Caritas Pakistan
Karachi (Agenzia Fides) - “Siamo profondamente addolorati per la sofferenza causata dalle massicce inondazioni. La Chiesa è al fianco delle famiglie colpite con la preghiera e l'azione. Caritas Pakistan sta rispondendo attivamente e sollecitiamo il continuo sostegno di tutti i nostri fedeli, dei partner locali e di quelli internazionali”, dice all’Agenzia Fides Benny Mario Travas, Arcivescovo di Karachi e presidente di Caritas Pakistan, mentre a Karachi il governo cittadino ha dichiarato lo stato di emergenza e nella provincia meridionale del Sindh si registrano nuove allerte per inondazioni e ulteriori piogge torrenziali. Nella città di Karachi sono almeno 7 le vittime per le conseguenze delle inondazioni e vi sono danni diffusi a strutture e infrastrutture.
“Si tratta di un'emergenza nazionale. Stiamo mobilitando aiuti immediati in diverse aree colpite dalle inondazioni, come il distretto di Bruner, nel Nord. I nostri team sono sul campo per valutare i bisogni e fornire cibo, riparo, assistenza medica e ripristinare la dignità delle famiglie colpite ora anche nel Sud", spiega a Fides Amjad Gulzar, Direttore esecutivo di Caritas Pakistan che ha mobilitato le sue risorse per rispondere rapidamente al disastro. I team della Caritas stanno conducendo valutazioni e coordinando le operazioni di soccorso. “I volontari stanno lavorando a stretto contatto con le autorità distrettuali, visitando le aree colpite dalle inondazioni, effettuando valutazioni e rimanendo in contatto con le comunità colpite per garantire che i soccorsi raggiungano chi ne ha più bisogno”, specifica Gulzar.
Rileva Gulzar che “la Caritas ha pianificato aiuti per 2.500 famiglie colpite dalle alluvioni (circa 17.500 persone), distribuendo pacchi alimentari, kit igienici e acqua potabile (ne sono stati distribuiti già 250), organizzando 15 campi medici gratuiti per curare le malattie più comuni legate alle inondazioni e consegnando kit per il riparo per gli sfollati che hanno perso la casa”. Inoltre, aggiunge, vi sono “incontri di sensibilizzazione sull'igiene per prevenire epidemie”.
Un focus speciale è sul distretto di Buner, nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, e altre aree in cui la devastazione è stata particolarmente grave. “I team Caritas danno priorità alle comunità isolate e inaccessibili, soprattutto tramite unità sanitarie mobili, per fornire assistenza medica di base, prevenire malattie e dare aiuti umanitari essenziali”, spiega.
“In questo momento come Caritas Pakistan lanciamo un appello a donatori, partner e organizzazioni della società civile affinché uniscano le forze nel rispondere a questa crisi umanitaria. È necessario un supporto immediato per salvare vite umane, proteggere le famiglie e restituire dignità alle persone colpite”, auspica Gulzar.
Diffuse inondazioni monsoniche a partire dalla fine di giugno hanno devastato le province di Punjab, Sindh, Belucistan, Khyber Pakhtunkhwa . Al 23 agosto sono oltre 750 morti in tutto il paese 1500 feriti, secondo la Autorità nazionale per la gestione dei disastri. Tra i danni infrastrutturali, oltre 461 km di strade danneggiate, 152 ponti distrutti, circa 2.000 case completamente distrutte e 4.000 parzialmente danneggiate, oltre 1.100 capi di bestiame morti. A metà agosto, nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa un nubifragio catastrofico ha causato oltre 400 morti nel solo distretto di Buner con almeno 30 bambini tra le vittime e oltre 150 persone disperse. Secondo le previsioni, l’allerta meteo proseguirà fino all'inizio di settembre.
(PA) (Agenzia Fides 25/8/2025)
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