ASIA/INDIA - I laici cattolici indiani: dare ascolto al grido di pace che viene da credenti di tutte le religioni

venerdì, 17 aprile 2026

AICU

New Delhi (Agenzia Fides) - "Come cristiani indiani, appoggiamo con convinzione l'appello del Santo Padre per il cessate il fuoco, il dialogo e il ripristino della pace in Medio Oriente. La voce del Papa, radicata nel Vangelo di pace e compassione, risuona come un imperativo morale per tutta l'umanità in questi tempi turbolenti", afferma all'Agenzia Fides Elias Vas, Presidente nazionale della "All India Catholic Union" (AICU), la più grande confederazione nazionale di laici cattolici in Asia. "La pace è il bene più grande dell'umanità, la base per un futuro di prosperità", rileva.
L'AICU, organizzazione fondata nel 1919, operante attraverso 120 gruppi diocesani in tutto il paese con 16 milioni di membri, esprime solidarietà e sostegno all'appello di Papa Leone XIV per la fine immediata della devastante guerra che coinvolge Stati Uniti, Israele, Iran e Libano. Le ripercussioni della guerra - osserva il leader dell'AICU - "si propagano in tutto il mondo, influenzando i mercati energetici, il commercio globale attraverso il blocco nello Stretto di Hormuz, la sicurezza alimentare e la stabilità economica: tutti fattori che toccano anche l'India". L'AICU chiede ai governanti di "dare ascolto al coro globale di voci che chiedono la pace, provenienti da leader religiosi, società civile e semplici cittadini".
In India un ampio movimento che invoca la pace coinvolge leader e credenti delle diverse religioni. Il costante impegno della Chiesa indiana nel "promuovere l'armonia interreligiosa e favorire gli sforzi spirituali collettivi per la pace globale" - ha scritto la la Conferenza episcopale cattolica dell'India (CBCI) - si è espresso anche attraverso l'organizzazione di un evento tenutosi nei giorni scorsi a Delhi: la "Shanthi Sabha - assemblea multireligiosa per la pace" ha riunito rappresentanti della comunità cristiana, indù, musulmana, buddista, giainista, bahai e zoroastriana che, "nel contesto di numerosi conflitti e guerre in corso in tutto il mondo", hanno voluto essere l'uno accanto all'altro per pregare per la pace, per la riconciliazione tra i popoli, per l'armonia.
L'Arcivescovo Anil Joseph Couto, segretario generale della CBCI, ha acceso una lampada tradizionale e intonato con i presenti un bhajan (inno tradizionale) come segno della volontà comune di pace. I partecipanti hanno poi recitato insieme la preghiera "Signore, fa' di me uno strumento di pace", attribuita a san Francesco di Assisi, tenendo in mano candele accese. L'assemblea dei leader religiosi ha inoltre approvato la proposta di adottare una "risoluzione sulla pace globale", da proporre al mondo della politica e, tramite i governanti, alle istituzioni e alla comunità internazionale, come segno della volontà di pace che viene "dal basso", dalla società civile delle nazioni del mondo.
(PA) (Agenzia Fides 17/4/2026)



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