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El Obeid (Agenzia Fides) – El Obeid continua a rappresentare uno dei principali focolai della crisi in Sudan. La città è bersaglio di continui attacchi con droni, mentre la popolazione deve fare i conti con la carenza d'acqua, le frequenti interruzioni di corrente, l'insicurezza alimentare e il crescente rischio di violenze sessuali, in particolare per le donne costrette a percorrere lunghe distanze per approvvigionarsi di acqua. A queste criticità si aggiunge il rischio di carestia in Darfur, aggravato dalla siccità, dall'aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, dalla radicata insufficienza di fondi destinati agli aiuti umanitari e dal ruolo del conflitto nell'alimentare i traffici illeciti di oro e gomma arabica. Secondo le Nazioni Unite, nei primi cinque mesi del 2026 gli attacchi con droni hanno provocato la morte di oltre 1.000 civili.
Domenica 2 agosto, secondo quanto riferito da un'organizzazione per i diritti umani, l'esercito sudanese ha colpito con un drone un tribunale tradizionale nel villaggio di Garra al-Zawaya, nel Darfur settentrionale. L'attacco avrebbe causato la morte di 35 persone e il ferimento di numerosi civili, oltre a danneggiare l'edificio che ospita il tribunale, un'istituzione tradizionale incaricata della risoluzione delle controversie locali e tribali. Il villaggio è attualmente sotto il controllo delle Forze di Supporto Rapido (RSF).
Garra al-Zawaya si trova vicino alla città di Kabkabiya, nel Darfur settentrionale, a circa 150 chilometri a ovest di El-Fasher, l'ultima roccaforte dell'esercito in Darfur, conquistata dalle RSF dopo una sanguinosa offensiva nell'ottobre dello scorso anno (vedi Agenzia Fides 28/10/2026). Dopo la presa della città, le RSF, nate dalle milizie Janjaweed accusate di atrocità in Darfur nei primi anni 2000, hanno consolidato il controllo su gran parte della regione. Da allora, entrambe le parti hanno intensificato il ricorso ai droni, rendendo questa tecnologia uno degli strumenti principali del conflitto.
La scorsa settimana, dopo aver perso il controllo di un'importante arteria stradale che collega Khartoum a El Obeid, il comandante delle RSF, Mohamed Hamdan Daglo, ha diffuso un videomessaggio rivolto ai propri combattenti, invitandoli a intensificare le operazioni sul fronte. Le Nazioni Unite hanno più volte avvertito che un'ulteriore avanzata delle RSF verso El Obeid e nell'intera regione del Kordofan potrebbe provocare nuove stragi di massa.
(AP) (Agenzia Fides 3/8/2026)