Manila (Agenzia Fides) – I Vescovi sono Successori degli Apostoli. E la successione apostolica che ricevono al momento della loro ordinazione episcopale è una successione nella missione: quella che Gesù stesso ha affidato ai suoi Apostoli prima di ascendere al Cielo.
Così il Cardinale Luis Antonio Gokim Taglie ha richiamato i fattori genetici che connotano la natura propria della successione apostolica, e ha ricordato come l’ufficio e l’operare di ogni vescovo ha la sua sorgente nella missione di annunciare la salvezza che Cristo stesso ha affidato alla Sua Chiesa.
L’occasione per riproporre il carattere proprio del ministero dei Vescovi, Successori degli Apostoli, è stata la liturgia per l’ordinazione episcopale di Samuel Naceno Agcaracar come Vescovo di San Jose a Nueva Ecija, nel nord delle Filippine.
La liturgia per l’ordinazione episcopale, presieduta dal Cardinale Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione (Sezione per la prima evangelizzazione e le nuove Chiese particolari) è stata celebrata sabato 17 gennaio.
“Molti” ha detto il Cardinale Tagle nella sua omelia “chiedono cosa è un Vescovo. E ce lo chiediamo anche noi Vescovi: noi, chi siamo?”
Per rispondere alla domanda, il Pro-Prefetto del DIcastero missionario ha preso spunto dalla lettura del Vangelo scelta per la liturgia di ordinazione: il finale del Vangelo secondo Matteo, dove Cristo risorto affida agli 11 apostoli incontrati in Galilea la missione di ammaestrare “tutte le genti battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”, promettendo di rimanere con loro “tutti i giorni, fino alla fine nel mondo”.
Gli Apostoli – ha spiegato il Cardinale Tagle – sono persone che sono “inviate” da Cristo. E ogni Vescovo è inviato a continuare la missione affidata ai primi Apostoli
Con la Successione apostolica i Vescovi non ricevono di per sé prestigio o privilegi, ma la stessa missione affidata da Cristo ai primi Apostoli. E l’ufficio episcopale - ha chiosato il Pro-Prefetto del Dicastero missionario – “Non è una ricompensa per buoni risultati, né una promozione a un rango più prestigioso. È una missione”.
Come gli Apostoli sono stati “inviati da Cristo”, anche ogni Vescovo - scrive Leahna Villajos sul website di Radio Veritas Asia, riportando le parole del Cardinale – “deve vivere la tensione tra il rimanere con Gesù e l'essere inviato da Lui. ‘Rimani andando, e vai rimanendo comunque con Gesù’ ”.
Una autorità da esercitare abbracciando i propri limiti
I Vescovi, nella loro missione, sono chiamati anche a esercitare la loro autorità episcopale. Ma “Non siamo chiamati a soppiantare l'autorità di Gesù”, ha sottolineato il Cardinale Tagle.
Tutta l’autorità rimane di Cristo. La stessa autorità con cui Lui ha operato attraverso le fragilità e i limiti dei primi Apostoli, trasformandoli in missionari.
“Abbracciare la tua debolezza” ha detto il Cardinale Tagle rivolto al nuovo Vescovo Agcaracar, appartenente alla Società del Verbo Divino (Missionari Verbiti) “non diminuirà la tua missione e autorità episcopale”. Mentre “Il vescovo che non è in grado di entrare in empatia con la debolezza degli altri usurpa l'autorità di Gesù”
Vescovi per tutte le nazioni
Nella parte conclusiva della sua omelia, il Cardinale Tagle, riprendendo il finale del Vangelo secondo Matteo, ha ricordato che i Vescovi, Successori degli Apostoli, sono chiamati a “andare e fare discepoli di tutte le nazioni”, e a esercitare la propria missione locale nella comunione che unisce la Chiesa universale. (GV) (Agenzia Fides 19/1/2026)