I "BRICS plus" e il poliedro di Papa Francesco

martedì, 27 febbraio 2024 papa francesco   geopolitica   evangelii gaudium  

di Victor Gaetan*

Roma (Agenzia Fides) - Dopo la Seconda guerra mondiale sono sorte numerose organizzazioni multilaterali, tutte con un unico centro, gli Stati Uniti.
La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale furono creati nel 1944 per stabilizzare l'economia globale del dopoguerra. Le Nazioni Unite furono fondate un anno dopo, idealmente, per garantire la pace e la sicurezza nel mondo. La NATO (North Atlantic Treaty Organization), alleanza militare costituita nel 1949 per contrastare il blocco sovietico. Nel 1961, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) riunisce 38 Paesi dediti a regimi commerciali liberali. Il Gruppo dei Sette (G-7) fu una risposta organizzata allo shock petrolifero del 1975; il Gruppo dei 20 (G-20) emerse nel 1999 dopo la crisi finanziaria asiatica.
Negli ultimi 75 anni, nessuna organizzazione multilaterale ha sfidato l'ordine centrato sugli Stati Uniti del secondo dopoguerra. Fino ad oggi, con il BRICS+.

L'alleanza geopolitica ed economica nota come BRICS, prende il nome dalle iniziali dei suoi Paesi fondatori originari: Brasile, Russia, India e Cina hanno stretto un legame nel 2006, aggiungendo il Sudafrica nel 2010. Ora l’alleanza si sta espandendo. Quest'anno si sono aggiunti quattro nuovi membri: Egitto, Etiopia, Iran ed Emirati Arabi Uniti (EAU). (Secondo l'agenzia di stampa Reuters, l'Arabia Saudita sta ancora riflettendo su un invito).


Chi beneficia dei BRICS+ e della de-dollarizzazione

I BRICS+ sono una potente alleanza con una popolazione complessiva di circa 3,5 miliardi di persone, pari al 45% di tutti gli abitanti della Terra. Controlla il 30% del petrolio mondiale (mentre gli Stati Uniti ne controllano il 2,1%). La BBC stima che il gruppo allargato comprenda circa il 28% dell'economia globale. Tuttavia, i membri si sentono emarginati dalle potenze occidentali che controllano le tradizionali organizzazioni multilaterali. Come ha spiegato ad Al Jazeera Anil Sooklal, ambasciatore del Sudafrica presso i BRICS, il Sud globale è "ai margini in termini di processo decisionale globale... C'è quasi un sistema di apartheid in cui la minoranza decide per la maggioranza, e questa è ancora la situazione sulla scena mondiale oggi". Sooklal ha affermato che l'obiettivo dei BRICS è "una comunità globale più inclusiva e multipolare".
Al vertice annuale dello scorso agosto a Johannesburg, all'ordine del giorno (oltre alla discussione sui nuovi candidati, che contavano circa 40 Paesi in cerca di ammissione) c'era il modo in cui l'alleanza avrebbe potuto ridurre la dipendenza globale dal dollaro. I membri stanno già negoziando un maggior numero di accordi commerciali in valute nazionali e non in dollari. La Russia commercia con l'India in rupie; la maggior parte degli scambi tra Russia e Cina avviene in rubli o yuan. La scorsa estate, gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di accettare rupie dall'India per le transazioni commerciali, un cambiamento che consente all'India di risparmiare denaro eliminando i costi legati alla conversione in dollari. L'Egitto potrebbe entrare presto a far parte del gruppo, ma il suo ministero degli Esteri sta già esortando gli Stati membri a commerciare in valuta nazionale. Anche l'Iran ha subito rilanciato questo tema.
In un'intervista rilasciata all'Agenzia Fides, l'analista internazionale di origine brasiliana Roberto Alverez ha confermato che la de-dollarizzazione ha motivazioni economiche e politiche (in quanto i Paesi non sopportano il controllo finanziario delle istituzioni occidentali): "Un amico che lavorava presso la Banca africana per l'import-export ha messo insieme una piattaforma che aiuta 53 Paesi a commerciare in valute locali. La Banca ha calcolato un risparmio di 5 miliardi di dollari all'anno! Quindi la de-dollarizzazione ha un aspetto molto pragmatico. Si tratta di risparmiare denaro contante. Le economie che sono prive di liquidità faranno di tutto per risparmiare".
L'economia brasiliana è fortemente legata al dollaro (oltre l'80% delle sue riserve estere è detenuto in valuta statunitense), eppure durante la sua prima visita ufficiale in Cina, l'anno scorso, il presidente Luiz Inàcio Lula da Silva ha dichiarato pubblicamente: "Ogni sera mi chiedo perché tutti i Paesi debbano basare il loro commercio sul dollaro. Perché non possiamo fare scambi commerciali basati sulla base delle nostre valute?"


La Nuova Banca di Sviluppo, il cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile

Lula ha visitato la Nuova Banca di Sviluppo (NDB), con sede a Shanghai, uno dei risultati tangibili dei BRICS. È stata istituita nel 2015 per fornire finanziamenti a progetti nei Paesi membri e non membri, soprattutto in materia di infrastrutture e sviluppo sostenibile. Il Rajasthan, in India, lo Stato più grande del Paese, ha un clima estremamente secco e deve far fronte a frequenti siccità e all'invecchiamento dei sistemi di irrigazione. La NDB ha investito 345 milioni di dollari per ripristinare un sistema di canali cruciale, costruito alla fine degli anni '50, che ha aumentato notevolmente la disponibilità di acqua. Il progetto è stato concepito per sostenere la conservazione dell'acqua e la diversificazione delle colture.

Il progetto del Rajasthan è un buon esempio delle priorità della NDB. Dilma Rousseff, ex Presidente del Brasile e stretta alleata di Lula, è stata nominata presidente della NDB la scorsa primavera e resterà in carica fino al luglio 2025. Nel suo primo discorso ha confermato che "la NDB è una Banca costruita da e per i Paesi in via di sviluppo, dove le voci di tutti i Paesi membri sono ugualmente ascoltate", un'osservazione che suggerisce che questi Paesi non sono ascoltati dagli attori tradizionali della finanza internazionale. Rousseff ha anche chiarito l'impegno della NDB per gli obiettivi relativi al cambiamento climatico: "Sosteniamo le strategie nazionali dei Paesi membri della Banca per ridurre le emissioni di gas serra, finanziando energie rinnovabili, infrastrutture verdi e resilienti, puntando a una crescita a basse emissioni di carbonio".
Dilma Rousseff è stata Presidente del Brasile dal 2011 al 2016, quindi ha contribuito alla creazione della NDB. Sebbene abbia lasciato l'incarico sotto costrizione, messa sotto accusa per complicate denunce di corruzione, l'anno scorso Papa Francesco l'ha difesa, definendola "Una donna dalle mani pulite, una donna eccellente". Papa Francesco ha suggerito che sia Rousseff che Lula sono stati vittime di "lawfare", l'uso dei media e dei procedimenti legali per colpire gli avversari politici.


Geopolitica del poliedro

Oltre all'apprezzamento per la Presidente della NDB, la Banca, in quanto impresa, ha delle caratteristiche che sicuramente possono interessare Papa Francesco. Essa è decisamente coinvolta in progetti a beneficio dell'ambiente, progetti che si autofinanziano con i loro stessi benefici. Inoltre, BRICS+ sfida i confini regionali e culturali: l'espansione riunisce Paesi di molte regioni (America Latina, Europa, Asia, Africa e Medio Oriente) e diversi contesti culturali e religiosi, ossia cattolici (Brasile), ortodossi (Etiopia e Russia), indù (India), confuciani (Cina) e musulmani (Egitto, Iran ed Emirati Arabi Uniti). Si tratta di una risposta collaborativa a un sistema internazionale diventato altamente punitivo, in cui le sanzioni economiche sono utilizzate come armi di guerra politica. Alvarez sottolinea che il BRICS+ permette al Brasile, ad esempio, di sostenere i Paesi africani in modo strutturato, in linea con una sensibilità segnata dalla fede cattolica e anche dal un senso di debito storico nei confronti degli schiavi africani che hanno costruito la ricchezza del Paese. (Gli schiavi venivano portati in Brasile dall'Africa per lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero. La maggior parte della ricchezza del Paese era basata sulla schiavitù). Alvarez aggiunge che negli anni '70 il Brasile era un importatore netto di prodotti alimentari, ma oggi è il più grande esportatore netto di prodotti agricoli del mondo. La radicale inversione di tendenza, soprattutto a partire dal 2000, si spiega con la ricerca agricola che ha aumentato i rendimenti, i grandi investimenti nella tecnologia di produzione e l'espansione delle terre coltivabili. "Le aziende brasiliane sono abituate a operare in contesti emergenti e possono offrire un know-how tecnico specifico e di rilievo. “L'impegno con l'Africa soddisfa i valori umanistici e permette a entrambe le parti di guadagnare insieme".

"Bisogna sempre allargare lo sguardo per riconoscere un bene più grande che porterà benefici a tutti noi", ha scritto Papa Francesco nell'Evangelii Gaudium (§235). È un'Esortazione apostolica che include una efficace immagine-simbolo di unità globale, una unità in cui ogni cultura mantiene la propria autonomia pur contribuendo al tutto: l’immagine del poliedro.
“Il modello non è la sfera, che non è superiore alle parti, dove ogni punto è equidistante dal centro e non vi sono differenze tra un punto e l’altro. Il modello è il poliedro, che riflette la confluenza di tutte le parzialità che in esso mantengono la loro originalità. Sia l’azione pastorale sia l’azione politica cercano di raccogliere in tale poliedro il meglio di ciascuno. Lì sono inseriti i poveri, con la loro cultura, i loro progetti e le loro proprie potenzialità. Persino le persone che possono essere criticate per i loro errori, hanno qualcosa da apportare che non deve andare perduto. È l’unione dei popoli, che, nell’ordine universale, conservano la loro peculiarità; è la totalità delle persone in una società che cerca un bene comune che veramente incorpora tutti" (Evangelii Gaudium, §236).

Il BRICS+ incarna un mondo multipolare, in cui le differenze nazionali rafforzano l'unità. È un esperimento a cui conviene prestare attenzione. Il prossimo vertice annuale dei BRICS+ si terrà a Kazan, in Russia, in ottobre. Jacques Sapir, economista francese, prevede che Algeria, Tanzania e Indonesia saranno tra i nuovi Paesi chiamati a far parte dell'alleanza in rapida crescita. Agenzia Fides 27/2/2024)

*Victor Gaetan è Senior Correspondent del National Catholic Register e si occupa di questioni internazionali. Scrive anche per la rivista Foreign Affairs e ha collaborato con Catholic News Service.. E' autore del libro God’s Diplomats : Pope Francis, Vatican Diplomacy, and America's Armageddon (Rowman & Littlefield, 2021), rieditato in brossura nel luglio 2023. Il suo sito web è VictorGaetan.org


Condividi: