di Pascale Rizk
Gwangju (Agenzia Fides) – “La Dottrina sociale della Chiesa non è un insegnamento filantropico del tipo ‘aiuta gli sfortunati’, ma piuttosto è interrogarsi sul tipo di società che dovremo costruire affinché gli esseri umani possano vivere con dignità”: è questa la questione essenziale esposta da padre Vincenzo Segil Son (손세길 빈첸시오) a giovani dell’Arcidiocesi di Gwangju, radunatisi il 15 e 16 agosto presso l’università cattolica di Gwangju in vista della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) 2027 di Seoul. “Si è trattato di due giorni ricchi di attività: lezioni di catechesi, preghiere secondo l’ispirazione di Taizé, iniziative e condivisioni organizzate in diversi stand, una celebrazione solenne e un festival di lode” riferisce all’Agenzia Fides padre Son.
Secondo il comunicato della diocesi, ‘il Comitato Organizzatore Diocesano ha predisposto questo itinerario affinché i giovani possano diventare prima di tutto pellegrini, avere un assaggio della GMG in anticipo e accoglierla come una gioiosa esperienza di fede’ incoraggiando la partecipazione dei giovani, affinché diventino “Portatori di Accoglienza (MAJI)” che accolgono con gioia i giovani provenienti da tutto il mondo in occasione della Conferenza Diocesana della GMG 2027.
“Creato all’immagine di Dio, ogni essere umano possiede un valore intrinseco” spiega padre Vincenzo, richiamando il contesto storico che portò alla pubblicazione della Enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII, “Quel documento difese i diritti, la dignità e le giuste condizioni di vita dei lavoratori, segnando l’inizio della moderna dottrina sociale cattolica”; uno dei quattro temi proposti ai giovani di Gwangju insieme quelle della Missione, della Vocazione e dell’educazione affettiva.
Rileggendo i fatti accaduti nella propria Arcidiocesi nel maggio 1980, quando esplosa la rivolta contro il regime di Chun Doo-hwan, adre Son ha ripercorso il cammino della comunità ecclesiale di allora e la scelta di campo fatta allora dall’Arcidiocesi. La scelta di ‘non tacere’ e di ‘difendere la dignità umana’, denunciando le condizioni di sfruttamento econvocando incontri di preghiera in un clima segnato da arresti e torture. Nel ricordare gli eventi del 18 maggio, quando la repressione portò al cosiddetto “Massacro di Gwangju “, l’invito rivolto ai giovani è stato quello di riflettere “sul modo e il ruolo della Chiesa nel vivere insieme nel mondo”, per aiutare tutti a “discernere dove stare nel mondo sofferente di oggi” e “riconoscere oggi i luoghi in cui la dignità umana viene violata e a chiedersi come agire”.
Il cammino verso la GMG di Seoul si sta concretizzando in forme e iniziative diverse, in Corea del Sud e in altri Paesi. Dopo aver pubblicato l’inno ufficiale della GMG (vedi Fides 4/8/2026), il ‘Catholic Internet Good News’ dell’arcidiocesi di Seoul ha lanciato l'app di preghiera “Catholic Prayer” che permette agli utilizzatori di pregare, meditare, informarsi sui santuari. Sempre nel mese di agosto, la squadra di promozione della GMG ha percorso il Cammino di Santiago in Spagna per promuovere la GMG 2027 di Seul organizzando spettacoli, distribuendo volantini e ballando le danze tradizionali e K-pop nelle strade. Dal 5 al 10 agosto, i membri del team hanno coinvolto nelle loro iniziative circa 4000 pellegrini. Inoltre, e per la prima volta nella storia della GMG, delle linee guida, distinte dalle misure di sicurezza generali, saranno dedicate alla tutela dei minori e degli adulti vulnerabili. Elaborate con il contributo della Pontificia Commissione per la tutela dei minori e delle autorità ecclesiastiche locali, questo documento spiegherà le conseguenze dei comportamenti scorretti tenendo conto delle procedure legali coreane.
La città di Gwangju è stata il centro della rivolta e lotta contro la dittatura militare. Quando l'esercito represse violentemente le proteste nel 18 maggio 1980, i cittadini, gli studenti e i lavoratori si ribellarono per rivendicare la fine del sistema autoritario. L'interpretazione del "Movimento di democratizzazione del 18 maggio" è cambiata nel tempo, passando da essere considerato ufficialmente una "rivolta di ispirazione comunista" a diventare un simbolo nazionale di sacrificio per la democrazia e i diritti umani; una liberazione strettamente legata a quella del ‘ Gwangbokjeol’ (광복절), il Giorno della Liberazione del 15 agosto, celebrato in memoria della liberazione della Corea dal dominio coloniale giapponese (15 agosto 1945).
“La completa liberazione rimane per noi un compito ancora da portare a termine” ha detto il Presidente Lee Jae-myung nel suo recente appello al dialogo con la Corea del Nord, lanciato in occasione del 79esimo Anniversario della Liberazione del 15 agosto. Richiamando l'eredità di Gwangju, il Presidente ha collegato il dialogo tra le due Coree al lungo cammino per la democrazia iniziato in Corea del Sud sin dal 1980, auspicando che tale dialogo contribuisca a far compiere nuovi passi verso la convivenza pacifica. .
(Agenzia Fides 17/08/2026)