Fides News Italianohttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia Fidesen-usASIA/TERRA SANTA - “Nuova” sigla jihadista minaccia i cristiani di Gerusalemmehttp://www.fides.org/it/news/57946-ASIA_TERRA_SANTA_Nuova_sigla_jihadista_minaccia_i_cristiani_di_Gerusalemmehttp://www.fides.org/it/news/57946-ASIA_TERRA_SANTA_Nuova_sigla_jihadista_minaccia_i_cristiani_di_GerusalemmeGerusalemme – Alcuni volantini contenenti minacce ai cristiani di Gerusalemme e firmati da un'organizzazione finora sconosciuta che si definisce “Stato Islamico in Palestina” - con la palese intenzione di evidenziare la propria affiliazione o contiguità allo Stato Islamico – sono stati rinvenuti nella serata di giovedì 25 giugno in alcuni quartieri arabi della parte orientale della Città Santa. Secondo quanto riportato dai media israeliani, nei volantini – su cui compare anche i logo dello Stato Islamico - i cristiani di Gerusalemme vengono minacciati di morte se non lasceranno la città prima del 18 luglio, giorno in cui cade quest'anno la festa dell'Eid al Fitr, a chiusura del mese santo del Ramadan. Nel messaggio – che contiene minacce anche contro il Presidente dell'Autorità palestinese Mahmud Abbas – i cristiani vengono definiti “agenti d'Israele”. <br />Il messaggio intimidatorio contenuto nei volantini ha provocato immediate reazioni di Michel Sabbah, Patriarca emerito di Gerusalemme dei Latini, e dell'Arcivescovo Theodosios di Sebastia, del Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme. “Non si sa chi ha distribuito i volantini” dichiara all'Agenzia Fides p. Raed Abusahliah, Direttore generale di Caritas Jerusalem “e francamente non sentiamo su di noi la pressione di questi gruppi di invasati. Ma certo l'episodio ha sparso preoccupazione tra una parte dei cristiani. Alcuni di loro si chiedono: come è possibile che questi pazzi siano arrivati fin qui?” Padre Raed fa notare che “le reazioni dei musulmani sono arrivate prima di quelle dei cristiani: tanti leader musulmani hanno condannato le minacce dei volantini e hanno detto che saranno i primi a difendere i loro fratelli cristiani, se succede qualcosa. Mentre molti fedeli cristiani hanno detto che non lasceranno mai la terra di Cristo, dove sono nati, davanti a nessuna minaccia”. Il Direttore di Caritas Jerusalem fa anche notare che “queste sigle e questi gruppi possono essere appoggiati e infiltrati da forze che agiscono nell'ombra, come si vede anche in quello che sta accadendo in Iraq e in Siria. Magari adesso c'è chi vuole far vedere che i cristiani sono fragili e hanno bisogno di qualche forma di 'protezione', evidentemente non disinteressata”. .Sat, 27 Jun 2015 10:20:45 +0200ASIA/INDIA - Violenza anticristiana in Keralahttp://www.fides.org/it/news/57945-ASIA_INDIA_Violenza_anticristiana_in_Keralahttp://www.fides.org/it/news/57945-ASIA_INDIA_Violenza_anticristiana_in_KeralaNew Delhi – I cristiani in India continuano a subire aggressioni da gruppi estremisti indù. Come comunicato a Fides dall’Evangelical Fellowship of India , un nuovo episodio di violenza anticristiana è avvenuto domenica 14 giugno in Kerala: un gruppo di fedeli è stato aggredito durante una celebrazione in una chiesa protestante nella località di Attingal. Come riferito a Fides, oltre 200 militanti di organizzazioni radicali indù sono penetrati nella sala di culto gridando slogan come “Bharat Mathaki Jai” . Gli aggressori hanno iniziato a malmenare il Pastore e i fedeli che sono fuggiti terrorizzati. Diversi sono stati percossi e hanno riportato ferite. I miltanti hanno devastato la chiesa rompendo l’altare e gli arredi liturgici. La polizia, giunta dopo mezz’ora, ha solo potuto constatare i danni. <br />Nei giorni successivi, il ministro degli Interni dello Kerala ha visitato la comunità colpita, condannando la violenza e promettendo di consegnare gli aggressori alla giustizia. I cristiani di Attingal hanno organizzato una pacifica marcia di protesta nella città, invocando armonia e libertà religiosa. D’altro canto, in una contro-manifestazione pubblica, radicali indù recitavano slogan anticristiani e scandivano minacce. <br />In Kerala, uno degli stati del sud dell'India, i cristiani rappresentano oltre il 40% della popolazione totale dello stato. Sat, 27 Jun 2015 10:08:39 +0200ASIA/NEPAL - Condono del debito al Nepal: il Fondo monetario dice “no”http://www.fides.org/it/news/57944-ASIA_NEPAL_Condono_del_debito_al_Nepal_il_Fondo_monetario_dice_nohttp://www.fides.org/it/news/57944-ASIA_NEPAL_Condono_del_debito_al_Nepal_il_Fondo_monetario_dice_noKathmandu – La campagna “Jubilee Network”, che unisce 75 organizzazioni e 400 comunità religiose in tutto il mondo, ha chiesto al Fondo Monetario Internazionale di condonare parte del debito estero del Nepal, colpito dal terribile sisma dell’aprile scorso. Come appreso da Fides, il Fondo Monetario ha ufficialmente dato risposta negativa. <br />La proposta intendeva utilizzare lo speciale “fondo fiduciario” dell'FMI destinato ad aiutare i paesi poveri quando si trovano ad affrontare le calamità naturali. Attraverso quel fondo sono stati condonati in passato quasi 100 milioni di dollari del debito a nazioni dell'Africa occidentale colpite dal virus ebola.<br />“Il diniego del FMI è una è una notizia preoccupante per il paese", ha detto all’Agenzia Fides Eric LeCompte, direttore esecutivo della rete “Jubilee Network”. Il Nepal è uno dei 38 paesi a basso reddito che possono beneficiare degli aiuti del nuovo fondo. Per poter beneficiare di tale sostegno dopo un disastro naturale, un paese beneficiario deve soddisfare determinati criteri: il disastro deve colpire almeno un terzo della popolazione del paese e causare un danno produttivo grave all'economia del Paese. Secondo il FMI, il Nepal, dopo il sisma, soddisfala la prima condizione ma non la seconda, anche se le stime parlano di 5-10 miliardi di dollari di danni, circa un terzo del totale dell'economia del paese. <br />Eric LeCompte rimarca che il fondo speciale “è stato creato per situazioni proprio come queste”, ricordando che FMI, la Banca Mondiale e Banca dello Sviluppo asiatico detengono circa tre miliardi di dollari del debito estero del Nepal. Il condono di parte del debito permetterebbe di destinare un flusso maggiore di risorse alla ricostruzione e alla ripresa post sisma. <br />“Jubilee USA Network” è un'alleanza di oltre 75 organizzazioni e di 400 comunità religiose che lavorano con 50 partner mondiali, impegnata a costruire un'economia che tutela e promuove la partecipazione dei più vulnerabili. Sat, 27 Jun 2015 09:41:06 +0200AMERICA/EL SALVADOR - Mons. Romero riconosciuto "Meritísimo Figlio di El Salvador"http://www.fides.org/it/news/57943-AMERICA_EL_SALVADOR_Mons_Romero_riconosciuto_Meritisimo_Figlio_di_El_Salvadorhttp://www.fides.org/it/news/57943-AMERICA_EL_SALVADOR_Mons_Romero_riconosciuto_Meritisimo_Figlio_di_El_SalvadorSan Salvador – L'Assemblea legislativa del Salvador ha consegnato la distinzione onorevole di "Meritísimo Figlio di El Salvador" post mortem al Beato Oscar Arnulfo Romero, per il suo importante lavoro sociale e pastorale nel paese.<br /><br />Alla cerimonia hanno partecipato i fratelli del Beato, Gaspar e Tiberio, che hanno ricevuto il riconoscimento, e i rappresentanti della Chiesa cattolica, tra i quali il vescovo ausiliare della capitale, Sua Ecc. Mons. Gregorio Rosa Chavez e Mons. Ricardo Urioste che presiede la Fondazione Romero.<br /><br />Il Vescovo martire, conosciuto come la "voce dei senza voce", è stato ucciso da un cecchino il 24 marzo 1980 mentre celebrava la Messa nella cappella di un piccolo ospedale per i malati terminali di cancro. Dopo 35 anni di suo martirio è stato riconosciuto perché ucciso in odium fidei. Romero è stato beatificato il 23 maggio in una cerimonia affollatissima nella capitale salvadoregna.<br /><br /> Sat, 27 Jun 2015 09:32:50 +0200AMERICA/HONDURAS - La Chiesa per “una politica senza corruzione”http://www.fides.org/it/news/57942-AMERICA_HONDURAS_La_Chiesa_per_una_politica_senza_corruzionehttp://www.fides.org/it/news/57942-AMERICA_HONDURAS_La_Chiesa_per_una_politica_senza_corruzioneTegucigalpa – La comunità nazionale deve risolvere importante problemi sociali che affliggono questo paese, rilanciando il dialogo nelle politica: è quanto afferma l'editoriale del settimanale “Fides” della capitale del Honduras, organo principale della stampa cattolica nel paese. <br /><br />“L'obiettivo principale della politica è favorire la dignità e i diritti fondamentali della persona umana. L'impegno politico significa prendere decisioni specifiche, progettare programmi, partecipare a campagne, esercitare il potere a servizio dei cittadini. Così che l'attività politica, in breve, è indirizzata alla pratica della carità vale a dire all'amore del prossimo”. Il testo del settimanale invita tutti a riflettere su come fermare la corruzione e la violenza che sembrano crescere ogni giorno nel paese.<br /><br />“La storia dell'Honduras, nel secolo scorso, è stata caratterizzata da odio, rancore, vendetta e divisioni che hanno portato alla lotta armata fratricida", continua il testo, rimarcando “l'enorme disparità fra honduregni”: “Nella diseguaglianza abissale della distribuzione del reddito, il 20% della popolazione, la più ricca, prende quasi il 60% dei ricavi, mentre il 24% della popolazione più povera ha accesso a solo il 3% degli introiti del paese”.<br /><br />“La presenza di corruzione che persiste ad oggi, quando vi è una maggiore consapevolezza tra la popolazione sulla gravità di questa pratica vergognosa. Corruzione, significa rubare ai più poveri l'opportunità per avere cibo, salute, istruzione, alloggio e occupazione”, conclude il testo.<br /><br /> Sat, 27 Jun 2015 09:31:36 +0200AFRICA/EGITTO - I cristiani organizzano per i musulmani i “banchetti dell'unità” in occasione del Ramadanhttp://www.fides.org/it/news/57941-AFRICA_EGITTO_I_cristiani_organizzano_per_i_musulmani_i_banchetti_dell_unita_in_occasione_del_Ramadanhttp://www.fides.org/it/news/57941-AFRICA_EGITTO_I_cristiani_organizzano_per_i_musulmani_i_banchetti_dell_unita_in_occasione_del_RamadanIl Cairo – Anche quest'anno, secondo la consuetudine, parrocchie e famiglie cristiane in Egitto organizzano spontaneamente a fine giornata i cosiddetti “banchetti dell'unità”, momenti conviviali offerti in particolare ai vicini e ai concittadini musulmani che in queste settimane osservano, dall'alba al tramonto, il digiuno prescritto nel mese sacro del Ramadan.<br />Nelle scorse settimane, alcuni rappresentanti della Chiesa copta ortodossa avevano dato l'indicazione generale di utilizzare le risorse destinate ai banchetti per finanziare opere sociali e assistenziali, cominciando da quelle sostenute dal Fondo “Viva l'Egitto”, lanciato dal Presidente Abdel Fattah al-Sisi dopo la sua elezione. Non sembra però che la sollecitazione ufficiale sia stata seguita a livello capillare. I siti legati alle comunità copte descrivono con abbondanza di particolari iniziative come quella presa dai gruppi scout che distribuiscono cibo e bevande ai loro vicini musulmani. <br />“La prassi di organizzare banchetti e distribuire merende - spiega all'Agenzia Fides Anba Antonios Aziz Mina, Vescovo copto cattolico di Guizeh - è solo uno dei modi in cui i cristiani partecipano al Ramadan. Nei posti di lavoro, i cristiani digiunano anche loro, astenendosi dal cibo e dall'acqua per rispetto e solidarietà nei confronti dei colleghi musulmani”. .Fri, 26 Jun 2015 12:34:46 +0200ASIA/PAKISTAN - Negato il visto a suore missionarie: la Chiesa di Islamabad presenta appellohttp://www.fides.org/it/news/57940-ASIA_PAKISTAN_Negato_il_visto_a_suore_missionarie_la_Chiesa_di_Islamabad_presenta_appellohttp://www.fides.org/it/news/57940-ASIA_PAKISTAN_Negato_il_visto_a_suore_missionarie_la_Chiesa_di_Islamabad_presenta_appelloIslamabad – “Non sappiamo il motivo per cui il rinnovo del visto ci è stato negato. Il nostro lavoro è sempre lo stesso, quello dell’istruzione, per il bene dei giovani del Pakistan, di tutte le religioni. E’ per noi un fulmine a ciel sereno. Ma non possiamo restare in un paese se siamo considerate illegali”. Così la filippina suor Delia Coyoca Rubio, preside della “Convent School” di Islamabad, confida con una certa amarezza all’Agenzia Fides la situazione che sta vivendo. <br />Suor Delia, insieme a suor Miraflor Aclan Bahan e a suor Elizabeth Umali Sequenza, consorelle filippine della congregazione delle “Religiose della Vergine Maria”, fondata dalla filippina Madre Ignacia del Espiritu Santo, hanno ricevuto una “risposta negativa” dal Ministero degli Interni, dopo aver presentato la consueta richiesta di rinnovo del visto per vivere e operare in Pakistan. <br />La motivazione del diniego sarebbe quella di un “cambio del lavoro”, rispetto a quello per cui il visto era stato concesso. Suor Delia racconta: “Il nostro istituto di istruzione è aperto dal 1992. Io sono qui dal 2006 e il nostro lavoro è sempre stato il medesimo: organizzare la scuola e insegnare. Abbiamo 2.300 giovani in un campus, e 1.000 nel secondo istituto: ragazzi e giovani di tutte le religioni e classi sociali. Il nostro è un servizio all’istruzione, per il bene comune del Pakistan”.<br />Le suore hanno presentato domanda di rinnovo del visto biennale in aprile. A giugno attendevano la risposta. Il Ministero degli Interni ha fatto indagini e inviato ispettori. Qualche giorno fa è giunta una lettera che informava dell’esito negativo della richiesta.<br />La Chiesa di Islamabad è vicina alle religiose. Il Vescovo Rufin Anthony ha inviato una lettera al Ministero degli Interni chiedendo spiegazioni e contestando la disposizione. La questione verrà esaminata dall’Alta Corte di Islamabad. Se le suore dovranno lasciare il Pakistan, la Convent School di Islamabad, polo di eccellenza tra gli istituti scolastici della città, dovrà riorganizzarsi del tutto, anche se la classe docente è quasi del tutto pakistana. Fri, 26 Jun 2015 12:20:06 +0200ASIA - E’ l’istruzione il motore della Conferenza dei Gesuiti dell'Asia Pacificohttp://www.fides.org/it/news/57939-ASIA_E_l_istruzione_il_motore_della_Conferenza_dei_Gesuiti_dell_Asia_Pacificohttp://www.fides.org/it/news/57939-ASIA_E_l_istruzione_il_motore_della_Conferenza_dei_Gesuiti_dell_Asia_PacificoMacao – I Gesuiti dell’Asia continueranno ad avere come focus principale della loro attività e presenza il servizio dell’istruzione: è quanto emerso da un recente incontro della Conferenza dei Gesuiti dell'Asia Pacifico tenutosi a Macao, cui hanno partecipato rappresentanti di Hong Kong, Filippine, Cambogia, Giappone, Indonesia, Timor Est e Australia.<br />Come appreso da Fides, nell’incontro è stato riferito che il servizio promosso dai gesuiti procede con risultati apprezzabili in tutti i paesi. Come ha informato don Roberto Boholst SJ, il Collegio intitolato a Sant’Ignazio di Lojola a Timor Est è ora in grado di accogliere 105 studenti in ciascuna delle tre annualità di studio dei tre livelli dell'anno. Anche la costruzione del Xavier Jesuit Community School in Cambogia sta andando bene e il suo direttore, don Ashley Evans SJ, ha fornito i dettagli sulla nuova scuola.<br />Se in Indonesia è in fase di completamento un programma basato sul “modello pedagogico Ignaziano”, uno sviluppo significativo nella Provincia cinese è che il prossimo anno scolastico tutte le scuole avranno presidi laici. Altre buone notizie sono giunte da Giappone e Filippine. <br />P. Mark Raper SJ, presidente della Conferenza, ha ribadito nel suo messaggio che “la formazione è il motore della Conferenza, offrendo al gruppo tre punti da considerare: una attenta pianificazione; l’urgenza di concentrarsi su poveri ed emarginati; il valore indispensabile della collaborazione in tutta la regione. .Fri, 26 Jun 2015 12:18:49 +0200ASIA/SIRIA - Fuga di massa da Hassakè, attaccata dai jihadisti del Daesh. Il Vescovo Audo: non è chiara “l'agenda” delle forze sul campohttp://www.fides.org/it/news/57938-ASIA_SIRIA_Fuga_di_massa_da_Hassake_attaccata_dai_jihadisti_del_Daesh_Il_Vescovo_Audo_non_e_chiara_l_agenda_delle_forze_sul_campohttp://www.fides.org/it/news/57938-ASIA_SIRIA_Fuga_di_massa_da_Hassake_attaccata_dai_jihadisti_del_Daesh_Il_Vescovo_Audo_non_e_chiara_l_agenda_delle_forze_sul_campoHassakè – L'ultimo attacco sferrato contro la città di Hassakè nella notte tra mercoledì 24 e giovedì 25 giugno dai miliziani jihadisti del Daesh sta provocando una nuova emergenza umanitaria nella provincia siriana nord-orientale di Jazira. Centinaia di famiglie costrette a lasciare le proprie case vanno così ad accrescere la massa di profughi interni già presente in quella regione siriana. “I miliziani del Daesh - riferisce all'Agenzia Fides il Vescovo caldeo Antoine Audo SJ, presidente di Caritas Siria - hanno bombardato nella notte tra mercoledì e giovedì tutte le aree della città. Poi, nella prima mattinata di giovedì 25, è iniziato l'esodo di massa, che ha coinvolto anche centinaia di famiglie cristiane. Solo tra i caldei, almeno sessanta famiglie si sono spostate a Qamishli insieme al parroco Nidal, mentre altre dieci famiglie hanno raggiunto la parrocchia di al-Malikiyah. E adesso tutti aspettano di capire come evolveranno le cose sul campo”. <br />Hassakè già nelle scorse settimane era stata oggetto di attacchi da parte dei miliziani del Daesh, finora sempre respinti dall'esercito governativo e dai miliziani curdi. Adesso anche il Vescovo Audo vede nell'ultima offensiva jihadista un tentativo di mettere sotto pressione soprattutto le forze armate curde, che negli ultimi giorni sembravano guadagnare terreno nella provincia di Raqqa, dove si trova da sempre la roccaforte del Daesh in Siria. <br />“La situazione - aggiunge mons. Audo - appare confusa. Sul campo ci sono i curdi, i jihadisti e l'esercito governativo, e non sempre si capisce l'agenda a cui rispondono le diverse forze”. Caritas Siria ha già provveduto a inviare cibo, medicine e beni di prima necessità per soccorrere i nuovi profughi. “Ogni giorno - spiega il Vescovo caldeo di Aleppo - si aprono nuove emergenze, anche in zone finora risparmiate dal conflitto. La gente è stanca, i nervi sono logorati, tutti hano paura. Girano tante armi. Così basta un piccolo incidente a far esplodere le tensioni e a provocare violenze, anche in seno ai singoli villaggi. Il nostro dovere è di rimanere, e provare a andare avanti in questa situazione. Ma non è facile”. .Fri, 26 Jun 2015 12:18:02 +0200AFRICA/BURUNDI - L’opposizione annuncia il boicottaggio delle elezionihttp://www.fides.org/it/news/57937-AFRICA_BURUNDI_L_opposizione_annuncia_il_boicottaggio_delle_elezionihttp://www.fides.org/it/news/57937-AFRICA_BURUNDI_L_opposizione_annuncia_il_boicottaggio_delle_elezioniBujumbura - L’opposizione in Burundi ha annunciato che boicotterà la tornata elettorale che inizierà il 29 giugno, con il voto per il rinnovo dei comuni e del parlamento. Il 15 luglio si dovrebbe tenere la contestata elezione presidenziale, alla quale il Presidente uscente, Pierre Nkurunziza, si presenta per ottenere un terzo mandato, nonostante la Costituzione ne preveda solo due.<br />La decisione dell’opposizione era nell’aria, visto che solo i partiti vicini al Presidente Pierre Nkurunziza hanno avviato la campagna elettorale . In una lettera inviata alla Commissione Elettorale Indipendente , i rappresentanti dell’opposizione denunciano il calendario elettorale stabilito in modo unilaterale, a dispetto delle raccomandazioni della comunità internazionale che chiedeva una scelta condivisa tra tutte le componenti politiche e sociali del Paese.<br />Si contesta inoltre il fatto che le elezioni non potranno certo essere “pacifiche, trasparenti e inclusive” per la presenza della milizia Imbonerakure legata al partito del Presidente, la chiusura dei media indipendenti e il mancato ritorno nei luoghi d’origine di sfollati e rifugiati. Inoltre la CENI è ormai costituita solo da rappresentanti vicini al Presidente, perché la maggiore parte degli altri suoi componenti è fuggita all’estero.<br />Anche il secondo Vice Presidente, Gervais Rufyikiri, ha chiesto asilo politico all’estero perché “non è più capace di sostenere il comportamento del Presidente, la sua volontà di condurre il popolo burundese sulla via dell’illegalità”. Fri, 26 Jun 2015 11:50:10 +0200AMERICA/BOLIVIA - L’Incontro mondiale dei Movimenti Sociali sarà concluso dal Papahttp://www.fides.org/it/news/57936-AMERICA_BOLIVIA_L_Incontro_mondiale_dei_Movimenti_Sociali_sara_concluso_dal_Papahttp://www.fides.org/it/news/57936-AMERICA_BOLIVIA_L_Incontro_mondiale_dei_Movimenti_Sociali_sara_concluso_dal_PapaLa Paz – Sono già 900 i partecipanti che hanno confermato la loro presenza all'Incontro mondiale dei Movimenti Sociali che si svolgerà a Santa Cruz, in Bolivia, dal 7 al 9 luglio 2015. La nota inviata a Fides da una fonte locale riferisce che ad aprire l'Incontro sarà il Card. Peter Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, dicastero che è tra i promotori dell’iniziativa. <br />I rappresentanti delle numerose aggregazioni, non solo cattoliche, che comprendono le diverse realtà sociali, si confronteranno sul tema “Il futuro dei movimenti sociali a favore dell’ambiente”. Le conclusioni saranno consegnate al Santo Padre Francesco, che parteciperà alla chiusura dell'Incontro in quanto sarà in Bolivia per una visita pastorale dall’8 al 10 luglio.<br />Il gruppo delle delegazioni internazionali è assai numeroso, fra gli altri si contano 250 delegati dell'Argentina, 250 del Brasile, 50 del Cile, 10 della Colombia, 3 della Costa Rica, 2 di Haití, 2 della Repubblica Dominicana, 40 dell’Ecuador, 1 di El Salvador, 4 dell India, 2 dell’Italia, 2 del Kenya, 5 del Messico, 2 degli Stati Uniti.<br /> Fri, 26 Jun 2015 11:24:35 +0200AFRICA/SUDAFRICA - Presentato il rapporto sugli incidenti di Marikana, nel 2012: “una tragedia orribile”http://www.fides.org/it/news/57935-AFRICA_SUDAFRICA_Presentato_il_rapporto_sugli_incidenti_di_Marikana_nel_2012_una_tragedia_orribilehttp://www.fides.org/it/news/57935-AFRICA_SUDAFRICA_Presentato_il_rapporto_sugli_incidenti_di_Marikana_nel_2012_una_tragedia_orribileJohannesburg - Un’inchiesta giudiziaria sull’operato della polizia nei tragici avvenimenti nella miniera di Marikana e critiche nei confronti della dirigenza della società Lomnin, che gestisce la miniera di platino. Sono queste le conclusioni principali del rapporto di 646 pagine della Commissione d’inchiesta sugli incidenti avvenuti nell’agosto 2012 nella miniera di Marikana . Dall’11 al 16 agosto, durante uno sciopero dei minatori che chiedevano un aumento di stipendio, si verificarono gravi incidenti che portarono alla morte di 44 persone, al ferimento di altre 70 e all’arresto di circa 250 individui. L’incidente più grave risale al 16 agosto 2012 quando la polizia è intervenuta sparando contro un assembramento di scioperanti armati con armi da taglio, uccidendo 34 persone. La Commissione ha accerto che 17 persone sono state colpite alle spalle mentre erano inseguite dalla polizia <br />Il rapporto è stato presentato ieri, 25 giugno, in diretta televisiva dal Presidente Jacob Zuma. “L’incidente di Marikana è stato una tragedia orribile, che non deve accadere in una democrazia” ha affermato Zuma. “Dobbiamo, come nazione, imparare la lezione da questo episodio doloroso. Lo dobbiamo utilizzare per costruire una società più unita, pacifica e solidale”. Fri, 26 Jun 2015 10:59:18 +0200AMERICA/ECUADOR - Ancora manifestazioni contro il presidente Correahttp://www.fides.org/it/news/57934-AMERICA_ECUADOR_Ancora_manifestazioni_contro_il_presidente_Correahttp://www.fides.org/it/news/57934-AMERICA_ECUADOR_Ancora_manifestazioni_contro_il_presidente_CorreaGuayaquil – L'Ecuador continua a vivere giornate di tensione per le numerose manifestazioni che si sono svolte a Guayaquil e Quito contro il presidente Rafael Correa. Da una settimana la popolazione e l'opposizione avevano manifestato contro le disposizioni del governo che prevedono l’aumento di alcune tasse. Malgrado due giorni fa lo stesso presidente abbia annunciato un ritiro provvisorio delle proposte di legge, la manifestazioni sono proseguite.<br />Ieri, secondo una nota pervenuta a Fides, la manifestazione di Guayaquil è stata guidata dal sindaco della città. Al grido della piazza "l'Ecuador non è il Venezuela", si sono sentiti discorsi che paragonavano questi due paesi. Jaime Nebot, sindaco di Guayaquil, ha concluso dicendo che Correa non è né il proprietario né il padrone del paese. Se vuole un confronto ideologico si vada alle urne. Lo stesso si è verificato a Quito, dove il gruppo molto numeroso dei manifestanti è stato fermato dalla polizia perché voleva andare alla sede del Governo. <br />Il governo ha proposto la via del dialogo, notizia ben accolta anche dalle istituzioni sociali e anche dalla Chiesa , ma all’annuncio non sono seguiti segnali per l'incontro con l'opposizione o altri membri dei gruppi dei manifestanti. <br /> Fri, 26 Jun 2015 09:52:20 +0200AFRICA/CONGO RD - “Si rispetti la Costituzione, no al terzo mandato per Kabila” dice la società civile del Sud Kivuhttp://www.fides.org/it/news/57931-AFRICA_CONGO_RD_Si_rispetti_la_Costituzione_no_al_terzo_mandato_per_Kabila_dice_la_societa_civile_del_Sud_Kivuhttp://www.fides.org/it/news/57931-AFRICA_CONGO_RD_Si_rispetti_la_Costituzione_no_al_terzo_mandato_per_Kabila_dice_la_societa_civile_del_Sud_KivuKinshasa - “Si rispetti la Costituzione”. È questa la principale richiesta presentata dalla società civile del Sud Kivu ai colloqui nazionali promossi a livello nazionale e locale dal Presidente Joseph Kabila .<br />In una nota inviata all’Agenzia Fides si afferma che, dal 16 al 18 giugno, 116 delegati della società civile si sono riuniti a Bukavu, capoluogo del Sud Kivu, per elaborare una posizione comune da presentare nei colloqui con il governatore della Provincia.<br />I delegati hanno ribadito di voler portare avanti la campagna “Non toccate la mia Costituzione” lanciata nel marzo 2013 e che si concluderà nel dicembre 2016, al termine della lunga tornata elettorale avviata quest’anno, con l’elezione del successore di Kabila.<br />La società civile vuole così ribadire di essere contraria ad un eventuale modifica costituzionale che permetterebbe a Kabila di presentarsi per ottenere un terzo mandato. Un’eventualità che ha già provocato forti proteste nel Paese. Thu, 25 Jun 2015 12:20:07 +0200ASIA/LIBANO - La scomparsa del Patriarca armeno cattolico Nerses Bedros XIXhttp://www.fides.org/it/news/57933-ASIA_LIBANO_La_scomparsa_del_Patriarca_armeno_cattolico_Nerses_Bedros_XIXhttp://www.fides.org/it/news/57933-ASIA_LIBANO_La_scomparsa_del_Patriarca_armeno_cattolico_Nerses_Bedros_XIXBeirut – Il Patriarca armeno cattolico Nerses Bedros XIX è deceduto oggi, giovedì 25 giugno, presso l'ospedale Jeetawi di Beirut, dove era stato portato in seguito a un arresto cardiaco. Aveva 75 anni. <br />Boutros Taza era nato al Cairo nel gennaio 1940, quinto di una famiglia di otto figli. Aveva ricevuto l'istruzione primaria e secondaria presso gli istituti dei Fratelli delle scuole cristiane. Nel 1958 si era trasferito a Roma, dove aveva studiato filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Ordinato sacerdote il 15 agosto 1965, aveva svolto il suo ministero sacerdotale nelle parrocchie armene cattoliche del Cairo, ed era stato ordinato Vescovo dell'Eparchia d'Iskanderiya nel febbraio 1990. Era stato eletto Patriarca della Chiesa armeno-cattolica il 7 ottobre 1999, assumendo il nome di Nerses Bedros XIX. <br />Di recente, dopo la Messa celebrata nella Basilica di San Pietro il 12 aprile scorso da Papa Francesco per i fedeli di rito armeno, il Patriarca Nerses Bedros, in un'intervista all'Agenzia Fides aveva espresso considerazioni saggie e illuminanti, anche rispetto alle reazioni scomposte provenienti in quelle ore da leader politici turchi davanti alle parole pronunciate in quell'occasione dal Vescovo di Roma sul Genocidio armeno. “Il Papa - aveva detto tra l'altro il Patriarca Nerses - non è schierato 'con' gli armeni 'contro' i turchi. Lui non è contro nessuno. . Il suo sguardo abbraccia il mondo, lui esprime il senso di umanità che tutti dovremmo condividere. La memoria e la condanna degli orrori del passato può servire a impedire che quelle cose riaccadano, come purtroppo sta succedendo anche adesso in tante parti del mondo, a partire dal Medio Oriente”. .Thu, 25 Jun 2015 12:53:10 +0200AFRICA/EGITTO - Il Patriarca copto Tawadros: il cosiddetto “Vangelo di Barnaba” è un falsohttp://www.fides.org/it/news/57932-AFRICA_EGITTO_Il_Patriarca_copto_Tawadros_il_cosiddetto_Vangelo_di_Barnaba_e_un_falsohttp://www.fides.org/it/news/57932-AFRICA_EGITTO_Il_Patriarca_copto_Tawadros_il_cosiddetto_Vangelo_di_Barnaba_e_un_falsoIl Cairo – Il fantomatico “Vangelo di Barnaba”, spacciato anche dai media internazionali come un documento ritrovato , è “un libro pieno di errori anche storico-geografici, opera di un falsario”, e non ha alcun valore e alcun suggerimento utile per la vita di oggi. Sono queste le considerazioni espresse dal Patriarca Tawadros II sul volume che sarebbe stato rinvenuto nel maggio 2012 nel deposito del palazzo di Giustizia di Ankara. La stroncatura senza appello è stata pronunciata dal Primate della Chiesa copta ortodossa durante la sua catechesi di mercoledì 24 giugno, dedicata alla figura di San Barnaba, il discepolo divenuto cristiano dopo la Pentecoste. <br />Nel manoscritto, con pagine di cuoio e lettere d’oro, che le autorità turche presentarono al mondo come redatto tra 1500 e 2000 anni fa, alcune pagine scritte in siriaco erano state presentate come un nuovo Vangelo attribuito all’apostolo Barnaba. In quelle pagine, tra l'altro, si legge che Gesù non è stato Crocifisso, che ascese al cielo vivo in qualità di profeta e non di Figlio di Dio, che Giuda Iscariota sarebbe stato crocefisso al suo posto, e soprattutto, che Gesù avrebbe predetto la venuta di Maometto. .Thu, 25 Jun 2015 12:39:21 +0200AFRICA/SUD SUDAN - Colera e piogge aggravano la situazione umanitaria, migliaia di rifugiati nelle paludi in fuga dalla guerra: testimonianza di un missionariohttp://www.fides.org/it/news/57928-AFRICA_SUD_SUDAN_Colera_e_piogge_aggravano_la_situazione_umanitaria_migliaia_di_rifugiati_nelle_paludi_in_fuga_dalla_guerra_testimonianza_di_un_missionariohttp://www.fides.org/it/news/57928-AFRICA_SUD_SUDAN_Colera_e_piogge_aggravano_la_situazione_umanitaria_migliaia_di_rifugiati_nelle_paludi_in_fuga_dalla_guerra_testimonianza_di_un_missionarioJuba - “Le autorità hanno annunciato che 18 persone sono morte per il colera e circa 170 persone sono state ricoverate per l’epidemia, inoltre sono stati riaperti 3 centri diagnostici per accertare i casi sospetti” dice all’Agenzia Fides p. Daniele Moschetti, missionario comboniano che opera in Sud Sudan, dove la capitale, Juba, è stata colpita da un’epidemia di colera.<br />“È iniziata la stagione delle piogge è questo favorisce la diffusione di malattie come il colera. Già l’anno scorso il colera aveva ucciso 170 persone su un migliaio di persone infettate” racconta p. Daniele. Il colera aggrava la già pesante situazione umanitaria causata dalla guerra civile tra le forze leali al Presidente Salva Kiir e quelle fedeli all’ex Vice Presidente Riek Machar.<br />“Si combatte in tre Stati del nord, Upper Nile, Unity e Jonglei, ma di riflesso sono coinvolti tutti gli altri Stati del Sud Sudan” precisa il missionario. “In questo momento mi trovo a Wau, a circa 400 km da Juba. Gli effetti della guerra sono indiretti: scarsità di cibo e di lavoro, economia allo sfascio. I giovani hanno come unica prospettiva, al momento, quella di fare la guerra”.<br />P. Daniele sottolinea che una delle situazioni critiche concerne “l’Upper Nile dove siamo stati costretti ad evacuare la nostra missione da Leer. L’area era sotto il controllo dell’opposizione ma ora l’esercito regolare è riuscito a riconquistare la città ed alcuni villaggi vicini. I combattimenti proseguono per la riconquista di altri villaggi della regione”. <br />“Ci sono pervenute notizie di atrocità assurde anche su donne e bambini. Migliaia di persone sono state costrette a scappare nelle aree paludose Anche Médecin Sans Frontière ha dovuto abbandonare il suo ospedale, che serviva migliaia di persone. La popolazione rimasta è priva di cibo e di assistenza medica. Con l’arrivo della stagione delle piogge la situazione di coloro che si sono rifugiati nelle paludi, che sono immense , è destinata ad aggravarsi ulteriormente. È bene che il mondo sappia di quello che sta accadendo da queste parti” conclude il missionario. Thu, 25 Jun 2015 11:45:58 +0200AMERICA/MESSICO - Monitoraggio periodico della situazione dei migranti, impegno congiunto di governo e Chiesahttp://www.fides.org/it/news/57927-AMERICA_MESSICO_Monitoraggio_periodico_della_situazione_dei_migranti_impegno_congiunto_di_governo_e_Chiesahttp://www.fides.org/it/news/57927-AMERICA_MESSICO_Monitoraggio_periodico_della_situazione_dei_migranti_impegno_congiunto_di_governo_e_ChiesaCittà del Messico – I Segretari dei Ministeri degli Interni e degli Esteri, rispettivamente Miguel Angel Osorio Chong e Jose Antonio Meade, insieme ad altri funzionari e rappresentanti di istituzioni statali, si sono incontrati ieri, 24 giugno, in forma privata, con alcuni Vescovi delle diverse Commissioni pastorali della Conferenza Episcopale Messicana , presente il Nunzio Apostolico, l’Arcivescovo Christophe Pierre. L'incontro era già stato annunciato una settimana fa dal Segretario della CEM, Sua Ecc. Mons. Eugenio Andrés Lira Rugarcía, Ausiliare di Puebla de los Ángeles, che aveva anche informato sul tema della riunione: il fenomeno della migrazione. <br />Dopo l'incontro, la CEM ha diffuso un breve comunicato, inviato anche a Fides, dove si segnala che "i funzionari hanno evidenziato che la migrazione in Messico è in una fase di grandi cambiamenti, e la politica del Governo della Repubblica si concentra sulla tutela e sul rispetto dei diritti umani".<br />Il testo della CEM prosegue: "Si è deciso di istituire un meccanismo di monitoraggio periodico tra il governo del Messico e la Conferenza Episcopale, per rivedere congiuntamente i programmi e i protocolli per i migranti, nonché i programmi di formazione per i funzionari dell'immigrazione. L’obiettivo è prendere iniziative comuni per rafforzare la partecipazione dei cittadini, compreso il settore privato, per assistere i messicani che ritornano nel loro paese, al fine di garantire la loro piena integrazione, e continuare il controllo delle azioni che devono rispondere alle sfide poste dal traffico delle persone e dalla migrazione dei minori non accompagnati". <br /> Thu, 25 Jun 2015 11:16:24 +0200ASIA/PAKISTAN - Piano del governo per la sicurezza delle minoranze religiosehttp://www.fides.org/it/news/57926-ASIA_PAKISTAN_Piano_del_governo_per_la_sicurezza_delle_minoranze_religiosehttp://www.fides.org/it/news/57926-ASIA_PAKISTAN_Piano_del_governo_per_la_sicurezza_delle_minoranze_religioseIslamabad – Migliorare la protezione e la tutela delle minoranze religiose: con questo obiettivo il Ministro degli interni del Pakistan, Nisar Chaudhry, ha chiesto ai governi provinciali di condurre una indagine interna sulla sicurezza delle comunità minoritarie e di preparare uno speciale “piano di sicurezza” per indù, cristiani, sikh, ismailiti e altri gruppi. La disposizione giunge dopo un'ondata di attacchi alle minoranze etniche e religiose. Come appreso da Fides, il Ministro ha disposto che i luoghi di culto delle minoranze religiose siano protetti da pattuglie della polizia, per evitare violenze, saccheggi, attentati.<br />Dopo la richiesta del Ministero federale, il governo della provincia del Sindh ha avviato la registrazione e il monitoraggio dei luoghi di culto, per poter predisporre adeguata protezione.<br />“Le minoranze in Pakistan sono sotto costante attacco da decenni, ma i governi hanno mostrato solo apatia o indifferenza sulle atrocità commesse contro le minoranze” nota l’Ong “Claas” , con sedi in Pakistan e nel Regno Unito. “Adottare misure di prevenzione è un passo avanti” afferma la nota giunta a Fides, auspicando una immediata realizzazione del piano di sicurezza. Accanto a tali misure “urge contrastare la mentalità estremista e il crescente odio contro i cristiani e le altre minoranze religiose che vivono in Pakistan” afferma ancora l’organizzazione, ricordando la necessità di intervenire “sulla legislazione che discrimina le minoranze”. Thu, 25 Jun 2015 10:58:25 +0200ASIA/FILIPPINE - “Laudato si’”, fonte di ispirazione per il dialogo e per la cura del creatohttp://www.fides.org/it/news/57925-ASIA_FILIPPINE_Laudato_si_fonte_di_ispirazione_per_il_dialogo_e_per_la_cura_del_creatohttp://www.fides.org/it/news/57925-ASIA_FILIPPINE_Laudato_si_fonte_di_ispirazione_per_il_dialogo_e_per_la_cura_del_creatoZamboanga – “L'ultima lettera enciclica di Papa Francesco, Laudato Si’, è una nuova fonte di ispirazione e di incoraggiamento per l’opera del dialogo interreligioso e per la cura dell'ambiente”: lo afferma in una nota inviata a Fides il Movimento per il dialogo “Silsilah”, fondato dal missionario PIME p. Sebastiano D’Ambra e attivo nel Sud delle Filippine. “Per Silsilah, l'enciclica è un segno dei tempi” dice la nota del Movimento, iniziato nel 1984 e basato su una spiritualità della “vita-in-dialogo”, forte di quattro pilastri: dialogo con Dio; dialogo con sé stessi; dialogo con gli altri; dialogo con la creazione.<br />Secondo la nota, negli anni l’aspetto del “dialogo con la creazione” si è notevolmente rafforzato e “invita musulmani e cristiani a lavorare insieme per il bene comune”. Ricordando il principio di “pensare globalmente e agire localmente”, Silsilah ricorda che tale “dialogo con la creazione è un richiamo continuo e una grande sfida”, come avvenuto per la difesa del bacino idrografico di Ayala, quando musulmani e cristiani di Mindanao hanno lavorato fianco a fianco per impedirne lo smantellamento e l’arrivo di una compagnia mineraria. Incoraggiato da questa positiva esperienza, Silsilah è ancora in movimento, per proteggere tutti i bacini idrografici a Zamboanga come “impegno concreto di cura per la nostra casa comune”.<br />Anche la chiara “prospettiva spirituale” che ha il primato nell'enciclica è “una fonte di grande ispirazione”, afferma il Movimento. “Questa prospettiva è parte fondamentale nel discernimento sui temi ambientali e implica un rapporto di responsabilità reciproca tra esseri umani e natura”, visione pienamente condivisa da Silsilah. “La lettera è un messaggio forte che tocca la coscienza di ogni persona del nostro tempo” conclude. Thu, 25 Jun 2015 10:57:40 +0200