ASIA/CINA - L’insediamento del Vescovo Shen Bin a Shanghai

martedì, 4 aprile 2023 chiese locali   vescovi  

di Gianni Valente

Roma (Agenzia Fides) - Nella mattinata di martedì 4 aprile, il Vescovo cinese Giuseppe Shen Bin, a capo della diocesi di Haimen (provincia di Jiansu), si è insediato nella Diocesi di Shanghai.
La cerimonia – riporta il sito d’informazione cinese Xinde.org - è stata presieduta da padre Wu Jianlin, direttore del Comitato cattolico per gli affari educativi di Shanghai. Durante l’evento è stata letta la lettera della Conferenza dei vescovi cattolici cinesi che dispone il trasferimento del Vescovo Shen Bin alla guida della diocesi di Shanghai. Poi, dopo i discorsi del Vescovo di Pechino, Giuseppe Li Shan, e di alcuni sacerdoti della comunità di Shanghai, è intervenuto anche il Vescovo Shen Bin.
Nel suo discorso, il Vescovo Shen Bin ha affermato di voler portare avanti la «bella tradizione dell’amore alla Patria e alla Chiesa cattolica di Shanghai», nell’adesione ai principi di indipendenza e autogoverno. Il Vescovo ha richiamato anche l’urgenza di seguire la linea della «sinicizzazione della Chiesa in Cina» e la sua intenzione di «promuovere l’annuncio del Vangelo», secondo quella che è stata «la grande tradizione di Shanghai».
Alla cerimonia hanno partecipato circa 200 persone, compresi sacerdoti e suore della diocesi di Shanghai.
A Shanghai vive anche Taddeo Ma Daqin, ordinato Vescovo ausiliare nel giugno 2012, quando la diocesi era ancora guidata dal Vescovo gesuita Aloysius Jin Luxian. Ma Daqin era stato eletto Vescovo con il consenso sia della Santa Sede che del governo di Pechino. Poi, fin dal giorno stesso della sua ordinazione episcopale, era stato confinato nel seminario di Shanghai, perché alla fine della liturgia di consacrazione aveva espresso l’intenzione di abbandonare le cariche fino ad allora ricoperte nell’Associazione patriottica dei cattolici cinesi. La conferenza dei Vescovi cattolici cinesi gli aveva ritirato l’approvazione a svolgere il ministero episcopale e lo aveva sospeso per due anni anche dal pubblico esercizio el sacerdozio. Per tutto questo tempo, la Santa Sede ha riconosciuto e continua a riconoscere Ma Daqin come vescovo ausiliare di Shanghai.
Nel pomeriggio (ora italiana) di martedì 4 aprile, il Direttore della Sala Stampa vaticana, Matteo Bruni, in una comunicazione ai giornalisti ha riferito che “la Santa Sede era stata informata pochi giorni fa della decisione delle autorità cinesi” di trasferire il vescovo e “ha appreso dai media dell’avvenuto insediamento questa mattina”. “Per il momento – ha aggiunto Bruni - non ho nulla da dire riguardo alla valutazione della Santa Sede in merito”.
L’Accordo sottoscritto tra Santa Sede e governo cinese il 22 settembre 2018, rinnovato per due bienni consecutivi nel 2020 e nel 2022, e sempre definito “provvisorio” (provisional agreement), è circoscritto alla questione delle nomine dei Vescovi cinesi. Secondo le dichiarazioni d’intenti iniziali, l’Accordo avrebbe dovuto creare «le condizioni per una più ampia collaborazione a livello bilaterale». Allora fu scelta la via della gradualità, riconoscendo il dato di fatto che ogni percorso, anche il più complicato, si fa un passo alla volta, affrontando progressivamente le questioni aperte che condizionano la vita della Chiesa cattolica in Cina, confrontandosi a oltranza su ognuna di esse, fino a trovare una soluzione condivisa, senza mai operare strappi o prendere iniziative unilaterali, né da una parte né dall’altra.
Quando si avviano processi, si tiene sempre in conto che il cammino da percorrere potrà comportare momenti di stallo, difficoltà, o l'emergere di nuovi problemi. Previsioni di questo tipo erano state fatte da alti rappresentanti della Santa Sede già al tempo della firma dell’Accordo, che rimane un importante punto di arrivo e di ripartenza di un processo avviato da decenni.

Giuseppe Shen Bin è nato nel 1970 nella città di Qi Dong in una famiglia di lunga tradizione cattolica. Ha compiuto gli studi di filosofia a Shanghai, nel Seminario di Sheshan, e quelli di teologia nel Seminario Nazionale di Pechino. Ordinato sacerdote il 1° ottobre del 1996. È stato parroco e poi anche Vicario Generale a Haimen fino al 2008. Dopo la morte del Vescovo Yu Chengcai, Shen ha retto la Diocesi come Amministratore diocesano. Poi, il 21 aprile 2010, è stato ordinato Vescovo di Haimen con il mandato pontificio e il riconoscimento delle autorità politiche.
Ora Shen Bin viene indicato come un vescovo apprezzato e valorizzato dagli apparati del governo cinese. Ad agosto 2022 l’ultima Assemblea dei rappresentanti cattolici cinesi lo ha eletto Presidente del Conferenza dei Vescovi cattolici cinesi. A marzo, Shen Bin è stato uno dei tre vescovi cooptati nella squadra di 11 rappresentanti cattolici che hanno preso parte al XIV Comitato nazionale della Conferenza consultiva politica del popolo cinese.
Il Vescovo Shen Bin ha partecipato a due meeting internazionali per la pace organizzati dalla Comunità di Sant’Egidio a Münster e Osnabrück (settembre 2017) e a Bologna (ottobre 2018). «Vent’anni fa» ricordava Shen Bin in un’intervista pubblicata sulla testata online Vatican Insider nell’ottobre 2017 «non potevamo pregare pubblicamente per il Papa. Non potevamo citare la comunione con il Papa in nessun testo, in nessuna formula. Ora in ogni messa preghiamo per Papa Francesco. E ricantiamo addirittura gli inni per il Papa, quelli che fuori dalla Cina non si usano più». Nella stessa intervista, l’allora Vescovo di Haimen rimarcava come «Da tanto tempo abbiamo compreso che in Cina, per portare avanti le cose, conviene e a volte bisogna distinguere tra le questioni ecclesiali, di fede, e questioni economiche e amministrative, che di per sè non toccano il deposito della fede». E aggiungeva: «Gesù dice che dobbiamo essere astuti come serpenti e semplici come colombe». (Agenzia Fides 4/4/2023)


Condividi: