AFRICA/SUDAFRICA - Stretta sull’immigrazione illegale dopo l’ondata xenofoba. “Ma la colpa dei mali del Sudafrica non può essere attribuita agli stranieri” ricorda Mons. Sipuka

mercoledì, 10 giugno 2026

Johannesburg (Agenzia Fides) – “Il nostro Paese non è xenofobo, né razzista, ma le leggi sull’immigrazione vanno rispettate ed è compito solamente dello Stato, e non di altri, di farlo”. Si possono riassumere così i concetti espressi dal Presidente sudafricano Cyril Ramaphosa nel suo discorso alla nazione del 7 giugno nel quale ha delineato un approccio globale alla gestione della migrazione che prevede nuove restrizioni per i migranti irregolari. Il provvedimento è stato adottato dal Consiglio dei ministri e approvato dal Consiglio di coordinamento presidenziale.
Ramaphosa ha affermato di prendere atto delle preoccupazioni dei sudafricani sull’immigrazione irregolare, una questione esacerbata dalle difficili condizioni economiche nelle quali vive la maggior parte della popolazione locale. “Molti sudafricani si pongono domande difficili ma legittime” afferma il Presidente. “Si chiedono se i nostri confini siano sicuri. Sono preoccupati per i posti di lavoro. I sudafricani sollevano queste questioni perché sono preoccupati per la pressione sui servizi pubblici.
Sono preoccupati per la sicurezza e lo Stato di diritto”. “Queste preoccupazioni sono reali. Meritano di essere ascoltate. Meritano di essere affrontate” riconosce Ramaphosa. Nei mesi scorsi si sono avuti episodi di violenza contro immigrati da parte dei sudafricani. Un’escalation di violenza che era stata denunciata dai Vescovi sudafricani (vedi Fides 21/5/2026) e che ha costretto diversi cittadini di altri Paesi africani a lasciare il Sudafrica (vedi Fides 2/6/2026).
Ramaphosa sottolinea che occorre “riconoscere che l'immigrazione clandestina non è la causa di tutte le nostre difficoltà economiche” e che la soluzione ai problemi sociali ed economici della nazione “deve essere una crescita economica più rapida, maggiori investimenti, espansione industriale, sviluppo delle infrastrutture e creazione di milioni di nuovi posti di lavoro”.
Il Presidente sudafricano ribadisce altresì che “la responsabilità di far rispettare le leggi sull'immigrazione spetta allo Stato e solo allo Stato” anche se ammette che “vi sono state lacune nella gestione dei flussi migratori”. La stretta sull’immigrazione clandestina prevede: intensificazione delle attività di identificazione ed espulsione di cittadini stranieri senza documenti; sanzioni pecuniarie e penali per i datori di lavoro che assumono lavoratori senza documenti; rafforzamento dei controllo delle frontiere e sradicamento della corruzione nel sistema immigratorio; registrazione biometrica per tutti i residenti per combattere il furto d'identità. Saranno inoltre introdotte quote settoriali per l'impiego di lavoratori stranieri attraverso una nuova politica migratoria e verrà adottata una gestione delle richieste di asilo nei pressi delle frontiere.
Nella sua lettera pastorale “Do Not Turn Away the Stranger”, del 9 giugno Mons. Sithembele Sipuka, Arcivescovo di Città del Capo, Presidente della South African Council of Churches (SACC alla quale aderiscono le principali denominazioni cristiane tra cui la Chiesa cattolica) accoglie con favore il riconoscimento da parte del governo del problema e il suo impegno ad agire. Nella lettera pastorale riprende diversi temi sollevati dal Presidente Ramaphosa, in particolare il riconoscimento che la migrazione non è la causa principale delle difficoltà economiche del Sudafrica. Mons. Sipuka sostiene che i tassi di disoccupazione superiori al 40% non possono essere attribuiti ai migranti, ma sono invece legati a fallimenti sistemici come la corruzione, l'inadeguata istruzione e la disuguaglianza economica. "Dare la colpa allo straniero significa lasciare che i veri colpevoli sfuggano al controllo" afferma e aggiunge che “il crimine non ha nazionalità". “La risposta al crimine è la giustizia applicata ai colpevoli, mai la violenza inflitta agli innocenti”. (L.M.) (Agenzia Fides 10/6/2026)


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