Leone XIV a Pavia: alle fonti di uno stile missionario agostiniano

venerdì, 19 giugno 2026

di Marie-Lucile Kubacki

Roma (Agenzia Fides) - La visita di papa Leone XIV a Pavia, sabato 20 giugno, assume un significato simbolico. è come un ritorno di un Pontefice agostiniano alle radici spirituali.
Presso la basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, dove sono custodite da secoli le reliquie di sant’Agostino, si manifesta infatti il legame profondo tra Papa Prevost e il “Doctor Gratiae”.

Più di tredici anni prima di diventare Papa, quando era ancora priore generale dell’Ordine di sant’Agostino, Robert Francis Prevost in una intervista descriveva così l’identità della sua famiglia religiosa: «Il Papa nel sec. XIII ci ha dato un’identità che ha due ambiti di riferimento. Uno è chiaramente Agostino: fonte di dottrina, speranza e luce, egli ci dà il nostro carisma, vivere in comunità secondo la sua Regola. Per l’altro aspetto dobbiamo rifarci ai tempi della nostra fondazione giuridica: il sec. XIII è per la Chiesa l’epoca degli Ordini mendicanti, espressione per trovare una maniera nuova di risposta alle necessità dei tempi. È questa una fonte importante per la nostra storia». Una prospettiva che unisce radicamento nella tradizione e attenzione alle urgenze del proprio tempo.

Nell’intervista, raccolta da Antonello Sacchi e pubblicata nel volume "Sant’Agostino a Pavia" (Ancora, 2012), l’allora padre Prevost insisteva sulla natura aperta e disponibile del carisma agostiniano: «L’Ordine non è stato fondato con un fine specifico: il nostro carisma non è lavorare negli ospedali o nelle scuole. Parte fondamentale della nostra vita è rispondere ai bisogni del Popolo di Dio oggi. C’è sempre questa sfida: scoprire come meglio rispondere a questa necessità della Chiesa e del Popolo di Dio oggi! Lavoriamo in molte nazioni, siamo impegnati nell’educazione a vari livelli, l’Ordine lavora a livello teologico però non è solo quello: anche in campo di Missione siamo attivi, penso ad esempio alle missioni in America Latina, Asia, India; ricordo che i primi missionari a giungere nelle Filippine furono Agostiniani. Il nostro Ordine cresce oggi in Africa, America Latina, India, Filippine. L’Ordine oggi prende Agostino e l’esperienza degli Ordini mendicanti e forti di questo patrimonio di fede guardiamo alle necessità dei tempi.»

La giornata pavese di Leone XIV – l’incontro con il personale e e alcuni bambini in cura, con i genitori del Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, quello con la comunità agostiniana e ecclesiale, con i cittadini, la celebrazione della Parola e la venerazione delle Reliquie di S. Agostino – appare come una concreta attuazione di questa vocazione.

Alla domanda su cosa significhi San Pietro in Ciel d’Oro per l’Ordine, l’allora padre Prevost dichiarava nello stesso volume: «Per noi, usando le parole del papa Giovanni XXII che nel 1327 affidò agli Agostiniani la custodia del corpo di Sant’Agostino permettendoci di aprire il nostro convento presso la tomba del Santo, essere accanto al nostro maestro spirituale è molto importante perché ci troviamo con la responsabilità di custodire e promuovere il senso di devozione e rispetto e amore alla figura di Agostino da secoli, durante la storia della Chiesa, servizio che continua ancora oggi».

È precisamente questa vicinanza al Dottore della Grazia che Leone XIV viene a condividere come Vescovo di Roma, venerando le reliquie di Sant'Agostino. «La nostra presenza in questa città è la rappresentazione di ciò che vogliamo fare nel mondo», sottolineava infatti il Priore generale. 

In questo senso, ciò che l’Ordine vive presso la tomba di Agostino a Pavia manifesta ciò che cerca di vivere ovunque, nella predicazione, nella missione e nella ricerca di una comunione concreta.

A fine giornata il Papa secondo il programma diffuso nelle scorse settimane dalla Sala Stampa della Santa Sede, si reca a Sant’Angelo Lodigiano, patria di santa Francesca Saverio Cabrini, fondatrice delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù. Così, questa doppia visita dovrebbe permettere di approfondire ulteriormente la specificità dello stile missionario di colui che è dall’8 maggio 2025 è diventato papa Leone XIV. (Agenzia Fides 19/6/2026)


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