EUROPA/ITALIA - "Hiraya" , la "speranza certa" per la missione dei cattolici filippini a Roma

sabato, 14 febbraio 2026 evangelizzazione  

Roma (Agenzia Fides) - Sacerdoti, religiosi e laici filippini hanno dato un contributo spirituale e pastorale al Giubileo della speranza. Le loro riflessioni e le loro esperienze spirituali sono sintetizzate in una parola usata in lingua tagalog: "Hiraya", che esprime la speranza immaginata, vissuta e testimoniata. Il termine "Hiraya" deriva da un'antica parola tagalog che affonda le sue radici nell'espressione "hiraya ng isip", che significa  "ciò che la mente crea". Nel suo significato più antico, "hiraya" si riferiva a immagini o idee non ancora realizzate, concepite nella vita interiore.  Nel corso del tempo, il suo significato è andato oltre la pura immaginazione e, nella cultura filippina contemporanea, "Hiraya" ha assunto un significato più profondo: aspirazione e visione del futuro sostenuta con fede, una sorta di "speranza certa".
La parola "Hiraya" ha ispirato e dato il titolo a una antologia di  25 riflessioni, che riecheggiano il vissuto nell'anno giubilare, scritte da giovani sacerdoti, religiosi, religiose e filippini presenti in Italia. Tra loro anche studentesse e operatrici pastorali a Roma, una laica consacrata e un contributo speciale del cappellano della cappellania del Sentro Pilipino a Roma.
Spiega don Andrew Giménez Recepción, docente all'Università Gregoriana e curatore dell'antologia, edita da Logos Publications (Manila): "Le riflessioni illuminano il mistero della chiamata di Cristo nelle sfide della vita, a volte scoraggianti, che diventano canali della grazia sconfinata di Dio". E prosegue. "Il caleidoscopio di esperienze e prospettive catturate in queste riflessioni mostra la vita e il ministero di sacerdoti, uomini e donne consacrati che vivono in Italia. Alcuni sono studenti presso università pontificie ed ecclesiastiche; altri prestano servizio in Vaticano o nel governo di ordini religiosi. Questa diversità testimonia la ricchezza dell'opera di Dio nella Chiesa e i diversi modi in cui lo Spirito chiama le persone a servire. Questa antologia è una testimonianza della fecondità dello Spirito Santo nella vita di coloro che si donano completamente a Gesù Cristo e alla Chiesa".
Le riflessioni mostra  un ricco mosaico di esperienze plasmate dalla fedeltà quotidiana di persone che esprimono con la loro vita, la "circolarità della missione", suggerendo lo specifico contributo  di preti, religiosi e laici filippini al tessuto della Chiesa in Italia.
In particolare, la comunità cattolica filippina a Roma è una delle più numerose e organizzate, con oltre 40.000 residenti, profondamente integrata nella vita pastorale romana. Punti di riferimento principali sono la Basilica di Santa Pudenziana (dove ha sede il Sentro Pilipino), la Chiesa di Sant'Alfonso (Padri Redentoristi) e la comunità alla Garbatella (Padri Filippini), che offrono  celebrazioni in lingua tagalog e attività sociali.
Sin dai primi immigrati, negli anni '70 del secolo scorso, la comunità filippina ha fatto leva sulla sua radicata tradizione religiosa. Le prime comunità filippine si insediarono nelle vicinanze delle parrocchie, e nacque subito l'esigenza di avere sacerdoti e religiosi per l'accompagnamento pastorale dei fedeli.
In un comunità che gradualmente si è radicata nel territorio, nel 2006 è nata anche l'Università popolare filippina di Roma, con l'obiettivo di promuovere la cultura, le tradizioni e l'identità culturale filippina. Nel 2025 si è celebrato il  40° anniversario della comunità filippina nella chiesa di Sant’Alfonso, dei padri Redentoristi:  "Non è solo una memoria storica, ma una celebrazione della vita, della resilienza e della forza duratura della comunità unita in Cristo", hanno detto i religiosi Redentoristi filippini. 
(PA) (Agenzia Fides 14/2/2025)


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