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2013-06-27

AFRICA/SIERRA LEONE - Si è spento p. “Bepi” Berton, l’apostolo dei ragazzi-soldato della Sierra Leone

Freetown (Agenzia Fides)- p. Giuseppe Berton, missionario saveriano, apostolo dei ragazzi-soldato in Sierra Leone si è spento la sera del 25 giugno, nella casa madre dei saveriani a Parma.
In una nota inviata all’Agenzia Fides l’attuale superiore dei Saveriani p. Carlo Di Sopra lo ricorda così : “Padre Bepi in Sierra Leone è sempre stato un vulcano attivo, pieno di intraprendenza umana e missionaria, anche grazie alla collaborazione di agenzie come la CRS statunitense, la Caritas e di amici e benefattori italiani. In tutte le attività e iniziativa, puntava a questo: formare persone – uomini e donne – libere, coscienti e autosufficienti, capaci di sostenere la propria famiglia e far sviluppare la società. Ora “il vulcano” si è spento, ma sulla sua terra lavica migliaia di persone hanno messo radici profonde e porteranno frutto”.
Un altro confratello, p. Vincenzo Munari, dice: “Ho vissuto gli ultimi anni a Kissy (Freetown) con p. Bepi Berton. Quello che più mi meraviglia è che così tanti lo conoscono, specialmente nella periferia di Freetown! È sulla bocca di tutti, tanto che anche quando passo io, pur non assomigliandogli affatto, i bambini gridano: “Padre Berton! Padre Berton!”.
La sua attività con i bambini – soldato gli ha permesso di tenere contatti e rapporti con migliaia di ragazzi e ragazze, che ora sono i giovani più intraprendenti di Freetown. Grazie al suo affetto e incoraggiati dal suo aiuto, hanno potuto avviare una piccola attività, riscattandoli da un doloroso passato, che tutti vogliono dimenticare”.
Dal giugno dello scorso anno era in cura a Parma. Ultimamente aveva fatto un mese di ospedale ed era stato dimesso il 19 giugno. Nato a Marostica (Vicenza) il 5 febbraio 1932, aveva 81 anni compiuti.
Dal 1973 fino alla vigilia della morte, padre Giuseppe – a tutti noto come “padre Bepi” - vive e lavora in Sierra Leone, dedicandosi soprattutto alla pastorale missionaria e all’attività sociale, nella diocesi di Makeni e poi nella capitale Freetown.
Durante la decennale guerra in Sierra Leone (1992-2000), ha vissuto le drammatiche vicende del rapimento da parte dei ribelli, che abusavano anche dei bambini-soldato per le mutilazioni, uccisioni e violenze di ogni tipo. Da allora aveva avviato progetti che hanno permesso di recuperare migliaia di ragazzi e ragazze e restituendoli pian piano alla vita normale e alla società.
In un’intervista a Fides rilasciata nel 2004 (vedi Fides 29/1/2004) p. Berton diceva: “La sfida più importante che dobbiamo affrontare è quella di recuperare l’identità di queste persone. Sono ancora bambini, perché hanno saltato alcune tappe della loro evoluzione psicologica, ma hanno anche vissuto già esperienze terribili nel corso della guerra civile. Avendo partecipato alle violenze che hanno sconvolto il paese, inoltre, la popolazione civile non sempre riesce ad accettarli ed aiutarli a ritrovare un’esistenza normale”.
Per questa suprema dedizione, padre Berton ha ricevuto in vita vari riconoscimenti di prestigio da Organismi internazionali, tra cui l’Onu. Nel 2001, l’allora segretario dell’Onu Kofi Annan volle incontrare di persona il missionario e visitare il centro di riabilitazione di Kissy, alle porte di Freetown. In seguito a questa visita, padre Berton fu chiamato a testimoniare in vari congressi internazionali, riscuotendo l’attenzione di gremite assemblee, come “esperto in recupero umanitario”. (L.M.) (Agenzia Fides 27/6/2013)

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