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Mindanao (Agenzia Fides) – Continuano a susseguirsi centinaia di scosse di assestamento dopo il terremoto di magnitudo 7.8 registrato lo scorso 8 giugno dell'isola meridionale di Mindanao (Vedi Agenzia Fides 9/6/2026). Nello specifico si tratta di eventi sismici di minore entità registrati il 15 giugno scorso che fortunatamente non hanno aggravato la situazione ancora molto precaria per le popolazioni colpite. Il bilancio delle vittime rimane ancora provvisorio, numerose persone risultano ancora disperse, come anche infrastrutture gravemente danneggiate con conseguenti problemi di accessibilità alle zone colpite.
Tra gli interventi a favore delle popolazioni, Camillian Disaster Service (CADIS) International, l’organizzazione umanitaria dell’Ordine dei Ministri degli Infermi (Camilliani), sta mobilitando un'operazione di soccorso a favore dei sopravvissuti. Secondo quanto riferito dai Camilliani, le popolazioni indigene vulnerabili, le comunità Moro, i pescatori e le famiglie contadine rurali sono quelli maggiormente colpiti.
Il bilancio fornito da CADIS, riporta all’11 giugno 2026 un impatto umanitario devastante che continua ad aumentare. I decessi segnalati sono 61, i feriti 688, i dispersi 40, 75.324 le famiglie colpite, 12.641 le case danneggiate (2.289 completamente distrutte). Migliaia di famiglie rimangono sfollate, dormono all'aperto in rifugi di fortuna o in affollati centri di evacuazione. Gli sfollamenti sono causati dal timore di crolli strutturali, proprio a causa delle scosse di assestamento, tra cui una di magnitudo 5,9 registrata il 10 giugno. Le stime preliminari riportano compromesse strutture essenziali come ospedali e scuole, strade, ponti, reti di comunicazione e linee elettriche. Inoltre, le continue interruzioni delle comunicazioni e le strade impraticabili fanno sì che diversi ‘barangay’ sulla costa e dell'entroterra rimangano isolati, ritardando la consegna degli aiuti essenziali e la valutazione completa dei danni. Sono ancora migliaia le famiglie in attesa di aiuti.
L’organizzazione umanitaria dei missionari Camilliani è guidata dalla sezione di Mindanao della CTF Filippine in collaborazione con altre agenzie di risposta locali come il Consortium for People’s Development Disaster Response (CPDDR) e la Sisters Association of Mindanao (SAMIN). Da una rapida valutazione, Cadis International sollecita il bisogno urgente di beni essenziali tra i quali riso, pacchi alimentari e acqua potabile pulita. Alloggi di emergenza, teloni, fogli di plastica, materiali da costruzione, coperte e materassini. Forniture di primo soccorso, medicinali essenziali e kit per l'igiene. Supporto psicosociale, in particolare per i bambini e le famiglie sfollate. Le organizzazioni comunitarie locali hanno già avviato operazioni di soccorso, nonostante le risorse siano estremamente limitate.
Le Filippine hanno una lunga e drammatica storia sismica. Il Paese si trova infatti lungo l’Anello di Fuoco del Pacifico, una delle zone più attive del pianeta. Negli ultimi anni, è stato colpito da diversi terremoti significativi: il 30 settembre del 2025 un forte sisma, di magnitudo 6,9, ha distrutto o danneggiato numerosi edifici all'estremità settentrionale dell'isola di Cebu (vedia Agenzia Fides 2/10/2025); nel 2019 una serie di scosse devastanti nell’isola di Mindanao causò ingenti danni (vedi Agenzia Fides 16/12/2019); nel 2013 il terremoto di Bohol, di magnitudo 7. 2, distrusse chiese storiche e provocò oltre 200 vittime (vedi Agenzia Fides 18/10/20213). Nel 1976 un forte sisma generò uno tsunami catastrofico che uccise migliaia di persone.
(AP) (Agenzia Fides 17/6/2026)