AFRICA/ZAMBIA -Tensioni post-elettorali: chiuse le Alte Corti mentre l’opposizione prepara il ricorso

lunedì, 24 agosto 2026

Lusaka (Agenzia Fides) – Ancora tensioni post-elettorali in Zambia, dove oggi, 24 agosto, i tribunali superiori, compresi quelli di Lusaka, Ndola e di altre città, sono stati chiusi, impedendo al leader dell’opposizione Brian Mundubile di presentare una petizione contro la vittoria del presidente Hakainde Hichilema alle elezioni tenutesi il 13 agosto (vedi Fides 13/8/2026). Secondo i risultati ufficiali pubblicati dalla Commissione Elettorale Indipendente, Hichilema ha vinto con 2.965.326 voti, pari al 60,49% dei 4.902.050 voti validi espressi. Il principale concorrente, Brian Mundubile, ha ottenuto circa 1.856.217 voti, pari al 37,87% del totale (vedi Fides 18/8/2026).

I social media legati all’opposizione affermano che le diverse sedi dell’Alta Corte siano state chiuse in base a una direttiva governativa che avrebbe disposto la chiusura di «tutte le Alte Corti fino a nuovo avviso», specificamente per impedire a Mundubile di presentare il ricorso. Finora, tuttavia, queste affermazioni non sono state pienamente corroborate da dichiarazioni ufficiali della magistratura.

Alcuni media locali riferiscono che l’ingresso dell’Alta Corte di Lusaka è stato transennato con nastro giallo, come se si trattasse di una scena del crimine, e che lo stesso sarebbe avvenuto presso l’Alta Corte di Ndola.

Ai sensi dell’articolo 103 della Costituzione zambiana, un ricorso contro i risultati delle elezioni presidenziali deve essere generalmente presentato entro sette giorni dalla proclamazione dei risultati, termine che scade intorno al 24-25 agosto. La Corte costituzionale ha quindi un periodo limitato, in genere 14 giorni, per pronunciarsi.

Mundubile ha pubblicamente respinto i risultati, denunciando irregolarità nello spoglio, nella trasmissione e nella proclamazione dei risultati, e ha annunciato che avrebbe presentato ricorso. Il suo team ha incaricato degli avvocati e preparato la documentazione necessaria. Mundubile e il suo candidato alla vicepresidenza, Makebi Zulu, si sono autoimposti un esilio presso la sede di un’agenzia delle Nazioni Unite a Lusaka, temendo di essere arrestati con l’accusa di aver preso parte a un presunto complotto insurrezionale (vedi Fides 18/8/2026).

Nel frattempo, il Council of Churches in Zambia (CCZ) e l’Independent Churches of Zambia (ICOZ) hanno chiesto di fare chiarezza, attraverso un’inchiesta indipendente, sulla morte dell’ex ministro dei Trasporti e parlamentare del partito Lunte, Mutotwe Kafwaya (vedi Fides 21/8/2026).

Kafwaya, ex ministro del governo del Fronte Patriottico e in seguito legato a figure dell’opposizione, è stato ferito mortalmente il 14 agosto durante un raid congiunto delle forze di sicurezza in un’abitazione a Kabulonga, Lusaka, collegata a Mundubile.

Per giorni la sorte di Kafwaya è rimasta incerta, fino a quando, la sera del 19 agosto, la polizia ha reso nota la sua morte. Sulla vicenda sono emerse versioni contrastanti. La polizia afferma che il politico è stato ucciso nel corso di una sparatoria tra le forze dell’ordine e un gruppo armato che era asserragliato all’interno dell’abitazione. Mundubile e i suoi sostenitori hanno respinto le affermazioni riguardanti la presenza di una milizia armata pronta a un’insurrezione, dichiarando che Kafwaya è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco all’interno di una camera da letto, alla presenza di testimoni, e chiedendo un’indagine indipendente. (L.M.) (Agenzia Fides 24/8/2026)


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