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Loppiano (Agenzia Fides) – “Il 7 dicembre scorso sono tornato da Gerusalemme a Roma, concludendo tre mesi molto belli e intensi di soggiorno in Terrasanta. Il programma di tre mesi a Gerusalemme, organizzato dai Missionari d’Africa, era la prima parte dell’anno sabbatico che ho la fortuna di vivere, dopo i dodici anni trascorsi a Roma nel Consiglio Generale”. Lo racconta all’Agenzia Fides padre Antonio Porcellato, della Società delle Missioni Africane (SMA), già Superiore Generale della Congregazione. “La seconda parte di questo anno sabbatico – prosegue il missionario - si svolge al centro di spiritualità ‘Claritas’ all’interno della cittadella del Movimento dei Focolari a Loppiano, a una trentina di chilometri da Firenze, e che si concluderà a giugno 2026.”
“Il soggiorno a Gerusalemme mi ha toccato profondamente – rimarca p, Antonio. Restarvi per tre mesi con la possibilità di visitare gran parte dei luoghi biblici e evangelici, con una guida qualificata è un privilegio che sarà difficile ripetere. Vedere con propri occhi i luoghi, toccare le pietre che testimoniano gli avvenimenti, collegare gli episodici biblici con il loro contesto ambiente geografico e il sociale ti permette di leggere e meditare la Sacra Scrittura con più profondità e con maggiore attenzione ai dettagli. Ne è nata una maggiore conoscenza e intimità con il Signore Gesù, specialmente visitando le cittadine della Galilea intorno al lago e frequentando spesso i luoghi di Gerusalemme come il Getsemani, a pochi passi dalla casa in cui abitavo, o il Santo Sepolcro facilmente accessibile a tutte le ore.”
“In effetti la guerra di Gaza aveva fatto quasi azzerare il numero di pellegrini. Questa è una tragedia nella tragedia perché priva di risorse economiche soprattutto i palestinesi. Per i pellegrini non ci sono pericoli e incoraggio tutti a programmare un viaggio in Terra Santa. Gerusalemme mi attira anche perché è un crogiuolo in cui si incontrano, si scontrano e si intrecciano le contraddizioni e le questioni fondamentali dell’umanità e delle religioni. Mi piaceva andare alla spianata del Tempio, dove ora sorgono la Moschea Al-Aqsa e la Cupola della Roccia. E’ uno spazio vasto, luminoso, carico di storia, di conflitti passati e presenti. Lì mi era facile rientrare in me stesso, dare spazio al silenzio, far emergere le questioni mie e quelle del mondo… e aprirmi all’ascolto e all’incontro con Dio”, conclude il missionario.
(AP) (Agenzia Fides 31/12/2025)