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Manila (Agenzia Fides) - Il procedimento di impeachment a carico della vicepresidente Sara Duterte è "una prova democratica di responsabilità", e non è "persecuzione politica", ha rimarcato il Vescovo José Colin Bagaforo, Vescovo di di Kidapawan, coordinatore del "Consiglio interreligioso dei leader per la trasformazione nazionale", una rete che riunisce esponenti di comunità ecclesiali, organizzazioni della società civile, associazioni, sindacati, movimenti studenteschi e che, a partire dallo scorso anno, sensibilizza l'opinione pubblica con marce e iniziative a livello nazionale, sull'annoso tema della corruzione, piaga che affligge il paese.
La Camera dei Rappresentanti ha approvato per la seconda volta - dopo il primo procedimento avviato nel 2025 - la messa in stato di accusa della vicepresidente Sara Duterte, riaprendo le accuse di corruzione, concussione, uso di tangenti, ricchezza di provenienza illecita, uso improprio di fondi pubblici nonchè per aver minacciato la vita dell'attuale presidente delle Filippine Ferdinand Marcos Jr. I parlamentari della Camera bassa hanno votato con 257 sì, 25 voti negativi e 9 astensioni, approvando la denuncia di impeachment contro Sara Duterte, figlia dell'ex presidente Rodrigo Duterte. Il procedimento prevede ora il voto del Senato: se questo confermerà, Sara Duterte verrà rimossa dall'incarico e riceverebbe l'interdizione permanente dalle cariche pubbliche, dunque la sua carriera politica sarebbe finita. Anche nel 2025 Sara Duterte era stata sotto impeachment con altri capi di accusa, ma il procedimento si era fermato per il parere negativo della Corte Suprema che lo bocciò per motivi procedurali.
In un nota pubblica, il Vescovo Bagaforo ha rimarcato: "L'impeachment è un processo costituzionale e democratico concepito per garantire che i funzionari pubblici, a cui è stato affidato un potere immenso, rimangano responsabili nei confronti del popolo", osservando poi che "nessun cittadini deve aver paura di un giusto processo".
Secondo Bagaforo, che è anche presidente della Commissione episcopale per il dialogo interreligioso, Sara Duterte dovrebbe considerare questo processo "un'opportunità per riabilitare il suo nome di fronte alla cittadinanza", mentre il rigetto "potrebbe erodere ulteriormente la fiducia nel governo, soprattutto in un paese da tempo afflitto da accuse di corruzione". Il Governo, la società civile, la magistratura, e l'opinione pubblica, ha auspicato, dovrebbero cooperare perchè "un processo di impeachment si svolga in modo pacifico e trasparente", perchè "la verità venga a galla e prevalga la giustizia".
In questa fase della storia delle Filippine, “si gioca il futuro della nostra nazione”, ha dichiarato il deputato Bienvenido Abante, Pastore battista, affermando che il procedimento verteva sulla questione "se crediamo ancora che nessuno sia al di sopra della legge".
Il caso passa ora al Senato, organismo di 24 membri, dei quali oltre la metà sono considerati favorevoli, vicini o alleati con la famiglia Duterte dopo le elezioni di metà mandato del 2025.Per una condanna sarebbe necessario il sostegno di almeno due terzi del Senato, ovvero 16 voti.
In una dichiarazione rilasciata oggi, 12 maggio, la Conferenza episcopale delle Filippine ha esortato i senatori a "adempiere al loro dovere costituzionale procedendo con il processo, ascoltando le prove e decidendo il caso sulla base della verità, della giustizia e dello stato di diritto". "Rivolgiamo questo appello urgente affinché il processo non subisca ritardi e il Senato venga convocato al più presto in qualità di tribunale di impeachment", si legge nel testo firmato dall'Arcivescovo Gilbert Garcera, presidente della Conferenza episcopale delle Filippine.
I Vescovi mettono in guardia i senatori contro azioni che potrebbero essere interpretate come "un'elusione dei doveri costituzionali" o come "un indebolimento della fiducia nelle istituzioni democratiche durante un processo nazionale politicamente delicato".
I Presuli filippini esortano i cittadini a "restare vigili, a monitorare gli sviluppi e a resistere alla disinformazione e alle notizie false che circondano il caso di impeachment". "Il nostro più profondo desiderio e la nostra più fervida preghiera è che si giunga alla verità", rimarcano. Invocando la festa della Madonna di Fatima, che si celebra il 13 maggio, i Vescovi hanno invitano alla preghiera per i leader politici e per l'intera nazione.
In questa vicenda, notano gli osservatori, si esprime il confronto fra le famiglie Duterte e Marcos: mentre gli esponenti dei due clan, ovvero Ferdinando Marcos jr e Sara Duterte si candidarono insieme nel 2022 , ottenendo la presidenza della nazione - in seguito le due famiglie si sono scontrate politicamente. La spaccatura si è acuita dopo l'arresto dell'ex presidente Rodrigo Duterte, avallato dal governo Marcos, su mandato della Corte penale internazionale dell'Aia per gli omicidi legati alla campagna antidroga della sua presidenza. Il processo Duterte è in corso.
(PA) (Agenzia Fides 12/5/2026)