AFRICA/ETIOPIA - Nella Prefettura Apostolica di Robe tanti piccoli progetti al servizio della pre-evangelizzazione

martedì, 30 giugno 2026

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Robe (Agenzia Fides) – “All’inizio di giugno ho visitato la Comunità di Kokossa che ho visto nascere, quando ormai 18 anni fa iniziai, con le Suore di Madre Teresa, la prima presenza e la prima predicazione”. Lo racconta all’Agenzia Fides padre Angelo Antolini, OFM cap., Prefetto della Prefettura Apostolica di Robe della quale fa parte la comunità di Kokossa. “Ora – prosegue il missionario Cappuccino - nel piccolo compound di 200 metri quadri, che comprende la cappellina e la casa del sacerdote, si riuniscono 150 fedeli, che il Signore si è scelto tra i più poveri della zona”.
Don Nicola, sacerdote fidei donum di Padova (vedi Agenzia Fides 11/6/2026), serve con grande cura e zelo questi fratelli e sorelle da Adaba, altra comunità della Prefettura Apostolica di Robe, dove vive con gli altri missionari a 98 km di distanza.

“A Kokossa sperimento sempre quel moto di commozione simile a quello di Gesù quando guardandosi attorno vide che il Padre gli stava dando come seguaci i più semplici, poveri, insignificanti per il mondo: ‘Ti glorifico Padre perché hai rivelato i tuoi misteri a questi …. e li hai nascosti ai sapienti di questo mondo…’ – prosegue padre Angelo. “Abbiamo battezzato dieci adulti e cresimato 16 già battezzati. In questo mese ho avuto modo di passare quasi dieci giorni di fila a Robe, cosa che non capita spesso, così mi sono dedicato alla sistemazione del compound.”

Da 7 anni, in diverse aree della Prefettura Apostolica di Robe ci sono i missionari di Villaregia e, attualmente si stanno preparando ad un altro grande passo che prevede il loro trasferimento definitivo a Ginnir, sempre nella zona di East Bale in Oromia. “A metà settembre 2025 hanno concluso il progetto delle mucche da latte - spiega p. Angelo - ed ho pensato di investire con un bel gregge di pecore, che richiedono molto meno impegno, personale e spese”.

“Nel settore della autogestione dell’ospedale (vedi Agenzia Fides 7/2/2023), obiettivo quasi impossibile, ma ci lavoriamo comunque, stiamo continuando con calma, a seconda delle offerte che arrivano, al progetto ’pane che cura’. Abbiamo già due mulini funzionanti e un magazzino, ora ho iniziato a costruire il riparo per la legna per il forno. Ho avviato anche l’allestimento di un pollaio per galline ovaiole e presto inizierò la costruzione del forno a legna. Intanto mi sono procurato i mattoni refrattari, cosa non semplice, perché in Etiopia non si fanno. Per alcuni giorni sono stato a Gode per accompagnare con l’Eucaristia la piccola e viva Comunità. La nuova cappellina è quasi al termine. Verrà dedicata a Charles de Foucauld, il maestro della vita silenziosa nel deserto, nel mondo islamico. Che ci protegga e ci aiuti a vivere nel silenzio adorante dell’amore di Dio per tutti. Rientrando da Gode, mi sono fermato a Adaba due giorni, per il Consiglio Pastorale della Prefettura, momento molto importante per la revisione del piano pastorale triennale e per la programmazione dei prossimi tre anni.”

Il Prefetto Apostolico conclude la sua testimonianza ricordando che in questi giorni si chiude l’anno scolastico nelle 10 scuole primarie e 11 asili infantili che la Prefettura gestisce e dove attendono più di 5 mila alunni. È il servizio sociale alla nostra società, preparando meglio che possiamo i futuri cittadini e guide della nostra società. Un impegno che ci coinvolge molto e che richiede anche tanti sforzi economici. È anche una forma di pre-evangelizzazione, dato che la maggioranza dei nostri alunni sono di religione mussulmana. Si preparano chiusure d’anno scolastico molto vive e festose con la presenza delle famiglie, come è tradizione in Etiopia.”
(AP) (Agenzia Fides 30/6/2026)

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Cappella di Gode quasi alla fine

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