Beirut (Agenzia Fides) -254 morti e 1.165 feriti è questo il bilancio provvisorio pubblicato dalla Protezione Civile libanese degli attacchi aerei multipli e simultanei su diverse località libanesi compiuti dall’aviazione israeliana, ieri, 8 aprile.
Secondo la Protezione civile la ripartizione delle vittime è la seguente: a Beirut 92 morti, 742 feriti; periferia sud di Beirut 61 morti, 200 feriti; Baalbek/Hermel (est del Libano) 27 morti, 34 feriti; Nabatieh 28 morti, 59 feriti; Sidone 12 morti, 56 feriti; Tiro 17 morti, 68 feriti.
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha proclamato oggi, 9 aprile, una giornata di lutto nazionale "per le vittime degli attacchi israeliani, con la chiusura delle amministrazioni e delle istituzioni pubbliche, nonché dei comuni, le bandiere a mezz'asta e programmi mediatici adattati a questa tragedia nazionale".
Gli attacchi, molti dei quali hanno colpito il cuore di Beirut, hanno scatenato scene di panico nella capitale libanese durante l'ora di punta, tanto più che non erano stati anticipati da un preavviso alla popolazione civile di cercarsi un riparo, come avvenuto in altre occasioni.
Edifici in fiamme, auto carbonizzate e detriti ricoprivano le strade della capitale, percorse dalle ambulanze con le sirene spiegate. Tra i quartieri colpiti c’è pure quello dove è collocata l’Università Americana di Beirut.
Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver condotto il suo "più grande attacco coordinato" contro Hezbollah dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran. "In 10 minuti e simultaneamente in diverse aree, le forze israeliane hanno attaccato circa 100 posti di comando e infrastrutture militari" appartenenti a Hezbollah in tutto il Libano afferma comunicato delle IDF (Israel Defense Forces).
Il peggiore attacco al cuore del Libano è stato quindi condotto a poche ore dall’annuncio del cessate il fuoco tra Iran, da un lato, e Stati Uniti e Israele dall’altro, raggiunto grazie alla mediazione del Pakistan, dietro il quale si staglia l’azione cinese. Un risultato che appare essere frutto anche delle pressioni dell’ala MAGA (Make America Great Again) dell’Amministrazione Trump incarnata dal Vice Presidente Vance, che cerca di mettere fine a un conflitto visto come uno spreco di risorse. L’accordo- secondo Israele- non riguarda però il Libano, Al momento il cessate il fuoco nel Golfo sembra reggere (anche se sono stati segnalati alcuni attacchi con droni scagliati da Teheran contro i Paesi limitrofi) ma l’Iran ha annunciato di aver di nuovo chiuso lo Stretto di Hormuz in risposta agli attacchi israeliani contro Hezbollah in Libano.
In Iran inoltre sono state segnalate esplosioni nel perimetro tecnico della Centrale Nucleare di Bushehr; vi sono anche rapporti di incendi nella zona industriale di Mahshahr, dove si concentrano diverse industrie petrolchimiche iraniane e sono state segnalate esplosioni in diverse installazioni associate ai paramilitari Basij. Opera probabilmente di sabotaggi dei servizi segreti israeliani e/o americani. (L.M.) (Agenzia Fides 9/4/2026)