AFRICA/UGANDA - Presidenziali: tensioni per l’arresto del principale sfidante di Museveni

venerdì, 19 febbraio 2016 elezioni  

Kampala (Agenzia Fides) - Il principale candidato dell’opposizione ugandese, Kizza Besigye, è stato arrestato dalla polizia questa mattina, 19 febbraio, insieme a Mugisha Muntu e Wasswa Biriggwa, due alti dirigenti del suo partito, il Forum for Democratic Change (FDC).
Questo avviene mentre sono riprese le operazioni di voto per eleggere il Presidente e i membri del Parlamento, in una trentina di seggi nella capitale Kampala e nel vicino distretto di Wakiso, dopo che ieri, i loro elettori non avevano potuto prendervi parte a causa di disguidi organizzativi. La Commissione Elettorale ha quindi prolungato di un giorno le votazioni.
Besigye è stato arrestato dopo che la polizia aveva circondato il quartiere generale del suo partito. Nella prima mattina di oggi si erano avuti alcuni scontri tra i sostenitori di Besigye e la polizia che aveva fatto ricorso a gas lacrimogeni. La situazione al momento rimane tesa.
Nel frattempo, nonostante il prolungamento di un giorno del voto, il Presidente della Commissione Elettorale ha diffuso i primi risultati parziali delle elezioni presidenziali, secondo i quali il Presidente uscente Yoweri Museveni, al potere da 30 anni, ha ottenuto il 61,75% dei voti, contro il, 33,47% di Besigye.
Polemiche sono sorte inoltre per la decisione della Commissione per le Comunicazioni dell’Uganda (UCC) di bloccare l’utilizzo dei social media, come Facebook, WhatsApp e Twitter, nel giorno del voto. Ma su una popolazione all’80% formata da giovani di meno di 30 anni, molti dei quali versati nelle nuove tecnologie, questo divieto è stato aggirato con l’utilizzo di sistemi come i Virtual Private Network (VPN). I Vescovi avevano denunciato le “tendenze dittatoriali” nella politica nazionale (vedi Fides 18/2/2016). (L.M.) (Agenzia Fides 19/2/2016)


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