Fides News Italianohttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia Fidesen-usAMERICA/NICARAGUA - Nomina del Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionariehttp://www.fides.org/it/news/53012-AMERICA_NICARAGUA_Nomina_del_Direttore_nazionale_delle_Pontificie_Opere_Missionariehttp://www.fides.org/it/news/53012-AMERICA_NICARAGUA_Nomina_del_Direttore_nazionale_delle_Pontificie_Opere_MissionarieCittà del Vaticano - Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 3 maggio 2013 ha nominato Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Nicaragua per il quinquennio 2013-2018, il rev. P. Heriberto Paizano Paizano della diocesi di Granada. Tue, 18 Jun 2013 00:00:00 +0200AMERICA/HONDURAS - “Il governo non ha ancora risposto all’iniziativa di pace delle bande” afferma Mons. Emilianihttp://www.fides.org/it/news/53013-AMERICA_HONDURAS_Il_governo_non_ha_ancora_risposto_all_iniziativa_di_pace_delle_bande_afferma_Mons_Emilianihttp://www.fides.org/it/news/53013-AMERICA_HONDURAS_Il_governo_non_ha_ancora_risposto_all_iniziativa_di_pace_delle_bande_afferma_Mons_EmilianiSan Pedro Sula – "Non c'è stata finora una risposta chiara ed evidente da parte del governo per sostenere il processo di pace, siamo ancora in tempo per salvare l'Honduras dalla violenza", ha detto Mons. Romulo Emiliani, Vescovo di San Pedro Sula, incontrando ieri, 17 giugno, i giornalisti in una conferenza stampa indetta per criticare la mancata risposta del governo dell’Honduras all’iniziativa di pace avviata a maggio scorso.I capi delle bande "M-13" e "M-18", note come "maras", hanno promesso, lo scorso 28 maggio nel carcere di San Pedro Sula, di ridurre la violenza nel paese, chiedendo scusa a Dio, alla società e alle autorità per i crimini commessi . In base alle statistiche dell’ONU, l’Honduras è considerato il Paese più violento al mondo. Tue, 18 Jun 2013 00:00:00 +0200AFRICA/ZIMBABWE - Polemiche sulla date delle elezioni; nel frattempo le chiese cristiane organizzano il monitoraggio del votohttp://www.fides.org/it/news/53014-AFRICA_ZIMBABWE_Polemiche_sulla_date_delle_elezioni_nel_frattempo_le_chiese_cristiane_organizzano_il_monitoraggio_del_votohttp://www.fides.org/it/news/53014-AFRICA_ZIMBABWE_Polemiche_sulla_date_delle_elezioni_nel_frattempo_le_chiese_cristiane_organizzano_il_monitoraggio_del_votoHarare -Oltre 200 leader religiosi cristiani, inclusi sacerdoti e Vescovi, sono stati formati a seguire le prossime elezioni presidenziali nello Zimbabwe. Il programma è stato promosso da Southern Africa Crisis Management Agency, una organizzazione non governativa, e da Christian Action Trust Zimbabwe , un gruppo ecumenico. Il programma mira a formare circa 5.000 leader cristiani.“Facciamo parte di un ampio gruppo di organizzazioni affiliate allo Zimbabwe Council of Churches che hanno avviato alcuni programmi per ridurre le violenza e la tortura come parte nel nostro normale lavoro pastorale nello Zimbabwe” ha spiegato il Reverendo Levee Kadenge, Presidente dello CAT-Zim. “Il programma cerca di completare gli sforzi già avviati da parte delle tre principali organizzazioni cristiane dello Zimbabwe, la Conferenza Episcopale Cattolica, l’Evangelical Fellowship of Zimbabwe e lo Zimbabwe Council of Churches, per far fronte al retaggio della violenza, prima durante e dopo le elezioni, che affligge il nostro Paese”.È prevista pure la creazione di una rete per segnalare tempestivamente pressioni e violenze che potrebbero verificarsi durante il voto, ispirandosi ad una precedente esperienza effettuata in Kenya.Il Presidente Robert Mugabe ha fissato, senza consultare le altre forze politiche, il 31 luglio come data delle elezioni. Il Premier, Morgan Tsvangirai, leader dell’opposizione ha chiesto un rinvio del voto. Anche la SADC ha chiesto a Mugabe di posticipare le elezioni. Tue, 18 Jun 2013 00:00:00 +0200ASIA/TURCHIA - Il domenicano Monge: la Ue sul dossier turco ha sbagliato tuttohttp://www.fides.org/it/news/53015-ASIA_TURCHIA_Il_domenicano_Monge_la_Ue_sul_dossier_turco_ha_sbagliato_tuttohttp://www.fides.org/it/news/53015-ASIA_TURCHIA_Il_domenicano_Monge_la_Ue_sul_dossier_turco_ha_sbagliato_tuttoIstanbul .Tue, 18 Jun 2013 00:00:00 +0200AFRICA/CENTRAFRICA - La Chiesa cattolica al centro del dialogo tra le fedi per stemperare la tensionehttp://www.fides.org/it/news/53016-AFRICA_CENTRAFRICA_La_Chiesa_cattolica_al_centro_del_dialogo_tra_le_fedi_per_stemperare_la_tensionehttp://www.fides.org/it/news/53016-AFRICA_CENTRAFRICA_La_Chiesa_cattolica_al_centro_del_dialogo_tra_le_fedi_per_stemperare_la_tensioneBangui - “Abbiamo avviato il dialogo tra musulmani, cattolici e protestanti per calmare la situazione, se no questo Paese rischia di scoppiare” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Juan José Aguirre Muños, Vescovo di Bangassou, che si trova a Bangui per una riunione della Conferenza Episcopale della Repubblica Centrafricana. “Stiamo offrendo una possibilità di dialogo perché la vita della popolazione possa normalizzarsi. Siccome i musulmani sono stati accusati di essere complici della Seleka , stiamo cercando di evitare vendette e nuove violenze che complicherebbero una situazione già molto confusa”.“Molte ONG hanno chiesto alla Chiesa cattolica perché coordini questi tentativi di dialogo nelle diverse zone del Centrafrica e stiamo lavorando in questo senso” afferma Mons. Aguirre Muño.Nel frattempo il Centrafrica deve far fronte a nuovi attacchi dell’Esercito di Resistenza del Signore , il gruppo di guerriglia ugandese che ha posto alcune delle sue basi nell’est del Paese. Sedici persone, tra cui 4 membri dell’LRA sono morti nell’assalto a due villaggi nei pressi di Bria. Il nuovo Presidente centrafricano e leader della Seleka, Michel Djotodia, ha annunciato l’invio di truppe nell’est per dare la caccia ai guerriglieri ugandesi.“Non vorrei che queste dichiarazioni fossero una scusa della Seleka per entrare nelle zone dell’est che, bene o male, sono ancora protette dalla presenza delle truppe ugandesi e americane” dice Mons. Aguirre Muños . “La Seleka non è potuto entrare a Zemio e Obo, eccetto solo per qualche saccheggio. I militari ugandesi si trovano nel sud-est del Centrafrica, su mandato dell’Unione Africana, per dare la caccia all’LRA. La Seleka, dichiarando che vuole attaccare l’LRA, vuole dimostrare che la presenza delle truppe ugandesi non è più necessaria e quindi avere mano libera anche in quella zona”.“L’LRA è qui da 6 anni e ci ha fatto passare un calvario enorme in tutto l’est, non è facile da sconfiggere” conclude il Vescovo. Tue, 18 Jun 2013 00:00:00 +0200AMERICA/BOLIVIA - Comunicatore, testimone di fede, per diventare voce dei senza vocehttp://www.fides.org/it/news/53017-AMERICA_BOLIVIA_Comunicatore_testimone_di_fede_per_diventare_voce_dei_senza_vocehttp://www.fides.org/it/news/53017-AMERICA_BOLIVIA_Comunicatore_testimone_di_fede_per_diventare_voce_dei_senza_voceCochabamba – La costruzione di reti a livello dipartimentale, regionale e nazionale è la sfida lanciata all'XI Incontro Nazionale di Comunicatori e dei Media Sociali della Chiesa cattolica, che si è tenuto dal 13 al 14 giugno a Cochabamba, Bolivia, sul tema "Comunicatore, testimone di fede".Mons. Percy Galvan, Vescovo della Prelatura di Coro Coro, ha sottolineato in una nota inviata a Fides che il comunicatore "deve essere una persona che si identifica con la realtà delle persone che non hanno accesso alla comunicazione. Molte volte abbiamo sentito lo slogan dei “media che sono la voce dei senza voce”, ma purtroppo quello che trasmettono sono solo opinioni dei leader o di persone che vogliono solo essere attori, o addirittura persone che dichiarano determinati contenuti ideologici e quindi, sono voci interessate”. Tue, 18 Jun 2013 00:00:00 +0200ASIA/LIBANO - Il Patriarca Rai consacra la Nazione libanese al Cuore Immacolato di Mariahttp://www.fides.org/it/news/53006-ASIA_LIBANO_Il_Patriarca_Rai_consacra_la_Nazione_libanese_al_Cuore_Immacolato_di_Mariahttp://www.fides.org/it/news/53006-ASIA_LIBANO_Il_Patriarca_Rai_consacra_la_Nazione_libanese_al_Cuore_Immacolato_di_MariaHarissa – Il Patriarca di Antiochia dei Maroniti Boutros Bechara Rai ha consacrato il Libano e tutto il Medio Oriente al Cuore Immacolato di Maria, pregando che tutti i popoli della regione siano liberati “dai peccati che portano a divisioni, aggressioni e violenza”. L'atto solenne di consacrazione è avvenuto ieri, domenica 16 giugno, con la recita di una supplica letta in margine alla liturgia eucaristica presieduta dal Patriarca nel Santuario nazionale di Nostra Signora del Libano a Harissa, alla presenza del Presidente libanese Michel Sleiman e del Primo Ministro designato Tammam Salam. Tutt'intorno alla Basilica si è raccolta una moltitudine di fedeli per implorare con l'atto di consacrazione che il Paese dei cedri non sia travolto dal contagio di conflitti settari che dilaniano la Siria. Durante l'omelia, S. B. Rai ha associato i musulmani all'atto di consacrazione, ricordando che il Libano è l'unico Paese dove la Solennità dell'Annunciazione, il 25 marzo, viene celebrata insieme da cristiani e musulmani come festa nazionale. Il Patriarca ha anche ribadito l'urgenza di una riconciliazione tra le forze politiche e in particolare tra le due coalizioni contrapposte – quella dell'8 marzo e quella del 14 marzo – , da lui stigmatizzate per aver compromesso “l'immagine del Libano e la sua coesistenza”, paralizzando le istituzioni e spingendo il popolo libanese a coinvolgersi nel conflitto siriano. Il Capo della Chiesa maronita ha anche ribadito il suo pieno supporto al Presidente Sleiman e ha definito l'esercito regolare libanese come l'unico, legittimo “protettore” del Libano. .Mon, 17 Jun 2013 00:00:00 +0200AMERICA/MESSICO - “Bruciare vive delle persone, filmarle e poi vendere il video è il segno di un crollo etico”http://www.fides.org/it/news/53007-AMERICA_MESSICO_Bruciare_vive_delle_persone_filmarle_e_poi_vendere_il_video_e_il_segno_di_un_crollo_eticohttp://www.fides.org/it/news/53007-AMERICA_MESSICO_Bruciare_vive_delle_persone_filmarle_e_poi_vendere_il_video_e_il_segno_di_un_crollo_eticoSan Cristobal de las Casas – “Siamo di fronte ad un crollo etico”. Così il Vescovo di San Cristóbal de Las Casas, Mons. Felipe Arizmendi Esquivel, ha definito il linciaggio di tre persone, bruciate vive in un’azione di “giustizia fai da te”. Ad aggravare l’episodio è il video del linciaggio che è stato messo in vendita nei negozi locali.“Sono fatti molto tristi e che ci preoccupano molto, perché fare giustizia con le proprie mani, bruciare vive delle persone, registrare la scena per poi vendere le immagini è proprio un crollo etico” ha detto il Vescovo.Mons. Arizmendi Esquivel, ha chiesto alla comunità di riflettere su come educare i bambini al rispetto delle persone per evitare di trasmettere alle nuove generazioni la sottocultura della violenza che imperversa nella regione di Altos "L'occasione della festa del papà è una buona opportunità per ripensare il ruolo della famiglia nella formazione dei bambini", ha affermato il Vescovo alla stampa locale. Il linciaggio è avvenuto il 4 giugno nella Comunità Las Ollas, situato nel misero comune di San Juan Chamula in Chiapas, uno degli Stati messicani la cui popolazione è in gran parte indigena. Questo anno, almeno cinque indigeni in Chiapas sono stati linciati, accusati di vari reati. Il sistema di giustizia in Messico sta attraversando una grave crisi, con alti livelli di impunità. Recentemente in diverse regioni del Messico sono stati creati gruppi civili armati che si fanno giustizia da sé contro la criminalità organizzata. Mon, 17 Jun 2013 00:00:00 +0200AFRICA/CONGO RD - Don Malumalu Presidente della CENI; i Vescovi annunciano una dichiarazionehttp://www.fides.org/it/news/53008-AFRICA_CONGO_RD_Don_Malumalu_Presidente_della_CENI_i_Vescovi_annunciano_una_dichiarazionehttp://www.fides.org/it/news/53008-AFRICA_CONGO_RD_Don_Malumalu_Presidente_della_CENI_i_Vescovi_annunciano_una_dichiarazioneKinshasa -Don Apollinaire Malumalu ha prestato giuramento come Presidente della Presidente della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente . La cerimonia di insediamento della commissione elettorale si è svolta il 14 giugno a Kinshasa, capitale delle Repubblica Democratica del Congo.“I Vescovi faranno una dichiarazione per reagire a qualsiasi affermazione di don Malumalu che confermi o smentisca la sua designazione da parte delle confessioni religiose al posto di Presidente” ha annunciato don François Luyeye alla televisione cattolica. Il 7 giugno don Malumalu era stato eletto Presidente della CENI dall’Assemblea Nazionale, il suo era stato indicato dalla sottocommissione “confessioni religiose” della rappresentanza della società civile. Don Luyeye sottolinea però che la Conferenza Episcopale congolese aveva indicato il nome di un laico alla guida della CENI ed ha riportato lo “stupore” della CENCO di fronte al “silenzio” della Presidenza e dell’Assemblea Nazionale che non l’hanno contattata sulla designazione di don Malumalu. Il Comitato Permanente della CENCO si riunisce oggi, 17 giugno.In precedenza una dura nota della CENCO aveva ribadito la proibizione ai sacerdoti, religiosi e religiose di “partecipare attivamente a partiti politici e associazioni a carattere politico, così come alla direzione di istituzioni statali, a tutti i livelli, incaricati di organizzare le elezioni”. Mon, 17 Jun 2013 00:00:00 +0200AMERICA/PERU - “Dobbiamo mettere al centro la dignità umana”, visita del Card. Sarah alla Caritas del Callaohttp://www.fides.org/it/news/53009-AMERICA_PERU_Dobbiamo_mettere_al_centro_la_dignita_umana_visita_del_Card_Sarah_alla_Caritas_del_Callaohttp://www.fides.org/it/news/53009-AMERICA_PERU_Dobbiamo_mettere_al_centro_la_dignita_umana_visita_del_Card_Sarah_alla_Caritas_del_CallaoCallao – Il 13 giugno il Cardinale Robert Sarah, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum" ha visitato la diocesi di Callao, in Perù, su invito del Vescovo del luogo, Mons. José Luis del Palacio. Il cardinale ha partecipato ad una riunione di tutte le Caritas parrocchiali della diocesi. Il cardinale Robert Sarah ha detto che la Chiesa si sostiene su tre pareti, la preghiera, la testimonianza evangelica e la carità.Sul lavoro della Caritas nella Chiesa, il cardinale ha detto: “Il Vescovo è il primo responsabile per la carità ed i membri della Chiesa dovrebbero essere con lui. Bisogna promuovere nelle parrocchie una cultura della carità, una cultura “del Dio con noi”, sia a livello individuale sia comunitario, organizzando sempre meglio le strutture pastorali della Chiesa, ad iniziare dalle Caritas parrocchiale. Dobbiamo mettere al centro la dignità umana, promuovere lo sviluppo globale, riaffermare i valori profondi che predica il Vangelo e non ciò che viene imposto dall'esterno”.Il Cardinale ha infine osservato che la pastorale della carità deve essere integrata con la liturgia e la catechesi, evitando il rischio che la comunità cristiana sia impegnata solo nel campo puramente sociale. Mon, 17 Jun 2013 00:00:00 +0200AFRICA/NIGERIA - Quattro chiese bruciate da Boko Haram; Mons. Kaigama: “approccio regionale per sconfiggerli”http://www.fides.org/it/news/53010-AFRICA_NIGERIA_Quattro_chiese_bruciate_da_Boko_Haram_Mons_Kaigama_approccio_regionale_per_sconfiggerlihttp://www.fides.org/it/news/53010-AFRICA_NIGERIA_Quattro_chiese_bruciate_da_Boko_Haram_Mons_Kaigama_approccio_regionale_per_sconfiggerliAbuja - Quattro chiese sono state bruciate in un attacco commesso probabilmente da appartenenti al gruppo jihadista Boko Haram nello Stato di Borno, uno dei tre Stati del nord della Nigeria dove è stato imposto lo stato di emergenza . Un gruppo di uomini armati di ordigni esplosivi artigianali e di bombe molotov ha assalito le comunità Hwa’a, Kunde, Gathahure e Gjigga sulle Gwoza Hills, mettendo a fuoco le 4 chiese, razziando e saccheggiando il bestiame e le riserve di cereali della popolazione.“Purtroppo non ho informazioni precise e non so a quali comunità cristiane le chiese distrutte appartengono” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Ignatius Ayau Kaigama Arcivescovo di Jos e Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria. “Tutte le comunicazioni sono state tagliate con le zone interessate dalle operazioni militari e non è possibile mettersi in contatto con il Vescovo di Maiduguri” spiega Mons. Kaigama.Nonostante questo episodio l’Arcivescovo afferma che “l’operazione dell’esercito nigeriano e l’imposizione dello Stato d’emergenza ha sollevato il morale della popolazione. La gente si sente più sicura”.Di fronte ai recenti attacchi in Niger c’è ormai la certezza che Boko Haram si stia coordinando con i gruppi jihadisti cacciati dal Mali. “Boko Haram è un problema regionale e deve essere risolto con un approccio regionale” commenta Mons. Kaigama. “Scontiamo una terribile negligenza da parte della nostra intelligence e delle nostre forze di polizia che non hanno affrontato per tempo il fenomeno. Si deve ora mettere insieme le risorse di Nigeria, Niger e Mali per affrontare la minaccia dei gruppi jihadisti. Penso che comunque alla fine saranno sconfitti” conclude Mons. Kaigama. Mon, 17 Jun 2013 00:00:00 +0200AMERICA/HONDURAS - Pericolo dengue: aumentano i casi nelle cittàhttp://www.fides.org/it/news/53011-AMERICA_HONDURAS_Pericolo_dengue_aumentano_i_casi_nelle_cittahttp://www.fides.org/it/news/53011-AMERICA_HONDURAS_Pericolo_dengue_aumentano_i_casi_nelle_cittaTegucigalpa – “Ogni settimana, si spegne la speranza di diminuzione dei casi di dengue, il pericolo si annida nelle case mettendo a rischio la salute e la vita degli honduregni” afferma una nota inviata alla nostra agenzia dal settimanale Fides di Honduras.La nota riferisce inoltre che il direttore generale dell'Istituto di Sorveglianza Sanitaria, dottor Bredy Lara, ha sottolineato che non si può ancora allarmare la popolazione dichiarando un'emergenza nazionale, ma che gli ultimi dati raccolti rivelano una situazione terribile: "Siamo passati da 448 casi nella settimana numero diciannove a 528 casi nella settimana ventidue. Questo significa, paragonato al 2012, un incremento del 218 per cento".Di questi casi, l’81 per cento sono concentrati in tredici comuni, fra cui San Pedro Sula, Tegucigalpa, Choluteca, Juticalpa, Puerto Cortes, Choloma, Catacamas, Progresso, La Paz, Yoro, Comayagua. Mon, 17 Jun 2013 00:00:00 +0200ASIA/INDIA - Blasfemia a Bollywood: protesta dei cristianihttp://www.fides.org/it/news/53001-ASIA_INDIA_Blasfemia_a_Bollywood_protesta_dei_cristianihttp://www.fides.org/it/news/53001-ASIA_INDIA_Blasfemia_a_Bollywood_protesta_dei_cristianiMumbai – Una modella che, in pose seduttive, sfoggia un Rosario al collo; un film su Gesù in lingua malayam che rinnega la divinità di Cristo: sono gli ultimi due esempi della “Bollywood blasfema” che hanno generato le proteste della comunità cristiana in India. Come riferito all’Agenzia Fides dalla Ong “Catholic Secular Forum” , non è la prima volta che produttori e registi della grande industria cinematografica indiana “giocano con i sentimenti religiosi dei cristiani”. L’Ong, che accoglie fedeli cattolici e cristiani di altre confessioni, ha scritto ai produttori del film e al Consigli per la Censura protestando contro le immagini e le pose della modella Kavitta Verma, che interpreta il film “Policegiri”. Nella pellicola e nel video di una omonima canzone, la giovane appare in seminuda con un Rosario al collo e con la croce che scende sul ventre. “E’ del tutto inaccettabile questo uso improprio dei simboli religiosi cristiani, dato che il Rosario è un oggetto sacro per i fedeli cattolici, con cui pregano la Vergine Maria e ricordano la vita di Gesù Cristo”, dice a Fides Joseph Dias, responsabile del CSF. I cristiani chiedono agli organi di controllo preposti e al governo di intervenire eliminando le scene che risultano offensive.Un altro caso sta suscitando sconcerto è l’ennesimo film su Gesù che racconta la storia di Cristo come uomo, negandole la divinità. Come riferito a Fides, il film, che è in lingua malayalam , si intitola “Pithavinum Puthranum” ed è opera del regista T. Deepesh. Nel film si narra anche una storia d’amore e passione all’interno di un convento di suore. Secondo i fedeli, contiene “atteggiamenti offensivi e immagini dispregiative verso il cristianesimo e non va diffuso”. Nei giorni scorsi il Consiglio per la censura, organismo che analizza e monitora i film in India prima della loro diffusione al pubblico, ha dato ragione ai cristiani, non rilasciando l’autorizzazione necessaria. Secondo T. Madhukumar, membro del Consiglio, nonostante alcuni tagli già operati sulla pellicola, “il film contiene tuttora violazioni alle disposizione vigenti”, che tutelano la morale, la cultura e la religione. Sat, 15 Jun 2013 00:00:00 +0200AMERICA/VENEZUELA - Il Card. Sarah porta i sentimenti del Papa alla Caritas in Americahttp://www.fides.org/it/news/53002-AMERICA_VENEZUELA_Il_Card_Sarah_porta_i_sentimenti_del_Papa_alla_Caritas_in_Americahttp://www.fides.org/it/news/53002-AMERICA_VENEZUELA_Il_Card_Sarah_porta_i_sentimenti_del_Papa_alla_Caritas_in_AmericaCaracas – “Attraverso la testimonianza della carità, l'evangelizzazione e la celebrazione dei sacramenti, la Chiesa entra in dialogo con gli uomini e le donne contemporanei, per portarli a incontrare il Signore, nella sua infinita misericordia”: lo ha detto il Cardinale Robert Sarah, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum" del Vaticano, all’incontro della Caritas dell'America Latina e dei Caraibi, che si svolge a Caracas dal 9 al 16 giugno.Il Porporato ha portato ai partecipanti il saluto di Papa Francesco. Il Cardinale ha ricordato che il Santo Padre, quando ha ricevuto in udienza i membri di “Caritas Internationalis, ha definito il lavoro dell’organizzazione come “una carezza della Chiesa”. “Ma diventare la carezza della Chiesa non è facile, ci vuole una formazione solida del cuore”, ha ribadito il Cardinale. Sat, 15 Jun 2013 00:00:00 +0200AFRICA/CONGO RD - “Basta due pesi e due misure nella crisi nei Grandi Laghi”http://www.fides.org/it/news/53003-AFRICA_CONGO_RD_Basta_due_pesi_e_due_misure_nella_crisi_nei_Grandi_Laghihttp://www.fides.org/it/news/53003-AFRICA_CONGO_RD_Basta_due_pesi_e_due_misure_nella_crisi_nei_Grandi_LaghiKinshasa - “Il popolo congolese non riesce a capire con quale magia chi è alla base del conflitto ed è la causa principale della sua sofferenza possa, nello stesso tempo, essere portatore di pace. Il popolo congolese ha l’impressione che lo si voglia convincere a tutti i costi che il loro carnefice può essere anche il loro salvatore e liberatore. Impossibile!” afferma una nota inviata all’Agenzia Fides dalla "Rete Pace per il Congo", commentando alcune recenti dichiarazioni di personalità della comunità internazionale sulla crisi nell’est della Repubblica Democratica del Congo .“Quando, a Kinshasa, Ban Ki-moon chiede al presidente Kabila di riprendere le negoziazioni con l’M23 a Kampala, sembra dimenticare che, come i precedenti movimenti cosiddetti ribelli , anche l’M23 è appoggiato, in uomini, armi e munizioni, da alcuni Paesi limitrofi, il Rwanda e l’Uganda” afferma la nota. “Il pretesto è quello di garantire la sicurezza delle loro frontiere di fronte alla “minaccia” proveniente dalle loro rispettive ribellioni fuggite in territorio congolese, le Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda e l’ADF-Nalu”. “Sarebbe stato logico che, per risolvere il problema congolese nella sua globalità, Ban Ki-moon chiedesse anche al Rwanda e all’Uganda di incominciare a negoziare con le loro rispettive ribellioni, ma non ha detto una parola in merito” continua la nota. Lo sconcerto della popolazione congolese deriva dal fatto che la Comunità Internazionale chiede alla RDC ciò che non osa chiedere al Rwanda e all’Uganda. Il popolo congolese non sopporta più questa strategia dei due pesi e due misure. Solo il presidente tanzaniano, Jakaya Kikwete, ha osato proporre, suscitando un vespaio, l’organizzazione di un dialogo inter-rwandese e di un dialogo inter-ugandese che possano permettere accordi che consentano ai vari gruppi armati stranieri presenti nell’est della RDC di ritornare, disarmati, nei loro rispettivi Paesi. Sarebbe una via possibile per riportare la pace nell’est della RDC e nell’intera Regione dei Grandi Laghi” conclude la nota. Sat, 15 Jun 2013 00:00:00 +0200ASIA/EMIRATI ARABI - Oltre 10mila fedeli alla Messa del Card. Filoni; a breve la nuova chiesa di San Paolohttp://www.fides.org/it/news/53004-ASIA_EMIRATI_ARABI_Oltre_10mila_fedeli_alla_Messa_del_Card_Filoni_a_breve_la_nuova_chiesa_di_San_Paolohttp://www.fides.org/it/news/53004-ASIA_EMIRATI_ARABI_Oltre_10mila_fedeli_alla_Messa_del_Card_Filoni_a_breve_la_nuova_chiesa_di_San_PaoloDubai – “La visita del Card. Filoni è stata un incoraggiamento molto forte per tutta la nostra Chiesa locale e una fonte di grande conforto per me, Vescovo, e per i fedeli”: è quanto dichiara all’Agenzia Fides S. Ecc. Mons. Paul Hinder OFM Cap, Vicario Apostolico dell’Arabia del Sud, tracciando un bilancio della visita del Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, appena ripartito alla volta di Roma, dopo un soggiorno negli Emirati Arabi Uniti, dall’11 al 15 giugno. Il Vicario Apostolico riferisce a Fides che l’evento centrale della visita, cioè la consacrazione della nuova Chiesa di Sant’Antonio da Padova a Ras Al Khaimah, periferica di Dubai, avvenuta ieri, 14 giugno, è stata un momento di grande impatto spirituale: “Vi hanno partecipato circa 10mila fedeli, non ce lo aspettavamo. La chiesa era gremita, l’auditorium sottostante era stracolmo e migliaia di fedeli hanno solo ascoltato la celebrazione, all’esterno della Chiesa. Tutta la comunità cattolica, fatta di gente povera, di umili lavoratori immigrati, che vivono precarietà e insicurezza, ha ricevuto un grande incoraggiamento nel suo cammino di fede. Abbiamo ricevuto la benedizione e avvertito la presenza amorevole di Papa Francesco”. In un contesto sociale non facile, spiga il Vescovo, “la visita del Card. Filoni è stata un segno di attenzione della Chiesa in Roma che avrà frutti positivi in seno alla comunità locale”. Il Cardinale ha incontrato anche l’Emiro Saud Bin Saqr al Qasimi che ha donato il terreno di Ras Al Khaimah per la Chiesa di Sant’Antonio, intrattenendo con lui un colloquio molto cordiale. Mons. Hinder informa che la chiesa di Sant’Antonio è l’ottavo luogo di culto cattolico negli Emirati e che il 29 giugno prossimo presiederà la posa della prima pietra per un’altra nuova chiesa, che sarà intitolata a San Paolo e sorgerà ad Abu Dhabi: “Sarà la seconda chiesa ad Abu Dhabi, e sorgerà sulla terraferma, dato che il territorio dell’Emirato è in parte un’isola. Contiamo di edificarla in due anni. E’ segno che la nostra missione prosegue, ringraziamo il Signore”. Sat, 15 Jun 2013 00:00:00 +0200ASIA/VIETNAM - Rapporti Santa Sede-Vietnam fra speranza e realismo: importante sarà l’opera di istruzionehttp://www.fides.org/it/news/53005-ASIA_VIETNAM_Rapporti_Santa_Sede_Vietnam_fra_speranza_e_realismo_importante_sara_l_opera_di_istruzionehttp://www.fides.org/it/news/53005-ASIA_VIETNAM_Rapporti_Santa_Sede_Vietnam_fra_speranza_e_realismo_importante_sara_l_opera_di_istruzioneRoma – “I passi avanti compiuti in questi anni nei rapporti fra Santa Sede e Vietnam sono piccoli passi importanti. Viviamo, come ci insegna il nostro Card. Van Thuan, sempre nella speranza, guardando la situazione con realismo. La Santa Sede ha mostrato buona volontà e fatto tutto il possibile. Auspichiamo che la missione della Chiesa possa aprirsi sempre più alla società vietnamita, ad esempio attraverso opere nel campo dell’istruzione”: è quanto dice all’Agenzia Fides p. Ambrogio Nguyen Van Si, OFM, teologo vietnamita e Rettore del Collegio internazionale Sant'Antonio a Roma, all’indomani dell’incontro fra la delegazione della Santa Sede e quella del Vietnam, tenutosi ieri in Vaticano. I rapporti fra Santa Sede e Vietnam sono “progrediti in uno spirito di buona volontà, di scambio costruttivo e di rispetto per i principi della loro relazione”, si riconosce in comunicato congiunto, diffuso al termine del quarto incontro del Gruppo di lavoro tra la Santa Sede e il Vietnam. Il governo vietnamita ha rimarcato i miglioramenti nel rispetto della libertà di religione e l’incoraggiamento alla Chiesa cattolica “a prendere parte attiva nella costruzione nazionale e nel processo di sviluppo socioeconomico”. La Santa Sede ha espresso il desiderio di sviluppare ulteriormente i rapporti, auspicando la presenza di “un Rappresentate pontificio residente nel paese” in modo permanente. P. Nguyen Van Si spiega a Fides: “Il desiderio della Chiesa cattolica è svolgere la sua missione in un conteso più ampio. La Chiesa in Vietnam cresce ed è un buon segno, ma ha sempre bisogno di qualità nel campo della formazione. Il governo ha detto di apprezzare la Chiesa per il suo contributo etico e sociale: dunque chiediamo di potere avere maggiore impatto nella società. Il cammino è ancora lungo: un punto importante sarebbe quello di poter lavorare nel campo dell’istruzione, istituendo scuole e università”. “Su questo – prosegue – ci sono ancora delle resistenze, speriamo possa avvenire presto”, rimarca il sacerdote, che è stato anche Decano della Facoltà di filosofia alla Pontificia Università “Antonianum”. “Sono molto realista nel contatto con la realtà vietnamita”, conclude. “Bisogna sempre verificare ogni passo e ogni promessa”. Sat, 15 Jun 2013 00:00:00 +0200ASIA/ISRAELE - Dissacrato il cimitero cristiano di Jaffahttp://www.fides.org/it/news/52994-ASIA_ISRAELE_Dissacrato_il_cimitero_cristiano_di_Jaffahttp://www.fides.org/it/news/52994-ASIA_ISRAELE_Dissacrato_il_cimitero_cristiano_di_JaffaJaffa – Alcune tombe del cimitero cristiano ortodosso di Jaffa sono state danneggiate con scritte intimidatorie tracciate in ebraico, probabilmente nella notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 giugno. Anche cinque automobili parcheggiate nei paraggi del cimitero hanno subito danneggiamenti. I vandali hanno tracciato sulle lapidi funerarie di diverse tombe le scritte “vendetta” e “il prezzo da pagare”, formula con cui dai primi mesi del 2012 vengono “firmate” le azioni vandaliche ai danni di luoghi di culto cristiani e musulmani perpetrate da gruppi di coloni estremisti come ritorsione davanti allo smantellamento di insediamenti ebraici illegali. In un comunicato, il Consiglio delle Istituzioni religiose della Terra Santa – che comprende il Gran Rabbinato d'Israele e il Ministero dell'Autorità palestinese per gli Affari religiosi, oltre a rapppresentanti e leader delle diverse comunità religiose – ha espresso indignazione per l'attacco al cimitero. Proprio mercoledì scorso il funzionario di polizia Galit Ziv aveva riferito davanti a una commissione parlamentare che nel 2012 sono state arrestate 200 persone a partire dalle inchieste aperte sugli atti vandalici firmati “il prezzo da pagare”. La polizia – ha detto la Ziv - tratta le azioni intimidatorie attribuite a gruppi estremisti di coloni come “crimini nazionalistici” ideologicamente motivati. .Fri, 14 Jun 2013 00:00:00 +0200AFRICA/MALAWI - Il freddo della notte e il raffreddamento dell’economiahttp://www.fides.org/it/news/52995-AFRICA_MALAWI_Il_freddo_della_notte_e_il_raffreddamento_dell_economiahttp://www.fides.org/it/news/52995-AFRICA_MALAWI_Il_freddo_della_notte_e_il_raffreddamento_dell_economiaLilongwe - “Il freddo della notte è particolarmente pungente e quest'anno è giunto proprio all'improvviso” scrive all’Agenzia Fides p. Piergiorgio Gamba, missionario monfortano che opera da decenni in Malawi. “Ma più "fredda" è la situazione economica del Malawi” sottolinea p. Gamba.“Dopo un anno di libera fluttuazione della moneta nazionale, il Kwacha, che aveva anche superato il livello di 500 Kwacha per euro, improvvisamente è sceso sotto o vicino ai 400 Kwacha” spiega il missionario. Di conseguenza “il contadino che ha venduto il tabacco e il cotone in dollari a un buon prezzo viene pagato ora dalle banche in valuta locale perdendo oltre 100 Kwacha per dollaro. A fronte di un buon raccolto al contadino non bastano più i soldi per quanto aveva speso in fertilizzanti, sementi e antiparassitari . Chi ci guadagna in questa situazione sono i compratori e le banche”.P. Gamba ricorda inoltra una vicenda che aveva avuto una certa eco sulla stampa internazionale. “Recentemente il governo ha presentato un grande programma che voleva aiutare soprattutto i giovani: esportazione di mano d'opera verso Paesi che ne avevano fatto richiesta con un contratto di 4 anni. Il primo contingente di 363 giovani erano pronti a partire per la Corea del Sud. La partenza a giorni. Dopo tanto fracasso e anche tanta corruzione perché i prescelti sembravano tutti avere la tessera del partito di governo... ora è tutto cancellato. Dicono che manca la qualificazione necessaria, che ci vuole tempo per un contratto così a lungo termine... insomma tutti a casa in silenzio”.“Su tutti questi cambiamenti c’è l'ombra lunga delle elezioni politiche del maggio 2014 e il governo vuole provare a tutti i costi che è capace di dirigere il Paese” conclude il missionario. Fri, 14 Jun 2013 00:00:00 +0200AFRICA/CENTRAFRICA - “Interveniamo subito per impedire che il Centrafrica diventi la Somalia dell’Africa centrale”http://www.fides.org/it/news/52996-AFRICA_CENTRAFRICA_Interveniamo_subito_per_impedire_che_il_Centrafrica_diventi_la_Somalia_dell_Africa_centralehttp://www.fides.org/it/news/52996-AFRICA_CENTRAFRICA_Interveniamo_subito_per_impedire_che_il_Centrafrica_diventi_la_Somalia_dell_Africa_centraleBangui -Esecuzioni sommarie,violenze sessuali, attacchi mirati in base all’appartenenza religiosa ed etnica, arresti di sostenitori dell’opposizione e dei loro familiari, torture, sparizioni, reclutamento di bambini soldato, saccheggi su vasta scala. Sono questi i crimini commessi nella Repubblica Centrafrica denunciati in un appello sottoscritto da una serie di gruppi della società civile, tra cui Secours Catholique/Caritas France.Da quando la coalizione Seleka ha cacciato l’ex Presidente François Bozizé, “la popolazione, principale vittima del gioco politico-militare, da mesi è in sofferenza” afferma il comunicato. “Alcuni organismi delle Nazioni Unite, qualche ONG e le Chiese cercano di far fronte alla sofferenza della popolazione che manca di tutto: cure mediche, alimentazione….in tutto il Paese, le scuole sono chiuse. Bangassou nell’est del Paese, riceve rifornimenti solo grazie ai voli umanitari: non c’è acqua, né carburante, dunque niente elettricità”.L’instabilità nella quale è sprofondato il Paese è così profonda che ci si chiede se “il Centrafrica diventerà la Somalia dell’Africa centrale. Questa “no man’s land” istituzionale potrebbe attirare i terroristi della Nigeria e del Mali, o l’Esercito di Resistenza del Signore , che troverebbero facilmente rifugio in questo Paese di 4.5 milioni di abitanti distribuiti su 650.000 Km2”.Di conseguenze i sottoscrittori dell’appello chiedono “alla Francia e ai Paesi europei ed africani di rivedere la loro posizione. È urgente portare aiuto umanitario a una popolazione in pericolo e favorire allo stesso tempo il ristabilimento del processo democratico. È necessario inoltre che le nuove autorità centrafricane prendano provvedimento per restaurare la sicurezza e per ristabilire il funzionamento dell’amministrazione e dei servizi sociali di base”. Fri, 14 Jun 2013 00:00:00 +0200