di Marie-Lucile Kubacki
Salt Lake City (Agenzia Fides) – «Quale futuro umano stiamo costruendo insieme?». È la domanda posta dall’Arcivescovo Gabriele Caccia, Nunzio apostolico negli Stati Uniti, durante la cerimonia di apertura del G20 Interfaith Forum, il 15 ottobre, nello storico Tabernacolo di Temple Square, a Salt Lake City.
Rivolgendosi ai rappresentanti di diverse tradizioni religiose, il Nunzio ha invitato a valutare il progresso economico e tecnologico in base al suo servizio alla persona umana. Ha inoltre letto un messaggio inviato a nome di Papa Leone XIV dal Segretario di Stato.
In programma dal 15 al 17 ottobre sul tema «Resilient Hope, Shared Future» («Speranza resiliente, futuro condiviso»), il Forum riunisce leader religiosi, studiosi, rappresentanti della società civile e responsabili delle politiche pubbliche per esaminare il contributo delle comunità di fede alla risposta alle urgenze globali. Le sue iniziative mirano a portare prospettive religiose ed esperienze concrete nell’agenda politica internazionale, in vista del vertice dei leader del G20. Nato nel 2014, con un primo incontro nella Gold Coast australiana, il Forum promuove da oltre un decennio il dialogo tra le tradizioni religiose e l’agenda del G20. Le edizioni più recenti si sono svolte a Bologna (2021), Abu Dhabi (2022), Pune (2023), Brasilia (2024) e Città del Capo (2025).
Alla cerimonia di apertura, accompagnata dal Coro e dall’Orchestra del Tabernacolo di Temple Square, sono intervenuti, tra gli altri, lo sceicco-ul-islam Allahshukur Pashazadeh, Presidente del Consiglio dei musulmani del Caucaso; il Metropolita Emmanuel di Calcedonia, del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli; Pujya Sadhvi Bhagawati Saraswati, Segretaria generale della Global Interfaith WASH Alliance; il rabbino Mark Dratch, Vicepresidente esecutivo emerito del Consiglio rabbinico d’America e Presidente del Comitato ebraico internazionale per le consultazioni interreligiose; e Francis Kuria Kagema, Segretario generale di Religions for Peace. Dallin H. Oaks, presidente della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, ha dato il benvenuto ai partecipanti.
Il progresso deve servire la persona umana
Nel suo intervento, l’Arcivescovo Caccia ha ricondotto la crescita economica, la sicurezza energetica e il rapido sviluppo delle nuove tecnologie, in particolare dell’intelligenza artificiale, a un interrogativo fondamentale: «Se il progresso che cerchiamo servirà davvero la persona umana». Ricordando i suoi anni di servizio alle Nazioni Unite, il Nunzio ha sottolineato che le possibilità offerte dalla tecnologia non possono, da sole, determinare ciò che è bene. «La tecnologia offre possibilità straordinarie. Ma l’innovazione, da sola, non ci dice che cosa sia il bene», ha affermato. Occorre dunque, ha aggiunto, interrogarsi su chi tragga beneficio dal progresso e sulla sua effettiva capacità di servire le persone.
L’Arcivescovo Caccia ha fatto riferimento alla lettera enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, collegando la riflessione sul progresso alla tutela della persona umana nell’era dell’intelligenza artificiale. Ogni generazione, ha ricordato, ha la responsabilità di plasmare il proprio tempo in modo degno della persona umana.
In questo contesto, le comunità di credenti hanno un contributo specifico da offrire. «Non siamo qui perché possediamo risposte tecniche a ogni questione economica o tecnologica», ha spiegato il Nunzio, sottolineando come le tradizioni religiose mantengano vivi interrogativi più profondi.
L’Arcivescovo Caccia ha inoltre affermato che un autentico dialogo interreligioso «non ci chiede di essere meno radicati nella nostra fede». «Al contrario, se sappiamo chi siamo e in che cosa crediamo, possiamo incontrare gli altri con maggiore sincerità». La speranza evocata dal tema del Forum, ha spiegato, non è semplicemente ottimismo nei confronti del futuro: «È la decisione di costruire insieme quel futuro, senza mai perdere di vista la persona umana che ne è al centro».
L’auspicio del Papa: dignità, libertà religiosa e bene comune
Concludendo il suo intervento, l’Arcivescovo Caccia ha trasmesso i saluti di Papa Leone XIV e ha letto il messaggio inviato a suo nome dal Segretario di Stato di Sua Santità, Cardinale Pietro Parolin. Il testo esprime l’auspicio che l’incontro fraterno sia «un luminoso esempio della solidarietà della famiglia umana» e promuova un impegno più intenso tra le nazioni a favore dei «principi universali della dignità umana, della libertà religiosa e del bene comune».
Nel messaggio, il Papa prega inoltre affinché i lavori, condotti «con mitezza e rispetto», ispirino i credenti a trovare risposte sempre più convincenti per quanti chiedono ragione della loro speranza, aiutando così un numero maggiore di persone ad avvicinarsi con fiducia al Creatore. Il testo assicura infine la preghiera del Santo Padre per il buon esito del Forum. (Agenzia Fides 17/10/2026)