AFRICA/MOZAMBICO - Tra lacrime e indignazione il commiato al vescovo Osório Citora uomo di pace, missionario che credeva nella bontà delle persone

lunedì, 15 giugno 2026



Nampula (Agenzia Fides) – L’arcidiocesi di Beira e quella di Quelimane hanno i nuovi Amministratori Apostolici. A darne notizia il Nunzio Apostolico in Mozambico, Arcivescovo Luís Miguel Muñoz Cárdaba, durante la messa funebre, celebrata venerdì 12 giugno nella cattedrale di Nostra Signora della Liberazione a Quelimane, per il Vescovo Osório Citora, IMC, rimasto ucciso lo scorso 6 giugno. Nello specifico, Papa Leone XIV ha nominato l’attuale Vescovo di Caia, Antônio Bogaio che si prenderà cura del territorio di Beira, e l’attuale Vescovo di Alto Molocue, Estevão Ângelo Fernando, di quello di Quelimane. I due leader religiosi guideranno temporaneamente le comunità cattoliche di queste regioni fino alla nomina dei vescovi permanenti da parte del Papa.

“Oggi lasci tua madre Amélia per la Chiesa, e noi la accogliamo con amore e gratitudine. Grazie, Madre Amélia, per aver offerto tuo figlio al servizio di Dio e del suo popolo. Osório non appartiene più solo alla famiglia che lo ha generato; appartiene anche alla Chiesa che ha servito fedelmente fino alla fine. Oggi ritorni alla Casa del Padre, ma lasci incisa nel cuore di questa Chiesa la testimonianza di un pastore fedele, di un missionario dedito e di un uomo che ha vissuto per Dio e per i suoi fratelli e sorelle. Riposa in pace, fratello.” Nell'omelia, il nunzio Apostolico Muñoz Cárdaba ha detto che hanno ucciso un uomo di pace, un missionario che credeva nella bontà delle persone. “Oggi non dovremmo essere qui, non dovremmo celebrare questo funerale. Quello che è accaduto non sarebbe mai dovuto accadere. Mai prima, nella storia del Mozambico, un vescovo era stato assassinato” rimarca il nunzio, il quale ha auspicato che vengano fatti conoscere “con certezza tutti i motivi che sono dietro questa morte violenta. Per quanto dolorosi essi siano, non dobbiamo aver paura della verità. La libertà ci rende liberi”.

La celebrazione di commiato di don Osorio, svoltasi sabato 13 giugno nella Cattedrale di Nostra Signora di Fatima a Nampula, è stata caratterizzata da un altrettanto forte appello alla pace e al rispetto della vita umana. Nella sua omelia, l'Arcivescovo di Nampula, Dom Inácio Saúre, ha descritto l'assassinio del Vescovo di Quelimane un atto barbarico e ha affermato che il caso si inserisce in una preoccupante ondata di violenza che continua ad affliggere il Mozambico. Davanti a migliaia di fedeli e a diverse autorità, il Vescovo Inácio ha ricordato che gli autori del crimine sono riusciti solo a uccidere il corpo del Vescovo Osório, ma non potranno cancellare la sua testimonianza di fede, missione e servizio. Il prelato ha inoltre sottolineato che la morte del vescovo dovrebbe servire da monito per l'intera società, affermando che non è sufficiente chiarire solo questo caso, ma che è necessario combattere le cause profonde della violenza e della cultura della morte nel Paese. L'Arcivescovo di Nampula ha presentato Dom Osório come un pastore fedele al Vangelo, impegnato per la pace, la riconciliazione e la promozione della dignità umana. Infine, ha chiesto che il Mozambico ponga fine agli omicidi di uomini e donne di valore e che questa tragedia diventi un punto di svolta per la costruzione di una società più giusta e pacifica.

Tra i messaggi di familiari, missionari della Consolata, della comunità cristiana e delle autorità, a nome della famiglia è stato ricordato il percorso di vita del Vescovo di Quelimane come quello di un uomo di fede, semplicità, umiltà e dedizione al popolo di Dio. I missionari della Consolata hanno sottolineato la gioia di don Osório, il suo impegno vicino alle comunità e la sua profonda passione per la Parola di Dio. A sua volta, il Governo della Provincia di Nampula ha definito don Osório una risorsa per tutto il popolo mozambicano, sottolineando che la sua testimonianza di amore per il prossimo, umiltà e servizio rimarrà viva nella memoria della Chiesa e della società. La famiglia del vescovo ha espresso pubblicamente profondo dolore e delusione per le circostanze che hanno portato alla tragica scomparsa del prelato. I familiari più stretti hanno descritto il caso come un omicidio barbaro e crudele, lanciando un messaggio forte, incisivo e deciso alla diocesi di Quelimane. Tra le lacrime e un'evidente indignazione, la famiglia ha salutato la città di Quelimane, deplorando profondamente la violenza con cui la vita di don Osorio è stata spezzata. Nonostante l'indignazione espressa, la famiglia ha voluto ringraziare tutti per il sostegno istituzionale e comunitario ricevuto durante questi difficili giorni di lutto.
(AP) (Agenzia Fides 15/6/2026)


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