ASIA/SIRIA - Rapporto del Ministero della Giustizia sull’attentato stragista alla chiesa di Mar Elias

lunedì, 9 febbraio 2026 chiese orientali   medio oriente   terrorismo   jihadisti   settarismi  

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Damasco (Agenzia Fides) - Il Ministero della Giustizia siriano ha diffuso una lunga dichiarazione supportata da filmati in cui si riferiscono dettagli relativi alla strage perpetrata nella chiesa greco-ortodossa di Mar Elias, a Damasco, il 22 giugno 2025.
L’attacco suicida di marca jihadista fece strage tra i fedeli raccolti nella chiesa per partecipare alla divina liturgia, provocando almeno 25 vittime.
Immediatamente dopo la strage, rappresentanti del governo guidato da Ahmed al Sharaa indicarono come responsabili non meglio precisate cellule del cosiddetto “Stato Islamico” (Daesh), sigla del terrore jihadista che però non rivendicò l’attentato. La strage di cristiani era stata invece rivendicata da Saraya Ansar al-Sunna, nuova organizzazione fondata poco dopo il rovesciamento del regime di Assad, che aveva motivato il massacro come “punizione” seguita a una “”provocazione" dei cristiani di Damasco contro “la gente della fede".

Dopo quasi otto mesi, nel resoconto appena diffuso, i responsabili del Ministero affermano di aver identificato presto organizzatori e esecutori materiali dell’attacco suicida, riaffermando la loro affiliazione allo Stato Islamico fin dal 2017.
Il resoconto ministeriale descrive anche i loro spostamenti in Siria. E afferma che il commando avrebbe ricevuto ordini precisi di compiere una operazione coordinata attaccando con bombe e cinture esplosive sia la chiesa di Mar Elias (durante una celebrazione liturgica), sia il mausoleo islamico di Sayyida Zainab.
Nel resoconto, sulla base di interrogatori di complici arrestati, vengono forniti dettagli più che minuziosi anche sulla distribuzione degli incarichi nella realizzazione dell’attacco e sul processo di preparazione, assemblaggio e trasporto degli esplosivi utilizzati per compiere la strage.
La diffusione di informazioni dettagliate da parte del Ministero della Giustizia, presentata come prova dell’impegno profuso dalla nuova dirigenza siriana nel perseguire chi colpisce i cittadini cristiani suscita perplessità e domande in alcuni osservatori.
“Dal punto di vista del Ministero della Giustizia” si legge in una nota pubblicata sulla testata online SyriacPress “questa rapida sequenza di eventi serve come prova della ‘prontezza dello Stato e della sua capacità di raggiungere i veri responsabili’ e del fatto che le organizzazioni estremiste rimangono sotto sorveglianza e stretto monitoraggio”. Ma “In un Paese in cui l'opinione pubblica è da tempo abituata a indagini di sicurezza lunghe e riservate, la rapida comparsa di risultati così completi è sembrata a molti più simile a un fascicolo assemblato in fretta che allo smantellamento completo di una rete”. La versione ufficiale –aggiunge la nota critica – “fa riferimento a ‘leader all'interno dell'organizzazione’ senza nominarli, a fondi che sono stati versati senza chiarirne le provenienze e a materiali esplosivi conservati in abitazioni private senza spiegare come tutte queste fasi siano passate inosservate”. Inoltre, il ministero ha affermato che le indagini sono ancora in corso e che i sospetti saranno deferiti alla magistratura. Ma la trasmissione delle confessioni, “non sostituisce un processo pubblico, né esonera le autorità dal fornire una più ampia divulgazione della catena di responsabilità, compresa la responsabilità amministrativa e di sicurezza”. (GV) (Agenzia Fides 9/2/2025)


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