OFM Lahore
Lahore (Agenzia Fides) - Nella settimana "in albis", la comunità cattolica dell'arcidiocesi di Lahore è ancora sconvolta per l'incidente che ha funestato la Pasqua: il 5 aprile 2026, una solenne processione all'alba della domenica di Pasqua a Gujranwala, località nel Punjab, parte del territorio dioesano, è stata sconvolta da un atto di violenza che ha gettato la comunità cattolica locale nello sgomento. Mentre oltre 200 fedeli della chiesa cattolica di San Francesco d'Assisi a Klasske (retta dai frati minori) si dirigevano verso il santuario, con candele e palme in mano, cantando di inni di Resurrezione, un camion si è lanciato deliberatamente contro la folla ad alta velocità, ferendo 60 persone, molte delle quali sono tuttora in ospedale in condizioni critiche. Non si è trattato di un semplice incidente stradale, ma è stato un attacco mirato contro fedeli innocenti nel momento più sacro dell'anno. Il fatto che l'autista non si sia fermato né abbia prestato soccorso, continuando la folle corsa e fuggendo, sottolinea la natura malvagia di questo atto, rilevano i fedeli locali, ancora traumatizzati e scioccati.
Padre Qaisar Feroz, OFM Cap, segretario esecutivo della Commissione episcopale per la comunicazioni sociali, a nome di tutta la Chiesa cattolica in Pakistan ha condannato "un atto criminale e brutale che è segno di intolleranza religiosa e disordine mentale". "Chiediamo una pronta indagine della polizia", ha detto a Fides.
Padre Lazar Aslam OFM Cap, coordinatore della Commissione Giustizia, pace ed ecologia, lo definisce "un crimine d'odio, un atto di cristianofobia" e segnala l'urgenza di cure mediche complete per le famiglie indigenti più gravemente colpite da questa tragedia. "Il persistente silenzio delle autorità e anche il tentativo di minimizzare tali incidenti sono fatti dolorosi quanto la violenza stessa", sottolinea
"Finché la vita dei cristiani non sarà trattata con pari dignità e i responsabili di tali violenze non saranno chiamati a risponderne, le parole di pace non saranno sufficienti a sanare le ferite della comunità", nota, ricordando che "un autentico dialogo interreligioso non può esistere in un vuoto di verità e sicurezza".
I fedeli di Lahore si uniscono ai frati minori della comunità di Gujranwala con preghiere per la pronta guarigione dei feriti e inviando aiuti alle famiglie locali colpite, che ricevono l'assistenza, il sostegno e il conforto dei frati francescani del luogo. "Possa la grazia di Cristo risorto confortare i cuori affranti e guidare il cammino verso una giustizia e una pace durature nella nostra diocesi e in tutto il Pakistan", conclude il religioso.
(PA) (Agenzia Fides 8/4/2026)