AMERICA/CUBA - “Fiaccola luminosa in mezzo a tante tenebre”: i Vescovi difendono il Papa dagli attacchi e accompagnano il popolo in mezzo alla crisi

venerdì, 17 aprile 2026

Santa Clara (Agenzia Fides) – I vescovi di Cuba manifestano la loro “più profonda comunione e filiale affetto” a Papa Leone XIV, in una lettera che porta la data del 13 aprile 2026, nella quale esprimono la loro vicinanza al Pontefice di fronte agli attacchi ricevuti negli ultimi giorni e ringraziano per la sua testimonianza a favore della pace e dei più vulnerabili.
Nel testo, firmato dal Presidente della Conferenza dei Vescovi cattolici di Cuba, il Vescovo di Santa Clara Arturo González Amador, i presuli sottolineano che, “in un mondo ferito da conflitti e guerre”, l’invito del Papa a lavorare per la pace “si trasforma in una voce profetica e in una fiaccola luminosa in mezzo a tante tenebre”.
I vescovi evidenziano inoltre che, quando il Papa “viene attaccato o denigrato per la sua fedeltà al Vangelo e la difesa dei poveri ed esclusi”, egli rende presente “in modo tangibile il Signore Gesù”, e assicurano la loro preghiera e vicinanza, invocando la protezione della Vergine della Carità del Cobre sul suo ministero.

Questo gesto di comunione ecclesiale avviene in un contesto particolarmente complesso per l’isola. Cuba sta attraversando una delle crisi più profonde della sua storia recente, segnata dalla carenza di alimenti, medicinali e carburante, oltre che da prolungati blackout che colpiscono gravemente la vita quotidiana della popolazione. Le difficoltà economiche legate all’embargo imposto dagli Stati Uniti hanno generato un crescente malcontento sociale, che in alcuni casi è sfociato in proteste in diverse regioni del Paese.

A questo quadro si aggiunge la preoccupazione per l’aumento delle incarcerazioni di persone che dissentono dalla politica governativa. Secondo quanto rivelato dall’ultimo rapporto dell’organizzazione Prisoners Defenders, relativo a marzo 2026, il numero di prigionieri per motivi politici ha superato il migliaio negli ultimi mesi, con nuovi arresti, anche di donne e minori, legati a proteste pacifiche e all’espressione di opinioni critiche. Il documento segnala inoltre che molti detenuti presentano problemi di salute senza un’adeguata assistenza medica, in condizioni che suscitano forte preoccupazione.

Di fronte a questa situazione, Caritas Cuba ha intensificato la distribuzione degli aiuti umanitari. Attraverso la sua rete, ha fatto arrivare alimenti, prodotti per l’igiene e articoli essenziali per la casa alle famiglie vulnerabili in diverse diocesi. L’organizzazione ha sottolineato che queste risorse sono destinate ad accompagnare chi ha più bisogno, in un contesto in cui le carenze materiali sono sempre più evidenti. Tuttavia, la mancanza di carburante e i limiti logistici incidono anche sulla capacità della Chiesa di distribuire gli aiuti e raggiungere tutte le comunità.

Dall’inizio del 2026, la Conferenza dei Vescovi cattolici di Cuba ha ribadito in più occasioni i suoi appelli ad “affrontare la realtà del Paese con spirito di dialogo, speranza e responsabilità condivisa”, insistendo sulla necessità di “cercare vie che permettano di superare la crisi e alleviare la sofferenza del popolo cubano”, come ha espresso la stessa Conferenza nel comunicato del 12 febbraio 2026 chiedendo il rinvio della visita ad limina. In tale nota, i presuli hanno spiegato che la decisione rispondeva al “peggioramento della situazione socioeconomica del Paese, che genera grande instabilità e incertezza”, precisando che l’incontro con Papa Leone XIV, inizialmente previsto dal 16 al 20 febbraio 2026, è stato posticipato a una data successiva, senza che al momento sia stata fissata una nuova convocazione ufficiale. (Agenzia Fides 17/4/2026)


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