di Bohumil Petrík
Litoměřice - Il 31 luglio 1945, poco dopo la resa bellica della Germania nazista, l'esplosione di un deposito di munizioni ad Ústí nad Labem, nella Cecoslovacchia di allora, causò la morte di 27 persone. Dopo l'evento si scatenò la caccia alle persone contro la locale comunità minoritaria tedesca, allargata a tutti quelli che parlavano tedesco. Una violenza alimentata dall'odio covato durante la Seconda guerra mondiale e al pregiudizio della "colpa collettiva" da applicare a tutti i tedeschi per la barbarie nazista. La folla inferocita nella città fucilava e gettava „i colpevoli“ nel fiume.
a 81 anni di distanza l'Arcivescovo di Praga Stanislav Přibyl e l'ambasciatore tedesco in Repubblica Ceca Peter Reuss si sono riuniti insieme ai rappresentanti di associazioni tedesche e alla popolazione locale ad Ústí nad Labem. Nella città ceca, non lontano dal confine con la Germania, tutti insieme hanno commemorato le vittime di quel massacro del dopoguerra.
Allora le informazioni ufficiali parlarono di decine di persone di lingua tedesca (tra le 40 e le 80) che avevano perso la vita per l'attentato o per annegamento. Ma fonti tedesche parlano di almeno 2000 vittime tedesche nel pogrom di Ústí nad Labem. L'inchiesta delle autorità fu chiusa senza giungere a una conclusione o una condanna.
I tanti decenni trascorsi mostrano come siano lunghi e incerti i processi di riconciliazione e guarigione tra i popoli feriti e lacerati dalle guerre e dall'odio. L'Arcivescovo di Praga e l'ambasciatore tedesco avevano partecipato insieme anche agli atti di commemorazioni delle stragi consumate tra maggio e giugno 1945, quando l'esercito cecoslovacco uccise almeno 763 tedeschi a Postoloprty. .
A Ústí nad Labem, l'Arcivescovo Přibyl ha detto: "Il nostro compito, come persone comuni, non è quello di identificare i colpevoli, ma di cercare di sanare le ferite.". Secondo lui, commemorare i tragici eventi è di fondamentale importanza, soprattutto per i sopravvissuti, e può contribuire alla riconciliazione.
La commemorazione si inserisce nella serie di eventi che scandiscono il l 2026 come Anno giubilare della Riconciliazione, soprattutto tra i cechi ed i tedeschi, indetto dalla Diocesi di Litoměřice. Un Giubileo proclamato da Stanislav Přibyl quando era ancora il Vescovo di Litoměřice. Poi è stato nominato Arcivescovo di Praga e divenuto l'amministratore apostolico della sua ormai ex-diocesi.
La commemorazione più recente ad Ústí nad Labem è iniziata con la posa di una targa commemorativa vicino all'ex fattoria di zucchero ed è proseguita sulla passerella del ponte ferroviario. Dopo i discorsi, si è tenuta una preghiera in ceco e tedesco e la deposizione di corone di fiori.
"Commemoriamo gli eventi, ma dobbiamo ricordare soprattutto le persone che persero la vita", ha detto il prelato. "La vita umana ha un valore immenso e incalcolabile. Vorrei che vedessimo in ogni persona una persona, non solo un rappresentante di un gruppo politico o religioso".
La commemorazione si è conclusa con una Santa Messa nella chiesa locale. Gli eventi del luglio 1945 furono in gran parte ignorati o interpretati in modo unilaterale dalla parte ceca.
Il prossimo evento del Giubileo della Riconciliazione si svolge oggi, sabato 8 agosto nella piccola località di Svor, dove l'Arcivescovo di Praga Stanislav Přibyl presiede una commemorazione ecumenica. (Agenzia Fides 8/8/2026)
EUROPA/RUSSIA - Mosca un Convegno di studi sui rapporti tra Santa Sede e Italia tra XIX e XXI Secolo