Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.ASIA/OMAN - Il Patriarca ortodosso Yohanna X inaugura la chiesa dedicata a Sant’Areta martirehttp://www.fides.org/it/news/72252-ASIA_OMAN_Il_Patriarca_ortodosso_Yohanna_X_inaugura_la_chiesa_dedicata_a_Sant_Areta_martirehttp://www.fides.org/it/news/72252-ASIA_OMAN_Il_Patriarca_ortodosso_Yohanna_X_inaugura_la_chiesa_dedicata_a_Sant_Areta_martireMascate Agenzia Fides) – Yohanna X Yazigi, Patriarca greco-ortodosso di Antiochia, ha celebrato venerdì 27 maggio la prima divina liturgia nella nuova chiesa dedicata al Santo Martire Areta a Muscat, la capitale del Sultanato dell’Oman. La celebrazione liturgica nella nuova chiesa, inaugurata con una cerimonia ufficiale il giorno precedente, costituisce il culmine della visita pastorale compiuta dal Patriarca Yohanna in Oman, visita compiuta alla guida di una delegazione patriarcale comprendente anche l’Arcivescovo Efrem Maalouli, Metropolita greco-ortodosso di Aleppo. "Il Sultanato dell'Oman” ha sottolineato il Patriarca Yohanna in alcune dichiarazioni rilasciate al suo arrivo nel Sultanato “è un Paese tollerante, in cui tutti vivono in armonia e concordia, e dove ogni persona si sente come nella propria terra e in mezzo alla propria famiglia".<br />Alla cerimonia di inaugurazione ufficiale hanno preso parte anche rappresentanti delle istituzioni del Sultanato, come il dottor Ahmed al Bahri, rappresentante del ministro delle dotazioni religiose dell'Oman e direttore del dipartimento per la concordia religiosa.<br /> La terra su cui sorge il nuovo luogo di culto cristiano era stata concessa alla Chiesa greco ortodossa di Antiochia Quabus bin Said al Said, scomparso nel gennaio 2020 all’età di 79 anni. Durante le cerimonie di inaugurazione, il patriarca i e membri della delegazione patriarcale hanno espresso la proprie gratitudine anche per l’attuale Sultano Haitham bin Tariq bin Taimur Al Said, definendolo “il miglior successore del miglior predecessore” per la saggezza e la tolleranza con cui guida la nazione.<br />La figura del Santo Martire a cui è dedicata la nuova chiesa richiama in maniera suggestiva la vicenda millenaria delle comunità cristiane nella Penisola arabica delle comunità cristiane nella Penisola arabica, dai primi tempi dell’annuncio del vangelo fino a oggi. <br />Areta , martirizzato nel 523 dopo Cristo, era un cristiano a capo della città di Najran e dei suoi dintorni, nello Yemen settentrionale . Dhū Nuwās, allora Sovrano del regno himyarita convertitosi all’ebraismo, era allora in conflitto con il re dell’Abissinia, il cristiano Caleb. Per prevenire una possibile alleanza tra l’Abissinia e la città yemenita di Najran, guidata da Areta, Dhū Nuwās decise di attaccare la città e di sterminare i cristiani che vi abitavano, imponendo loro di scegliere tra la morte e il rinnegamento di Cristo. Areta, già ultranovantenne, fu trucidato insieme a un numero imprecisato di compagni martiri cristiani . Il loro martirio destò grande scalpore per efferatezza e sistematicità. La persecuzione La persecuzione di Dhu Nuwas è descritta e condannata anche nel Corano stesso . Gli scampati alla carneficina trovavano ospitalità presso l'Imperatore bizantino Giustino I. Nei martirologi cristiani, Areta a compagni martiri vengono ricordati come i Marthyri Homeriti, ossia "Martiri himyariti". Areta, la moglie Ruma e l'intera comunità di Najran sono celebrati come martiri anche nella Chiesa cattolica, nella data del 24 ottobre. <br />Sat, 28 May 2022 11:42:20 +0200ASIA/CAMBOGIA - Leader buddisti onorano il Vescovo per il suo contributo alla societàhttp://www.fides.org/it/news/72251-ASIA_CAMBOGIA_Leader_buddisti_onorano_il_Vescovo_per_il_suo_contributo_alla_societahttp://www.fides.org/it/news/72251-ASIA_CAMBOGIA_Leader_buddisti_onorano_il_Vescovo_per_il_suo_contributo_alla_societaPhnom Penh - Il Vescovo Olivier Schmitthaeusler, Vescovo francese della Società delle Missioni Estere di Parigi, è stato onorato dai leader buddisti in Cambogia per il suo prezioso contributo alla società. Il Vicario apostolico di Phnom Penh, ha ricevuto il riconoscimento di “Grande amico dei buddisti” durante un evento che si è svolto nelle scorse settimane presso la Pagoda Ang Monrei nel distretto di Tram Kak della provincia di Takeo, nel sud della Cambogia. Tra le motivazioni dl premio, che conferma gli ottimi rapporti tra la comunità cattolica in Cambogia e la comunità buddista, si afferma il riconoscimento del sostegno offerto dal vescovo ai buddisti locali e alla comunità monastica di una specifica Pagoda. <br />Seng Somony, Segretario e portavoce del Ministero dei Culti e delle Religioni, ha consegnato al Vescovo Schmitthaeusler un attestato d'onore rilasciato dal "Mahanikaya Council of Cambogia", il Consiglio buddista supremo del Paese. Intervenendo nell'occasione, il venerabile Nget Chamroeun, abate della Pagoda di Ang Monrei, ha detto che "come sacerdote e vescovo il missionario francese ha invitato buddisti e cristiani a costruire ponti di pace e riconciliazione.<br />“Sono onorato di questo apprezzamento. Ringrazio i leader buddisti per aver lavorato insieme per la società nella comprensione e nella solidarietà”, ha dichiarato affermato il Vescovo Schmitthaeusler, 51 anni, notando che quel riconoscimento appartiene non ala sua persona ma "alla Chiesa nel suo insieme". “Siamo felici di lavorare insieme come cattolici e buddisti per il bene comune. L'evento mostra come le diverse religioni debbano lavorare in solidarietà e fraternità e servire la società. La Chiesa cattolica è radicata nelle cultura cambogiana”, ha affermato il Presule.<br />Quando il vescovo Schmitthaeusler è arrivato per la prima volta nel villaggio di Chamkar Teang, nella provincia di Takeo, nel 2002, c'era un solo cristiano. Una delle sue priorità è stata contribuire a costruire una strada di 1.200 metri per collegare il villaggio con la pagoda di Ang Monrei. Nel corso degli anni la Chiesa ha avviato istituti di istruzione nella zona, introducendo anche progetti di formazione e di avviamento profesisonale nel campo dell'artigianato, che hanno permesso alle persone di trovare lavoro e preservare le tradizioni Khmer.<br />Nel frattempo, anche la Chiesa è cresciuta e fiorita: “È bello notare che stiamo lavorando insieme per il bene della società. In mezzo al Covid-19, è stato un onore vedere tutti lavorare insieme e consolidare l'amicizia. Tali sforzi aiutano a promuovere la pace”, ha aggiunto il Vescovo.<br />Seng Somony, un funzionario del governo, si è detto sorpreso ed entusiasta nel notare che un vescovo cattolico sia diventato un simbolo di unità tra due religioni attraverso le sue opere.<br />Il riconoscimento per il Vescovo francese arriva meno di due mesi dopo aver ricevuto la medaglia dell'Ordine al merito nazionale per il suo impegno decennale nello sviluppo sociale l'8 marzo scorso. Intervenendo in quella occasione, Somony ha espresso apprezzamento verso gli sforzi dei leader cristiani e buddisti che lavorano insieme e promuovono l'armonia e la pace nella società cambogiana.<br />Negli anni '50, la Santa Sede stimava che i cattolici in Cambogia fossero circa 120.000, dei quali circa 50.000 di etnia vietnamita. Durante la lunga guerra civile e il regime dei Khmer rossi, che ha causato la morte di almeno 2 milioni di persone, il cattolicesimo era quasi estinto in Cambogia. I missionari sono tornati dopo la fine della guerra civile negli anni '90 e la Chiesa è rinata. Oggi i cristiani sono meno dell'uno per cento di circa 17 milioni di persone in Cambogia: i circa 20.000 cattolici vivono in tre circoscrizioni ecclesiastiche: il Vicariato apostolico di Phnom Penh e le Prefetture apostoliche di Battambang e Kampong-Cham.<br /> Sat, 28 May 2022 10:35:13 +0200EUROPA/ITALIA - Urgono soluzioni sostenibili a lungo termine: Giornata Mondiale Della Famehttp://www.fides.org/it/news/72250-EUROPA_ITALIA_Urgono_soluzioni_sostenibili_a_lungo_termine_Giornata_Mondiale_Della_Famehttp://www.fides.org/it/news/72250-EUROPA_ITALIA_Urgono_soluzioni_sostenibili_a_lungo_termine_Giornata_Mondiale_Della_Fame Roma – "Per scongiurare il rischio imminente di una crisi alimentare globale senza precedenti, c'è urgente bisogno di soluzioni sostenibili a lungo termine e di volontà e determinazione politica, affrontando le radici del nostro sistema alimentare ingiusto che scatena la fame", afferma il Segretario Generale di Caritas Internationalis, Aloysius John, in occasione della Giornata Mondiale della Fame che si celebra oggi 28 maggio 2022.<br />L'impatto del COVID-19, i conflitti, la crisi climatica, la guerra in Ucraina sta avendo conseguenze terribili in tutto il mondo, soprattutto per quanto riguarda l'insicurezza alimentare. Da qui l’appello giunto all’Agenzia Fides della Confederazione Caritas che invita i governi e le principali parti interessate a impegnarsi a tutti i livelli e sollecitare l'attuazione di strategie di ripresa sostenibile basate sull'affrontare gli impatti del cambiamento climatico e dei conflitti.<br />"Un mondo senza fame è possibile se le persone sono motivate e incoraggiate a diventare attori attivi nella produzione alimentare", ha sottolineato Aloysius John.<br />Secondo quanto si evince nella nota pervenuta, in Burkina Faso, per assistere gli oltre 2,2 milioni di persone che hanno sofferto la fame a causa del conflitto e delle condizioni climatiche estreme, la Caritas locale ha fornito alle persone colpite cibo e accesso a servizi sociali ed economici per migliorare l'inclusione. Ha inoltre facilitato l'accesso alle informazioni e ai servizi per i piccoli agricoltori e altri attori della catena del valore, al fine di migliorare la produzione e la lavorazione di prodotti sostenibili e di alimenti nutrienti. Nei campi Rohingya in Bangladesh, la Confederazione ha organizzato e sostenuto una serie di iniziative di microfinanziamento.<br />In tutto il mondo, circa 276 milioni di persone soffrono di insicurezza alimentare acuta, mentre 811 milioni di persone vanno ancora a dormire senza aver mangiato. Nelle regioni del Sahel e del Corno d'Africa, diversi milioni di persone stanno affrontando condizioni di siccità e carestia, e si stima che siano 15-16 milioni le persone in Etiopia, Kenya e Somalia che necessitano di assistenza alimentare immediata a causa della siccità . In Venezuela, dove la malnutrizione infantile è salita al 26% durante la pandemia di Covid-19, 9,3 milioni di persone sono in condizioni di insicurezza alimentare e il 96% della popolazione vive in povertà, con meno di 3 dollari al giorno. In Siria, si ritiene che più del 55% della popolazione soffra di insicurezza alimentare. Il numero di bambini siriani malnutriti - oltre 6,5 milioni - è aumentato del 7% solo nell'ultimo anno.<br /> <br />Sat, 28 May 2022 09:55:38 +0200ASIA/INDIA - Le Missionarie della Carità: “Vivere come i poveri fra i più poveri, per testimoniare con loro l’amore di Dio”http://www.fides.org/it/news/72249-ASIA_INDIA_Le_Missionarie_della_Carita_Vivere_come_i_poveri_fra_i_piu_poveri_per_testimoniare_con_loro_l_amore_di_Diohttp://www.fides.org/it/news/72249-ASIA_INDIA_Le_Missionarie_della_Carita_Vivere_come_i_poveri_fra_i_piu_poveri_per_testimoniare_con_loro_l_amore_di_DioCalcutta – “Tutta la nostra esistenza gira intorno all’amore per Gesù verso i poveri, perché la nostra fondatrice, Madre Teresa, ci ha insegnato che in loro c’è Gesù. Questo è il principio che guida tutta la nostra esistenza e trasforma le nostre giornate in un continuo incontro con Cristo: dare l’Eucaristia, visitare i più poveri dei poveri, dar loro da mangiare, vestirli, curarli è un gesto di amore verso Cristo stesso”. È quanto afferma Suor Mary Prema, di origine tedesca, ex Superiora Generale dell’Ordine, in una intervista rilasciata all’Agenzia Fides, parlando dell’impegno missionario che le religiose portano avanti in tutto il mondo, occupandosi soprattutto poveri e malati., degli "ultimi tra gli ultimi", dei reietti. <br />Prendersi cura dei più bisognosi, degli orfani e dei lebbrosi - spiega suor Mary - è il fulcro del carisma di questa congregazione che, dopo oltre 70 anni dalla sua fondazione, conta oggi 6.000 religiose sparse in 123 paesi di Europa, Asia, Africa, America. "Le missionarie della Carità - prosegue - emettono 4 voti: povertà, obbedienza, castità e servizio gratuito ai più poveri dei poveri. Non siamo chiamate ad essere solamente efficienti, ma in tutto quello che facciamo desideriamo saziare la sete di Cristo nella Croce al servizio dei poveri. Il nostro voto è di povertà”. Madre Teresa distingueva fra sofferenza fisica e sofferenza spirituale: “Qui a Calcutta - racconta la missionaria - vediamo che per noi è molto più semplice adempiere ai servizi fisici delle 'opere di misericordia corporali': prendersi cura e accudire le persone morenti, dare assistenza medica ai malati e aiuto ai senzatetto nelle nostre case. I servizi spirituali della carità - continua - esigono un impegno molto più grande. Alla sofferenza dell’anima possiamo reagire soprattutto con la nostra preghiera”. <br />La missione delle suore di Madre Teresa è dunque "lavorare per la salvezza e santificazione dei più poveri tra i poveri ovunque siano in tutto il mondo, trasformando l’amore di Dio in azioni concrete come: prendersi cura dei bisognosi, degli ammalati e dei moribondi materialmente e spiritualmente, radunare i bambini di strada per istruirli, prendersi cura dei mendicanti, dei lebbrosi e delle loro famiglie e, in generale, prendersi cura di chi è emarginato, di chi non è amato, di chi è solo". <br />Ogni sorella - spiega - va dove è inviata e non sceglie né il luogo, né il tipo di apostolato. “Noi serviamo i poveri – aggiunge suor Mary – nel senso che cerchiamo di farci uno con loro. Anche noi siamo i più poveri dei poveri, perché con loro e come loro siamo alla ricerca di Gesù. Nel servire e restare al fianco dei più poveri tra i poveri abbiamo ogni giorno la possibilità di mostrare, ma soprattutto di vivere, l’amore per Gesù che è nei nostri cuori, servendo Lui presente nei poveri. E non c’è un luogo privilegiato per fare questo, si può servire Gesù povero in ogni angolo del mondo, perché in ogni angolo del mondo - conclude - si vive la stessa realtà della ricerca di Gesù, in coloro che non lo conoscono e in coloro che sono esclusi”.<br />La Congregazione delle Missionarie della Carità è stata fondata il 7 ottobre 1950 da Madre Teresa di Calcutta che il 19 ottobre 2003 viene beatificata da Papa Giovanni Paolo II. <br /> <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="https://www.youtube.com/watch?v=LkYd52oQLh8&ab_channel=AgenziaFides">Giarda la video intervista sul canale Youtube dell'Agenzia Fides</a>Sat, 28 May 2022 09:07:44 +0200EUROPA/ITALIA - “Prima la persona umana perché siamo tutti fratelli”: p. Maccalli e la sua missione insieme ai migrantihttp://www.fides.org/it/news/72248-EUROPA_ITALIA_Prima_la_persona_umana_perche_siamo_tutti_fratelli_p_Maccalli_e_la_sua_missione_insieme_ai_migrantihttp://www.fides.org/it/news/72248-EUROPA_ITALIA_Prima_la_persona_umana_perche_siamo_tutti_fratelli_p_Maccalli_e_la_sua_missione_insieme_ai_migrantiModica – “Esserci è stare in mezzo al guado di una sfida che ci interpella in umanità innanzitutto. E a chi grida a sproposito sui migranti senza conoscerne le storie, i volti e i loro nomi rispondo: ‘prima la persona umana perché siamo tutti fratelli’”. Padre Pierluigi Maccalli, sacerdote della Società per le Missioni Africane, di rientro dopo un periodo di ‘sosta’, come lui stesso ha definito i mesi che ha trascorso in Sicilia per “ascoltare, vedere e toccare con mano una realtà che interpella tutti”.<br />Il missionario, ospite a Modica della comunità missionaria inter-congregazionale creata nel 2016 dalla volontà dei responsabili di tutte le comunità missionarie italiane femminili e maschili che fanno capo alla Conferenza degli Istituti Missionari Italiani , si è speso in questo tempo insieme ai migranti per “essere presenza di preghiera e di condivisione di vita vissuto da vicino”.<br />“La sfida della migrazione è uno dei segni dei tempi di una umanità in cammino, in cerca di futuro e di pace scrive p. Maccalli. Non potendo tornare, per il momento sulla sponda del Sahel africano in Niger, ho pensato di fare tappa in questa attesa, sulla sponda del Sahel italiano. Ho vissuto in Africa per 23 anni e sono sempre stato accolto e ospitato come uno di loro. Essere oggi per loro casa ospitale lo credo un dovere di restituzione e di umanità. La Sicilia è stata scelta perché luogo di sbarchi e di consolidate comunità di immigrati. La realtà della migrazione è oggetto di dibattici politici e pregiudizi che spesso dimenticano i drammi personali e comunitari e non facilitano il processo di accoglienza e di integrazione. Fare ponte tra le culture è la vocazione di noi missionari, non semplicemente come mediatori culturali ma come persone che hanno vissuto in mezzo ai popoli e condiviso con loro le gioie e i dolori, le fatiche e le speranze di un mondo nuovo che sappia conciliare l’armonia delle differenze.” <br /> <br /><br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://omnisterra.fides.org/articles/view/188">Continua a Leggere l'approfondimento su Omnis Terra</a>Sat, 28 May 2022 08:19:00 +0200AFRICA/BURKINA FASO - Oltre 50 morti in un assalto jihadista nell’esthttp://www.fides.org/it/news/72246-AFRICA_BURKINA_FASO_Oltre_50_morti_in_un_assalto_jihadista_nell_esthttp://www.fides.org/it/news/72246-AFRICA_BURKINA_FASO_Oltre_50_morti_in_un_assalto_jihadista_nell_estOuagadougou – Oltre 50 persone sono state uccise nei pressi di Madjoari, un villaggio nell’est del Burkina Faso. Il massacro risale al 25 maggio ma se ne è avuta notizia solo ieri, 26 maggio.<br />Il villaggio di Madjoari, è tra quelli che nel nord e nell’est sono bloccati dai jihadisti che hanno tagliato le strade con il resto del Paese. L’esercito a stento riesce a far pervenire dei convogli con cibo e generi di prima necessità. Gli abitanti dei villaggi assediati cercano di fuggire col rischio però di essere intercettati e uccisi dai gruppi jihadisti. È quello che sarebbe successo alle vittime del massacro del 25 maggio. Prima di quest’ultimo ne sono avvenuti diversi altri di recente a Madjoari contro soldati e civili. Il 19 maggio il distaccamento militare è stato preso di mira in un attacco che ha ucciso undici soldati e ferito altri venti. Cinque giorni prima, un attacco alla popolazione civile aveva ucciso diciassette persone e ferito sette. Da due mesi gli attacchi contro civili e soldati nel nord e nell'est del Paese hanno causato circa 200 morti.<br />Da sette anni le regioni del nord e dell'est del Burkina Faso sono colpite dagli assalti condotti da movimenti affiliati ad Al-Qaeda e all'organizzazione dello Stato Islamico , che hanno ucciso più di 2.000 tra civili e soldati e provocato quasi 2 milioni di sfollati.<br />Ricordiamo inoltre il rapimento di Suor Suellen Tennyson, la missionaria della Congregazione delle Suore Marianite della Santa Croce, portata via con la forza la notte tra il 4 e il 5 aprile 2022 nel nord del Burkina Faso .<br />L’instabilità nel Paese ha infine accresciuto le infiltrazioni di organizzazioni criminali internazionali che usano il Burkina Faso come luogo di transito di traffici illeciti come quello della droga. Il 25 maggio le autorità doganali burkinesi hanno annunciato il sequestro di 115 kg di cocaina in un autofurgone proveniente dalla Sierra Leone e diretto in Ghana. Prima di giungere al posto di frontiera burkinese il carico aveva attraversato la Guinea Conakry e il Mali. A dimostrazione di come per le organizzazioni criminali e per i gruppi jihadisti le frontiere statali siano facilmente aggirabili. <br />Fri, 27 May 2022 11:43:24 +0200OCEANIA/AUSTRALIA - L'istruzione come chiave per l'annuncio del Vangelo in Etiopiahttp://www.fides.org/it/news/72245-OCEANIA_AUSTRALIA_L_istruzione_come_chiave_per_l_annuncio_del_Vangelo_in_Etiopiahttp://www.fides.org/it/news/72245-OCEANIA_AUSTRALIA_L_istruzione_come_chiave_per_l_annuncio_del_Vangelo_in_EtiopiaSidney - “Crediamo, come Chiesa cattolica, che per trasformare la società l'istruzione sia la chiave, nel percorso di proposta di annuncio del Vangelo”. A parlare è il Cardinale etiope Berhaneyesus Demerew Souraphiel invitato presso l'Australian Catholic University, nel campus di North Sydney, a condividere il percorso intrapreso con l’aiuto di "Catholic MIssion", Direzione delle Pontificie Opere Missionarie in Australia. <br /> I progetti educativi sono stati al centro di questo incontro poiché il governo etiope ha recentemente sollecitato la Chiesa d'Etiopia a costruire più scuole cattoliche in tutto il paese. “Questo è un dono che possiamo fare alla società - afferma il cardinale Souriaphiel - Le nostre scuole cattoliche sono aperte a tutti e si concentrano non solo sulla trasmissione di informazioni e nozioni scolastiche, ma anche su insegnamenti valoriali che mettono al centro la convivenza pacifica ed il reciproco rispetto” . <br />In collaborazione con le comunità locali e la Chiesa d'Etiopia, Catholic Mission è attualmente impegnata in quattro progetti significativi, tre dei quali direttamente legati all'impegno educativo. Nella città di Meki ad esempio è stato sviluppato un Centro professionale per favorire l’istruzione delle donne in un paese in cui l'83% di esse è analfabeta. Dall'inizio del progetto il Centro Pastorale Kidist Mariam ha sostenuto oltre 8.000 donne in un contesto socio-economico in cui molto spesso sono costrette a cercare lavoro all'estero correndo il rischio dello sfruttamento. <br />Catholic Mission sta inoltre collaborando con la Lideta Catholic Cathedral School per offrire delle borse di studio ai bambini di famiglie che altrimenti non avrebbero la possibilità di accedere all’istruzione scolastica. “Questa scuola offre molti vantaggi agli studenti sia nella crescita educativa che nello sviluppo spirituale – continua Il cardinale Souraphiel – gli studenti che provengono da questa scuola riescono ad accedere brillantemente all’università. La maggior parte di loro ora lavora in Etiopia occupando posizioni fondamentali per lo sviluppo del proprio Paese”.<br /> <br />Fri, 27 May 2022 11:21:35 +0200EUROPA/ITALIA - Realizzare video brevi per l'animazione missionaria: un corso per comunicatorihttp://www.fides.org/it/news/72244-EUROPA_ITALIA_Realizzare_video_brevi_per_l_animazione_missionaria_un_corso_per_comunicatorihttp://www.fides.org/it/news/72244-EUROPA_ITALIA_Realizzare_video_brevi_per_l_animazione_missionaria_un_corso_per_comunicatoriVerona - Si tiene a Verona il 17 e 18 giugno 2022 un Corso di formazione multimediale rivolto ai comunicatori, agli operatori di pastorale missionaria e alle equipe dei Centri Missionari Diocesani o istituti missionari, a tutti operatori pastorali interessati. Come riferito all'Agenzia Fides, il corso si inserisce in un percorso formativo dedicato alla comunicazione e promosso dalla "Fondazione Missio" nella sede formativa del CUM a Verona. <br />Il corso intende proporre ai comunicatori, a istituti e associazioni missionarie soluzioni pratiche per realizzare brevi video da usare nelle attività di animazione missionaria e di evangelizzazione. Il corso ha un carattere operativo: dalle immagini che ciascun partecipante porterà o da quelle fornite dall’organizzazione, si imparerà a gestire al meglio video, suoni, interviste. Per i partecipanti è consigliato avere con sè un pc portatile con installato il programma di editing e uno strumento con il quale si sono realizzate immagini o brevi video. <br />Organizzato in collaborazione con "Luci nel Mondo", che da tempo si occupa di produzione e formazione nel campo multimediale missionario, il corso prevede incontri con Anna Pozzi, giornalista della rivista del PIME "Mondo e Missione", su "Comunicare oggi la missione, tra approfondimenti e news" e sessioni su "Come si costruisce un video. Come si realizza un video. Produzione e editing. L’importanza dello storyboard". Infine si parlerà di "Come si gestisce un video sui social".<br /> <br /><br />Fri, 27 May 2022 11:18:29 +0200EUROPA/RUSSIA - La comunità cattolica pregherà il Rosario per la pace con il Papahttp://www.fides.org/it/news/72243-EUROPA_RUSSIA_La_comunita_cattolica_preghera_il_Rosario_per_la_pace_con_il_Papahttp://www.fides.org/it/news/72243-EUROPA_RUSSIA_La_comunita_cattolica_preghera_il_Rosario_per_la_pace_con_il_PapaMosca – “Invito tutti i fedeli a recitare insieme, qui in Cattedrale, martedì 31 maggio, il Rosario in comunione con Papa Francesco, a conclusione del mese di maggio che, come sappiamo è dedicato alla Santa Vergine Maria. Ci uniamo al Papa e, tramite lui, alla Chiesa universale, per implorare il dono della pace in Ucraina e in ogni parte del mondo in cui sono in atto conflitti troppo spesso dimenticati”. Così mons. Paolo Pezzi, Arcivescovo metropolita della Madre di Dio a Mosca, al termine della celebrazione per la solennità dell’Ascensione, da lui presieduta nella Cattedrale cattolica moscovita gremita di fedeli, ha annunciato ieri, 26 maggio, la partecipazione della comunità cattolica di Mosca al Rosario voluto da Papa Francesco. Come appreso dall'Agenzia Fides, per i fedeli sarà possibile seguire la diretta dell’evento nella stessa Cattedrale. A seguire, l’Arcivescovo Pezzi presiederà la Celebrazione eucaristica, in cui si pregherà per la pace. <br />La Chiesa cattolica in Russia si è mobilitata subito per prestare soccorso ai rifugiati e a quanti avessero bisogno di aiuto a causa della situazione in Ucraina. A tale scopo, come si apprende dal sito Internet ufficiale della Cattedrale , è possibile effettuare una donazione tramite tre diversi canali: la Caritas di Saratov , che segue direttamente i rifugiati nella regione di Rostov; la Fondazione interreligiosa per la promozione di progetti umanitari ; e l’Arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca, che poi invia direttamente alla Santa Sede le somme donate. La causale da indicare per effettuare donazioni in ognuna delle modalità indicate, è contributo di solidarietà ai rifugiati.<br />La Cattedrale cattolica di Mosca, dedicata all’Immacolata Concezione di Maria, è un edificio in stile neogotico costruito agli inizi del Novecento. Come tutti gli altri edifici destinati al culto collocati sul suolo sovietico, ha attraversato le varie fasi della storia contemporanea della Chiesa in Russia: chiusa nel 1938, all’epoca delle cosiddette grandi purghe staliniane, è stata profanata e adibita dal regime comunista a magazzino e a mercato, per poi ritornare in possesso della Chiesa cattolica dopo il crollo dell’URSS ed essere riconsacrata nel 2005. Ad oggi i cattolici in Russia sono meno dell’1% sul totale della popolazione della Federazione. <br /> <br />Fri, 27 May 2022 11:06:33 +0200AFRICA/RD CONGO - “Unire le forze in Cristo”: i cattolici della diocesi di Goma si preparano ad accogliere il Papahttp://www.fides.org/it/news/72242-AFRICA_RD_CONGO_Unire_le_forze_in_Cristo_i_cattolici_della_diocesi_di_Goma_si_preparano_ad_accogliere_il_Papahttp://www.fides.org/it/news/72242-AFRICA_RD_CONGO_Unire_le_forze_in_Cristo_i_cattolici_della_diocesi_di_Goma_si_preparano_ad_accogliere_il_PapaGoma – “Dobbiamo impegnarci ad essere misericordiosi e a non soffermarci sulle nostre precarietà, dobbiamo essere motivati dal desiderio di superarle per prepararci adeguatamente all'incontro con il Successore di Pietro, che viene a trovarci come messaggero di pace” ha detto mons. Willy Ngumbi Ngengele, vescovo di Goma, esortando i cattolici della diocesi in vista della prossima visita di Papa Francesco prevista dal 2 al 5 luglio 2022 .<br />Il vescovo ha invitato il popolo di Dio ad intensificare le preghiere e rimanere unito mentre la nazione centrafricana si prepara all’incontro con il Pontefice. “Vi esorto a unire maggiormente le forze in Cristo per una comunione e una partecipazione efficaci”, afferma Mons. Ngumbi.<br />“Il Papa viene da noi in un momento molto travagliato della vita del nostro Paese. Sarà a Goma, dove c'è molta tensione con gruppi armati che diffondono il terrore per motivi egoistici, anche se è la parte più ricca del Paese», aveva dichiarato il vescovo di Kikwit, Mons. Timothée Bodika Mansiyai.<br />Papa Francesco dovrebbe arrivare nella capitale della Repubblica Democratica del Congo, Kinshasa, il 2 luglio nel suo viaggio pastorale che lo vedrà procedere a Goma e poi nel Sud Sudan in un viaggio ecumenico al fianco dell'arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, e del Moderatore della Chiesa di Scozia, Jim Wallace. <br />“Papa Francesco ha confermato che verrà. A meno che non ci siano nuovi sviluppi”, ha affermato il cardinale Fridolin Ambongo, arcivescovo metropolita di Kinshasa, riferendosi ai problemi del ginocchio del Pontefice.<br /> <br />Fri, 27 May 2022 11:01:57 +0200ASIA/INDIA - La Chiesa ai giovani: energia, talento e dinamismo a servizio del Regno di Diohttp://www.fides.org/it/news/72241-ASIA_INDIA_La_Chiesa_ai_giovani_energia_talento_e_dinamismo_a_servizio_del_Regno_di_Diohttp://www.fides.org/it/news/72241-ASIA_INDIA_La_Chiesa_ai_giovani_energia_talento_e_dinamismo_a_servizio_del_Regno_di_DioBangalore - Vivere la gioventù in pienezza, mettendo a servizio dl Regno di Dio energia, talento e dinamismo: è lo spirito che ha pervaso il terzo Convegno nazionale della gioventù, organizzato da "Young Catholic Students Movement" e "Young Students Movement" a Bangalore nei giorni scorsi. Mons. Peter Machado, Arcivescovo di Bangalore, ha esortato gli oltre 220 studenti, delegati da diverse parti della nazione, a dare il loro prezioso contributo di idee, creatività, entusiasmo all'evangelizzazione e alla promozione del bene comune in India. Tra i presenti al Convegno, durato cinque giorni e conclusosi ieri, 26 maggio, vi erano P. Stephen Alathara, vice Segretario Generale della CCBI , p. Chethan Machado, Cappellano Nazionale di YCS/YSM, p. Anil D'Sa, Segretario esecutivo della Commissione per i giovani dell'Arcidiocesi di Bangalore, e altri sacerdoti e leader laici impegnati nella Pastorale giovanile in India. <br />Tra gli relatori è stato chiamato K. Mathai Kas, ex ufficiale dell'Aeronautica indiana, che, nel corso del suo servizio, è stato trasferito 28 volte poiché ha sollevato le questioni di appropriazione indebita e corruzione nell'amministrazione. L'uomo ha anche presentato una petizione davanti alla Commissione statale per i diritti umani del Karnataka. Kas ha pronunciato davanti all'assemblea giovanile il suo intervento, facendo leva sullo spirito di patriottismo, sostenendo che i giovani sono "i primi e veri promotori di verità e giustizia". <br />Nel corso dei lavori, i giovani hanno riflettuto sul tema “identità personale, istruzione e nuova società". Padre Stephen Alathara ha raccontato esempi di molti santi indiani che hanno vissuto una gioventù ricolma di ideali e della grazia di Dio e ha esortato gli studenti a essere "moderni santi".<br />Nell'ambito del convegno, gli studenti sono stati portati in dieci luoghi diversi a Bangalore, per fare esperienza di servizio pastorale e sociale, mettendo in pratica la metodologia “vedere, giudicare, agire”. Gli studenti hanno fatto esperienza feconda di scambio culturale, incontrando persone delle diverse regioni, culture, lingue ed etnie dell'India, in un clima di amicizia fraternità.<br /> Fri, 27 May 2022 09:57:03 +0200ASIA/ GIORDANIA - 76° anniversario dell’Indipendenza nazionale: le Chiese rinnovano i loro attestati di lealtà alla Dinastia Hashemitahttp://www.fides.org/it/news/72240-ASIA_GIORDANIA_76_anniversario_dell_Indipendenza_nazionale_le_Chiese_rinnovano_i_loro_attestati_di_lealta_alla_Dinastia_Hashemitahttp://www.fides.org/it/news/72240-ASIA_GIORDANIA_76_anniversario_dell_Indipendenza_nazionale_le_Chiese_rinnovano_i_loro_attestati_di_lealta_alla_Dinastia_HashemitaAmman – Le celebrazioni per commemorare il 76° anniversario dell'indipendenza della Giordania iniziano oggi, mercoledì 25 maggio, e si protraggono per tre giorni. I festeggiamenti hanno quest’anno particolare ampiezza, con esibizioni di carattere militare, manifestazioni artistiche e spettacoli pirotecnici organizzati in tutti i governatorati del Regno, dopo due anni di blocco dovuti alla pandemia. In tale circostanza, Capi e rappresentanti di tutte le Chiese e comunità ecclesiali radicate nelle terre attraversate dal fiume Giordano hanno voluto esprimere con messaggi pubblici la propria grata vicinanza a chi governa le sorti del Regno, rinnovando la propria fedeltà alla famiglia reale hashemita e riaffermando il ruolo di custode dei Luoghi Santi cristiani e musulmani di Gerusalemme rivendicato per tradizione dinastica dal Monarca Abdullah II bin Al-Hussein. <br />Tutti o i rappresentanti delle diverse compagini ecclesiali – sottolinea il portale d’informazione abouna.org – hanno voluto rendere omaggio a una nazione che “nonostante risorse naturali limitate e esiguità del territorio, ha saputo superare i limiti della geografia, i dilemmi di guerre, calamità, battute d’arresto”, e nel tempo “ha offerto riparo alle sconfitte dell’arabismo e ne ha condiviso le vittorie, divenendo Patria condivisa per cristiani e musulmani”. Tra gli altri, il Patriarca greco ortodosso di Gerusalemme, Theophilos III, ha invocato nel suo messaggio la protezione di Dio “sulla Giordania, il suo leader e il suo popolo”, mentre l'Arcivescovo Yasser Ayyash, Vicario patriarcale melkita di Gerusalemme, ha voluto ribadire a nome della sua Chiesa lealtà, fedeltà e amore alla nostra guida hashemita”, pregando che la dirigenza della Giordania sia sempre preservata “dalle crisi e da tutte le cospirazioni a cui è costantemente esposta”. <br />L'Arcivescovo William Shomali, Vicario patriarcale pee la Città Santa del Patriarcato latino di Gerusalemme, dal canto suo ha rinnovato l’apprezzamento “per gli sforzi compiuti dagli Hashemiti nella difesa dei Luoghi Santi islamici e cristiani a Gerusalemme. Noi, i palestinesi, i musulmani e i cristiani” ha aggiunto l’Arcivescovo William “preghiamo Dio affinché custodisca Sua Maestà e la famiglia hashemita, in modo che la Giordania rimanga un faro splendente e un porto sicuro per la sua gente e per coloro che vi si avvicinano”. padre Joseph Soueid, Vicario patriarcale della Chiesa maronita in Giordania, ha composto per l’occasione addirittura un’ode poetica in onore di Re Abdullah. <br />I giorni celebrativi dell’indipendenza giordana sono stati preceduti da vicende che hanno riportato sotto i riflettori tensioni e contrasti presenti in seno alla famiglia reale. Il 21 maggio, un Decreto Reale emanato da Re Abdullah II ha imposto severe restrizioni ai movimenti di Hamzah bin al-Hussein, fratellastro del Monarca.<br />Due giorni prima, con una lettera pubblicata sui quotidiani giordani il Re aveva spiegato le ragioni del severo Decreto contro il fratellastro, sostenendo che “Durante l’ultimo anno Hamzah ha esaurito tutte le occasioni per rimettersi sulla retta via. Non permetterò a nessuno – si legge nella missiva reale - di porre i propri interessi al di sopra di quello della nazione, e non permetterò nemmeno a mio fratello di disturbare la pace della nostra orgogliosa nazione”. Hamzah, nel testo diffuso da Re Abdallah, viene di nuovo accusato di complicità con emissari di non meglio identificate forze straniere intenzionate a innescare un “cambio di regime” in Giordania. <br />Abdullah e Hamzah sono entrambi figli di re Hussein di Giordania , il Sovrano che governò la Giordania per quasi 50 anni, deceduto nel 1999. Già lo scorso anno Hamzah venne posto agli arresti dal fratello Re Abdullah per il presunto suo coinvolgimento in un tentato colpo di Stato. <br />Wed, 25 May 2022 12:01:40 +0200EUROPA/SVIZZERA - Alla ricerca della “Pauline Jaricot” di oggihttp://www.fides.org/it/news/72239-EUROPA_SVIZZERA_Alla_ricerca_della_Pauline_Jaricot_di_oggihttp://www.fides.org/it/news/72239-EUROPA_SVIZZERA_Alla_ricerca_della_Pauline_Jaricot_di_oggiLugano – Cercare la “Pauline” di oggi, donna o uomo che sia nelle parrocchie, comunità e gruppi filmando una breve testimonianza per ciascuno di essi: consiste in questa “caccia al carisma” di Pauline Jaricot il concorso ideato da Missio Svizzera in occasione dei 200 anni dalla creazione della Pontificia Opera della Propagazione della Fede e della recentissima beatificazione della sua fondatrice .<br />A promuovere il concorso che si svolgerà ad ottobre prossimo un video di 3 minuti “Il mio chiostro è il mondo!" prodotto da Gaëlle May, Lueurs Productions, in collaborazione con Missio, che invita ad entrare nella vita di Pauline Jaricot con un interrogativo di fondo: “e se fossi tu la Pauline di oggi?”.<br />L’amore verso Dio e l’impegno verso il prossimo, l’agire e ciò che lo muove dal più profondo saranno al centro di questi brevi filmati che vogliono essere un invito a tutti ad offrire la propria testimonianza come la prima e la più antica forma di trasmissione della fede come accade da 2000 anni a questa parte.<br />Ogni parrocchia dunque sarà chiamata a presentare una o due persone che raccontino in breve la propria testimonianza, passando poi il “testimone” in una ideale staffetta alla parrocchia successiva. Un meccanismo di “propagazione” che vuol riprendere il modello ideato dalla Beata Pauline Jaricot che consisteva nel formare gruppi di dieci che pregassero ed offrissero un “soldo” a settimana per la missione. A loro volta gli stessi membri erano chiamati a formare nuovi gruppi, creando così un effetto “valanga”.<br />Tra i materiali di animazione missionaria utili alla scoperta del carisma della Beata Pauline Jaricot inoltre un pieghevole ideato per gli utenti della Svizzera italofona rivolto ai bambini, ma molto utile anche per gli adulti, intitolato “Un’anima di fuoco” che in modo semplice ed immediato racconta chi è la fondatrice della Pontificia Opera della Propagazione della Fede e del Rosario Vivente.<br /> <br /><br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="https://www.youtube.com/watch?v=h9k7TVRjJHs https://www.missio.ch/it/chiesa-universale/pauline-jaricot/materiali-di-animazione">LINK VIDEO MISSIO LINK SITO</a>Wed, 25 May 2022 11:50:57 +0200ASIA/MALAYSIA - La Chiesa in Malaysia interrompe le liturgie in streaming e celebra "in presenza"http://www.fides.org/it/news/72237-ASIA_MALAYSIA_La_Chiesa_in_Malaysia_interrompe_le_liturgie_in_streaming_e_celebra_in_presenzahttp://www.fides.org/it/news/72237-ASIA_MALAYSIA_La_Chiesa_in_Malaysia_interrompe_le_liturgie_in_streaming_e_celebra_in_presenzaKota Kinabalu - Le diocesi della Malaysia hanno deciso di interrompere la trasmissioni via streaming nelle parrocchie per incoraggiare i fedeli a prendere parte alle liturgie e alle celebrazioni in presenza. In una nota diffusa dalla diocesi di Kot a Kinabalu, nello stato malaysiano di Sabah , l'Arcivescovo John Wong riferisce a clero, religiosi e laici lo stop della trasmissione online delle messe, per riattivare la modalità normale di partecipazione in presenza. <br />Dato che le misure governative lo consentono e dato che il paese sembra essere entrato nella fase endemica del Covid -19, si afferma nella nota, "tutti devono tornare per partecipare alla messa fisicamente, come nei tempi pre-pandemia". Durante il tempo della pandemia di Covid-19, il governo ha imposto restrizioni anche alle funzioni religiose. Le diocesi hanno iniziato trasmettere le celebrazioni in streaming, applicando le procedure previste.<br />In una seconda fase, la presenza nelle chiese è stata riammessa con una capacità ristretta. Oggi le misure consentono nuovamente la piena capacità di fedeli in chiese e cappelle, tuttavia consigliando l'uso di maschere facciali. “Con il ritorno alla partecipazione fisica alle messe, nelle nostre comunità si favoriranno una maggiore comunione e fratellanza”, afferma l'Arcivescovo nella nota inviata a Fides.<br />Nello stato di Sabah, ma nell'altra diocesi di Sandakan, una solenne e commossa celebrazione in presenza, che ha visto la partecipazione di circa 500 fedeli, è stata quella relativa all'ordinazione sacerdotale del settimo sacerdote locale, don Raymond Lee Seng Huat, celebrata nei giorni scorsi nella cattedrale di St. Mary, e presieduta dal Vescovo Julius Dusin Gitom. <br />“Con il Battesimo e la Cresima, tutti i fedeli di Cristo sono chiamati a essere profeti per annunciare la Buona Novella. Ogni volta che Dio chiama, manda i cristiani in missione. Alcuni come don Raymond sono chiamati al ministero sacerdotale. Il sacramento dell'Ordine impartisce una grazia permanente: questo dono non può essere tolto perché è opera dello Spirito Santo, che è fedele per sempre”, ha affermato Mons. Julius Gitom. Don Raymond ha detto che "la sua vocazione sacerdotale è una manifestazione della grazia e dell'amore di Dio, ed è una benedizione essere sacerdote per sempre" <br />La fede cattolica venne portata a Sabah dai sacerdoti di Mill Hill nel 1883, quando missionari stabilirono la prima missione cattolica.<br /> Wed, 25 May 2022 11:11:33 +0200AMERICA/REP.DOMINICANA - Il Ministro dell’ambiente alla Commissione pastorale dell’ecologia: lavorare insieme per difendere la casa comunehttp://www.fides.org/it/news/72236-AMERICA_REP_DOMINICANA_Il_Ministro_dell_ambiente_alla_Commissione_pastorale_dell_ecologia_lavorare_insieme_per_difendere_la_casa_comunehttp://www.fides.org/it/news/72236-AMERICA_REP_DOMINICANA_Il_Ministro_dell_ambiente_alla_Commissione_pastorale_dell_ecologia_lavorare_insieme_per_difendere_la_casa_comuneSanto Domingo – Il valore del lavoro svolto dalla Chiesa e l'importanza di unire le forze per proteggere la nostra casa comune, come esorta Papa Francesco, sono stati messi in luce durante il recente incontro del Ministro dell'Ambiente della Repubblica Dominicana, Orlando Jorge Mera, con la Commissione Nazionale per la Pastorale dell'Ecologia e dell'Ambiente, della Conferenza Episcopale Dominicana , riunita presso la sede della CED.<br />"La Chiesa cattolica ha una grande particolarità, non c'è amministratore migliore di un sacerdote e di persone legate alla Chiesa – ha detto il ministro, nella nota pervenuta a Fides dalla CED -. Per me è importante mantenere un rapporto cordiale e rispettoso con questa Pastorale, siamo a disposizione per qualsiasi situazione in cui possiamo intervenire... La nostra casa comune è la Repubblica Dominicana, quindi, dobbiamo lavorare sodo per proteggerla e difenderla insieme, dobbiamo pensare ai nostri figli, nipoti e a quelli che verranno dopo di loro".<br />Alla riunione della Commissione, presieduta da Monsignor Héctor Rafael Rodríguez Rodríguez, Vescovo di La Vega, i delegati diocesani, i consulenti ambientali interni ed esterni hanno condiviso vari problemi e iniziative delle rispettive diocesi, secondo quanto afferma Jovanny Kranwinkel, segretario esecutivo della Commissione nazionale, che ha anche sottolineato che si stanno celebrando i sette anni dell'enciclica Laudato Si.<br />All'incontro ha partecipato anche il biologo Luis Carvajal, coordinatore della Commissione Ambientale dell'Università Autonoma di Santo Domingo , membro dell'Accademia delle Scienze e consigliere della Pastorale, che ha messo in guardia sul numero di concessioni minerarie esistenti e sul pericolo che rappresentano, sottolineando il ruolo che la Chiesa può svolgere nell'educazione, nell’accompagnamento e nella richiesta di rispetto delle leggi ambientali. Hanno partecipato anche altri ospiti invitati.<br />Padre Ricardo de la Rosa, delegato del Vicariato episcopale territoriale di Santo Domingo Este, ha sottolineato l'importanza di integrare la comunità nei progetti ambientali: "dobbiamo far partecipare i diversi movimenti e comunità, poiché sono loro che conoscono la realtà del loro ambiente".<br /> <br />Wed, 25 May 2022 11:07:43 +0200AFRICA/ZAMBIA - Occorre unità e solidarietà per lo sviluppo delle Chiese localihttp://www.fides.org/it/news/72235-AFRICA_ZAMBIA_Occorre_unita_e_solidarieta_per_lo_sviluppo_delle_Chiese_localihttp://www.fides.org/it/news/72235-AFRICA_ZAMBIA_Occorre_unita_e_solidarieta_per_lo_sviluppo_delle_Chiese_localiNdola - "E’ importante avere unità di intenti e unità di visione per costruire la Chiesa locale con una motivazione comune” ha sottolineato Mons. Benjamin Phiri, Vescovo della diocesi di Ndola. Il Presule, secondo quanto si legge in una nota pervenuta all’Agenzia Fides, ha messo in luce quanto la realizzazione della crescita e dello sviluppo nelle Chiese locali richieda collaborazione, visione comune e unità di tutti gli attori della diocesi. "Non si va molto avanti nelle Chiese locali se ogni urgenza pastorale viene individuata come singola. Abbiamo superato insieme il Covid-19, abbiamo visto la necessità di continuare sulla stessa linea di unità e solidarietà, anche in vista di una buona preparazione per il prossimo Sinodo dei Vescovi”.<br />Mons. Phiri porta ad esempio la scelta del suo stemma episcopale che raffigura l'unità: "affinché possiamo essere uno attraverso la croce". "Questo perché la croce è il fattore unificante per tutti i credenti”. “Lo spirito che ci anima a lavorare insieme sta crescendo tra gli agenti pastorali e speriamo, grazie a questa collaborazione, di ottenere sempre di più” ha puntualizzato il Vescovo in riferimento al lavoro svolto nell’ultimo anno.<br />“I religiosi non vengono in una diocesi per occuparsi delle proprie attività, ma si uniscono alla diocesi per sostenere gli sforzi della Chiesa locale e realizzare ciò che è in linea con l'evangelizzazione. Quindi nei loro apostolati devono lavorare in collaborazione per testimoniare Cristo ed evangelizzare per la salvezza delle anime. Dobbiamo quindi essere concentrati, dobbiamo completarci e integrarci a vicenda in modo che tutti possiamo raggiungere il nostro obiettivo comune”.<br /> Wed, 25 May 2022 10:59:47 +0200AFRICA/NIGERIA - Rapiti due preti nella diocesi retta da Mons. Kukah, fatto oggetto di pesanti minaccehttp://www.fides.org/it/news/72234-AFRICA_NIGERIA_Rapiti_due_preti_nella_diocesi_retta_da_Mons_Kukah_fatto_oggetto_di_pesanti_minaccehttp://www.fides.org/it/news/72234-AFRICA_NIGERIA_Rapiti_due_preti_nella_diocesi_retta_da_Mons_Kukah_fatto_oggetto_di_pesanti_minacceAbuja – Rapiti due sacerdoti nel nord della Nigeria. A riferirlo è p. Christopher Omotosho, Direttore delle Comunicazioni Sociali della diocesi di Sokoto. "Alla mezzanotte di oggi, 25 maggio 2022, uomini armati hanno fatto irruzione nella canonica della chiesa cattolica di San Patrizio, Gidan Maikambo, Kafur LGA dello stato di Katsina” afferma in un comunicato p. Omotosho. “Il parroco p. Stephen Ojapa, MSP e il suo collaboratore don Oliver Okpara e altri 2 ragazzi che erano in casa sono stati rapiti. Non abbiamo alcuna informazione su dove si trovino. Vi chiedo di pregare per la loro salvezza e liberazione”.<br />Secondo le testimonianze raccolte i rapitori, armati, sono arrivati in gran numero, non sono stati visti in sella a delle moto come accade di solito negli assalti a fine di sequestro di persone avvenuti in Nigeria.<br />Don Oliver Okpara era stata ordinato sacerdote a settembre da Sua Ecc. Mons. Mathew Hassan Kukah, Vescovo di Sokoto, oggetto di recenti minacce . Il Vescovo aveva denunciato con forza l’uccisione di Deborah Samuel Yakubu, studentessa cristiana, linciata il 12 maggio per “presunte blasfemia” . La diocesi di Sokoto guidata da Mons. Kukah copre per intero gli Stati di Sokoto e Katsina, e in parte quelli di Zamfara e Kebbi. <br /> Wed, 25 May 2022 10:54:49 +0200ASIA/INDIA - Fermare l'odio e la violenza contro i cristiani: appello del laicato cattolicohttp://www.fides.org/it/news/72233-ASIA_INDIA_Fermare_l_odio_e_la_violenza_contro_i_cristiani_appello_del_laicato_cattolicohttp://www.fides.org/it/news/72233-ASIA_INDIA_Fermare_l_odio_e_la_violenza_contro_i_cristiani_appello_del_laicato_cattolicoNew Delhi - Agire prontamente per fermare l'odio mirato e la violenza contro le minoranze religiose, specialmente cristiani e musulmani in India: è quanto chiede la "All India Catholic Union" al Primo Ministro dell'Unione Indiana, dicendosi "profondamente turbata dall'odio contro le minoranze religiose che negli ultimi mesi è eruttato come tanti vulcani nel mare dell'armonia religiosa in India". L'AICU ha scritto al governo federale e ai governi dei diversi stati della Federazione, invitando ad adottare misure urgenti per porre fine alla campagna di odio e di persecuzione che imperversa nel territorio della nazione.<br />In una nota inviata all'Agenzia Fides dall'organizzazione del laicato cattolico indiano, nata oltre 100 anni fa, Lancy D'Cunha, presidente nazionale dell'AICU, afferma: "Se non viene controllato ora, l'odio potrebbe causare danni incalcolabili alla pace nazionale". “Si è andati ben oltre la polarizzazione attraverso le cosiddette 'Leggi sulla libertà di religione' che criminalizzano i matrimoni interreligiosi con il pretesto di frenare le conversioni, effettuati con la forza o con l'inganno" rileva D'Cunha.<br />L'AICU ricorda gli episodi di violenza più recenti e gravi verificatisi negli stati di Uttar Pradesh, Karnataka e Haryana, dove teppisti, militanti e leader politici locali hanno terrorizzato le comunità delle minoranze religiose , il clero e le istituzioni.<br />“Nei secoli civiltà antiche come quella indiana hanno superato epoche di violenza per diventare leader della pace e dello sviluppo", osserva il Presidente. "Dobbiamo imparare dagli errori commessi da altre nazioni, che hanno rovinato le loro economie e il loro tessuto sociale e li hanno portati sull'orlo del baratro", afferma D'Cunha.<br />“I leader politici e religiosi devono agire insieme per rafforzare la pace e l'amicizia. Non possono distogliere lo sguardo dalle loro responsabilità. L'Unione Cattolica è impegnata a lavorare per la pace, l'armonia tra i gruppi religiosi e sociali e l'integrità e il progresso del nostro Paese”, ha aggiunto.<br />L'AICU, con altri gruppi cristiani, ha già impugnato davanti alla Corte Suprema le leggi discriminatorie che negano ai dalit cristiani la tutela delle disposizioni costituzionali accordate invece ai dalit che professano la religione indù, sikh e buddista. L'AICU, insieme ad altri gruppi religiosi e movimenti della società civile, riferisce che presenterà ricorsi legali contro le Leggi anti-conversione che vanno contro la lettera e lo spirito della Costituzione e innescano violenze mirate.<br />Nata 103 anni fa come organismo del laicato cattolico, l'AICU ha visto la nazione affrontare sfide come la partizione tra Pakistan e India nel 1947, la violenza sui sikh del 1984, lo spargimento di sangue e gli scontri tra indù e musulmani dopo la demolizione della moschea Babri nel 1992. In tutti questi frangenti ha fatto sentire la sua voce proclamando valori evangelici come dialogo, tolleranza, pace, giustizia, armonia sociale religiosa, tutela del bene comune.<br /> Wed, 25 May 2022 10:08:08 +0200AMERICA/CILE - Incontro di Vescovi e operatori pastorali della mobilità umana della frontiera Bolivia, Perù e Cilehttp://www.fides.org/it/news/72232-AMERICA_CILE_Incontro_di_Vescovi_e_operatori_pastorali_della_mobilita_umana_della_frontiera_Bolivia_Peru_e_Cilehttp://www.fides.org/it/news/72232-AMERICA_CILE_Incontro_di_Vescovi_e_operatori_pastorali_della_mobilita_umana_della_frontiera_Bolivia_Peru_e_CileSan Marcos de Arica - Nei locali della Casa di Ritiro Emmaus nella diocesi di San Marcos de Arica, dal 23 al 26 maggio si tiene l'VIII Incontro Internazionale di Pastorale della Mobilità Umana cui partecipano Vescovi e operatori pastorali dei paesi limitrofi di Bolivia, Perù e Cile per riflettere insieme e condividere le esperienze sul loro servizio umanitario che, come Chiesa, offrono ai migranti nelle diverse realtà.<br />Negli ultimi tempi, e soprattutto con l'attuale situazione di emergenza sanitaria, nessuno è stato indifferente alla realtà che abbiamo dovuto vivere e testimoniare nei nostri paesi, ha sottolineato padre Lauro Bocchi, scalabriniano, Vice Presidente Esecutivo dell'INCAMI . Tanti uomini e donne hanno lasciato le loro terre attraversando le frontiere alla ricerca di nuove opportunità, e con le chiusure delle frontiere si sono ritrovati in una situazione di irregolarità. Ogni tipo di aiuto e di sostegno è stato dispiegato da parte della Chiesa cattolica per fronteggiare una realtà che non è solo della terra cilena, ma è diventata trasversale.<br />Le informazioni pervenute a Fides dal dipartimento della comunicazione della diocesi di San Marcos, evidenziano le parole di Mons. Moisés Atisha Contreras, Vescovo di San Marcos de Arica: "da 15 anni si svolge l'incontro dei Vescovi di frontiera e questo è l'ottavo. Il problema da affrontare è sempre stato la situazione delle frontiere, la mobilità umana, la tratta di esseri umani. Questi ultimi due, tre incontri sono segnati fondamentalmente dalla migrazione forzata dal Venezuela, ma anche dalla situazione haitiana”. L'incontro di quest’anno ha una novità, costituita dallo studio della nuova legge cilena sulle migrazioni.<br />Mons. Ciro Quispe López, Vescovo della Prelatura di Juli, in Perù, ha sottolineato: "Non stiamo solo condividendo il nostro lavoro, le nostre esperienze, i dolori dei migranti, le sofferenze delle famiglie, i desideri e i sogni di migliori condizioni di vita, ma stiamo anche cercando di fare un lavoro comune come Chiesa in questi luoghi 'costruendo ponti' tra noi, per lavorare in modo articolato. In questo modo potremo accogliere, incoraggiare e dare una mano ai migranti che attraversano i nostri confini, che oggi soffrono e cercano migliori condizioni di vita. Il nostro amore al prossimo ci obbliga ad essere sempre attenti a loro, e a vedere come creare ponti con le autorità governative, con i governi e a dare alternative migliori ai migranti". <br />Anche Mons. Ricardo Morales Galindo, Vescovo di Copiapó, in Cile, si è detto felice di condividere le esperienze con coloro che stanno portando avanti la pastorale degli immigrati nelle nostre terre, “specialmente per imparare da ciò che altri fratelli e sorelle del Perù e della Bolivia stanno facendo oggi a favore dei nostri fratelli migranti. È un'esperienza sempre arricchente perché le sfide sono sempre più grandi, la realtà dell'immigrazione ci interpella e come popoli fratelli dobbiamo saper accogliere chi arriva alle nostre frontiere, per mostrare quel volto misericordioso che la Chiesa oggi deve dare, come testimonianza della sua sequela e fedeltà a Gesù Cristo".<br />Ognuno di noi svolge un servizio molto diverso, ha detto Monsignor Basilio Mamani Quispe, Vescovo Ausiliare di La Paz, in Bolivia, quindi "siamo a questo incontro per informarci e soprattutto per condividere questo servizio reso dalla Chiesa ai confini”. Lo scambio di ricchezze che stiamo avendo serve anche “a fornire un servizio migliore ai nostri fratelli migranti, che anche loro si sentano fratelli, sostenuti da noi”.<br /> <br />Wed, 25 May 2022 09:50:39 +0200EUROPA/POLONIA - Prosegue nei centri di accoglienza dei Camilliani l’assistenza ai profughi e agli sfollati interni ucrainihttp://www.fides.org/it/news/72238-EUROPA_POLONIA_Prosegue_nei_centri_di_accoglienza_dei_Camilliani_l_assistenza_ai_profughi_e_agli_sfollati_interni_ucrainihttp://www.fides.org/it/news/72238-EUROPA_POLONIA_Prosegue_nei_centri_di_accoglienza_dei_Camilliani_l_assistenza_ai_profughi_e_agli_sfollati_interni_ucrainiUrsus - Verificare i bisogni e le esigenze primarie dei rifugiati ucraini è l’obiettivo primario della visita che i missionari del Camillian Disaster Service International effettueranno, dal 26 al 29 maggio, in Polonia per la prima valutazione del progetto che li vede coinvolti. La visita interesserà i due centri messi a disposizione dai Camilliani di Polonia a Ursus e Łomianki-Buraków, dove sono ospitati donne e bambini ucraini, al momento per un totale di 51 persone .<br />Per la prima visita sul posto, lo staff Cadis è guidato dal direttore esecutivo, p. Aris Miranda, MI, che incontrerà il gruppo coinvolto nei due centri e impegnato alla stazione centrale di Varsavia Ovest. “La visita alla stazione ferroviaria di Varsavia Ovest, dove i volontari accolgono i rifugiati ucraini con aiuto e assistenza, sarà un momento per poter condividere sensazioni e impressioni legate al primo approccio in Polonia delle persone in fuga dalla guerra” ha dichiarato p. Miranda. “Nonostante il flusso migratorio sia rallentato rispetto alle prime settimane di guerra, è ancora consistente. Inoltre, da qualche settimana inizia a esserci un flusso di persone che fa la rotta inversa, per rientrare in Ucraina e provare a riprendere la normalità.”<br />Il progetto di accoglienza in corso ospiterà circa 70 donne e bambini nei due centri, provvederà a coinvolgerli in attività ludiche e psicosociali. E’ previsto inoltre aiuto alle persone sfollate all’interno del paese nelle città di Lviv e Kharkiv, in Ucraina. <br /> Wed, 25 May 2022 11:20:32 +0200