Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.ASIA/IRAQ - Gara di “promesse” sulla futura autonomia della Piana di Ninivehttp://www.fides.org/it/news/60536-ASIA_IRAQ_Gara_di_promesse_sulla_futura_autonomia_della_Piana_di_Ninivehttp://www.fides.org/it/news/60536-ASIA_IRAQ_Gara_di_promesse_sulla_futura_autonomia_della_Piana_di_NiniveMosul – Anche il politico sunnita Atheel al Nujaifi, già governatore della provincia di Ninivee leader del partito politico al Hadba, ha dichiarato che la provincia di Ninive, una volta liberata dal controllo dei jihadisti dell'auto proclamato Stato Islamico , dovrà essere trasformata in regione autonoma, articolata in province – da sei a otto – dotate anc'esse di un certo grado di autonomia amministrativa. “In questo modo” ha sottolineato al Nujaifi “tutti i gruppi della regione potranno godere di un regime di auto-amministrazione, perchè non possono più continuare a credere a ulteriori promesse riguardo alla propria protezione”. <br />Le esternazioni del politico sunnita, riportate nei giorni scorsi dalla stampa locale, si rivolgono implicitamente anche ai cristiani che abitavano nei villaggi della Piana di Ninive, fuggiti in massa davanti alla conquista della regione da parte dei miliziani del Daesh. Esse ripropongono ancora una volta il progetto – ventilato da tempo – di una “provincia autonoma a maggioranza cristiana”, da istituire nella Piana di Ninive per riconoscere alle comunità cristiane locali un ruolo nel funzionamento delle istituzioni amministrative e nel campo della protezione e della sicurezza. Ma le parole di al Nujaifi confermano anche che le “promesse” rivolte ai cristiani stanno diventando argomento propagandistico di progetti di gestione politica dell'area che appaiono in concorrenza tra loro. Solo pochi giorni fa , il leader curdo Masud Barzani, Presidente della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, in un in contro con politici cristiani svoltosi a Erbil aveva prefigurato la creazione di una “provincia cristiana” nella Piana di Ninive, e la successiva indizione di un referendum per consentire agli abitanti di tale entità amministrativa autonoma di scegliere il proprio inquadramento politico sotto il governo di un Kurdistan iracheno indipendente, piuttosto che sotto il governo federale con sede a Baghdad. . Sat, 30 Jul 2016 11:11:50 +0200AFRICA/SUD SUDAN - Gruppi di famiglie si rifugiano nelle scuole gestite dalla Chiesa cattolica per fuggire dalla guerrahttp://www.fides.org/it/news/60534-AFRICA_SUD_SUDAN_Gruppi_di_famiglie_si_rifugiano_nelle_scuole_gestite_dalla_Chiesa_cattolica_per_fuggire_dalla_guerrahttp://www.fides.org/it/news/60534-AFRICA_SUD_SUDAN_Gruppi_di_famiglie_si_rifugiano_nelle_scuole_gestite_dalla_Chiesa_cattolica_per_fuggire_dalla_guerraWau – Gruppi di famiglie continuano ad occupare le scuole gestite dalla Chiesa cattolica nella cittadina di Wau, nella parte occidentale dello stato di Bahr el Ghazal del Sud Sudan, per sfuggire alle conseguenze del conflitto tra forze governative e gruppi armati. Lo ha riferito a Radio Tamazuj, Sylvester Owaj, direttore delle scuole cattoliche della Diocesi dove si trova la città di Wau. Owaj ha aggiunto che sono in atto le ricerche per trovare una sistemazione alternativa per gli sfollati attualmente ospitati presso le scuole intitolate a Giovanni Paolo II e a San Michele, così gli studenti possano riprendere a seguire le loro lezioni.<br /><br />Owaj ha anche confermato che sono in corso contatti con le autorità competenti e con le organizzazioni umanitarie che hanno iniziato a installare nell’area campi di sfollati destinati a ospitare le famiglie sfollate a causa del conflitto.<br /><br />Da diverse settimane, Nella città di Wau gli scontri tra le forze governative e gruppi armati hanno provocato nelle ultime settimane l’allontanamento di migliaia di persone dalle loro case. Come segnalato da Fides , le forze dell’SPLA hanno ripreso i combattimenti in diverse parti della Contea di Wau già dai primi giorni di luglio.<br /><br /> <br /><br />Sat, 30 Jul 2016 09:14:41 +0200ASIA/SIRIA - Il “Fronte al Nusra” cambia nome. Il Vescovo Audo: puro tatticismo, i 'ribelli moderati' non esistonohttp://www.fides.org/it/news/60533-ASIA_SIRIA_Il_Fronte_al_Nusra_cambia_nome_Il_Vescovo_Audo_puro_tatticismo_i_ribelli_moderati_non_esistonohttp://www.fides.org/it/news/60533-ASIA_SIRIA_Il_Fronte_al_Nusra_cambia_nome_Il_Vescovo_Audo_puro_tatticismo_i_ribelli_moderati_non_esistonoAleppo - La scelta della fazione jihadista Jabhat al-Nusra di cambiare nome e di annunciare la propria fuoriuscita formale dalla rete di al Qaida rappresenta “una pura mossa tattica per accreditare il simulacro di una fantomatica 'ribellione islamista moderata' che sarebbe presente nel ventaglio di forze impegnate nella guerra contro Assad. Una entità che in realtà non esiste”. Ne è convinto il gesuita siriano Antoine Audo, Vescovo caldeo di Aleppo. “Cambiare il nome, e dichiarare a parole la propria uscita dalla rete di al Qaida” dichiara il Vescovo della città martire siriana all'Agenzia Fides, “non cambia assolutamente nulla sul piano della realtà. Loro sono gli stessi, esponenti delllo stesso estremismo sunnita jihadista. Cambiano nome per puro tatticismo. Un gioco ingannevole, per provare a presentarsi come rappresentanti di quella immaginaria 'opposizione moderata siriana' di cui sembrano avere bisogno certi poteri per continuare a perseguire i propri disegni sulla Siria”. <br />Ieri, giovedì 2o luglio, Abu Muhammad al-Jawlani, capo militare del Fronte al Nusra, ha annunciato che il gruppo d'ora in poi si chiamerà Jabhat Fatah Al-Sham .<br />In un video, trasmesso in esclusiva da al-Jazeera, al-Jawlani ha confermato anche la fuoriuscita di al Nusra dalla rete di al Qaida, motivando la decisione con l'intento di “ridurre le distanze tra le fazioni jihadiste” operanti nel conflitto siriano. Nello stesso video, il capo jihadista ha comunque ringraziato i vertici attuali di al-Qaeda "per aver compreso il bisogno di rompere il legame". In passato, in diverse situazioni locali, le milizie di al Nusra sono state impegnate in scontri armati per il controllo del territorio anche con i jihadisti del cosidetto Stato Islamico . .Fri, 29 Jul 2016 12:22:48 +0200AFRICA/EGITTO - Il Presidente al Sisi riceve il Patriarca Tawadros; polemiche sulle manifestazioni dei copti in Usahttp://www.fides.org/it/news/60532-AFRICA_EGITTO_Il_Presidente_al_Sisi_riceve_il_Patriarca_Tawadros_polemiche_sulle_manifestazioni_dei_copti_in_Usahttp://www.fides.org/it/news/60532-AFRICA_EGITTO_Il_Presidente_al_Sisi_riceve_il_Patriarca_Tawadros_polemiche_sulle_manifestazioni_dei_copti_in_UsaIl Cairo - I cittadini egiziani, a qualsiasi comunità religiosa appartengano, “sono tutti uguali nei loro diritti e nei loro doveri, in accordo con la Costituzione”. E i cristiani egiziani hanno mostrato “saggezza e spirito di Patria” nel modo in cui hanno risposto alle sofferenze e alle provocazioni subite negli ultimi anni, rimanendo saldi davanti agli attacchi provenienti da coloro che “vorrebbero sfruttare la religione come uno strumento per fomentare divisioni e diffondere idee estremiste”. Sono queste le considerazioni essenziali che il Presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi ha voluto esprimere nel suo incontro con il Patriarca copto ortodosso Tawadros II, da lui ricevuto ieri nel palazzo presidenziale insieme a una delegazione comprendente diversi Vescovi del Sinodo della Chiesa copta ortodossa. Sisi ha posto l'accento sul valore della fratellanza in Egitto fra cristiani e musulmani, valorizzando le iniziative messe in campo dall'Egyptian Family House , organismo di collegamento interreligioso sorto da alcuni anni come strumento per prevenire e mitigare le contrapposizioni settarie. <br />Intanto suscitano ancora polemiche le dimostrazioni pubbliche svolte da alcuni gruppi della diaspora copta – come quello che ha manifestato nei giorni scorsi a Washington, davanti alla Casa Bianca – per protestare contro le violenze subite dai cristiani in Egitto. I portavoce del Patriarcato copto ortdosso non hanno voluto esprimere commenti ufficiali su tali manifestazioni, ma nei giorni scorsi dal Patriarcato erano arrivate messe in guardia contro possibili strumentalizzazioni, e la diffida a organizzare all'estero mobilitazioni e campagne pubbliche che potevano essere percepite come tentativi di “interferenza” nelle vicende interne egiziane, messe in atto da organizzazioni e gruppi stranieri. <br />Lo scrittore egiziano Michel Fahmy ha duramente polemizzato con tali manifestazioni, organizzate da membri della diaspora egiziana copta, definendoli atti “di stupidità o di tradimento” compiuti da piccoli gruppi, sottolineando che solo lo Stato egiziano è in grado di proteggere anche i copti dalle violenze settarie, obiettivo che non sono in grado di assicurare né le sigle militanti della diaspora copta ortodossa, né i parlamientari copti presenti nel Parlamento egiziano. Fri, 29 Jul 2016 12:05:11 +0200AMERICA/ARGENTINA - “Giornata dei Martiri latinoamericani” a 40 anni dalla morte di Mons. Angelellihttp://www.fides.org/it/news/60531-AMERICA_ARGENTINA_Giornata_dei_Martiri_latinoamericani_a_40_anni_dalla_morte_di_Mons_Angelellihttp://www.fides.org/it/news/60531-AMERICA_ARGENTINA_Giornata_dei_Martiri_latinoamericani_a_40_anni_dalla_morte_di_Mons_AngelelliNeuquén – Giovedì 4 agosto la diocesi di Neuquen, guidata dal suo Vescovo, Sua Ecc. Mons. Virginio Bressanelli, S.C.I. celebrerà la "Giornata dei Martiri latinoamericani", ricordando il 40° anniversario della morte del Vescovo di La Rioja, Sua Ecc. Mons. Enrique Angelelli, avvenuta il 4 agosto 1976, e i 33 anni da quando l’allora Vescovo di Neuquen, Sua Ecc. Mons. Jaime Francisco De Nevares, denunciò l'accaduto come un "crimine della dittatura". Mons. Bressanelli celebrerà una Messa solenne in Cattedrale.<br />Secondo le informazioni inviate a Fides, durante una conferenza stampa, Mons. Bressanelli, accompagnato dal sacerdote Rubén Capitanio, ha messo in evidenza la figura di Mons. Angelelli e ha annunciato che parteciperà con un gruppo di laici agli atti commemorativi che domenica prossima, 31 luglio, si terranno a La Rioja, la diocesi di cui era Vescovo Mons. Angelelli.<br />Padre Capitanio ha ricordato che 33 anni fa, durante la Messa celebrata dal Vescovo di Neuquen, Mons. De Nevares, per la prima volta venne denunciato pubblicamente che "Mons. Angelelli era stato ucciso, e ciò ha determinato il caso giudiziario, affidato in seguito alla giustizia di La Rioja per le indagini". “Anche se la pratica è stata archiviata per un lungo periodo di tempo, recentemente è stata ripresa per procedere con il processo e la condanna dei responsabili del crimine" ha detto il sacerdote.<br />“Vogliamo raccogliere il ricordo di Mons. Angelelli, perché è un ricordo di impegno totale con Dio e con le persone, e da loro siamo certi che si trattava di un impegno pacifico, secondo il Vangelo, per la giustizia, per la verità, per una democrazia dove c'è il vero rispetto da parte di tutti" ha concluso Mons. Bressanelli.<br />Mons. Enriche Angelelli , Vescovo della diocesi di La Rioja, era uno dei più noti Vescovi del Paese, contrario alla dittatura. Morì in un incidente d'auto simulato, poco dopo l'instaurarsi della dittatura militare. Dopo 38 anni, il 4 luglio 2014, sono stati condannati all'ergastolo due alti ufficiali per l'omicidio del Vescovo. Per decenni le autorità avevano sostenuto che la sua morte fosse stata accidentale. Nel 2015 è stata aperta la fase diocesana della causa di beatificazione. <br /> <br />Fri, 29 Jul 2016 11:59:43 +0200AMERICA/ARGENTINA - "Mai viste così tante persone vivere per strada" denuncia il Vescovo di Neuquénhttp://www.fides.org/it/news/60530-AMERICA_ARGENTINA_Mai_viste_cosi_tante_persone_vivere_per_strada_denuncia_il_Vescovo_di_Neuquenhttp://www.fides.org/it/news/60530-AMERICA_ARGENTINA_Mai_viste_cosi_tante_persone_vivere_per_strada_denuncia_il_Vescovo_di_NeuquenNeuquén – Negli ultimi mesi il numero dei senzatetto è molto aumentato,"non avevo mai visto, nei sei anni che sono qui, così tante persone che vivono per strada" ha affermato il Vescovo della diocesi di Neuquén, Sua Ecc. Mons. Virginio Bressanelli, S.C.I., esprimendo la sua preoccupazione per la situazione sociale dell’intera provincia. "Al mattino presto, quando apro la Cattedrale, c'è gente che entra per dormire lì – prosegue -. L'altro giorno ho contato nove persone accanto al termosifone del riscaldamento e padre Carlos mi ha detto che l'altro giorno ne ha viste 11. Noi li lasciamo dormire e diciamo alla gente di non preoccuparsi di loro, di non disturbarli".<br />Mons. Bressanelli ha segnalato questa triste situazione durante un incontro con la stampa, presso la sede della diocesi, per la presentazione delle attività per il 40° anniversario dell'assassinio di Sua Ecc. Mons. Enrique Angelelli. Alla fine il Vescovo ha esortato la società in generale, ma soprattutto le autorità, ad agire per risolvere questa situazione.<br />Per la sua ubicazione geografica e per il cambiamento climatico, la provincia di Neuquén è stata una delle zone argentine più colpite dalle catastrofi naturali , in modo particolare dal 2014 fino ad oggi. Secondo dati raccolti da Fides, l’abbandono, la miseria e i problemi riguardanti le vie di comunicazione, hanno contribuito all’emigrazione di parte della popolazione e ad aggravare la situazione di povertà della provincia.<br /> <br />Fri, 29 Jul 2016 11:23:01 +0200AMERICA/VENEZUELA - Campagna su più fronti per screditare la Chiesa, ancora ritardi per il referendumhttp://www.fides.org/it/news/60529-AMERICA_VENEZUELA_Campagna_su_piu_fronti_per_screditare_la_Chiesa_ancora_ritardi_per_il_referendumhttp://www.fides.org/it/news/60529-AMERICA_VENEZUELA_Campagna_su_piu_fronti_per_screditare_la_Chiesa_ancora_ritardi_per_il_referendumCaracas – Sua Ecc. Mons. Ramon Ovidio Pérez Morales, Vescovo emerito della diocesi di Los Teques ed ex Presidente della Conferenza Episcopale del Venezuela , ha allertato la popolazione riguardo agli attacchi del governo di Nicolas Maduro contro la Chiesa cattolica al fine di screditarla agli occhi della gente. Nel suo account Twitter, Mons. Pérez Morales ha pubblicato il 27 luglio questo messaggio : "Chiesa sotto attacco ufficiale su più fronti: irruzioni nelle case, clonazioni nella rete, attacchi mediatici. Obiettivo: minare la credibilità". In seguito ha invitato i cattolici venezuelani a "essere preparati per la campagna che scredita la Chiesa e agli attacchi contro le persone e le strutture", sollecitando "a rafforzare la fede e l'unità".<br />Solo pochi giorni fa Sua Ecc. Mons. Mario del Valle Moronta Rodríguez, Vescovo della diocesi di San Cristobal de Venezuela, aveva denunciato un falso account Twitter, accreditato alla CEV, dove sono state pubblicate informazioni false. Diverse associazioni cattoliche hanno quindi chiesto alla piattaforma digitale di eliminare il falso account. Le reti sociali sono ormai diventate in Venezuela il mezzo di comunicazione per eccellenza, e i media ufficiali non vengono più considerati da nessun settore della società.<br />Nel frattempo non si placano le proteste in tutto il paese per il ritardo nell’indizione del referendum per destituire il Presidente Maduro. Ieri, 28 luglio, a Caracas, la Guardia Nazionale ha impedito un corteo dell’opposizione che voleva raggiungere la sede del Consiglio Nazionale Elettorale per chiedere di non rallentare la procedura per il referendum. Il primo passo è stato la consegna di circa 1,8 milioni di firme al CNE , ma ancora si attende che l’organismo le dichiari valide e fissi la data per il secondo passo: la raccolta di quattro milioni di firme, pari al 20% degli iscritti nelle liste elettorali. <br /> <br />Fri, 29 Jul 2016 10:08:19 +0200ASIA/INDIA - Nomina del Rettore del Seminario regionale “St. Joseph” di Allahabadhttp://www.fides.org/it/news/60528-ASIA_INDIA_Nomina_del_Rettore_del_Seminario_regionale_St_Joseph_di_Allahabadhttp://www.fides.org/it/news/60528-ASIA_INDIA_Nomina_del_Rettore_del_Seminario_regionale_St_Joseph_di_AllahabadCittà del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 30 aprile 2016, ha nominato Rettore del Seminario regionale “St. Joseph” di Allahabad, in India, il rev. Ronald Tellis, del clero della diocesi di Jhansi.<br />Il nuovo Rettore è nato il 28 agosto 1970 nella diocesi di Mangalore ed è stato ordinato sacerdote il 15 agosto 1997, incardinato nella diocesi di Jhansi. Ha conseguito il baccellierato in filosofia all’università di Allahabad e quello in teologia al St. Joseph Regional Seminary di Allahabad, quindi la licenza e il dottorato in Teologia morale alla Pontificia Accademia Alfonsiana, a Roma. Ha un Diploma in formazione religiosa ed accompagnamento pastorale rilasciato dal National Vocational Service Centre di Pune. <br />Ha svolto il ministero pastorale come Assistente Rettore al St. John’s Seminary e nella chiesa di St. John, diocesi di Jhansi; Rettore e incaricato della parrocchia St. Jude a Judepur, Jhansi. Dal giugno 2010 è Vice Rettore e membro dello staff al St. Joseph Regional Seminary di Allahabad. <br />Fri, 29 Jul 2016 09:23:43 +0200AFRICA/NIGERIA - Nomina del Rettore del Seminario maggiore “Good Shepherd” di Kadunahttp://www.fides.org/it/news/60527-AFRICA_NIGERIA_Nomina_del_Rettore_del_Seminario_maggiore_Good_Shepherd_di_Kadunahttp://www.fides.org/it/news/60527-AFRICA_NIGERIA_Nomina_del_Rettore_del_Seminario_maggiore_Good_Shepherd_di_KadunaCittà del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 20 maggio 2016, ha nominato Rettore del Seminario maggiore interdiocesano “Good Shepherd” di Kaduna, in Nigeria, il rev. Habila T. Daboh, del clero dell’arcidiocesi di Kaduna.<br />Il nuovo Rettore è nato il 10 giugno 1970 ed è stato ordinato sacerdote il 10 luglio 1999. Ha avuto la formazione sacerdotale presso il Sts Peter and Paul Seminary di Ekpoma, il St. Thomas Aquinas Major Seminary di Makurdi ed il St. Augustine Major Seminary di Jos. A Roma, presso la Pontificia Università Gregoriana, ha conseguito la licenza in Storia della Chiesa. Dopo l’ordinazione ha svolto il ministero in diverse parrocchie. Attualmente era Rettore del St. Peter’s Minor Seminary, Katari, Kaduna. <br />Fri, 29 Jul 2016 08:59:50 +0200EUROPA/CROAZIA - Conferma del Direttore nazionale delle POM, rev. Antun Stefanhttp://www.fides.org/it/news/60526-EUROPA_CROAZIA_Conferma_del_Direttore_nazionale_delle_POM_rev_Antun_Stefanhttp://www.fides.org/it/news/60526-EUROPA_CROAZIA_Conferma_del_Direttore_nazionale_delle_POM_rev_Antun_StefanCittà del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 30 giugno 2016 ha confermato nell’incarico di Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Croazia per un altro quinquennio , il rev. Antun Stefan, del clero della diocesi di Varazdin. Fri, 29 Jul 2016 08:46:30 +0200ASIA/LIBANO - Il Patriarca maronita: “vergognoso” attendere che altri Paesi decidano chi deve essere il Presidente libanesehttp://www.fides.org/it/news/60525-ASIA_LIBANO_Il_Patriarca_maronita_vergognoso_attendere_che_altri_Paesi_decidano_chi_deve_essere_il_Presidente_libanesehttp://www.fides.org/it/news/60525-ASIA_LIBANO_Il_Patriarca_maronita_vergognoso_attendere_che_altri_Paesi_decidano_chi_deve_essere_il_Presidente_libaneseBeirut - “E' vergognoso che i libanesi debbano attendere per anni che gli altri paesi della regione siano loro a scegliere un Presidente”. Così il Patriarca Maronita Boutros Bechara Rai ha stigmatizzato per l'ennesima volta la paralisi istituzionale, i veti incrociati tra le forze politiche nazionali e le interferenze straniere che da più di due anni impediscono l'elezione di un nuovo Capo dello Stato, carica istituzionale che il complesso sistema libanese riserva a un cristiano maronita. Il Primate della Chiesa maronita ha espresso le sue valutazioni martedì scorso, 26 luglio, in un incontro con una delegazione del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati del Libano settentrionale. <br />Negli ultimi giorni, una serie di incontri – come quello tra lo stesso Patriarca e il candidato Suleiman Franjieh, leader del partito Marada, seguito da quello dello stesso Franjieh con una delegazione del Partito sciita Hezbollah – ha rilanciato sulla stampa libanese voci e indiscrezioni su un possibile sblocco della paralisi politica, con i giochi che potrebbero riaprirsi entro settembre. Sul tavolo rimane la candidatura alla carica presidenziale del generale Michel Aoun, leader del Movimento patriottico libero, formalmente appoggiata anche dalle Forze libanesi dell'ex “nemico” Samir Geagea, ma osteggiata dal Partito sunnita “Futuro”, guidato da Saad Hariri. .Thu, 28 Jul 2016 12:47:22 +0200AMERICA/COLOMBIA - “Situazione sempre più grave”: più di 1.500 persone bloccate, denuncia il Vescovo di Apartadohttp://www.fides.org/it/news/60524-AMERICA_COLOMBIA_Situazione_sempre_piu_grave_piu_di_1_500_persone_bloccate_denuncia_il_Vescovo_di_Apartadohttp://www.fides.org/it/news/60524-AMERICA_COLOMBIA_Situazione_sempre_piu_grave_piu_di_1_500_persone_bloccate_denuncia_il_Vescovo_di_ApartadoTurbo – Dopo l'aumento dei migranti irregolari che entrano ogni giorno nel comune colombiano di Turbo, al confine con Panama, il Vescovo della diocesi di Apartado, Sua Ecc. Mons. Hugo Torres Marin, ha lanciato una richiesta urgente di aiuto alla Cancelleria per affrontare questa crisi umanitaria. "La situazione a Turbo, Antioquia; Capurganá e Sabzurro, nel Choco, sta diventando ogni giorno sempre più grave, abbiamo bisogno di una risposta dalla Cancelleria" riferisce la nota inviata a Fides da una fonte locale.<br />La preoccupazione, dice Mons. Torres Marin, viene dal fatto che il Ministero degli Esteri non si pronuncia su questo tema, e non offre nemmeno soluzioni possibili, mentre la situazione richiede una risposta immediata perché, spiega, "ci sono già reazioni della popolazione, di ordine pubblico, per l'invasione di terreni dove i migranti hanno allestito delle baracche per vivere; a causa dall'indifferenza dello stato, molti di loro sono vittime di furti anche se hanno poche cose; sebbene il sindaco fornisca loro l'acqua, il cibo è fornito dalla Pastorale Sociale attraverso la Chiesa, tuttavia il problema è così grave che anche gruppi di laici impegnati contribuiscono al sostentamento di queste persone".<br />Ai migranti bloccati si aggiunge quindi un flusso giornaliero che varia da 100 a 400 clandestini. Inoltre pochi giorni fa un guasto ha lasciato senza elettricità Capurganá, popolazione del Choco che vive ad una temperatura tra 32 e 35 gradi Celsius. Questo ha fatto aumentare il prezzo del cibo, che richiede refrigerazione e il ricorso ai gruppi elettrogeni per i quali si deve comprare il carburante.<br />La grave situazione nel comune di Uraba è causato dalla chiusura delle frontiere per gli immigrati decisa il 9 maggio dal Presidente di Panama. Gli emigranti provenienti da Cuba, Haiti, Africa e Cina sperano infatti di raggiungere gli Stati Uniti attraverso la Colombia e Panama. Secondo le stime della Chiesa locale, in quella zona ci sono più di 1.500 persone bloccate.<br /> <br />Thu, 28 Jul 2016 11:49:28 +0200EUROPA/POLONIA - La Dottrina Sociale della Chiesa in una app pensata per i giovanihttp://www.fides.org/it/news/60523-EUROPA_POLONIA_La_Dottrina_Sociale_della_Chiesa_in_una_app_pensata_per_i_giovanihttp://www.fides.org/it/news/60523-EUROPA_POLONIA_La_Dottrina_Sociale_della_Chiesa_in_una_app_pensata_per_i_giovaniCracovia – L'Arcivescovo di Manila, il Card. Luis Antonio Tagle, ha presentato il 26 luglio ai giovani partecipanti della Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia, una app sulla Dottrina Sociale della Chiesa pensata per loro, come riferisce la nota pervenuta a Fides dalla Conferenza Episcopale delle Filippine . "La Chiesa vuole diffondere la Buona Novella con i moderni mezzi di comunicazione ... per reimpostare il mondo in fiamme portandogli la potenza della Parola di Gesù Cristo" ha detto il Cardinale, che è anche membro del YouCat International Advisory Board.<br />L'applicazione "DOCAT App" è un progetto del Catechismo dei Giovani della Chiesa cattolica, come YOUCAT , che mira ad aiutare i giovani a comprendere nel loro lingguaggio e rispondendo alle loro domande, il Catechismo della Chiesa Cattolica. Il Card. Tagle ha sottolineato che DOCAT è un sequel di YOUCAT, in quanto "a completare la fede, c’è l'azione".<br />L'applicazione si propone di guidare i giovani nella formazione della coscienza e nell’azione evangelica su temi sociali come la povertà, il lavoro, l'ambiente, la pace… è disponibile in diverse lingue, tra cui croato, ceco, inglese, tedesco, francese, italiano, filippino, irlandese e 15 lingue indiane.<br /> <br />Thu, 28 Jul 2016 11:47:40 +0200ASIA/TERRA SANTA - Riprende vigore lo scoutismo palestinese, uno dei più antichihttp://www.fides.org/it/news/60522-ASIA_TERRA_SANTA_Riprende_vigore_lo_scoutismo_palestinese_uno_dei_piu_antichihttp://www.fides.org/it/news/60522-ASIA_TERRA_SANTA_Riprende_vigore_lo_scoutismo_palestinese_uno_dei_piu_antichiRamallah – Dopo un lungo periodo di sospensione dei contatti con analoghe realtà e reti diffuse a livello globale, il movimento scout in Palestina, riappropriandosi della sua lunga storia, comincia a tornare presente nelle occasioni di incontro e di scambio di esperienze promosse dallo scautismo a livello regionale e internazionale. Due delegazini della Associazione scout palestinesi hanno preso parte nelle scorse settimane a un campo in Polonia – nel contesto del nuovo rapporto di cooperazione e gemellaggio intessuto con lo scoutismo polacco – e alla riunione degli scout arabi, iniziata in Marocco lo scorso 13 luglio. <br />Altre iniziative, svoltesi a Ramallah e in altre città della Palestina, hanno segnato il rientro ufficiale dello scoutismo palestinese nella rete dell'Organizzazione Mondiale del Movimento Scout , organismo da cui gli scout palestinesi si erano distanziati a partire dal 1948, al tempo della Nakba. La reintegrazione dello scoutismo palestinese all'interno del WOSM era stata già sancita dal voto di approvazione unanime espresso alla fine di febbraio da 162 realtà nazionali che fanno parte di quell'organismo. <br />Il ritorno dello scoutismo palestinese in seno agli organismi di collegamento internaizonali è stato celebrato anche dai rappresentanti politici palestinesi, a partire dal Presidente Mahmud Abbas. L'intenzione è quella di rivitalizzare la “Regione scout palestinese”, suddivisa in quattro unità . Ora fanno capo all'Associazione scout palestinese già 120 squadre in Cisgiordania, più di 30 squadre nella Striscia di Gaza e 30 in Libano. <br />Considerato uno dei più antichi movimenti scout nel mondo, lo scoutismo palestinese è iniziato con la fondazione del primo gruppo scout presso la scuola anglicana di Saint George, che fa capo alla diocesi anglicana di Gerusalemme, nel 1912. Lungo la sua lunga storia, lo scoutismo palestinese conobbe anche la persecuzione nel periodo del mandato britannico, nella seconda metà degli anni Trenta. .Thu, 28 Jul 2016 11:38:34 +0200ASIA/CINA - “Seguire San Francesco, vivere il Giubileo”: giovani cinesi in comunione con la GMGhttp://www.fides.org/it/news/60520-ASIA_CINA_Seguire_San_Francesco_vivere_il_Giubileo_giovani_cinesi_in_comunione_con_la_GMGhttp://www.fides.org/it/news/60520-ASIA_CINA_Seguire_San_Francesco_vivere_il_Giubileo_giovani_cinesi_in_comunione_con_la_GMGZhou Zhi – “Seguire San Francesco, vivere il Giubileo della Misericordia” è stato il tema del campeggio francescano dei giovani di una parrocchia della diocesi di Zhou Zhi della provincia di Shaan Xi, in Cina continentale, che hanno voluto essere in comunione spirituale con le migliaia di giovani che si raduneranno a Cracovia per la Giornata Mondiale della Gioventù . I francescani del luogo hanno organizzato e guidato questo cammino spirituale dei giovani cattolici cinesi, in comunione con il Papa, che proprio domenica scorsa, 24 luglio, all’Angelus ha rivolto un pensiero speciale a coloro che “non potendo essere presenti di persona, seguiranno l’evento attraverso i mezzi di comunicazione”, ma sono “tutti uniti nella preghiera”. <br />Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, dal 15 al 23 luglio, 130 giovani con 20 volontari, guidati da sette sacerdoti francescani, hanno potuto vivere 9 giorni di preghiera, condivisione di fede e missione. Tra le iniziative previste il “festival della fraternità”, i canti, la visita ai malati, le opere caritative verso i poveri, una gita per ammirare la creazione del Signore… Diversi temi sono stati approfonditi durante il campeggio: la storia e la spiritualità di S. Francesco, il movimento francescano ieri e oggi, la misericordia di Dio e la misericordia di Gesù, essere strumento di pace… . I sacerdoti hanno concelebrato la Messa conclusiva incoraggiando i giovani a seguire le orme di San Francesco e a vivere intensamente il Giubileo della Misericordia. <br /> <br />Thu, 28 Jul 2016 08:59:31 +0200AMERICA/CILE - Il carcere non è un luogo dove si perde la speranza, si può imparare dai propri errorihttp://www.fides.org/it/news/60521-AMERICA_CILE_Il_carcere_non_e_un_luogo_dove_si_perde_la_speranza_si_puo_imparare_dai_propri_errorihttp://www.fides.org/it/news/60521-AMERICA_CILE_Il_carcere_non_e_un_luogo_dove_si_perde_la_speranza_si_puo_imparare_dai_propri_erroriAysén – "Il carcere non è un luogo dove si perde la speranza, ma è un tempo che può rafforzare i progetti di vita per una società più giusta e fraterna; la mancanza di libertà non vuol dire mancanza di dignità, coraggio e fiducia, le persone possono imparare dai propri errori e proiettare la loro vita in modo più sociale": sono le parole del Vicario Apostolico di Aysen, Sua Ecc. Mons. Luigi Infanti della Mora, O.S.M. dopo la visita al penitenziario di Coyhaique, dove ha incontrato una detenuta per consegnarle una lettera del Papa.<br />Secondo la nota pervenuta a Fides, la lettera, firmata dal Santo Padre Francesco, risponde ad una lettera scritta dalla giovane in carcere ed inviata al Papa un anno fa attraverso il Nunzio apostolico. La risposta del Papa giunse in Nunziatura un mese dopo, ma per diversi motivi è stato possibile consegnarla solo ora. <br />“Chiedo a Dio di concedere a Lei la luce della fede e la forza della speranza, e che riesca a sentire la consolazione di Dio misericordioso nella vicinanza delle persone che ama" scrive il Papa, assicurando la sua preghiera. La donna ha ringraziato per la risposta e, molto emozionata, ha detto che continuerà a scrivergli per raccontare al Papa che si è sposata e ha avuto il suo secondo figlio, una bambina che vive con lei nel carcere.<br />"Da un punto di vista spirituale è confortante sapere che il Papa si preoccupa di rispondere alle persone che si trovano in una situazione complessa; è una gioia e una speranza per noi, non solo per la persona che ha scritto, sapendo di potersi aspettare una risposta da Sua Santità" ha commentato il direttore regionale della Gendarmeria alla stampa. <br /> <br />Thu, 28 Jul 2016 10:29:40 +0200ASIA/SIRIA - Il Vescovo di Aleppo: padre Hamel e gli altri martiri salvano il mondo, non strumentalizziamo le loro sofferenzehttp://www.fides.org/it/news/60518-ASIA_SIRIA_Il_Vescovo_di_Aleppo_padre_Hamel_e_gli_altri_martiri_salvano_il_mondo_non_strumentalizziamo_le_loro_sofferenzehttp://www.fides.org/it/news/60518-ASIA_SIRIA_Il_Vescovo_di_Aleppo_padre_Hamel_e_gli_altri_martiri_salvano_il_mondo_non_strumentalizziamo_le_loro_sofferenze Aleppo – La vicenda di padre Jacques Hamel, l'anziano sacerdote francese sgozzato mentre celebrava la Messa, “appartiene alla grande storia del martirio cristiano, come quelle dei martiri recenti delle Chiese in Oriente”. Per questo “non merita di essere strumentalizzata, magari proprio da chi, fino a poco tempo fa, per seguire i propri interessi, pensava di giocare di sponda con i gruppi jihadisti a cui fanno riferimento anche i giovani terroristi che lo hanno ucciso”. <br />Così il Vescovo Georges Abou Khazen OFM, Vicario apostolico di Aleppo per i cattolici di rito latino, guarda dalla città martire siriana al tragico evento consumatosi ieri mattina nella chiesa di . <br />Saint Etienne du Rouvray, vicino Rouen. “Lungo i secoli” rimarca il Vescovo francescano conversando con l'Agenzia Fides, “i cristiani hanno sempre visto nel martirio la confessione più alta della fede. Mentre piangevano i loro martiri, li hanno sempre celebrati come quelli che redimono tutti noi e salvano il mondo, perchè prendono su di sé le sofferenze ricevute nel nome di Gesù, e così applicano ai loro contemporanei la redenzione portata da Cristo”. <br />Questa dinamica, cosi intima al mistero di salvezza, a giudizio di mons. Georges non può essere sfigurata da chi fomenta indignazione per incassare qualche tornaconto di natura politica. “Sono anni” fa notare il Vicario apostolico di Aleppo “ che noi Vescovi del Medio Oriente mettevamo in guardia quei poteri occidentali che pur di perseguire i propri interessi non esitavano ad appoggiare i gruppi di invasati che perseguono l'ideologia jihadista. Adesso vedo circolare reazioni feroci, che identificano tutto l'islam con quei gruppi accecati da un'ideologia di odio e di morte che sembra diffondersi dovunque, per vie misteriose. Occorre essere semplici come colombe e astuti come serpenti, come insegna il Vangelo. Ma la furbizia non consiste nel farsi contaminare dal veleno del serpente”. .Wed, 27 Jul 2016 13:08:29 +0200ASIA/TERRA SANTA - Il Presidente Abbas scrive al Papa: sconvolti dall'omicidio del sacerdote, condanniamo chi giustifica il terrore con la religionehttp://www.fides.org/it/news/60517-ASIA_TERRA_SANTA_Il_Presidente_Abbas_scrive_al_Papa_sconvolti_dall_omicidio_del_sacerdote_condanniamo_chi_giustifica_il_terrore_con_la_religionehttp://www.fides.org/it/news/60517-ASIA_TERRA_SANTA_Il_Presidente_Abbas_scrive_al_Papa_sconvolti_dall_omicidio_del_sacerdote_condanniamo_chi_giustifica_il_terrore_con_la_religioneRamallah - “Siamo sconvolti dall’attacco barbaro alla chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray in cui abbiamo perso il parroco Jacques Hamel. A nome dello Stato di Palestina e del popolo palestinese, e a nome mio personale, condanno la vile ed odiosa azione terroristica e qualsiasi giustificazione si osi dare in nome della religione a questi atti contro l’umanità”. Cosi il Presidente di Palestina Mahmud Abbas si rivolge a Papa Francesco, nella lettera di condoglianze da lui inviata al Successore di Pietro dopo l'efferato assassinio dell'anziano sacerdote sgozzato ieri da due terroristi mentre stava celebrando messa nella chiesa di Saint Etienne du Rouvray, vicino Rouen. “Saremo sempre fianco a fianco” si legge nel messaggio presidenziale, pervenuto all'Agenzia Fides, “per diffondere l’amore, la misericordia e la giustizia, contro l’odio e l’integralismo, e per far crescere insieme giustizia e pace a vantaggio di tutta l’umanità”.<br />Anche i Vescovi ordinari cattolici di Terra Santa, già nella giornata di ieri, avevano diffuso un messaggio di condoglianze rivolto alla Chiesa che è in Francia e a tutti i francesi. “Dalla Terra Santa che continua a soffrire violenza e instabilità” si legge nel messaggio, pubblicato dai media ufficiali del Patriarcato latino di Gerusalemme, “alziamo le nostre voci esortando a mettere fine all’uso della violenza in nome della religione e, piuttosto, ad utilizzarla come via per promuovere il rispetto reciproco e la comprensione tra i popoli. In queste occasioni, noi, i credenti” hanno sottolineato i Vescovi cattolici di Terra Santa “dobbiamo pregare l’Onnipotente di custodire l’unità tra i popoli, per cooperare insieme allo scopo di porre fine a ogni forma di terrorismo, e perché ispiri i responsabili del mondo ad agire consapevolmente e in modo risoluto, per sradicare il terrorismo e le sue cause nelle regioni che patiscono questo terribile flagello”. .Wed, 27 Jul 2016 11:49:21 +0200AMERICA/COSTA RICA - Il Costa Rica accoglie temporaneamente i rifugiati del Centro Americahttp://www.fides.org/it/news/60516-AMERICA_COSTA_RICA_Il_Costa_Rica_accoglie_temporaneamente_i_rifugiati_del_Centro_Americahttp://www.fides.org/it/news/60516-AMERICA_COSTA_RICA_Il_Costa_Rica_accoglie_temporaneamente_i_rifugiati_del_Centro_AmericaSan José – Il Costa Rica, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati e l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni , hanno annunciato ieri un accordo secondo cui questa nazione accoglierà temporaneamente un certo numero di rifugiati della regione centroamericana come paese non coinvolto direttamente. L'annuncio è stato dato durante una conferenza stampa presso il Palazzo Presidenziale, dal Ministro della Presidenza, Sergio Alfaro, dal rappresentante dell'UNHCR in questo paese, Carlos Maldonado, e dal capo della missione locale OIM, Roeland De Wilde.<br />"Questa convenzione si applica ai cittadini dei paesi della regione che sono considerati in pericolo e hanno chiesto lo status di rifugiato per un terzo paese, diverso dal Costa Rica" ha detto Alfaro, secondo le nota pervenuta a Fides. Tali persone sono state precedentemente indicate dall'UNHCR come candidate per essere accolte qui, ha detto Alfaro, e ha precisato che il Costa Rica aprirà le porte solo per l'attenzione verso queste persone, che avranno un visto umanitario temporaneo.<br />Il rappresentante dell'UNHCR in Costa Rica, ha espresso l'orgoglio e l'onore di firmare questo accordo di cooperazione, e ha descritto il Costa Rica come partner di riferimento per la protezione dei rifugiati, con programmi-modello in questo settore. L'accordo non include i migranti stranieri irregolari presenti in Costa Rica, ma è essenzialmente rivolto ai cittadini dei paesi del cosiddetto Triangolo del Nord: Guatemala, Honduras e El Salvador. Questi rifugiati rimarranno un massimo di sei mesi in Costa Rica, e non saranno mai più di 200 persone, accolte per lo più in case famiglia.<br /> <br />Wed, 27 Jul 2016 11:02:02 +0200AMERICA/PERU’ - Festa nazionale: i Vescovi chiedono di combattere l'insicurezza, la povertà e la corruzionehttp://www.fides.org/it/news/60515-AMERICA_PERU_Festa_nazionale_i_Vescovi_chiedono_di_combattere_l_insicurezza_la_poverta_e_la_corruzionehttp://www.fides.org/it/news/60515-AMERICA_PERU_Festa_nazionale_i_Vescovi_chiedono_di_combattere_l_insicurezza_la_poverta_e_la_corruzioneLima – In occasione della Festa nazionale del Perù, che ricorre domani 28 luglio, la Conferenza Episcopale ha preparato un Messaggio al Popolo di Dio che inizia così: "Il popolo peruviano ha grandi speranze nel nuovo Presidente del paese e nel nuovo Congresso, da cui si aspetta che rispondano con saggezza, in modo efficiente e tempestivo, ai grandi mali che incombono sulla nostra popolazione: l'insicurezza, la povertà e la corruzione".<br />Quindi il Messaggio, pervenuto a Fides, prosegue: "il dono della fede cristiana radicata nella nostra identità nazionale, è la forza più potente che può spingere il cambiamento e la trasformazione di ogni uomo e di ogni popolo". "Non dobbiamo dimenticare, in questa festa nazionale, che valori come il rispetto della vita, dal concepimento alla morte naturale; il rispetto per la famiglia, base della società, il matrimonio tra uomo e donna; la giustizia e il rispetto dei diritti dei più deboli, l'onestà e la salvaguardia del creato, rimangono una sfida per ogni peruviano e per le nostre autorità".<br />Il documento si conclude con la richiesta "ai leader e ai membri dei partiti, di lavorare uniti in armonia per il bene del Perù". <br />Il Messaggio dei Vescovi acquisisce importanza particolare perché, secondo la nota inviata a Fides dalla Conferenza Episcopale, a partire da questo anno, 195° anniversario della nazione, anche la Chiesa si impegna a preparare nei prossimi cinque anni la celebrazione del Bicentenario dell'indipendenza nazionale.<br /> <br />Wed, 27 Jul 2016 09:58:45 +0200