ASIA/LAOS - “Nella povertà delle risorse, la creatività della Chiesa in Laos, che vive l’essenziale della fede": il racconto di padre Figaredo

mercoledì, 17 giugno 2026

Una cappella cattolica in un villaggio remoto in Laos

di Paolo Affatato

Vientiane (Agenzia Fides) – La Chiesa cattolica in Laos sta vivendo una delicata ma promettente fase di transizione, segnata dal “passaggio di testimone” tra la generazione dei Pastori che hanno guidato la comunità ecclesiale nei decenni più difficili e una nuova generazione di Vescovi, sacerdoti e laici, chiamata a raccoglierne l'eredità. È quanto racconta all'Agenzia Fides il gesuita spagnolo padre Enrique Figaredo Alvargonzález SJ, Prefetto Apostolico di Battambang, in Cambogia, e Presidente della Conferenza episcopale di Laos e Cambogia (CELAC). La comunità cattolica del Laos conta circa 50 mila fedeli – meno dell'1% della popolazione nazionale – distribuiti in quattro Vicariati apostolici del Paese. La Chiesa locale è servita, nel complesso, da una cinquantina di sacerdoti, tre Vescovi, numerosi catechisti e religiose, che assicurano la vita pastorale di comunità spesso disperse in aree remote del territorio.

"In Laos stiamo vivendo la fase di passaggio a una nuova generazione", osserva a Fides p. Figaredo. “Anche nella Chiesa c'è una nuova generazione di Vescovi e sacerdoti. I più anziani, come il cardinale Louis-Marie Ling Mangkhanekhoun, non sono più nelle condizioni di svolgere pienamente il loro ministero. Si apre dunque un nuovo capitolo, nel segno della speranza”, nota.
Secondo il missionario gesuita, la generazione precedente, cresciuta prima del regime comunista, aveva avuto la possibilità di formarsi all'estero e di avere contatti e arricchire il suo patrimonio spirituale nello scambio con le Chiese in altri continenti, tramite l’apporto dei missionari. Tra la fine del 1975 e il 1976, dopo la presa del potere da parte del movimento comunista Pathet Lao e la proclamazione della Repubblica Democratica Popolare del Laos, il regime comunista chiuse il paese ed espulse i missionari stranieri. Oggi, in generale, il personale ecclesiale proviene dal contesto locale e dispone di minori opportunità formative e linguistiche rispetto al passato, anche se alcuni nuovi Vescovi, come mons. Andrew Souksavath Nouane Asa, formatosi in Canada, e mons. Anthony Adoun Hongsaphong, che ha vissuto in Svizzera, hanno potuto studiare e fare esperienza all’estero. "La nuova generazione – spiega il presidente della CELAC – non possiede la stessa ricchezza di esperienze umane, spirituali, pastorali e culturali che esisteva quando i missionari erano presenti. Tuttavia, proprio nella povertà delle risorse emerge una grande creatività".
Una delle caratteristiche più evidenti della Chiesa laotiana è infatti il protagonismo dei laici. "I Vescovi credono molto nei laici e affidano loro numerose responsabilità. Sono i laici che spesso organizzano le parrocchie, accompagnano le comunità e collaborano nell’opera di formazione nei seminari minori. Il loro coinvolgimento è fondamentale”.
Tra le iniziative più significative vi è quella promossa da mons. Andrew Souksavath, che ha inviato numerosi giovani nelle Filippine per partecipare a programmi di formazione alla leadership. "È un esempio concreto di creatività pastorale", nota il Presidente della CELAC. "Si investe nella formazione e nella partecipazione. Tuttavia, rimane il problema della povertà: molti giovani che ricevono una preparazione grazie alla Chiesa finiscono poi per emigrare in Thailandia alla ricerca di un lavoro". La migrazione continua infatti a rappresentare una delle principali sfide per il Paese. L'economia laotiana si basa prevalentemente sull'agricoltura e su un turismo in graduale crescita. Negli ultimi anni sono arrivati consistenti investimenti stranieri, soprattutto dalla Cina, ma i benefici non raggiungono sempre le comunità locali. "Si parla di modernizzazione e sviluppo, ma tutto resta fortemente controllato dal governo e non esiste una piena libertà", osserva p. Figaredo. "Nonostante ciò, la Chiesa riesce a muoversi all'interno di questo quadro con prudenza e saggezza".

La vita ecclesiale continua, infatti, a svolgersi con discrezione e perseveranza: "Vescovi e sacerdoti amministrano i sacramenti, accompagnano i fedeli e mantengono viva la fede nelle piccole comunità. Devono continuamente presentare rapporti alle autorità governative e affrontare numerosi adempimenti burocratici. È faticoso, ma lo fanno con pazienza". Secondo il missionario, ciò che colpisce maggiormente è la serenità dei fedeli. "I cattolici laotiani hanno pace nel cuore. Vivono la loro fede con gioia, nonostante le difficoltà. Hanno una fede profonda e rimangono fedeli a Cristo e alla sua missione".
Questa vitalità emerge anche nell'opera di evangelizzazione. La pastorale continua attraverso visite ai villaggi più remoti, dove i cattolici sono spesso dispersi in piccole comunità. Non sempre sacerdoti e vescovi riescono a raggiungerli, per cui molti compiti vengono affidati ai laici. "Entrare nei villaggi non è semplice", racconta Figaredo. "Bisogna informare preventivamente le autorità e spesso gli ufficiali chiedono spiegazioni sulle attività svolte". Nonostante ciò, continuano i battesimi di bambini e adulti e non mancano conversioni che coinvolgono intere famiglie o perfino interi villaggi provenienti da tradizioni animiste. Padre Figaredo ricorda in particolare l'impegno di mons. Jean Khamsé Vithavong (1942–2024), Vescovo cattolico appartenente alla congregazione dei Missionari Oblati di Maria Immacolata che, fino agli ultimi giorni della sua vita, si è dedicato ad accogliere nuovi battezzati e nuove comunità nella Chiesa. "La difficoltà successiva è la registrazione ufficiale dei nuovi cattolici. Il governo consente l'adesione alla Chiesa, ma le procedure di riconoscimento sono lunghe e complesse".

Un grande segno di speranza per la Chiesa in Laos è stata l’ordinazione sacerdotale, nell'aprile 2026, dei primi due religiosi Redentoristi laotiani, padre Peter Gnantina Phiakeo e padre Philip Nouy Kamhou: “Questo infonde fiducia nel futuro perché emergono e giungono a compimento vocazioni al sacerdozio autoctone”, nota. I due nuovi sacerdoti hanno compiuto il loro percorso formativo tra Laos, Thailandia, Filippine e Australia, grazie al sostegno della Provincia Redentorista della Thailandia. Essi, dunque, “portano un'esperienza internazionale e una formazione che potrà aiutare la Chiesa locale ad affrontare le sfide future”, rileva il gesuita.
Un importante incoraggiamento è giunto di recente anche dall'incontro con Papa Leone XIV, durante la visita ad limina apostolorum compiuta dai Vescovi di Laos e Cambogia: "I Vescovi laotiani sono tornati molto felici. Hanno potuto condividere con il Papa la realtà del Laos, che spesso è difficile da raccontare apertamente a causa della sua complessità".
Guardando al futuro, il Presidente della CELAC vede segnali positivi sia nella Chiesa sia nella società. "La Chiesa in Laos continua a camminare con pazienza e a piccoli passi. Le cose si stanno muovendo e il tempo è dalla nostra parte. Sta emergendo una nuova generazione che partecipa sempre più attivamente alla vita ecclesiale e pubblica". Anche sul piano politico, osserva, alcuni giovani membri del nuovo Parlamento sembrano orientati a una maggiore apertura verso il mondo esterno e a una visione diversa rispetto al passato. "Nutriamo speranza in un rinnovamento generale, portato dalle nuove generazioni".

Particolare attenzione è rivolta ai giovani. Una delegazione di giovani proveniente da Laos e Cambogia parteciperà alla Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) in Corea del Sud nel 2027. Se per i giovani cambogiani le procedure amministrative risultano più semplici, quelli laotiani devono affrontare maggiori difficoltà legate ai visti e ai costi di viaggio. "Grazie al sostegno delle comunità coreane e di altri Paesi asiatici, anche un piccolo gruppo di giovani laotiani potrà essere presente", riferisce Figaredo. "Per coloro che resteranno nel Paese, celebreremo la GMG a livello locale".
Nel quotidiano della Chiesa laotiana, conclude il missionario, emerge sempre più il valore della vita cristiana ordinaria: "I fedeli non cercano e non fanno cose straordinarie. Desiderano poter partecipare alla messa, seguire il catechismo, vivere la comunità. Le cose semplici ed essenziali sono quelle che contano davvero. La Chiesa in Laos ci insegna e ci riporta all’essenziale della vita cristiana”.
In questo cammino, Laos e Cambogia continuano a rafforzare i loro legami ecclesiali. "Tra le nostre Chiese esiste un clima di fraternità e cooperazione. Ci sentiamo vicini gli uni agli altri. Appena possibile ci incontriamo, trascorriamo tempo insieme, dialoghiamo e condividiamo le nostre esperienze". È anche da questa comunione che la Chiesa del Laos trae la forza per continuare il suo percorso, con fiducia e speranza.
(Agenzia Fides 17/6/2026)


Condividi: