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Asia

2003-09-08

ASIA/INDIA - SISTEMA DELLE CASTE E FONDAMENTALISMO: UN CONNUBIO PERVERSO

(Agenzia Fides) – C’è un legame perverso fra sistema delle caste e fondamento religioso indù: lo spiega con chiarezza nell’intervista concessa all’Agenzia Fides mons. Vincent Concessao, Arcivescovo di Delhi.
Il sistema delle caste, nato in India nel 1500 a.C., stratificava la società in caste superiori e inferiori, legittimando discriminazioni politiche, sociali e culturali. L’Induismo in passato diede una copertura religiosa a questa separazione affermando che le caste hanno un’origine divina. Quello delle caste era un sistema chiuso che non prevede il passaggio da una casta all’altra. Il “castismo” fu definito da Gandhi è “l’elemento che porterà l’Induismo alla morte”. Ma è un problema del passato, come sostengono molti, o appartiene ancora al presente dell’India?
In India i rappresentanti degli oltre 160 milioni di dalit (letteralmente “gli oppressi”, i fuoricasta, relegati ai margini della società) lottano da anni contro la discriminazione insita nel sistema delle caste. Sebbene la Costituzione indiana garantisca che i dalit non vengano sottoposti a trattamenti discriminatori, il sistema ingiusto e oppressivo continua a perpetuarsi. Secondo una stima, in India ci sono circa 3 milioni di persone in stato di schiavitù, mentre le leggi contro la discriminazione vengano completamente ignorate dalle autorità. Il castismo costituisce una forma deviata di ammortizzatore sociale, che tiene sottomesse milioni di persone grazie a un’ideologia politico-religiosa che non rispetta la dignità dell’uomo.
La Chiesa cattolica da sempre combatte contro questo sistema iniquo e perverso, lavorando per lo sviluppo e il progresso delle masse di diseredati ed emarginati, seguendo il principio per cui tutti gli uomini sono figli dell’unico Padre, coeredi di Cristo, possessori della medesima dignità di creature fatte a immagine di Dio. Per questo - ha spiegato all’Agenzia Fides Mons. Concessao, Arcivescovo di Delhi – la Chiesa viene osteggiata dai movimenti fondamentalisti indù che considerano il lavoro di promozione umana portato avanti da sacerdoti e missionari cattolici come un pericolo per il sistema delle caste: “Mettere in pratica i principi di uguaglianza e giustizia abbatterebbe il sistema delle caste, con gravi implicazioni politiche. I privilegiati, delle caste più alte, apprezzano noi cristiani finchè nutriamo i poveri, ma ci contrastano se cerchiamo di cambiare la società e l’economia. Ma il messaggio cristiano è chiaro: globalizzazione nella solidarietà per lo sviluppo di tutti gli esser umani”, ha detto l’Arcivescovo di Delhi, sottolineando che la Chiesa continuerà a lottare contro il castismo, senza fare sconti, e per il trionfo della verità e della giustizia.
Pubblichiamo di seguito l’intervista concessa all’Agenzia Fides dall’Arcivescovo di Delhi, un importante e lucido contributo per comprendere meglio la situazione della Chiesa nell’attuale contesto culturale e sociale dell’India.
(Agenzia Fides 8/9/2003 Lines: 30 Words: 374)

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