AFRICA/CONGO RD - “Il nostro dolore e le nostre speranze contano. Grazie Santo Padre” dice una missionaria nell’est del Congo

giovedì, 22 gennaio 2026

Kinshasa (Agenzia Fides) – “È stata une bella sorpresa sentire che tra tante situazioni difficili, domenica 18 gennaio il Papa ha rivolto il suo pensiero e le sue parole proprio agli sfollati dell’est della Repubblica democratica del Congo, specialmente ai circa duecentomila ammassati in Burundi in campi profughi, sotto teli di fortuna, alle prese con la stagione delle piogge, la penuria di cibo e di cure, con morti quotidiani” dice all’Agenzia Fides suor Teresina Caffi, missionaria saveriana nel Sud Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo.
Dopo l’Angelus di domenica 18 gennaio Papa Leone XIV aveva detto: “Oggi desidero ricordare in particolare le grandi difficoltà che soffre la popolazione dell’est della Repubblica Democratica del Congo, costretta a fuggire dal proprio Paese, specialmente verso il Burundi, a causa della violenza e ad affrontare una grave crisi umanitaria. Preghiamo affinché tra le parti in conflitto prevalga sempre il dialogo per la riconciliazione e la pace.”
Suor Teresina sottolinea come la difficile situazione nell’est della RDC è da sempre nel cuore del Santo Padre. “Nel novembre scorso – ricorda la missionaria saveriana- salutandola al termine di un’udienza, il Papa aveva assicurato alla presidente in esilio dell’Ufficio di coordinazione della Società civile del Sud-Kivu, Néné Bintu Iragi (vedi l’intervista, Fides 15/11/2025), di portare la RDC nel suo cuore e nella sua preghiera”.
“Essere nominati, in questo mondo, significa esistere, meritare attenzione, dignità. Penso che così le parole del Papa siano risuonate nelle orecchie e nel cuore dei Congolesi che le hanno ascoltate: il nostro dolore, la nostra speranza contano!” rimarca suor Teresina.
La missionaria conclude sottolineando il ruolo dei mezzi d’informazione nel tenere alta l’attenzione sul conflitto dimenticato nella parte orientale della RDC: “La mia speranza è che l’appello del Papa sia un incoraggiamento ai mezzi di informazione a tornare a volgere la loro attenzione a questa lunga tragedia dell’est della RDC”. “Trent’anni di guerre ad alta e bassa intensità dovrebbero ormai permettere un’analisi lucida dei fatti e alimentare il coraggio di prese di posizione coerenti. Ciò che ancora manca, sia a livello locale, regionale, continentale e internazionale” conclude suor Teresina.
Nonostante gli annunci di accordi di pace (vedi Fides 21/7/2025) la situazione nelle tre provincie orientali della RDC (Ituri, Nord e Sud Kivu) rimane drammatica. In particolare nel Sud Kivu i ribelli dell’M23 dopo averne conquistato il capoluogo Bukavu, il 16 febbraio (vedi Fides 17/2/2025) si sono impadroniti di Uvira (vedi Fides 15 e 17 dicembre 2025) costringendo buona parte dei suoi abitanti a rifugiarsi nel confinante Burundi. (L.M.) (Agenzia Fides 22/1/2026)


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