AMERICA/ECUADOR - “Non fermiamo gli aiuti”: preoccupazione dei volontari per i terremotati

venerdì, 6 maggio 2016 terremoto   aree di crisi   povertà   istituti missionari  
3.600 pasti al giorno, solidarietà a Portoviejo

Arcidiocesi Guayaquil

3.600 pasti al giorno, solidarietà a Portoviejo

Portoviejo (Agenzia Fides) – Prima colazione, pranzo e merenda: è ciò che quotidianamente ricevono le famiglie senza tetto, i soccorritori volontari e i vigili del fuoco, grazie al lavoro di un folto gruppo di fedeli organizzati dai missionari cappuccini di Portoviejo dopo il sisma del 16 aprile
(vedi Fides 18,20 e 29/04/2016). Ogni giorno vengono distribuiti 3.600 pasti.
"La tragedia ha reso visibile la solidarietà di molte persone che si uniscono per venire a portare pollo, manzo, riso, olio e altro, anche se ormai stiamo finendo le provviste. Vogliamo continuare ad aiutare, ma non abbiamo i mezzi" dice fra Felipe Intriago, membro del movimento Juan XXIII, nella nota inviata a Fides dall’arcidiocesi di Guayaquil.
In questa azione di solidarietà a Portoviejo, una delle zone più colpite dal sisma, lavorano insieme persone appartenenti a diversi movimenti ecclesiali, come Legione di Maria, Rinnovamento Carismatico, gruppi parrocchiali, che aiutano volontariamente ogni giorno a preparare e servire il cibo. Oltre a questa, sono molte le iniziative che la Chiesa cattolica nella provincia di Manabi sta portando avanti per aiutare le persone colpite dal terremoto. Esiste ora la preoccupazione di non fermare questo aiuto, così tutte le parrocchie dell'Arcidiocesi di Guayaquil sono diventate centri di raccolta per gli aiuti a terremotati e soccorritori.
(CE) (Agenzia Fides, 06/05/2016)


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