AFRICA/EGITTO - Lo scioglimento del Parlamento segna la rottura tra i militari e le forze islamiste

venerdì, 15 giugno 2012

Il Cairo (Agenzia Fides) - Alla vigilia del ballottaggio presidenziale del 16 giugno ha suscitato scalpore la sentenza della Corte Costituzionale egiziana che ha dichiarato incostituzionali tutti gli articoli della legge elettorale con la quale era stata eletta l'Assemblea del popolo (la Camera bassa del Parlamento egiziano) in una serie di round elettorali tenutisi tra il 28 novembre 2011 e l'11 gennaio 2012. Il vice presidente della Corte, Maher Sami, ha chiarito che il verdetto comporta lo scioglimento di tutta l'Assembla anche se le leggi fino a ora approvate rimarranno in vigore.
“La società egiziana sembra essere divisa in due campi: i liberali appoggiano la decisione della Corte Costituzionale di sciogliere il Parlamento, visto che è dominato dai Fratelli Musulmani e dai salafiti. Gli islamisti sono ovviamente contrari e, specie i salafiti, hanno dichiarato che sono pronti ad occupare piazza Tahrir se il Supremo Consiglio delle Forze Armate (SCARF) organizzerà dei brogli al secondo turno delle elezioni presidenziali” dice all’Agenzia Fides P. Rafic Greiche, sacerdote greco-cattolico, responsabile delle comunicazioni per i Vescovi cattolici dell’Egitto.
“Penso che tra la gente comune ci sia un senso di sollievo, perché occorre in qualche modo rimediare agli errori fatti in questo ultimo anno e mezzo dopo la caduta di Mubarak” continua p. Greiche. “Questo perché i militari all’inizio hanno fatto affidamento sui Fratelli Musulmani per poi scoprire che i loro interessi divergevano. Ora questo patto è rotto e si è creato un astio tra le due parti”.
La rivoluzione del 2011, che ha cacciato Mubarak, aveva lo scopo di mettere fine al regime in cui i militari erano la spina dorsale. Riguardo alla posizione di liberali e rivoluzionari in questo scontro tra forze islamiste e militari, p. Greiche risponde: “Buona parte dei liberali appoggia ora i militari in funzione anti Fratelli. I rivoluzionari di Piazza Tahrir sono a loro volta divisi, perché ognuno di loro ha una propria visione politica: ci sono quelli vicini agli islamisti, altri hanno visioni liberali ed altri ancora pongono al di sopra di tutto la fine del potere dei militari sulla società egiziana”. (L.M.) (Agenzia Fides 15/6/2012)


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