ASIA/PAKISTAN - Shahbaz Bhatti, si raccolgono le testimonianze per il “martirio”

martedì, 1 marzo 2016 martiri   minoranze religiose   blasfemia   libertà religiosa   chiese locali  

Il ministro cattolico Shahbaz Bhatti

Islamabad (Agenzia Fides) – Nei giorni in cui la comunità cattolica in Pakistan ricorda il quinto anniversario della morte di Shahbaz Bhatti, il ministro cattolico per le minoranze ucciso il 2 marzo 2011, a Islamabad la Chiesa locale inizia a raccogliere le testimonianze che potranno servire ad aprire il processo diocesano per dichiarare Bhatti “martire”. Spiega a Fides p. John Williams, impegnato con la Commissione “Giustizia e pace” della diocesi della capitale: “Nell'islam chiunque muoia per la fede è uno ‘shahid’, un martire. Per la Chiesa cattolica il processo è più lungo, ma dopo cinque anni dalla morte si può avviare una indagine diocesana. In diocesi si stanno iniziando a raccogliere le testimonianze utili a questo. Diverse persone si stanno interessando. Il Vescovo di Islamabad ha dato il placet e ha coinvolto quello di Faisalabad, diocesi dove Bhatti è nato e vissuto. Allora in quella diocesi il Vescovo era Mons. Joseph Coutts, oggi a Karachi, attuale presidente della Conferenza episcopale”.
P. William continua: “L’attuale Vescovo di Islamabad, Sua Ecc. Mons. Rufin Anthony, è nato nello stesso villaggio di Bhatti e conosce bene il posto, la famiglia, la comunità locale. Vi sono tutte le circostanze favorevoli per compiere una indagine accurata che speriamo possa dare esito positivo. Tutta la comunità cattolica in Pakistan lo spera. Il ricordo di Bhatti è ancora vivo e in questi giorni vi saranno molte commemorazioni”.
P. Bonnie Mendes, anch’egli di Faisalabad, che conosceva Bhatti fin dall’infanzia, aggiunge a Fides: “Come cristiani in Pakistan siamo chiamati a dare testimonianza del Vangelo di Gesù Cristo. La nostra vocazione è vivere il Vangelo in Pakistan. Significa essere uomini e donne di pace, rispondendo al male con il bene, accettando la croce di Cristo. Questa è la nostra missione, confidando sempre nella salvezza che viene da Dio e non dagli uomini. E' quello che ha vissuto Shahbaz Bhatti. Suo padre gli ha lasciato una profonda fede, insegnandogli ad essere fedele fino alla fine. Shahbaz Bhatti lo è stato fino al punto del martirio. Voleva aiutare l'emancipazione di tutti, dei poveri e degli emarginati. Per questo ha dato la sua vita” . (PA) (Agenzia Fides 1/3/2016)


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