O.SS.T.
di Antonella Prenna
Moramanga (Agenzia Fides) – Dopo il ritiro dei missionari dalla Missione del Benadir, nell'antica Somalia, i Trinitari proseguirono la loro missione redentiva nella grande isola del Madagascar, dove inviarono i primi cinque pionieri, due dei quali provenivano proprio dall'esperienza somala. “I primi missionari dell’Ordine della Santissima Trinità e degli Schiavi partirono per la Somalia nel 1907, ma furono costretti ad andare via nel 1924 per le pressioni delle autorità”, ha detto al riguardo all’Agenzia Fides p. Luigi Buccarello, Ministro Generale O.SS.T.
Il 4 giugno 1926 i cinque pionieri trinitari, dopo aver ricevuto la benedizione e il Crocifisso nella chiesa di San Tommaso in Formis a Roma, partirono insieme al Ministro Generale, padre Saverio dell'Immacolata. Il 2 agosto sbarcarono nel porto di Tamatave, in Madagascar. Come riporta padre Daudet Maximilien, Consigliere Generale dell'Ordine, il 7 agosto raggiunsero in treno Antananarivo, dove rimasero circa un mese per familiarizzare con le lingue malgascia e francese. Successivamente si stabilirono a Miarinarivo, circa cento chilometri a ovest della capitale, destinazione loro assegnata.
Fin dall'inizio i missionari si dedicarono allo studio della realtà locale per individuare le strategie pastorali più adatte e rispondere alle esigenze dell'evangelizzazione. La loro attività si sviluppò attorno a tre principali ambiti.
Il primo consisteva nelle tournées apostoliche, cioè nelle visite sistematiche ai villaggi, alle quali dedicarono gran parte del loro tempo, vista la vastità del territorio e la dispersione delle comunità cristiane. Il secondo riguardava la formazione degli operatori pastorali, in particolare dei catechisti, mediante la creazione di un Centro di Formazione Catechetica destinato alla preparazione iniziale e all'aggiornamento permanente. Il terzo ambito comprendeva la costruzione di chiese e delle strutture indispensabili all'evangelizzazione, come scuole e sale polivalenti, oltre al recupero degli edifici ecclesiastici ormai degradati.
La presenza dei Missionari Trinitari in Madagascar si è sviluppata attraverso un costante impegno di evangelizzazione, rispettoso della cultura e delle tradizioni locali. Nonostante difficoltà e sofferenze, la loro opera ha portato alla crescita pastorale, educativa e sociale delle comunità cristiane.
Un obiettivo centrale della missione fu la creazione di Chiese locali autonome. Nel 1939 Papa Pio XII eresse il Vicariato Apostolico di Miarinarivo, primo territorio africano affidato ai Trinitari.
Successivamente su proposta della Sacra Congregazione di Propaganda Fide, oggi Dicastero per l'Evangelizzazione, Sezione per la Prima Evangelizzazione e le Nuove Chiese Particolari, i missionari estesero la loro opera alla regione del Melaky. Il 13 gennaio 1949 Papa Pio XII elevò la missione di Tsiroanomandidy a Prefettura Apostolica e, il 9 aprile 1959, Papa Giovanni XXIII la eresse a diocesi, nominando come primo vescovo padre Angelo Martínez. La Sacra Congregazione di Propaganda Fide affidò inoltre ai Missionari Trinitari la nuova missione nella regione di Ambatondrazaka, dove furono destinati i missionari italiani. Il 21 maggio 1959 Papa Giovanni XXIII eresse la diocesi di Ambatondrazaka, nominandone primo vescovo padre Francesco Vollaro.
Nel corso degli anni la presenza dei Trinitari ha favorito la nascita di nuove comunità cristiane, l’aumento dei battezzati e il consolidamento della Chiesa sul territorio. Dagli anni Novanta si è registrato un forte incremento delle vocazioni locali, con l’apertura di nuove case di formazione.
Attualmente i Trinitari sono presenti in dodici delle ventidue diocesi del Madagascar e operano anche in due diocesi italiane. La Provincia Trinitaria del Madagascar conta numerosi religiosi, sacerdoti, studenti e novizi, impegnati sia nelle diocesi malgasce sia in altre realtà dell’Ordine nel mondo. La missione ha dato anche il frutto significativo di cinque vescovi trinitari: Giuseppe Di Donna, Ángel Martínez, Francesco Vollaro, Antonio Scopelliti e Gustavo Bombin.
Dopo cento anni di presenza, il piccolo seme della missione trinitaria in Madagascar è diventato una realtà feconda per la Chiesa e per l’Ordine, chiamata a continuare il proprio servizio come segno di speranza, liberazione e misericordia.
(Agenzia Fides 1/8/2026)