AMERICA/PERÙ - “In persona Christi Capitis”: le Chiese latinoamericane si interrogano sull’identità dei sacerdoti davanti alle nuove urgenze pastorali

martedì, 14 luglio 2026 chiese locali   sacerdoti   formazione   vocazioni   seminari  

di Laura Gómez Ruiz

Lima (Agenzia Fides) – Dal 13 al 17 luglio si svolge in Perù l’Incontro nazionale dei sacerdoti “In persona Christi Capitis”, un’iniziativa che riunisce presbiteri provenienti dalle 46 circoscrizioni ecclesiastiche del Paese, sul tema “Identità, spiritualità e missione del presbitero come presenza sacramentale di Cristo Sposo, Capo e Pastore”.
L’incontro nasce con l’obiettivo di rafforzare la fraternità sacerdotale e approfondire l’identità del ministero ordinato, in un contesto segnato da una emergenza affrontata da molte Chiese latinoamericane: il calo delle vocazioni e la necessità di formare pastori capaci di rispondere alle nuove realtà pastorali.

L’iniziativa peruviana si inserisce nella sollecitudine condivisa da diverse Chiese del Continente: come accompagnare la vita dei sacerdoti e promuovere una formazione integrale che permetta di affrontare in modo appropriato gli attuali cambiamenti sociali ed ecclesiali.
L’urgenza non riguarda soltanto il numero dei ministri disponibili, ma soprattutto la preparazione di presbiteri con una solida maturità umana, spirituale, intellettuale e pastorale, capaci di ascoltare, discernere e camminare accanto al popolo di Dio.

La stessa attenzione è emersa recentemente nella Chiesa in Colombia. Durante la 121ª Assemblea plenaria della Conferenza episcopale, i vescovi hanno riflettuto sulla formazione sacerdotale in un contesto di diminuzione delle vocazioni, sottolineando l’importanza di preparare presbiteri con una profonda vita spirituale e una rinnovata capacità di accompagnamento pastorale (vedi Fides, 06/07/2026). Durante la celebrazione eucaristica conclusiva dell’Assemblea, il Vescovo Germán Medina Acosta, Segretario generale della Conferenza episcopale colombiana, ha sottolineato la necessità di “formare sacerdoti con cuore di pastore, uomini di preghiera e di discernimento, prudenti, semplici e liberi, capaci di camminare con il popolo di Dio e annunciare il Vangelo con gioia e speranza”. Il Vescovo ha aggiunto che “solo una Chiesa che si lascia convertire può formare ministri capaci di accompagnare la conversione del popolo di Dio”, ricordando inoltre che “non possiamo rinnovare i seminari se prima non rinnoviamo il nostro modo di essere pastori”.

Anche in Paraguay la Chiesa sta riflettendo sulla medesima esigenza e durante la 248ª Assemblea generale ordinaria, i vescovi hanno analizzato la realtà ecclesiale del Paese, individuando alcune linee di azione per i prossimi anni.

Pur partendo da situazioni differenti, le Chiese latinoamericane convergono sulla necessità di rafforzare l’identità sacerdotale e preparare pastori pronti a accompagnare le comunità nei contesti attuali, così come sono.
In questo percorso si colloca l’incontro “In persona Christi Capitis” del Perù, come parte di un cammino condiviso volto a custodire la vocazione sacerdotale e rafforzarne la missione al servizio del popolo di Dio.
Papa Leone XIV, nella lettera inviata il 4 novembre 2025 al Seminario maggiore “San Carlos y San Marcelo” di Trujillo, in Perù, in occasione dei 400 anni dalla sua fondazione – istituzione nella quale egli stesso ha svolto il servizio di professore e direttore degli studi –,ricordava che il sacerdozio “non è una fuga da ciò che non si vuole affrontare, né un rifugio di fronte alle difficoltà affettive, familiari o sociali; non è neppure una promozione o una protezione, ma un dono totale dell’esistenza”. Il Pontefice inoltre sottolineava che la formazione sacerdotale è anzitutto un cammino di configurazione a Cristo, nel quale “la rettitudine dell’intenzione significa poter dire ogni giorno, con semplicità e verità: ‘Signore, voglio essere il tuo sacerdote, non per me, ma per il tuo popolo’ ”.
(Agenzia Fides 14/07/2026)


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