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Mogadiscio (Agenzia Fides) - La situazione in Somalia rimane fragile, con la recrudescenza della pirateria, il peggioramento della crisi umanitaria e le tensioni politiche che rappresentano le principali sfide del momento. Sono oltre 6 milioni i somali che si trovano ad affrontare una grave insicurezza alimentare (vedi Agenzia Fides 3/3/2026). Il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia avverte che la situazione è peggiorata a causa del più ampio impatto regionale del conflitto tra Stati Uniti e Iran e dei continui cambiamenti climatici. Dall'inizio dell'anno più di 500 mila persone sono state sfollate, oltre il 90% a causa della siccità, in aggiunta ai 3,3 milioni di somali già costretti a lasciare le proprie case. I bambini rappresentano la fascia particolarmente colpita. La crisi umanitaria è sempre più grave anche per la siccità che ha distrutto mezzi di sussistenza, compresi i raccolti, e ha ucciso il bestiame. L'intera popolazione è in attesa di aiuti essenziali non ancora arrivati, anche a causa dei tagli ai finanziamenti diminuiti drasticamente. Quest'anno, secondo il Servizio di monitoraggio finanziario dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, è stato ricevuto solo il 14% dei fondi richiesti. Secondo quanto riferito da funzionari, la Somalia è stata intenzionalmente esclusa dal programma di aiuti umanitari globali da 2 miliardi di dollari annunciato dagli Stati Uniti per quest'anno, a causa di accuse di appropriazione indebita di fondi, corruzione e distruzione di un magazzino del Programma Alimentare Mondiale (PAM) finanziato dagli Stati Uniti nel Paese.
A questo contesto così precario si aggiunge il fenomeno della pirateria. Solo negli ultimi giorni al largo delle coste somale sono stati registrati abbordaggi, sequestri, dirottamento di grandi navi a largo delle coste e la presa in ostaggio dei marinai.
L'instabilità politica, inoltre, si è acuita con l'approvazione, osteggiata e boicottata dalla coalizione di opposizione, da parte del Parlamento lo scorso 4 marzo, della nuova Costituzione che ha visto la revisione e modifica di quella provvisoria del 2012. La riforma più significativa, e più contestata, tra quelle varate è quella che introduce, dopo oltre mezzo secolo, il sistema elettorale a suffragio universale che permetterà per la prima volta ai cittadini di eleggere i membri del Parlamento. Fino ad oggi infatti in Somalia vigeva un sistema di voto basato sulle appartenenze ai clan ed erano gli esponenti di tali clan a nominare deputati e senatori, i quali a loro volta eleggevano il capo dello Stato.
Non si arresta il conflitto con Al-Shabaab, che continua a controllare il territorio e a imporre tasse su acqua e cibo. L'instabilità politica è elevata, con continue tensioni tra il governo federale e gli stati membri come il Puntland e il Jubaland.
(AP) (Agenzia Fides 29/4/2026)