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2013-09-18

AFRICA/UGANDA -Nuovo intervento per la lotta all’Aids nella regione della Karamoja

Moroto (Agenzia Fides) – A Morilinga, nel distretto di Moroto, regione della Karamoja, agenzie internazionali, ong e associazioni locali si sono riunite per condividere strategie e impegni per l’eliminazione del virus Hiv da madre a figlio (Emtct). Il nuovo intervento strategico, denominato OptionB+, è stato recentemente adottato dal Ministero della Salute ugandese. Si tratta di un protocollo terapeutico semplificato per ridurre la trasmissione verticale dell’Hiv, oltre che la mortalità tra le donne sieropositive e tra i neonati esposti al contagio. In un comunicato inviato all’Agenzia Fides, l’organizzazione Medici con l’Africa Cuamm dichiara che la campagna è stata lanciata in alcune zone del paese individuate come prioritarie sulla base della prevalenza dell’Hiv. Tra queste, la regione della Karamoja dove il Cuamm è partner principale di Unicef nell’implementazione del progetto che è stato presentato ufficialmente. L’intervento riguarda tutti e 7 i distretti della regione con l’obiettivo principale di rafforzare il sistema sanitario primario per l’offerta dei servizi di prevenzione della trasmissione madre-figlio, nonché adeguati servizi sanitari materni e neonatali. Le attività previste vanno dalla formazione dello staff locale sul trattamento antiretrovirale al rafforzamento del monitoraggio in tempo reale dei parti delle donne sieropositive per i neonati che necessitano di profilassi. Il Cuamm interverrà inoltre nella fornitura di ulteriori attrezzature dove necessario, e nell’implementazione di cliniche mobili per assistere le donne che vivono a più di cinque chilometri di distanza dai centri sanitari. Le comunità hanno coinvolto nel progetto autorità locali e leader religiosi, agenti sanitari e si sono impegnate per la formazione di gruppi di supporto. “Lavorare in quest’area è molto difficile,” si legge nel comunicato. “La popolazione è composta per lo più da pastori seminomadi. Ogni mese in Karamoja 100 donne sieropositive partoriscono senza avere accesso ai servizi di prevenzione per la trasmissione verticale e ogni mese 24 neonati esposti al contagio diventano sieropositivi. Metà di loro muoiono entro i 12 mesi se non sono curati con gli antiretrovirali”. (AP) (18/9/2013 Agenzia Fides)

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