Università San Paulus Ruteng
Ruteng (Agenzia Fides) - «I giovani dell’Università cattolica San Paulus a Ruteng sono instancabilmente al servizio della comunità dopo il terremoto di Flores. Il loro impegno volontario, la loro dedizione e il loro slancio solidale sono davvero encomiabili e infondono profonda speranza in tutti noi. Sono i giovani che, nel rimboccarsi le maniche, uniti nell’opera di carità, mostrano la strada della ripresa»: è quanto dice all’Agenzia Fides don Agustinus Mandfred Habur, rettore dell’Università cattolica San Paulus di Ruteng. «I giovani universitari – riferisce – svolgono servizio di assistenza sanitaria gratuita presso la parrocchia di Reo, nella diocesi di Ruteng, e hanno organizzato un punto di emergenza in collaborazione con la Caritas diocesana e le autorità locali».
«Il terremoto di magnitudo 7,7 – racconta il rettore – che ha colpito l’isola di Flores il 15 agosto ha lasciato una profonda ferita nella nostra comunità. Anche il territorio di Manggarai, dove ha sede l’Università cattolica San Paulus di Ruteng, è stato fortemente colpito: edifici danneggiati, strade interrotte dalle frane, famiglie costrette a lasciare le proprie case e una popolazione che vive ancora nella paura delle numerose scosse di assestamento. Per noi non è soltanto una calamità naturale: è una prova che coinvolge persone, famiglie, studenti, docenti e l’intera comunità».
«In una situazione come questa – prosegue – l’Università non poteva semplicemente chiudere i cancelli e attendere la ripresa della didattica. Abbiamo attivato un Centro universitario di coordinamento dell’emergenza e sospeso temporaneamente le attività accademiche, disponendo il lavoro da casa per docenti e personale. Allo stesso tempo, abbiamo invitato la comunità universitaria, a partire dagli studenti, a mettersi a disposizione volontariamente, collaborando con le autorità civili, le istituzioni sanitarie, la Chiesa e le organizzazioni umanitarie per rispondere ai bisogni più urgenti».
L’Università, precisa don Habur, ha messo a disposizione le proprie competenze e le proprie strutture per sostenere la popolazione colpita: «Stiamo coordinando attività di assistenza, raccolta e distribuzione di aiuti, accompagnando le comunità a progettare le fasi successive dell’emergenza. Di fronte alla richiesta delle autorità di utilizzare il campo sportivo dell’Università come sede di un ospedale da campo, con spirito di piena collaborazione mettiamo questo spazio a servizio della popolazione, cercando nel contempo di garantire la sicurezza e la continuità della vita universitaria».
Don Agustinus Mandfred Habur nota: «In questo momento difficile sentiamo con particolare forza che un’università cattolica deve essere un luogo dove la conoscenza diventa servizio e dove la fede si traduce in solidarietà concreta. La nostra risposta al terremoto nasce quindi dalla convinzione che nessuno debba affrontare da solo questa prova». E conclude: «Come comunità universitaria, vogliamo essere vicini a chi soffre, collaborare con tutti e contribuire non solo alla ricostruzione delle strutture, ma anche alla ricostruzione della speranza. Affidiamo questa missione alla Provvidenza di Dio e alla preghiera della Chiesa universale, certi che, insieme, possiamo trasformare questa tragedia in un’occasione di fraternità, resilienza e nuova speranza».
L’impegno caritativo dell’Università cattolica di Ruteng si inserisce nel quadro delle iniziative della Chiesa cattolica, realizzate soprattutto tramite la Caritas Indonesia, che ha attivato un programma ufficiale di emergenza per assistere la popolazione dell’isola di Flores. Il programma opera sul territorio dell’isola attraverso i centri operativi della Chiesa locale, nelle quattro diocesi che comprendono Flores: l’arcidiocesi di Ende e le diocesi di Maumere, Ruteng e Labuan Bajo.
(PA) (Agenzia Fides 21/8/2026)