Il Papa ai Vescovi latini delle Regioni arabe: "Non abbiate paura della vostra piccolezza"

venerdì, 4 settembre 2026 papa leone xiv   chiese locali   missione   dialogo  

Vatican Media

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - "Non abbiate paura della vostra piccolezza": con queste parole Papa Leone XIV ha incoraggiato, giovedì 3 settembre, i tredici presuli della Conferenza episcopale Latina nelle Regioni Arabe (CELRA), ricevuti in udienza in Vaticano al termine del loro incontro annuale a Roma.

La Conferenza riunisce le giurisdizioni di rito latino presenti in 17 Paesi nel Medio Oriente, nella Penisola Arabica e nel Corno d'Africa: Egitto, Siria, Iraq, Libano, Giordania, Israele, Palestina, Cipro, Gibuti, Somalia, Emirati Arabi Uniti, Oman, Yemen, Bahrein, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita.

Rivolgendosi ai vescovi, il Papa ha ricordato le Chiese locali che "operano in contesti spesso segnati da tensioni politiche, sociali e religiose" e ha reso omaggio ai martiri di quelle terre: suor Leonella Sgorbati, missionaria della Consolata, le Missionarie della Carità uccise in Yemen mentre servivano i più vulnerabili, e i tanti sacerdoti, religiosi e fedeli caduti in Iraq, in Siria e “in altre terre segnate dalla violenza.” "I loro nomi forse non sono conosciuti dal mondo, ma sono ben noti a Dio", ha affermato il Papa, invitando le comunità a "non cedere né alla paura né alla rassegnazione".

Il Pontefice ha esortato i presuli a restare "pastori vicini al vostro popolo", specialmente di fronte all'emigrazione forzata di molte famiglie cristiane. "La fecondità della Chiesa non si misura nei numeri, nelle strutture o nelle risorse, ma nella fedeltà al Vangelo", ha sottolineato, chiedendo comunità capaci di "vivere, servire e sperare insieme" nel cuore di società segnate da conflitti. “Una comunità piccola, se radicata in Cristo, può essere una presenza preziosa: non perché cerca il potere, ma perché serve, ha ribadito; non perché s’impone, ma perché testimonia; non perché risponde alla violenza con altra violenza, ma perché oppone alla forza la carità. Ha inoltre invitato a non perdere di vista "l'essenziale della missione della Chiesa: l'annuncio del Vangelo, la preghiera, i Sacramenti e la formazione cristiana", raccomandando cura particolare per le famiglie e per i giovani, "spesso divisi tra grandi aspirazioni e un futuro incerto".

Particolare attenzione è stata riservata ai migranti, numerosi nei Paesi del Golfo e spesso segnati da solitudine e precarietà: "Riconoscete in ogni migrante un fratello e una sorella", ha detto Leone XIV, invitando a fare delle comunità cristiane "case nelle quali nessuno si senta straniero". Il Papa ha inoltre incoraggiato la comunione tra i diversi riti presenti nella regione e un "dialogo sincero" con le altre confessioni cristiane e con i musulmani, "senza rinunciare alla propria identità".

Concludendo, il Pontefice ha invitato i vescovi a non cercare "anzitutto il successo o il riconoscimento", ma la fedeltà: "Siate voce di verità, di giustizia e di pace; uomini di preghiera, pastori vicini alla vostra gente, artigiani della riconciliazione e testimoni della misericordia". Ha affidato le Chiese delle regioni arabe alla protezione della Vergine Maria, Regina della pace, assicurando ai presuli: "Non siete soli. La Chiesa universale guarda alle vostre comunità con affetto". (MLK) (Agenzia Fides 4/9/2026)


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