Bogotá (Agenzia Fides) – In vista delle elezioni presidenziali previste in Colombia per il 31 maggio, vescovi e organismi cattolici hanno avviato diverse iniziative orientate a promuovere una partecipazione elettorale consapevole e responsabile.
Nel caso in cui nessun candidato ottenga la maggioranza assoluta, è previsto un secondo turno il 21 giugno 2026.
La Conferenza Episcopale ha segnalato l’aggravarsi della violenza nel sud-ovest del Paese, in particolare nei dipartimenti di Cauca, Valle del Cauca, Nariño, Huila e Meta. In un recente comunicato, diffuso il 27 aprile, i vescovi hanno espresso preoccupazione per la situazione umanitaria derivante dagli scontri armati, che colpiscono la popolazione civile e le comunità vulnerabili, sottolineando che tali fatti indeboliscono le condizioni di base per la convivenza democratica. Hanno inoltre ribadito che “nulla giustifica la violenza”.
Per questo motivo i presuli, attraverso il Servizio Episcopale per il Perdono, la Riconciliazione e la Pace (SERP) -organismo creato nel 2023 dai vescovi colombiani per coordinare iniziative ecclesiali a favore della riconciliazione e della pace-, hanno organizzato tre seminari online aperti al pubblico e trasmessi attraverso il canale YouTube e la pagina Facebook della Conferenza Episcopale Colombiana (CEC), sotto il titolo: “Chiesa, cittadinanza e pace. Un faro di speranza nel tempo elettorale”.
L’obiettivo è offrire strumenti di discernimento ispirati al Vangelo e alla Dottrina Sociale della Chiesa, al fine di rafforzare l’impegno civico e il bene comune nell’esercizio del voto.
Già al termine della 120ª Assemblea Plenaria, svoltasi a Bogotá nel febbraio 2026, i vescovi avevano ricordato che i cittadini sono chiamati a partecipare alle elezioni “in piena libertà di coscienza e senza alcun tipo di pressione o corruzione”, invitando a vivere il processo elettorale in un clima di responsabilità democratica e a rifiutare ogni forma di violenza, disinformazione o polarizzazione.
Nella stessa linea, la diocesi di Palmira, situata nel sud-ovest del Paese in una regione colpita dalla violenza, ha diffuso il sussidio “La politica è la forma più alta della carità”, una guida pastorale che propone criteri per il discernimento elettorale alla luce del Magistero della Chiesa. Il documento offre orientamenti per un voto responsabile, include un “decalogo dell’elettore cattolico” e invita a informarsi con rigore, contrastare la disinformazione e rafforzare una cultura democratica basata su rispetto e dialogo, senza esprimere sostegno a opzioni politiche specifiche.
I tre incontri virtuali promossi dalla Conferenza Episcopale mirano ad “accompagnare i fedeli e tutti i cittadini affinché possano esercitare il loro diritto di voto in modo libero e ben informato”. Si tratta di offrire strumenti di analisi di fronte alle urgenze del contesto politico e sociale, con la partecipazione di esperti di pastorale, dottrina sociale e scienze sociali che affrontano temi legati all’etica nella vita pubblica, al discernimento cristiano e alla responsabilità civica.
Il primo degli incontri, intitolato “La politica come vocazione: evangelizzare la politica alla luce della fede”, si è svolto lunedì 11 maggio con la partecipazione del vescovo Héctor Fabio Henao Gaviria, delegato della Conferenza episcopale per le Relazioni Chiesa-Stato. La serie prosegue il 18 maggio con il webinar “Scegliere con coscienza: voto, riconciliazione e bene comune”, dedicato al discernimento etico del voto alla luce della giustizia, della riconciliazione e della pace. Il ciclo si conclude il 25 maggio con l’incontro “Votare nella speranza: una decisione libera, consapevole e in pace”, volto ad accompagnare i cittadini affinché esercitino il loro diritto di voto con libertà interiore.
La Conferenza episcopale ha sottolineato che la Chiesa non sostiene Partiti né candidati, ma promuove la formazione della coscienza morale degli elettori, ritenendo che “la partecipazione politica sia un’espressione concreta della carità e dell’impegno per la giustizia”.
(LGR) (Agenzia Fides, 16/5/2026)