Fides News Italianohttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia Fidesen-usASIA/IRAQ - I Vescovi iracheni si appellano al premier e al governo: “si fermi la catastrofe”http://www.fides.org/it/news/55670-ASIA_IRAQ_I_Vescovi_iracheni_si_appellano_al_premier_e_al_governo_si_fermi_la_catastrofehttp://www.fides.org/it/news/55670-ASIA_IRAQ_I_Vescovi_iracheni_si_appellano_al_premier_e_al_governo_si_fermi_la_catastrofeErbil – Il governo nazionale iracheno deve garantire la “tutela necessaria” per i cristiani e per le altre minoranze del Paese, fornire “sostegno finanziario agli sfollati che hanno perduto tutto”, pagare “immediatamente” i salari dei dipendenti statali, indennizzare tutti coloro che hanno subito perdite materiali e assicurare alloggio e continuità nella erogazione dei servizi sociali e scolastici per le famiglie che potrebbero dover trascorrere lungo tempo lontano dalle proprie case. E' pieno di richieste pratiche e urgenti l'appello che il Patriarca caldeo Louis Raphael I Sako e tutti i Vescovi caldei, siro-ortodossi, siro-cattolici e armeni del nord dell'Iraq, hanno diffuso alla fine del loro incontro di martedì 22 luglio, tenutosi a Ankawa e dedicato ai gravi avvenimenti registrati in quella regione nelle ultime settimane, a partire dall'espulsione di cristiani e sciiti dalla città di Mosul decretata dai miliziani dell'auto-proclamato Califfato Islamico. <br />L'appello, pervenuto all’Agenzia Fides, è rivolto in primis al Primo Ministro e al governo nazionale, con una implicita ammissione della loro latitanza. Nel contempo, i Vescovi iracheni invitano “le persone di coscienza in Iraq e in tutto il mondo” a fare pressione sui militanti affinchè si arresti “la distruzione delle chiese e dei monasteri, dei manoscritti, delle reliquie e di tutta l'eredità cristiana, patrimonio iracheno e internazionale inestimabile. Ciò che è stato detto riguardo a un accordo tra i militanti e il clero è falso” prosegue l'appello, ribadendo che “un crimine è un crimine, e non può essere negato o giustificato. Noi attendiamo azioni concrete per rassicurare il nostro popolo, e non soltanto comunicati stampa di denuncia e di condanna”. <br />A tale proposito, i Vescovi esprimono un eloquente apprezzamento per il ruolo assunto dalla regione autonoma del Kurdistan iracheno, apprezzandone la pronta disponibilità ad “accogliere le famiglie sfollate, ad abbracciarle e ad aiutarle. Noi - aggiungono i Capi delle Chiese del nord iracheno - proponiamo la creazione di un comitato congiunto tra il governo regionale e i rappresentanti del nostro popolo per venire incontro alla sofferenza delle famiglie dei rifugiati e migliorare le loro condizioni”. L'appello si chiude con una supplica a Dio Onnipotente affinchè si fermi la catastrofe e sia ristabilita “la sicurezza, la pace e la stabilità in tutto l'Iraq”. Agenzia Fides 23/7/2014).Wed, 23 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA/INDIA - Pastorale delle carceri: la Chiesa denuncia il sovraffollamento e si ispira a p. Kolbehttp://www.fides.org/it/news/55669-ASIA_INDIA_Pastorale_delle_carceri_la_Chiesa_denuncia_il_sovraffollamento_e_si_ispira_a_p_Kolbehttp://www.fides.org/it/news/55669-ASIA_INDIA_Pastorale_delle_carceri_la_Chiesa_denuncia_il_sovraffollamento_e_si_ispira_a_p_KolbeNew Delhi – La Chiesa indiana rafforza il suo impegno nella Pastorale carceraria. Da un lato denunciando il sovraffollamento, annoso problema nelle carceri indiane. D’altro canto scegliendo come figura ispiratrice San Massimiliano M. Kolbe, frate minore conventuale ucciso in un lager nazista ad Auschwitz. Papa Giovanni Paolo II ha canonizzato p. Kolbe come “martire della carità”, proclamandolo “patrono” dei prigionieri.<br />Il sovraffollamento nelle carceri in India si aggrava: secondo gli ultimi dati disponibili, alla fine nel 2012 il numero totale dei detenuti nel paese era di oltre 385mila, su una capacità totale di circa 340mila posti. Alcune strutture ospitano il doppio dei detenuti. Per ridurre il sovraffollamento, il governo indiano ha lanciato, nello scorso decennio, un piano di modernizzazione e ampliamento delle prigioni, costruendo 125 nuove carceri, 1.579 caserme supplementari e 8.658 alloggi per il personale carcerario. <br />Ma, per la Chiesa, la soluzione non è costruire nuove strutture: come afferma una nota inviata a Fides, la via giusta è la prevenzione del crimine, l’educazione pubblica alla legalità e all’etica. E, poi, è avviare percorsi di rieducazione che possano far diventare il soggiorno in un istituto di pena utile per la persona e per la società, non solo un provvedimento punitivo. La figura di p. Kolbe, infine, può essere un riferimento e un’esperienza concreta per annunciare la Buona Novella a chi vive la sofferenza della prigionia.<br />Il braccio esecutivo della Chiesa indiana per farsi “prossima” ai detenuti è l’associazione di apostolato “Prison Ministry India” , avviata 28 anni fa in Kerala, approvata dalla Conferenza episcopale dell'India come una delle sue attività, e oggi rientrante sotto l’egida della Commissione “Giustizia e pace”. I membri della PMI visitano di continuo le carceri e tengono incontri di dialogo e preghiera con i detenuti, gestendo anche centri di riabilitazione per ex detenuti. L’approccio è quello di visitare le carceri, incoraggiando i detenuti a riguadagnare la pace del cuore, stabilendo contatti con le famiglie dei detenuti e fornendo opportunità per la riabilitazione dopo il rilascio. A quest’opera collaborano le “Missionarie della Carità” che hanno aperto una casa, chiamata “Shanti Dhan” per uomini e donne provenienti da esperienza in carcere. <br />Oggi la PMI ha 850 basi sul territorio indiano, 30 centri di riabilitazione e 6.000 volontari in tutta l'India. Organizza continui programmi di sensibilizzazione in parrocchie, università, scuole e altri istituti. Wed, 23 Jul 2014 00:00:00 +0200AMERICA/HONDURAS - Il Vescovo di Choluteca: ogni giorno 5 mila persone obbligate dalla fame mettono a rischio la vita nelle minierehttp://www.fides.org/it/news/55668-AMERICA_HONDURAS_Il_Vescovo_di_Choluteca_ogni_giorno_5_mila_persone_obbligate_dalla_fame_mettono_a_rischio_la_vita_nelle_minierehttp://www.fides.org/it/news/55668-AMERICA_HONDURAS_Il_Vescovo_di_Choluteca_ogni_giorno_5_mila_persone_obbligate_dalla_fame_mettono_a_rischio_la_vita_nelle_miniereCholuteca – Dopo la morte di 8 degli 11 minatori rimasti sepolti nel crollo della miniera Cuculmeca a San Juan Arriba, nel comune di El Corpus, Choluteca , il 2 luglio, il Vescovo di Choluteca, Sua Ecc. Mons. Guy Charbonneau, ha denunciato la situazione di miseria in cui vive la maggior parte delle persone di questa zona del paese, costretta a rischiare la vita per sopravvivere. <br />“Per la Chiesa, la tragedia dei minatori ha come principale causa la condizione di povertà scandalosa e di emarginazione in cui vive la popolazione” ha detto il Vescovo durante l’incontro con i giornalisti in cui ha presentato il suo comunicato sulla vicenda. Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, il Presule ha ricordato che solo nel comune di El Corpus, circa 5.000 persone hanno un lavoro collegato alle miniere, da cui traggono il sostentamento per le loro famiglie. “Si tratta di minatori artigianali su piccola scala – ha detto -, che obbligati dalla fame, tutti i giorni scendono nelle viscere della terra alla ricerca del pane quotidiano, senza attrezzature moderne per proteggere la loro salute e la loro vita”.<br />Mons. Charbonneau ha affermato inoltre che “questo lavoro si svolge in condizioni di semi-schiavitù, ed è un profondo affronto alla dignità umana di uomini, donne e bambini, che hanno come unica alternativa per sopravvivere l'attività mineraria artigianale". Il Vescovo ha espresso poi il dolore della diocesi per la morte di otto persone e ha aggiunto: "siamo impotenti di fronte alla sofferenza del nostro popolo. E manifestiamo pubblicamente la nostra solidarietà con gli uomini impegnati nel settore minerario, nonché con le famiglie dei minatori vivi e di quegli otto uomini che sono morti".<br />Mons. Guy Charbonneau dopo aver lamentato ancora una volta “la situazione del popolo della regione di El Corpus, dovuta al deplorevole abbandono e all'indifferenza delle autorità locali e centrali, senza cercare soluzioni giuste, sostenibili, giuridiche, sociali e ambientali", ha chiesto al Congresso Nazionale la modifica della nuova legge sulle miniere artigianali, in modo di assicurare protezione e sicurezza ai lavoratori. <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/spa/attachments/view/file/honduras_choluteca_2014.pdf">Il Comunicato del Vescovo di Choluteca, in spagnolo:</a>Wed, 23 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA/INDIA - Una scuola speciale per restituire dignità e ruolo sociale ai disabilihttp://www.fides.org/it/news/55667-ASIA_INDIA_Una_scuola_speciale_per_restituire_dignita_e_ruolo_sociale_ai_disabilihttp://www.fides.org/it/news/55667-ASIA_INDIA_Una_scuola_speciale_per_restituire_dignita_e_ruolo_sociale_ai_disabiliThrissur - Essere disabile in India è difficile. Nel 2000, a Thrissur, in Kerala, le suore della Congregazione delle Samaritan Sisters hanno fondato la scuola speciale “Snehadeepthi”, con classi che vanno dalla prescolare alla primaria, alla secondaria fino alla professionale. Da loro i bambini “speciali” ricevono supporto psicofisico e sostegno all’istruzione. I ragazzi più grandi, inoltre, entrano a far parte di programmi di avviamento professionale. Diverse attività che prevedono l’ausilio di macchinari sono state introdotte con l’aiuto del governo statale: si realizzano tra le altre cose piatti di palma, bicchieri di carta, borse di carta, con l’obiettivo di promuovere la futura integrazione dei ragazzi nella società. Snehadeepthi garantisce educazione scolastica e professionale a 140 bambini ed adolescenti con disabilità psichica. Molti di loro appartengono a famiglie povere e hanno meno accesso al lavoro del resto della popolazione. <br />Da bambini la loro possibilità di frequentare la scuola è 4 o 5 volte inferiore a quella degli altri. Su di loro pesano pregiudizi sociali e in qualche caso religiosi, che li relegano ai margini della società. Dal 2000 ad oggi la scuola è cresciuta ed è diventata un punto di riferimento. Le suore stanno pensando di costruire un altro padiglione vicino al futuro Generalato della Congregazione per accogliere nuovi iscritti, oltre ad ottenere un sostegno economico dal governo per 100 bambini. Per far questo dovranno attivare un servizio di fisioterapia, terapia del linguaggio, adeguare gli spazi e garantire almeno 1 insegnante ogni 8 bambini. Quest’anno 18 dei bambini di Snehadeepthi hanno superato gli esami alle scuole statali; 3 hanno partecipato alle Olimpiadi Speciali dell’Asia e del Pacifico svolte in Australia guadagnando ben 3 medaglie. Wed, 23 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA/IRAQ - I jihadisti del “Califfato” attaccano Tilkif, respinti dai Peshmerga curdihttp://www.fides.org/it/news/55666-ASIA_IRAQ_I_jihadisti_del_Califfato_attaccano_Tilkif_respinti_dai_Peshmerga_curdihttp://www.fides.org/it/news/55666-ASIA_IRAQ_I_jihadisti_del_Califfato_attaccano_Tilkif_respinti_dai_Peshmerga_curdiTilkif – Nella tarda serata di ieri, martedì 22 luglio, i miliziani dell'auto-proclamato Califfato Islamico responsabile dell'espulsione di cristiani e sciiti dalla città di Mosul hanno sferrato un attacco a colpi di mortaio contro il villaggio di Tilkif, nel tentativo di penetrare in uno dei centri abitati della Piana di Ninive dove hanno trovato rifugio le famiglie cacciate dalle disposizioni settarie imposte dai gruppi che hanno preso il controllo della seconda città irachena. “L'attacco è partito da un villaggio controllato dai jihadisti - riferisce all'Agenzia Fides il sacerdote caldeo Paul Thabit Mekko - ma è stato respinto dalle truppe curde dei Peshmerga. Nella notte il panico aveva spinto decine di famiglie cristiane a fuggire verso Dohuk, ma i soldati curdi che presidiavano un check point hanno detto loro che la situazione era sotto controllo e potevano rientrare a casa. Il parroco Louis Hadil mi ha confermato che alle quattro del mattino l'emergenza a Tilkif era rientrata”. <br />L'episodio è emblematico dell'incertezza che pesa su tutta l'area: da un lato, l'attacco rappresenta la prova che i miliziani del Califfato Islamico non si accontentano di controllare Mosul e vorrebbero estendere il controllo sulla Piana di Ninive. “Ma la reazione dei Peshmerga – fa notare p. Thabit Mekko - conferma che i curdi sono decisi a proteggere quest'area e sono molto fermi nell'intenzione di respingere ogni tentativo di sfondamento da parte dei miliziani jihadisti. Qui, adesso, a garantire la sicurezza della popolazione ci sono solo le forze militari curde”. .Wed, 23 Jul 2014 00:00:00 +0200AMERICA/COSTA RICA - Il virus chicungunya continua ad allarmare i Paesi dell’America Latinahttp://www.fides.org/it/news/55665-AMERICA_COSTA_RICA_Il_virus_chicungunya_continua_ad_allarmare_i_Paesi_dell_America_Latinahttp://www.fides.org/it/news/55665-AMERICA_COSTA_RICA_Il_virus_chicungunya_continua_ad_allarmare_i_Paesi_dell_America_LatinaSan José - Dopo Haiti e El Salvador , il virus chikungunya arriva anche in Costa Rica. Il Ministero della Sanità di Costa Rica ha appena diffuso notizie riguardo a sei casi di chikungunya registrati nel Paese, ma tutti importati. I sei pazienti contagiati confermati, costaricensi, erano stati nella Repubblica Dominicana, dove è attualmente in corso una epidemia, e hanno sviluppato la malattia in Costa Rica senza presentare ulteriori complicazioni mediche né necessità di ricovero. Secondo i funzionari del Ministero, il virus non è ancora in circolo nel Paese ed è necessario continuare a lavorare per la prevenzione e cercare di arrestarne la diffusione. Il chikungunya è originario dell’Africa, in America è stato riscontrato per la prima volta lo scoroso mese di dicembre nella zona francese di San Martín e da allora si è diffusa in molti Paesi dei Caraibi. Wed, 23 Jul 2014 00:00:00 +0200AMERICA/BRASILE - Missione per liberare: una sfida per l’evangelizzazione; iniziata la Campagna Missionaria 2014http://www.fides.org/it/news/55664-AMERICA_BRASILE_Missione_per_liberare_una_sfida_per_l_evangelizzazione_iniziata_la_Campagna_Missionaria_2014http://www.fides.org/it/news/55664-AMERICA_BRASILE_Missione_per_liberare_una_sfida_per_l_evangelizzazione_iniziata_la_Campagna_Missionaria_2014Brasilia – E' già in movimento in Brasile la macchina della Campagna Missionaria 2014 in vista della Giornata Missionaria Mondiale, che si celebrerà il 18 e 19 ottobre. Il tema centrale è "Missione per liberare", che riprende la Campagna di Fraternità di quest’anno sulla tragica realtà della tratta di esseri umani. “Le vittime di questo crimine rappresentano una delle forme più brutte della schiavitù moderna" sottolinea la nota inviata all’Agenzia Fides dalle Pontificie Opere Missionarie del Brasile. <br />Il materiale per l’animazione è già stato inviato a tutte le diocesi e prelature del Brasile, ed è anche disponibile sul sito delle POM. Si possono scaricare articoli di riflessione, poster, il libretto per la novena, video con testimonianze, il Messaggio del Papa per la Giornata Missionaria, la preghiera missionaria, preghiere dei fedeli, buste per la raccolta delle offerte, depliant e altri sussidi.<br />La Campagna Missionaria, che sarà intensificata nel mese di ottobre, è organizzata dalle POM del Brasile, in collaborazione con la Conferenza Episcopale attraverso la Commissione per l'Azione Missionaria e la Cooperazione Interecclesiale, la Commissione per l'Amazzonia e altre organizzazioni che compongono il Consiglio Missionario Nazionale . <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.pom.org.br/index.php?option=com_content&view=article&id=3132&Itemid=133">Il materiale per la Campagna Missionaria:</a>Wed, 23 Jul 2014 00:00:00 +0200EUROPA/GERMANIA AACHEN - Conferma del Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionariehttp://www.fides.org/it/news/55663-EUROPA_GERMANIA_AACHEN_Conferma_del_Direttore_nazionale_delle_Pontificie_Opere_Missionariehttp://www.fides.org/it/news/55663-EUROPA_GERMANIA_AACHEN_Conferma_del_Direttore_nazionale_delle_Pontificie_Opere_MissionarieCittà del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 2 maggio 2014 ha confermato nell’incarico di Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Germania Aachen per un altro quinquennio , il rev. Mons. Klaus Kramer, del clero della diocesi di Rottenburg-Stuttgart. Wed, 23 Jul 2014 00:00:00 +0200AFRICA/KENYA - Al via i lavori per un nuovo centro per ragazzi disabili nel villaggio di Kandisihttp://www.fides.org/it/news/55662-AFRICA_KENYA_Al_via_i_lavori_per_un_nuovo_centro_per_ragazzi_disabili_nel_villaggio_di_Kandisihttp://www.fides.org/it/news/55662-AFRICA_KENYA_Al_via_i_lavori_per_un_nuovo_centro_per_ragazzi_disabili_nel_villaggio_di_KandisiNairobi - Nel piccolo villaggio di Kandisi, a 25 km dalla capitale Nairobi, presso la missione dell’Opera don Orione in Kenya, sono iniziati i lavori per la costruzione del Centro di riabilitazione e fisioterapia per ragazzi con disabilità. Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, attualmente è già in funzione nello stesso luogo un centro di ortocultura, nel quale i ragazzi e le ragazze con limiti e disabilità socializzano, imparano a rendersi utili e a sviluppare le proprie capacità in un contesto umano e religioso che promuove la loro dignità. <br />Il Centro in via di costruzione andrà ad affiancare e ad ampliare questo tipo di attività, in modo da garantire a queste persone un’assistenza e un aiuto sempre maggiore, secondo lo spirito orionino.<br />La realizzazione di queste opere è possibile grazie al contributo di alcuni benefattori che sostengono le iniziative dei Padri Orionini, che in questa parte del Kenya hanno in cura una parrocchia che accoglie molti abitanti di villaggi dell’etnia Masai. In Kenya la Chiesa gestisce 2.805 strutture sanitarie e assistenziali, di cui 86 centri per anziani, invalidi ed handicappati. Wed, 23 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA/CINA - Troppo tempo al computer o al cellulare, troppo poco per leggere la Bibbiahttp://www.fides.org/it/news/55661-ASIA_CINA_Troppo_tempo_al_computer_o_al_cellulare_troppo_poco_per_leggere_la_Bibbiahttp://www.fides.org/it/news/55661-ASIA_CINA_Troppo_tempo_al_computer_o_al_cellulare_troppo_poco_per_leggere_la_BibbiaPechino – Tra le diverse iniziative legate alla diffusione della Bibbia e alla promozione della sua conoscenza nella Cina continentale, di cui l’Agenzia Fides ha ricevuto notizia, riportiamo quella denominata “trasmissione della Sacra Scrittura in famiglia”, che è promossa da 4 stazioni missionarie della periferia sud di Pechino. Iniziata il primo luglio, si concluderà il 30 giugno 2015, per festeggiare i 5 anni della loro fondazione. Secondo il sacerdote organizzatore, “le gente di oggi spreca troppo del suo tempo con computer e cellulari, poca gente pensa a leggere un po’ la Parola di Dio, soprattutto i giovani. Quindi vogliamo sollecitare ed aiutare le famiglie a prendere l’abitudine di leggere la Bibbia insieme, ad applicare la Parola di Dio alla vita, trasformandosi in cristiani autentici”. <br />Per realizzare l’iniziativa, il sacerdote porta una copia della Bibbia e una candela benedetta ad una famiglia che si rende disponibile. La famiglia prepara un piccolo altare al centro della propria casa dove viene collocata la Bibbia e la candela accesa, ricordando che la Parola di Dio illumina e guida la vita dei fedeli. Durante la settimana, tutti i membri della famiglia si impegnao a leggere e a condividere la Parola di Dio insieme, secondo le indicazioni date dal sacerdote. Alla fine della settimana il sacerdote porta la Bibbia in un’altra famiglia e così via.<br />Tra le altre iniziative bibliche, cento copie della Bibbia sono state distribuite il 18 luglio dal parroco della parrocchia di Nostra Signora del Monte Carmelo di Pechino, accompagnato da un gruppo di parrocchiani, agli universitari che partecipavano al campeggio estivo. La parrocchia sta concludendo le celebrazioni per il centenario della ricostruzione , e secondo il parroco, si è trattato di “un gesto di carità, di evangelizzazione scaturito dalle nostre celebrazioni per il centenario”.<br />Anche la diocesi di Cang Zhou della provincia di He Bei, è impegnata a promuovere la lettura della Parola di Dio nelle parrocchie e nelle comunità ecclesiali di base. Wed, 23 Jul 2014 00:00:00 +0200AMERICA/NICARAGUA - L’arcidiocesi di Managua condanna l’atto criminale contro civili innocenti di sabatohttp://www.fides.org/it/news/55660-AMERICA_NICARAGUA_L_arcidiocesi_di_Managua_condanna_l_atto_criminale_contro_civili_innocenti_di_sabatohttp://www.fides.org/it/news/55660-AMERICA_NICARAGUA_L_arcidiocesi_di_Managua_condanna_l_atto_criminale_contro_civili_innocenti_di_sabatoManagua – L'Arcidiocesi di Managua ha espresso "profondo dolore e sdegno per l'atto criminale terribile accaduto sabato scorso contro i fratelli nicaraguensi che rientravano nelle loro case dopo la celebrazione del 19 luglio a Managua". Con molta violenza infatti sono stati attaccati diversi pullman su cui viaggiavano le persone di rientro dalle celebrazioni del 19 luglio, 35° anniversario della Revolución Popular Sandinista, provocando cinque morti e una ventina di feriti. <br />L’aggressione è avvenuta in due luoghi diversi: nel comune di San Ramón, dipartimento di Matagalpa, al nord di Managua, e nel comune di San Juan de Limay, dipartimento di Estelí. La comunità nazionale è rimasta scioccata da questa azione terroristica che, secondo le reti sociali del paese, viene attribuita ad un gruppo auto denominato Fuerzas Democráticas Nicaragüenses .<br />Attraverso una dichiarazione inviata all’Agenzia Fides dall'arcidiocesi di Managua, il Cardinale Arcivescovo, Leopoldo José Brenes, insieme al Vescovo ausiliare Silvio Josè Baez, condannano "l'atto di violenza che viene a gettare nel lutto le famiglie di coloro che sono morti e tutto il paese che vive con dolore e repulsione tale atto così inumano e irrazionale". Il testo invita parrocchie e comunità a celebrare giovedì 24 luglio una Messa per le vittime di questo atto terroristico, e a promuovere “una Ora Santa dinanzi a Gesù sacramentato per implorare il dono della pace per il nostro paese". <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/spa/attachments/view/file/Managua_comunicadoarquidiocesis21jul14.pdf">Il testo integrale del Comunicato dell’Arcidiocesi Managua (in spagnolo):</a>Tue, 22 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA/IRAQ - Ultimo esodo da Mosul, coinvolti quasi tremila cristianihttp://www.fides.org/it/news/55659-ASIA_IRAQ_Ultimo_esodo_da_Mosul_coinvolti_quasi_tremila_cristianihttp://www.fides.org/it/news/55659-ASIA_IRAQ_Ultimo_esodo_da_Mosul_coinvolti_quasi_tremila_cristianiMosul – Gli ultimi cristiani che hanno lasciato Mosul dopo l'ultimatum rivolto loro dai jihadisti dell'auto-proclamato Califfato Islamico sono quasi tremila. Un numero molto più alto delle stime approssimative finora circolate, secondo cui soltanto poche centinaia di battezzati erano rimasti a Mosul dopo che la seconda città irachena era stata occupata degli insorti sunniti guidati dai miliziani dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante . Lo conferma all'Agenzia Fides il medico triestino Marzio Babille, responsabile Unicef per l'Iraq. “La maggior parte di loro - riferisce Babille - si è mossa verso la tradizionale direttrice nord che da Mosul va verso i centri abitati di Tilkif, Batnaya e Alqosh. Una quarantina di famiglie si sono spostate a est, verso Qaraqosh, e una trentina sono state accolte nella provincia di Dohuk. Venti famiglie hanno raggiunto Erbil, la capitale della regione autonoma del Kurdistan iracheno, dove è stato creato un piccolo centro di accoglienza in collaborazione con l'arcidiocesi caldea”. .Tue, 22 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA/INDIA - Violenza religiosa in crescita in Uttar Pradeshhttp://www.fides.org/it/news/55658-ASIA_INDIA_Violenza_religiosa_in_crescita_in_Uttar_Pradeshhttp://www.fides.org/it/news/55658-ASIA_INDIA_Violenza_religiosa_in_crescita_in_Uttar_PradeshLucknow – La violenza su base religiosa e l’odio disseminato dai gruppi estremisti indù sono in crescita nello stato indiano di Uttar Pradesh, nell’India settentrionale. Lo denuncia all’Agenzia Fides la Commissione sulla libertà religiosa della “Evangelical Fellowship of India”, condannando i recenti incidenti che hanno visto i cristiani come vittime di atti violenti di intolleranza. <br />La Commissione ricorda “il vile attacco” alla chiesa del Nazareno a Sehkari Nagar, avvenuto il 16 luglio 2014, affermando che “esso è la diretta conseguenza della rapida crescita del radicalismo religioso in Uttar Pradesh”. Secondo il racconto dei Pastori protestanti e di altri membri delle diverse chiese locali, l’attacco alla chiesa del Nazareno è opera di un gruppo di attivisti del “Bajrang Dal”, formazione di militanti induisti. Gli aggressori, riferiscono a Fides, sono stati guidati da Hemant Singh, identificato come coordinatore del “Bajrang Dal” della zona. Il gruppo ha saccheggiato la chiesa, picchiato il Pastore, rotto la croce e altri arredi della chiesa. <br />Il rev. Paul, vittima dell’aggressione, ha raccontato che “i militanti hanno fatto irruzione all’improvviso, iniziando a percuotere i fedeli e a devastare tutto, profanando l’altare, e poi issando una bandiera color zafferano sulla porta della chiesa”. I cristiani hanno presentato formale denuncia e la polizia locale ha effettuato alcuni arresti, ma i militanti hanno inscenato proteste chiedendo il rilascio dei fermati. <br />Altri episodi di violenza sono avvenuti di recente in Uttar Pradesh: il 7 luglio 2014, una chiesa nel villaggio di Saraiya è stata attaccata da estremisti indù e si sono registrate minacce e altri casi minori. I fedeli nello stato chiedono ad Akhilesh Yadav, Primo Ministro dell'Uttar Pradesh, di prendere atto di questi attacchi contro la comunità cristiana e di avviare un'azione urgente per proteggerla. Tue, 22 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA/TERRA SANTA - Il Patriarca emerito Sabbah: a Gaza non cè una guerra, ma un inutile massacrohttp://www.fides.org/it/news/55656-ASIA_TERRA_SANTA_Il_Patriarca_emerito_Sabbah_a_Gaza_non_ce_una_guerra_ma_un_inutile_massacrohttp://www.fides.org/it/news/55656-ASIA_TERRA_SANTA_Il_Patriarca_emerito_Sabbah_a_Gaza_non_ce_una_guerra_ma_un_inutile_massacroGaza – Nella notte tra lunedì 21 e martedì 22 luglio le operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza hanno provocato nuove distruzioni e vittime tra la popolazione civile. I palestinesi uccisi hanno superato di numero di 580, mentre tra i soldati israeliani ci sono stati finora 27 morti. Nell'ultima tornata di raid israeliani sono state colpiti anche quattro moschee e alcuni presidi sanitari. <br />“Quello che sta succedendo a Gaza” dichiara all'Agenzia Fides Sua Beatitudine Michel Sabbah, Patriarca emerito di Gerusalemme dei Latini, “non è una guerra, ma è piuttosto un massacro. Un massacro inutile, che non farà avanzare nemmeno di un passo Isrele verso la pace e la sicurezza. Al contrario, con tutti questi sacrifici umani, i cuori di israeliani e palestinesi si sono riempiti di nuovo odio”. Secondo il Patriarca emerito, “i mezzi per arrivare alla pace non possono che essere mezzi di pace. Da sessant'anni vediamo che le guerre, le armi, i massacri sono incapaci di garantire qualsiasi tipo di pace”. A giudizio di S. B. Sabbah, “l'unica via per uscire dalla spirale della violenza e della distruzione è quella di affrontare la questione di fondo, cioè l'occupazione israeliana dei Territori palestinesi. Ci sarà pace e sicurezza solo quando Israele riconoscerà la libertà e la sovranità dello Stato palestinese. Ma forse per questo dovremo aspettare una nuova generazione di capi israeliani. Gli attuali leader credono solo nella forza militare. Hanno armi sofisticate per uccidere, e nessuna forza per fare la pace”. .Tue, 22 Jul 2014 00:00:00 +0200EUROPA/SPAGNA - Marcia per la solidarietà: 1600 milioni di disoccupati e 400 milioni di piccoli schiavi nel mondohttp://www.fides.org/it/news/55655-EUROPA_SPAGNA_Marcia_per_la_solidarieta_1600_milioni_di_disoccupati_e_400_milioni_di_piccoli_schiavi_nel_mondohttp://www.fides.org/it/news/55655-EUROPA_SPAGNA_Marcia_per_la_solidarieta_1600_milioni_di_disoccupati_e_400_milioni_di_piccoli_schiavi_nel_mondoMadrid - Disoccupazione e schiavitù sono due facce della stessa medaglia. I giovani di tutto il mondo sono schiavi o vengono sfruttati. Dal lavoro fatto con le mani di 400 milioni di bambini provengono vestiti, scarpe, frutta, cereali, fiori. A questi si affiancano 1600 milioni di disoccupati in tutto il mondo. Sono tante le situazioni di fronte alle quali non si può rimanere indifferenti, i bambini immigrati, quelli di strada in Argentina, le madri di quelli uccisi violentemente in Venezuela. Per protestare contro queste ingiustizie, Camino Juvenil Solidario , sezione giovanile spagnola del Movimento Culturale Cristiano, ha invitato tutti i giovani di Spagna a prendere parte ad una iniziativa solidale per questa estate 2014. <br />Dopo anni di preparativi e contatti con diversi gruppi e organizzazioni spagnole e di altri Paesi, CJS propone la “Marcia per la solidarietà 2014”, che percorrerà il Paese partendo da diversi luoghi per arrivare tutti insieme a Madrid. Centinaia di singole persone e associazioni hanno aderito e aperto le porte a tutti quelli che vi prendono parte , sostenendo iniziative in villaggi e città, attraverso canti, balli, pitture, e mettendo in scena la vita di Iqbal Masih, ragazzo schiavo assassinato in Pakistan il 16 aprile del 1995 per la lotta per la libertà dalla schiavitù dei minori. Nei luoghi dove passeranno i diversi gruppi, ci saranno attività pubbliche solidali con i bambini schiavi e i disoccupati, teatro, musica, passeggiate in bicicletta, manifestazioni, punti informativi, attività culturali. La Marcia si concluderà a Madrid sabato 26 luglio, con la riunione dei gruppi e la fine congiunta di tutte le attività. Tue, 22 Jul 2014 00:00:00 +0200AFRICA/SUD SUDAN - Tassi di malnutrizione infantile alle stelle: +73% rispetto a tutto il 2013http://www.fides.org/it/news/55654-AFRICA_SUD_SUDAN_Tassi_di_malnutrizione_infantile_alle_stelle_73_rispetto_a_tutto_il_2013http://www.fides.org/it/news/55654-AFRICA_SUD_SUDAN_Tassi_di_malnutrizione_infantile_alle_stelle_73_rispetto_a_tutto_il_2013Leer - Dopo gli attacchi alle strutture mediche, un’altra piaga che affligge il Sud Sudan in questo periodo così critico, sono i tassi di malnutrizione infantile arrivati a livelli allarmanti. Da quando è scoppiato il conflitto a dicembre, sono saliti alle stelle in alcune zone degli stati di Upper Nile, Unity e Jonglei . Più di 13.270 bambini, per la maggior parte sotto i cinque anni, sono stati inseriti all’interno dei programmi alimentari della ong Medici Senza Frontiere in Sud Sudan dall’inizio dell’anno. Un numero pari al 73% delle 18.125 ammissioni registrate durante tutto il 2013. Nella città di Leer, le équipe di MSF trattavano 40 casi di malnutrizione al mese prima dello scoppio delle ostilità, oggi sono saliti a più di mille. Violenze, sfollamenti e carenza di cibo sono le principali cause di questo picco e del crescente numero di piccoli che necessitano di cure mediche urgenti. <br />Nello Unity State, la portata della malnutrizione è divenuta evidente a maggio, quando le persone sfollate in seguito ai combattimenti sono tornate a Leer dopo aver vissuto per mesi nella boscaglia. Nella città sono state ricoverate più persone per malnutrizione nel corso degli ultimi due mesi che in tutto il 2013 . A Bentiu, nella struttura specializzata di MSF avviata nel maggio 2014 per trattare persone gravemente malnutrite che soffrivano di complicazioni mediche , sono già stati ammessi 239 bambini, di cui 42 sono morti. Nello Stato di Jonglei, le strutture di MSF a Lankien e Yuai hanno visto un aumento del 60% di ricoveri nei primi sei mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, passando da una media di 175 al mese nel 2013 a una di 290 nel 2014. Nell’Upper Nile State, a nord di Malakal, le équipe di MSF hanno preso in cura 2.064 persone, soprattutto bambini. Una recente ricerca in quell’area ha rilevato elevati tassi di mortalità. Le moltissime persone sfollate nella boscaglia hanno perso il loro bestiame, le colture, le sementi e gli attrezzi agricoli. Vivono in mezzo all’acqua fangosa e stagnante e stanno cercando di sopravvivere mangiando solo radici e foglie. La violenza ha interrotto la semina e ha impedito la raccolta delle colture. Le scorte alimentari esistenti sono state distrutte o saccheggiate. I mercati sono stati chiusi e le strade sono impraticabili a causa del conflitto. La stagione delle piogge attualmente in corso e l’annuale ‘stagione magra’ stanno esacerbando la crisi alimentare. Tue, 22 Jul 2014 00:00:00 +0200AMERICA/REPUBBLICA DOMINICANA - Nonostante qualcuno promuova l’odio, la Chiesa è impegnata per la convivenza pacificahttp://www.fides.org/it/news/55653-AMERICA_REPUBBLICA_DOMINICANA_Nonostante_qualcuno_promuova_l_odio_la_Chiesa_e_impegnata_per_la_convivenza_pacificahttp://www.fides.org/it/news/55653-AMERICA_REPUBBLICA_DOMINICANA_Nonostante_qualcuno_promuova_l_odio_la_Chiesa_e_impegnata_per_la_convivenza_pacificaSanto Domingo – Alcuni settori della società dominicana promuovono l'odio e il risentimento tra la popolazione dominicana e quella haitiana. E’ quanto si legge nell'editoriale dell’ultimo numero del settimanale cattolico "Camino", del 20 luglio. "Non lasciano spazio alla riconciliazione e alla ricerca di alternative per progetti nazionali da fare insieme" afferma l'editoriale, senza tuttavia citare per nome chi siano costoro. Il testo ricevuto da Fides riporta inoltre che, nel caso dei rapporti tra Haiti e la Repubblica Dominicana, c'è una sorta di guerra permanente, caratterizzata da incomprensioni e mancanza di visione unitaria per affrontare un futuro condiviso. "Quante ore perdute a promuovere il risentimento e l'odio su entrambi i lati del confine" si legge nel testo. <br />Ricordando che i due paesi sono destinati a condividere lo stesso territorio, la stessa isola, e nessuno dei due si muoverà, né traslocherà, né potrà mai farlo, si ribadisce: "Abbiamo solo una via di uscita: la convivenza pacifica". Nella conclusione il messaggio è tuttavia ricco di speranza: chiede di cogliere le opportunità da parte di entrambi i paesi, imparando da altre nazioni che condividono i confini e che riescono a realizzare progetti comuni nelle aree tecnologiche, ecologiche, educative, industriali e culturali. L’editoriale si augura infine che l'incontro dei rappresentanti dei due governi, tenutosi da poco a Juan Dolio , riesca ad aprire le porte a una nuova fase nella vita di entrambi i popoli.<br />Dal 10 al 12 luglio infatti i rappresentanti dei due governi dell’isola si sono incontrati per la terza volta per rivedere ufficialmente gli accordi proposti da entrambi i paesi in materia di commercio, sanità, emigrazione, agricoltura, sicurezza e ambiente. L'incontro, definito storico per la presenza dei due principali rappresentanti, il ministro della presidenza dominicano Gustavo Montalvo e il primo ministro haitiano Laurent Lamothe, ha portato alla decisione, tra le altre cose, di regolare i flussi migratori e facilitare la documentazione dei cittadini di entrambi i paesi. Haiti ha annunciato il suo programma di identificazione e per fornire la documentazione ai cittadini haitiani nella Repubblica Dominicana, con una riduzione sostanziale dei costi di emissione del passaporto. I due paesi hanno discusso anche la necessità di specificare un trattato di estradizione per consentire il perseguimento dei malviventi che cercano rifugio nel territorio dell’altro paese, al fine di consegnarli alla giustizia. Tue, 22 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA/VIETNAM - “Il Relatore speciale Onu sulla libertà religiosa abbia pieno accesso a tutte le comunità”http://www.fides.org/it/news/55652-ASIA_VIETNAM_Il_Relatore_speciale_Onu_sulla_liberta_religiosa_abbia_pieno_accesso_a_tutte_le_comunitahttp://www.fides.org/it/news/55652-ASIA_VIETNAM_Il_Relatore_speciale_Onu_sulla_liberta_religiosa_abbia_pieno_accesso_a_tutte_le_comunitaHanoi – Il Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di religione, Heiner Bielefeldt, in visita in Vietnam dal 21 al 31 luglio, “abbia accesso completo a tutte le parti del paese e incontri tutte le comunità religiose”: è quanto chiedono Ong e associazioni e attivisti per i diritti umani come “Christian Solidarity Worldwide” . In una nota inviata a Fides, l’Ong ricorda critiche e preoccupazioni sollevate dal nuovo decreto che disciplina gli affari religiosi, il cosiddetto “Decreto 92”, che lascia poteri piuttosto arbitrari ai funzionari governativi.<br />Il Relatore speciale visita un paese per conoscere meglio la situazione locale, riguardo alla promozione e tutela della libertà di religione, agli ostacoli al godimento di tale diritto. La visita di Bielefeldt prevede incontri con vari funzionari del governo e delle autorità locali, nonché con rappresentanti delle comunità religiose e organizzazioni della società civile. Al termine della visita, Bielefeldt terrà una conferenza pubblica ad Hanoi, il 31 luglio, e presenterà una relazione contenente le sue conclusioni e raccomandazioni al Consiglio Onu per i diritti umani nel 2015.<br />Secondo una ricerca compiuta da CSW, nel 2013 e nel 2014 le violazioni della libertà religiosa e gli abusi sulle comunità religiose in Vietnam includono molestie, intimidazioni e monitoraggio intrusivo, arresti, torture e uccisioni extragiudiziali. Le vittime sono sia i “neo convertiti”, sia membri di comunità religiose di antica tradizione, come protestanti, cattolici, buddisti Hoa Hao, musulmani, altri buddisti, seguaci del Cao. <br />CSW condivide le preoccupazioni espresse dai leader religiosi sul Decreto 92 sulle attività, “che contiene una terminologia vaga e ambigua, e pone le basi per l'introduzione di nuovi ostacoli burocratici alle attività pacifiche e legali dei credenti”. Ricorda poi le notizie di gravi violazioni delle libertà sulle comunità cristiane protestanti negli altopiani centrali e del nord-ovest, e sulle comunità cattoliche in varie parti del paese. Incoraggia, dunque, il Relatore speciale a incontrare queste comunità. Tue, 22 Jul 2014 00:00:00 +0200OCEANIA/ISOLE FIJI - Un Seminario del Pacifico ha accesso on-line alle migliori risorse librarie del mondohttp://www.fides.org/it/news/55651-OCEANIA_ISOLE_FIJI_Un_Seminario_del_Pacifico_ha_accesso_on_line_alle_migliori_risorse_librarie_del_mondohttp://www.fides.org/it/news/55651-OCEANIA_ISOLE_FIJI_Un_Seminario_del_Pacifico_ha_accesso_on_line_alle_migliori_risorse_librarie_del_mondoSuva – Grazie alle nuove tecnologie e all’impegno delle Pontificie Opere Missionarie, l’isolamento e scarse opportunità culturali di una piccola isola del Pacifico sono dimenticati. Nelle isole Fiji il Seminario Regionale del Pacifico a Suva, i seminaristi hanno trovato una piacevole sorpresa: nella biblioteca del Seminario sono stati catalogati e resi disponibili per gli studenti oltre circa 19mila tra testi e materiali di studio da centri studi e biblioteche di tutto il mondo. Una risorsa di valore inestimabile.<br />Tutto ciò si è attuato, come riferito a Fides, grazie a un progetto sponsorizzato dalle Pontificie Opere Missionarie in Australia: il progetto “Condivisione della Parola”, iniziativa che collega le biblioteche di centri cattolici di tutto il mondo. In tal modo seminaristi e studenti di teologia in Africa, Asia e Oceania possono avere a disposizione le migliori risorse possibili, proprio come se studiassero in Europa. Il progetto intende fornire a ogni studente di teologia parità di accesso alle migliori risorse librarie esistenti al mondo. <br />Infatti spesso nei Seminari di paesi di Africa, Asia e Oceania, le risorse bibliotecarie sono scarse e isolate. Questa carenza si riverbera sulla formazione degli studenti. Le Pontificie Opere Missionarie in Australia sono l'agenzia leader per il progetto, ideato e lanciato nel 2013. Il primo passo è l'aggiornamento delle biblioteche dei Seminari, dove viene installato un sistema di automazione bibliotecaria . <br />Si inizia così il lavoro di catalogazione e di condivisione, ma naturalmente, serve una connessione Internet abbastanza veloce, che è stata fornita a Suva. “Catholic Mission” assisterà ogni Seminario che sposa il progetto per acquisire un server e un certo numero di postazioni di lavoro per bibliotecari e studenti, in modo da poter accedere sempre più facilmente alle risorse disponibili. Mon, 21 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA/FILIPPINE - I missionari per lo sviluppo dei popoli indigeni a Mindanaohttp://www.fides.org/it/news/55650-ASIA_FILIPPINE_I_missionari_per_lo_sviluppo_dei_popoli_indigeni_a_Mindanaohttp://www.fides.org/it/news/55650-ASIA_FILIPPINE_I_missionari_per_lo_sviluppo_dei_popoli_indigeni_a_MindanaoSultan Kundarat – Promuovere lo sviluppo umano e l’istruzione dei popoli indigeni Manobo-Dulangan, nella provincia di Sultan Kudarat, a Mindanao: è questo l’impegno dei missionari Oblati di Maria Immacolata, presenza radicata sulla grande isola nel Sud delle Filippine.<br />P. Renan Aban, che ha operato come Coordinatore della pastorale dei popoli indigeni nella Conferenza episcopale locale, continua a fornire borse di studio a ragazzi delle scuole elementari attraverso il “Fondo Missionario Oblato”. Nel nuovo anno scolastico, 60 bambini indigeni avranno alloggio, cibo e scuola gratis. <br />Se il programma educativo è una delle priorità, lo sforzo dei missionari si concentra anche nella formazione degli adulti e nella promuovere tra i Monobo-Dulangan coscienza dei loro diritti. Il fine è garantire la conservazione del patrimonio culturale della tribù. I leader tribali sono più consapevoli del fatto che essi non camminano da soli, ma sono accompagnati dalla Chiesa. <br />I missionari adottano uno stile di “immersione” nella realtà tribale. I Manobo-Dulangan vivono perlopiù soddisfando i bisogni giornalieri, forti di un profondo spirito di comunità e di condivisione.<br />La loro presenza è spesso del tutto ignorata dalle istituzioni: recenti contratti e appalti affidati dal governo per lo sfruttamento forestale e minerario dei terreni dove vivono i Manobo ne mettono a repentaglio la sopravvivenza. Tutto ciò accade, notano i missionari Oblati, senza alcun riferimento alla Convenzione dei diritti dei popoli indigeni, approvata dal governo filippino già nel 1997 e senza alcun previo consenso da parte dei Manobo-Dulangan. Le terre ancestrali della tribù Manobo-Dulangan vengono sfruttate, i terreni da loro coltivati vengono irrimediabilmente e le risorse forestali bruscamente sono diminuite. Grazie al sostegno dei missionari, la voce dei Manobo-Dulangans può essere ascoltata dalle istituzioni civili e i popoli indigeni possono far valere i propri diritti, afferma p. Aban in una nota inviata a Fides. Mon, 21 Jul 2014 00:00:00 +0200