ASIA/PAKISTAN - Cristiani e musulmani in preghiera per la pace, nel tempo sacro di Quaresima e Ramadan

lunedì, 2 marzo 2026 guerre  

Pece Center Lahore

Lahore (Agenzia Fides) - "Il nostro incontro come leader cristiani e musulmani  che vivono il tempo speciale della Quaresima e del Ramadan, vuole essere un segno di pace e unità, soprattutto nel mezzo della guerra tra Afghanistan e Pakistan": lo dice all'Agenzia Fides p. Asif Sardar, Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Lahore, che ha preso parte a un incontro interreligioso con l'iftar, cioè l'interruzione comune del digiuno, alla presenza di esponenti della comunità cristiana e musulmana presso la moschea Badshahi, la moschea reale di Lahore. "E' stato un sogno poter dubitare dell'armonia interreligiosa e della pace tra le due comunità. Vogliamo ribadire la comunione spirituale e l'impegno comune per la pace, in questo tempo difficile segnato dalla guerra che ci tocca anche direttamente", ha detto. "Il digiuno, la preghiera, la carità sono pratiche che ci avvicinano a Dio e al prossimo: significano  condividere il pane con gli affamati, fare giustizia, promuovere pace e riconciliazione", rimarca.
Durante l'incontro, p. James Channan OP, domenicano e responsabile del "Peace center " a Lahore, ha condiviso con Abdul Khabir Azad, l'imam della moschea, l'impegno comune ad "approfondire le radici delle relazioni tra cristiani e musulmani in Pakistan", "a vivere i valori condivisi di digiuno, riflessione e sacrificio presenti sia nel Ramadan che nella Quaresima", a "pregare per la pace, elevando a Dio preghiere congiunte per la stabilità del Pakistan e la fine dei conflitti globali". "Questo incontro rappresenta una testimonianza concreta di rispetto reciproco. Abbiamo inviato un messaggio chiaro: la fede può essere un ponte di unità piuttosto che un muro di divisione", rileva a Fides p. Channan.
Momenti di preghiera e incontri interreligiosi  punteggiano la vita della comunità cattolica in Pakistan: in una processione con candele accese, una veglia di preghiera per la pace, sacerdoti, religiosi,  catechisti e fedeli della Chiesa di San Pio da Pietrelcina a Lahore hanno celebrato nei giorni scorsi  la Via Crucis, e si sono radunati per pregare per la pace al confine tra Pakistan e Afghanistan. Erano guidati da  p. Qaisar Feroz OFM Cap, Segretario esecutivo della Commissione per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale Pakistan, e  suor Azmat, Superiora delle Suore carmelitane apostoliche. Rileva a  Fides p. Feroz: "Condanniamo fermamente la violenza e la guerra tra Pakistan e Afghanistan. Il cessate il fuoco è possibile attraverso il dialogo e speriamo che venga dichiarato presto. La violenza estremista dei talebani è un'ideologia che crea distruzione: è necessario un impegno comune dei credenti per fermarla e cambiarla. La comunità internazionale ha un ruolo fondamentale da svolgere per aiutare Pakistan e Afghanistan a risolvere il conflitto e a ristabilire la pace. Noi chiediamo che  la pace sia l'obiettivo comune e l'interesse dell'umanità".
Intanto il conflitto al confine tra Pakistan e Afghanistan non si ferma. Il governo pakistano ha dichiarato di aver ucciso 415 combattenti talebani e bombardato 46 posizioni all'interno del territorio afghano nell'ambito della guerra transfrontaliera,  evidenziando i danni alle infrastrutture militari del regime talebano, con la distruzione di 182 posti di blocco afghani. Islamabad rivendica inoltre la distruzione di armamenti attraverso  attacchi in 46 diverse località all'interno dell'Afghanistan.
Sulla situazione, Papa Leone XIV dopo l'Angelus in piazza San Pietro il 1° marzo, ha detto che, mentre arrivano  "notizie preoccupanti di scontri tra Pakistan e Afghanistan", "elevo la mia supplica per un ritorno urgente al dialogo. Preghiamo insieme affinché prevalga la concordia in tutti i conflitti del mondo. Solo la pace, dono di Dio, può sanare le ferite tra i popoli".
(PA) (Agenzia Fides 2/3/2026)


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