dei diritti delle minoranze, emesso il 19 giugno 2014 e rimasto lettera morta: è l'appello lanciato durante una conferenza della società civile pakistana organizzata nei giorni scorsi a Islamabad da un forum di organizzazioni come: Centro per la giustizia sociale , Commissione per i diritti umani del Pakistan , Commissione nazionale "Giustizia e pace" dei Vescovi cattolici e Cecil and Iris Chaudhry Foundation . <br />Come appreso dall'Agenzia Fides, accademici, giuristi, attivisti per i diritti umani, leader religiosi, esponenti cristiani hanno chiesto un'attuazione tempestiva ed efficace di quella sentenza della Corte Suprema. Durante la conferenza è stato lanciato un rapporto preparato dal CSJ, dal titolo "A Long Wait for Justice", che analizza il rispetto della giustizia in Pakistan e la mancata attuazione di quella importante sentenza del 2014. Le organizzazioni presenti hanno invitato il governi federale e i governi provinciali a "intraprendere misure stringenti e urgenti per rendere esecutiva quella sentenza della Corte Suprema", tuttora senza applicazione.<br />Le Ong ricordano molteplici problemi segnalati in quella sentenza e irrisolti: sicurezza dei luoghi di culto; una politica per la tolleranza religiosa e sociale; l'istituzione di una Commissione nazionale per le minoranze; l'attuazione delle quote riservate alle minoranze nei luoghi di lavoro pubblici; la riforma dei curriculum scolastici. Il tutto per garantire l'adempimento dei diritti delle minoranze.<br />Gli esperti presenti hanno nuovamente approvato le raccomandazioni incluse nella sentenza e nel Rapporto presentato, sostenendo in special modo l'urgenza di istituire una Commissione nazionale per i diritti delle minoranze religiose.<br />Intervenendo in assemblea, l'Arcivescovo Joseph Arshad, Presidente della Commissione "Giustizia e pace", ha invitato il governo ad adempiere all'impegno assunto dal fondatore della patria, Muhammad Ali Jinnah "per garantire l'uguaglianza dei diritti per tutti i cittadini del Pakistan". <br />Parlando ai presenti, Ibn Abdur Rehman, noto attivista per i diritti umani, ha dichiarato che "questo verdetto stabilisce le basi per la protezione e la promozione della libertà religiosa in generale e, in particolare, per la protezione dei diritti delle minoranze". Il direttore esecutivo del Centre for Social Justice, Peter Jacob, valutando la sentenza, ha affermato che "la conformità è debole e sporadica, con livelli di conformità complessivi non superiori al 24%", notando "la mancata volontà tra i responsabili delle decisioni e gli esecutori".<br />L'ex senatore Farhatullah Babar ha ribadito la necessità di "creare un organismo per aiutare a cambiare la mentalità corrente nei riguardi dei cittadini e le comunità delle minoranze", mentre Haris Khali, Segretario generale dell'HRCP, , ha affermato che "i movimenti nella società civile sono necessari per promuovere i valori della tolleranza e del pluralismo tra tutte le comunità religiose". Infine Abdul Hameed Nayyar, docente di fisica, ha osservato la necessità della riforma dell'istruzione, "per rimuovere tutto il materiale di odio insegnato nelle scuole e nelle università e per rendere l'istruzione un mezzo per promuovere la pace, il rispetto e l'accettazione della diversità". <br />Fri, 21 Jun 2019 11:13:03 +0200ASIA/TERRA SANTA - Settant’anni di “Missione Pontificia”, al servizio di “israeliani e palestinesi”http://www.fides.org/it/news/66235-ASIA_TERRA_SANTA_Settant_anni_di_Missione_Pontificia_al_servizio_di_israeliani_e_palestinesihttp://www.fides.org/it/news/66235-ASIA_TERRA_SANTA_Settant_anni_di_Missione_Pontificia_al_servizio_di_israeliani_e_palestinesiGerusalemme – La “Missione pontificia” in Terra Santa compie 70 anni, e in occasione dell’anniversario ridefinisce il proprio campo d’azione. L’organizzazione, fondata nel 1949 su impulso di Papa Pio XII con l’intento primario di soccorrere i profughi palestinesi dopo la creazione dello Stato d’Israele, si ripropone oggi come strumento d’aiuto rivolto “ai bisognosi in Terra Santa, palestinesi e israeliani, di tutte le età e credenze”. Così riferiscono i media ufficiali del Patriarcato latino di Gerusalemme, nel resoconto delle celebrazioni ufficiali dell’anniversario, ospitate martedì 18 giugno presso il Centro Notre Dame de Jerusalem. <br />Era stata la condizione drammatica di moltitudini di palestinesi dopo la proclamazione dello Stato d’Israele a suscitare in Papa Pacelli il desiderio di creare un organismo ecclesiale specifico per aiutarli. Per questo il Catholic Near East Welfare Association , agenzia sotto la giurisdizione della Congregazione per le Chiese Orientali, fu incaricato di creare un ente che offrisse sostegno a bambini, famiglie, malati, anziani e esiliati. Centinaia di migliaia furono i palestinesi costretti a lasciare la loro terra natale e a riparare nella parte del territorio sotto il controllo dell'allora Transgiordania o dell'Egitto. Il 18 giugno 1949 il Cardinale Eugène Tisserant, Segretario del dicastero per le Chiese Orientali, pubblicò il documento che sanciva la nascita della Missione Pontificia.<br />All’inizio, la Missione si occupò di assistere sfollati e rifugiati. Dopo la nascita dell'Unrwa, adattò i suoi programmi per collaborare con tale istituzione dell’Onu per migliorare le condizioni di vita dei palestinesi dei campi profughi. <br />Alla commemorazione di martedì scorso ha preso parte anche l’Arcivescovo Leopoldo Girelli, Nunzio Apostolico in Israele e Cipro, delegato apostolico a Gerusalemme e Palestina, che ha presieduto una celebrazione eucaristica alla presenza del Vescovo Giacinto-Boulos Marcuzzo, Vicario Patriarcale per Gerusalemme e Palestina, e di padre Francesco Patton, Custode della Terra Santa.<br />Durante la sua omelia – riferisce il website del Patriarcato latino di Gerusalemme - l'Arcivescovo ha ricordato la rete di istituzioni ecclesiali operanti nella regione nell’ambito della sanità, dell’educazione e dell’azione sociale, sottolineando che in Terra Santa “non è tanto il numero di cristiani che conta, ma la portata delle loro varie azioni”. <br />Fri, 21 Jun 2019 12:41:40 +0200