ASIA/PAKISTAN - Violenze sugli ahmadi, in spregio allo stato di diritto

lunedì, 12 dicembre 2016 minoranze religiose   islam   libertà religiosa   fondamentalismo religioso   diritti umani  

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Lahore (Agenzia Fides) – Sono azioni arbitrarie, commesse sia dalle forze pubbliche che da masse di musulmani radicali, condotte in spregio allo stato di diritto e alle fondamentali libertà di ogni cittadino pakistano: così l’organizzazione per i diritti umani “Asia Human Rights Commission” condanna le violenze compiute negli ultimi giorni sulla comunità Ahmadiya in Pakistan. Come appreso da Fides, oggi la moschea Ahmadiya a Dolmial, nel distretto di Chakwal (Punjab), è stata attaccata da una folla di circa mille persone, musulmani sunniti armati di pietre che sono penetrati nel luogo di culto, abusando dei fedeli presenti. Un uomo ha avuto un attacco di cuore ed è morto all'interno della moschea.
Nelle ultime due settimane un altro tra i fedeli ahmadi è stato ucciso per strada mentre la sede della comunità a Rabwah (Punjab) è stata oggetto di una perquisizione e di un sequestro non autorizzato, da parte delle forze antiterrorismo.
“La comunità ahmadiya promuove l'amore e la pace in tutto il mondo e anche di fronte a violazioni della nostra sicurezza e della nostra pace non indulgeremo mai in azioni e proteste che possono compromette l'ordine e la pace del Pakistan. Il nostro strumento più potente è la preghiera e le buone azioni” recita un comunicato inviato a Fides dalla comunità Ahmadiya in Pakistan.
Data l’ostilità da parte del mondo sunnita ufficiale verso gli ahmadi - considerati “non musulmani” ed “eretici” - su pressione del Consiglio dell’Unione degli Ulema del Pakistan, il Governo del Punjab ha emesso un divieto di pubblicazione per il mensile “Tehreek-e-Jadid” e la rivista “Daily Alfazal”. Contro questo provvedimento, la comunità Ahmadiya ha presentato un ricorso alla Corte Suprema di Lahore, che ancora deve pronunciarsi. Nel frattempo la Corte ha emesso una notifica avvertendo che “fino alla prossima udienza, nessuna misura cautelare deve essere adottata contro il richiedente”, di fatto confermando il permesso a pubblicare, fino a ordine contrario.
Condannando il raid della polizia e rivendicando lo stato di diritto e la libertà garantita dalla Costituzione, la comunità ahmadiya denuncia che “questa incursione illegale è contraria all’ordinanza della Corte Suprema di Lahore”, mentre “cittadini innocenti e pacifici sono stati torturati e trattati in maniera illegale e disumana”.
La Ahmadiya è un movimento religioso di matrice islamica sunnita, nato nel subcontinente indiano e diffuso a livello internazionale in 193 paesi. Il fondatore, Mirza Ghulam Ahmad, nel 1889 sostenne di essere il rinnovatore della religione islamica. Per il mondo sunnita ufficiale si tratta di una minoranza "eretica" e dunque violentemente avversata. (PA) (Agenzia Fides 12/12/2016)


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