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di Pascale Rizk
Roma (Agenzia Fides) - “Sebbene la confusione e il conflitto siano diffusi oggi in tutto il mondo, accostiamoci ai nostri fratelli e sorelle con la compassione e lo spirito di unità che ci ha insegnato Gesù Cristo, e camminiamo insieme lungo la via del dialogo e dell’amore.” È questo l’invito che il Cardinal Lazzaro You Heung-sik, Prefetto del Dicastero per il Clero, ha rivolto ai cattolici coreani raccolti nella Basilica Papale di San Paolo Fuori le Mura, nell’omelia della messa celebrata stamattina in occasione della visita in Italia del Presidente coreano Lee Jae-Myungin in programma dal 13 al 15 giugno.
Alla fine della messa, lo stesso Presidente Lee, cristiano protestante, ha letto dall’altare della Basilica papale un discorso intenso e suggestivo.
Ispirandosi alle parole del Profeta Isaia («Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci», il Presidente ha invitato «tutti a pregare insieme affinché queste preziose Parole possano realizzarsi in tutto il nostro Paese», in un mondo dove si registrano «conflitti sempre più intensi e una profonda incertezza» e dove «La penisola coreana non fa eccezione».
Camminando con speranza verso la GMG di Seoul
In vista della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) in programma a Seoul nell’agosto 2027, la visita del Presidente coreano a Roma rappresenta anche l’occasione per rendere manifesto il grande impegno profuso dal governo corna nel sostenere e promuovere l’evento, che porterà nella capitale sud coreana moltitudini di giovani provenienti da tutti i Continenti. «L’anno prossimo» ha detto tra l’altro il Capo di Stato coreano «Seoul ospiterà la Giornata Mondiale della Gioventù. Sarà un'occasione importante per i giovani da ogni angolo del mondo per rafforzare i legami di l'amicizia e abbracciare i valori della pace e della solidarietà al di là dei confini nazionali, linguistici e culturali. Non vedo l’ora» ha confidato Lee «di dare il benvenuto ai giovani provenienti da tutto il mondo a Seul – coloro che attraverseranno i limiti imposti dalle linee del fronte, dal filo spinato e dai confini».
La gratitudine del Presidente per l’opera della Santa Sede
Soffermandosi sull’importanza della data odierna, il Presidente Lee ha richiamato l’incontro realizzatosi tra le due Coree 26 anni fa, che aveva prodotto la ‘Dichiarazione congiunta Nord-Sud del 15 giugno ’ che «aveva aperto una nuova porta verso la speranza per la pace nella penisola coreana». «Le famiglie» ha sottolineato il Presidente «si sono ricongiunte. L'assistenza umanitaria è stata ampliata. Sono seguiti scambi e visite. Ancora oggi» ha aggiunto «le braci di quella speranza sono ancora vive», ribadendo che «il popolo della Repubblica di Corea non ha mai hanno vacillato nella loro fiducia nella pace e nella democrazia», nonostante l’interruzione dei «canali di dialogo, la sfiducia e la tensione» che regnano oggi nella Corea, quando una volta «il Sud e il Nord parlavano all’unisono».
Il Presidente della Corea del Sud ha rivendicato le sue scelte politiche volte a «allentare le tensioni», bloccando anche «la distribuzione dei volantini e le trasmissioni via altoparlante dirette verso il Nord», e ha avuto parole di gratitudine per l’opera della «Chiesa cattolica in Corea, nata come comunità volontaria di fedeli laici, temprata dalle persecuzioni». Lee ha affermato che la Chiesa cattolica in Corea «ha sempre sostenuto con fermezza il popolo coreano, rispettando la dignità umana e promuovendo la pace e solidarietà in ogni prova che la nostra società ha dovuto affrontare». Non sono mancate espressioni di gratitudine verso «la Santa Sede per il suo sostegno incondizionato e costante attenzione all'intero processo».
Un viaggio di alta valenza diplomatica
Radunata intorno ai sacerdoti e Vescovi coreani, i cattolici coreani convenuti nella Basilica papale hanno pregato anche per invocare anche il dono della pace e della concordia presso la tomba di San Paolo, l’apostolo delle Genti, che annuncio Cristo a perone e popoli appartenenti a culture e tradizioni filosofiche diverse.
La celebrazione eucaristica ha visto la partecipazione di centinaia di coreani arrivati da diverse parti dall’Italia. Celebrata anche con l’intenzione di pregare per invocare il dono della pace, la liturgia eucaristica è stata animata da canti e musiche eseguiti dagli studenti coreani del Pontificio Istituto di Musica Sacra. Alla messa hanno preso parte anche l’Ambasciatore coreano presso la Santa Sede Hyung-sik Shin e l’Ambasciatore coreano presso la Repubblica italiana Choon-goo Kim e diversi diplomatici di altri Paesi.
Nella sua prima visita in Europa dopo la sua elezione, il Presidente Lee ha dapprima raggiunto Brussels per prendere parte alle celebrazioni per i 125 anni di rapporti diplomatici con il Belgio e partecipare al vertice UE-Repubblica di Corea, summit in cui la Corea del Sud e l'UE hanno concordato di rafforzare la cooperazione in materia di commercio, investimenti, tecnologie digitali. In Italia, il Presidente del Paese asiatico era stato preceduto dalla sua consorte Kim Hea Kyung, che nei giorni scorsi aveva anche incontrato alcuni membri della comunità coreana cattolica presente a Roma presso il Pontificio Collegio coreano, accolto dal Rettore, padre Jeong Ui Chul Damaso. “Da parte sua, il governo della Repubblica di Corea, non lesinerà alcuno sforzo per offrirvi il nostro pieno sostegno” ha dichiarato il Presidente, auspicando anche che le parole di Gesù «Coraggio! Io ho vinto il mondo» possano essere d'ispirazione per i più giovani generazioni, come lo furono per i primi discepoli.
Dopo gli incontri con le autorità italiane, il Presidente Lee insieme alla moglie hanno passato la mattinata insieme alla comunità coreana in Italia.
La visita a Papa Leone XIV, in programma nella mattinata di lunedì 15 giugno, rappresenta l’ultimo impegno di rilievo del Presidente Lee nel suo viaggio in Italia, prima di proseguire il suo tour europeo in Francia, in occasione del summit del G7.
In Corea, “Nazione divisa” dal 1945, la linea di demarcazione tracciata lungo il 38esimo parallelo continua a rappresentare il segno di una lacerazione che sembra perpetuarsi a dispetto dei diversi tentativi - finora falliti - di avviare processi di pacificazione e riunificazione. A partire dal 1998 si sono tenuti diversi vertici intercoreani, seguiti da ulteriori incontri nel 2000, nel 2007 e nel 2018 quando ebbero luogo dli incontri più significativi tra il leader nordcoreano Kim Jong-un e l’allora Presidente sudcoreano Moon Jae-in.
Il 4 giugno 2026, durante il Dialogo di Ulan Bator in Mongolia, il ministro sudcoreano per l'Unificazione Chung Dong-young ha proposto di istituire un tavolo a quattro che coinvolga la Corea del Sud, la Corea del Nord, gli Stati Uniti e la Cina con l’obiettivo determinare una situazione di pace perdurante nella penisola coreana. Nella scia dell’inaugurazione del 2026 come anno della coesistenza pacifica nella penisola coreana, Dong-young ha suggerito di includere la Mongolia, il Giappone e la Russia nelle fasi successive delle trattative. Nell’ultimo giorno del vertice APEC nel novembre del 2025, il Presidente Lee si è impegnato a portare avanti misure efficaci per garantire la pace su tutta la penisola, nell’obiettivo di inaugurare una “nuova epoca” di coesistenza pacifica e prosperità condivisa. In precedenza, aveva promesso di ripristinare i canali di dialogo sospesi e di porre fine agli “atti ostili e inutili”per porre fine al tempo delle ostilità attraverso “lo scambio la normalizzazione dei rapporti e la denuclearizzazione. “Abbiamo chiarito che non puntiamo né a un'unificazione tramite né l'assorbimento, né la concorrenza unilaterale tra sistemi. Continueremo a impegnarci per prevenire incidenti militari appianare le divergenze e ricostruire un clima di fiducia” ha ribadito il presidente coreano oggi nella sua parola alla diaspora coreana in Italia.
( Agenzia Fides 14/06/2026)