ASIA/LIBANO - Il Patriarca maronita: la condizione del Paese non consente ritardi nella formazione del nuovo governo

lunedì, 7 novembre 2016 chiese orientali   politica   politica internazionale   aree di crisi  

Nahamet.com

Beirut (Agenzia Fides) – La situazione economica e le emergenze sociali che segnano il presente del Libano non autorizza alcun ritardo o rinvio nella formazione di un governo che aiuti il Paese. Lo ha sottolineato con forza il Patriarca maronita Bechara Bouutros Rai, durante l'omelia della messa di ieri, domenica 6 novembre, a sei giorni dall'elezione dell'ex generale Michel Aon alla carica di Presidente della Repubblica libanese, vacante da quasi due anni e mezzo.
Durante l'omelia – riferiscono fonti del Patriarcato maronita, consultate dall’Agenzia Fides – il Patrarca Rai ha ricordato le tante volte in cui la Chiesa aveva rivolto all'Onnipotente preghiere affinchè i leader politici degli opposti schieramenti fossero illuminati e ponessero fine alla vacatio presidenziale che provocava lo stallo dell'intero, delicato sistema istituzionale libanese. “Adesso” ha aggiunto il Primate della Chiesa maronita, “leviamo di nuovo la nostra preghiera a Dio, attraverso l'intercessione della Vergine Maria, affinchè il Primo Ministro designato Saad Hariri riesca a formare il governo nel più breve tempo possibile”, considerato che “le condizioni economiche e di vita, la necessità di curare lo sviluppo e la sicurezza del paese non consentono ritardi o rinvii”.
Il Patriarca Rai ha anche allargato lo sguardo a tutto il martoriato scenario mediorientale, invocando, nella preghiera, che si trovino leader lungimiranti capaci di “fermare le guerre distruttive in Siria, Iraq, Palestina, Yemen e altrove, e di condurre negoziati seri per trovare soluzioni politiche ai conflitti”.
L'ex generale Michel Aoun, eletto nuovo Presidente del Libano lo scorso 31 ottobre dopo due due anni e mezzo di “vacuum” presidenziale, giovedì 3 novembre ha affidato al leader sunnita Saad Hariri, capo del partito politico “Futuro”, l'incarico di formare un nuovo governo. Il rapido conferimento del mandato al nuovo Primo Ministro designato rappresenta una conferma nel “nuovo corso” imboccato dalla politica nazionale libanese, rimasta paralizzata per lungo tempo a causa dei veti incrociati tra i partiti collegati alle diverse componenti etniche e religiose del Paese dei cedri. A sbloccare lo stallo politico-istituzionale libanese ha contribuito fortemente lo stesso Hariri, quando ha deciso di confluire nello schieramento trasversale che sosteneva per l'incarico di Capo dello Stato la figura dell'ex generale Aoun, suo storico rivale. (GV) (Agenzia Fides 7/11/2016).


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