Abuja (Agenzia Fides) – “Il neopaganesimo è una sfida per la nazione”. È l’allarme lanciato dai Vescovi nigeriani nel messaggio pubblicato al termine della loro seconda Assemblea Plenaria. Si tratta, si afferma nel documento pervenuto all’Agenzia Fides, “di un fenomeno che riflette una crescente tendenza che vede i credenti – e in particolare i giovani – tornare all’idolatria, spinti in gran parte da difficoltà economiche, da una rinascita culturale e da una formazione cristiana superficiale”.
“Il neopaganesimo moderno – continuano i Vescovi – si diffonde rapidamente attraverso la cultura di Internet, i media e l’editoria”. Per questo i Presuli “esortano gli operatori pastorali a integrare consapevolmente l’uso degli spazi digitali, dei social media e della catechesi online nell’annuncio della verità del Vangelo”.
I Vescovi esprimono inoltre preoccupazione per l’insicurezza che continua a colpire vaste aree della Nigeria e che ormai interessa sempre più scuole e studenti. “Osserviamo con preoccupazione che continuano gli assalti armati a scuole e luoghi di culto, così come i rapimenti e persino le uccisioni di studenti e fedeli”, scrivono. “Inoltre, lo sfollamento di massa delle comunità in alcune aree del Paese ha avuto gravi ripercussioni sulla vita sociale, economica e politica della popolazione, lasciando milioni di persone nei campi per sfollati interni su tutto il territorio nazionale”.
“Esortiamo il Governo a intensificare gli sforzi e ad adottare misure efficaci per consentire agli sfollati di fare ritorno alle loro terre d’origine. Sollecitiamo altresì le autorità a ogni livello a garantire che tutte le persone – inclusi migranti e rifugiati – siano trattate con rispetto e dignità umana, vedendo tutelati e rispettati i propri diritti e bisogni fondamentali”.
Nel messaggio si rivolge inoltre un appello al Governo affinché rafforzi le forze di sicurezza, potenzi l’attività di intelligence e persegua i responsabili degli attacchi. Allo stesso tempo, si invita “la popolazione a segnalare attività sospette, a collaborare con le forze dell’ordine e a rifiutare ogni forma di divisione etnica o religiosa”.
In Nigeria si sta discutendo della creazione di forze di polizia dei singoli Stati da affiancare alla polizia federale. I Vescovi si dicono favorevoli all’iniziativa, ma chiedono “che tale riorganizzazione venga attuata per il bene comune, anziché per interessi personali, etnici, politici o religiosi”.
Quanto al disegno di legge sulla regolamentazione delle sovvenzioni provenienti dall’estero a enti privati, i Vescovi avvertono che, se approvato, “avrà un impatto negativo sulla società”. Questo perché “alcune sue disposizioni impongono la registrazione delle risorse provenienti dagli aiuti esteri e obbligano le autorità a vigilare sul loro utilizzo. Sebbene sulla carta appaiano positive, tali misure rischiano di penalizzare chiese, moschee, scuole e organizzazioni umanitarie che forniscono assistenza essenziale a popolazioni vulnerabili o colpite da conflitti”.
“Il disegno di legge in questione, consentendo alle autorità di negare la registrazione o il rinnovo qualora l’attività di un’organizzazione sia ritenuta ‘non conforme all’interesse nazionale’, conferisce ai funzionari governativi poteri discrezionali eccessivi e ingiustificati”, affermano i Vescovi.
“Chiediamo pertanto all’Assemblea Nazionale e al Governo federale di non procedere con l’iter di approvazione di questo disegno di legge, nell’interesse dei diritti fondamentali di associazione e della libertà di religione, pensiero e coscienza, nonché dello sviluppo complessivo del nostro popolo e della nostra nazione”.
Infine, in vista delle elezioni generali del 2027, la Conferenza Episcopale della Nigeria indice un periodo di digiuno e preghiera, con processioni del Rosario, da ottobre a dicembre 2026. L’8 dicembre 2026 verrà indetta una giornata nazionale speciale di preghiera e digiuno per il buon esito del voto. (L.M.) (Agenzia Fides 18/9/2026)