Fides News - Italianhttps://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.AMERICA/URUGUAY- Sr. Jolanta Elżbieta Płomińska, SSPC, nuova direttrice delle Pontificie Opere Missionariehttps://www.fides.org/it/news/77462-AMERICA_URUGUAY_Sr_Jolanta_Elzbieta_Plominska_SSPC_nuova_direttrice_delle_Pontificie_Opere_Missionariehttps://www.fides.org/it/news/77462-AMERICA_URUGUAY_Sr_Jolanta_Elzbieta_Plominska_SSPC_nuova_direttrice_delle_Pontificie_Opere_MissionarieCittà del Vaticano - Il Cardinale Luis Antonio G. Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione , ha nominato, in data 27 gennaio 2026, la Rev. Sr. Jolanta Elżbieta Płomińska, Miss. Di San Pietro Claver, direttrice nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Uruguay per il quinquennio 2026-2031.<br />La nuova direttrice delle Pom in Uruguay ha 50 anni ed è nata a Kodrąb il 1 marzo del 1976. Ha un’imponente esperienza missionaria svolta in Camerun, Brasile, Kenia, e-Swatini e Capo Verde. Ha lavorato per la formazione dei missionari, delle famiglie e dei giovani, a Nichelino . Dal 2014 al 2017 è stata formatrice delle giovani suore e dal 2017 al 2021 Direttrice del Collegio Mater Ecclesiae sotto il Dicastero per l’Evangelizzazione . Dal 2022 è Superiora della Comunità di Montevideo e dal 2023 fa parte dell’équipe missionaria dell’Arcidiocesi e dell’équipe missionaria nazionale. Ha frequentato il master in spiritualità missionaria presso la Pontificia Università Urbaniana ed il Corso per i formatori all’Angelicum. Possiede la licenza in missiologia ottenuta alla Pontificia Università Urbaniana.<br /> Wed, 11 Mar 2026 13:23:51 +0100AFRICA/CONGO RD - Nuovi bombardamenti con droni su Gomahttps://www.fides.org/it/news/77461-AFRICA_CONGO_RD_Nuovi_bombardamenti_con_droni_su_Gomahttps://www.fides.org/it/news/77461-AFRICA_CONGO_RD_Nuovi_bombardamenti_con_droni_su_GomaKinshasa – Continuano gli attacchi di droni armati su Goma, il capoluogo del Nord Kivu dal gennaio 2025 sotto il controllo dei guerriglieri dell’M23. Dopo i bombardamenti di ieri, 10 marzo, che hanno colpito la zona residenziale nel centro città causando un numero imprecisato di vittime, si registrano anche oggi ulteriori bombardamenti. Tra le vittime c’è un 'operatrice umanitaria francese dell'UNICEF, secondo quanto ha riferito il Presidente francese Emmanuel Macron in un post su 'X'.<br />L’esercito congolese dispone di droni armati di fabbricazione cinese e turca che sono stati impiegati a per colpire le posizioni dell’M23 nel Sud Kivu, e poi a fine febbraio per uccidere Willy Ngoma, il portavoce dell’M23, in un attacco condotto nei pressi della strategica area mineraria di Rubaya, nel territorio di Masisi, nella provincia del Nord Kivu .<br />A dare manforte nell’utilizzo dei droni all'esercito congolese vi sono alcune compagnie militari private, tra cui Vectus di Erik Prince, ex capo della compagnia militare privata Blackwater.<br />Nel caso dei bombardamenti di Goma però fonti della MONUSCO sollevano dubbi sulla provenienza dei velivoli che colpiscono la città. “Diverse analisi incrociate suggeriscono che il velivolo potrebbe essere partito dal Ruanda. La distanza e le capacità tecniche non corrispondono alle basi note dell'esercito congolese nella regione” afferma una fonte della missione ONU.<br />"Tecnicamente, è difficile immaginare droni governativi che decollano da Kisangani o dal Burundi per raggiungere Goma. La gittata, il controllo e le capacità logistiche richieste semplicemente non sono all'altezza" spiega uno specialista a Grand Lac Confidentiel. La stessa area presa di mira, una zona residenziale dove vivono cittadini congolesi, e non l’area dove sono alloggiati i vertici dell’M23, sembra suggerire - secondo le fonti- che si tratti di un attacco “sotto falsa bandiera”, una provocazione per screditare il governo di Kinshasa.<br />Si tratta al momento solo di speculazioni tratte da fonti anonime attribuite a funzionari della MONUSCO. Ma che rendono bene l’idea di come la prima vittima di ogni guerra sia la verità. In ogni caso dopo l’appoggio ricevuto dall’amministrazione Trump, desiderosa di mettere le mani sulle risorse minerarie congolesi , le FARDC sono passate all’offensiva nel Sud e nel Nord Kivu. E un disegno volto a screditare agli occhi della comunità internazionale il governo di Kinshasa potrebbe fare parte della strategia per cercare di fermare la progressione dell’esercito congolese. <br />Wed, 11 Mar 2026 11:59:41 +0100AFRICA/ETIOPIA - Appello dei vescovi del Paese: "Esortiamo tutti gli etiopi a resistere all'odio"https://www.fides.org/it/news/77460-AFRICA_ETIOPIA_Appello_dei_vescovi_del_Paese_Esortiamo_tutti_gli_etiopi_a_resistere_all_odiohttps://www.fides.org/it/news/77460-AFRICA_ETIOPIA_Appello_dei_vescovi_del_Paese_Esortiamo_tutti_gli_etiopi_a_resistere_all_odioAddis Abeba – "Qualsiasi atto di violenza contro persone indifese non può essere giustificata da alcun insegnamento religioso, culturale o politico" dicono i vescovi della Conferenza episcopale cattolica etiope condannando gli atti di violenza e le atrocità commesse contro i civili in varie parti del Paese, in particolare i recenti massacri nella zona di Arsi, in Oromia. <br /><br />La CBCE è "profondamente addolorata per le efferate e disumane uccisioni e distruzioni di proprietà che prendono di mira persone innocenti in diverse aree del nostro Paese, e in particolare per la ricorrente brutalità nella zona di Arsi" cita la dichiarazione, firmata dal Cardinale Berhaneyesus, C.M., Arcivescovo Metropolita e Presidente della CBCE, pubblicata il 9 marzo 2026.<br /><br />Sottolineando la posizione della Chiesa, i presuli affermano: "la nostra Chiesa condanna fermamente questo atto disumano. Pertanto, al fine di garantire la sicurezza e l'incolumità dei cittadini, esortiamo il governo ad adottare tutte le misure necessarie per mantenere lo stato di diritto".<br /><br />La stampa locale riporta che i massacri di Arsi rappresentano una tragica escalation di violenza, dove le violazioni dei diritti umani hanno raggiunto livelli catastrofici. Distretti come Shirka, Merti, Guna e Holonto sono diventati epicentri di brutalità, con civili che rischiano esecuzioni, feriti, distruzioni di proprietà su larga scala e sfollamenti forzati. Nel suo rapporto del marzo 2026 la Commissione etiope per i diritti umani ha documentato queste atrocità, rivelando una serie di attacchi sistematici che richiedono un intervento immediato da parte delle autorità federali e regionali. Il bilancio delle vittime ne sottolinea la gravità: 34 cristiani ortodossi uccisi di recente, di cui 26 a Shirka e 4 a Merti, portando a 164 vittime nella sola Shirka quest'anno, a cui si aggiungono 8 vittime ricoverate in ospedale, 8 persone scomparse e 2 rapimenti. Testimoni oculari dipingono un quadro di terrore incessante, le famiglie fuggono dalle loro case, la crisi umanitaria si aggrava, con migliaia di sfollati e le economie locali paralizzate dalla paura e dalla distruzione. Questa ondata di disordini si aggiunge ai conflitti in Oromia iniziati nel 2025, che hanno superato le 1.244 vittime civili, prevalentemente nelle zone di Arsi e Arsi Occidentale. <br /><br />Con uno spirito di solidarietà ecumenica, la CBCE menziona in particolare i cristiani ortodossi che sono stati bersaglio di diversi attacchi alla fine di febbraio. Nello specifico il 26 febbraio un gruppo di estremisti hanno preso d'assalto un mercato nella zona orientale di Arsi, zona storicamente pacifica dove convivono musulmani e cristiani ortodossi, aprendo il fuoco sui cittadini. Venti cristiani ortodossi sono stati uccisi, una guardia musulmana, mentre alcuni sono scomparsi, probabilmente rapiti. Fonti locali riferiscono che un sacerdote era tra le vittime quando gli aggressori sono entrati in una chiesa intonando canti religiosi prima di sparare ai presenti. Gli aggressori hanno poi appiccato il fuoco alle case e ai raccolti, diffondendo il panico e costringendo molti residenti a fuggire nelle città vicine per cercare rifugio. L’assalto non è stato isolato: due giorni dopo, il 28 febbraio, altri aggressori hanno nuovamente colpito la comunità, uccidendo sette persone all'interno di una chiesa.<br /><br />I vescovi hanno ribadito la loro condanna di qualsiasi forma di violenza contro innocenti, collaborando con la Chiesa ortodossa etiope, Tewahedo, il Consiglio supremo per gli affari islamici etiope e tutte le persone di buona volontà. "Esortiamo tutti gli etiopi a resistere all'odio, a non seguire questi tragici eventi e a respingere qualsiasi tentativo di creare divisione nella nostra società".<br /> <br />Wed, 11 Mar 2026 11:01:08 +0100ASIA/CINA - Il Vescovo Zhen Xuebin ai seminaristi: siamo chiamati testimoniare la Parola di Dio con la nostra vitahttps://www.fides.org/it/news/77459-ASIA_CINA_Il_Vescovo_Zhen_Xuebin_ai_seminaristi_siamo_chiamati_testimoniare_la_Parola_di_Dio_con_la_nostra_vitahttps://www.fides.org/it/news/77459-ASIA_CINA_Il_Vescovo_Zhen_Xuebin_ai_seminaristi_siamo_chiamati_testimoniare_la_Parola_di_Dio_con_la_nostra_vitaPechino – Testimoniare la Parola di Dio con la nostra vita. E’ questo l’invito che Matteo Zhen Xuebin, Vescovo coadiutore della diocesi di Pechino, ha rivolto ai seminaristi in occasione dell’inizio del secondo semestre dell’Anno Accademico 2025/2026 del Seminario, inaugurato dopo la pausa festiva del Capodanno lunare. <br />Durante la liturgia eucaristica, celebrata nella cappella del Seminario, il Vescovo Zhen ha conferito anche il ministero del lettorato ai seminaristi del secondo anno di teologia.<br />Nell’omelia, il Vescovo coadiutore di Pechino ha richiamato tutti a considerare tre priorità: rafforzare la fede, custodire la vocazione e portare nel cuore la Parola di Dio. La Parola del Monte Tabor - ha detto - deve risuonare sempre all’orecchio dei seminaristi, per vivere e testimoniare il dono della fede in mezzo ai condizionamenti e ai limiti della della vita terrena, senza rifuggire dal contatto con ciò che non è puro, ma chiedendo a Gesù di illuminare con le oscurità della vita con la sua luce.<br />Ai seminaristi che hanno ricevuto il ministero del lettorato, il Vescovo Zhen ha raccomandato di testimoniare la Parola di Dio con la loro vita, diventando “libri viventi” che glorificano Dio e edificano la Chiesa.<br />Prima dell’apertura del nuovo semestre accademico, i seminaristi rientrati dalla vacanza del Capodanno cinese hanno partecipato a 4 giorni di ritiro spirituale dal 24 al 27 febbraio, dedicati al tema “Prendete il largo gettate le reti” . Nella sera del 28 febbraio, la famiglia del Seminario si è ritrovata di nuovo insieme. Il corpo docente ha condiviso con gli studenti il programma accademico, alla luce dell’esortazione a “prendere il largo” nella sequela della Parola di Dio. <br /><br /> L’8 marzo, terza domenica di Quaresima, il Seminario della Provincia di Sichuan ha inaugurato il Semestre accademico con la condivisione delle esperienze pastorali vissute dai seminaristi nelle rispettive parrocchie e delle riflessioni maturate nel periodo di vacanza del Capodanno cinese. Don Tong Hengjiu, il vice rettore, ha elogiato l’impegno profuso dagli studenti e la loro dedizione nell’integrare l’apprendimento teorico con il voinvolgimento pratico nelle attività pastorali votate all’annuncio del Vangelo.<br /> <br />Wed, 11 Mar 2026 10:57:07 +0100ASIA/PAKISTAN - Nomina del Vicario Apostolico di Quettahttps://www.fides.org/it/news/77457-ASIA_PAKISTAN_Nomina_del_Vicario_Apostolico_di_Quettahttps://www.fides.org/it/news/77457-ASIA_PAKISTAN_Nomina_del_Vicario_Apostolico_di_QuettaCittà del Vaticano - Il Santo Padre Leone XIV ha nominato Vicario Apostolico di Quetta S.E. Mons. Sebastian Francis Shaw, O.F.M., finora Arcivescovo Metropolita di Lahore.<br /><br />Mons. Sebastian Francis Shaw, O.F.M., è nato il 14 novembre 1957 a Padri-Jo-Goth, Sanghar, Sindh .<br /><br />Entrato nel Noviziato Francescano nel 1984, ha studiato Teologia presso il Christ the King Seminary di Karachi. Dopo aver emesso la Professione perpetua nel 1989, è stato ordinato sacerdote il 6 dicembre 1991.<br /><br />Nominato Vescovo titolare di Tino ed Ausiliare dell’Arcidiocesi di Lahore il 14 febbraio 2009, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 25 aprile successivo. Il 20 maggio 2010 è stato nominato Amministratore Apostolico ad nutum Sanctae Sedis dell’Arcidiocesi Metropolitana di Lahore e il 7 aprile 2011 Amministratore Apostolico della medesima Arcidiocesi, divenendone Arcivescovo Metropolita il 14 novembre 2013.<br /><br />In seno alla Conferenza Episcopale, è stato Presidente della Commissione per il Dialogo Interreligioso, della Commissione per la Famiglia, della Commissione per l’Educazione e della Caritas. Tue, 10 Mar 2026 12:52:58 +0100ASIA/PAKISTAN - Nomina dell’Arcivescovo Metropolita di Lahorehttps://www.fides.org/it/news/77456-ASIA_PAKISTAN_Nomina_dell_Arcivescovo_Metropolita_di_Lahorehttps://www.fides.org/it/news/77456-ASIA_PAKISTAN_Nomina_dell_Arcivescovo_Metropolita_di_LahoreCittà del Vaticano - Il Santo Padre Leone XIV ha nominato Arcivescovo Metropolita di Lahore S.E. Mons. Khalid Rehmat, O.F.M. Cap., finora Vicario Apostolico di Quetta.<br /><br />Khalid Rehmat, O.F.M. Cap., è nato il 5 agosto 1968 a Mianwali, nella Diocesi di Islamabad-Rawalpindi. Ha emesso la Professione solenne nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini il 28 dicembre 2007 ed è stato ordinato Sacerdote il 16 agosto 2008.<br /><br />Eletto Vicario Apostolico di Quetta il 1° gennaio 2021, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 25 marzo successivo. In seno alla Conferenza Episcopale, è Presidente della Commissione per la Vita Consacrata, della Commissione per l’Evangelizzazione e delle Pontificie Opere Missionarie. Inoltre, è stato Membro delegato della Conferenza Episcopale al Sinodo sulla Sinodalità. Tue, 10 Mar 2026 12:46:02 +0100ASIA/LIBANO - Dopo l’uccisione di padre al-Raï, cristiani nel sud sospesi tra ordini di evacuazione e volontà di rimanerehttps://www.fides.org/it/news/77455-ASIA_LIBANO_Dopo_l_uccisione_di_padre_al_Rai_cristiani_nel_sud_sospesi_tra_ordini_di_evacuazione_e_volonta_di_rimanerehttps://www.fides.org/it/news/77455-ASIA_LIBANO_Dopo_l_uccisione_di_padre_al_Rai_cristiani_nel_sud_sospesi_tra_ordini_di_evacuazione_e_volonta_di_rimanereBeirut – I tour operator, in tempi di pace, lo includevano a pieno titolo nelle liste dei “villaggi libanesi più belli”. Alma al Chaab stamattina ha visto le sue famiglie, tutte cristiane, salire sulle proprie automobili e lasciare l’amato villaggio, sotto scorta dei soldati dell’UNIFIL. Decisione sofferta, dopo aver per giorni evitato di aderire alle indicazioni dell’esercito israeliano che spingeva gli abitanti dei villaggi del sud del Libano all’evacuazione, dopo esser penetrato in territorio libanese per colpire postazioni e membri delle milizie legate al Partito sciita di Hezbollah. <br />L’evacuazione di Alma al Chaab avviene a poche ore dall’assassinio del sacerdote maronita Pierre al-Raï, parroco della chiesa di San Giorgio, nel villaggio di al Qlayaa, ucciso ieri dalle armi israeliane dopo che si era recato a soccorrere alcuni suoi parrocchiani feriti in una casa colpita dall’esercito israeliano. <br />Meno di due ore prima di morire, in una intervista telefonica trasmessa dalla emittente televisiva Tele Lumiere, padre Pierre aveva ribadito la sua ferma intenzione sua e degli abitanti di al Qlayaa di non abbandonare il proprio villaggio: “altrimenti si perderebbe la speranza di ritornare”, aveva spiegato padre Pierre. Lo stesso vale per i villaggi di Debel, Ain Ebel e Rmeish, mentre già prima dell’evacuazione di Alma al Chaab, già abitanti del villaggio di Kawzah avevano deciso di abbandonare le proprie case già all’inizio della penetrazione militare israeliana in terra libanese.<br />Il funerale di padre Pierre sarà celebrato domani. <br />“Per noi” riferisce all’Agenzia Fides Toni Elias, sacerdote del villaggio di Rmeish “quello che è successo ci spinge a essere più vigilanti nel prevenire tutto ciò che può mettere in pericolo il villaggio”. <br />Ieri sera, attraverso il Canale Telegram della Sala Stampa della Santa Sede, Papa Leone XIV ha espresso “profondo dolore” per “tutte le vittime dei bombardamenti di questi giorni in Medio Oriente, per i tanti innocenti, tra cui molti bambini, e per chi prestava loro soccorso, come padre Pierre El-Rahi”. <br />Tue, 10 Mar 2026 12:17:19 +0100AFRICA/GHANA - “Non voglio Messe separate per i sordi. Dobbiamo pregare insieme - sordi e udenti - un solo corpo in Cristo”: p. René Yao e il St. Martin Deaf Ministryhttps://www.fides.org/it/news/77454-AFRICA_GHANA_Non_voglio_Messe_separate_per_i_sordi_Dobbiamo_pregare_insieme_sordi_e_udenti_un_solo_corpo_in_Cristo_p_Rene_Yao_e_il_St_Martin_Deaf_Ministryhttps://www.fides.org/it/news/77454-AFRICA_GHANA_Non_voglio_Messe_separate_per_i_sordi_Dobbiamo_pregare_insieme_sordi_e_udenti_un_solo_corpo_in_Cristo_p_Rene_Yao_e_il_St_Martin_Deaf_MinistryAccra – “All’inizio non avevo un ufficio. Mi sedevo sotto un albero vicino alla chiesa. In seguito, i parrocchiani mi fecero notare che non potevo lavorare sotto un albero e mi hanno aiutato a costruire un piccolo ufficio”. Era il 22 novembre 2020 quando padre René Yao, sacerdote della Società delle Missioni Africane lancia ufficialmente la Pastorale dei Sordi a Madina, Accra. Oggi, p. René lavora con un piccolo gruppo di persone sorde e ipoudenti. <br /><br />In una nota pervenuta all’Agenzia Fides il missionario testimonia come, grazie a piccole donazioni e alla generosità dei parrocchiani, riesca a mantenere le diverse attività del ministero dei sordi di San Martino da lui fondato . Al centro del ministero c’è l’inclusione. Oltre all’ambito spirituale, la comunità si impegna a incontri sociali, progetti creativi e formativi, corsi di linguaggio dei segni per garantire la sostenibilità. Ogni domenica mattina p. René celebra la Messa anche con la lingua dei segni, affinché i parrocchiani sordi possano partecipare pienamente all’Eucaristia. “Non voglio Messe separate per i sordi. Sperimentano già abbastanza esclusione. Se celebriamo una Messa solo per loro, li separeremo ulteriormente dalla comunità degli udenti. Dobbiamo pregare insieme – sordi e udenti – un solo corpo in Cristo”.<br /> <br />Tue, 10 Mar 2026 12:16:06 +0100AFRICA/SUDAN - I riflessi della guerra all’Iran nello scenario sudanesehttps://www.fides.org/it/news/77453-AFRICA_SUDAN_I_riflessi_della_guerra_all_Iran_nello_scenario_sudanesehttps://www.fides.org/it/news/77453-AFRICA_SUDAN_I_riflessi_della_guerra_all_Iran_nello_scenario_sudaneseKhartoum – Il Sudan è un altro campo della battaglia tra la coalizione israelo-statunitense e l’Iran. È quanto si può desumere dal fatto che gli Stati Uniti hanno designato la Fratellanza Musulmana sudanese come gruppo "terroristico", accusandola di ricevere sostegno dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran.<br /><br />"I Fratelli Musulmani sudanesi usano violenza sfrenata contro i civili per minare gli sforzi per risolvere il conflitto in Sudan e promuovere la loro violenta ideologia islamista", ha dichiarato il Segretario di Stato Marco Rubio in una nota, pubblicata ieri, 9 marzo. Il giorno prima, domenica 8 marzo, le autorità sudanesi dopo tre mesi di detenzione avevano rilasciato un noto esponente islamista, che aveva espresso appoggio all’Iran. In precedenza Il capo Forze Armate Sudanesi Abdel Fattah al-Burhan aveva messo in guardia i leader delle brigate e delle fazioni islamiste che combattono a fianco dell'esercito, di non dare seguito agli appelli da loro lanciati di unirsi all'Iran nella sua guerra contro Stati Uniti e Israele.<br /><br />La decisione dell’amministrazione Trump è stata apprezzata dal governo degli Emirati Arabi Uniti, che appoggiano le Forze di Supporto Rapido i miliziani in lotta con il governo di Khartoum, a loro volta già sotto sanzioni statunitensi.<br /><br />Nello scontro in atto in Sudan, i Fratelli Musulmani giocano un ruolo importante perché diversi loro affiliati sono integrati nelle SAF. Secondo un rapporto dell’Istituto degli Affari Esteri dell’Etiopia, dallo scoppio della guerra civile nel 2023, le SAF hanno incorporato nelle sue fila circa 15.000 combattenti di una milizia armata affiliata alla Fratellanza Musulmana. Nella sua analisi l’istituto etiopico esprime preoccupazione sulla possibile trasformazione delle SAF, che sono la spina dorsale dello Stato sudanese, in un corpo militare aderente all’ideologia islamista, oppure per la creazione al suo interno di linee di comando alternative a quelle del governo.<br />L’Etiopia non è comunque uno spettatore neutrale avendo un contenzioso con Khartoum e il Cairo per la nota questione della diga sul Nilo. Secondo fonti turche, , l’'Etiopia sarebbe diventata il nuovo polo logistico degli Emirati Arabi Uniti per armare le RSF dopo che gli EAU sono stati costretti a ridimensionare le proprie attività in Libia, Puntland e Ciad. Secondo queste fonti l'Etiopia ha aperto un campo per le RSF al confine sudanese e gli attacchi con droni contro il Sudan verrebbero coordinati dal suo territorio.<br />La guerra sudanese è quindi un conflitto nel quale diversi Stati della regione sono implicati, spesso formando allineamenti apparentemente bizzarri. Ad esempio le accuse lanciate dall’amministrazione USA all’Iran di appoggiare la Fratellanza Musulmana sudanese, allineata con le SAF, pone Teheran accanto a Egitto, Turchia, Qatar e Arabia Saudita; gli ultimi due Paesi sono ora oggetto dei bombardamenti iraniani dopo la guerra scatenata da Israele e Stati Uniti il 28 febbraio. <br />Tue, 10 Mar 2026 11:28:49 +0100ASIA/LIBANO - Sacerdote maronita ucciso dalle armi israeliane nel sud libanesehttps://www.fides.org/it/news/77452-ASIA_LIBANO_Sacerdote_maronita_ucciso_dalle_armi_israeliane_nel_sud_libanesehttps://www.fides.org/it/news/77452-ASIA_LIBANO_Sacerdote_maronita_ucciso_dalle_armi_israeliane_nel_sud_libaneseBeirut – Poche ore prima di essere ucciso, aveva ribadito la ferma volontà – sua e della sua comunità – di non lasciare il proprio villaggio risucchiato nel vortice della guerra che infiamma il Medio Oriente. Padre Pierre al-Raï sacerdote maronita, è morto oggi, dopo essere rimasto ferito dall’artiglieria dell’esercito israeliano entrato di nuovo nel sud del Libano con il programma dichiarato di colpire anche ogni residuale presenza sul territorio delle milizie e delle strutture che fanno capo al Partito sciita Hezbollah.<br /><br />Secondo concordanti ricostruzioni dei fatti, intorno alle 14 ora locale un carro armato israeliano modello Merkava aveva rivolto i suoi colpi contro una casa appena fuori dal villaggio di Qlayaa, con l’idea che nella abitazione si fossero infiltrati militanti di Hezbollah. A rimanere feriti erano stati il proprietario della casa, Clovis Boutros, e sua moglie. Quando padre Pierre è arrivato alla casa con altri cinque uomini per verificare gli effetti del primo colpo su cose e persone, un nuovo colpo ha raggiunto l’abitazione, ferendo anche padre Pierre e i suoi accompagnatori. I feriti sono stati trasportati all'ospedale governativo di Marjayoun dalle squadre della Croce Rossa libanese. Ma il parroco Pierre, gravemente ferito a una gamba, non ha retto ai colpi subiti, ed è morto in ospedale.<br /><br />Padre Pierre al-Raï era conosciuto anche per la tenacia con cui difendeva la scelta dei cristiani locali di non abbandonare i propri villaggi, di nuovo risucchiati nel vortice della guerra. Si occupava in prima persona della distribuzione razionata dei beni di prima sopravvivenza alle famiglie. Venerdì scorso aveva partecipato a una manifestazione organizzata dagli abitanti di Marjayoun, durante la quale tutti avevano ribadito la loro intenzione di rimanere nei loro villaggi, nonostante gli inviti all'evacuazione rivolti dall'esercito israeliano agli abitanti della zona a sud del Litani.<br /><br />Meno di due ore prima di morire, padre Pierre aveva avuto una conversazione telefonica col padre carmelitano Michel Abboud, durante una trasmissione diffusa da TeleLumiere.<br /><br />"Per noi - spiegava padre Pierre - questa terra ha un significato enorme. I nostri antenati hanno pagato con il sangue per salvaguardarla. I figli di questa terra hanno affrontato molte sfide per decenni e le hanno superate", Rispondendo alle domande di padre Abboud, il sacerdote ucciso si schermiva: "Hai<br />detto che io ho incoraggiato gli altri con la mia presenza, ma sono loro che mi hanno incoraggiato. La scelta di non lasciare Qlayaa era una decisione azzeccata, salviamo le nostre terre e case dalla distruzione. Il messaggio non è solo nostro ma è per tutta la zona...altrimenti si perderebbe la speranza di ritornare... Noi rimaniamo ... e le garanzie e le sicurezze sono solo dal Signore... e nostro patrono è San Giorgio, cavaliere e eroe...che ci aiuti a fortificare la nostra fede, che ci protegga". <br /><br />Ora la guerra sparge di nuovo morte e dolore in terra libanese, e alimenta paure, sospetti, diffidenze. Anche nelle zone abitate dai cristiani si organizzano blocchi per impedire che possano “infiltrarsi” in quelle aree persone e gruppi non conosciuti, potenziali bersagli degli attacchi dell’esercito israeliano. Mon, 09 Mar 2026 17:29:41 +0100AMERICA/HAITI - Ucciso da un drone un giovane aspirante sacerdote; preoccupazione per la sorte un sacerdote impegnato nella pastorale carceraria a un mese dal rapimentohttps://www.fides.org/it/news/77451-AMERICA_HAITI_Ucciso_da_un_drone_un_giovane_aspirante_sacerdote_preoccupazione_per_la_sorte_un_sacerdote_impegnato_nella_pastorale_carceraria_a_un_mese_dal_rapimentohttps://www.fides.org/it/news/77451-AMERICA_HAITI_Ucciso_da_un_drone_un_giovane_aspirante_sacerdote_preoccupazione_per_la_sorte_un_sacerdote_impegnato_nella_pastorale_carceraria_a_un_mese_dal_rapimentoPort-au-Prince – Ucciso da un drone kamikaze utilizzato dalla polizia un giovane che aveva avviato il percorso per diventare sacerdote.<br />Secondo quanto riferisce il quotidiano haitiano PouSiOupaTKonnen, Jamesly Jean-Louis, è stato colpito da un drone il 7 marzo nel centro di Port-au-Prince, vicino al cimitero principale. Secondo quanto riporta il giornale il giovane mentre era a bordo di una motocicletta è incappato in un’operazione che la polizia stava conducendo nelle vicinanze. Forse per non perdere tempo nel ritornare a casa, il giovane ha fatto delle manovre che hanno insospettito gli agenti e un drone kamikaze lo ha colpito. Le immagini mostrano un corpo umano schiacciato dall'esplosione, senza arti inferiori e con uno zaino sul petto.<br />Dal 2017, Jamesly era membro della Sacra Famiglia di Santa Bernadette a Martissant. Profondamente devoto e desideroso di servire Cristo, aveva aderito ad altri gruppi, tra cui il Comitato Liturgico e il gruppo Kiro della parrocchia di Notre-Dame de la Caridad. Aspirante sacerdote, aveva già iniziato il percorso per entrare negli ordini religiosi, ma il mancato superamento degli esami finali ufficiali per gli studi classici nel luglio 2025 ne aveva rallentato il percorso verso il sacerdozio.<br />Dal 2025, una task force speciale di polizia ad Haiti, coadiuvata da contractor militari privati, utilizza piccoli droni commerciali armati di esplosivi in decine di attacchi contro le bande che imperversano nel Paese. Diverse centinaia di persone state uccise negli attacchi dei droni, peraltro utilizzati anche dalle bande criminali sia contro la polizia sia nei loro scontri interni. A farne le spese però vi sono anche comuni cittadini.<br />Nonostante le attività di polizia le bande criminali rimangono attive sul fronte dei sequestri di persona. Tra le persone rapite c’è pure padre Jean Robert Louis sequestrato il 5 febbraio. In un comunicato pubblicato il 5 marzo l'Arcidiocesi di Port-au-Prince esprime profonda preoccupazione per la salute di Padre Jean Robert, affetto da diabete grave.<br />“Da un mese, il reverendo padre Jean Robert Louis, sacerdote cattolico impegnato nella pastorale con detenuti e prigionieri, è stato rapito e sottratto alla sua missione” afferma il comunicato dell’Arcidiocesi che rivolge “un appello urgente a coloro che lo tengono in ostaggio e speriamo sinceramente che questo appello trovi la loro attenzione e che nostro fratello venga rilasciato al più presto affinché possa riprendere la sua missione pastorale”.<br />“Padre Jean Robert Louis ha dedicato una parte significativa del suo ministero all'accompagnamento dei prigionieri, ai quali rende testimonianza della misericordia di Dio” sottolinea l’Arcidiocesi. Il comunicato ricorda che “ogni essere umano possiede una dignità inviolabile che non può essere svenduta o sfruttata. Privare qualcuno della propria libertà e usarlo come oggetto di pressione o profitto è un'offesa diretta alla sua dignità fondamentale e un grave peccato contro la fratellanza umana”. “Dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per guarire e nutrire la nostra società, ferita da questi atti” conclude. <br /><br /><br /><br /><br /><br />Mon, 09 Mar 2026 11:49:21 +0100ASIA/CINA - Il “grazie” delle comunità cattoliche cinesi alle donne nel giorno della loro festahttps://www.fides.org/it/news/77450-ASIA_CINA_Il_grazie_delle_comunita_cattoliche_cinesi_alle_donne_nel_giorno_della_loro_festahttps://www.fides.org/it/news/77450-ASIA_CINA_Il_grazie_delle_comunita_cattoliche_cinesi_alle_donne_nel_giorno_della_loro_festaPechino – Sulle orme delle grandi figure femminili presenti nella Sacra Scrittura, le donne cattoliche continuano a svolgere un ruolo indispensabile nella vita della Chiesa, della famiglia e della società. E la Chiesa “rende grazie per per la testimonianza di fede, speranza e carità donata dalle donne: madri, nonne, mogli, figlie, sorelle. Così si è espresso don Giuseppe Xu durante liturgie eucaristica celebrata parrocchia di Sanbei domenica 8 marzo, nel giorno in cui ricorre in tutto il mondo anche la Festa delle donne. Il sacerdote ha esaltato il ruolo delle mogli e delle madri che “accudiscono le case e le famiglie con l’amore e la tenerezza di Cristo, assumendo con responsabilità i propri doveri” e comunicando anche il dono della fede agli altri, a partire dai figli. La comunità ecclesiale – ha continuato il sacerdote – ha bisogno dell’impegno diretto e pieno di dedizione delle donne anche nelle iniziative pastorali delle parrocchie e nell’opera di annuncio del Vangelo. Sono le donne che sostengono e accompagnano la crescita della comunità cattolica in Cina, e operano per il bene della intera società con il loro senso di responsabilità cristiana, “rendendo gloria a Dio e facendo il bene del prossimo”. <br />Anche nella parrocchia di Jiujiang, nella provincia di Jiangxi, la donne della comunità parrocchiale hanno vissuto insieme la festa loro dedicata partecipando alla messa nella terza domenica di Quaresima. Il parroco Pang Rui, commentando il Vangelo del giorno, ha ricordato che “la fede è un dono gratuito di Dio” e che durante il tempo di Quaresima “occorre vivere nello spirito di conversione”, testimoniando il Vangelo nella vita di ogni giorno, come fanno tante “con una fede al tempo stesso mite e salda”. Il parroco ha pori reso l’omaggio alle donne presente offrendo loro fiori di garofano a nome della comunità. <br />Anche le volontarie, le religiose e le laiche coinvolte nell’opera pastorale della comunità di Xujiahui, quella della cattedrale di Shanghai dedicata a Sant’Ignazio di Loyola, hanno ricevuto fiori come segni di gratitudine e simboli del rispetto, della tenerezza e della comunione che edifica e fa crescere la Chiesa locale grazie alla testimonianza di fede delle donne. <br /> <br />Mon, 09 Mar 2026 11:27:22 +0100ASIA/BAHRAIN - Il Principe Ereditario, Salman bin Hamad Al Khalifa, invita a “lasciare le chiese aperte per il sostegno spirituale dei fedeli”https://www.fides.org/it/news/77449-ASIA_BAHRAIN_Il_Principe_Ereditario_Salman_bin_Hamad_Al_Khalifa_invita_a_lasciare_le_chiese_aperte_per_il_sostegno_spirituale_dei_fedelihttps://www.fides.org/it/news/77449-ASIA_BAHRAIN_Il_Principe_Ereditario_Salman_bin_Hamad_Al_Khalifa_invita_a_lasciare_le_chiese_aperte_per_il_sostegno_spirituale_dei_fedeliManama – “Nella notte appena trascorsa ci sono state diverse esplosioni e sono segnalati feriti. Questa mattina ci sono le sirene di allerta e si sentono forti boati” dice a Fides il Vicario Apostolico di Arabia del Nord, Vescovo Aldo Berardi, O.SS.T.<br /><br />La situazione è tutt’altro che serena in Bahrain dove, a seguito di un attacco contro un impianto petrolifero nel villaggio di Maameer, il Ministero degli Interni ha invitato la popolazione a mantenere la calma, rimanere al sicuro, evitare di ostruire le strade principali, se non necessario, per la sicurezza pubblica. Lo stesso vale per gli altri paesi del Golfo dove continua l’offensiva iraniana con missili e droni contro Kuwait, Bahrain, Qatar ed Emirati. Dopo la nomina della nuova guida suprema della Repubblica islamica, l'Ayatollah Mojtaba Khamenei, nel decimo giorno dall'attacco di Israele e Stati Uniti all'Iran, il Ministero della Difesa del Kuwait ha segnalato un nuovo attacco missilistico e con droni contro l'emirato.<br /><br />In questo contesto di precarietà e angoscia, per garantire il benessere della comunità cattolica del Bahrain, ieri, domenica 8 marzo, Salman bin Hamad Al Khalifa, Principe Ereditario e Primo Ministro, ha incontrato il Vescovo Berardi e il clero presso la Cattedrale di Nostra Signora d'Arabia , ad Awali, confermando l'impegno a proteggere tutti i cittadini e i residenti alla luce dell'attuale situazione nel Regno. Un segnale fortissimo di tolleranza e convivenza pacifica tra diverse religioni e culture, come manifestato nel corso della sua lunga storia.<br /><br />Al suo arrivo, il Principe Ereditario è stato ricevuto dal Vescovo Berardi insieme agli altri sacerdoti ai quali ha trasmesso i saluti di Sua Maestà, confermando l'impegno del Re a consolidare la posizione del Bahrain come patria di tolleranza, coesistenza pacifica e rispetto per tutte le religioni e i credi. Il Principe Ereditario Salman ha voluto rassicurarsi sulle condizioni della comunità cattolica in risposta alla continua aggressione iraniana, in linea con l'impegno di Sua Maestà il Re Hamad, a salvaguardare la sicurezza del Regno e a proteggere i suoi cittadini e residenti. <br /><br />“Il Principe Ereditario – dice il Vicario Apostolico a Fides - ha chiesto di lasciare le chiese aperte per il sostegno spirituale dei fedeli e si è informato sulla data di Pasqua”. <br /><br />Il Principe Ereditario Salman ha inoltre ribadito che la priorità del Regno è la sicurezza dei suoi cittadini e residenti, e ha sottolineato l'impegno nell’offrire protezione e assistenza a tutti. Da parte loro, i leader religiosi cristiani hanno espresso grande apprezzamento per il costante sostegno del Regno, sotto la guida di Sua Maestà, nel consolidare i valori della convivenza e del rispetto del pluralismo religioso. Hanno inoltre elogiato l'ambiente sicuro e protetto, offerto e protetto dal Regno, che incoraggia le persone a praticare liberamente la propria fede.<br /><br />Alla visita erano presenti anche il ministro degli Interni, il generale Shaikh Rashid bin Abdulla Al Khalifa, e il ministro delle Finanze e dell'Economia nazionale, Shaikh Salman bin Khalifa Al Khalifa.<br /> <br />Mon, 09 Mar 2026 10:43:50 +0100AMERICA/STATI UNITI - Cardinale Cupich: nella guerra all’Iran raccontata come un “videogame” c’è il fallimento della nostra umanitàhttps://www.fides.org/it/news/77448-AMERICA_STATI_UNITI_Cardinale_Cupich_nella_guerra_all_Iran_raccontata_come_un_videogame_c_e_il_fallimento_della_nostra_umanitahttps://www.fides.org/it/news/77448-AMERICA_STATI_UNITI_Cardinale_Cupich_nella_guerra_all_Iran_raccontata_come_un_videogame_c_e_il_fallimento_della_nostra_umanitaChicago - Sono «più di mille» gli «uomini, donne e bambini iraniani che «giacciono morti dopo giorni di bombardamenti missilistici statunitensi e israeliani». E nel frattempo, giovedì scorso, «l'account ufficiale della Casa Bianca X ha pubblicato giovedì sera un video di scene di popolari film d'azione, unite a veri filmati di attacchi aerei contro l’Iran». Una videoclip dove «Una vera guerra con vera morte e vera sofferenza» viene trattata «come se fosse un videogioco». Così il Cardinale statunitense Blaise J. Cupich, Arcivescovo di Chicago, descrive con parole ineludibili il video diffuso nei giorni scorsi dalla Casa Bianca in cui le immagine dei bombardamenti USA e israeliani sulle città iraniane vengono riproposti con il sottofondo musicale della canzone “Macarena”. Una trovata che il Cardinale statunitense ha definito «disgustosa», in una dichiarazione intitolata "A Call to Conscience", diffusa mentre a Chicago Cupich presiedeva l’Incontro internazionale per la pace e la riconciliazione organizzato dalla Loyola University, in collaborazione con la Pontificia Commissione per l’America Latina.<br /> <br />«Centinaia di persone» ricorda il Porporato USA «sono morte, madri e padri, figlie e figli, compresi decine di bambini che hanno commesso l'errore fatale di andare a scuola quel giorno. Sei soldati statunitensi sono stati uccisi. E sono anche disonorati da quel post sui social media. Centinaia di migliaia di sfollati e molti altri milioni sono terrorizzati in tutto il Medio Oriente». E il video «orribile» di esaltazione dell’attacco israelo-statunitense all’Iran «dimostra che viviamo in un'epoca in cui la distanza tra il campo di battaglia e i nostri soggiorni si è drasticamente ridotta». <br /><br />Anche la guerra - incalza il Cardinale Cupich - «ormai è diventata uno sport per spettatori o un gioco di strategia». L’Arcivescovo di Chicago riporta il caso sintomatico della piattaforma di scommesse online che ha dovuto risarcire con più di 2,2 milioni di dollari gli scommettitori insoddisfatti del modo in cui, dopo l’uccisione di Ali Khamenei, l'azienda aveva distribuito i 55 milioni di dollari di chi aveva puntato sulla cacciata della Guida Suprema dell'Iran. «I giornalisti» riferisce il Cardinale « ora usano il termine "gamificare" la guerra per descrivere questa dinamica». E si tratta di «un profondo fallimento morale, perché la “gamificazione” spoglia le persone reali dell’umanità». <br /><br />Secondo il Cardinale Cupich, il video diffuso dalla Casa Bianca attesta che il governo USA «sta trattando la sofferenza del popolo iraniano come sfondo per il nostro intrattenimento, come se fosse solo un altro contenuto da scorrere mentre siamo in coda al supermercato». Una spirale in cui si dissipa ogni umanità, mentre «siamo elettrizzati dal potere distruttivo del nostro esercito. Diventiamo dipendenti dallo "spettacolo" delle esplosioni. E il prezzo di questa abitudine è quasi impercettibile, poiché diventiamo insensibili ai veri costi della guerra». «So che il popolo americano» conclude il Cardinale Cupich «è migliore di così. Abbiamo il buon senso di riconoscere che ciò che sta accadendo non è intrattenimento ma guerra, e che l'Iran è una nazione di persone, non un videogioco a cui altri giocano per intrattenerci». .Sun, 08 Mar 2026 19:34:57 +0100VATICANO - Animazione e formazione missionaria al tempo dell'Intelligenza Artificiale: seminario "online" l’11 marzohttps://www.fides.org/it/news/77447-VATICANO_Animazione_e_formazione_missionaria_al_tempo_dell_Intelligenza_Artificiale_seminario_online_l_11_marzohttps://www.fides.org/it/news/77447-VATICANO_Animazione_e_formazione_missionaria_al_tempo_dell_Intelligenza_Artificiale_seminario_online_l_11_marzoCittà del Vaticano – Proseguono le iniziative di formazione missionaria programmate per i 110 anni dalla fondazione della Pontificia Unione Missionaria . Esse rientrano nel più ampio orizzonte delle attività messe in agenda tra il 2024 ed il 2026 in vista dei rilevanti anniversari concentrati nell'anno in corso: i 100 anni dalla istituzione della Giornata Missionaria Mondiale, i 110 anni dalla fondazione della Pontificia Unione Missionaria ed i 200 anni dell'inaugurazione della pia pratica del "Rosario Vivente".<br /><br />Mercoledì 11 marzo avrà luogo un workshop on line nato dalla proposta della Direzione Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie polacche, proposta accolta dal Segretariato Internazionale della Pontificia Unione Missionaria . Essa rappresenta la seconda tappa di un percorso che continuerà nel corso di questo anno con altri appuntamenti sul medesimo tema.<br />Si tratta di un vero e proprio laboratorio on line dove si tratterà in modo specifico l’uso pratico delle varie applicazioni dell’intelligenza artificiale nel lavoro di animazione-formazione missionaria.<br /><br />L’incontro on line, aperto a tutti, è rivolto in particolare ai Direttori nazionali e diocesani delle POM, ai Segretari nazionali della PUM e a tutti quelli che sono impegnati nella rete delle POM nazionali e diocesane.<br /><br />Padre Dinh Anh Nhue Nguyen , Segretario generale della PUM, aprirà l’incontro il giorno 11 marzo alle ore 12:30 , e alla sua introduzione seguirà l’intervento di Karol Gnat, produttore tv, conduttore e fondatore del canale polacco “Odbudowani” sul tema “Usare l’intelligenza artificiale per creare animazioni semplici per il lavoro missionario”. Previsto anche uno spazio di dibattito e confronto al termine degli interventi. Il workshop si terrà in inglese con traduzione simultanea in francese, spagnolo, italiano e si concluderà alle ore 14:00 . <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="https://www.fides.org/it/attachments/view/file/def_PUM-AI_webinar_11.03-1.pdf">LOCANDINA</a>Sun, 08 Mar 2026 11:32:29 +0100AFRICA/GUINEA EQUATORIALE - La visita di Papa Leone XIV attira sul Paese l'attenzione dell’informazione globalehttps://www.fides.org/it/news/77444-AFRICA_GUINEA_EQUATORIALE_La_visita_di_Papa_Leone_XIV_attira_sul_Paese_l_attenzione_dell_informazione_globalehttps://www.fides.org/it/news/77444-AFRICA_GUINEA_EQUATORIALE_La_visita_di_Papa_Leone_XIV_attira_sul_Paese_l_attenzione_dell_informazione_globaleMalabo – Sarà un evento storico per la Guinea Equatoriale la visita apostolica di Papa Leone XIV prevista dal 21 al 23 aprile 2026. Ffervono i preparativi nel Paese che attirerà su di sé l’attenzione mondiale.<br /><br />Da un comunicato diffuso dall’ Ufficio Stampa e Immagine della Vice Presidenza della Repubblica pervenuto all’Agenzia Fides risulta che il Governo sta approntando al meglio l’organizzazione che richiede un coordinamento efficace, data la portata dell’evento. In questo contesto, il 3 marzo il Vicepresidente della Repubblica, Teodoro Nguema Obiang Mangue, ha incontrato il Ministro dell'Informazione, della Stampa e della Cultura, Jerónimo Osa Osa Ekoro, in qualità di presidente della Sottocommissione Stampa e Immagine, per esaminare il piano di lavoro per la copertura mediatica. <br /><br />Il piano include una copertura completa prima, durante e dopo l'evento, con l'impiego di telecamere fisse e mobili, droni, furgoni per le riprese e centri stampa dislocati in punti strategici del Paese. Inoltre, la Commissione Stampa e Immagine si occuperà della produzione audiovisiva ufficiale dell'evento e, seguendo le raccomandazioni della Santa Sede, organizzerà anche un seminario di formazione per giornalisti provenienti da diversi Paesi, per favorire l'uso appropriato dei termini relativi alla natura e alla missione della Chiesa cattolica e alla corretta descrizione e contestualizzazione degli atti liturgici. Data l'importanza dell'evento, Obiang Mangue ha sottolineato che tutte le strutture e le procedure necessarie devono essere approntate con largo anticipo.<br /> <br />Sat, 07 Mar 2026 11:45:01 +0100ASIA/CAMBOGIA - Cresce nel 2026 l'impegno ecclesiale nel campo dell'istruzionehttps://www.fides.org/it/news/77440-ASIA_CAMBOGIA_Cresce_nel_2026_l_impegno_ecclesiale_nel_campo_dell_istruzionehttps://www.fides.org/it/news/77440-ASIA_CAMBOGIA_Cresce_nel_2026_l_impegno_ecclesiale_nel_campo_dell_istruzionePhnom Penh - "Il 2026 è un anno pieno di speranza per il settore educativo del Vicariato di Phnom Penh", racconta all'Agenzia Fides il Vescovo Olivier Schmitthaeusler MEP , Vicario apostolico di Phnom Penh, spiegando le varie iniziative che rendono sempre più presente la Chiesa cambogiana nel campo dell'istruzione. <br />"Presso l'Istituto Tecnico Superiore Saint Francis, stiamo preparando un nuovo corso di laurea triennale. Abbiamo già corsi in agricoltura e turismo . Ora per il per il 2026-2027 grazie alla partenership con i Ministeri dell'Istruzione, della cultura e delle Poste e telecomunicazioni, attiviamo corsi in lettere, Informatica e Intelligenza artificiale", che, nota, attireranno l'interesse di numerosi giovani. <br />Inoltre riferisce "stiamo collaborando con l'Università cattolica di Macao per la creazione di un nuovo Campus universitario Saint Paul a Phnom Penh e, nel frattempo, stiamo curando l'iter per passare da Istituto San paolo a Università Saint Paul . Il Dipartimento di architettura dell'Università cattolica di Macao sta lavorando per progettare per un campus moderno, integrato ed ecologico",<br />Per gli studi si è pienamente inseriti nei circuiti internazionali: "Oltre alle borse di studio Erasmus, già attive nell'Istituto Saint Paul, intensificheremo il nostro scambio con i professori della Sophia University, in Giappone", una modalità per avere una offerta educativa sempre più qualificata. <br />Il Saint Paul Institute ha già un accordo con l'Australian Catholic University , per creare opportunità di cooperazione tra i due istituti, entrambi membri dell'Associazione dei college e delle università cattoliche del Sudest e dell'Asia orientale , al fine di collaborare in attività accademiche, programmi di ricerca, mobilità del personale e degli studenti. Con un approccio basato su "fede, ragione, rispetto della dignità umana e ricerca della conoscenza, l'ACU e il Saint Paul Institute si impegnano a ispirare speranza, favorire la crescita e incoraggiare gli studenti a diventare cittadini responsabili" afferma l'accordo sottoscritto.<br />Come ha rimarcato il Vescovo Olivier Schmitthaeusler, la ricostruzione del sistema scolastico in Cambogia, distrutto dal regime degli anni Settanta e da vent'anni di guerra civile, è uno dei compiti più importanti della Chiesa in quel Paese. Il settore dell'istruzione è una priorità per la Chiesa in Cambogia, che cerca di migliorare le sue strategie educative a tutti i livelli.<br />Dall'inizio degli anni '90, la Chiesa ha collaborato con il governo e la società civile per aprire nuove scuole che non solo offrono un'istruzione di base, ma che diffondano nella società e insegnano anche agli studenti un patrimonio di valori.<br />La comunità cattolica si impegna da anni per l'istruzione per i meno abbienti in molte città sono state aperte "Case per studenti", che offrono ai bambini delle zone rurali un luogo in cui proseguire gli studi. <br /> Sat, 07 Mar 2026 08:47:24 +0100ASIA/INDONESIA - Il Direttore delle POM: "Viviamo un tempo ricco di scambi, dialogo interreligioso, preghiera comune per la pace"https://www.fides.org/it/news/77446-ASIA_INDONESIA_Il_Direttore_delle_POM_Viviamo_un_tempo_ricco_di_scambi_dialogo_interreligioso_preghiera_comune_per_la_pacehttps://www.fides.org/it/news/77446-ASIA_INDONESIA_Il_Direttore_delle_POM_Viviamo_un_tempo_ricco_di_scambi_dialogo_interreligioso_preghiera_comune_per_la_paceGiacarta - "Quello che viviamo un tempo ricco di scambi interreligiosi tra cristiani e musulmani, che avvengono nella quotidianità della vita della gente, come nelle parrocchie e nelle comunità locali. Viviamo in Indonesia un vero dialogo di vita, che si esprime chiaramente nel tempo di Quaresima e Ramadan" racconta all'Agenzia Fides p. Alfonsus Widhiwiryawan, missionario saveriano , Direttore nazionale del Pontificie Opere Missionarie in Indonesia, il paese musulmano più popoloso al mondo, con 275 milioni di abitanti, al 90% fedeli dell'islam, e con poco più di 10 milioni di cattolici.<br />Riferisce p. Widhiwiryawan: "E' un tempo segnato da incontri in cui si rompe insieme il digiuno e, in una fase di grave tensione internazionale, in cui musulmani e cristiani in Indonesia si uniscono in preghiera per la pace. La pace comincia qui tra noi, nella nostra vita, e noi preghiamo e ci impegniamo perché si estenda a tutto il mondo, devastato da nuove guerre".<br />Lo spirito di dialogo, di preghiera, di impegno comune per la pace si esprimerà plasticamente venerdì prossimo 13 marzo in un incontro organizzato a Giacarta nella sede della Conferenza episcopale, organizzato dalla Commissione per le relazioni interreligiose dei Vescovi indonesiani. Vi partecipano il presidente della Conferenza episcopale, Antonius Subianto Bunyamin, OSC, altri vescovi e sacerdoti, accanto a leader religiosi islamici e a esponenti della rete "Gusdurian", ispirata ad Abdurrahman Wahid , storico presidente indonesiano detto "Gus Dur", grande promotore del dialogo e dell'armonia fra le religioni nella nazione. La rete è attiva in 130 città indonesiane e opera instancabilmente per promuovere la collaborazione interreligiosa a tutti i livelli.<br />Tra le iniziative interreligiose che coinvolgono non solo cristiani e musulmani ma anche gli indù, p. Alfonsus cita il prossimo "Giorno del silenzio", il "Nyepi", il capodanno induista che nel 2026 cade il 19 marzo. A Bali, isola indonesiana a maggioranza induista, per disposizione delle autorità civili quel giorno sarà caratterizzato da 24 ore di blocco totale: niente luci, traffico, Internet, rumore o viaggi . "Si vive l'introspezione e la purificazione", spiega il Direttore " ma quella iniziativa coinvolge in un momento di silenzio, di riflessione e preghiera anche i credenti musulmani e cristiani", rileva. "E il pensiero comune sarà, la pace, la pace nel cuore di ognuno e per costruire la pace nel mondo", nota.<br /> Fri, 06 Mar 2026 12:38:55 +0100AFRICA/NIGERIA - La cattedrale di Wukari gravemente danneggiata per un incendio causato da un cortocircuitohttps://www.fides.org/it/news/77445-AFRICA_NIGERIA_La_cattedrale_di_Wukari_gravemente_danneggiata_per_un_incendio_causato_da_un_cortocircuitohttps://www.fides.org/it/news/77445-AFRICA_NIGERIA_La_cattedrale_di_Wukari_gravemente_danneggiata_per_un_incendio_causato_da_un_cortocircuitoAbuja - È accidentale l’incendio che ha gravemente danneggiato la Cattedrale di Santa Maria a Wukari il 4 marzo. Lo ha dichiarato la diocesi di Wukari, con un comunicato firmato dal cancelliere, don Simon Akuraga.<br />Secondo la ricostruzione dell’incidente da parte dalla diocesi, l’incendio è scoppiato quando i membri del coro della cattedrale aveva appena concluso le prove infrasettimanali e avevano lasciato la chiesa, dove erano rimasti solo un sacerdote e due persone raccolte in preghiera. All’improvviso il sacerdote ha avvertito una scintilla elettrica dal soffitto e subito dopo sono scoppiate le fiamme. Nonostante il fumo che si è subito propagato nell’ambiente, il prete è riuscito a prendere il Santissimo Sacramento dal tabernacolo per poi precipitarsi fuori a chiedere soccorso.<br />“Purtroppo, tutti gli sforzi dei parrocchiani e di altre persone accorse per contenere l'incendio si sono rivelati vani” afferma il comunicato. “Ad eccezione del Santissimo Sacramento, sono stati recuperati solo pochi seggi dell'altare, alcuni strumenti musicali, pochi paramenti e arredi liturgici; tutto il resto è stato completamente distrutto dall'incendio, lasciando in piedi solo i muri”.<br />“Apprezziamo sinceramente la tempestività della risposta e il supporto di tutti coloro che hanno prestato assistenza durante l'emergenza. Apprezziamo altrettanto tutti coloro che hanno mostrato solidarietà alla diocesi attraverso le loro preghiere e parole di incoraggiamento” conclude la dichiarazione. <br />Fri, 06 Mar 2026 12:21:28 +0100ASIA/VIETNAM - Un tesoro nascosto di fede e carità: l'opera delle suore vietnamite tra i lebbrosihttps://www.fides.org/it/news/77443-ASIA_VIETNAM_Un_tesoro_nascosto_di_fede_e_carita_l_opera_delle_suore_vietnamite_tra_i_lebbrosihttps://www.fides.org/it/news/77443-ASIA_VIETNAM_Un_tesoro_nascosto_di_fede_e_carita_l_opera_delle_suore_vietnamite_tra_i_lebbrosidi Andrew Doan Thanh Phong<br /><br />Thái Bình - 38 è il numero di casi di lebbra rilevati nel 2025 in Vietnam, la cifra annuale più bassa mai registrata. <br />Il numero di casi è diminuito drasticamente negli ultimi anni. Tra il 2012 e il 2016 sono stati rilevati oltre 1.000 casi a livello nazionale. Negli ultimi cinque anni sono stati rilevati solo poche decine di casi all'anno. Attualmente, tutte le province e le città sono state riconosciute come zone libere dalla lebbra, con solo casi sporadici. <br /><br />Secondo gli esperti sanitari vietnamiti, questo forte calo è dovuto a protocolli di trattamento efficaci e alla gestione tempestiva dei nuovi casi di lebbra nella comunità. Tuttavia, attualmente ci sono ancora circa 6mila pazienti affetti da lebbra in tutto il Paese, per lo più persone che hanno avuto la malattia in passato e sono guarite dall'infezione batterica, ma che continuano a soffrire gravemente degli effetti residui. <br /><br />La maggior parte dei pazienti è assistita da suore cattoliche di congregazioni come le Amanti della Croce, le Francescane Missionarie e altre. in oltre 10 strutture in tutto il Paese, note come “colonie di lebbrosi”. Le suore non solo curano i malati di lebbra, ma si prendono anche cura degli anziani e dei bambini orfani affetti dalla malattia.<br /> <br />La maggior parte dei lebbrosari in Vietnam sono stati fondati tra l'inizio del XX secolo e gli anni '60 e '70 in zone remote e isolate per timore di diffondere la malattia nella comunità, quindi sono privi dei servizi di base e offrono condizioni di vita precarie, sia dal punto di vista materiale che psicologico.<br /> <br />La lebbra non solo tormenta fisicamente i pazienti, ma lascia anche profonde cicatrici psicologiche. Oltre a sentirsi a disagio per il loro aspetto, le persone colpite da lebbra vengono emarginate e allontanate ovunque vadano. Alcuni anziani che hanno contratto la malattia in giovane età vivono nei lebbrosari da 50-60 anni perché non hanno una casa dove tornare.<br /><br />La signora Lo Thi Coc è stata curata dalla lebbra, ma ora ha ancora una vista scarsa e soffre di forti dolori alle gambe a causa delle deformità, soprattutto quando il tempo cambia. Non dimentica mai le terribili esperienze di paura e discriminazione da parte dei vicini che ha vissuto in passato. Racconta: “All'epoca, io e la mia famiglia facevamo davvero fatica, eravamo molto poveri e nessuno voleva starci vicino per paura di essere contagiato. In quel periodo pensavo di scappare nella foresta per vivere lì il resto della mia vita, ma grazie al sostegno incondizionato e alla compagnia di mio figlio, ho cambiato idea”.<br /><br />Abbracciando la loro immensa sofferenza, le suore si sono dedicate alla cura dei pazienti nei lebbrosari, aiutando molti di loro a ritrovare la gioia di vivere. “Qui non ho famiglia, ma le suore cattoliche e varie organizzazioni mi aiutano, quindi la vita è un po' più facile” racconta Joseph That, 78 anni, paziente del lebbrosario di Ben San nel villaggio di Long Binh, nella provincia di Binh Duong, nel Vietnam del Sud. Era sposato, ma sua moglie lo ha lasciato dopo aver scoperto che lui aveva la lebbra e da allora non lo ha più contattato. Ora le sue gambe sono state amputate e indossa protesi, le sue mani sono contratte a causa della lebbra e cammina zoppicando.<br /><br />Un paziente del lebbrosario di Quy Hoa, gestito dalle suore dell'Ordine delle Francescane Missionarie a Quy Nhon, nel Vietnam centrale, ha raccontato: "Le suore lottano per i nostri diritti, quindi tutti noi le rispettiamo e le consideriamo come membri della nostra famiglia". Un altro paziente, che si trova nel villaggio dei lebbrosi dal 1960, il cui padre era membro del Partito Comunista e i cui fratelli sono buddisti, ha raccontato di essere diventato cattolico perché le suore si prendevano cura di lui come se fosse loro figlio. Seguendo l'esempio delle suore, è rimasto nel lebbrosario per tagliare i capelli ai pazienti anziani, visitarli e confortarli.<br /><br />Molti esempi del servizio donato dalle suore cattoliche nei villaggi dei lebbrosi sono stati apprezzati dalla comunità e lodati dai giornali statali, in particolare quello di suor Anna Nguyen Thi Xuan, nata nel 1957, che da quasi 40 anni si prende cura dei pazienti nel villaggio dei lebbrosi di Qua Cam, nella diocesi di Bac Ninh, nel Vietnam settentrionale. È stata insignita della Medaglia al Lavoro di Terza Classe dal Presidente del Vietnam ed è una delle 50 persone che hanno ricevuto un encomio dal Primo Ministro per i suoi risultati nel campo del welfare sociale.<br />Attività significative che dimostrano la cura e la comunione di tutta la Chiesa cattolica vietnamita nei confronti dei lebbrosi, come visite e raccolte di doni destinati ai lebbrosari, sono regolarmente svolte dalle comunità cattoliche di tutto il Paese. Più recentemente, durante il Capodanno lunare del Cavallo, il 5 febbraio, la diocesi di Thai Binh ha organizzato un incontro e una festa di Capodanno con i malati di lebbra nella cappella di Dong Tho, nella parrocchia di Thai Sa. In questa occasione, il vescovo Dominic Dang Van Cau, vescovo della diocesi, ha invitato i fedeli ad accogliere, amare e accompagnare coloro che soffrono di lebbra. Ha sottolineato: “Questo è un atto di misericordia e anche un modo concreto per vivere il mistero della comunione nella Chiesa. Attualmente, la diocesi di Thai Binh sta costruendo una nuova struttura, una casa per chi soffre di lebbra, che si spera crei uno spazio di vita stabile, sicuro e accogliente e offra ai malati una dimora a lungo termine”.Fri, 06 Mar 2026 11:43:02 +0100