ASIA/PAKISTAN - A Mariamabad la memoria di padre Frank Van Butsele, missionario Cappuccino che diede la vita per il Vangelo

giovedì, 1 ottobre 2026

OFM Cap Lahore

Lahore (Agenzia Fides) – In vista della della festa di San Francesco d’Assisi, nell'ottavo centenario della sua morte (1226-2026), la comunità cattolica del villaggio di Mariamabad, nel Punjab pakistano, guarda alla propria storia e affida ancora una volta alla Vergine Maria il cammino della missione. Nella “Città di Maria”, uno dei luoghi più significativi della presenza cattolica in Pakistan, il ricordo dei missionari Cappuccini belgi rimane vivo soprattutto nella memoria di padre Frank Van Butsele, il frate che donò la sua vita alla gente del Punjab e morì assassinato nella chiesa di Mariamabad 1953, a soli 40 anni, nel luogo stesso in cui aveva svolto il suo ministero.

Mariamabad, oggi sede del Santuario mariano nazionale del Pakistan, è nata alla fine dell’Ottocento dall’opera dei Cappuccini fiamminghi. Nel 1892 il vescovo cappuccino belga Emmanuel Van Den Bosch acquistò circa 150 acri di terreno per dare una casa e una possibilità di riscatto a famiglie cristiane povere e sottoposte a discriminazioni. Nel gennaio 1893 le prime tre famiglie cristiane si trasferirono, accompagnate dai missionari francescani, in quella terra che sarebbe stata chiamata "Maryabad", “Città di Maria”. Padre Felix van de Putte, arrivato nel 1896, ne promosse lo sviluppo agricolo, sociale e religioso e guidò la costruzione della chiesa di Santa Maria e San Giuseppe, consacrata nel 1898.

In questa lunga storia si inserisce la figura di padre Frank Van Butsele, nato a Ronse, in Belgio, nel 1913. Entrato tra i Cappuccini nel 1930 e ordinato sacerdote nel 1937, dedicò circa quindici anni alla missione nel subcontinente indiano. Lavorò ad Amritsar (allora in India) e successivamente nel Pakistan appena nato dopo la "partizione". Le fonti storiche cappuccine lo ricordano come uomo di fede e di carità, profondamente animato dalla devozione alla Vergine Maria, legato alla popolazione e alla sua missione, impegnato nella catechesi, nella formazione dei catechisti, nella cura delle comunità. A Mariamabad (come verrà successivamente ribattezzato luogo), assunse la responsabilità della missione e si adoperò per la pastorale, lo sviluppo e la diffusione della devozione mariana, la promozione umana e sociale delle famiglie cattoliche.

Il suo nome è rimasto legato in modo particolare alla nascita della tradizione del pellegrinaggio mariano. Nel 1949, pochi anni prima della sua morte, padre Frank contribuì a trasformare la chiesa di Mariamabad in un centro di devozione mariana e ad avviare il pellegrinaggio annuale dell’8 settembre, festa della Natività della Vergine Maria. Quella intuizione è diventata nel tempo una delle espressioni più significative della fede cattolica in Pakistan. Ancora oggi il santuario richiama ogni anno centinaia di migliaia di pellegrini e rappresenta anche un luogo di incontro, di dialogo, di preghiera tra cristiani e musulmani (vedi Fides 4/9/2026).

Padre Frank morì il 2 novembre 1953, all’interno della sua chiesa di Mariamabad. Venne ucciso con un pugnale da un uomo, Diwan Masih (che egli aveva anche aiutato) in un contesto di forte instabilità, sei anni dopo la nascita del Pakistan, in una regione ancora segnata dalle profonde fratture lasciate dalla Partizione del 1947 tra India e Pakistan, che aveva provocato migrazioni di massa e violenze tra comunità religiose. Fu ucciso in chiesa, davanti ai suoi parrocchiani, mentre pregava.
La sua morte non ha interrotto, anzi ha rinsaldato la storia di missione iniziata dai francescani. Il sacrificio di padre Frank, ucciso da innocente, è entrato nella memoria della comunità come parte della stessa storia della missione: la presenza dei missionari europei è divenuta sorgente per la nascita di vocazioni locali al sacerdozio e alla vita consacrata, consentendo così la crescita Chiesa locale. La missione dei Cappuccini ha cercato di accompagnare persone povere ed emarginate annunciando il Vangelo, ma anche costruendo comunità, scuole, opere sociali, promuovendo la dignità della persona.

A Mariamabad questa eredità continua oggi davanti alla statua della Vergine. Il Santuario, nato dalla missione dei Cappuccini belgi, è diventato un luogo nel quale cristiani e fedeli di altre religioni si ritrovano per affidare a Maria le proprie preoccupazioni e speranze. In questo luogo che la Chiesa del Pakistan ricorda padre Frank, che è sepolto nel cimitero di Mariamabad, alla vigilia della festa di San Francesco: non soltanto come una figura del passato, ma come dono del Signore in una storia missionaria che è viva ancora oggi. Il seme piantato da quei missionari continua a portare frutto nella comunità cattolica pakistana.
La missione di oggi viene affidata a Maria, alla quale il villaggio di Mariamabad è consacrato fin dalle sue origini. A distanza di oltre settant’anni dalla morte di padre Frank, la “Città di Maria” custodisce e dona ai fedeli di oggi la memoria dei suoi missionari; nello stesso tempo, a guarda avanti con speranza e benedice la vita dei cattolici nella "terra dei puri".
(PA) (Agenzia Fides 1/10/2026)


Condividi: