AFRICA/UGANDA - Il Presidente Museveni rivendica l’arresto del sacerdote dato per scomparso a inizio dicembre

martedì, 20 gennaio 2026


Kampala (Agenzia Fides) - “Rilasceremo padre Deusdedit Ssekabira solo se confessa la verità”. Lo ha affermato il 18 gennaio il Presidente ugandese Yoweri Museveni nel corso del suo discorso celebrante la vittoria elettorale nelle elezioni presidenziali del 15 gennaio (vedi Fides 16/1/2026).
Secondo Museveni il sacerdote arrestato dall’esercito con modalità illegali il 3 dicembre (vedi Fides 17/12/2025) sarebbe legato al leader dell’opposizione Robert Kyagulanyi Ssentamu, detto Bobi Wine.
Secondo quanto riferito dallo stesso Presidente ugandese, in un incontro avuto con Mons. Serverus Jjumba, Vescovo di Masaka (la diocesi dove è incardinato padre Ssekabira) questi avrebbe sollecitato il Capo dello Stato a liberare il sacerdote. “Quando ho incontrato il vescovo Jjumba, qualche giorno fa, avevamo arrestato un sacerdote a Masaka perché era coinvolto con quelli di Kyagulanyi” afferma Museveni. “Volevano che lo rilasciassi, ma ho detto di no. Non possiamo rilasciarlo. Possiamo rilasciarlo se dicono la verità e smettono, perché il nostro interesse non è punirli, ma che smettano e non lo facciano mai più”.
Inizialmente padre Ssekabira era stato dato come scomparso, prima che l'esercito confermasse la sua detenzione per accuse di sovversione. In seguito il sacerdote è stato deferito al tribunale di Masaka più di due settimane dopo la sua scomparsa e accusato di riciclaggio di denaro il 23 dicembre, per poi essere rinviato a giudizio.
La Commissione elettorale ugandese ha dichiarato Museveni vincitore delle elezioni del 15 gennaio con il 71,65% dei voti, estendendo il suo mandato a quasi 40 anni, tra accuse di irregolarità, errori del dei sistemi di riconoscimento biometrici e un blackout di internet. Il suo nuovo mandato inizierà a maggio 2026. (L.M.) (Agenzia Fides 20/1/2026)


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