AFRICA/EGITTO - Vescovi egiziani: oggi in Egitto non c'è “persecuzione” contro i cristiani

sabato, 13 gennaio 2018 medio oriente   chiese orientali   persecuzioni   minoranze religiose   settarismi   geopolitica   jihadisti  

CoptsUnited

Image processed by CodeCarvings Piczard ### FREE Community Edition ### on 2015-12-31 12:47:43Z | http://piczard.com | http://codecarvings.com

Il Cairo (Agenzia Fides) – Le aggressioni di tipo settario e lo stragismo di marca jihadista che negli ultimi tempi hanno colpito i cristiani copti non possono essere strumentalizzati per far passare l'idea che in Egitto i cristiani sono sistematicamente perseguitati, attribuendo la colpa di tale presunta persecuzione all'attuale governo. E' questo il giudizio condiviso che vescovi di diverse comunità cristiane egiziane hanno espresso in interventi e interviste rilanciati nelle ultime ore dai media egiziani.
Anba Benyamin, Vescovo copto ortodosso di Al Manufiyya, ha voluto sottolineare in particolare che il Presidente Abdel Fattah al Sisi, attuale “uomo forte” dell'Egitto, sta offrendo ai cristiani più di quanto riceva in cambio, e non gli può essere imputata alcune responsabilità in merito alle violenze e alle stragi che hanno colpito i cristiani copti negli ultimi anni. Gli ha fatto eco il Vescovo copto cattolico Youhanna Golta, secondo il quale “non c'è persecuzione dei cristiani in Egitto”, ma ci sono problemi relativi alla sicurezza dei cristiani e degli altri cittadini, messa a rischio dalle strategie del terrore. Un'emergenza che lo Stato è chiamato a affrontare e risolvere, come capita in ogni nazione.
Rispetto alle manovre di chi fa riferimento al martirio dei copti per dedurne che in Egitto i cristiani sono perseguitati, il Vescovo cpro cattolico ha sottolineato che “gli estremisti non hanno pietà né dei cristiani, né dei musulmani”.
Anche per Nabil Naguib, responsabile per la comunicazione della Chiesa evangelica in Egitto, “quelli che parlano di persecuzione dei cristiani in Egitto si trovano tutti fuori dall'Egitto”. Naguib, riconoscendo l'esistenza di gruppi settari e individui che hanno comportamenti aggressivi nei confronti dei cristiani, ha comunque ribadito che il termine “persecuzione” è inappropriato a descrivere l'attuale condizione attuale dei cristiani egiziani. (GV) (Agenzia Fides 13/1/2018).


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