AMERICA/HAITI - Segni di speranza ad un mese dal terremoto: il Nunzio apostolico ha ordinato due diaconi camilliani

venerdì, 12 febbraio 2010

Port au Prince (Agenzia Fides) – Ad un mese dal sisma che ha devastato Haiti, continuano a giungere segni di speranza per la comunità locale e per la Chiesa, che nel tragico evento ha perso l’Arcivescovo Miot, sacerdoti, religiosi, religiose e seminaristi, oltre a case, chiese, scuole, centri di assistenza per la popolazione. Anche se la situazione è ancora drammatica, la Delegazione Camilliana di Haiti e le famiglie Daudier e Cineus hanno vissuto ieri con gioia l’ordinazione diaconale dei loro figli don Robert e don Verna. Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, il rito di ordinazione è stato presieduto da Sua Ecc. Mons. Bernardito Auza, Nunzio apostolico ad Haiti, giovedì 11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes e XVIII Giornata mondiale del Malato, nella cappella dedicata a Notre Dame de la Santé, nel Foyer Saint Camille di Port-au-Prince.
Oggi le comunità dei Camilliani (Chierici Regolari Ministri degli Infermi) ad Haiti sono due, la prima a Port au Prince con un ospedale generale diretto da Padre Gianfranco Lovera, un poliambulatorio, un centro di accoglienza diurno e notturno per bambini sieropositivi o orfani di genitori morti di Aids, una scuola per bambini bisognosi, uno studentato per i religiosi autoctoni. La seconda casa è a circa 300 km dalla capitale, a Jeremié, dove i Camilliani hanno un noviziato e offrono il servizio spirituale e sanitario all’ospedale locale, oltre a visitare i malati a domicilio. Tra i Camilliani ci sono tre italiani religiosi professi e un sacerdote del Burkina Faso, due diaconi locali e 5 professi temporanei locali. Lavorano con i Camilliani anche le Ministre degli Infermi di San Camillo, che hanno un postulandato locale. (AP/GG) (12/2/2010 Agenzia Fides; Righe:18; Parole:287)


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