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Dossier

2004-07-17

Dossier Tubercolosi

Roma (Agenzia Fides) - Nel suo primo intervento alla conferenza mondiale sull'Aids a Bangkok, l’ex presidente sudafricano Nelson Mandela ha dichiarato che per vincere la malattia bisogna lottare contro la tubercolosi che oggi nel mondo uccide oltre 5 mila persone ogni giorno, circa 1,6 milioni ogni anno.
Come la maggior parte delle malattie che necessitano particolare assistenza e monitoraggio, il fenomeno della tubercolosi rimane tuttora un flagello nei Paesi in via di sviluppo, ove i colpiti raggiungono i tre quarti dei malati di tutto il mondo. L’80% dei casi è sparso in 22 paesi, 15 dei quali dichiarati come i più poveri del mondo, mentre i sette rimanenti appartengono alla frangia di paesi con reddito economico medio (Indonesia, Filippine, Sudafrica, Russia, Brasile, Birmania e Perú).
E’ il killer numero uno delle persone colpite dal virus Hiv e provoca dall’11% al 50% delle morti. Si calcola inoltre che, dei 14 milioni di persone che nel mondo hanno contemporaneamente la tubercolosi e l’Aids, 7 su 10 vivono in Africa. In Asia provoca 4,5 dei 9 milioni di casi registrati ogni anno in sei paesi asiatici (Bangladesh, Cina, India, Indonesia, Pakistan e Filippine).
Secondo gli esperti curare la tubercolosi significa prolungare la vita delle persone sieropositive. Se la malattia continuerà a non essere diagnosticata, si ritiene che nei prossimi venti anni potrebbero verificarsi un miliardo di nuove infezioni, 200 milioni di persone potrebbero sviluppare la malattia e altri 35 milioni potrebbero morire.
E’ una malattia di estrema attualità e come tale va assolutamente prevenuta, una vera e propria emergenza sanitaria che ogni anno fa registrare nel mondo quasi nove milioni di nuovi casi la cui distribuzione per paesi differisce nell’ambito di una stessa regione a seconda delle condizioni socioeconomiche, dei diversi programmi di controllo e dell’impatto con l’Hiv.
L’Agenzia Fides ha voluto dedicare ampio spazio a questo problema curando un dossier con dati, statistiche e testimonianze di quanti sono impegnati nella lotta contro questa terribile malattia.
(AP) (17/7/2004 Agenzia Fides; Righe:31; Parole:371)

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