ASIA/INDIA - La comunità cattolica impegnata a combattere la diffusione della tubercolosi

martedì, 23 maggio 2017 sanità   malattie   chiese locali   società civile   diritti umani   sviluppo  

Hyderabad (Agenzia Fides) - L'Associazione Cattolica Sanitaria dell'India (CHAI) guida una campagna per affrontare i casi di tubercolosi, in collaborazione con agenzie governative e altre organizzazioni della società civile: lo dice a Fides il Redentorista p. Mathew Abraham, Direttore generale della CHAI e medico di professione. Ogni ora più di 50 persone muoiono di tubercolosi in India. La malattia uccide più di 1.200 persone ogni giorno.
L'Associazione Cattolica Sanitaria dell'India è formata da medici e operatori sanitari che operano in ospedali cattolici, centri sanitari e istituti in diverse diocesi cattoliche in tutto il paese. Fa parte una rete più ampia legata alla Conferenza episcopale indiana dell’India che comprende 500 ospedali, oltre 2.000 strutture di cura primaria e più di 200 organizzazioni impegnate nei servizi sociali.
Negli ultimi quattro anni l’Associazione si è concentrata sul rafforzamento del programma nazionale di controllo della tubercolosi attraverso un lavoro di advocacy, comunicazione e mobilitazione sociale, spiega p. Abraham. La CHAI è partner della coalizione tra Unione Internazionale contro la tubercolosi e malattie polmonari (Union), il Ministero della Salute e della Famiglia, il governo dell'India (Divisione Centrale per la Tbc). Il programma opera per migliorare la portata, la visibilità e l'efficacia della lotta alla tubercolosi. Il Programma di controllo, promosso dal governo indiano, fornisce gratuitamente la diagnosi di tubercolosi a oltre 1,5 milioni di pazienti ogni anno.
Le attività del progetto CHAI prevede assistenza a livello distrettuale coprendo 96 distretti in 10 stati dell'India (Maharashtra, Kerala, Karnataka, Tamil Nadu, Jharkhand, Madhya Pradesh, Chhattisgarh, Uttar Pradesh, Punjab e Nagaland). Ciò avviene in larga misura attraverso la creazione di reti stabilite con 380 Ong (e 2880 volontari) che monitorano e guidano campagne di sensibilizzazione in piccole comunità, molte composte da poveri e tribali.
Secondo uno studio sulla situazione sanitaria in India pubblicato dalla rivista scientifica “Lancet” nel maggio 2017, nonostante lo sviluppo socio-economico del paese, l'India non è riuscita a raggiungere gli obiettivi sanitari previsti e la situazione generale è peggiorata negli ultimi 25 anni.
Sebbene il punteggio dell'India, nell'Indice sanitario, è passato da 30,7 del 1990 a 44,8 nel 2015, le prestazioni nella lotta a tubercolosi, diabete, e malattie cardiache reumatiche e malattia renale cronica sono peggiorate.
L'India ha il maggior numero di casi di tubercolosi nel mondo. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2015 l'India ha raggiunto 2.8 milioni di casi di 2,2 milioni nel 2011. Mentre la tubercolosi ha ucciso 220.000 persone nel 2014, il tasso è salito a 480.000 nel 2015. Ciò significa che quasi 1.300 persone possono morire dalla malattia in un solo giorno.
Nel frattempo, la coalizione che si dedica alla lotta all'AIDS e alle malattie correlate, soprattutto nelle aree rurali, sta creando maggiore consapevolezza anche sulla tubercolosi. (SD-PA) (Agenzia Fides 23/5/2017)


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